Esagramma 21
Il Morso
噬嗑 · Shì Kè · Le Mascelle che si Serrano
Tuono sotto, Fuoco sopra
Il segno
Qualcosa si è messo fra i denti e la bocca non si chiude. Finché resta lì non si mastica, non si parla, non si conclude niente. Il segno non ti chiede di sopportarlo né di aggirarlo: ti chiede di mordere fino in fondo. E la parola con cui il giudizio nomina quel morso è quella del tribunale, la causa penale. Più avanti la Grande Immagine dirà quali atti competono a chi giudica: rendere chiare le pene, mettere in ordine le leggi. È un segno di giustizia prima che di appetito.
La figura è una bocca vista da dentro. In basso e in alto due linee piene, le mascelle. In mezzo tre spazi vuoti e una linea piena di traverso: la cavità, e dentro l'oggetto che non ci dovrebbe essere. Il Tuan lo dice in quattro caratteri, nelle mascelle c'è qualcosa. Da lì in poi il testo è tutto cibo, un boccone per riga: carne tenera, carne essiccata, carne secca ancora attaccata all'osso, e poi di nuovo carne secca senza osso. La durezza cresce per tre righe e alla quarta ricade: la scala si spezza dove ci si aspetta il colmo. Due volte dentro il boccone si trova il guasto; una volta una punta di freccia in bronzo, rimasta in corpo alla preda che ha ucciso. Ai due estremi il cibo sparisce e restano i ceppi di legno: al primo posto stretti ai piedi, all'ultimo addosso a tutta la persona.
Perché questo nome
噬 è mordere, addentare; 嗑 è far combaciare le mascelle, chiuderle l'una sull'altra — il 序卦 lo glossa 合也 «unire», il 雜卦 lo riduce a 食也 «mangiare». Il nome dice un gesto solo in due tempi: si morde perché la bocca possa richiudersi. «Il Morso» tiene il carattere concreto e resta leggibile in pagina; la resa piena del secondo carattere scende in titolo_alt. La formula corrente aggiunge un verbo che il cinese non ha e nomina l'esito invece dell'atto.
Noto anche come: Il Morso che Spezza, L'Addentare, Mordere e Serrare, Biting Through.
Come si legge
Sotto il tuono, sopra il lampo. Il Tuan li mette in fila in quest'ordine — prima il moto, poi la luce — e osserva che qui duro e cedevole stanno distribuiti, non ammassati in blocco: la bocca si apre perché le linee si alternano. La quarta è l'unica piena dentro la cavità, e il Tuan ne fa il corpo estraneo che va morso. Il suo oracolo però la mette dall'altra parte, a masticare la carne attaccata all'osso: lo stesso posto è insieme l'ostacolo e chi lo affronta, e le due letture vengono da due strati diversi. Il quinto lo occupa una cedevole che ha preso il centro e sale, e il testo ammette che non sarebbe il posto suo. Lo dice e non lo considera dirimente. Chi giudica qui non è la linea più forte: è quella più al centro.
Il responso
Giudizio 卦辭
噬嗑。亨。利用獄。
Il Morso. La via è aperta. È il momento di giudicare e di dare la pena.
Il Morso. L'offerta passa. Giova impiegare [la pena] nella causa penale.
Glossa carattere per carattere
| 噬 | shì | addentare, mordere staccando; il verbo del mangiare che incontra resistenza, non del sorseggiare | Schuessler |
| 嗑 | kè | far battere insieme le mascelle, serrare la bocca; il 序卦 lo spiega con 合 «congiungere» | |
| 亨 | hēng | presentare l'offerta ed essere accolti; stesso grafo arcaico 亯 di 享 e 烹 | Shaughnessy 2022 |
| 利 | lì | giova, è vantaggioso | Schuessler |
| 用 | yòng | impiegare, mettere in opera; regge il complemento di destinazione | |
| 獄 | yù | il processo criminale, e per estensione il luogo in cui si tiene chi vi è imputato. Il grafo affianca due cani a 言, la parola: è la lite portata davanti a chi decide, non la contesa privata | Kunst |
Il testo è ambiguo su 亨
- penetrare, riuscire (lettura ricevuta)
- 享 offerta accolta (lettura filologica)
Scelta: offerta accolta nel LIT, «la via è aperta» nel PUB — Il salto LIT→PUB non è ovvio e va annotato a ogni occorrenza: è una scelta espressiva motivata, e come tale documentabile.
Il testo è ambiguo su 獄
- il processo penale, l'atto del giudicare
- la prigione, il luogo di detenzione
Scelta: il processo su entrambi gli strati — Nello strato Zhou 獄 è il procedimento criminale: il senso carcerario è slittamento posteriore. La Grande Immagine dello stesso segno parla di pene rese chiare e leggi messe in ordine, cioè dell'atto di giudicare; e le due linee estreme mostrano i ceppi, che sono strumento di pena, non edificio.
Grande Immagine 大象
電雷。噬嗑。先王以明罰敕法。
Lampo e tuono. I re antichi, guardandoli, hanno reso chiare le pene e messo in ordine le leggi.
Il lampo e il tuono. Il Morso. I re di un tempo, da questo, resero chiare le pene e misero in ordine le leggi.
Glossa carattere per carattere
| 電 | diàn | il lampo: la scarica che illumina, attributo del trigramma 離 in questo segno | |
| 雷 | léi | il tuono, il colpo che scuote; trigramma 震 | |
| 先王 | xiān wáng | i re di un tempo, i sovrani fondatori a cui si attribuiscono le istituzioni | |
| 明 | míng | rendere visibile, portare alla luce; qui transitivo — non «essere illuminato» ma «far vedere» | |
| 罰 | fá | la pena inflitta; il grafo unisce la rete, la parola e la lama: la sanzione detta e applicata | Schuessler |
| 敕 | chì | raddrizzare, mettere in assetto per ordine dall'alto; non «inasprire» | Gao Heng |
| 法 | fǎ | la norma, il modello a cui i casi si commisurano |
Il testo è ambiguo su 電雷
- 電雷 «lampo e tuono», ordine della fonte base
- 雷電 «tuono e lampo», ordine della vulgata più diffusa e della seconda fonte
Scelta: si traduce l'ordine della fonte, 電雷, senza correzione — Il 彖 dello stesso esagramma scrive 雷電合而章, con il tuono davanti: la fonte base è dunque internamente discorde. Non si emenda un testo di fonte per farlo tornare con un'altra Ala: si traduce come letto e si registra la divergenza. L'ordine cambia poco al senso e molto alla tracciabilità.
Cosa chiede
Ti chiede di nominare l'ostacolo e di toccarlo. Non di girargli intorno con pazienza, che qui non è una virtù: finché la cosa sta fra i denti ogni gesto successivo è impedito, anche quelli che con lei non c'entrano. Ti chiede anche di farlo su una regola scritta prima, non sulla rabbia del momento. I re antichi, dice la Grande Immagine, resero chiare le pene e misero in ordine le leggi: due atti di un lavoro solo, quanto costa e il modello su cui i casi si commisurano. E ti avverte che il boccone può essere guasto. Accorgersene a metà morso non è un fallimento: è un'informazione arrivata tardi, ma arrivata.
Dove si sbaglia. Si legge come il segno del taglio netto, e diventa il permesso di essere duri. Ma delle sei righe due parlano di chi la pena la porta addosso, non di chi la commina: la prima e l'ultima non stanno dalla parte del giudice. E il centro del segno non è la potenza del morso, è quello che si trova dentro il cibo — il guasto, due volte su sei. Chi esce di qui convinto di avere ragione ha saltato proprio le righe in cui il testo dice che il boccone era andato a male.
Nelle diverse aree
- Lavoro
- C'è una cosa non detta che blocca ogni riunione. Il segno chiede di nominarla, e di nominarla su un criterio dichiarato prima, non ricavato dopo dal caso singolo.
- Relazioni
- Un rancore incastrato che impedisce alla conversazione di chiudersi. Il segno non promette che, a morderlo, ne esca qualcosa di buono: delle quattro righe che masticano, due trovano il guasto dentro il boccone. Promette solo che finché resta lì niente si chiude, e chiede di dire il sapore cattivo invece di ingoiarlo.
- Decisione
- Qui la decisione è un atto di giustizia, non di preferenza. Chiediti su quale regola la stai prendendo, e se quella regola l'avresti applicata anche contro di te.
- Interiorità
- Il boccone amaro non lo hai preparato tu: il verbo del testo è quello dell'imbattersi. Quello che è tuo è il morso, e la misura che gli dai una volta che hai sentito il sapore.
Questo segno è uscito nella tua interrogazione?
La pagina spiega il segno in sé. Il consulto parte dal tuo quesito e dalle linee che il tiro ha mosso.
Interroga l'oracoloLe sei linee
Dal basso verso l'alto. Una linea si legge solo quando il tiro la indica mutevole.
prima linea初九
Testo
屨校滅趾。無咎。
I ceppi ai piedi coprono le dita. Niente da rimproverarti.
lettura filologicaSi calzano i ceppi: le dita dei piedi spariscono. Nessun addebito.
Glossa carattere per carattere
屨 jù il sandalo, e come verbo il calzare: il legno viene messo al piede come si mette una scarpa Schuessler 校 jiào il legno di costrizione: la coppia di tavole che serra i piedi o il collo del condannato Gao Heng 滅 miè spegnere, e quindi far sparire alla vista, coprire; il senso di «recidere» è possibile ma secondario Kunst 趾 zhǐ le dita del piede, e per sineddoche il piede stesso in quanto cammina 無咎 wú jiù l'oracolo non muove addebito Il testo è ambiguo su 滅趾
- il legno copre le dita, che scompaiono alla vista
- le dita vengono recise: la mutilazione penale
Scelta: il coprire su entrambi gli strati, con la seconda lettura esposta qui — 滅 è primariamente lo spegnersi e lo scomparire, e la piccola Immagine spiega l'esito con 不行也 «non si cammina», che descrive un impedimento, non un'amputazione. Con le dita recise il 無咎 che segue diventerebbe difficile da sostenere. La lettura mutilatoria esiste nella tradizione e va detta, non adottata in silenzio.
Piccola Immagine 小象
屨校滅趾。不行也。
Ceppi ai piedi che coprono le dita: da lì non si va da nessuna parte.
lettura filologica«Si calzano i ceppi, le dita spariscono»: non si cammina.
Glossa carattere per carattere
不行 bù xíng non si procede; 行 è il moto in corso, quindi la ripetizione del gesto che i ceppi impediscono I ceppi sono ai piedi e coprono le dita. È la misura più lieve del segno: non ti tolgono nulla, ti tolgono il passo. La piccola Immagine spiega in tre caratteri a cosa servono, non si cammina, e il testo aggiunge che non c'è niente da rimproverare. La correzione è arrivata al primo errore, quando costa ancora poco. Chi viene fermato qui è fortunato, e quasi sempre non lo sa.
Quando muove. Questa linea che si muove segnala un limite appena imposto, e imposto presto. Non è una sanzione che ti definisce: è un inciampo che ti impedisce di ripetere il gesto una seconda volta. La domanda non è come levarti i ceppi. È cosa avresti fatto al passo successivo, se nessuno te li avesse messi.
Attenzione. Il rischio è leggere i ceppi ai piedi come una condanna. È lo stesso legno dell'ultima riga, dove il segno dà un esito avverso; qui dà niente da rimproverarti. Fra i due c'è solo il grado, e non sentire la differenza è già quel sentire senza capire che l'ultima riga rimprovera.
seconda linea六二
Testo
噬膚滅鼻。無咎。
Morde la carne tenera e ci affonda dentro il naso. Niente da rimproverarti.
lettura filologicaMorde la carne tenera: il naso sparisce. Nessun addebito.
Glossa carattere per carattere
膚 fū la pelle e la carne che vi sta sotto: nel lessico della mensa il taglio morbido, quello che non oppone resistenza Gao Heng 滅 miè far sparire alla vista: qui il naso si perde dentro il boccone, non viene tagliato Kunst 鼻 bí il naso Il testo è ambiguo su 滅鼻
- il naso affonda nel boccone e scompare
- il naso viene reciso: la pena di 劓
Scelta: l'affondare su entrambi gli strati — Stessa scelta fatta al 初九 per 滅趾, e per coerenza di edizione: 滅 rende lo sparire alla vista. Qui pesa in più che il verbo reggente sia 噬, «mordere»: il soggetto della frase sta mangiando, e il naso che sparisce è il suo mentre affonda nel tenero. La lettura penale allinea la riga alle mutilazioni codificate e resta possibile.
Piccola Immagine 小象
噬膚滅鼻。乘剛也。
Morde nel tenero fino a perderci il naso: sta seduta sopra una linea dura.
lettura filologica«Morde la carne tenera, il naso sparisce»: cavalca il duro.
Glossa carattere per carattere
乘剛 chéng gāng montare il duro: la cedevole sta sopra la linea piena e le grava addosso. Nel lessico dei 小象 è un rilievo di attrito — la posizione scomoda di chi preme su ciò che non cede — non una spinta che arriva da sotto Carne tenera, il boccone più facile di tutto il segno. Ci si affonda dentro al punto che il naso ci sparisce. Il testo non rimprovera niente, ma la piccola Immagine aggiunge un dato di posizione: questa linea sta sopra una linea dura e le grava addosso. La forza che il morso porta è tarata su quella durezza, non sul tenero che poi incontra, e per questo va oltre. Quando la cosa cede subito si morde più a fondo di quanto serviva.
Quando muove. Il movimento qui è la facilità. La cosa che ti eri preparato ad affrontare si rivela morbida e cede al primo colpo. La linea non ti mette in guardia sull'esito, che è buono. Ti fa notare la taratura del gesto, rimasta ferma su una difficoltà che non c'era.
terza linea六三
Testo
噬腊肉遇毒。小吝無咎。
Morde carne secca e ci trova il guasto. Ci si stringe un poco, ma niente da rimproverarti.
lettura filologicaMorde carne essiccata e incontra il veleno. Piccola strettezza; nessun addebito.
Glossa carattere per carattere
腊 xī carne seccata intera, conservata a lungo; da non leggere come il tardo 臘 là della festa invernale Gao Heng 肉 ròu la carne come alimento 遇 yù imbattersi in, incontrare per caso: il verbo dell'incontro non cercato, non del procurarsi Schuessler 毒 dú ciò che nuoce se ingerito: il veleno, e nel contesto della carne conservata il guasto, l'amaro della putrefazione Kunst 小吝 xiǎo lìn strettezza di piccola misura: il margine si riduce, non si chiude Il testo è ambiguo su 毒
- veleno in senso proprio
- carne guasta, rancida: l'alterazione della conserva
Scelta: LIT tiene «veleno», PUB dice «il guasto» — Il contesto è la carne tenuta a seccare, e l'esito è 小吝無咎, una contrarietà minima senza addebito: un veleno vero produrrebbe un prognostico ben più duro. Il PUB adotta la lettura alimentare perché è quella che rende conto della misura del prognostico; il LIT non la anticipa.
Piccola Immagine 小象
遇毒。位不當也。
Trova il guasto: sta in un posto che non le spetta.
lettura filologica«Incontra il veleno»: il posto non è quello dovuto.
Glossa carattere per carattere
位不當 wèi bù dāng la linea non corrisponde al posto che occupa; qui una cedevole al terzo, che è posto di linea piena La carne è secca, tenuta a lungo, e dentro c'è il guasto. Non ce l'hai messo tu: il verbo è quello dell'imbattersi, non quello del procurarsi. Il testo dà una strettezza piccola e nessun addebito, e cioè: ti va storta, e non è colpa tua. La piccola Immagine lo conferma dal lato della struttura — il posto non è quello che ti spetta. Sei nel punto sbagliato del processo, non dalla parte sbagliata.
Quando muove. Questa linea che si muove dice che stai lavorando su materiale vecchio, e che il materiale non è sano. Il difetto non è nel tuo morso: è in quello che è stato conservato prima di te, e male. Il fastidio è reale e ha un contorno preciso, una strettezza piccola, non una rovina.
Attenzione. Prendere su di te un guasto che non hai prodotto è il modo più rapido di trasformare una strettezza piccola in una colpa che ti resta addosso per intero.
quarta linea九四
Testo
噬乾胏得金矢。艱貞吉。
Morde la carne secca attaccata all'osso e ci trova dentro una punta di freccia in bronzo. Nel passaggio duro, tieni la posizione: è propizio.
lettura filologicaMorde carne secca con l'osso e ottiene una freccia di metallo. Nella prova ardua, presagio saldo: fausto.
Glossa carattere per carattere
乾 gān asciutto, seccato — qui letto gān, non qián: è il tipo di conserva, non il nome del primo esagramma Schuessler 胏 zǐ carne rimasta attaccata all'osso; il boccone che si stacca male Gao Heng 得 dé ottenere, venire in possesso di: il ritrovamento, non la conquista 金矢 jīn shǐ metallo e freccia: in epoca Zhou 金 è il bronzo. Insieme, la punta di bronzo che l'animale portava in corpo — e, per una tradizione istituzionale, il pegno di metallo e frecce che chi apre una causa deposita presso il giudice 艱 jiān la prova ardua, il passaggio faticoso Kunst 貞 zhēn divinare, sottoporre a presagio; qui con prognostico esplicito 吉 Kunst Il testo è ambiguo su 貞
- rettitudine, costanza (neoconfuciana)
- presagio saldo, divinare (oracolare)
Scelta: LIT prende l'oracolare, PUB il ramo positivo perché il prognostico è 吉 — Il prognostico che segue fissa la polarità, quindi si applica §C2 e non §C3: qui il PUB può dire «tieni la posizione» senza inventare una volontà che il cinese non pone.
Il testo è ambiguo su 金矢
- la punta di bronzo rimasta nella selvaggina, che il commensale trova masticando
- il deposito di metallo e frecce richiesto a chi porta una causa davanti al giudice
Scelta: l'immagine venatoria su entrambi gli strati, con la seconda lettura esposta qui — La sequenza del segno è alimentare per quattro linee di seguito, e l'oggetto duro dentro il cibo è la variante più dura del corpo estraneo che il 彖 mette in bocca. Ma la lettura istituzionale non è ornamentale: aggancia la riga al 利用獄 del giudizio, ed è l'unico punto in cui l'immagine del pasto e quella del tribunale si toccano davvero.
Il testo è ambiguo su 艱貞吉
- 艱貞吉 «nella prova ardua, presagio saldo: fausto», lezione della fonte base
- 利艱貞,吉 «giova divinare nella prova ardua; fausto», lezione della seconda fonte, che aggiunge 利
Scelta: si traduce la lezione della fonte base, senza integrare 利 — 利艱貞 è formula censita nel lessico e la sua presenza qui è probabile, ma integrarla significherebbe scrivere un carattere che la fonte non ha. La piccola Immagine della fonte base ripete 艱貞吉 senza 利, e conferma la lezione dall'interno.
Piccola Immagine 小象
艱貞吉。未光也。
Nel passaggio duro, tieni la posizione: è propizio. La luce non è ancora piena.
lettura filologica«Nella prova ardua, presagio saldo: fausto»: non c'è ancora luce.
Glossa carattere per carattere
未光 wèi guāng non ancora luminoso: 未 è «non ancora», e 光 la luce che si irradia — la cosa vale, ma non si vede per intero Il testo è ambiguo su 貞
- costanza morale
- atto di divinazione
Scelta: come nel 爻辭 corrispondente — La piccola Immagine cita il testo della linea: la resa deve essere la stessa, o i due strati si sfaldano dentro la stessa pagina.
Il boccone più duro: carne secca ancora attaccata all'osso. E dentro, una punta di freccia in bronzo — quella che ha ucciso la preda e le è rimasta nella carne. Chi mastica trova il metallo. È l'unica riga del segno che porta un ritrovamento, ed è anche l'unica in cui il testo nomina la fatica: nel passaggio duro, tieni la posizione. Poi la piccola Immagine tempera subito, la luce non è ancora piena.
Quando muove. Il movimento qui è il lavoro duro che restituisce qualcosa. La linea non promette che sia finita. Dice che il pezzo che ti mancava stava dentro l'ostacolo, e che lo trovi soltanto continuando a masticare. È la posizione della prova che paga, e paga tardi.
Attenzione. Trovato il metallo, la tentazione è chiudere la faccenda. Ma il testo mette la luce non ancora piena subito dopo il presagio buono: hai una prova in mano, non ancora un quadro.
quinta linea六五
Testo
噬乾肉遇毒。貞厲無咎。
Morde carne secca e ci trova il guasto. Insistere è rischioso, ma niente da rimproverarti.
lettura filologicaMorde carne secca e incontra il veleno. Presagio saldo: rischio; nessun addebito.
Glossa carattere per carattere
乾肉 gān ròu carne seccata senza osso: un grado più facile del 胏 della linea precedente 遇毒 yù dú imbattersi nel guasto; stessa coppia del 六三 貞厲 zhēn lì presagio saldo con esito di rischio: la polarità negativa del prognostico determina il verso del PUB Il testo è ambiguo su 遇毒
- 遇毒 «incontra il veleno», lezione della fonte base
- 得黃金 «ottiene il metallo giallo», lezione della seconda fonte e della vulgata più diffusa
Scelta: si traduce 遇毒, la lezione della fonte base, senza emendare — La divergenza è sostanziale, non grafica: con 得黃金 la quinta linea è un ritrovamento che rima con il 得金矢 della quarta, con 遇毒 è una ripetizione del 六三. La ripetizione insospettisce — un occhio che copia salta volentieri a una formula già scritta poche righe sopra — ma la fonte è quella che è, e il 貞厲 che segue si accorda meglio con un guasto che con un lingotto. La sostituzione si registra, non si compie.
Il testo è ambiguo su 貞
- rettitudine, costanza (neoconfuciana)
- presagio saldo, divinare (oracolare)
Scelta: LIT oracolare, PUB ramo negativo per via del 厲 — Il prognostico è negativo, quindi §C2 impone «insistere è rischioso» e non «tieni la posizione». È il caso in cui una resa fissa di 貞 renderebbe questa riga e quella del 九四 incoerenti fra loro.
Piccola Immagine 小象
貞厲無咎。得當也。
Insistere è rischioso ma niente da rimproverarti: ha trovato la misura giusta.
lettura filologica«Presagio saldo: rischio; nessun addebito»: ottiene ciò che è dovuto.
Glossa carattere per carattere
得當 dé dāng cogliere ciò che è dovuto: 當 vale qui la corrispondenza fra il gesto e la sua misura, non il posto occupato. Il 彖 dello stesso segno dice 雖不當位, che il quinto non è il posto che a questa linea spetterebbe: la misura la trova comunque Il testo è ambiguo su 貞
- costanza morale
- atto di divinazione
Scelta: come nel 爻辭 corrispondente — La piccola Immagine cita la formula della linea e ne eredita la resa: la stessa coppia 貞厲 compare due volte nella stessa pagina e non può essere resa in due modi.
Di nuovo carne secca, di nuovo il guasto. Ma qui chi morde sta al posto di comando, e il testo cambia il verso della frase: insistere è rischioso. Non vieta niente, dice quanto costa. Poi chiude con niente da rimproverarti, e la piccola Immagine aggiunge la ragione, ha trovato la misura giusta. Chi sta al centro può permettersi di riconoscere che il boccone è cattivo senza che questo lo tolga dal suo posto.
Quando muove. Questa linea che si muove è la decisione presa da chi ne ha il titolo per prenderla. Il rischio non nasce dal decidere: nasce dall'insistere dopo che il guasto si è già rivelato. La linea concede l'errore e nega l'ostinazione, che dall'esterno si somigliano molto.
Attenzione. Il pericolo qui è confondere l'autorità con la ragione. Il posto ti copre dall'addebito e non rende buono il boccone: sono due cose separate, e restano separate.
sesta linea上九
Testo
何校滅身。凶。
Porta addosso i ceppi, e il corpo ci sparisce dentro. È avverso.
lettura filologicaPorta i ceppi [addosso]: il corpo sparisce. Infausto.
Glossa carattere per carattere
何 hè scritto 何, qui vale 荷 «portare a spalla, caricarsi addosso»; il prestito è attestato e comune nella lingua arcaica Kunst 校 jiào lo stesso legno di costrizione del 初九, qui non più al piede ma sul corpo: la stessa pena, in un altro grado Gao Heng 身 shēn il corpo, e per estensione la persona intera con la sua posizione nel mondo Schuessler 凶 xiōng esito infausto del presagio Il testo è ambiguo su 何
- 何 come scritto, particella interrogativa «che cosa»
- 荷 «portare sulle spalle», prestito grafico
Scelta: il prestito 荷 su entrambi gli strati, con deroga dichiarata a §I — §I vorrebbe il carattere scritto nel LIT e il prestito solo nel PUB, come al 29 坎 六三 dove il LIT rende 枕 «ci si posa il capo». Qui la stratificazione non è praticabile: 何 in valore interrogativo lascerebbe 校 senza verbo e la frase non starebbe in piedi su nessuno strato. Il prestito è largamente attestato e si adotta due volte; la deroga si dichiara qui invece di restare implicita. Il campo zh conserva 何, il carattere della fonte.
Il testo è ambiguo su 滅身
- 滅身 «il corpo sparisce», lezione della fonte base
- 滅耳 «le orecchie spariscono», lezione della seconda fonte e della vulgata più diffusa
Scelta: si traduce 滅身, la lezione della fonte base — La piccola Immagine della stessa fonte spiega la riga con 聰不明也, dove 聰 è l'udito fine: la spiegazione presuppone le orecchie e resta sospesa sopra un 身. È l'indizio interno più forte a favore di 滅耳, e proprio per questo va detto invece che risolto in silenzio. Con 身 la riga chiude la scala del segno per estensione — dalle dita dei piedi alla persona intera — e la lettura resta sensata.
Piccola Immagine 小象
何校滅身。聰不明也。
Porta i ceppi e il corpo ci sparisce dentro: ha sentito, e non ha capito.
lettura filologica«Porta i ceppi, il corpo sparisce»: l'udito non è limpido.
Glossa carattere per carattere
聰 cōng la finezza dell'udito, la capacità di cogliere ciò che si dice; accoppiata a 明, la chiarezza della vista, forma la coppia arcaica del percepire per intero Schuessler Alla prima riga i ceppi erano ai piedi. Qui li porta addosso e ci sparisce dentro: non è più una misura, è la fine. La piccola Immagine dà la causa in quattro caratteri, l'udito non è limpido. Non dice che non ha sentito. Dice che ha sentito e non ha capito. Il segno si chiude sulla stessa scena con cui si era aperto, ingrandita di tutta la distanza che passa fra un inciampo e una condanna.
Quando muove. Il movimento in cima non è un avvertimento, è un consuntivo. Segnala che i segnali erano arrivati, uno per volta, e che a ogni passaggio c'era ancora spazio per fermarsi. La linea non chiede cosa fare adesso. Chiede quando hai smesso di ascoltare.
Attenzione. Se ti riconosci qui, la parte utile del segno non è questa riga. È la prima, e riguarda la prossima volta che qualcuno ti stringerà i ceppi ai piedi.
I commentari antichi
Tuanzhuan 彖傳
頤中有物。曰:噬嗑。噬嗑而亨。剛柔分。動而明。雷電合而章。柔得中而上行。雖不當位。利用獄也。
Nella bocca c'è qualcosa: per questo il segno si chiama Il Morso. Si morde fino in fondo, e la via è aperta. Duro e cedevole qui stanno distribuiti, non ammassati. C'è movimento, e c'è luce. Tuono e lampo si incontrano e la cosa si vede. La linea cedevole ha preso il centro e sale. Non è il posto che le spetterebbe, eppure è il momento di giudicare e di dare la pena.
Nelle mascelle c'è un oggetto: perciò si dice Il Morso. Si morde e si serra, e l'offerta passa. Duro e cedevole stanno distribuiti. Si muove, ed è chiaro. Tuono e lampo si congiungono e fanno figura. La cedevole ottiene il centro e sale. Benché non sia al posto dovuto, giova impiegare [la pena] nella causa penale.
Glossa carattere per carattere
| 頤 | yí | le mascelle e le guance, la cavità della bocca; è anche il nome dell'esagramma 27, di cui questo ripete la cornice di linee piene | |
| 物 | wù | una cosa, un oggetto: qui il corpo estraneo che tiene la bocca aperta | |
| 剛柔分 | gāng róu fēn | il duro e il cedevole sono ripartiti: le linee piene e vuote si alternano invece di stare in blocco | |
| 動而明 | dòng ér míng | il moto del trigramma inferiore e la luce del superiore, presi in successione: prima si muove, poi si vede | |
| 章 | zhāng | il disegno che risalta, la figura che diventa visibile; non «splendore» | Schuessler |
| 柔得中 | róu dé zhōng | la linea cedevole occupa il posto centrale del trigramma superiore, il quinto | |
| 不當位 | bù dāng wèi | una cedevole in un posto dispari, che vorrebbe una piena: il testo lo ammette e non lo considera dirimente |
Il testo è ambiguo su 亨
- penetrare, riuscire (lettura ricevuta)
- 享 offerta accolta (lettura filologica)
Scelta: come nel 卦辭: offerta accolta nel LIT, «la via è aperta» nel PUB — §A chiede che il salto LIT→PUB sia annotato a ogni occorrenza del LIT, e 噬嗑而亨 è la seconda del segno dopo il giudizio. La resa è identica a quella del 卦辭 perché il 彖 lo sta citando: la nota vale per richiamo, non ripete la discussione.
Il testo è ambiguo su 獄
- il processo penale, l'atto del giudicare
- la prigione, il luogo di detenzione
Scelta: il processo su entrambi gli strati, come nel 卦辭 — 利用獄也 riprende alla lettera la clausola del giudizio e ne eredita la scelta, discussa per esteso lì. Anche qui l'atto è quello di chi giudica e commina, non di chi porta una causa davanti a un terzo.
Xugua 序卦
可觀而後有所合,故受之以《噬嗑》。嗑者,合也。
Prima c'è qualcosa da guardare, poi c'è qualcosa che si salda: per questo dopo il segno della contemplazione viene Il Morso. 嗑 vuol dire far combaciare.
C'è di che guardare, e dopo c'è qualcosa che si congiunge: per questo [al segno che guarda] segue Il Morso. 嗑 vuol dire congiungere.
Glossa carattere per carattere
| 合 | hé | far combaciare due parti che si chiudono l'una sull'altra: il coperchio sul vaso, le mascelle fra loro | Schuessler |
Zagua 雜卦
《噬嗑》,食也。
Il Morso: si mangia.
Il Morso è il mangiare.
Glossa carattere per carattere
| 食 | shí | mangiare, e il cibo stesso: la riduzione più asciutta del segno alla sua immagine |
Segni collegati
Provenienza del testo
- Fonte cinese:
- https://zh.wikisource.org/wiki/周易/噬嗑 (PD-old + CC BY-SA)
- Collazionato con:
- eee-learning.com (易經 EEE Learning) — collazione, mai base; ctext.org, per 序卦 e 雜卦
- Apparato:
- Kunst, The Original Yijing (1985); Shaughnessy, The Origin and Early Development of the Zhou Changes (Brill 2022, OA); Gao Heng, Zhouyi gujing jinzhu; Schuessler, ABC Etymological Dictionary of Old Chinese
Note di edizione
- FORMA GRAFICA DEI CAMPI zh — nota corretta in rifinitura. La versione precedente di questa nota sosteneva che la forma normalizzata 无 facesse fallire il cancello di provenienza. È falso e va detto, perché la stessa affermazione circola su altre unità: schema/cancelli.py confronta le due parti attraverso CMP, che applica schema/normalizza.EQUIV (無→无, 於→于) su ENTRAMBI i lati, e prende dalla fonte zh_norm quando c'è. 無 e 无 passano dunque indifferentemente. Si tiene la forma della fonte, 無, uniforme su 卦辭, 爻辭, 小象 e glossa, per una ragione diversa e più semplice: il campo zh è la garanzia di provenienza e si trascrive come letto, mentre la forma uniforme vive in fonte/21-shihe.json ed è applicabile a valle dalla pagina.
- §K — RESE CHE GOVERNANO LO STRATO. Tre decisioni reggono il PUB dell'intero esagramma e vanno dichiarate. (a) 噬 è reso «mordere» in tutte e quattro le linee che lo portano, e mai variato in «masticare» o «addentare» per evitare la monotonia: la ripetizione è del cinese, non nostra, e la scala dei bocconi si legge solo se il verbo resta identico. (b) 校 è reso «i ceppi» sia al 初九 (ai piedi) sia al 上九 (addosso): un carattere, un sostantivo italiano, così che il lettore veda che la prima e l'ultima riga sono la stessa pena in due gradi. La lingua avrebbe voluto «gogna» in cima, e si è rinunciato. (c) 滅 è reso «sparire / coprire» e mai «recidere», su tutte e tre le occorrenze.
- 滅 E LE MUTILAZIONI PENALI. La tradizione legge 滅趾, 滅鼻 e 滅耳 come i supplizi codificati dell'amputazione del piede, del naso e dell'orecchio. La scelta è di non adottarla su nessuno dei due strati: 滅 è primariamente lo spegnersi e lo scomparire alla vista; la piccola Immagine del 初九 spiega con 不行也 «non si cammina», che è impedimento e non menomazione; e soprattutto due delle tre righe chiudono con 無咎, che dopo un'amputazione sarebbe un prognostico difficile da difendere. Le due letture sono esposte in ambiguita alle linee 1, 2 e 6.
- 六五, LEZIONE 遇毒 CONTRO 得黃金. È la divergenza più pesante del file. La fonte base scrive 噬乾肉遇毒, che ripete parola per parola la seconda metà del 六三; la seconda fonte e la vulgata più diffusa scrivono 得黃金, che invece rima con il 得金矢 del 九四 e dà alla riga un ritrovamento invece di un guasto. Si è tradotta la fonte base senza emendare. PORTATA DELLA CONSEGUENZA, corretta in rifinitura: non è una riga di commentario, è la tesi del segno. Con 遇毒 il segno ha un solo ritrovamento e due guasti, e su quel conto poggiano dove_sbaglia («il guasto, due volte su sei»), immagine_viva, la declinazione relazioni e quella interiorita. Con 得黃金 i ritrovamenti diventano due, al quarto e al quinto posto, il guasto resta uno solo al 六三, e il commentario cambia figura — non si ritocca, si riscrive. Serve perciò una decisione di politica di edizione prima che il testo si consolidi: si segue sempre la fonte base anche quando è la lezione sospetta di dittografia, o si ammette l'emendamento motivato? La domanda è nel campo per il revisore umano.
- 上九, 滅身 CONTRO 滅耳. La fonte base scrive 滅身, la vulgata 滅耳. L'indizio interno è forte e contrario alla fonte: il 小象 della stessa pagina spiega la riga con 聰不明也, e 聰 è l'udito — la glossa presuppone le orecchie. Si è tradotto 身 come letto, registrando l'anomalia in ambiguita. Il commentario è stato scritto in modo da reggere entrambe le lezioni: parla della scala dita→persona (che vale per 身) e cita la spiegazione dell'udito dal 小象 (che vale per 耳) senza farne dipendere l'immagine principale.
- 大象 電雷 CONTRO 雷電. La fonte base inverte l'ordine consueto, e il 彖 della stessa pagina scrive 雷電合而章 con il tuono davanti. Tradotto come letto in entrambi i luoghi, quindi «il lampo e il tuono» nella Grande Immagine e «tuono e lampo» nel Tuan. L'incoerenza è della fonte e resta visibile: correggerla avrebbe nascosto un dato di collazione.
- 九四, 艱貞吉 CONTRO 利艱貞,吉. La seconda fonte aggiunge 利, che restituirebbe la formula censita in §C2 del lessico. Non integrato: si sarebbe scritto un carattere che la fonte non ha. La piccola Immagine della fonte base ripete 艱貞吉 senza 利 e conferma la lezione dall'interno. RESA, corretta in rifinitura. La prima stesura rendeva «nella difficoltà tieni la posizione» e la difendeva come resa §C2 di 艱貞: §C2 non contiene 艱貞, e «tenere fermo nella difficoltà» è la resa PUB di 利艱貞, cioè proprio della lezione che si è rifiutato di integrare. La resa è ora composta dai due pezzi che il lessico dà davvero: 艱 §D3 «passaggio duro» + 貞吉 §C2 «tieni la posizione: è propizio» → «nel passaggio duro, tieni la posizione: è propizio». La stessa identica frase compare nel 爻辭 e nel 小象, che lo cita alla lettera.
- 上九, 何 = 荷 — DEROGA A §I, dichiarata. La prima stesura scriveva che il LIT teneva il carattere scritto: non era vero, il LIT rende «Porta i ceppi», che è il valore del prestito. §I e il suo caso modello (29 坎 六三, 枕 reso come scritto con nota su 沈) chiedono la stratificazione, ma qui non è praticabile: 何 in valore interrogativo lascia 校 senza verbo. Il prestito è adottato su entrambi gli strati per necessità sintattica, la deroga è scritta in ambiguita, il campo zh conserva 何.
- 利用獄 nel giudizio — AGENTE, corretto in rifinitura. 利用 è famiglia formulare §D2 e non si ritraduce: LIT «giova impiegare», PUB sul modello di 利用祭祀 → «è il momento di…», che conserva l'atto nominato dall'oggetto. La prima stesura rendeva «è il momento di portare la cosa in giudizio», che mette chi legge dalla parte di chi apre una causa davanti a un terzo — un agente diverso da quello del LIT («giova impiegare [la pena] nella causa penale») e da quello di tutto il resto del file: la Grande Immagine assegna 明罰 e 敕法 a chi ha responsabilità, il 六五 è chi decide, e quattro righe su sei stanno dalla parte di chi commina. Reso ora «è il momento di giudicare e di dare la pena», in giudizio e nel 彖 che lo cita. 獄 resta il processo criminale e non la prigione su entrambi gli strati.
- AGENCY. Il segno divide con nettezza. L'ostacolo in bocca è un dato: il Tuan lo constata (頤中有物) senza chiedersi chi ce l'abbia messo. Il guasto nella carne è un incontro: 遇 è il verbo dell'imbattersi, e la piccola Immagine del 六三 aggiunge una causa strutturale, 位不當也, non una colpa. Il morso invece è tuo, e la Grande Immagine assegna a chi ha responsabilità due atti espliciti — 明罰, 敕法. Il commentario è costruito su questa divisione: né si dice che il guasto dipende da chi legge, né che il morso non dipende da lui. Al 上九 la sciagura non è 災: nessun colpo da fuori, ma un esito accumulato, e la piccola Immagine ne dà la causa nel non aver capito.
- 六二, attenzione = null — CRITERIO RIFORMULATO. La motivazione precedente («l'unica delle sei linee il cui oracolo non porta alcun termine negativo») era falsa: anche il 初九 chiude su 無咎 e non porta 凶厲吝悔. Il criterio vero, applicato ora una volta sola alle due righe, è un altro: attenzione resta null dove nell'unità non c'è nulla che costi — e al 六二 non c'è, perché il boccone è il più facile, l'oracolo è 無咎 e il 乘剛 del 小象 è un rilievo di struttura, che trasformato in ammonimento sarebbe un ammonimento nostro travestito da testo. Al 初九 invece il costo è nell'immagine stessa della riga: 校, i ceppi, che il 上九 mostra portati addosso con esito 凶. È lo stesso oggetto in due gradi, e su quello — non su un nesso causale — poggia l'attenzione della prima riga.
- 初九, attenzione riscritta. La versione precedente diceva «contestarla ti porta dritto all'ultima riga del segno»: nesso causale che nessuna unità presente nel file dichiara, e che viene in realtà dal 繫辭 (小懲而大誡), qui non trascritto. Tolto. La nuova attenzione poggia solo su ciò che sta in pagina: il 校 condiviso fra 初九 e 上九, i due prognostici opposti (無咎 contro 凶), e il 聰不明也 del 小象 finale, «ha sentito e non ha capito». Il rilievo del critico sul nesso inventato è accolto; la richiesta implicita di portare a null anche questa attenzione è respinta, perché la riga porta la pena nella propria immagine e non nel solo apparato.
- NOME. «Il Morso» rende 噬 e resta leggibile in pagina; la resa piena di 嗑 («le mascelle che si serrano») è scesa in titolo_alt per la riserva di leggibilità §H. La formula corrente «Il Morso che Spezza» è nel noto_anche_come come presidio SEO e non è adottata: aggiunge un verbo che il cinese non ha e nomina l'effetto invece dell'atto. Nessun carattere condiviso con altri nomi, quindi la regola delle coppie §H non si applica; il 22 賁, rovesciato di questo, non condivide grafi.
- AVVISO RESIDUO DEI CANCELLI, valutato e lasciato. Il controllo segnala che il 小象 del 六三 non riprende alcun segmento di tre caratteri del proprio 爻辭: è vero, e non è un difetto del file. Quel 小象 cita due soli caratteri, 遇毒, sotto la finestra di tre su cui il controllo lavora. La citazione c'è ed è esatta; è la fonte a essere più laconica qui che altrove.
- ESAGRAMMI DERIVATI, correzione bloccante. Il file dichiarava opposto = 60. Sbagliato: il complemento di 100101 è 011010, cioè 巽 sotto e 坎 sopra, che è il 48 井 — e contenuti/48-jing.json registra già «opposto: 21», per cui la coppia era spezzata da un lato solo. Il 60 節 è 110010 e rinvia correttamente al 56. Corretto in 48. Nucleare (39) e rovesciato (22) ricalcolati e confermati. Nessun blocco del commentario alludeva al 60, quindi non c'è nulla a valle da rifare. I tre esagrammi derivati non sono coperti da alcun cancello: varrebbe la pena aggiungerli a schema/cancelli.py, dove sono tre righe di aritmetica sulla stringa delle linee.
- SCALA DEI BOCCONI, immagine rifatta. La prima stesura scriveva «ogni boccone è più duro del precedente» e ne elencava tre (膚, 腊肉, 胏), fermandosi esattamente dove la progressione cede. I bocconi sono quattro e l'ultimo è più facile del penultimo: 乾肉 è carne secca senza osso, «un grado più facile del 胏 della linea precedente» come dice la glossa del 六五 in questo stesso file. L'immagine_viva ora dice i quattro bocconi e l'anomalia — la durezza sale fino al 九四 e al 六五 ricade — invece di una scala che il testo non fa.
- 明罰敕法, tolta la successione. La prima stesura leggeva «per prima cosa resero chiare le pene, e solo dopo misero in ordine le leggi», e ne ricavava una massima («prima si sa cosa costa, poi si sistema l'impianto»). Il cinese è una coppia coordinata di verbo+oggetto: nessun 先, nessun 而後, nessuna marca di successione. Per di più la dottrina è discutibile nel merito, perché una pena si rende chiara solo contro una norma già data — 法 è glossato qui «il modello a cui i casi si commisurano» — e il file applicava due misure opposte all'ordine delle parole, facendone un principio qui e dicendo nell'ambiguita di 電雷 che l'ordine «cambia poco al senso». I due atti restano una coppia.
- 九四, DOPPIA FUNZIONE DEL QUARTO POSTO. In dinamica la quarta linea era prima il corpo estraneo da mordere (lettura del 彖, 頤中有物) e quattro frasi dopo chi mastica (lettura del 爻辭, 噬乾胏), senza cerniera fra le due. Le letture sono entrambe legittime ma vengono da due strati diversi, e ora il testo lo dice: lo stesso posto è insieme l'ostacolo e chi lo affronta.
- 乘剛, verso della relazione corretto. La glossa del 小象 del 六二 diceva che la cedevole «ne riceve la spinta» dalla dura sottostante: 乘 è montare, stare sopra premendo, e nel lessico dei 小象 marca l'attrito di chi grava su ciò che non cede, non un aiuto che sale. Corretta la glossa e, di conseguenza, la lettura della riga 2, dove la spinta eccessiva del morso è ora conseguenza della durezza su cui la linea poggia e non della sua assenza.
- 得當 al 六五, tolto il rimando al 六三. La glossa separava correttamente 當 «misura» dal 當位 posizionale e poi risaldava le due cose («la stessa parola che al 六三 mancava»), facendo del 六五 una linea al posto giusto: ma il 彖 dello stesso file dice 雖不當位, e il commentario lo riprende. Ora la glossa dichiara che 當 vale qui la misura e cita il 彖 che nega il posto.
- 彖, apparato allineato. Il 彖 porta 噬嗑而亨 e 利用獄也, entrambi resi come nel giudizio, e non annotava né l'uno né l'altro mentre §A chiede la nota «in ogni occorrenza del LIT». Le due voci sono state aggiunte in ali.tuan.ambiguita per richiamo all'unità del giudizio, dove la discussione sta per esteso.
- apertura, «nella stessa riga» — accolto. Era vero che il 卦辭 non contiene 明罰敕法 e che i due punti facevano leggere l'apposizione come suo contenuto: il giudizio ora nomina il processo, la Grande Immagine aggiunge i due atti, e i due luoghi sono separati. RILIEVO RESPINTO IN PARTE — declinazione relazioni. Respinta la parte del rilievo che chiedeva di ancorare la declinazione alla «regola dichiarata prima»: quella è già la declinazione lavoro, e ripeterla sarebbe stato spostare la genericità di un campo. La declinazione relazioni è stata riscritta sul dato che il segno ha di suo — il guasto dentro il boccone, due volte su quattro morsi — e ne è stata tolta la prescrizione «una volta sola», che il segno smentisce.
- 見 non compare in nessuna unità di questo esagramma: nessuna voce da aggiungere al registro §G.
- Controllo di divergenza eseguito su tutta la lista VIETATE, e in più su: «il morso che spezza», «mordere per unire», «attraversare», «rettitudine». Nessuna occorrenza nei campi pubblicabili.
- PER IL REVISORE UMANO — tre cose che la rifinitura non può chiudere, e che stanno tutte a monte del file. (1) POLITICA DI EDIZIONE sulle lezioni sospette: il 六五 遇毒 della fonte base può essere dittografia del 六三, e la scelta fra fonte-sempre ed emendamento-motivato decide la figura del segno, non una riga (vedi la nota sul 六五). (2) IL TESTO COSTRUITO PER NON DECIDERE: al 上九 il commentario è scritto in modo da reggere sia 滅身 (fonte) sia 滅耳 (vulgata, sostenuta dal 聰不明也 della stessa pagina). È una manovra praticabile una volta; ereditata in silenzio dalle unità restanti diventa una regola non approvata. Va accettata o rifiutata esplicitamente. (3) IL TITOLO: «Il Morso» rende 噬 e lascia 嗑 in titolo_alt, ma le due Ali che definiscono il segno lo definiscono entrambe attraverso il secondo carattere — 序卦 «嗑者,合也», 雜卦 «食也». La scelta è motivata dalla sola riserva di leggibilità §H e vale una decisione consapevole, perché cambiare il titolo trascina apertura, chiave moderna e sei letture.
- FREEZE CORPUS v1.0 — 04/09/2026. Lessico portato a v1.2 (cancello S3 in blocco: NOTE-LESSICO.md). Patch applicate in questo file: T nucleo.linee.3.piccola_immagine.pub. Stato: approvato (le questioni §K/§H che tenevano in_revisione sono ratificate in blocco).
- Versione del lessico formulare: LESSICO-FORMULARE.md v1.2 (04/09/2026).