Vai al contenuto
L'Avvicinamento: linea 1 yang, linea 2 yang, linea 3 yin, linea 4 yin, linea 5 yin, linea 6 yin, dal basso verso l'alto.

Esagramma 19 · L'Avvicinamento

臨 · Lín · Il Chinarsi Sopra

Palude sotto, Terra sopra

Il segno

Due linee piene salgono dal fondo, e sopra c'è ancora tutto vuoto. Qualcosa ha preso forza e ha spazio davanti. Il segno però non parla della forza: parla della distanza. C'è qualcosa che ti sta sotto — persone, un lavoro, una faccenda — e la sola domanda è quanto ti ci fai vicino. Il testo declina cinque volte quell'avvicinarsi, e ogni volta cambia soltanto il modo di arrivarci. Il modo è cosa tua. Che la stagione giri, invece, non lo decidi tu.

Il carattere mette un occhio sopra un gruppo di cose: qualcuno arriva a ridosso di ciò che ha davanti, tanto vicino da vederlo per quello che è. Non è il guardare da lontano — quello è 觀, il segno che rovescia questo. La Grande Immagine lo porta in un paesaggio: la terra sta sopra la palude, e la sponda arriva fino al filo dell'acqua bassa. Non la preme e non la svuota: le sta addosso, e la tiene. Poi il segno declina quel farsi vicino cinque volte, e ogni volta cambia soltanto il modo. Senza escludere nessuno. Con parole dolci. Fino a toccare. Sapendo. Senza risparmiare nulla. La distanza da colmare è la stessa in tutte e cinque; a cambiare è quello che ci porti dentro, e il libro giudica solo quello.

Perché questo nome

臨 compone 臥 — la figura piegata con l'occhio 臣 visto di lato — sopra 品, un gruppo di cose: qualcuno arriva a ridosso di ciò che ha davanti, abbastanza vicino da vederlo per quello che è. Il valore di dizionario è farsi presso, presentarsi, essere ormai addosso, e l'uso classico lo tiene su ogni distanza: 臨崖 è stare proprio sull'orlo del dirupo, 臨終 è essere arrivati al punto della fine, 臨時 è al momento stesso, 居高臨下 è farsi presso stando più in alto. L'altezza è la circostanza più frequente del carattere, non il suo contenuto; il contrario di 臨 non è lo stare in basso ma il guardare da lontano, che è 觀, il segno che rovescia questo. «L'Avvicinamento» traduce il carattere e si ferma lì: per §H è una resa ovvia — chiunque parta dal grafo e da un dizionario ci arriva — e su una resa ovvia la coincidenza con l'edizione italiana diffusa non prova nulla e non boccia nulla. Cade «L'Affacciarsi», che questo file ha portato fino al 15/08/2026: affacciarsi è sporgersi da un'apertura, e il parapetto o la finestra 臨 non li ha. Quel supplemento di scena costava caro, perché obbligava ogni riga a stare in alto — anche 初九 e 九二, che stanno al fondo della figura e non hanno nulla sotto di sé. «L'Approccio» in italiano corrente dice il metodo, «La Supervisione» nomina una funzione d'ufficio, «Il Farsi Vicino» è la glossa giusta ma da titolo di pagina si sfilaccia: restano tutti in noto_anche_come come presidio SEO. In titolo_alt resta «Il Chinarsi Sopra», che dice l'altezza per intero e la paga in pesantezza; «L'Affacciarsi» non vi subentra, perché un titolo scartato per quello che aggiunge non è un'alternativa. Sulla regola delle coppie di §H: 臨 non compare nel nome di nessun altro esagramma; il legame col 20 觀 è di rovesciamento e di distico nel 雜卦, non è grafico, e non impone lessico condiviso. Il 序卦 glossa 臨者大也 «臨 vuol dire farsi grande»: è una spiegazione della figura — due linee piene che salgono dal fondo — non del carattere, e per questo non entra nel titolo.

Noto anche come: L'Approccio, Il Farsi Vicino, La Supervisione, Approach.

Come si legge

Palude: linea 1 yang, linea 2 yang, linea 3 yin, dal basso verso l'alto.Trigramma inferiorePalude · 兌
Terra: linea 1 yin, linea 2 yin, linea 3 yin, dal basso verso l'alto.Trigramma superioreTerra · 坤

Due linee piene al fondo, quattro vuote sopra. Il commento antico dice che il duro si infiltra e cresce: non urta, filtra come acqua che imbeve il terreno. Sotto c'è la palude, che nei trigrammi è il piacere; sopra la terra, che asseconda. Nessuna resistenza nei due sensi, ed è qui che nasce l'apertura del giudizio. Il secondo posto è pieno e sta nel mezzo del trigramma basso; il quinto è vuoto e sta al comando: si rispondono, e quella coppia regge l'intera figura — la forza sta in basso, l'autorità in alto. Il terzo è l'unico posto che il commento antico dichiara sbagliato, ed è l'unico dove il testo si guasta: anche il secondo e il quinto stanno in un posto che non è della loro natura, ma stanno nel mezzo, e il mezzo compensa. Il sesto, il più distante dalle due linee piene, tiene l'intenzione rivolta in giù.

Il responso

Giudizio 卦辭

臨。元亨利貞。至於八月有凶。

L'Avvicinamento. Dal principio, la via è aperta. Conviene tenere fermo. Arrivati all'ottavo mese, ci sarà l'avverso.

lettura filologica

Avvicinarsi. All'origine, l'offerta passa. Giova divinare. Giunti all'ottavo mese, c'è l'infausto.

Glossa carattere per carattere
臨línfarsi presso, presentarsi, arrivare a ridosso di qualcosa; il grafo è un occhio piegato sopra un gruppo di cose, e nell'uso classico chi si fa presso sta spesso, non sempre, più in altoSchuessler
元yuáncapo, principio, ciò che sta all'origine; nel lessico oracolare qualifica il gradoKunst
亨hēngpresentare l'offerta ed essere accolti; stesso grafo arcaico 亯 di 享 e 烹Shaughnessy 2022
利lìgiova, è vantaggiosoSchuessler
貞zhēndivinare, sottoporre a presagioKunst
至zhìgiungere fino a, arrivare al punto; il grafo è la freccia che tocca terraSchuessler
於yúpreposizione di luogo e di tempo: a, in, fino a
八月bā yuèl'ottavo mese; unità di calendario, non metafora — le durate del Zhouyi si leggono alla letteraGao Heng
有yǒuc'è, si presenta
凶xiōnginfausto; il grafo è una fossa con dentro un segno di sbarramento
Il testo è ambiguo su 亨
  • penetrare, riuscire (lettura ricevuta)
  • 享 offerta accolta (lettura filologica)

Scelta: offerta accolta nel LIT, «la via è aperta» nel PUB — Il salto LIT→PUB va annotato a ogni occorrenza: è una scelta espressiva motivata, non una resa neutra. Qui il 彖傳 rilancia 亨 in 大亨以正, e la resa deve reggere in entrambi i luoghi.

Il testo è ambiguo su 貞
  • rettitudine, costanza (neoconfuciana)
  • presagio saldo, divinare (oracolare)

Scelta: LIT prende l'oracolare, PUB il ricevuto con lessico nostro — Il senso etico è posteriore di circa sette secoli. Qui 貞 sta dentro la coppia 利貞, che ha resa fissata dal lessico: non è il caso di 貞 nudo di §C3, perché la formula 利貞 porta con sé il proprio verso.

Il testo è ambiguo su 元亨利貞
  • quattro qualità in serie (lettura Wenyan: le quattro virtù)
  • due coppie oracolari: 元亨 + 利貞

Scelta: due coppie nel LIT — Segmentazione nostra, §J. La lettura in quattro virtù è costruita dal 文言, strato posteriore e presente solo sui segni 1 e 2. Qui il 彖傳 stesso spezza la serie e commenta solo 大亨以正, cioè il blocco 元亨: è il testo antico a dare ragione alla segmentazione in coppie.

Il testo è ambiguo su 八月
  • l'ottavo mese contato dal mese di 臨 (丑), che porta a 未 e alla figura 33 遯, dove lo yin torna a prevalere
  • l'ottavo mese del calendario, che nella corrispondenza stagionale spetta a 20 觀, il rovesciato di questo segno
  • una scadenza di calendario senza aggancio alla serie dei dodici segni-mese

Scelta: si traduce la scadenza e non il computo, su entrambi gli strati — I due computi sono entrambi post-Zhou: dipendono dalla dottrina dei 十二消息卦, che è sistemazione Han. Il testo dice soltanto che a un certo mese la cosa si rovescia, e il 彖傳 lo spiega con 消不久也, senza nominare nessuna figura. Tradurre il computo significherebbe importare nel giudizio un apparato che il giudizio non ha.

Grande Immagine 大象

澤上有地。臨。君子以教思無窮。容保民無疆。

La terra sta sopra la palude. Chi vale, guardando questo, insegna e non smette di pensarci; fa posto alla gente e la custodisce senza fissare un limite.

lettura filologica

Sopra la palude c'è la terra. L'avvicinarsi. Il signore, da questo, nell'istruire ha pensiero che non si esaurisce; nell'accogliere protegge il popolo senza confine.

Glossa carattere per carattere
澤zéla palude, il bacino d'acqua bassa e ferma; è la figura del trigramma 兌
地dìla terra, il suolo; la sponda che sta sopra l'acqua e la contiene
君子jūnzǐil membro della casa nobiliare, chi ha rangoKunst
以yǐprendendo spunto da questo, servendosene come modello
教jiàoistruire; il grafo affianca la mano che corregge al bambinoSchuessler
思sīil pensare come cura continua, il tenere in mente qualcuno — non il ragionamentoGao Heng
無窮wú qióngsenza toccare il fondo; 窮 è arrivare in fondo a una cavità e non poter proseguireSchuessler
容róngcontenere, dare posto dentro di sé; il grafo è un vano copertoSchuessler
保bǎoproteggere; il grafo è un adulto che porta un bambino sul dorsoSchuessler
民mínil popolo, la gente comune amministrata
無疆wú jiāngsenza linea di demarcazione; 疆 è il confine tracciato fra i campiSchuessler
Il testo è ambiguo su 君子
  • il membro della casa nobiliare (senso Zhou, sociale)
  • la persona compiuta (senso confuciano, etico)

Scelta: doppio binario: LIT sociale, PUB ricevuto — Qui il binario è più che formale: la Grande Immagine assegna a 君子 due compiti di governo — istruire e proteggere il 民 — che presuppongono un'autorità amministrativa, non una qualità morale. Il LIT deve dire l'aristocratico perché il testo parla di amministrazione.

Il testo è ambiguo su 教思無窮
  • l'istruire e il pensiero non si esauriscono (思 sostantivo: la cura)
  • insegna, e ci pensa senza fine (思 verbo coordinato a 教)
  • 教思 come endiadi: il magistero è inesauribile (思 particella, uso del Shijing)

Scelta: 思 tenuto pieno, come cura che continua dopo l'atto di insegnare — La lettura di 思 come particella vuota è possibile in poesia arcaica ma qui lascerebbe 無窮 senza soggetto plausibile e romperebbe il parallelismo con 容保民無疆, dove i due verbi sono entrambi pieni. La scelta regge il commentario: il carico non è la lezione, è il pensiero che non si spegne quando la lezione finisce.

Cosa chiede

Ti chiede di guardare quanta distanza tieni da ciò che ti sta sotto. La Grande Immagine dà due compiti e nessuna scorciatoia: insegnare senza smettere di pensarci, e fare posto alla gente senza fissare un limite. Sono due carichi, non due qualità. Il primo vuole che continui a occupartene anche quando hai finito di parlare; il secondo che tu non decida in anticipo fin dove arriva la tua responsabilità. Poi ti chiede una cosa che non riguarda la tua condotta: sapere che questa posizione ha una stagione. Non ti chiede di affrettarti. Chiede che non scambi la larghezza di adesso per una condizione stabile.

Dove si sbaglia. Il fraintendimento è leggerlo come una promessa di crescita. Il giudizio si apre largo e poi mette una data: all'ottavo mese arriva l'avverso. Non è la punizione di un errore tuo, è il verso del calendario, e il commento antico non consola: dice quanto manca. Il calare non è lontano. L'errore opposto è sentire la scadenza e tenersi a distanza, avvicinandosi quel tanto che basta a sembrare presenti. La terza linea mostra dove porta la versione risparmiata: parole gradevoli, e niente che ne venga.

Nelle diverse aree

Lavoro
Stai sopra qualcosa o qualcuno, e la domanda non è se meriti quel posto: è quanto ti avvicini a ciò che governi. Fare un giro, dire cose gradevoli e tornartene su è la terza linea. Arrivare fin dove il lavoro si fa davvero, e restarci il tempo che serve, è la quarta.
Relazioni
Un rapporto in cui uno dei due sta più in alto — per età, per condizione, per il momento che sta attraversando. Il segno non chiede di annullare il dislivello. Chiede che sia tu ad accorciare la distanza, e di non usare il tono dolce al posto della presenza.
Decisione
Hai margine, e il margine è più stretto di come appare. Il giudizio apre largo e poi fissa una data, e a quella data non mette un semplice esaurirsi: mette l'avverso. Decidi adesso ciò che va deciso, mentre la strada è aperta, e non contare su questa larghezza per la volta dopo.
Interiorità
L'ampiezza che senti adesso non è un tratto del tuo carattere: è una fase, e il segno le mette una data. Quello che resta tuo è il modo — quanto ti fai vicino a ciò che ti riguarda davvero, invece di tenerlo a una distanza gentile.

Questo segno è uscito nella tua interrogazione?

La pagina spiega il segno in sé. Il consulto parte dal tuo quesito e dalle linee che il tiro ha mosso.

Interroga l'oracolo

Le sei linee

Dal basso verso l'alto. Una linea si legge solo quando il tiro la indica mutevole.

  1. prima linea初九

    Testo

    咸臨。貞吉。

    Ci si avvicina senza escludere nessuno. Tieni la posizione: è propizio.

    lettura filologica

    Avvicinarsi a tutti insieme. Presagio saldo: fausto.

    Glossa carattere per carattere
    咸xiántutti, per intero, senza lasciare fuori nulla; senso ampiamente attestato nei bronzi ZhouSchuessler
    臨línfarsi presso a ciò che si ha davanti; qui il carattere regge un modificatore che ne qualifica il modo — è la struttura di tutte e sei le linee
    貞吉zhēn jíil presagio tiene ed è favorevole; formula chiusa del lessico oracolareKunst
    Il testo è ambiguo su 咸
    • 咸 «tutti, per intero» (carattere scritto)
    • 咸 prestito per 感 «toccare, muovere l'animo»
    • 咸 nel senso poi scritto 鹹 «salato»

    Scelta: «tutti, per intero» su entrambi gli strati; 感 registrato e non adottato — §I: il prestito si adotta nel PUB solo se attestato dall'apparato, mai perché suona meglio. Per il 31 咸 la lettura 感 è imposta dal 彖傳 stesso (咸,感也), ma qui nessun commento antico la propone, e 咸 «tutti» sta nella stessa classe dei modificatori delle altre linee (甘, 至, 知, 敦), che sono tutti modi del gesto e non forze esterne. La lettura salina è di età posteriore e non pertinente.

    Piccola Immagine 小象

    咸臨貞吉。志行正也。

    Ci si avvicina senza escludere nessuno, tieni la posizione ed è propizio: l'intenzione e il passo stanno tutti e due nel giusto.

    lettura filologica

    «Avvicinarsi a tutti insieme, presagio saldo: fausto»: l'intento procede diritto.

    Glossa carattere per carattere
    志zhìl'intento, la direzione in cui il cuore è puntato — non il desiderioSchuessler
    行xíngandare, il moto in corso
    正zhèngdiritto, a piombo, allineato al bersaglio; il grafo è un piede che va verso un luogo segnatoSchuessler
    Il testo è ambiguo su 志行正也
    • 志 soggetto e 行 verbo: l'intento procede, e 正 dice il modo del suo andare
    • 志 e 行 coordinati: l'intento e la condotta stanno entrambi nel giusto

    Scelta: la prima nel LIT, la seconda nel PUB — Il cinese non decide: 行 può essere il verbo di cui 志 è soggetto, o un secondo nome coordinato. Il LIT tiene la costruzione più stretta, un solo soggetto e 正 come modo del moto. Il PUB prende la lettura che i commentari sviluppano e che dà alla clausola la sua funzione — spiegare il 貞吉 del 爻辭 con la rettitudine di chi si avvicina, intenzione e condotta insieme. Gli strati divergono qui sul contenuto, non sul sinonimo: è la regola generale dei due binari applicata a una clausola di quattro caratteri.

    La prima linea piena, al fondo di tutto: è l'avvicinamento che entra nella figura, e comincia dal basso. Il modo è «senza escludere»: prende dentro tutto quello che ha davanti e non lascia fuori nessuno. La Piccola Immagine non parla di risultati e non promette niente: dice che l'intenzione e il passo stanno nel giusto. Il presagio chiama propizio questo, e a una condizione — che si tenga la posizione. Il segno comincia dal modo più largo di tutti, non dal più comodo.

    Quando muove. Il movimento qui è l'ingresso della forza nella figura: è appena entrata e già riguarda tutti. La linea chiede di restare dove sei e di controllare la direzione, non l'ampiezza. Quello che conta adesso non è quanta gente raggiungi: è che l'intenzione con cui la raggiungi vada dritta.

    Attenzione. Qui non ti è chiesto di ottenere niente: il propizio è appeso al tenere. Se cominci a misurarti sui risultati, hai già cambiato riga.

  2. seconda linea九二

    Testo

    咸臨。吉無不利。

    Ci si avvicina senza escludere nessuno. È propizio, e nulla è sfavorevole.

    lettura filologica

    Avvicinarsi a tutti insieme. Fausto; nulla che non giovi.

    Glossa carattere per carattere
    咸xiántutti, per intero — stessa parola e stesso modo della linea sottoSchuessler
    無不利wú bù lìdoppia negazione oracolare: non c'è nulla in cui non ci sia vantaggioKunst
    Il testo è ambiguo su 咸臨
    • le due righe dicono davvero la stessa cosa e si distinguono solo per l'esito
    • una delle due è ripetizione entrata per errore di copia

    Scelta: si traducono identiche, perché identiche sono — 初九 e 九二 hanno lo stesso testo di due caratteri e prognostici diversi: 貞吉 contro 吉無不利. Variare la resa italiana per far sembrare diverse due righe uguali sarebbe falsificazione. La differenza sta nel posto e nei due 小象, che infatti divergono nettamente (志行正也 contro 未順命也), e il commentario lavora lì.

    Piccola Immagine 小象

    咸臨吉無不利。未順命也。

    Ci si avvicina senza escludere nessuno, è propizio e nulla è sfavorevole: non ci si limita a eseguire l'ordine ricevuto.

    lettura filologica

    «Avvicinarsi a tutti insieme: fausto, nulla che non giovi»: non asseconda ancora il comando.

    Glossa carattere per carattere
    未wèinon ancora; negazione che apre al tempo, distinta da 不 che è seccaBaxter-Sagart 2014
    順shùnandare col verso, assecondare senza opporre — è la qualità del trigramma 坤
    命mìngl'ordine impartito a voce, e per estensione il mandato ricevutoSchuessler
    Il testo è ambiguo su 未順命也
    • non si limita a eseguire l'ordine: agisce da sé, e per questo l'esito è pieno (lettura di elogio)
    • non si è ancora piegato al mandato del cielo, cioè al momento che verrà (lettura temporale)
    • il popolo non si è ancora piegato ai suoi ordini

    Scelta: la lettura di elogio nel PUB; il LIT rende 未 e non sceglie — È la clausola più discussa del segno, e i due strati fanno cose diverse di proposito. Il LIT scrive «non asseconda ancora il comando»: è il valore del carattere 未, che nega restando aperto al tempo, e tiene leggibili tutte e tre le uscite — l'«ancora» non appartiene alla sola lettura temporale, perché anche la lettura di elogio nega con 未 e non con 不. Il PUB deve dare una frase utilizzabile e prende l'elogio, coerente col posto: 九二 è la linea dura al centro del trigramma basso, che il 彖傳 chiama 剛中而應 — ha appoggio in alto e quindi margine di iniziativa. La lettura temporale è attraente perché richiama l'ottavo mese del giudizio, ma richiede a 命 il senso pieno di «mandato del cielo», che nello strato Zhouyi non è mai chiaramente attestato in questa formula. La terza, il popolo che non obbedisce, non ha appoggio nel 爻辭, che non nomina nessun sottoposto.

    Le stesse due parole della linea sotto, e un esito più largo: propizio, e nulla è sfavorevole. A cambiare è il posto — questa è la linea piena che sta nel mezzo del trigramma basso, e trova risposta in alto. La Piccola Immagine aggiunge la nota più strana del segno: non ci si limita a eseguire l'ordine ricevuto. Il gesto è identico a quello di prima, ma qui viene da chi ha qualcosa di proprio da metterci.

    Quando muove. È il punto di massima portanza della figura. La linea che si muove dice che quello che stai per fare non te l'ha chiesto nessuno, e che funziona proprio per questo. Non è disobbedienza: è che l'istruzione ricevuta non copriva questo caso, e qualcuno deve pur decidere.

    Attenzione. A reggere questa linea non è l'iniziativa: è il fatto che sta nel mezzo e ha una risposta in alto. La stessa mossa, presa da un posto scentrato, sarebbe soltanto insubordinazione.

  3. terza linea六三

    Testo

    甘臨。無攸利。既憂之。無咎。

    Ci si avvicina con parole dolci. Non c'è vantaggio in nulla. Ma se ne prende pena, e allora niente da rimproverarti.

    lettura filologica

    Avvicinarsi con dolcezza. Nulla di cui giovarsi. Poiché già se ne affligge: nessun addebito.

    Glossa carattere per carattere
    甘gāndolce di sapore; il grafo è una bocca con qualcosa trattenuto dentro. Per estensione: il parlare gradevole, il compiacereSchuessler
    無攸利wú yōu lìnon c'è luogo in cui trarne vantaggio; 攸 indica il punto verso cuiKunst
    既jìgià compiuto, ormai; il grafo è chi si è già voltato dal vaso del pastoSchuessler
    憂yōuaffliggersi, avere il cuore pesante; il grafo unisce testa, cuore e passo lentoSchuessler
    之zhīpronome oggetto: ne, di ciò
    無咎wú jiùnessun addebito; 咎 è insieme la colpa e la sventura che ne segueKunst
    Il testo è ambiguo su 既憂之
    • poiché già se ne affligge (il rammarico è la causa del proscioglimento)
    • una volta che se ne sarà afflitto (condizione futura)
    • 既 come 「finito, esaurito」: cessata l'afflizione

    Scelta: causale nel LIT, concessiva nel PUB — Segmentazione e connettivo sono nostri, §J: il cinese giustappone senza congiunzione. Il 小象 fissa il verso — 咎不長也, l'addebito non dura — e questo esclude la terza lettura, che renderebbe incomprensibile il proscioglimento. Fra causale e condizionale il testo non decide; il LIT tiene il fatto compiuto che 既 dichiara.

    Piccola Immagine 小象

    甘臨。位不當也。既憂之。咎不長也。

    Ci si avvicina con parole dolci perché il posto non è quello giusto; poi se ne prende pena, e per questo il rimprovero non dura.

    lettura filologica

    «Avvicinarsi con dolcezza»: il posto non corrisponde. «Poiché già se ne affligge»: l'addebito non dura.

    Glossa carattere per carattere
    位wèiil posto occupato nella figura, e insieme il posto occupato fra gli uomini
    當dāngcorrispondere, stare a misura; qui: linea cedevole in un posto che vuole una linea duraGao Heng
    長chángessere lungo, durare nel tempo — non 長 zhǎng «crescere», che ricorre nel 彖傳 di questo stesso segnoSchuessler

    L'unica linea fuori posto, e l'unica in cui il modo di avvicinarsi si guasta. Il carattere che lo qualifica è il sapore dolce: qui è la dolcezza tenuta in bocca, il tono compiacente di chi sta sopra e vuole essere gradito. Vicini si è a parole, e per il resto si resta dove si era. Il testo taglia corto — non c'è vantaggio in nulla. Poi l'addebito cade, e non perché sia stato riparato qualcosa: cade perché se ne prende pena davvero, e il peso arriva in tempo.

    Quando muove. Questa linea che si muove segnala che a essersi guastato è il modo, non il ruolo. La Piccola Immagine è precisa su entrambe le cose: il posto non è quello giusto, e il rimprovero non dura. Il rimedio che il testo indica non è un gesto riparatore, è un dispiacere vero, arrivato in tempo.

    Attenzione. Il tono dolce con chi dipende da te non è gentilezza: è il modo più rapido per non dire niente. E dall'altra parte si sente sempre.

  4. quarta linea六四

    Testo

    至臨。無咎。

    Ci si avvicina fino a toccare. Niente da rimproverarti.

    lettura filologica

    Avvicinarsi arrivando fino a toccare. Nessun addebito.

    Glossa carattere per carattere
    至zhìarrivare fino a toccare; il grafo è la freccia calata a terra, e il senso primario è il compimento del tragitto, non l'intensitàSchuessler
    無咎wú jiùnessun addebitoKunst
    Il testo è ambiguo su 至
    • giungere, arrivare fino in fondo (senso primario del grafo)
    • estremo, sommo — 至 come intensivo, «l'avvicinarsi supremo»

    Scelta: il senso di movimento su entrambi gli strati — L'intensivo è uso più tardo e produrrebbe un superlativo che stona nella serie: 甘, 知, 敦 sono modi, non gradi. Il senso di movimento è inoltre l'unico che spiega perché il 小象 risponda 位當也 — la quarta linea è cedevole in un posto cedevole, e corrisponde alla prima linea piena, che sta al fondo: arriva davvero fin laggiù.

    Piccola Immagine 小象

    至臨無咎。位當也。

    Ci si avvicina fino a toccare e non c'è nulla da rimproverare: chi lo fa sta esattamente nel posto che gli spetta.

    lettura filologica

    «Avvicinarsi arrivando fino a toccare, nessun addebito»: il posto corrisponde.

    Glossa carattere per carattere
    位當wèi dāngil posto corrisponde: linea cedevole in posto pari. Formula speculare al 位不當也 della linea sottoGao Heng

    Il carattere che qualifica questa riga è quello dell'arrivare fino a toccare, la freccia calata a terra. L'avvicinamento non si ferma a metà strada: arriva fino al piano più basso, dove sta la prima linea piena che le corrisponde. Il testo non promette nulla di più di «niente da rimproverarti», e la Piccola Immagine spiega perché basta: il posto è quello giusto. Fare ciò che il tuo posto comporta non produce meriti straordinari.

    Quando muove. Il movimento qui è il tragitto fatto per intero. La linea chiede di arrivare dove la cosa succede davvero, invece di mandare qualcuno a vedere e riferire. Non c'è enfasi e non c'è ricompensa: è il funzionamento normale, che il libro registra senza celebrarlo.

  5. quinta linea六五

    Testo

    知臨。大君之宜。吉。

    Ci si avvicina sapendo. È quel che si addice a chi governa. È propizio.

    lettura filologica

    Avvicinarsi con cognizione. È ciò che si conviene al gran signore. Fausto.

    Glossa carattere per carattere
    知zhīconoscere, sapere; prima della differenziazione grafica scrive anche 智 «accortezza di chi decide»Baxter-Sagart 2014
    大君dà jūnil gran signore, chi sta al vertice — voce distinta da 大人 «chi ha autorità» e da 君子Gao Heng
    宜yíciò che si conviene; il grafo è la carne disposta sul supporto per il rito, quindi la cosa messa come va messaSchuessler
    吉jífausto
    Il testo è ambiguo su 知
    • 知 «sapere, conoscere» (carattere scritto)
    • 知 per 智 «accortezza, discernimento di chi decide»

    Scelta: LIT tiene il carattere scritto, PUB segue il prestito — §I. La distinzione grafica fra 知 e 智 è posteriore allo strato Zhouyi: fino agli Stati Combattenti il secondo si scrive col primo, e l'attestazione del prestito è quindi strutturale, non congetturale. Il PUB può dire «sapendo» nel senso operativo di chi conosce le persone che ha sotto, che è ciò che il contesto — un modo di avvicinarsi che si addice a chi governa — richiede.

    Il testo è ambiguo su 大君之宜
    • ciò che si addice al gran signore (宜 predicato del modo)
    • l'offerta rituale del gran signore (宜 come nome del sacrificio 宜祭)

    Scelta: la prima su entrambi gli strati — 宜 nomina anche un tipo di sacrificio nelle iscrizioni, e la lettura sacrificale non è assurda in un testo oracolare. Ma il 小象 la esclude glossando 行中之謂也 «vuol dire andare nel mezzo»: spiega una condotta, non un rito.

    Piccola Immagine 小象

    大君之宜。行中之謂也。

    Quel che si addice a chi governa: significa tenere la via mediana.

    lettura filologica

    «Ciò che si conviene al gran signore»: vuol dire andare nel mezzo.

    Glossa carattere per carattere
    行中xíng zhōngandare nel mezzo, camminare tenendo il centro; stessa coppia di 中行, invertita
    謂wèivoler dire, denominare — introduce una glossa esplicita

    Il carattere è quello del sapere, e nell'uso di questa età copre anche l'accortezza di chi deve decidere. Ci si avvicina sapendo: si conosce chi si ha sotto, e si sa quanto vale ciascuno. Il testo lo chiama quel che si addice a chi governa, e chiude con un solo carattere di esito, propizio. La Piccola Immagine traduce quel sapere in una direzione di marcia: tenere la via mediana.

    Quando muove. Il quinto è il posto di comando, e qui lo occupa una linea vuota: comanda facendo spazio, non riempiendo. La linea che si muove dice che il compito del momento è riconoscere, non eseguire. Quello che si apre dipende da quanto bene vedi chi hai intorno.

    Attenzione. Sapere, da questo posto, vuol dire soprattutto sapere a chi lasciar fare. Riconoscere chi si muove più in basso non è cedergli il posto: è la condotta che il testo chiama adatta a chi governa, e la sola cosa che qui viene chiamata propizia.

  6. sesta linea上六

    Testo

    敦臨。吉無咎。

    Ci si avvicina senza risparmiare nulla. È propizio: niente da rimproverarti.

    lettura filologica

    Avvicinarsi con spessore. Fausto; nessun addebito.

    Glossa carattere per carattere
    敦dūnspesso, di sostanza piena, non sottile; da qui il trattare con larghezza. Ricorre in 24 復 六五 敦復 e 52 艮 上九 敦艮, sempre in cima o quasiSchuessler
    吉jífausto
    無咎wú jiùnessun addebitoKunst
    Il testo è ambiguo su 敦
    • spesso, generoso, di sostanza piena
    • 敦 come nome del vaso rituale, e per metonimia il colmo
    • 敦 dùn «incalzare, premere» (lettura verbale attestata altrove)

    Scelta: «spessore, sostanza piena» su entrambi gli strati — La lettura dùn «incalzare» darebbe un avvicinarsi che preme, e contraddirebbe l'esito doppiamente positivo della riga oltre che il 小象 (志在內也, l'intento è rivolto al dentro). Le tre occorrenze di 敦 nel Zhouyi stanno tutte in linee alte e portano tutte esiti buoni: il senso di densità è coerente con la serie.

    Piccola Immagine 小象

    敦臨之吉。志在內也。

    Se avvicinarsi senza risparmiare nulla è propizio, è perché l'intenzione resta rivolta al dentro, giù dove il segno comincia.

    lettura filologica

    Il fausto dell'«avvicinarsi con spessore»: l'intento sta all'interno.

    Glossa carattere per carattere
    志zhìl'intento, la direzione in cui il cuore è puntatoSchuessler
    內nèiil dentro; nel linguaggio dei commentari è il trigramma basso, quindi le due linee piene del fondo

    L'ultima linea, la più lontana dalle due piene del fondo. Il carattere che la qualifica dice ciò che ha spessore, la sostanza che non è sottile: ci si avvicina mettendoci tutto, senza risparmiare nulla. È l'unica riga in cui il testo somma i due esiti buoni, propizio e niente da rimproverarti. La Piccola Immagine dice da dove viene: l'intenzione è rivolta al dentro, cioè verso il basso, verso ciò che sta cominciando.

    Quando muove. Il movimento qui è quello di chi è ormai fuori dal gioco e sceglie di restarci dentro. Non hai più il posto che decide, e proprio per questo lo spessore che porti si vede. La linea segnala una generosità che non aspetta di essere ricambiata, perché a questa altezza non può esserlo.

I commentari antichi

Tuanzhuan 彖傳

臨。剛浸而長。說而順。剛中而應。大亨以正。天之道也。至於八月有凶。消不久也。

L'Avvicinamento: la forza dura si infiltra e cresce. Sotto c'è il piacere, sopra l'assecondare. La linea dura sta nel mezzo e trova chi le risponde. La via è largamente aperta perché sta diritta: così va il cielo. «Arrivati all'ottavo mese, ci sarà l'avverso»: il calare non è lontano.

lettura filologica

L'avvicinarsi: il duro filtra e cresce. Si rallegra e asseconda. Il duro sta nel mezzo e trova risposta. In grande, l'offerta passa per via del diritto: è la via del cielo. «Giunti all'ottavo mese, c'è l'infausto»: il consumarsi non è lontano.

Glossa carattere per carattere
剛gāngduro come il metallo temprato; nel linguaggio dei commentari nomina la linea yang
浸jìnimmergere, imbevere; l'acqua che penetra il terreno a poco a poco. Non è un urto, è un'infiltrazioneSchuessler
長zhǎngcrescere, farsi grande — qui la lettura è zhǎng, non cháng «durare», che ricorre nel 小象 del 六三Baxter-Sagart 2014
說yuèrallegrarsi; scrive 悅. È la qualità assegnata al trigramma 兌, quello basso di questa figuraGao Heng
順shùnandare col verso, assecondare; qualità del trigramma 坤, quello alto
中zhōngil mezzo: il secondo e il quinto posto, centro dei rispettivi trigrammi
應yìngrispondere; la corrispondenza fra due linee di natura opposta a tre posti di distanza
亨hēngl'offerta presentata e accoltaShaughnessy 2022
正zhèngdiritto, allineato; qui il commento legge 貞 del giudizio come 正, e la lettura neoconfuciana di 貞 nasce da questo passaggioKunst
消xiāoconsumarsi, scemare; termine tecnico opposto a 息 «crescere», dalla coppia 消息Schuessler
久jiǔlungo tempo; 不久 vale «fra non molto», non «per poco»
Il testo è ambiguo su 剛浸而長
  • il duro cresce dal basso e 臨 è l'avanzare del duro sul molle: la direzione del segno è verso l'alto
  • il duro cresce, e 臨 dice l'accorciarsi di una distanza senza fissarne il verso: l'altezza è del segno nel suo insieme, non del verbo

Scelta: la seconda, con la prima registrata qui — Le due letture si contraddicono su un punto che tocca tutta la scheda, e va detto invece che lasciato implicito. Il 彖傳 descrive un moto ascendente — 浸 è l'acqua che imbeve il terreno salendo, non un urto — e da qui una parte della tradizione ricava un 臨 come «il duro che si porta sul molle», cioè un movimento verso l'alto. Il carattere e il 大象 danno invece la posizione opposta: 澤上有地, la terra sta sopra la palude, e l'uso classico 居高臨下 mette chi si fa presso più in alto di ciò a cui si fa presso. La resa di governo dichiarata in §K tiene tutti e due i dati perché non nomina una direzione: dice che una distanza si accorcia, e lascia al testo il compito di dire chi sta sopra, dove il testo lo dice. È il guadagno del titolo fissato il 15/08/2026: fino a quel giorno la resa metteva chi agisce in alto a ogni riga, e 初九 e 九二 — che stanno al fondo della figura e non hanno nulla sotto di sé — andavano giustificati come eccezione. Ora non serve: il loro 咸臨 è l'avvicinamento che entra nella figura, e sale. Il commentario delle due righe è scritto di conseguenza.

Il testo è ambiguo su 消不久也
  • il calare non tarderà a venire (不久 come «fra non molto»)
  • il calare non durerà a lungo (不久 predicato di 消)

Scelta: «non è lontano» su entrambi gli strati — La seconda lettura consolerebbe, e proprio per questo va guardata con sospetto: il 彖傳 sta spiegando perché il giudizio annuncia l'avverso, non perché l'avverso sia sopportabile. 不久 in questa posizione vale regolarmente «fra poco». La scelta ha effetti sul commentario, che deve attribuire la scadenza al tempo e non alla condotta di chi legge.

Il testo è ambiguo su 大亨以正
  • grande apertura per via del retto allineamento (正 causa)
  • grande apertura e rettitudine (元亨利貞 riletto come due qualità)

Scelta: 正 come causa, nel LIT e nel PUB — 以 introduce il mezzo o la causa: la costruzione è chiara. Va registrato però che qui il commento antico sostituisce 正 a 貞 del giudizio, ed è esattamente il punto di innesto della lettura etica di 貞 che il lessico §A rifiuta per lo strato Zhou. Il nostro LIT tiene le due parole distinte proprio per non nascondere la sostituzione.

Xugua 序卦

有事而後可大,故受之以《臨》。《臨》者,大也。

Prima vengono le cose da sbrigare; solo dopo si può diventare grandi. Per questo il segno che segue è l'Avvicinamento, che vuol dire proprio questo: farsi grandi.

lettura filologica

Ci sono le imprese, e solo dopo ci si può fare grandi. Perciò lo si riceve con l'Avvicinamento. L'Avvicinamento vuol dire farsi grandi.

Glossa carattere per carattere
事shìgli affari, le faccende da sbrigare; riprende la glossa che il trattato dà del segno precedente, 蠱者事也
大dàgrande, farsi grande; qui è verbo
受之以shòu zhī yǐ«lo si riceve con»: formula fissa della catena del 序卦, che passa di segno in segno
Il testo è ambiguo su 臨者大也
  • 臨 vuol dire farsi grandi (glossa del trattato)
  • 臨 vuol dire farsi presso a ciò che sta sotto (senso del carattere)

Scelta: si traduce la glossa del trattato, segnalando che non è il senso del carattere — Il 序卦 spiega la figura, non il grafo: le due linee piene che salgono dal fondo sono ciò che «si fa grande». La glossa è coerente col 彖傳 (剛浸而長) e va resa come la dà il trattato. Il titolo italiano però resta ancorato al carattere, come vuole §H: si nomina il carattere, non l'interpretazione.

Zagua 雜卦

《臨》《觀》之義,或與或求。

L'Avvicinamento e il segno che lo rovescia, 觀, vanno letti insieme: in uno si concede, nell'altro si domanda.

lettura filologica

Il senso dell'Avvicinamento e di 觀: l'uno dà, l'altro chiede.

Glossa carattere per carattere
觀guānguardare da lontano e a lungo, contemplare; è la figura 20, che si ottiene capovolgendo questa
義yìil senso proprio di qualcosa, ciò che le si addiceSchuessler
或huòl'uno… l'altro; qui in coppia, distribuisce due modi fra due soggettiKunst
與yǔdare, concedere, mettere a disposizione
求qiúchiedere, cercare per sé
Il testo è ambiguo su 或與或求
  • 臨 dà e 觀 chiede (chi sta sopra scende a dare; chi sta sotto guarda in alto cercando)
  • 臨 chiede e 觀 dà (chi si avvicina va a prendere; chi si mostra offre di sé)
  • la coppia non distribuisce: dentro ciascuno dei due segni ci sono entrambi i verbi

Scelta: la prima, dichiarata come lettura e non come dato — Il 雜卦 non assegna esplicitamente i due verbi ai due segni, e la sintassi 或…或… lascia l'ordine aperto. La prima distribuzione regge sul 大象 di questo segno, che a chi sta sopra assegna due verbi di dazione — istruire senza esaurirsi, accogliere e proteggere senza fissare un confine — mentre il 20 觀 fa del guardare, e non del dare, la propria materia. Non regge invece sul movimento delle linee: qui il duro sale (剛浸而長), e le due righe piene stanno al fondo. Va detto che è una scelta di lettura: il trattato è ellittico per costruzione.

Segni collegati

Provenienza del testo

Fonte cinese:
https://zh.wikisource.org/wiki/周易/臨 (PD-old + CC BY-SA)
Collazionato con:
eee-learning.com/book/eee19 — collazione doppia, mai base; ctext.org — 序卦傳 e 雜卦傳 (武英殿十三經注疏, 四部叢刊初編)
Apparato:
Kunst, The Original Yijing (1985); Shaughnessy, The Origin and Early Development of the Zhou Changes (Brill 2022, OA); Gao Heng, Zhouyi gujing jinzhu; Schuessler, ABC Etymological Dictionary of Old Chinese; Baxter-Sagart 2014