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Il Tarlo: linea 1 yin, linea 2 yang, linea 3 yang, linea 4 yin, linea 5 yin, linea 6 yang, dal basso verso l'alto.

Esagramma 18 · Il Tarlo

蠱 · Gǔ · Il Verme nel Vaso

Vento sotto, Monte sopra

Il segno

Qualcosa si è guastato mentre nessuno guardava, e non sei stato tu a guastarlo. Il carattere lo dice con un'immagine sola: vermi cresciuti dentro un vaso chiuso. Poi il segno apre una porta di casa e ci mette dentro un padre, una madre e quello che hanno lasciato indietro. Il guasto viene da prima di te. Il lavoro no, quello è tuo, e il libro lo chiama una via aperta.

Tre insetti sopra un recipiente: il carattere è fatto così. Non è sporcizia arrivata da fuori, è roba che si è riprodotta dentro, al chiuso, con il coperchio a posto. Sopra la figura c'è un monte, sotto passa il vento: l'aria arriva, urta la parete e resta lì a girare in tondo. Quello che non circola fermenta. Poi entra una famiglia. C'è un padre che se n'è andato lasciando una faccenda a metà, c'è una madre, c'è un figlio che ci mette le mani e paga un po' di rammarico. C'è chi invece lascia largo, e lo spazio intorno gli si stringe. In cima la casa sparisce: resta un uomo che non serve nessun signore e tiene alta la propria opera.

Perché questo nome

蠱 scrive tre insetti (蟲) sopra un recipiente (皿): i vermi che si allevano dentro un vaso chiuso. Shuowen e il Zuozhuan (Zhao 1, 皿蟲為蠱) danno il valore concreto, da cui poi il veleno preparato con gli insetti nel vaso e la malattia che ne deriva. Le Ali spostano il carattere sulla conseguenza — il 序卦 lo glossa 事 «le faccende», il 雜卦 飭 «rassettare» — e le rese diffuse seguono loro, nominando il lavoro di riparazione invece della cosa che lo richiede. «Il Tarlo» tiene il carattere: un insetto che consuma dall'interno, al chiuso, senza che nessuno lo veda, e che in italiano corrente dice anche il pensiero che rode da anni. Regge le cinque righe che nominano il segno, dove il tarlo è sempre di qualcun altro — del padre, della madre — e le mani sono le tue. «Il Verme nel Vaso», resa più letterale, scende in titolo_alt: è una perifrasi e non un titolo di pagina.

Noto anche come: Il Lavoro sul Guasto, La Corruzione, La Decadenza, Il Riparare, Ciò che è andato a male, Work on What Has Been Spoiled, Decay, Correcting, Ills to Be Cured.

Come si legge

Vento: linea 1 yin, linea 2 yang, linea 3 yang, dal basso verso l'alto.Trigramma inferioreVento · 巽
Monte: linea 1 yin, linea 2 yin, linea 3 yang, dal basso verso l'alto.Trigramma superioreMonte · 艮

Il vento sotto, il monte sopra. Il vento entra dappertutto e il monte lo ferma: il commentario antico lo dice in quattro caratteri, ci si piega e poi ci si arresta, e il risultato di piegarsi e fermarsi è che le cose stanno immobili abbastanza a lungo da marcire. La linea dura è salita in cima, la cedevole è scesa in fondo, e le due estremità hanno smesso di scambiarsi qualcosa. La faccenda di famiglia tiene cinque righe su sei, dal fondo fino al quinto posto, e solo l'ultima ne esce. Nelle linee nucleari siede il 54, la ragazza che va sposa: la parentela è già dentro la figura. Capovolta, questa figura diventa la 17, quella in cui si va dietro a qualcuno, e ne è anche l'opposto linea per linea.

Il responso

Giudizio 卦辭

元亨,利涉大川,先甲三日,後甲三日。

Dal principio, la via è aperta. Conviene passare il fiume grande. Tre giorni prima del giorno d'inizio, tre giorni dopo.

lettura filologica

All'origine, l'offerta passa. Giova guadare il gran corso d'acqua. [Il giorno che] precede 甲 di tre giorni; [il giorno che] segue 甲 di tre giorni.

Glossa carattere per carattere
元yuáncapo, principio, ciò che sta all'origine; nel lessico oracolare qualifica il grado dell'offerta, non una qualità moraleKunst
亨hēngpresentare l'offerta ed essere accolti; stesso grafo arcaico 亯 di 享 e 烹Shaughnessy 2022
利lìgiova, è vantaggioso
涉shèpassare a guado, con i piedi nell'acqua: il carattere disegna due piedi ai lati di un corso d'acqua, non una barcaSchuessler
大川dà chuānil gran corso d'acqua, il fiume che va guadato
先xiānprecedere, stare davanti nel tempo
甲jiǎil primo dei dieci tronchi celesti, quindi il primo giorno del ciclo di dieci: la data d'apertura nel calendario Shang-Zhou, non un giorno qualsiasiShaughnessy 2022
三日sān rìtre giorni: durata contata, da rendere alla lettera
後hòuseguire, venire dopo
Il testo è ambiguo su 亨
  • penetrare, riuscire (lettura ricevuta)
  • 享 offerta accolta (lettura filologica)

Scelta: offerta accolta nel LIT, «la via è aperta» nel PUB — Il salto LIT→PUB va annotato a ogni occorrenza: è scelta espressiva motivata, non resa ovvia. Qui pesa più del solito, perché il 彖 lega l'apertura a 天下治, il mondo che torna in ordine: l'offerta accolta è la contropartita rituale del rimettere a posto una casa.

Il testo è ambiguo su 甲
  • il giorno 甲, prima casella del ciclo decadico (lettura calendariale)
  • 甲 come «principio» generico, senza riferimento al calendario

Scelta: la lettura calendariale su entrambi gli strati; nel PUB resa come «giorno d'inizio» per leggibilita' — Il 彖 gloss la formula con 終則有始,天行也: è il ciclo che ricomincia, quindi una posizione nel conto dei giorni. La stessa struttura ricorre al 57 巽 九五 con 庚 al posto di 甲, altra casella dello stesso ciclo: è una serie, e una serie presuppone il calendario. Il LIT tiene il carattere perché 辛 e 丁 — i giorni che cadono tre prima e tre dopo — sono un'inferenza dei commentari, non del 卦辭.

Il testo è ambiguo su 卦辭
  • il giudizio comincia con 元亨 (testimone Wikisource, base di questo file)
  • il giudizio comincia con il nome del segno, 蠱,元亨 (testimone eee-learning)

Scelta: si riporta il testimone di base, senza integrare il nome — La fonte registra la divergenza e la qualifica come troncatura in testa. Non integriamo: il campo zh è la garanzia di provenienza, e il cancello di provenienza ammette la presenza o l'assenza del nome del segno davanti al 卦辭. La traduzione non cambia in nessuno dei due casi.

Grande Immagine 大象

山下有風,蠱;君子以振民育德。

Sotto il monte gira il vento: il tarlo. Chi vale ne ricava il compito: scuote la gente e ne fa crescere la forza.

lettura filologica

Sotto il monte c'è il vento: 蠱. Il signore, da questo, scuote il popolo e ne alleva la potenza.

Glossa carattere per carattere
山shānil monte: il trigramma 艮, ciò che sta fermo e fa da parete
風fēngil vento: il trigramma 巽, ciò che entra dappertutto e si insinua
蠱gǔtre insetti (蟲) sopra un recipiente (皿): i vermi che si allevano dentro un vaso chiuso, e per estensione ciò che si guasta al riparo dalla vistaShuowen; Zuozhuan Zhao 1
振zhènscuotere, sollevare con una scossa; il gesto della mano che agita qualcosa perché si destiSchuessler
民mínil popolo, la gente comune
育yùallevare, tirare su come si tirano su i figli: nutrimento che dura, non impulso
德déla potenza efficace che qualcuno possiede, prima che il termine si moralizzi in «virtù»Schuessler
Il testo è ambiguo su 君子
  • il membro della casa nobiliare (senso Zhou, sociale)
  • la persona compiuta (senso confuciano, etico)

Scelta: doppio binario: LIT sociale, PUB ricevuto — Il senso etico entra col Lunyu, quattro o sei secoli dopo il testo. Il doppio binario del lessico è l'unica soluzione che non fa mentire nessuno dei due strati.

Il testo è ambiguo su 振
  • 振 «scuotere, destare» (carattere scritto)
  • 賑 «soccorrere, distribuire viveri» (prestito grafico corrente nei commentari)

Scelta: il carattere scritto su entrambi gli strati; il prestito è registrato e non adottato — §I ammette il prestito nel PUB solo se attestato dall'apparato, mai perché rende meglio. Qui 賑 renderebbe la riga un atto di beneficenza, e la coppia 振民育德 perderebbe la sua simmetria: si scuote e si nutre, due tempi dello stesso gesto. 振 regge da solo, e con la scossa tiene anche il vento che urta il monte.

Cosa chiede

Ti chiede di prendere in mano una cosa che non hai fatto tu, senza aspettare che qualcuno dica pubblicamente che non sei stato tu. Il testo non processa il padre: dice che se il figlio interviene, sul morto non cade più nulla. Ti chiede poi di contare i giorni. La data d'inizio è fissata, e non da te: il commentario antico la aggancia al giro del cielo, dove una cosa finisce e l'altra comincia. Il giudizio ti mette in mano soltanto il conto — tre giorni da una parte e tre dall'altra: quello che prepari prima, quello a cui stai dietro dopo. È l'unica parte del segno che parla di tempo, e non ti chiede di riconoscere il momento: ti chiede di sapere quanto sta intorno a una data che c'è già.

Dove si sbaglia. Lo si legge come una condanna: qualcosa è marcio, dunque qualcuno ha colpa. Il testo non fa né l'una né l'altra cosa. Il nome dice un processo, non un peccato, e l'ultima delle Ali lo liquida con una parola: rassettare. L'errore opposto è più frequente. Si crede che accorgersi del guasto sia già il lavoro. Nelle sei righe non c'è un solo verbo di consapevolezza: reggere, dare agio, servire, tenere alto. Sono tutte cose che si fanno con le mani.

Nelle diverse aree

Lavoro
Hai ereditato qualcosa che qualcuno prima di te ha lasciato andare. Nessuno ti ringrazierà per averlo scoperto: il segno paga la riparazione, non la diagnosi.
Relazioni
C'è una cosa vecchia che nessuno nomina e che continua a lavorare sotto. La riga della madre dice come si tratta: ci si mette mano, e non si insiste.
Decisione
La domanda non è se agire, è quando. Conta i tre giorni prima e i tre dopo. Qui non si sceglie da zero: la cosa su cui devi decidere era già lì prima che tu formulassi la domanda, e nel frattempo ha continuato a lavorare.
Interiorità
Il tarlo è un pensiero che rode da anni e che non hai messo tu lì dentro. Riconoscerlo non lo toglie. Il segno mette il lavoro nelle tue mani e non ti chiede di avere ragione.

Questo segno è uscito nella tua interrogazione?

La pagina spiega il segno in sé. Il consulto parte dal tuo quesito e dalle linee che il tiro ha mosso.

Interroga l'oracolo

Le sei linee

Dal basso verso l'alto. Una linea si legge solo quando il tiro la indica mutevole.

  1. prima linea初六

    Testo

    幹父之蠱,有子考,无咎,厲終吉。

    Metti mano al tarlo di tuo padre. C'è un figlio: al padre defunto niente da rimproverare. C'è pericolo, ed è propizio alla fine.

    lettura filologica

    Reggere il tarlo del padre. C'è un figlio: sul padre defunto nessun addebito. Rischio; fausto alla fine.

    Glossa carattere per carattere
    幹gànil fusto, il tronco che regge; come verbo, farsi tronco di una cosa: prenderne il peso e rimetterla dritta. Stesso campo semantico da cui viene il nome del segno 1Schuessler
    父fùil padre
    之zhīparticella di rapporto: il tarlo che è del padre
    蠱gǔi vermi nel vaso, e per estensione la faccenda andata a male che qualcuno lascia indietro; il 序卦 lo glossa 事, «le faccende»
    子zǐil figlio, l'erede maschio nella linea di successione
    考kǎoil padre defunto nel culto degli antenati: il termine tecnico con cui il padre morto si nomina nel rito. Il valore verbale «portare a compimento» è secondario quiGao Heng
    咎jiùla colpa e insieme la sventura che ne deriva: nel lessico oracolare, l'addebito che l'oracolo non muove
    厲lìrischio, il pericolo che sta nella posizione
    終zhōngalla fine, quando la cosa è arrivata in fondo
    Il testo è ambiguo su 有子考
    • 有子,考无咎: «c'è un figlio: sul padre defunto nessun addebito»
    • 有子考,无咎: «c'è un figlio che porta a compimento: nessun addebito»

    Scelta: la prima, su entrambi gli strati — §J: la punteggiatura della fonte lega 考 a 有子 e stacca 无咎; noi segmentiamo diversamente e lo dichiariamo. La ragione è la 4ª Ala di questa stessa riga: 意承考也 usa 考 come nome retto da 承, «dare seguito al defunto». Se 考 fosse verbo, il 小象 avrebbe due verbi in fila senza oggetto. Il campo zh conserva la punteggiatura del testimone, che è garanzia di provenienza; la segmentazione che governa la traduzione è nostra. La differenza non è minima: nella lettura adottata il condono va al morto, e la riga dice che il lavoro del figlio ricade su chi non c'è più.

    Piccola Immagine 小象

    幹父之蠱,意承考也。

    Metti mano al tarlo di tuo padre: quello che cerchi è continuare chi è venuto prima.

    lettura filologica

    «Reggere il tarlo del padre»: l'intenzione è dare seguito al defunto.

    Glossa carattere per carattere
    意yìciò a cui si mira, l'intenzione che sta dietro un atto
    承chéngricevere sulle spalle e portare avanti: il gesto di chi regge da sotto un peso che gli viene passatoSchuessler

    Sei al fondo del segno, e la cosa è appena venuta a galla. Il testo mette una accanto all'altra due generazioni: un padre che se n'è andato lasciando la faccenda a metà, e un figlio che ci mette le mani. La frase strana è la seconda, perché il condono non tocca a chi ripara ma a chi ha guastato: c'è un figlio, e al padre defunto non si rimprovera più niente. Solo dopo arrivano il pericolo e la buona fine.

    Quando muove. Questa linea che si muove dice che il guasto è appena diventato visibile, e che chi lo vede per primo è anche chi lo eredita. Il pericolo nominato non è una minaccia che arriva da fuori: è la condizione di chi tocca per primo una cosa che tutti avevano lasciato stare.

    Attenzione. Il condono va al padre, non a te. Se metti mano aspettando che qualcuno certifichi di chi era il danno, stai facendo un altro lavoro, e ti resterà in mano soltanto quello.

  2. seconda linea九二

    Testo

    幹母之蠱,不可貞。

    Metti mano al tarlo di tua madre. Non è cosa su cui insistere.

    lettura filologica

    Reggere il tarlo della madre. Non si può divinare.

    Glossa carattere per carattere
    母mǔla madre
    可kěsi può, è praticabile
    貞zhēndivinare, sottoporre a presagio; 貞人 è il divinatore di professione nelle iscrizioni ShangKunst
    Il testo è ambiguo su 貞
    • rettitudine, costanza (lettura neoconfuciana)
    • presagio saldo, divinare (lettura oracolare)

    Scelta: LIT oracolare, PUB la voce fissata a §C2 per 不可貞 — Non è un caso di §C3: 不可貞 è voce di lessico con resa già fissata, e la negazione le dà la polarità che il 貞 nudo non avrebbe. La riga resta comunque la sola del segno in cui l'oracolo si tira indietro, e questo va tenuto: sulla faccenda della madre non si prende presagio.

    Piccola Immagine 小象

    幹母之蠱,得中道也。

    Metti mano al tarlo di tua madre: da questo posto si arriva al mezzo della via.

    lettura filologica

    «Reggere il tarlo della madre»: si ottiene la via di mezzo.

    Glossa carattere per carattere
    中zhōngil mezzo: la seconda linea sta al centro del trigramma di sotto
    道dàola via, il percorso su cui si cammina

    La madre. È l'unica riga che cambia persona, e con la persona cambia anche il consiglio: qui il testo dice che non è cosa su cui insistere. È l'unico punto del segno in cui l'oracolo si tira indietro. La linea è dura in un posto morbido e sta al centro del trigramma di sotto, e la Piccola Immagine la loda proprio per questo: ha trovato la via di mezzo. Non è arrendevolezza. È sapere che certe cose vecchie non si raddrizzano premendo.

    Quando muove. Il movimento qui è una correzione di intensità, non di direzione. Sai già dove mettere mano e stai per farlo con la forza che useresti altrove. La linea ti ferma esattamente lì: la cosa va toccata, e il momento in cui insisti è il momento in cui si spezza.

    Attenzione. Non insistere non vuol dire lasciar perdere. La riga si apre con lo stesso verbo di tutte le altre: la mano ci si mette lo stesso.

  3. terza linea九三

    Testo

    幹父之蠱,小有悔,无大咎。

    Metti mano al tarlo di tuo padre. Un po' di rammarico resta, ma niente di grave da rimproverarti.

    lettura filologica

    Reggere il tarlo del padre. Poco rimorso; nessun grande addebito.

    Glossa carattere per carattere
    小xiǎopiccolo, di misura ridotta: qui avverbio, «un poco»
    悔huǐil rimorso, l'esito che si sarebbe potuto evitare
    大dàgrande: qualifica l'addebito, e la qualifica lo ridimensiona invece di annullarlo

    Piccola Immagine 小象

    幹父之蠱,終无咎也。

    Metti mano al tarlo di tuo padre: alla fine non c'è niente da rimproverarti.

    lettura filologica

    «Reggere il tarlo del padre»: alla fine nessun addebito.

    Terza posizione, la più esposta del trigramma di sotto: linea dura al posto che le spetta, ma sull'orlo. Il testo concede un po' di rammarico e nega il danno grosso, e le due cose stanno insieme. È la riga di chi ripara con troppa energia: qualcosa si incrina, e un addebito resta. Non è cancellato, è ridimensionato: dice che non è grande, e la differenza è tutta lì. La Piccola Immagine guarda più avanti e chiude: alla fine, quando la cosa sarà arrivata in fondo, non resterà niente da rimproverare. È un esito, non lo stato in cui lavori adesso.

    Quando muove. Il movimento è lo slancio di chi ha finalmente il permesso di agire e non misura più la forza. La linea non te lo toglie: ti dice che il prezzo lo pagherai in rammarico e non in danno, e che questa posizione quel prezzo se lo può permettere.

    Attenzione. Il rammarico piccolo è previsto, e va messo in conto prima di cominciare. Il modo sicuro per trasformarlo in un danno grosso è tornare indietro a metà lavoro per non pagarlo.

  4. quarta linea六四

    Testo

    裕父之蠱,往見吝。

    Lasci largo al tarlo di tuo padre. Muoverti così porta a stringersi.

    lettura filologica

    Dare agio al tarlo del padre. Andare: si va incontro a strettezza.

    Glossa carattere per carattere
    裕yùlargo, abbondante, con margine; come verbo, dare spazio e lasciare correre. È l'esatto rovescio di 幹, che stringe il tronco intorno alla cosaSchuessler
    往wǎngandare, muoversi verso
    見jiànqui davanti a un esito oracolare: andare incontro a, patire. Non «vedere», e non xiàn «apparire»Kunst
    吝lìnstrettezza: lo spazio che si restringe intorno a chi si muove
    Il testo è ambiguo su 見
    • jiàn «andare incontro a, subire», con l'esito come oggetto
    • xiàn «apparire»: la strettezza si mostra

    Scelta: jiàn su entrambi gli strati; occorrenza registrata nel registro §G — Il lessico impone che 見 si decida per occorrenza. Qui 見 sta fra un verbo di movimento e un termine di prognostico, ed è la costruzione con cui si dice ciò che si patisce muovendosi. La conferma viene dalla 4ª Ala della riga, 往未得也: parla di un soggetto che va e non ottiene, cioè di qualcuno a cui l'esito capita addosso. Con xiàn la riga avrebbe un esito che si manifesta da sé, e il soggetto sparirebbe proprio nella riga in cui la sua scelta è il tema.

    Piccola Immagine 小象

    裕父之蠱,往未得也。

    Lasci largo al tarlo di tuo padre: a muoverti così non arrivi a prendere niente.

    lettura filologica

    «Dare agio al tarlo del padre»: andando, non si ottiene ancora.

    Glossa carattere per carattere
    未wèinon ancora — non «non»: lascia aperto il tempo
    得déottenere, arrivare a mettere le mani su qualcosa

    Il tarlo del padre torna, e il verbo che lo governa si rovescia. Non regge: lascia largo, dà spazio, concede margine al guasto del padre. Non è pigrizia, è la convinzione che una cosa vecchia si aggiusti da sola se le si lascia respirare. Il testo risponde con una parola stretta, e la Piccola Immagine ne dà la ragione senza parlare di colpa: muovendosi così non si arriva a prendere niente.

    Quando muove. Questa linea che si muove segnala che la mossa larga la stai già facendo: rimandare, ammorbidire, dare ancora un po' di tempo. Il segno non ti accusa di malafede. Ti fa notare che il tempo, in questa figura, lavora per il tarlo e non per te.

    Attenzione. Dare spazio a una cosa che si nutre di spazio non è pazienza. Il margine che concedi non lo tieni tu: lo prende il tarlo, ed è di lì che si allarga.

  5. quinta linea六五

    Testo

    幹父之蠱,用譽。

    Metti mano al tarlo di tuo padre. Da lì viene la buona fama.

    lettura filologica

    Reggere il tarlo del padre. Con ciò, la lode.

    Glossa carattere per carattere
    用yòngimpiegare, e per estensione «con ciò, per mezzo di questo». Qui non appartiene alla famiglia formulare 利用: manca 利 e manca l'oggetto strumentale
    譽yùla lode pronunciata da altri, la buona fama; il carattere ha 言, la parola, sotto la parte foneticaSchuessler

    Piccola Immagine 小象

    幹父用譽,承以德也。

    Metti mano a quel che ha lasciato tuo padre, e ne viene fama: quello che porti avanti lo porti con la tua forza.

    lettura filologica

    «Reggere [il tarlo del] padre, con ciò la lode»: si dà seguito per mezzo della potenza.

    Glossa carattere per carattere
    承chéngportare avanti reggendo da sotto: lo stesso verbo della prima riga, e le due si rispondono
    德déla potenza efficace di chi agisce — non il nome ereditato

    Il posto di comando, occupato da una linea cedevole. Qui il lavoro sul guasto del padre non viene soltanto fatto: viene visto. Compare una parola che nel resto del segno non c'è, la lode, cioè quello che gli altri dicono di te. La Piccola Immagine precisa con che cosa la faccenda si porta avanti: con la potenza di chi la regge, non con il nome che gli è arrivato addosso insieme al guasto.

    Quando muove. Il movimento è il passaggio dal riparare al rappresentare. Qualcuno si accorge di quello che stai rimettendo in ordine, e il riconoscimento arriva mentre il lavoro è ancora aperto. La linea non ti chiede di fermarti a raccoglierlo.

    Attenzione. La Piccola Immagine mette la forza prima della fama. Da questa posizione è facile cominciare a riparare le cose che si vedono invece di quelle che rodono.

  6. sesta linea上九

    Testo

    不事王侯,高尚其事。

    Non stai al servizio del re né dei signori: il lavoro che tieni alto è quello che ti sei scelto.

    lettura filologica

    Non servire il re né i signori feudali: tenere alta la propria opera.

    Glossa carattere per carattere
    事shìqui verbo: stare al servizio di, servire qualcuno
    王wángil re
    侯hóuil signore feudale, chi ha ricevuto una terra dal re
    高gāoalto
    尚shàngsollevare, tenere in pregio: mettere una cosa più in alto delle altre
    其qísuo, propria: l'opera è la sua, non quella che gli è stata assegnata
    Il testo è ambiguo su 事
    • prima occorrenza verbale «servire», seconda nominale «l'opera, la faccenda»
    • entrambe nominali: «non le faccende di re e signori, ma le proprie tenute alte»

    Scelta: verbo la prima, nome la seconda — Il carattere torna due volte nella stessa riga con due valori diversi: è lo stesso caso che il lessico registra per 見 al 乾 九二, e chi non se ne accorge produce una frase piatta. La lettura tutta nominale è possibile e resta udibile nel PUB, ma toglie alla riga il rifiuto esplicito di un legame di servizio, che è il suo contenuto. Da notare che 事 è anche la glossa che il 序卦 dà al nome del segno: la riga finale gioca sul termine con cui il trattato definisce l'intero esagramma.

    Piccola Immagine 小象

    不事王侯,志可則也。

    Non stai al servizio del re né dei signori: quello che vuoi può servire da regola agli altri.

    lettura filologica

    «Non servire il re né i signori feudali»: l'intento può essere preso a norma.

    Glossa carattere per carattere
    志zhìla direzione dell'animo, l'intento verso cui qualcuno è rivolto
    則zéla norma, il calco su cui si taglia; come verbo, prendere a modello

    L'unica riga senza padre, senza madre e senza tarlo. Un uomo non sta al servizio del re né dei signori, e tiene alta la propria opera. Lo stesso carattere torna due volte con due valori: il servire di chi obbedisce, e la faccenda di chi se la sceglie. Il testo non dichiara né propizio né avverso, e la Piccola Immagine si limita a dire che quello che quest'uomo vuole può servire da regola agli altri.

    Quando muove. Il movimento qui è l'uscita dalla catena. Il lavoro ereditato è finito, oppure hai smesso di essere la persona che deve farlo. La linea non promette e non minaccia: sposta soltanto la domanda da «a chi rispondi» a «che cosa fai».

I commentari antichi

Tuanzhuan 彖傳

蠱,剛上而柔下,巽而止,蠱。蠱,元亨,而天下治也。利涉大川,往有事也。先甲三日,後甲三日,終則有始,天行也。

Il Tarlo: il duro sta sopra, il cedevole sta sotto; ci si piega e poi ci si ferma. Questo è il Tarlo. «Il Tarlo: dal principio la via è aperta»: il mondo torna in ordine. «Conviene passare il fiume grande»: se ti muovi, c'è del lavoro che ti aspetta. «Tre giorni prima del giorno d'inizio, tre giorni dopo»: dove una cosa finisce, un'altra comincia. Il cielo si muove così.

lettura filologica

蠱: il duro sta sopra e il cedevole sta sotto; ci si piega e poi ci si ferma: questo è 蠱. «蠱: all'origine l'offerta passa» — e sotto il cielo si mette ordine. «Giova guadare il gran corso d'acqua»: andando, c'è da fare. «[Il giorno che] precede 甲 di tre giorni, [il giorno che] segue 甲 di tre giorni»: dove finisce, lì comincia. È il moto del cielo.

Glossa carattere per carattere
剛gāngduro come il metallo temprato: qui la linea piena salita in cima
柔róucedevole, che si piega senza rompersi: la linea vuota scesa in fondo
巽xùnpiegarsi ed entrare: la qualità che i commentari assegnano al trigramma di sotto, il vento
止zhǐfermarsi: la qualità del monte, il trigramma di sopra
治zhìmettere in ordine, regolare un corso d'acqua e per estensione governare; è il verbo che si oppone punto per punto al disordine del nomeSchuessler
事shìla faccenda, il lavoro da sbrigare: il termine con cui il 序卦 glossa il nome del segno
始shǐl'inizio, il cominciamento
行xíngil moto in corso, non il cammino compiuto
Il testo è ambiguo su 亨
  • penetrare, riuscire (lettura ricevuta)
  • 享 offerta accolta (lettura filologica)

Scelta: offerta accolta nel LIT, «la via è aperta» nel PUB — Il salto LIT→PUB va annotato a ogni occorrenza: è scelta espressiva motivata, non resa ovvia. Qui pesa più del solito, perché il 彖 lega l'apertura a 天下治, il mondo che torna in ordine: l'offerta accolta è la contropartita rituale del rimettere a posto una casa.

Xugua 序卦

以喜隨人者必有事,故受之以《蠱》。《蠱》者,事也。

Chi va dietro agli altri perché gli fa piacere finisce sempre per avere del lavoro da sbrigare: per questo dopo viene il Tarlo. Il Tarlo è il lavoro da sbrigare.

lettura filologica

Chi segue gli altri per compiacimento avrà per forza delle faccende; perciò lo si riceve con 蠱. 蠱 vuol dire le faccende.

Glossa carattere per carattere
喜xǐla contentezza, il piacere che si prova
隨suíseguire, andare dietro: è il nome del segno che precede, il 17
必bìper forza, necessariamente
事shìla faccenda, il lavoro da sbrigare: qui è la glossa esplicita del nome del segno
Il testo è ambiguo su 蠱者事也
  • il nome del segno vale «le faccende, il lavoro da sbrigare» (glossa del 序卦)
  • il nome del segno vale «i vermi nel vaso, ciò che si guasta» (valore grafico ed etimologico)

Scelta: il 序卦 dice ciò che il 序卦 dice, e la nota registra che non è il valore del carattere nello strato Zhou — Il trattato non traduce il carattere: lo tira verso il lavoro che il guasto impone, perché gli serve un anello di catena con il segno che precede. È un'operazione dello strato posteriore, ed è la ragione per cui il titolo italiano non si prende da qui: un titolo tratto dal 序卦 nominerebbe la conseguenza e non la cosa.

Zagua 雜卦

《蠱》則飭也。

Il Tarlo è mettere a posto quello che si è allentato.

lettura filologica

Il tarlo: è il rimettere in assetto.

Glossa carattere per carattere
飭chìmettere in assetto, rassettare ciò che si è allentato: il carattere unisce 力, la forza, a una parte fonetica, e vale l'ordine ottenuto con la fatica. La fonte delle sequenze restituisce questa riga in caratteri semplificatiSchuessler

Segni collegati

Provenienza del testo

Fonte cinese:
Wikisource cinese (https://zh.m.wikisource.org/wiki/周易/蠱). Il testo è confrontato carattere per carattere con la fonte.
Collazionato con:
www.eee-learning.com/book/eee18 (易學網) — collazione doppia dichiarata dalla fonte: conferma carattere per carattere, compresa la forma 无 in tutte le occorrenze di 无咎 e le etichette 爻題 delle Piccole Immagini; ctext.org — 序卦 e 雜卦, via fonte/_sequenze.json
Apparato:
Kunst, The Original Yijing (1985); Shaughnessy, The Origin and Early Development of the Zhou Changes (Brill 2022, OA); Gao Heng, Zhouyi gujing jinzhu; Schuessler, ABC Etymological Dictionary of Old Chinese; Baxter-Sagart 2014; Shuowen jiezi, s.v. 蠱; Zuozhuan, Zhao 1 (皿蟲為蠱)