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La Fiamma: linea 1 yang, linea 2 yin, linea 3 yang, linea 4 yang, linea 5 yin, linea 6 yang, dal basso verso l'alto.

Esagramma 30

La Fiamma

· · L'Attaccarsi

Fuoco sotto, Fuoco sopra

Il segno

Il fuoco non ha un corpo proprio. Brucia solo attaccato a qualcosa — la legna, l'olio, la giornata che lo porta — e dura quanto dura quella cosa. Il segno raddoppia l'immagine, una luce sopra l'altra, e il nome che porta non dice ardere: dice stare attaccati. La domanda che apre la pagina è a che cosa sei attaccato adesso, e se quella cosa regge il tuo peso. La Grande Immagine assegna un compito solo, e non è risplendere: è subentrare alla luce e portarla su tutto il territorio.

Il segno mette in fila sei scene e non le tiene insieme un'ora sola. In basso i piedi si accavallano, e il testo non dice perché: chiede soltanto riguardo a dove si posano. Poi la fiamma tira al giallo, che in questo libro è il colore del centro, e la riga sta esattamente al centro del trigramma di sotto. Al terzo posto compare l'unica ora che il segno nomina: il sole ha passato il mezzo. Lì si batte un vaso di terracotta e si canta, oppure resta il sospiro di chi è molto vecchio. Al quarto qualcosa arriva di colpo, brucia, muore, viene buttato via — quattro immagini secche, nessun prognostico. Al quinto le lacrime escono a fiotti, e proprio quel pianto il testo chiama propizio. In cima il re parte per la campagna e le teste cadono.

Perché questo nome

離 non significa «fuoco»: come parola vale «attaccarsi a, essere appeso a», ed è il 彖 dello stesso segno a glossarlo 離也者麗也. Il grafo porta 隹, l'uccello, e la parte sinistra è un ordigno da cattura: da lì 罹 «incappare, restare preso». La resa astratta che nomina la relazione — «L'Aderire» — dice la grammatica del carattere e non mostra nulla; il criterio §H chiede un sostantivo concreto. La cosa concreta che questo esagramma mette in scena è il fuoco e la luce del giorno: 明兩作 nella Grande Immagine, il giallo al secondo posto, il sole che scavalca il mezzogiorno al terzo, 焚如 «brucia» al quarto. «La Fiamma» tiene il concreto e per di più conserva la relazione, perché la fiamma è esattamente ciò che non può esistere staccato: brucia solo attaccata a ciò che consuma. Scartato «L'Attaccarsi», verbo sostantivato che funziona da glossa e male da titolo di pagina, come il lessico osserva per l'8 比.

Noto anche come: L'Aderire, Il Fuoco, La Luce, Lo Splendore, La Chiarezza, The Clinging.

Come si legge

Fuoco: linea 1 yang, linea 2 yin, linea 3 yang, dal basso verso l'alto.Trigramma inferioreFuoco ·
Fuoco: linea 1 yang, linea 2 yin, linea 3 yang, dal basso verso l'alto.Trigramma superioreFuoco ·

Due volte lo stesso trigramma, fuoco sopra fuoco. Dentro ciascuno una riga che cede, tenuta stretta fra due righe piene: quel vuoto in mezzo è ciò che fa la fiamma, e sono i due posti centrali, il secondo e il quinto, a portarlo. La spiegazione antica del giudizio lo dice per esteso: ciò che cede sta attaccato al centro e al posto che gli spetta, e per questo la via è aperta. Il terzo e il quarto posto sono la giuntura fra i due fuochi, ed è lì che il segno si rompe — uno si consuma insieme al giorno, l'altro divampa senza avere nulla sotto, e la sua Piccola Immagine constata che non c'è posto che lo tenga. Capovolta, la figura è identica a sé. Il suo opposto è la Fossa; dentro porta il Grande Sconfinamento, la trave sotto troppo carico.

Il responso

Giudizio 卦辭

離,利貞,亨,畜牝牛吉。

La fiamma. Conviene tenere fermo, e la via è aperta. Alleva una vacca: è propizio.

lettura filologica

離, l'attaccarsi [麗]. Giova divinare. L'offerta passa. Allevare la vacca: fausto.

Glossa carattere per carattere
attaccarsi a, restare appeso a; il grafo porta 隹 «uccello» e a sinistra un ordigno da presa, da cui anche 罹 «incappare». La glossa che il libro dà di sé è 麗 «aderire»Schuessler
利貞lì zhēnformula oracolare: giova sottoporre la cosa a presagioKunst
hēngpresentare l'offerta ed essere accolti; stesso grafo arcaico 亯 di 享 e 烹Shaughnessy 2022
allevare, tenere bestiame; il carattere vale anche «accumulare, mettere da parte» (= 蓄), ed è quello che dà il nome al 9 e al 26Schuessler
pìnla femmina degli animali, in opposizione a 牡 il maschio: l'animale che si tiene e si governa, non quello che si aggioga
niúil bovino; con 牝 davanti, la vacca
Il testo è ambiguo su
  • penetrare, riuscire (lettura ricevuta)
  • 享 offerta accolta (lettura filologica)

Scelta: offerta accolta nel LIT, «la via è aperta» nel PUBIl salto LIT→PUB va annotato a ogni occorrenza: è scelta espressiva motivata, non resa automatica. Qui l'annotazione serve doppiamente, perché il 彖 riprende 故亨 e la stessa scelta si ripete dentro l'ala.

Il testo è ambiguo su 利貞亨
  • l'ordine trasmesso, con 利貞 prima di 亨: due clausole autonome accostate
  • trasposizione congetturale a 亨利貞, l'ordine consueto dei giudizi

Scelta: si tiene l'ordine trasmesso, senza emendareQuesto giudizio inverte la sequenza che il libro ripete altrove, e l'anomalia è nota. Non c'è appoggio manoscritto per raddrizzarla, e il 彖 legge il testo proprio in quest'ordine: mette 故亨 dopo aver spiegato 柔麗乎中正, cioè dopo la clausola sul tenere fermo. Emendare per uniformità significherebbe correggere il testo per farlo somigliare a se stesso.

Il testo è ambiguo su
  • allevare, tenere in stalla un capo di bestiame
  • 蓄 accumulare, fare riserva

Scelta: allevare, su entrambi gli stratiIl complemento è un animale vivo e sessuato, 牝牛: con un oggetto simile il valore «fare riserva» richiederebbe di leggere la vacca come bene accantonato, e la vacca in un giudizio è la bestia che si governa ogni giorno. Il 彖 conferma la direzione legando la vacca a 柔, ciò che cede.

Grande Immagine 大象

明兩作,離,大人以繼明照于四方。

Un chiarore si leva, e dietro se ne leva un altro: è la fiamma. Chi conta, guardandoli, prende il turno di quella luce e la porta su tutte e quattro le regioni del paese.

lettura filologica

La luce si leva due volte: 離. Chi ha autorità, da questo, dà seguito alla luce e illumina le quattro regioni.

Glossa carattere per carattere
míngla luce in quanto rischiara, non la fonte che la emette; il grafo accosta i due astri
liǎngdue, la coppia contata: qui i due trigrammi identici, uno sopra l'altro
zuòlevarsi, mettersi in opera: il sorgere, non il permanereSchuessler
annodare un filo al precedente perché la matassa continui; da lì «dare seguito, subentrare»Schuessler
zhàogettare luce su qualcosa: verbo transitivo, richiede un luogo da illuminare
四方sì fāngle quattro regioni, il territorio nella sua estensione: formula amministrativa dei bronzi Zhou, non una figura poeticaShaughnessy 2022
大人dàrénchi ha autorità, il grande personaggio
Il testo è ambiguo su 大人
  • chi ha autorità, il personaggio di rango (senso Zhou)
  • chi conta, chi ha peso (lettura ricevuta)

Scelta: doppio binario: LIT sociale, PUB ricevutoQuesta Grande Immagine non dice 君子 come quasi tutte le altre, ma 大人, e il compito che assegna è d'ufficio: illuminare le quattro regioni è amministrazione di un territorio, non condotta privata. Il LIT lo dice; il PUB tiene il compito e toglie la carica.

Cosa chiede

Non ti chiede di scegliere a che cosa attaccarti. Quando questo segno esce sei già attaccato a qualcosa, come il sole e la luna stanno attaccati al cielo e i grani al suolo: ti chiede di guardare che cosa ti tiene, e poi di mantenerlo. Il giudizio, dopo aver detto che conviene tenere fermo, mette accanto una vacca da allevare. Allevare è un lavoro senza spettacolo, fatto di gesti ripetuti e di orari. Il segno accosta il fuoco, che è la cosa più visibile che ci sia, e l'animale che si governa in silenzio, e dice che il primo dura solo se qualcuno fa il secondo. La domanda che ti pone non è quanto risalti. È chi mette la legna, e ogni quanto.

Dove si sbaglia. Lo si legge come il segno della luce, e quindi del mostrarsi: chiarezza, intelligenza, essere visti. Ma la sola luce che qui sta per conto proprio è quella del quarto posto, ed è la riga più nera del segno: arriva, brucia, muore, la buttano via, e sotto non ha niente. Il quinto piange, e il testo lo dice propizio: non per le lacrime, ma perché resta attaccato al re e a chi gli sta accanto. Il nome del segno non dice splendere. Dice tenersi.

Nelle diverse aree

Lavoro
La tua visibilità poggia su qualcosa che non sei tu: un progetto, una squadra, chi ti commissiona il lavoro. Chiediti quale delle tre, e da quanto tempo non lo alimenti. Qui le fiammate senza appoggio durano una riga sola.
Relazioni
Il segno non tratta l'attaccamento come una debolezza: sole e luna stanno attaccati al cielo, le piante alla terra, e nessuno se ne scusa. La domanda è se ciò a cui stai attaccato regge il tuo peso, non se saresti capace di farne a meno.
Decisione
Prima di decidere, guarda a che punto è la cosa. La terza riga non mette davanti due strade: constata che la luce ha passato il mezzo, e lascia da scegliere soltanto come si attraversa il tratto che resta. Decidere qui non riguarda la direzione, riguarda il tempo che hai ancora.
Interiorità
La luce che porti non è tua in proprio: la ricevi in consegna da chi c'era prima, e il compito che il segno mette in mano a chi guarda è di darle seguito. Se in questo periodo bruci molto e ti senti vuoto, la domanda da farsi è a che cosa sei attaccato, non quanto vali.

Questo segno è uscito nella tua interrogazione?

La pagina spiega il segno in sé. Il consulto parte dal tuo quesito e dalle linee che il tiro ha mosso.

Interroga l'oracolo

Le sei linee

Dal basso verso l'alto. Una linea si legge solo quando il tiro la indica mutevole.

  1. prima linea初九

    Testo

    履錯然,敬之,无咎。

    I primi passi si accavallano. Guarda con cura dove li posi: niente da rimproverarti.

    lettura filologica

    Il calcare è intricato [錯然: i passi che si incrociano]. Portarvi riguardo: nessun addebito.

    Glossa carattere per carattere
    calcare, mettere il piede su; il calzare e per estensione l'andatura. Dà il nome all'esagramma 10Schuessler
    cuòoriginariamente intarsiare metallo su metallo, quindi «incrociato, mescolato, fuori ordine»; letto anche come 措 «posare»Gao Heng
    ránsuffisso che descrive il modo: «alla maniera di», «in quello stato»Baxter-Sagart 2014
    jìngl'attenzione tesa che si porta a ciò che conta; nei bronzi è il contegno davanti a un superiore, prima di essere una virtù interioreKunst
    zhīpronome oggetto: riprende i passi, non una persona
    Il testo è ambiguo su
    • intricato, incrociato, in disordine (錯 nel suo valore corrente)
    • 措 «posare, collocare»: i passi vengono posati, e il senso di disordine cade

    Scelta: intricato, su entrambi gli stratiLa lettura 措 renderebbe la riga una constatazione neutra («si posa il piede»), e allora 敬之 non avrebbe oggetto di cui aver cura né la Piccola Immagine qualcosa da scansare. Il disordine è ciò che rende necessario il riguardo, e le due clausole si tengono solo così.

    Piccola Immagine 小象

    履錯之敬,以辟咎也。

    Non sono i passi a scansare il rimprovero: è il riguardo con cui si posano.

    lettura filologica

    Il riguardo per i passi intricati: con esso si tiene lontano [辟; l'apparato scioglie il prestito 避 «scansare»] l'addebito.

    Glossa carattere per carattere
    il sovrano, e in funzione verbale «tenere a distanza»; qui l'apparato lo legge come prestito per 避 «schivare, evitare»Gao Heng
    jiùl'addebito e insieme la sventura che ne segue: ciò che l'oracolo può muovere controKunst
    Il testo è ambiguo su
    • tenere a distanza (valore proprio del carattere scritto)
    • 避 schivare, evitare (prestito grafico attestato dall'apparato)

    Scelta: doppio binario dei prestiti grafici: il LIT tiene il carattere scritto e annota, il PUB segue il prestitoVale qui la regola dei prestiti: il LIT non emenda una lezione che non lo richiede, il PUB adotta la lettura dell'apparato perché è largamente attestata. La differenza fra i due strati è minima nel senso e massima nel metodo: nel LIT resta visibile che il testo scrive 辟.

    I piedi si accavallano: il passo non ha ancora trovato il suo ordine, e il testo non dice di chi sia la causa né da che cosa venga. Non chiede nemmeno di camminare meglio. Chiede di portare riguardo a dove li posi — 敬 è l'attenzione tesa che si dà a ciò che conta, non una buona intenzione. La Piccola Immagine isola la cosa che lavora: non sono i passi, è il riguardo, ed è quello a scansare il rimprovero.

    Quando muove. Che si muova questa riga dice che sei all'inizio, dove il passo non è ancora fermo. Quello che decidi adesso non è la direzione: è con quanta cura appoggi i piedi, perché è la sola cosa che il testo qui ti mette in mano.

    Attenzione. Il rischio non è inciampare. È accelerare per uscire prima dal disordine, e mettere i piedi dove capita perché la fretta somiglia molto all'ordine.

  2. seconda linea六二

    Testo

    黃離,元吉。

    La fiamma tira al giallo. È propizio alla radice.

    lettura filologica

    Fiamma gialla. Fausto all'origine.

    Glossa carattere per carattere
    huángil giallo del suolo di loess, e per questo il colore assegnato al centro; nel libro compare sempre su righe centraliGao Heng
    qui il nome del segno usato come nome comune: il fuoco, la luce che sta attaccata a qualcosa
    元吉yuán jífausto fin dalla radice: il grado più pieno del prognostico favorevoleKunst
    Il testo è ambiguo su 黃離
    • la fiamma gialla, la luce che ha preso il colore del centro
    • il rigogolo giallo: 離 come nome d'uccello, poi scritto 鸝

    Scelta: la fiamma gialla, su entrambi gli stratiLa lettura ornitologica è possibile — il grafo di 離 porta 隹 e altrove nel libro gli uccelli compaiono — ma qui non ha appoggio: la Piccola Immagine spiega il fausto con 得中道 «si ottiene la via di mezzo», che commenta il colore e la posizione, non un animale. Registrata perché non è congettura nostra e riaffiora nella letteratura sul nome del segno.

    Piccola Immagine 小象

    黃離元吉,得中道也。

    Se il giallo della fiamma è propizio alla radice, è perché qui si è colta la via di mezzo.

    lettura filologica

    «Fiamma gialla, fausto all'origine»: si ottiene la via di mezzo.

    Glossa carattere per carattere
    ottenere, venire in possesso di: la via non è imposta, è colta
    中道zhōng dàola strada che passa per il mezzo; qui il centro è quello della figura, il secondo posto del trigramma di sotto

    La fiamma tira al giallo. È il colore che questa tradizione assegna al centro, il colore del suolo, e la riga sta esattamente al centro del trigramma di sotto. Il prognostico è fra i più pieni del libro: propizio fin dalla radice, senza condizioni e senza clausole. La Piccola Immagine non aggiunge cautele e non minaccia nulla, spiega soltanto da dove viene il bene: qui si è colta la via di mezzo.

    Quando muove. È il momento in cui la cosa tiene senza sforzo visibile, e il segno non chiede altro che riconoscerlo. Che si muova qui vuol dire che la posizione è giusta e la misura pure: il bene di questa riga viene da lì, e il testo si ferma a dirlo.

  3. terza linea九三

    Testo

    日昃之離,不鼓缶而歌,則大耊之嗟,凶。

    È la luce del sole che ha passato il mezzo. Se non batti il vaso di terracotta e non canti, ti resta il sospiro di chi è molto vecchio. È avverso.

    lettura filologica

    La fiamma del sole calante. Se non si batte il coccio e non si canta, allora è il sospiro della gran vecchiaia. Infausto.

    Glossa carattere per carattere
    del sole che ha oltrepassato lo zenit e pende da un lato: il grafo accosta 日 e 仄 «inclinato». Termine dei calendari oracolari Shang per la fascia oraria del pomeriggioShaughnessy 2022
    il tamburo, e in funzione verbale percuotere per far suono
    fǒuil vaso panciuto di terracotta; percosso, è lo strumento della musica ordinaria, quella che si fa con ciò che si ha in casaSchuessler
    cantare a voce spiegata, non salmodiare: sta in coppia con il vaso percosso
    allora, in tal caso: apre l'apodosi della condizione posta da 不…
    大耊dà diél'età molto avanzata, gli ottant'anni; 耊 porta 老 «vecchio». La tradizione a stampa reca per lo più 耋, variante grafica dello stesso vocaboloGao Heng
    jiēil sospiro emesso a voce, il lamento breve: è suono, come il canto a cui si oppone
    Il testo è ambiguo su 不鼓缶而歌
    • condizionale: «se non si batte il vaso e non si canta, allora…»
    • constatativa: «non si batte il vaso né si canta, e c'è il sospiro della vecchiaia»

    Scelta: condizionale, su entrambi gli strati則 apre regolarmente l'apodosi di una condizione, e senza la condizione la riga registrerebbe due fatti accostati senza legame. La differenza pesa: nella prima lettura una parte della cosa è in mano a chi sta in quell'ora, nella seconda nessuna. Il 凶 finale resta comunque, e non è ciò che la condizione governa.

    Varianti nei manoscritti
    • Ruan Yuan: 大耋 in luogo di 大耊 (la fonte utilizzata reca 耊 e così è stato trascritto, senza normalizzare; la collazione con l'edizione a stampa non è stata eseguita in questa sessione. Le due forme sono varianti grafiche dello stesso vocabolo e la traduzione non cambia)

    Piccola Immagine 小象

    日昃之離,何可久也。

    Una luce che ha passato il mezzo: quanto può durare ancora.

    lettura filologica

    «La fiamma del sole calante»: come potrebbe durare.

    Glossa carattere per carattere
    come mai, in che modo: interrogativa retorica, che nega più fermamente di una negazione
    jiǔdurare a lungo nel tempo: il verbo che manca a tutto questo segno

    Il sole ha passato il mezzo e cala: è l'unica ora che questo segno nomina. Il testo mette davanti due modi di stare in quell'ora — battere il vaso di terracotta e cantare, oppure il sospiro di chi è molto vecchio — e dalla condizione fa dipendere il lamento, non l'esito. L'avverso sta in fondo alla riga e ci resta comunque: non è una punizione per la festa mancata, è l'ora stessa. La Piccola Immagine non attenua: una luce che ha passato il mezzo, quanto può durare ancora.

    Quando muove. Questa riga che si muove dice che il tratto in salita è finito e che ciò che stai facendo ha una fine visibile. Il movimento non riporta indietro il sole. Sposta soltanto la scelta: come si passa la luce che resta.

    Attenzione. Il canto non riaccende la giornata: quella cala comunque. Quello che si può ancora perdere è il modo di attraversarla, e lo si perde stando a guardare la luce che se ne va.

  4. quarta linea九四

    Testo

    突如其來如,焚如,死如,棄如。

    Arriva di colpo, senza che nulla lo annunci. Brucia. Muore. Lo buttano via.

    lettura filologica

    Irrompente, ecco il suo venire. Ardente. Morente. Gettato via.

    Glossa carattere per carattere
    sbucare fuori all'improvviso: il grafo mostra il cane che schizza dal foro. Da qui anche la canna fumaria, ciò che erompe verso l'altoSchuessler
    suffisso descrittivo equivalente a 然: fissa uno stato o un modo. Ripetuto quattro volte, scandisce la riga come una sequenza di quadriBaxter-Sagart 2014
    fénbruciare: il grafo pone il fuoco sotto il bosco; l'incendio, non la fiamma domestica
    gettare via: il grafo mostra due mani che allontanano una cesta con dentro un neonato. È l'abbandono, non lo scarto di una cosaSchuessler
    Il testo è ambiguo su 突如其來如
    • il soggetto è impersonale: qualcosa irrompe
    • il soggetto è la persona della riga: costui arriva di soprassalto

    Scelta: impersonale nel LIT, che non nomina un soggetto; il PUB lo lascia indeterminatoIl cinese non ha soggetto e i due verbi che seguono — bruciare, morire — reggono sia una cosa sia una persona, mentre 棄 «essere gettato via» tira verso l'umano. La Piccola Immagine dice 无所容也 «non c'è luogo che lo contenga», che vale per entrambi. Fissare il soggetto qui è ciò che la riga si rifiuta di fare, e la sua durezza viene anche da lì.

    Piccola Immagine 小象

    突如其來如,无所容也。

    Ciò che arriva così non trova dove stare: niente gli fa posto.

    lettura filologica

    «Irrompente, ecco il suo venire»: non c'è luogo che lo contenga.

    Glossa carattere per carattere
    róngcontenere, fare spazio dentro di sé; detto di un recipiente e di una comunità che accoglieSchuessler

    Quattro immagini in fila, e nessun prognostico che le chiuda: arriva di colpo, brucia, muore, lo buttano via. È una fiammata che non ha nulla sotto di sé, e in un segno dove ogni cosa dura finché sta attaccata a qualcosa, questa è la fine prevedibile. Il testo non dice chi sia: il soggetto resta senza nome per tutta la riga. La Piccola Immagine non commenta, constata: non trova dove stare, e niente gli fa posto.

    Quando muove. Che si muova qui indica un'irruzione: qualcosa entra senza preavviso e consuma quello che tocca. Il testo non dice se sei tu a irrompere o se irrompe addosso a te, e non lo dice apposta. Dice che una cosa così non trova dove stare, e che dopo il fuoco viene l'essere gettati via.

    Attenzione. L'intensità qui non è un segnale di forza: è il modo in cui brucia ciò che non sta attaccato a niente. E la riga non finisce sul fuoco: mette in fila anche quello che viene dopo, la morte e l'abbandono.

  5. quinta linea六五

    Testo

    出涕沱若,戚嗟若,吉。

    Le lacrime vengono fuori a fiotti, e dietro le lacrime l'affanno e i sospiri. È propizio.

    lettura filologica

    Escono lacrime, a corso d'acqua. Afflitto, sospirante. Fausto.

    Glossa carattere per carattere
    le lacrime, e il pianto in quanto liquido che esce
    tuóil ramo secondario di un fiume, e quindi l'acqua che si versa abbondante; nello Shijing la coppia 滂沱 dice la pioggia a rovesciSchuessler
    ruòparticella finale con valore di «come»: descrive uno stato, come 然 e 如 altrove in questo segnoBaxter-Sagart 2014
    l'affanno, la stretta del dolore (scritto anche 慼); il carattere vale però anche la scure da parata e il parente strettoGao Heng
    jiēil sospiro emesso a voce: lo stesso suono che al nove al terzo posto era l'alternativa al canto
    Il testo è ambiguo su
    • affliggersi, essere in affanno (= 慼)
    • i parenti stretti, la parentela

    Scelta: l'afflizione, su entrambi gli strati戚 è in coppia con 嗟, che è un suono di dolore, e nella riga precedente compare lo stesso 嗟 con lo stesso valore. La lettura «i parenti» richiederebbe una sintassi che qui non c'è, ma va registrata perché è la stessa parola che nel libro designa altrove il congiunto, e la Piccola Immagine parla proprio di legami con il re.

    Piccola Immagine 小象

    六五之吉,離王公也。

    Ciò che qui è propizio, lo è perché resta attaccato al re e a chi gli sta accanto.

    lettura filologica

    Il fausto del sei al quinto posto: sta attaccato al re e ai signori.

    Glossa carattere per carattere
    qui verbo pieno, nel valore che il libro dà al nome del segno: stare attaccato a
    王公wáng gōngil re e i grandi che gli stanno intorno: la cerchia del potere, non una coppia di persone
    Il testo è ambiguo su 離王公
    • 離 verbo: la riga sta attaccata al re e ai grandi che gli stanno intorno
    • 離 come «stare in, occupare»: la riga tiene il rango di re e di signore

    Scelta: il verbo, su entrambi gli strati: sta attaccata al re e ai signoriÈ un crocevia noto, e cambia la fonte del fausto: nella prima lettura viene da un legame, nella seconda da una carica. Si tiene la prima perché in questo segno 離 è il verbo che il libro gli assegna — il 彖 lo glossa 麗 e la sesta riga lo usa così — mentre l'altra chiede al nome del segno un valore che qui non compare mai. La lettura per posizioni, che fa del quinto posto il seggio del sovrano, è ciò che rende l'altra plausibile e va perciò registrata; il commentario fa discendere il fausto dal solo legame.

    Le lacrime escono a fiotti, e dietro le lacrime l'affanno e i sospiri. Poi il testo dice: propizio. Non è un paradosso da sciogliere. La Piccola Immagine dichiara da dove viene il fausto, e non sono le lacrime: chi sta qui resta attaccato al re e a chi gli sta intorno. È una riga che cede, e il libro non le dà il fausto per il pianto né per il rango che occupa: glielo dà per il legame che ha tenuto.

    Quando muove. Il movimento qui è il pianto che arriva mentre le cose, viste da fuori, stanno andando bene. La riga dice che le due cose non si contraddicono e che non c'è nulla da nascondere: il legame che ti tiene regge anche mentre piangi.

  6. sesta linea上九

    Testo

    王用出征,有嘉折首,獲匪其醜,无咎。

    Il re parte per la campagna. Ne viene un merito: cadono le teste. Chi resta preso non è la truppa che li seguiva. Niente da rimproverarti.

    lettura filologica

    Il re, con questo, esce in spedizione. C'è encomio: si spezzano le teste. I catturati non sono la loro schiera [匪 = 非; 醜 = 類]. Nessun addebito.

    Glossa carattere per carattere
    yòngservirsi di, e da lì «per mezzo di questo»: raccorda la spedizione al segno, non introduce uno strumentoKunst
    出征chū zhēnguscire in campagna militare; 征 è la spedizione armata, non il generico andare avantiKunst
    jiāciò che si loda, l'encomio e la ricompensa che ne segue; nei bronzi è il riconoscimento formale del sovranoShaughnessy 2022
    折首zhé shǒuspezzare le teste: il conteggio dei capi nemici uccisi, formula delle iscrizioni di campagnaShaughnessy 2022
    huòcatturare vivo, detto della preda e del prigioniero
    fěiqui vale 非 «non è»; il carattere designa altrove la cesta e, in epoca più tarda, il predoneGao Heng
    chǒuqui = 類 «la specie, quelli della stessa schiera», il seguito di un capo; il valore «brutto, spregevole» è quello corrente ma non quello di questa formulaGao Heng
    Il testo è ambiguo su 獲匪其醜
    • 匪 = 非: «i catturati non sono la loro schiera», si prendono i capi e non il seguito
    • 匪 come sostantivo «predoni»: «si catturano i predoni della loro banda»

    Scelta: 匪 = 非 su entrambi gli strati匪 vale 非 in tutto il Zhouyi, e il valore «predone» è attestato più tardi. Con la negazione la riga dice una misura — si spezzano le teste, non si rastrella il seguito — e quella misura è ciò che regge il 无咎 finale: senza di essa una carneficina resterebbe senza addebito, il che non è quanto la Piccola Immagine dichiara (以正邦 «per raddrizzare il paese»).

    Piccola Immagine 小象

    王用出征,以正邦也。

    Il re esce in campagna perché il paese torni in squadra.

    lettura filologica

    «Il re esce in spedizione»: con ciò raddrizza il paese.

    Glossa carattere per carattere
    zhèngrendere diritto, riportare in squadra; il carattere ha dentro 止 «il piede che si ferma sul punto»Schuessler
    bāngil paese come entità politica, il dominio con i suoi confini

    In cima il re parte per la campagna. Le teste cadono, e sono quelle di chi comanda; poi la riga aggiunge la sola cosa che conta davvero: chi resta preso non è la truppa che li seguiva. Si colpisce il capo e si lascia stare il seguito. È per questa misura che non c'è nulla da rimproverare, e la Piccola Immagine chiude sul fine invece che sul gesto: la campagna serve perché il paese torni in squadra, non perché sia punito.

    Quando muove. Che si muova l'ultima riga dice che la fase in cui la luce si manteneva è finita e ne comincia una che taglia. Il movimento chiede una misura, non un'espansione: fin dove arriva il colpo, e dove si ferma la mano.

    Attenzione. La riga non autorizza a colpire largo. Il permesso vale per le teste, e finisce nel punto esatto in cui cominci a contare fra i nemici quelli che si limitavano a seguire.

I commentari antichi

Tuanzhuan 彖傳

離,麗也。日月麗乎天,百穀草木麗乎土,重明以麗乎正,乃化成天下。柔麗乎中正,故亨,是以畜牝牛吉也。

Fiamma vuol dire stare attaccati. Il sole e la luna stanno attaccati al cielo; i cereali, le erbe e gli alberi stanno attaccati alla terra. Una luce sopra l'altra sta attaccata a ciò che è diritto, e da lì trasforma il mondo e lo porta a compimento. Ciò che cede sta attaccato al centro e al posto che gli spetta: per questo la via è aperta, e per questo allevare una vacca è propizio.

lettura filologica

離 è aderire. Il sole e la luna aderiscono al cielo; i cento grani, le erbe e gli alberi aderiscono al suolo. La luce raddoppiata, aderendo a ciò che è retto, trasforma e porta a compimento quanto sta sotto il cielo. Ciò che cede aderisce al centro e al posto giusto: perciò l'offerta passa, e per questo allevare la vacca è fausto.

Glossa carattere per carattere
stare appeso a, aderire; il grafo mostra una coppia di corna di cervo, da cui anche «coppia» e poi «bello». È la glossa che il trattato dà al nome del segnoSchuessler
qui vale 於: introduce il termine a cui si aderisce
百穀bǎi gǔi cento grani: l'insieme dei cereali coltivati, formula corrente per il raccolto
重明chóng míngla luce sovrapposta a se stessa: i due trigrammi identici della figura
róuciò che cede senza rompersi: qui le due righe interrotte, al secondo e al quinto posto
中正zhōng zhèngstare nel mezzo del trigramma e nel posto che compete: coppia tecnica della lettura per posizioni. In questa figura la coppia intera vale per il sei al secondo posto; il sei al quinto è centrale ma sta in un posto dispari, che la tecnica assegna a una riga piena
化成huà chéngtrasformare portando a termine: non il mutamento improvviso ma la maturazione condotta a compimentoGao Heng
Il testo è ambiguo su
  • penetrare, riuscire (lettura ricevuta)
  • 享 offerta accolta (lettura filologica)

Scelta: offerta accolta nel LIT, «la via è aperta» nel PUBLa citazione del giudizio dentro l'ala non è un'eccezione alla regola: il salto va annotato a ogni occorrenza del LIT, comprese quelle in cui è un commento antico a riprendere la formula.

Xugua 序卦

陷必有所麗,故受之以《離》。《離》者,麗也。

Chi sprofonda finisce per aggrapparsi a qualcosa: per questo dopo viene la Fiamma. Fiamma vuol dire stare attaccati.

lettura filologica

Chi sprofonda deve pur aderire a qualcosa: perciò si riceve con 離. 離 è aderire.

Glossa carattere per carattere
xiànsprofondare in una cavità: è la glossa che il trattato dà al segno precedente, la FossaSchuessler
stare appeso a, aderireSchuessler
shòuricevere in consegna: la formula con cui il trattato passa da un segno al successivo

Zagua 雜卦

《離》上而《坎》下也。

Il fuoco tende in alto; l'acqua della fossa tende in basso.

lettura filologica

離 sta sopra e 坎 sta sotto.

Glossa carattere per carattere
shàngstare in alto, e in funzione verbale salire
xiàstare in basso, e in funzione verbale scendere
Il testo è ambiguo su
  • stativa: «è collocato sopra» (la posizione dei due segni nella coppia)
  • dinamica: «sale» (la direzione propria del fuoco, contro quella dell'acqua)

Scelta: stativa nel LIT, dinamica nel PUBLa clausola è una sola e vale per il 29 e per il 30 insieme: la resa è tenuta identica nei due file, perché due traduzioni diverse dello stesso enunciato sarebbero un difetto dell'edizione. La lettura dinamica è quella che dice qualcosa al lettore e ha per sé la natura dei due elementi; il LIT non la anticipa.

Segni collegati

Provenienza del testo

Fonte cinese:
https://www.eee-learning.com/book/eee30 (易學網), per il tramite di fonte/30-li.json già verificata carattere per carattere. 序卦 e 雜卦 da fonte/_sequenze.json (ctext.org).
Collazionato con:
Zhouyi Yinde 1935 (biroco.com); Kanripo KR1a0001 — solo collazione, mai base
Apparato:
Kunst, The Original Yijing (1985); Shaughnessy, The Origin and Early Development of the Zhou Changes (Brill 2022, OA); Gao Heng, Zhouyi gujing jinzhu; Schuessler, ABC Etymological Dictionary of Old Chinese; Baxter-Sagart 2014

Note di edizione

  • TITOLO. «La Fiamma» è una decisione presa contro la resa più ovvia. 離 come parola non vale «fuoco» ma «stare attaccato a», ed è il 彖 dello stesso segno a glossarlo 麗; la resa ricevuta in italiano, «L'Aderire», traduce esattamente questo. Non è però un sostantivo concreto, e §H chiede il concreto: nomina la relazione e non mostra niente. Il concreto che il segno mette in scena è la luce del giorno e il fuoco — 明兩作 nella Grande Immagine, il giallo al secondo posto, 日昃 al terzo, 焚如 al quarto. «La Fiamma» è concreta, non coincide con nessuna resa corrente e conserva per intero la relazione che 麗 dice, perché una fiamma è precisamente ciò che non può stare staccato: brucia soltanto attaccata a ciò che consuma. Scartato «L'Attaccarsi», che come titolo di pagina ripete il difetto segnalato dal lessico per l'8 比. La regola delle coppie non morde: 離 non compare nel nome di nessun altro segno. Il 29 e il 30 sono coppia strutturale, non di nome, e i due titoli — La Fossa, La Fiamma — restano indipendenti.
  • DECISIONE DI EDIZIONE, §K. La resa del nome governa il PUB di tutto l'esagramma, e il perimetro è questo, ricontato dopo il rilievo del critico, che aveva ragione: il primo conteggio era più stretto del vero. «Fiamma», «luce» e «chiarore» compaiono nel PUB del giudizio, della Grande Immagine, del 彖 e del 序卦, nel 爻辭 e nella Piccola Immagine tanto del sei al secondo posto quanto del nove al terzo, e nel commentario in apertura, immagine_viva, dinamica, dove_sbaglia, in tre declinazioni (lavoro, decisione, interiorità), nella chiave e in sei campi di riga distribuiti su quattro linee. Si dichiara qui perché non sia una scelta improvvisata dentro il file; la sede che §K prescrive è però la tabella del lessico, e quella iscrizione non è chiudibile in questa unità: vedi l'ultima nota. Nessuna struttura sintattica governa invece le sei linee: constatazione, condizionale, elenco nominale, narrazione si alternano, e i tre suffissi descrittivi del segno — 然 alla prima riga, 如 quattro volte alla quarta, 若 due volte alla quinta — non sono stati uniformati a una sola formula italiana. Il LIT li rende con participi e aggettivi che li lasciano visibili («irrompente», «ardente», «morente»), il PUB li scioglie in verbi finiti perché in italiano la sequenza di participi diventa manierismo. La glossa registra che i tre caratteri hanno la stessa funzione.
  • L'ORDINE 利貞,亨 NEL GIUDIZIO NON È STATO RADDRIZZATO. Questo è l'unico giudizio del libro in cui 利貞 precede 亨, e la tentazione di trasporre è forte perché altrove la sequenza è fissa. Non c'è appoggio manoscritto, e il 彖 legge il testo nell'ordine trasmesso: spiega prima 柔麗乎中正 e solo dopo conclude 故亨. La questione è registrata in ambiguita sul giudizio. È anche la ragione per cui il PUB coordina le due clausole con «e» invece di subordinarle: la subordinazione avrebbe introdotto un rapporto di causa che il cinese, in quest'ordine, non stabilisce.
  • 貞 IN QUESTO SEGNO. Ricorre una volta sola, dentro 利貞, che è voce di §C2 e si cita dalla tabella senza ritradurre: «giova divinare» nel LIT, «conviene tenere fermo» nel PUB. Non è 貞 nudo e §C3 non ha applicazione qui. Nessuna occorrenza di 勿用, quindi la distinzione sintattica di §D1 non è stata sollecitata; nessuna occorrenza di 見, quindi non c'è nulla da registrare in §G. 征 compare al nove in cima dentro 出征, che non è nessuna delle due formule tabulate (征吉, 征凶): la resa segue comunque la regola di §D1 — campagna militare nel LIT, e nel PUB si è tenuta la campagna invece di generalizzare a «impresa», perché la riga conta teste mozzate e prigionieri e la generalizzazione la renderebbe incomprensibile.
  • PRESTITO GRAFICO AL 小象 DEL NOVE INIZIALE, §I APPLICATA. Il testo scrive 辟 e l'apparato lo scioglie in 避 «schivare». Doppio binario: il LIT tiene 辟 e annota fra quadre, il PUB segue il prestito («si scansa il rimprovero»), il commentario si aggancia al PUB. Il prestito è adottato perché è attestato, non perché la frase risulti più liscia.
  • 匪 E 醜 AL NOVE IN CIMA REGGONO IL 无咎 DELLA RIGA. 匪 è stato letto 非 e 醜 è stato letto 類 «la schiera, quelli dello stesso seguito»: i catturati non sono la truppa. È la lettura che dà alla riga una misura — si colpiscono i capi, non si rastrella chi li seguiva — ed è quella misura, non la vittoria, a giustificare il «nessun addebito». Con l'altra lettura possibile (匪 sostantivo, «i predoni») la riga registrerebbe una carneficina senza addebito, e la Piccola Immagine dice invece 以正邦 «per raddrizzare il paese», che è un fine di governo. La lettura alternativa resta registrata in ambiguita. Il valore corrente di 醜, «brutto, spregevole», non è stato adottato in nessuno dei due strati: moralizzerebbe una formula di conteggio militare.
  • 耊 TRASCRITTO COME LETTO. La scheda di fonte segnala che la pagina reca 耊 dove molte edizioni hanno 耋. Non è stato normalizzato e non sono stati introdotti caratteri non attestati nel fetch: la lezione corrente è registrata in varianti sotto Ruan Yuan, con dichiarazione esplicita che la collazione non è stata eseguita in questa sessione. Le due forme sono varianti grafiche dello stesso vocabolo e la traduzione non cambia.
  • AGENCY. Il segno divide con precisione, e il commentario ha seguito la divisione. Ciò che non è in mano a chi legge è l'ora: 日昃 è il sole che cala, e la Piccola Immagine del nove al terzo posto (何可久也) constata una durata, non rimprovera una condotta. Ciò che è in mano a chi legge è il resto, e il testo lo dice con dei verbi: 敬之 alla prima riga, con la Piccola Immagine che attribuisce a quel riguardo — e non alla fortuna — l'evitare l'addebito; 鼓缶而歌 alla terza, dove la condizione posta da 則 rende il lamento conseguenza di ciò che non si è fatto; 繼明照于四方 nella Grande Immagine, che è un compito assegnato per intero a chi guarda il segno. Al quarto posto, invece, il testo non nomina nessun soggetto e nessuna colpa: si è evitato di attribuire quell'irruzione a chi legge, e altrettanto di chiamarla sciagura venuta da fuori, perché il segno non usa né 眚 né 災 e la Piccola Immagine spiega il disastro con una condizione strutturale (无所容也, non c'è posto che lo contenga), non con un colpo del destino.
  • ATTENZIONE A null SU DUE RIGHE, E SOLO SU DUE. Il sei al secondo posto porta 元吉 senza condizioni e una Piccola Immagine che constata soltanto (得中道也): non c'è appiglio per un ammonimento, e aggiungerlo sarebbe inventarlo per sembrare profondi. Il sei al quinto posto porta 吉, e il pianto che lo precede non è un avvertimento ma la condizione descritta; anche qui la Piccola Immagine spiega il fausto senza porre cautele. Le altre quattro righe hanno tutte un appiglio testuale: 敬之 e 辟咎 alla prima, 凶 e 何可久 alla terza, l'intera sequenza fino a 棄如 e 无所容 alla quarta, e alla sesta la clausola restrittiva 獲匪其醜, che è essa stessa la misura da non oltrepassare.
  • AVVISI DEI CANCELLI SUI 小象 DELLA PRIMA E DELLA QUINTA RIGA, valutati e non corretti. Nessuna delle due Piccole Immagini ripete un segmento di tre caratteri del proprio 爻辭: la prima riscrive 履錯然 in 履錯之敬, la seconda cita l'etichetta della riga (六五之吉) invece del testo. È il comportamento del testo trasmesso, non un difetto di trascrizione; correggerlo significherebbe riscrivere la fonte per far passare un controllo automatico.
  • 雜卦 CONDIVISO CON IL 29 E TENUTO IDENTICO. La voce 《离》上而《坎》下也 vale per i due segni insieme, e la fonte lo dichiara. LIT e PUB sono deliberatamente gli stessi di contenuti/29-kan.json: due traduzioni diverse dello stesso enunciato in due pagine affiancate sarebbero un difetto dell'edizione, non una variazione. Resta il grafo semplificato 离, trascritto verbatim come nel 29: la conversione 离→離 è ovvia ma è pur sempre un intervento sul cinese, che è la base legale del lavoro, e va eseguita in sede di normalizzazione grafica su tutti i 64 file insieme.
  • PUNTEGGIATURA. Le virgole a mezza larghezza con cui _sequenze.json restituisce il 序卦 sono state portate alla forma a larghezza piena (,), coerentemente con il resto del file e con quanto fatto sul 29. Intervento sulla sola interpunzione: nessun carattere cinese aggiunto, tolto o sostituito. La segmentazione del 卦辭 non è contesa e non richiede la scheda prevista da §J; è contesa la sequenza delle clausole, che è questione diversa ed è registrata in ambiguita.
  • RIFINITURA — L'ARCO DELLA GIORNATA È STATO TOLTO, NON RATTOPPATO. immagine_viva disponeva le sei righe lungo una giornata: alba alla prima, mezzogiorno alla seconda, e da lì la sequenza si rompeva da sé, perché una fiammata, un pianto e una spedizione militare non ci stanno dentro. L'unica ora che il cinese nomina è 日昃 al nove al terzo posto; 履錯然 parla di passi e non di luce né di ore, e il giallo del sei al secondo posto è il colore del centro della figura, come dicono la glossa di 黃 e la Piccola Immagine con 得中道也. Il blocco è stato rifatto da capo sulle immagini che il testo porta davvero, e con esso i quattro luoghi in cui l'invenzione si era propagata: lettura e quando_muove del nove iniziale (dove nasceva anche una discordanza di agency, «il disordine è dell'ora, non tuo», che il testo non autorizza), l'attenzione del nove al terzo posto e declinazioni.decisione, che attribuiva alla terza riga il distinguere il sole che sale dal sole che scende — la riga nomina un solo sole, già oltre il mezzo.
  • RIFINITURA — IL 凶 DEL NOVE AL TERZO POSTO NON È CONDIZIONATO. Il file decideva due volte in senso opposto: la scheda di ambiguità dichiara che l'infausto «resta comunque, e non è ciò che la condizione governa», mentre il commentario lo agganciava alla condotta («chi non fa il primo si ritrova il secondo, e l'esito è avverso») e ne ricavava un'attenzione che faceva nascere il lamento dall'aver rimandato la festa. Si tiene la scheda: 則 governa il lamento, non il prognostico. Resta così la divisione che il segno mette in gioco e che la nota AGENCY dichiara — una parte in mano a chi attraversa quell'ora, come si passa la luce che rimane, e un esito che non lo è.
  • RIFINITURA — IL NOVE AL QUARTO POSTO NON HA PIÙ SPETTATORI. quando_muove metteva chi legge a guardare da fuori («la riga non chiede di spegnerlo») e chiudeva con un risarcimento che il testo non dà («non reggerà quanto la sua violenza lascia credere», «finiscono presto»). Il soggetto è ora indeterminato nel commentario quanto lo è nella scheda di ambiguità, e la riga si chiude dove chiude il cinese, su 棄如: dopo il fuoco viene l'abbandono, che prima non usciva mai dal nucleo.
  • RIFINITURA — 繼明 È SUCCESSIONE, NON STAFFETTA. Il PUB della Grande Immagine faceva prendere a chi ha autorità «la luce dell'uno» per passarla «all'altro»: una relazione introdotta in sede di traduzione, che il LIT accanto non ha. Che i due chiarori si succedano è lettura antica di 明兩作 e non si tocca; ciò che era inventato è il tragitto della luce fra i due per mano del 大人. Il PUB dice ora che chi conta prende il turno di quella luce, e l'unico movimento verso l'esterno resta 照于四方. Corretta di conseguenza declinazioni.interiorità, che dal trasporto aveva ricavato la propria tesi portante («la ricevi e la passi»), e riportate le quattro regioni anche nel PUB: la glossa di 四方 nega esplicitamente la figura poetica delle direzioni, e il PUB la restituiva.
  • RIFINITURA — L'ADERENZA NON SI SCEGLIE. cosa_chiede apriva su «scegliere a che cosa attaccarti». Il 彖 dà però l'aderenza come condizione e non come elezione — il sole e la luna stanno attaccati al cielo, i grani e gli alberi al suolo — e l'unico atto che il giudizio consegna è 畜. Il blocco parte ora dall'attaccamento già in essere, che è quanto declinazioni.relazioni presupponeva da sempre, e tiene il verbo del giudizio. Riscritta anche la chiave, che ripeteva l'apertura con due sinonimi: porta ora il 畜, cioè la sola cosa del segno che nessun altro blocco condensa.
  • RIFINITURA — 離王公也 AL SEI AL QUINTO POSTO: SCELTA UNA LETTURA, REGISTRATA L'ALTRA. Il commentario faceva discendere il fausto insieme da un legame («resta attaccato al re») e da una carica («è il posto di comando»), che insieme non stanno. Si tiene 離 come verbo, coerentemente con il valore che il 彖 dà al nome del segno e con l'uso della sesta riga; la lettura che fa della riga il rango di re e signore è ora in ambiguita sulla Piccola Immagine, dove mancava. Il fausto discende dal solo legame.
  • RIFINITURA — LIT E PUB SULLE PICCOLE IMMAGINI, CON UN RIMEDIO DIVERSO DA QUELLO SUGGERITO. Quattro Piccole Immagini erano la stessa frase scritta due volte con sinonimi, e il rilievo è fondato. Non si è però adottata la direzione del critico — «far portare al PUB ciò che il LIT strutturalmente non porta» — perché far dire al PUB qualcosa in più del cinese è esattamente il difetto contestato al 繼明 poche righe sopra: si aggiungerebbe contenuto in sede di traduzione, questa volta di proposito. La divergenza è stata portata dove la regola dei due strati la mette: il LIT tiene la formula di citazione (segmento del 爻辭 fra virgolette, due punti, impersonale) e la notazione dei prestiti; il PUB scioglie in italiano il nesso che i due punti lasciano implicito — 以 al nove iniziale, 得 al sei al secondo posto, 以 al nove in cima — senza introdurre termini nuovi. Sistemato anche il registro di 何可久也, che nel PUB era diventato una battuta di conversazione con dentro un «tu» che il cinese non ha, e agganciato il commentario del nove iniziale alla resa del PUB («scansare»), come §I prescrive e come questo file dichiarava senza farlo.
  • RILIEVO RESPINTO — 折首 E IL RANGO DEI DECAPITATI AL NOVE IN CIMA. Il critico chiede di togliere dalla lettura che le teste che cadono sono di chi comanda, perché la glossa del file leggerebbe 折首 come un computo senza rango e il rango verrebbe solo per inferenza da 獲匪其醜. La glossa dice «il conteggio dei capi nemici uccisi», e lì «capi» sono i capi, non le teste contate: 首 è la testa e il capo insieme, ed è proprio l'opposizione con 醜 «la schiera, quelli dello stesso seguito» a fissargli il rango dentro questa formula. Le due clausole si leggono l'una sull'altra — si spezzano i capi, non si rastrella il seguito — e separarle per far dire il rango alla sola clausola restrittiva indebolisce la misura su cui poggia il 无咎. La lettura resta come era.
  • QUESTIONI APERTE, NON CHIUDIBILI IN QUESTA UNITÀ. Sono tre, e sono la ragione dello stato in_revisione. (1) IL TITOLO. «La Fiamma» prende il concreto della figura mentre §H chiede il concreto della parola, e la parola qui è relazionale: il file lo dimostra da sé citando 離也者麗也. La riserva di leggibilità copre il caso in cui il concreto non si capisce, non quello in cui la resa fedele risulta astratta, e sull'8 比 lo stesso problema si è chiuso in senso opposto, con un nome di relazione. Va approvata una regola o cade il titolo, e con esso il PUB di questo file, che vi si aggancia per intero. (2) LA SEDE DELLA REGISTRAZIONE §K. La dichiarazione sta qui; §K vuole la tabella del lessico prima dell'accettazione, e iscriverla significa toccare LESSICO-FORMULARE.md dopo l'avvio della Fase 2. Da decidere una volta per tutte le unità il cui nome regge lo strato. (3) 征 FUORI FORMULA. 出征 al nove in cima non è né 征吉 né 征凶, e nel PUB si è tenuta la campagna invece di generalizzare a «impresa», perché la riga conta teste mozzate e prigionieri. Va deciso se la regola di §D1 vincoli ogni occorrenza di 征 o le sole due formule tabulate: il caso torna su parecchi segni.
  • CONTROLLO DI DIVERGENZA eseguito sui campi pubblicabili per: perseveranza, l'uomo superiore, uomo nobile, il nobile, l'uomo inferiore, il grande uomo, il creativo, il ricettivo, attraversare la grande acqua, la grande acqua, senza macchia, sublime, e in più sulle rese correnti di questo segno — l'aderire, il clinging, lo splendore, la chiarezza, il radioso. Nessuna occorrenza. Le rese diffuse compaiono nel solo campo noto_anche_come, che è presidio di ricerca e non adozione.
  • FREEZE CORPUS v1.0 — 04/09/2026. Lessico portato a v1.2 (cancello S3 in blocco: NOTE-LESSICO.md). Patch applicate in questo file: E1 ali.zagua.zh. Stato: approvato (le questioni §K/§H che tenevano in_revisione sono ratificate in blocco).
  • Versione del lessico formulare: LESSICO-FORMULARE.md v1.2 (04/09/2026).