Vai al contenuto
La Fiamma: linea 1 yang, linea 2 yin, linea 3 yang, linea 4 yang, linea 5 yin, linea 6 yang, dal basso verso l'alto.

Esagramma 30 · La Fiamma

離 · Lí · L'Attaccarsi

Fuoco sotto, Fuoco sopra

Il segno

Il fuoco non ha un corpo proprio. Brucia solo attaccato a qualcosa — la legna, l'olio, la giornata che lo porta — e dura quanto dura quella cosa. Il segno raddoppia l'immagine, una luce sopra l'altra, e il nome che porta non dice ardere: dice stare attaccati. La domanda che apre la pagina è a che cosa sei attaccato adesso, e se quella cosa regge il tuo peso. La Grande Immagine assegna un compito solo, e non è risplendere: è subentrare alla luce e portarla su tutto il territorio.

Il segno mette in fila sei scene e non le tiene insieme un'ora sola. In basso i piedi si accavallano, e il testo non dice perché: chiede soltanto riguardo a dove si posano. Poi la fiamma tira al giallo, che in questo libro è il colore del centro, e la riga sta esattamente al centro del trigramma di sotto. Al terzo posto compare l'unica ora che il segno nomina: il sole ha passato il mezzo. Lì si batte un vaso di terracotta e si canta, oppure resta il sospiro di chi è molto vecchio. Al quarto qualcosa arriva di colpo, brucia, muore, viene buttato via — quattro immagini secche, nessun prognostico. Al quinto le lacrime escono a fiotti, e proprio quel pianto il testo chiama propizio. In cima il re parte per la campagna e le teste cadono.

Perché questo nome

離 non significa «fuoco»: come parola vale «attaccarsi a, essere appeso a», ed è il 彖 dello stesso segno a glossarlo 離也者麗也. Il grafo porta 隹, l'uccello, e la parte sinistra è un ordigno da cattura: da lì 罹 «incappare, restare preso». La resa astratta che nomina la relazione — «L'Aderire» — dice la grammatica del carattere e non mostra nulla; il criterio §H chiede un sostantivo concreto. La cosa concreta che questo esagramma mette in scena è il fuoco e la luce del giorno: 明兩作 nella Grande Immagine, il giallo al secondo posto, il sole che scavalca il mezzogiorno al terzo, 焚如 «brucia» al quarto. «La Fiamma» tiene il concreto e per di più conserva la relazione, perché la fiamma è esattamente ciò che non può esistere staccato: brucia solo attaccata a ciò che consuma. Scartato «L'Attaccarsi», verbo sostantivato che funziona da glossa e male da titolo di pagina, come il lessico osserva per l'8 比.

Noto anche come: L'Aderire, Il Fuoco, La Luce, Lo Splendore, La Chiarezza, The Clinging.

Come si legge

Fuoco: linea 1 yang, linea 2 yin, linea 3 yang, dal basso verso l'alto.Trigramma inferioreFuoco · 離
Fuoco: linea 1 yang, linea 2 yin, linea 3 yang, dal basso verso l'alto.Trigramma superioreFuoco · 離

Due volte lo stesso trigramma, fuoco sopra fuoco. Dentro ciascuno una riga che cede, tenuta stretta fra due righe piene: quel vuoto in mezzo è ciò che fa la fiamma, e sono i due posti centrali, il secondo e il quinto, a portarlo. La spiegazione antica del giudizio lo dice per esteso: ciò che cede sta attaccato al centro e al posto che gli spetta, e per questo la via è aperta. Il terzo e il quarto posto sono la giuntura fra i due fuochi, ed è lì che il segno si rompe — uno si consuma insieme al giorno, l'altro divampa senza avere nulla sotto, e la sua Piccola Immagine constata che non c'è posto che lo tenga. Capovolta, la figura è identica a sé. Il suo opposto è la Fossa; dentro porta il Grande Sconfinamento, la trave sotto troppo carico.

Il responso

Giudizio 卦辭

離,利貞,亨,畜牝牛吉。

La fiamma. Conviene tenere fermo, e la via è aperta. Alleva una vacca: è propizio.

lettura filologica

離, l'attaccarsi [麗]. Giova divinare. L'offerta passa. Allevare la vacca: fausto.

Glossa carattere per carattere
離líattaccarsi a, restare appeso a; il grafo porta 隹 «uccello» e a sinistra un ordigno da presa, da cui anche 罹 «incappare». La glossa che il libro dà di sé è 麗 «aderire»Schuessler
利貞lì zhēnformula oracolare: giova sottoporre la cosa a presagioKunst
亨hēngpresentare l'offerta ed essere accolti; stesso grafo arcaico 亯 di 享 e 烹Shaughnessy 2022
畜xùallevare, tenere bestiame; il carattere vale anche «accumulare, mettere da parte» (= 蓄), ed è quello che dà il nome al 9 e al 26Schuessler
牝pìnla femmina degli animali, in opposizione a 牡 il maschio: l'animale che si tiene e si governa, non quello che si aggioga
牛niúil bovino; con 牝 davanti, la vacca
Il testo è ambiguo su 亨
  • penetrare, riuscire (lettura ricevuta)
  • 享 offerta accolta (lettura filologica)

Scelta: offerta accolta nel LIT, «la via è aperta» nel PUB — Il salto LIT→PUB va annotato a ogni occorrenza: è scelta espressiva motivata, non resa automatica. Qui l'annotazione serve doppiamente, perché il 彖 riprende 故亨 e la stessa scelta si ripete dentro l'ala.

Il testo è ambiguo su 利貞亨
  • l'ordine trasmesso, con 利貞 prima di 亨: due clausole autonome accostate
  • trasposizione congetturale a 亨利貞, l'ordine consueto dei giudizi

Scelta: si tiene l'ordine trasmesso, senza emendare — Questo giudizio inverte la sequenza che il libro ripete altrove, e l'anomalia è nota. Non c'è appoggio manoscritto per raddrizzarla, e il 彖 legge il testo proprio in quest'ordine: mette 故亨 dopo aver spiegato 柔麗乎中正, cioè dopo la clausola sul tenere fermo. Emendare per uniformità significherebbe correggere il testo per farlo somigliare a se stesso.

Il testo è ambiguo su 畜
  • allevare, tenere in stalla un capo di bestiame
  • 蓄 accumulare, fare riserva

Scelta: allevare, su entrambi gli strati — Il complemento è un animale vivo e sessuato, 牝牛: con un oggetto simile il valore «fare riserva» richiederebbe di leggere la vacca come bene accantonato, e la vacca in un giudizio è la bestia che si governa ogni giorno. Il 彖 conferma la direzione legando la vacca a 柔, ciò che cede.

Grande Immagine 大象

明兩作,離,大人以繼明照于四方。

Un chiarore si leva, e dietro se ne leva un altro: è la fiamma. Chi conta, guardandoli, prende il turno di quella luce e la porta su tutte e quattro le regioni del paese.

lettura filologica

La luce si leva due volte: 離. Chi ha autorità, da questo, dà seguito alla luce e illumina le quattro regioni.

Glossa carattere per carattere
明míngla luce in quanto rischiara, non la fonte che la emette; il grafo accosta i due astri
兩liǎngdue, la coppia contata: qui i due trigrammi identici, uno sopra l'altro
作zuòlevarsi, mettersi in opera: il sorgere, non il permanereSchuessler
繼jìannodare un filo al precedente perché la matassa continui; da lì «dare seguito, subentrare»Schuessler
照zhàogettare luce su qualcosa: verbo transitivo, richiede un luogo da illuminare
四方sì fāngle quattro regioni, il territorio nella sua estensione: formula amministrativa dei bronzi Zhou, non una figura poeticaShaughnessy 2022
大人dàrénchi ha autorità, il grande personaggio
Il testo è ambiguo su 大人
  • chi ha autorità, il personaggio di rango (senso Zhou)
  • chi conta, chi ha peso (lettura ricevuta)

Scelta: doppio binario: LIT sociale, PUB ricevuto — Questa Grande Immagine non dice 君子 come quasi tutte le altre, ma 大人, e il compito che assegna è d'ufficio: illuminare le quattro regioni è amministrazione di un territorio, non condotta privata. Il LIT lo dice; il PUB tiene il compito e toglie la carica.

Cosa chiede

Non ti chiede di scegliere a che cosa attaccarti. Quando questo segno esce sei già attaccato a qualcosa, come il sole e la luna stanno attaccati al cielo e i grani al suolo: ti chiede di guardare che cosa ti tiene, e poi di mantenerlo. Il giudizio, dopo aver detto che conviene tenere fermo, mette accanto una vacca da allevare. Allevare è un lavoro senza spettacolo, fatto di gesti ripetuti e di orari. Il segno accosta il fuoco, che è la cosa più visibile che ci sia, e l'animale che si governa in silenzio, e dice che il primo dura solo se qualcuno fa il secondo. La domanda che ti pone non è quanto risalti. È chi mette la legna, e ogni quanto.

Dove si sbaglia. Lo si legge come il segno della luce, e quindi del mostrarsi: chiarezza, intelligenza, essere visti. Ma la sola luce che qui sta per conto proprio è quella del quarto posto, ed è la riga più nera del segno: arriva, brucia, muore, la buttano via, e sotto non ha niente. Il quinto piange, e il testo lo dice propizio: non per le lacrime, ma perché resta attaccato al re e a chi gli sta accanto. Il nome del segno non dice splendere. Dice tenersi.

Nelle diverse aree

Lavoro
La tua visibilità poggia su qualcosa che non sei tu: un progetto, una squadra, chi ti commissiona il lavoro. Chiediti quale delle tre, e da quanto tempo non lo alimenti. Qui le fiammate senza appoggio durano una riga sola.
Relazioni
Il segno non tratta l'attaccamento come una debolezza: sole e luna stanno attaccati al cielo, le piante alla terra, e nessuno se ne scusa. La domanda è se ciò a cui stai attaccato regge il tuo peso, non se saresti capace di farne a meno.
Decisione
Prima di decidere, guarda a che punto è la cosa. La terza riga non mette davanti due strade: constata che la luce ha passato il mezzo, e lascia da scegliere soltanto come si attraversa il tratto che resta. Decidere qui non riguarda la direzione, riguarda il tempo che hai ancora.
Interiorità
La luce che porti non è tua in proprio: la ricevi in consegna da chi c'era prima, e il compito che il segno mette in mano a chi guarda è di darle seguito. Se in questo periodo bruci molto e ti senti vuoto, la domanda da farsi è a che cosa sei attaccato, non quanto vali.

Questo segno è uscito nella tua interrogazione?

La pagina spiega il segno in sé. Il consulto parte dal tuo quesito e dalle linee che il tiro ha mosso.

Interroga l'oracolo

Le sei linee

Dal basso verso l'alto. Una linea si legge solo quando il tiro la indica mutevole.

  1. prima linea初九

    Testo

    履錯然,敬之,无咎。

    I primi passi si accavallano. Guarda con cura dove li posi: niente da rimproverarti.

    lettura filologica

    Il calcare è intricato [錯然: i passi che si incrociano]. Portarvi riguardo: nessun addebito.

    Glossa carattere per carattere
    履lǚcalcare, mettere il piede su; il calzare e per estensione l'andatura. Dà il nome all'esagramma 10Schuessler
    錯cuòoriginariamente intarsiare metallo su metallo, quindi «incrociato, mescolato, fuori ordine»; letto anche come 措 «posare»Gao Heng
    然ránsuffisso che descrive il modo: «alla maniera di», «in quello stato»Baxter-Sagart 2014
    敬jìngl'attenzione tesa che si porta a ciò che conta; nei bronzi è il contegno davanti a un superiore, prima di essere una virtù interioreKunst
    之zhīpronome oggetto: riprende i passi, non una persona
    Il testo è ambiguo su 錯
    • intricato, incrociato, in disordine (錯 nel suo valore corrente)
    • 措 «posare, collocare»: i passi vengono posati, e il senso di disordine cade

    Scelta: intricato, su entrambi gli strati — La lettura 措 renderebbe la riga una constatazione neutra («si posa il piede»), e allora 敬之 non avrebbe oggetto di cui aver cura né la Piccola Immagine qualcosa da scansare. Il disordine è ciò che rende necessario il riguardo, e le due clausole si tengono solo così.

    Piccola Immagine 小象

    履錯之敬,以辟咎也。

    Non sono i passi a scansare il rimprovero: è il riguardo con cui si posano.

    lettura filologica

    Il riguardo per i passi intricati: con esso si tiene lontano [辟; l'apparato scioglie il prestito 避 «scansare»] l'addebito.

    Glossa carattere per carattere
    辟bìil sovrano, e in funzione verbale «tenere a distanza»; qui l'apparato lo legge come prestito per 避 «schivare, evitare»Gao Heng
    咎jiùl'addebito e insieme la sventura che ne segue: ciò che l'oracolo può muovere controKunst
    Il testo è ambiguo su 辟
    • tenere a distanza (valore proprio del carattere scritto)
    • 避 schivare, evitare (prestito grafico attestato dall'apparato)

    Scelta: doppio binario dei prestiti grafici: il LIT tiene il carattere scritto e annota, il PUB segue il prestito — Vale qui la regola dei prestiti: il LIT non emenda una lezione che non lo richiede, il PUB adotta la lettura dell'apparato perché è largamente attestata. La differenza fra i due strati è minima nel senso e massima nel metodo: nel LIT resta visibile che il testo scrive 辟.

    I piedi si accavallano: il passo non ha ancora trovato il suo ordine, e il testo non dice di chi sia la causa né da che cosa venga. Non chiede nemmeno di camminare meglio. Chiede di portare riguardo a dove li posi — 敬 è l'attenzione tesa che si dà a ciò che conta, non una buona intenzione. La Piccola Immagine isola la cosa che lavora: non sono i passi, è il riguardo, ed è quello a scansare il rimprovero.

    Quando muove. Che si muova questa riga dice che sei all'inizio, dove il passo non è ancora fermo. Quello che decidi adesso non è la direzione: è con quanta cura appoggi i piedi, perché è la sola cosa che il testo qui ti mette in mano.

    Attenzione. Il rischio non è inciampare. È accelerare per uscire prima dal disordine, e mettere i piedi dove capita perché la fretta somiglia molto all'ordine.

  2. seconda linea六二

    Testo

    黃離,元吉。

    La fiamma tira al giallo. È propizio alla radice.

    lettura filologica

    Fiamma gialla. Fausto all'origine.

    Glossa carattere per carattere
    黃huángil giallo del suolo di loess, e per questo il colore assegnato al centro; nel libro compare sempre su righe centraliGao Heng
    離líqui il nome del segno usato come nome comune: il fuoco, la luce che sta attaccata a qualcosa
    元吉yuán jífausto fin dalla radice: il grado più pieno del prognostico favorevoleKunst
    Il testo è ambiguo su 黃離
    • la fiamma gialla, la luce che ha preso il colore del centro
    • il rigogolo giallo: 離 come nome d'uccello, poi scritto 鸝

    Scelta: la fiamma gialla, su entrambi gli strati — La lettura ornitologica è possibile — il grafo di 離 porta 隹 e altrove nel libro gli uccelli compaiono — ma qui non ha appoggio: la Piccola Immagine spiega il fausto con 得中道 «si ottiene la via di mezzo», che commenta il colore e la posizione, non un animale. Registrata perché non è congettura nostra e riaffiora nella letteratura sul nome del segno.

    Piccola Immagine 小象

    黃離元吉,得中道也。

    Se il giallo della fiamma è propizio alla radice, è perché qui si è colta la via di mezzo.

    lettura filologica

    «Fiamma gialla, fausto all'origine»: si ottiene la via di mezzo.

    Glossa carattere per carattere
    得déottenere, venire in possesso di: la via non è imposta, è colta
    中道zhōng dàola strada che passa per il mezzo; qui il centro è quello della figura, il secondo posto del trigramma di sotto

    La fiamma tira al giallo. È il colore che questa tradizione assegna al centro, il colore del suolo, e la riga sta esattamente al centro del trigramma di sotto. Il prognostico è fra i più pieni del libro: propizio fin dalla radice, senza condizioni e senza clausole. La Piccola Immagine non aggiunge cautele e non minaccia nulla, spiega soltanto da dove viene il bene: qui si è colta la via di mezzo.

    Quando muove. È il momento in cui la cosa tiene senza sforzo visibile, e il segno non chiede altro che riconoscerlo. Che si muova qui vuol dire che la posizione è giusta e la misura pure: il bene di questa riga viene da lì, e il testo si ferma a dirlo.

  3. terza linea九三

    Testo

    日昃之離,不鼓缶而歌,則大耊之嗟,凶。

    È la luce del sole che ha passato il mezzo. Se non batti il vaso di terracotta e non canti, ti resta il sospiro di chi è molto vecchio. È avverso.

    lettura filologica

    La fiamma del sole calante. Se non si batte il coccio e non si canta, allora è il sospiro della gran vecchiaia. Infausto.

    Glossa carattere per carattere
    昃zèdel sole che ha oltrepassato lo zenit e pende da un lato: il grafo accosta 日 e 仄 «inclinato». Termine dei calendari oracolari Shang per la fascia oraria del pomeriggioShaughnessy 2022
    鼓gǔil tamburo, e in funzione verbale percuotere per far suono
    缶fǒuil vaso panciuto di terracotta; percosso, è lo strumento della musica ordinaria, quella che si fa con ciò che si ha in casaSchuessler
    歌gēcantare a voce spiegata, non salmodiare: sta in coppia con il vaso percosso
    則zéallora, in tal caso: apre l'apodosi della condizione posta da 不…
    大耊dà diél'età molto avanzata, gli ottant'anni; 耊 porta 老 «vecchio». La tradizione a stampa reca per lo più 耋, variante grafica dello stesso vocaboloGao Heng
    嗟jiēil sospiro emesso a voce, il lamento breve: è suono, come il canto a cui si oppone
    Il testo è ambiguo su 不鼓缶而歌
    • condizionale: «se non si batte il vaso e non si canta, allora…»
    • constatativa: «non si batte il vaso né si canta, e c'è il sospiro della vecchiaia»

    Scelta: condizionale, su entrambi gli strati — 則 apre regolarmente l'apodosi di una condizione, e senza la condizione la riga registrerebbe due fatti accostati senza legame. La differenza pesa: nella prima lettura una parte della cosa è in mano a chi sta in quell'ora, nella seconda nessuna. Il 凶 finale resta comunque, e non è ciò che la condizione governa.

    Varianti nei manoscritti
    • Ruan Yuan: 大耋 in luogo di 大耊 (la fonte utilizzata reca 耊 e così è stato trascritto, senza normalizzare; la collazione con l'edizione a stampa non è stata eseguita in questa sessione. Le due forme sono varianti grafiche dello stesso vocabolo e la traduzione non cambia)

    Piccola Immagine 小象

    日昃之離,何可久也。

    Una luce che ha passato il mezzo: quanto può durare ancora.

    lettura filologica

    «La fiamma del sole calante»: come potrebbe durare.

    Glossa carattere per carattere
    何hécome mai, in che modo: interrogativa retorica, che nega più fermamente di una negazione
    久jiǔdurare a lungo nel tempo: il verbo che manca a tutto questo segno

    Il sole ha passato il mezzo e cala: è l'unica ora che questo segno nomina. Il testo mette davanti due modi di stare in quell'ora — battere il vaso di terracotta e cantare, oppure il sospiro di chi è molto vecchio — e dalla condizione fa dipendere il lamento, non l'esito. L'avverso sta in fondo alla riga e ci resta comunque: non è una punizione per la festa mancata, è l'ora stessa. La Piccola Immagine non attenua: una luce che ha passato il mezzo, quanto può durare ancora.

    Quando muove. Questa riga che si muove dice che il tratto in salita è finito e che ciò che stai facendo ha una fine visibile. Il movimento non riporta indietro il sole. Sposta soltanto la scelta: come si passa la luce che resta.

    Attenzione. Il canto non riaccende la giornata: quella cala comunque. Quello che si può ancora perdere è il modo di attraversarla, e lo si perde stando a guardare la luce che se ne va.

  4. quarta linea九四

    Testo

    突如其來如,焚如,死如,棄如。

    Arriva di colpo, senza che nulla lo annunci. Brucia. Muore. Lo buttano via.

    lettura filologica

    Irrompente, ecco il suo venire. Ardente. Morente. Gettato via.

    Glossa carattere per carattere
    突tūsbucare fuori all'improvviso: il grafo mostra il cane che schizza dal foro. Da qui anche la canna fumaria, ciò che erompe verso l'altoSchuessler
    如rúsuffisso descrittivo equivalente a 然: fissa uno stato o un modo. Ripetuto quattro volte, scandisce la riga come una sequenza di quadriBaxter-Sagart 2014
    焚fénbruciare: il grafo pone il fuoco sotto il bosco; l'incendio, non la fiamma domestica
    棄qìgettare via: il grafo mostra due mani che allontanano una cesta con dentro un neonato. È l'abbandono, non lo scarto di una cosaSchuessler
    Il testo è ambiguo su 突如其來如
    • il soggetto è impersonale: qualcosa irrompe
    • il soggetto è la persona della riga: costui arriva di soprassalto

    Scelta: impersonale nel LIT, che non nomina un soggetto; il PUB lo lascia indeterminato — Il cinese non ha soggetto e i due verbi che seguono — bruciare, morire — reggono sia una cosa sia una persona, mentre 棄 «essere gettato via» tira verso l'umano. La Piccola Immagine dice 无所容也 «non c'è luogo che lo contenga», che vale per entrambi. Fissare il soggetto qui è ciò che la riga si rifiuta di fare, e la sua durezza viene anche da lì.

    Piccola Immagine 小象

    突如其來如,无所容也。

    Ciò che arriva così non trova dove stare: niente gli fa posto.

    lettura filologica

    «Irrompente, ecco il suo venire»: non c'è luogo che lo contenga.

    Glossa carattere per carattere
    容róngcontenere, fare spazio dentro di sé; detto di un recipiente e di una comunità che accoglieSchuessler

    Quattro immagini in fila, e nessun prognostico che le chiuda: arriva di colpo, brucia, muore, lo buttano via. È una fiammata che non ha nulla sotto di sé, e in un segno dove ogni cosa dura finché sta attaccata a qualcosa, questa è la fine prevedibile. Il testo non dice chi sia: il soggetto resta senza nome per tutta la riga. La Piccola Immagine non commenta, constata: non trova dove stare, e niente gli fa posto.

    Quando muove. Che si muova qui indica un'irruzione: qualcosa entra senza preavviso e consuma quello che tocca. Il testo non dice se sei tu a irrompere o se irrompe addosso a te, e non lo dice apposta. Dice che una cosa così non trova dove stare, e che dopo il fuoco viene l'essere gettati via.

    Attenzione. L'intensità qui non è un segnale di forza: è il modo in cui brucia ciò che non sta attaccato a niente. E la riga non finisce sul fuoco: mette in fila anche quello che viene dopo, la morte e l'abbandono.

  5. quinta linea六五

    Testo

    出涕沱若,戚嗟若,吉。

    Le lacrime vengono fuori a fiotti, e dietro le lacrime l'affanno e i sospiri. È propizio.

    lettura filologica

    Escono lacrime, a corso d'acqua. Afflitto, sospirante. Fausto.

    Glossa carattere per carattere
    涕tìle lacrime, e il pianto in quanto liquido che esce
    沱tuóil ramo secondario di un fiume, e quindi l'acqua che si versa abbondante; nello Shijing la coppia 滂沱 dice la pioggia a rovesciSchuessler
    若ruòparticella finale con valore di «come»: descrive uno stato, come 然 e 如 altrove in questo segnoBaxter-Sagart 2014
    戚qīl'affanno, la stretta del dolore (scritto anche 慼); il carattere vale però anche la scure da parata e il parente strettoGao Heng
    嗟jiēil sospiro emesso a voce: lo stesso suono che al nove al terzo posto era l'alternativa al canto
    Il testo è ambiguo su 戚
    • affliggersi, essere in affanno (= 慼)
    • i parenti stretti, la parentela

    Scelta: l'afflizione, su entrambi gli strati — 戚 è in coppia con 嗟, che è un suono di dolore, e nella riga precedente compare lo stesso 嗟 con lo stesso valore. La lettura «i parenti» richiederebbe una sintassi che qui non c'è, ma va registrata perché è la stessa parola che nel libro designa altrove il congiunto, e la Piccola Immagine parla proprio di legami con il re.

    Piccola Immagine 小象

    六五之吉,離王公也。

    Ciò che qui è propizio, lo è perché resta attaccato al re e a chi gli sta accanto.

    lettura filologica

    Il fausto del sei al quinto posto: sta attaccato al re e ai signori.

    Glossa carattere per carattere
    離líqui verbo pieno, nel valore che il libro dà al nome del segno: stare attaccato a
    王公wáng gōngil re e i grandi che gli stanno intorno: la cerchia del potere, non una coppia di persone
    Il testo è ambiguo su 離王公
    • 離 verbo: la riga sta attaccata al re e ai grandi che gli stanno intorno
    • 離 come «stare in, occupare»: la riga tiene il rango di re e di signore

    Scelta: il verbo, su entrambi gli strati: sta attaccata al re e ai signori — È un crocevia noto, e cambia la fonte del fausto: nella prima lettura viene da un legame, nella seconda da una carica. Si tiene la prima perché in questo segno 離 è il verbo che il libro gli assegna — il 彖 lo glossa 麗 e la sesta riga lo usa così — mentre l'altra chiede al nome del segno un valore che qui non compare mai. La lettura per posizioni, che fa del quinto posto il seggio del sovrano, è ciò che rende l'altra plausibile e va perciò registrata; il commentario fa discendere il fausto dal solo legame.

    Le lacrime escono a fiotti, e dietro le lacrime l'affanno e i sospiri. Poi il testo dice: propizio. Non è un paradosso da sciogliere. La Piccola Immagine dichiara da dove viene il fausto, e non sono le lacrime: chi sta qui resta attaccato al re e a chi gli sta intorno. È una riga che cede, e il libro non le dà il fausto per il pianto né per il rango che occupa: glielo dà per il legame che ha tenuto.

    Quando muove. Il movimento qui è il pianto che arriva mentre le cose, viste da fuori, stanno andando bene. La riga dice che le due cose non si contraddicono e che non c'è nulla da nascondere: il legame che ti tiene regge anche mentre piangi.

  6. sesta linea上九

    Testo

    王用出征,有嘉折首,獲匪其醜,无咎。

    Il re parte per la campagna. Ne viene un merito: cadono le teste. Chi resta preso non è la truppa che li seguiva. Niente da rimproverarti.

    lettura filologica

    Il re, con questo, esce in spedizione. C'è encomio: si spezzano le teste. I catturati non sono la loro schiera [匪 = 非; 醜 = 類]. Nessun addebito.

    Glossa carattere per carattere
    用yòngservirsi di, e da lì «per mezzo di questo»: raccorda la spedizione al segno, non introduce uno strumentoKunst
    出征chū zhēnguscire in campagna militare; 征 è la spedizione armata, non il generico andare avantiKunst
    嘉jiāciò che si loda, l'encomio e la ricompensa che ne segue; nei bronzi è il riconoscimento formale del sovranoShaughnessy 2022
    折首zhé shǒuspezzare le teste: il conteggio dei capi nemici uccisi, formula delle iscrizioni di campagnaShaughnessy 2022
    獲huòcatturare vivo, detto della preda e del prigioniero
    匪fěiqui vale 非 «non è»; il carattere designa altrove la cesta e, in epoca più tarda, il predoneGao Heng
    醜chǒuqui = 類 «la specie, quelli della stessa schiera», il seguito di un capo; il valore «brutto, spregevole» è quello corrente ma non quello di questa formulaGao Heng
    Il testo è ambiguo su 獲匪其醜
    • 匪 = 非: «i catturati non sono la loro schiera», si prendono i capi e non il seguito
    • 匪 come sostantivo «predoni»: «si catturano i predoni della loro banda»

    Scelta: 匪 = 非 su entrambi gli strati — 匪 vale 非 in tutto il Zhouyi, e il valore «predone» è attestato più tardi. Con la negazione la riga dice una misura — si spezzano le teste, non si rastrella il seguito — e quella misura è ciò che regge il 无咎 finale: senza di essa una carneficina resterebbe senza addebito, il che non è quanto la Piccola Immagine dichiara (以正邦 «per raddrizzare il paese»).

    Piccola Immagine 小象

    王用出征,以正邦也。

    Il re esce in campagna perché il paese torni in squadra.

    lettura filologica

    «Il re esce in spedizione»: con ciò raddrizza il paese.

    Glossa carattere per carattere
    正zhèngrendere diritto, riportare in squadra; il carattere ha dentro 止 «il piede che si ferma sul punto»Schuessler
    邦bāngil paese come entità politica, il dominio con i suoi confini

    In cima il re parte per la campagna. Le teste cadono, e sono quelle di chi comanda; poi la riga aggiunge la sola cosa che conta davvero: chi resta preso non è la truppa che li seguiva. Si colpisce il capo e si lascia stare il seguito. È per questa misura che non c'è nulla da rimproverare, e la Piccola Immagine chiude sul fine invece che sul gesto: la campagna serve perché il paese torni in squadra, non perché sia punito.

    Quando muove. Che si muova l'ultima riga dice che la fase in cui la luce si manteneva è finita e ne comincia una che taglia. Il movimento chiede una misura, non un'espansione: fin dove arriva il colpo, e dove si ferma la mano.

    Attenzione. La riga non autorizza a colpire largo. Il permesso vale per le teste, e finisce nel punto esatto in cui cominci a contare fra i nemici quelli che si limitavano a seguire.

I commentari antichi

Tuanzhuan 彖傳

離,麗也。日月麗乎天,百穀草木麗乎土,重明以麗乎正,乃化成天下。柔麗乎中正,故亨,是以畜牝牛吉也。

Fiamma vuol dire stare attaccati. Il sole e la luna stanno attaccati al cielo; i cereali, le erbe e gli alberi stanno attaccati alla terra. Una luce sopra l'altra sta attaccata a ciò che è diritto, e da lì trasforma il mondo e lo porta a compimento. Ciò che cede sta attaccato al centro e al posto che gli spetta: per questo la via è aperta, e per questo allevare una vacca è propizio.

lettura filologica

離 è aderire. Il sole e la luna aderiscono al cielo; i cento grani, le erbe e gli alberi aderiscono al suolo. La luce raddoppiata, aderendo a ciò che è retto, trasforma e porta a compimento quanto sta sotto il cielo. Ciò che cede aderisce al centro e al posto giusto: perciò l'offerta passa, e per questo allevare la vacca è fausto.

Glossa carattere per carattere
麗lìstare appeso a, aderire; il grafo mostra una coppia di corna di cervo, da cui anche «coppia» e poi «bello». È la glossa che il trattato dà al nome del segnoSchuessler
乎hūqui vale 於: introduce il termine a cui si aderisce
百穀bǎi gǔi cento grani: l'insieme dei cereali coltivati, formula corrente per il raccolto
重明chóng míngla luce sovrapposta a se stessa: i due trigrammi identici della figura
柔róuciò che cede senza rompersi: qui le due righe interrotte, al secondo e al quinto posto
中正zhōng zhèngstare nel mezzo del trigramma e nel posto che compete: coppia tecnica della lettura per posizioni. In questa figura la coppia intera vale per il sei al secondo posto; il sei al quinto è centrale ma sta in un posto dispari, che la tecnica assegna a una riga piena
化成huà chéngtrasformare portando a termine: non il mutamento improvviso ma la maturazione condotta a compimentoGao Heng
Il testo è ambiguo su 亨
  • penetrare, riuscire (lettura ricevuta)
  • 享 offerta accolta (lettura filologica)

Scelta: offerta accolta nel LIT, «la via è aperta» nel PUB — La citazione del giudizio dentro l'ala non è un'eccezione alla regola: il salto va annotato a ogni occorrenza del LIT, comprese quelle in cui è un commento antico a riprendere la formula.

Xugua 序卦

陷必有所麗,故受之以《離》。《離》者,麗也。

Chi sprofonda finisce per aggrapparsi a qualcosa: per questo dopo viene la Fiamma. Fiamma vuol dire stare attaccati.

lettura filologica

Chi sprofonda deve pur aderire a qualcosa: perciò si riceve con 離. 離 è aderire.

Glossa carattere per carattere
陷xiànsprofondare in una cavità: è la glossa che il trattato dà al segno precedente, la FossaSchuessler
麗lìstare appeso a, aderireSchuessler
受shòuricevere in consegna: la formula con cui il trattato passa da un segno al successivo

Zagua 雜卦

《離》上而《坎》下也。

Il fuoco tende in alto; l'acqua della fossa tende in basso.

lettura filologica

離 sta sopra e 坎 sta sotto.

Glossa carattere per carattere
上shàngstare in alto, e in funzione verbale salire
下xiàstare in basso, e in funzione verbale scendere
Il testo è ambiguo su 上
  • stativa: «è collocato sopra» (la posizione dei due segni nella coppia)
  • dinamica: «sale» (la direzione propria del fuoco, contro quella dell'acqua)

Scelta: stativa nel LIT, dinamica nel PUB — La clausola è una sola e vale per il 29 e per il 30 insieme: la resa è tenuta identica nei due file, perché due traduzioni diverse dello stesso enunciato sarebbero un difetto dell'edizione. La lettura dinamica è quella che dice qualcosa al lettore e ha per sé la natura dei due elementi; il LIT non la anticipa.

Segni collegati

Provenienza del testo

Fonte cinese:
易學網 (https://www.eee-learning.com/book/eee30). Il testo è confrontato carattere per carattere con la fonte.
Collazionato con:
Zhouyi Yinde 1935 (biroco.com); Kanripo KR1a0001 — solo collazione, mai base
Apparato:
Kunst, The Original Yijing (1985); Shaughnessy, The Origin and Early Development of the Zhou Changes (Brill 2022, OA); Gao Heng, Zhouyi gujing jinzhu; Schuessler, ABC Etymological Dictionary of Old Chinese; Baxter-Sagart 2014