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Il Passo Zoppo: linea 1 yin, linea 2 yin, linea 3 yang, linea 4 yin, linea 5 yang, linea 6 yin, dal basso verso l'alto.

Esagramma 39

Il Passo Zoppo

· Jiǎn · La Zoppia

Monte sotto, Acqua sopra

Il segno

Il segno non parla di un muro. Parla di un piede che non tiene. Puoi muoverti, ma ogni passo costa, e il costo cambia a seconda di dove lo metti. Il dirupo davanti non l'hai messo tu: viene dal terreno. Quello che è tuo è accorgertene in tempo, fermarti, e scegliere da che parte passare. Quattro righe su sei ti rimettono davanti a questa scelta. Le altre due parlano d'altro: per chi stai faticando, e chi ti raggiunge.

Sopra il monte c'è l'acqua: hai fatto tutta la salita e in cima, dove contavi di passare, trovi acqua profonda e il vuoto che si apre. E il nome del segno non è una pietra sul sentiero, è un piede. 蹇 è l'andatura di chi zoppica, e la differenza regge tutto il resto: chi zoppica non è bloccato. Cammina. Sa esattamente quanto gli costa ogni appoggio, e paga quel prezzo a ogni passo. Per questo il giudizio non parla di forza ma di direzione: da una parte la terra è piana, dall'altra si sale fra le rocce, e il testo dice quale conviene. Con un passo che non tiene, la mossa sensata non è spingere più forte. È scegliere il terreno.

Perché questo nome

蹇 è composto con 足 «piede»: nomina l'andatura di chi zoppica, non ciò che lo blocca. Le rese correnti — «L'Impedimento», «L'Ostacolo» — spostano il nome dal camminatore alla cosa che sta sul sentiero, cioè traducono l'interpretazione e non il carattere, e perdono per strada il fatto che chi zoppica cammina. «Il Passo Zoppo» tiene dentro il nome sia il piede sia il camminare, ed è alla lettera la formula con cui lo strato pubblico rende 蹇 in ogni sua occorrenza: giudizio, Grande Immagine, 彖, 序卦, 雜卦. Il 彖 gloss 蹇,難也 «蹇 è difficoltà» è già uno strato di commento: spiega il segno, non traduce il grafo. La resa nominale secca «La Zoppia», che è la parola dello strato letterale, scende in variante per la riserva di leggibilità di §H: in italiano corrente «zoppia» è voce prevalentemente clinica e veterinaria.

Noto anche come: L'Impedimento, L'Ostacolo, La Difficoltà, L'Intralcio, Obstruction, Lameness.

Come si legge

Monte: linea 1 yin, linea 2 yin, linea 3 yang, dal basso verso l'alto.Trigramma inferioreMonte ·
Acqua: linea 1 yin, linea 2 yang, linea 3 yin, dal basso verso l'alto.Trigramma superioreAcqua ·

Sotto sta il monte, la figura che si arresta; sopra sta l'acqua profonda, la figura dello scosceso. Il dirupo è davanti, la fermata è sotto i piedi, e il commento antico salda le due cose in una frase sola: vedere il dirupo e sapersi fermare. Quattro righe su sei ripetono poi la stessa coppia — andare azzoppa, tornare porta qualcosa — e le Piccole Immagini dicono verso dove: quelli di dentro se ne rallegrano, l'intento è rivolto al dentro. Le uniche due che non ripetono la coppia sono la seconda e la quinta, le centrali, e fanno due cose diverse fra loro. Al secondo posto la fatica cambia titolare: chi arranca lo fa per un compito ricevuto, non per sé. Al quinto cambia numero: la difficoltà è al colmo, e sono gli altri a muoversi verso di te.

Il responso

Giudizio 卦辭

蹇,利西南,不利東北;利見大人,貞吉。

Il passo è zoppo. Conviene il sudovest, non conviene il nordest. Conviene farsi ricevere da chi conta. Tieni la posizione: è propizio.

lettura filologica

Zoppia. Giova [andare a] sudovest, non giova [andare a] nordest. Giova avere udienza da chi ha autorità. Presagio saldo: fausto.

Glossa carattere per carattere
jiǎnzoppicare, camminare a stento; il grafo porta 足 «piede». Imparentato con 謇 «parlare inceppato»: la stessa idea di un movimento che si compie ma si inceppaSchuessler
西南xī nánil sudovest: per gli Zhou la direzione del proprio territorio e della pianura percorribile. Compare come coppia direzionale anche in 2 坤 e in 40 解Shaughnessy 2022
東北dōng běiil nordest: la parte da cui si sale, il rilievo. Il 彖 la glossa 其道窮 «quella via si esaurisce»Gao Heng
jiànessere ricevuto in udienza — 見 con complemento animato, come in 1 乾 九二Kunst
大人dàrénchi ha autorità, il grande personaggio
zhēnsottoporre a presagio; qui il prognostico 吉 che segue ne fissa la polaritàKunst
Il testo è ambiguo su 西南 / 東北
  • direzioni geografiche reali della campagna Zhou
  • posizioni del bagua del Cielo posteriore: sudovest = 坤 la terra piana, nordest = 艮 il monte

Scelta: si traducono come direzioni, senza importare lo schema del bagua nel testo tradottoLa corrispondenza con i trigrammi è di sistema posteriore e non è nel Zhouyi; qui però converge con il dato concreto — a sudovest si va in piano, a nordest si sale — e con il trigramma 艮 che sta effettivamente in basso in questa figura. Il commentario può usare la convergenza come immagine, il LIT non deve dichiararla.

Il testo è ambiguo su
  • rettitudine, costanza (neoconfuciana)
  • presagio saldo, divinare (oracolare)

Scelta: LIT oracolare, PUB ricevuto con lessico nostro secondo §C2貞 non è nudo: il prognostico 吉 lo segue e ne fissa il verso, quindi §C3 non si applica e la formula 貞吉 si cita dal lessico senza ritradurla.

Grande Immagine 大象

山上有水,蹇;君子以反身修德。

Sul monte c'è l'acqua: il passo si fa zoppo. Chi vale, guardando questo, si volta verso di sé e rimette in ordine la propria efficacia.

lettura filologica

Sopra il monte c'è l'acqua: zoppia. Il signore, da questo, si volge indietro sulla propria persona e mette in ordine la propria potenza.

Glossa carattere per carattere
fǎnvolgersi indietro, tornare sui propri passi; lo stesso carattere che il 爻辭 del 九三 usa come esito del ritorno
shēnil corpo, e per estensione la propria persona in quanto sede dell'agire — non l'interiorità come luogo separatoSchuessler
xiūmettere in ordine, riparare, tenere in efficienza; il senso è manutentivo prima che moraleGao Heng
la potenza efficace che qualcuno possiede, prima che il termine si moralizzi in «virtù»Schuessler
Il testo è ambiguo su 君子
  • il membro della casa nobiliare (senso Zhou, sociale)
  • la persona compiuta (senso confuciano, etico)

Scelta: doppio binario: LIT sociale, PUB ricevutoIl senso etico entra col Lunyu, da quattro a sei secoli dopo il testo. Le due rese non si scelgono: si stratificano, secondo §B.

Cosa chiede

Ti chiede di smettere di trattare il terreno come una questione di volontà. Nessuna delle sei righe ti rimprovera di essere arrivato dove sei, e nessuna ti chiede di essere più forte. Quello che il segno mette nelle tue mani è più piccolo e più esigente: accorgerti in tempo, fermarti prima del punto in cui fermarsi costa, scegliere da che parte passare. Poi ti chiede una cosa che si fa fatica a chiamare azione. Tornare. Rientrare dove qualcuno ti conosce, farti ricevere da chi ha peso, lasciare che i compagni arrivino. Qui il movimento che produce qualcosa punta all'indietro.

Dove si sbaglia. Lo si legge come un segno di paralisi, e non lo è: zoppicare è camminare. Ma l'arresto il testo lo prescrive davvero, e due volte: il commento antico chiama intelligenza il vedere il dirupo e sapersi fermare, e la prima riga dice che qui si aspetta. Fermarsi è un atto, con un momento e una durata; è l'immobilità come stato che il segno non chiede. L'altro errore è leggere il ritorno come una sconfitta. Alle quattro righe che lo raccomandano il testo fa seguire stima, accoglienza, compagnia, abbondanza: è il tratto di strada dove le cose accadono. Chi resta fuori a spingere contro la salita ottiene solo di arrivare più zoppo.

Nelle diverse aree

Lavoro
Il progetto non è fermo: procede zoppicando, e ogni avanzamento costa più di quanto renda. Prima di aggiungere sforzo, cambia terreno. E chiedi udienza a chi può spostare le condizioni, invece di lavorare più a lungo dentro quelle date.
Relazioni
Insistere in avanti aumenta la fatica di tutti e due. Il segno indica il movimento contrario: tornare dove ci si conosce già, e lasciarsi raggiungere invece di trascinare.
Decisione
La domanda non è se procedere, ma da che parte. E le due parti non si equivalgono: il testo dice che di là si arriva al centro, e che di qua la strada si esaurisce. Non stai scegliendo fra due versioni dello stesso percorso, una comoda e una faticosa. Una delle due non porta da nessuna parte, e la fatica che costa è tutta persa.
Interiorità
La Grande Immagine dice una cosa sola, in due mosse: ti volti verso di te, e rimetti in ordine la tua efficacia. Non è un esame di coscienza — 修 è il verbo che si usa per riparare e tenere in efficienza. Finché il terreno non è percorribile, la sola cosa che puoi rimettere a posto è il camminatore.

Questo segno è uscito nella tua interrogazione?

La pagina spiega il segno in sé. Il consulto parte dal tuo quesito e dalle linee che il tiro ha mosso.

Interroga l'oracolo

Le sei linee

Dal basso verso l'alto. Una linea si legge solo quando il tiro la indica mutevole.

  1. prima linea初六

    Testo

    往蹇,來譽。

    Farsi avanti azzoppa; tornare indietro porta stima.

    lettura filologica

    Andare: zoppia. Venire: lode.

    Glossa carattere per carattere
    wǎngandare, muoversi verso l'esterno e verso l'alto della figura; è il 往 delle formule 往吉 / 往吝, non la spedizione 征Kunst
    láivenire, muoversi verso il dentro; le Piccole Immagini di 九三 e 上六 lo confermano con 內 «il dentro»Gao Heng
    la buona fama detta da altri, la lode pronunciata — il grafo porta 言 «parola»Schuessler

    Piccola Immagine 小象

    往蹇來譽,宜待也。

    Farsi avanti azzoppa, tornare porta stima: qui la cosa giusta è aspettare.

    lettura filologica

    «Andare: zoppia; venire: lode»: è opportuno attendere.

    Glossa carattere per carattere
    è opportuno, si conviene: giudizio di appropriatezza al momento, non prescrizione morale
    dàiattendere, stare in attesa di qualcosa che deve arrivare — non «rinunciare»

    Primo posto, il più basso, il più lontano da ciò che sta davanti. Il testo non discute: andare da qui azzoppa, tornare porta stima. E la Piccola Immagine aggiunge la sola parola che serviva, cioè che qui è giusto aspettare. Attendere in questo punto non è rinuncia, è la misura corretta della distanza: fra te e il passaggio c'è ancora terreno. E la stima che il testo promette è parola detta da altri: qualcuno guarda, e vede uno che non è partito quando non era il momento.

    Quando muove. Che si muova proprio questa riga dice dove sei, non che cosa ti sia successo: sei all'inizio, e da qui il passaggio non si vede ancora. La fretta di questo posto è quella di chi scambia la distanza per ritardo. Il segno ti passa un'informazione che a occhio nudo non avresti: fra te e il dirupo c'è ancora terreno, e il tempo lavora dalla tua parte soltanto se lo usi.

    Attenzione. L'attesa ha una scadenza. Se smette di misurare una distanza e diventa il tuo modo abituale di stare, non stai più leggendo il terreno: ti ci sei seduto.

  2. seconda linea六二

    Testo

    王臣蹇蹇,匪躬之故。

    Chi serve il re arranca, e arranca ancora: non è un interesse suo a mandarlo avanti.

    lettura filologica

    Il servitore del re: zoppia e zoppia. Non è per motivo della propria persona.

    Glossa carattere per carattere
    chénchi sta al servizio del re, il funzionario; nel grafo arcaico l'occhio abbassato di chi serveSchuessler
    蹇蹇jiǎn jiǎnraddoppiamento intensivo del nome stesso del segno: essere in stato di 蹇, arrancare senza sostaGao Heng
    fěiscritto 匪 «cesta», qui vale 非 «non è»: prestito grafico corrente nel ZhouyiKunst
    gōngil corpo piegato, la propria persona in quanto interesse proprioSchuessler
    la causa, il motivo per cui una cosa accade
    Il testo è ambiguo su
    • 匪 come carattere scritto, «cesta»
    • 匪 letto 非 «non è» (prestito grafico attestato)

    Scelta: LIT e PUB seguono entrambi 非, con il carattere scritto conservato nel campo zh e registrato nella glossa§I: il prestito si adotta perché è largamente attestato dall'apparato e perché la lettura «cesta» non produce qui alcuna frase. Il carattere scritto resta in zh e la glossa lo dichiara: non si corregge la fonte, la si annota.

    Piccola Immagine 小象

    王臣蹇蹇,終无尤也。

    Chi serve il re arranca e arranca ancora: alla fine nessuno avrà da biasimarlo.

    lettura filologica

    «Il servitore del re: zoppia e zoppia»: alla fine, nessun biasimo.

    Glossa carattere per carattere
    yóuil biasimo che si muove a qualcuno, la colpa imputata da altri; non è 咎, che nel lessico oracolare è l'addebito dell'oracoloKunst
    zhōngalla fine, al termine del percorso

    L'unica riga in cui qualcuno avanza davvero, e avanza arrancando: chi serve il re, con il nome del segno raddoppiato addosso. Il testo aggiunge subito la cosa che conta — non è un interesse suo a mandarlo avanti. Ha un compito che gli è stato dato, e per quel compito attraversa un terreno che a titolo personale non attraverserebbe. La Piccola Immagine non gli promette riuscita. Gli promette che alla fine nessuno avrà da biasimarlo.

    Quando muove. Questa riga che si muove dice che la fatica in cui sei non ti appartiene per intero: la stai facendo per qualcosa o per qualcuno. Il segno non ti chiede di uscirne. Ti chiede di sapere per chi la fai, perché è l'unica cosa che qui distingue il servizio dallo spreco.

  3. terza linea九三

    Testo

    往蹇來反。

    Farsi avanti azzoppa; si torna sui propri passi.

    lettura filologica

    Andare: zoppia. Venire: si torna indietro.

    Glossa carattere per carattere
    fǎnvoltarsi e tornare; l'apparato lo legge anche come 返, che è lo stesso verbo con il segno del cammino. Stesso carattere della Grande Immagine, 反身Gao Heng
    Il testo è ambiguo su
    • 反 «volgersi indietro», carattere scritto
    • 返 «fare ritorno», prestito attestato

    Scelta: LIT tiene 反 e annota, PUB rende il ritorno compiuto§I. I due caratteri sono lo stesso verbo con e senza il determinativo del cammino, e la differenza di senso è minima; si registra perché la Grande Immagine dello stesso segno usa 反 in un altro impiego (反身), e il lettore deve poter vedere che è la stessa parola.

    Piccola Immagine 小象

    往蹇來反,內喜之也。

    Farsi avanti azzoppa, e si torna: chi sta dentro se ne rallegra.

    lettura filologica

    «Andare: zoppia; venire: si torna»: quelli di dentro se ne rallegrano.

    Glossa carattere per carattere
    nèiil dentro: qui il trigramma inferiore e, per traslato, chi vi sta — le due righe che questa sovrasta
    rallegrarsi; il grafo unisce il tamburo e la bocca — è gioia manifestata, non contentezza privataSchuessler

    Unica riga piena del monte, in cima alla parte bassa: sei il punto in cui la salita finisce e comincia lo strapiombo. Da qui il passo avanti è il più caro dell'intero segno, e il testo taglia corto — andare azzoppa, si torna. Poi la Piccola Immagine fa una cosa che nessun'altra fa: dice che quelli di dentro se ne rallegrano. Non torni a mani vuote. Torni da qualcuno.

    Quando muove. Il movimento qui è la retromarcia di chi è arrivato al bordo con la forza ancora intatta, e proprio per questo fa fatica a girarsi. La riga segnala che sotto di te c'è gente che ti aspetta, e che il tuo rientro conta per loro, non solo per te.

    Attenzione. La forza che hai in questo posto è vera, e ti convincerà che il salto si può fare. Il testo non la nega: dice soltanto che dall'altra parte non c'è appoggio.

  4. quarta linea六四

    Testo

    往蹇來連。

    Farsi avanti azzoppa; tornando ci si unisce agli altri.

    lettura filologica

    Andare: zoppia. Venire: ci si congiunge [in fila].

    Glossa carattere per carattere
    liánil carro 車 con il segno del cammino: i carri che procedono attaccati uno all'altro, quindi congiungersi, stare in filaSchuessler
    Il testo è ambiguo su
    • congiungersi, unirsi in fila (dal grafo: carri attaccati)
    • arrancare, stentare — lettura che assimila 連 a 蹇 e rende la riga un raddoppio della difficoltà

    Scelta: la prima, su entrambi gli stratiLa Piccola Immagine motiva con 當位實 «sta al posto che le tocca, e con sostanza»: è una nota di solidità, non di stento, e sostiene il senso di congiunzione. La lettura per stento renderebbe inoltre 來連 indistinguibile da 往蹇 e cancellerebbe l'opposizione che regge tutte e quattro le righe della coppia.

    Piccola Immagine 小象

    往蹇來連,當位實也。

    Farsi avanti azzoppa, tornando ci si unisce: occupa il posto che le tocca, e con qualcosa di solido.

    lettura filologica

    «Andare: zoppia; venire: ci si congiunge»: sta al posto dovuto, ed è piena.

    Glossa carattere per carattere
    當位dāng wèiessere al posto che spetta: linea cedevole in posto pari, che è la collocazione regolare
    shípieno, con sostanza dentro; il grafo è la casa con dentro la ricchezza — non «sincero»Schuessler

    Primo passo dentro l'acqua, e il testo ripete la coppia: andare azzoppa, tornando ci si unisce. Qui il ritorno non è solitario, è la riga della fila — di chi rientra e si aggancia agli altri invece di procedere da solo. La Piccola Immagine spiega perché regge: la riga sta al posto che le tocca e ha qualcosa di solido con cui presentarsi. Non torni per essere raccolto. Torni per fare peso insieme.

    Quando muove. Che si muova questa riga vuol dire che il prossimo passo non è tuo da solo. Sei appena entrato nella parte difficile, e la mossa utile è ricongiungerti a chi sta più in basso portando quello che hai. Un rientro che arriva a mani piene non è una ritirata.

    Attenzione. Unirsi non è appoggiarsi. La riga sta in piedi perché ha sostanza propria: se torni solo per essere sorretto, la fila si accorcia invece di allungarsi.

  5. quinta linea九五

    Testo

    大蹇朋來。

    Il passo è zoppo per davvero, e i compagni arrivano.

    lettura filologica

    Grande zoppia: i compagni vengono.

    Glossa carattere per carattere
    grande: qui qualifica l'ampiezza della difficoltà, non la sua gravità morale
    péngin origine la doppia filza di conchiglie, unità di valore; quindi il pari, il compagno che sta dalla stessa parte. Stesso termine di 2 坤, 得朋Schuessler
    láivenire — unica riga del segno in cui il soggetto del venire non è chi consulta, ma altri che arrivano verso di luiGao Heng

    Piccola Immagine 小象

    大蹇朋來,以中節也。

    Il passo è zoppo per davvero e i compagni arrivano: perché tiene il centro e non esce dalla misura.

    lettura filologica

    «Grande zoppia, i compagni vengono»: per via del mezzo e della misura.

    Glossa carattere per carattere
    zhōngil mezzo: la posizione centrale del trigramma superiore, e per traslato il non eccedere
    jiéil nodo del bambù, che scandisce il fusto: quindi la giusta misura, la scansione — è il nome dell'esagramma 60Schuessler

    Qui il passo è zoppo per davvero, la difficoltà è nel suo pieno, ed è il punto in cui compaiono i compagni. È l'unica riga in cui chi viene non sei tu: sono loro che arrivano. Il posto è quello centrale in alto, e la Piccola Immagine dice che tiene il mezzo e la misura. La misura è esattamente ciò che fa muovere gli altri. Non si accorre a chi si dibatte. Si accorre a chi, nel punto peggiore, sta fermo con dignità.

    Quando muove. Questa riga che si muove dice che sei nel tratto più duro e che non lo attraverserai da solo. La cosa da fare non è chiamare più forte: è restare riconoscibile. Tenere la misura mentre le cose sono al peggio è ciò che permette a qualcuno di raggiungerti.

    Attenzione. Il testo dice che i compagni arrivano. Non dice che il passo torna saldo. Chi confonde le due cose scambia una compagnia per una guarigione, e ricomincia a spingere troppo presto.

  6. sesta linea上六

    Testo

    往蹇來碩,吉;利見大人。

    Farsi avanti azzoppa; tornare porta abbondanza. È propizio. Conviene farsi ricevere da chi conta.

    lettura filologica

    Andare: zoppia. Venire: cosa grossa. Fausto. Giova avere udienza da chi ha autorità.

    Glossa carattere per carattere
    shuògrosso di volume, ben pieno; il grafo unisce la pietra e la testa. Detto di frutti e di bestiame nello Shijing, quindi «venuto su grande»Schuessler
    jiànessere ricevuto in udienza — terza e ultima occorrenza del carattere nell'esagramma, tutte con lo stesso valoreKunst

    Piccola Immagine 小象

    往蹇來碩,志在內也。利見大人,以從貴也。

    Farsi avanti azzoppa, tornare porta abbondanza: l'intento è rivolto al dentro. Conviene farsi ricevere da chi conta: si va dietro a chi ha peso.

    lettura filologica

    «Andare: zoppia; venire: cosa grossa»: l'intento sta nel dentro. «Giova avere udienza da chi ha autorità»: perché si segue chi ha rango.

    Glossa carattere per carattere
    zhìdove punta l'animo, l'intento che orienta — non il desiderioKunst
    guìchi ha rango e valore; il grafo porta 貝, la conchiglia-monetaSchuessler

    Ultimo posto, fuori dalla difficoltà per collocazione ma non per intenzione: la Piccola Immagine dice che l'animo è rivolto al dentro. Andare avanti azzoppa ancora, tornare porta qualcosa di grosso, ed è la sola riga del segno con un esito favorevole dichiarato. Poi ritorna la formula del giudizio: conviene farsi ricevere da chi conta. Chi è arrivato in fondo alla propria strada non chiude da solo. Rientra, e si mette dietro a chi ha peso.

    Quando muove. Il movimento qui è il rientro di chi potrebbe benissimo restare fuori. Hai la distanza per chiamarti fuori dalla faccenda, e la riga dice che vale la direzione opposta: tornare dove la difficoltà è ancora in corso, con quello che hai imparato standone al margine.

    Attenzione. Anche da qui, il posto più lontano dalla difficoltà, il testo ripete che andare avanti azzoppa. L'esito favorevole lo appende al rientro, non al passo successivo: l'udienza da cercare è un atto in più, non la condizione perché il ritorno valga.

I commentari antichi

Tuanzhuan 彖傳

蹇,難也,險在前也。見險而能止,知矣哉!蹇利西南,往得中也;不利東北,其道窮也。利見大人,往有功也。當位貞吉,以正邦也。蹇之時用大矣哉!

Il passo zoppo è la difficoltà: il precipizio sta davanti. Vedere il precipizio e sapersi fermare: qui sta l'intelligenza. Conviene il sudovest: chi va di là trova il centro. Non conviene il nordest: da quella parte la strada finisce. Conviene farsi ricevere da chi conta: andare, così, produce qualcosa. Ciascuno al posto che gli tocca, tieni la posizione: è propizio, perché è così che un paese si raddrizza. Grande è l'uso del tempo, quando il passo è zoppo.

lettura filologica

Zoppia è difficoltà: lo scosceso sta davanti. Vedere lo scosceso e sapersi arrestare — questo è sagacia. «Zoppia: giova il sudovest»: andando si ottiene il mezzo. «Non giova il nordest»: quella sua via si esaurisce. «Giova avere udienza da chi ha autorità»: andando c'è opera compiuta. Stare ai posti dovuti, presagio saldo: fausto, perché così si raddrizza il paese. Grande davvero è l'uso del tempo della zoppia.

Glossa carattere per carattere
xiǎnlo scosceso, il dirupo: qualità che i commentari assegnano al trigramma 坎, qui in alto e quindi davantiGao Heng
zhǐarrestarsi; il grafo è il piede fermo, ed è la qualità assegnata al trigramma 艮, qui in basso. Il 彖 fa combaciare i due trigrammi in una frase solaSchuessler
zhīscritto 知 «sapere», qui vale 智 «sagacia, discernimento»: prestito grafico corrente prima della differenziazione dei due caratteriBaxter-Sagart 2014
qióngarrivare in fondo ed essere senza sbocco; detto di una via, è il vicolo cieco, non la fatica
gōngl'opera portata a termine e il suo risultato — la parola del lavoro compiuto, non del merito moraleSchuessler
bāngil paese, il dominio politico; termine Zhou poi sostituito da 國 per tabù sul nome di Liu BangShaughnessy 2022
Il testo è ambiguo su
  • 見險: jiàn «vedere»
  • 見險: xiàn «far apparire»

Scelta: jiàn «vedere», e così anche nelle due occorrenze di 利見大人見險而能止 ha 險 come oggetto di percezione e 止 come reazione: la lettura xiàn produrrebbe un soggetto che mostra il dirupo, che nessun commento sostiene. Registrato in §G: tre occorrenze di 見 in questo esagramma, tutte jiàn.

Xugua 序卦

乖必有難,故受之以《蹇》。《蹇》者,難也。

Dove si va per strade opposte, la difficoltà arriva per forza: per questo dopo viene il passo zoppo. Il passo zoppo è la difficoltà.

lettura filologica

Chi diverge incontra per forza difficoltà: per questo [al segno precedente] segue 蹇. 蹇 è la difficoltà.

Glossa carattere per carattere
guāidivergere, andare ciascuno per la propria parte: è il verbo con cui il 序卦 rende il segno precedente, il 38 睽
necessariamente, non può che: segna una conseguenza obbligata, non una probabilità

Zagua 雜卦

《蹇》,難也。

Il passo zoppo: è la difficoltà.

lettura filologica

«Zoppia»: la difficoltà.

Glossa carattere per carattere
nánla prova ardua, ciò che si compie a caro prezzo; nel 雜卦 fa coppia con 緩 «allentarsi» detto del segno 40Gao Heng
Il testo è ambiguo su
  • 難, forma tradizionale
  • 难, forma semplificata come restituita dalla fonte

Scelta: forma tradizionale 難, per uniformità grafica con il 彖 dello stesso esagrammaIl 雜卦 è stato acquisito da ctext.org in caratteri semplificati, con istruzione esplicita di conversione a valle registrata in fonte/_sequenze.json. Il 彖 di questo stesso esagramma scrive 難 e il 序卦 lo scrive due volte: lasciare 难 nel solo 雜卦 produrrebbe due grafie della stessa parola dentro un unico file.

Segni collegati

Provenienza del testo

Fonte cinese:
https://zh.wikisource.org/wiki/周易/蹇 (PD-old + CC BY-SA), acquisita e verificata in fonte/39-jian.json
Collazionato con:
EEE-Learning 易經學習網 (www.eee-learning.com) — collazione doppia, unica divergenza la coppia grafica 修/脩 nel 大象; ctext.org — 序卦傳 e 雜卦傳, da fonte/_sequenze.json
Apparato:
Kunst, The Original Yijing (1985); Shaughnessy, The Origin and Early Development of the Zhou Changes (Brill 2022, OA); Gao Heng, Zhouyi gujing jinzhu; Schuessler, ABC Etymological Dictionary of Old Chinese; Baxter-Sagart 2014

Note di edizione

  • RESA CHE GOVERNA LO STRATO (§K) — E PERCHÉ RESTA QUI. La coppia 往…來… compare in quattro righe su sei (初六, 九三, 六四, 上六) e la sua resa regge il PUB di quelle quattro. La regola di controllo di §K si attiva però «se il PUB di un esagramma ripete la stessa struttura sintattica su TUTTE E SEI le linee»: qui non accade, perché 六二 e 九五 non portano la coppia e nel PUB hanno struttura propria. La resa è quindi dichiarata qui come scelta di edizione locale, che è il posto previsto finché la soglia di §K non è raggiunta; il critico ha letto la nota come registrazione «nel posto sbagliato», e su questo il rilievo si respinge. Resta invece vero — e va sul tavolo del revisore — che 往 ricorre in decine di righe del libro: se la coppia va fissata come vincolo di edizione oltre questo esagramma, la riga va aggiunta alla tabella §K con approvazione, e non è atto che il passo di rifinitura possa compiere su un lessico chiuso e vincolante dal 14/08. Fissato: 往 = «farsi avanti» (movimento verso l'esterno e verso l'alto della figura), 來 = «tornare, rientrare» (movimento verso il dentro). Il LIT tiene la forma telegrafica dell'oracolo — «Andare: zoppia. Venire: X» — modellata sulle formule 往吉 / 往吝 di §D1; il PUB scioglie 蹇 in verbo («azzoppa») per non ripetere quattro volte un nominale. Prova interna della direzione: le Piccole Immagini di 九三 e 上六 motivano il 來 con 內 «il dentro» (內喜之也, 志在內也). Conseguenza accettata: quattro righe del PUB aprono con la stessa clausola, e la ripetizione è del testo, non della traduzione.
  • NOME — TITOLO CAMBIATO IN RIFINITURA. 蹇 porta 足 «piede» e nomina l'andatura, non l'ostacolo; le rese correnti («L'Impedimento», «L'Ostacolo») traducono il commento 蹇,難也 del 彖, cioè l'interpretazione, e capovolgono il soggetto, dal camminatore alla cosa sul sentiero. La bozza titolava «La Zoppia» e teneva «Il Passo Zoppo» in variante; i due campi sono stati scambiati, per due ragioni cumulative. Prima, coerenza interna: «zoppia» è la parola dello strato letterale e lo strato pubblico non la adopera mai — giudizio, 大象, 彖, 序卦 e 雜卦 dicono tutti «il passo zoppo», le righe lo rendono con «azzoppa», e il commentario si aggancia al PUB; l'unica occorrenza di «zoppia» nel PUB era il rientro nel lessico LIT del 小象 di 九五, corretto in questa passata. Seconda, riserva di leggibilità §H: in italiano corrente «zoppia» è voce prevalentemente clinico-veterinaria, ed è lo stesso caso del 41 «Il Prelievo», dove la resa concreta è scesa in nota. «Il Passo Zoppo» non perde nulla del grafo — tiene il piede e il camminare — e la forma nome+aggettivo è già di casa nell'edizione (63 «Il Guado Compiuto», 38 «Lo Sguardo Divergente»). Il critico riteneva la scelta non compiibile in rifinitura: si dissente, perché §H è regola approvata e il file portava già la variante; la sostituzione è reversibile con lo scambio dei due campi. Il carattere non compare nel nome di nessun altro esagramma, quindi la regola delle coppie non si applica; la coppia strutturale 39/40 (蹇/解, rovesciati l'uno dell'altro) non condivide caratteri e non vincola il sostantivo.
  • DOPPIO STRATO SU 六二 E SUL 小象 DI 九五 — RIFATTO. Nella bozza LIT e PUB del 六二 erano la stessa frase con sinonimi («arranca e arranca» / «avanza a fatica su fatica»), cioè il difetto che §CRITICO 5 nomina per esteso: il doppio strato non faceva lavoro. Rifatta la coppia sulla differenza grammaticale e non lessicale. Il LIT prende la forma telegraficamente nominale già usata nelle altre cinque righe («Andare: zoppia. Venire: X») e il calco di 匪…之故 con la copula di 非 conservata: «Il servitore del re: zoppia e zoppia. Non è per motivo della propria persona.» Il PUB scioglie in frase verbale con soggetto relativo e mette 匪躬之故 in forma scissa: «Chi serve il re arranca, e arranca ancora: non è un interesse suo a mandarlo avanti.» Stessa operazione sulla citazione dei due 小象 interessati. Sul solo 无尤 il rilievo si respinge in parte: «alla fine, nessun biasimo» (LIT, nominale assoluto) e «alla fine nessuno avrà da biasimarlo» (PUB, verbale con agente) non sono sinonimi ma due grammatiche, ed è la distinzione da 无咎 che la nota su 尤 documenta; lì il difetto stava tutto nella metà citata del 爻辭, ed è quella che è stata rifatta. Nel 小象 di 九五 il PUB rientrava inoltre nel lessico LIT con «Grande zoppia», parola che il PUB non usa in nessun altro punto del file: ora riprende la resa che il PUB ha appena dato al 爻辭, «il passo è zoppo per davvero».
  • 德 NEL PUB. La bozza rendeva 修德 con «rimette in ordine ciò che porta», perifrasi scelta per non moralizzare 德 in «virtù» ma opaca proprio nello strato che deve essere utilizzabile: in italiano corrente «ciò che porta» si legge come il bagaglio. Adottato «la propria efficacia», che dice la capacità di produrre risultato senza passare dalla virtù ed è il senso che la glossa dichiara («la potenza efficace»). Il LIT tiene «la propria potenza». La declinazione interiorita è stata riscritta di conseguenza e ora porta il solo 反身修德, senza ripetere la frase sull'agency che apre il commentario.
  • PRESTITI GRAFICI (§I), tre casi, tutti trattati stratificando e mai per resa. 匪 in 六二 vale 非: prestito largamente attestato, adottato su entrambi gli strati con il carattere scritto conservato in zh e dichiarato in glossa e in ambiguita. 反 in 九三 è letto anche 返: differenza minima, registrata perché la Grande Immagine usa 反 in 反身 e il lettore deve vedere che è la stessa parola. 知 nel 彖 vale 智 «sagacia»: prestito anteriore alla differenziazione dei due caratteri. In nessuno dei tre casi il prestito è stato adottato perché suona meglio.
  • 六四, 連. Adottato «congiungersi, stare in fila» (dal grafo: i carri attaccati) contro la lettura che assimila 連 a 蹇 e ne fa un secondo termine di stento. Motivo interno: la Piccola Immagine motiva con 當位實 «al posto dovuto, e piena», che è nota di solidità e non di fatica; e la lettura per stento renderebbe 來連 indistinguibile da 往蹇, cancellando l'opposizione che regge tutte e quattro le righe della coppia. Esposta in ambiguita.
  • REGISTRO §G — 見. Tre occorrenze in questo esagramma, tutte jiàn e nessuna xiàn: 利見大人 nel 卦辭, 見險 e 利見大人 nel 彖, 利見大人 in 上六. Il caso da decidere era 見險而能止, dove xiàn «far apparire» produrrebbe un soggetto che mostra il dirupo: scartato perché 險 è oggetto di percezione e 止 è la reazione. Le tre occorrenze di 利見大人 si citano da §D2 senza ritradurre.
  • AGENCY. Il segno distingue con precisione, e il commentario segue la distinzione senza spostarla. Ciò che viene da fuori: 險在前 «il dirupo sta davanti» — il 彖 lo colloca nel terreno, non nella condotta di chi legge, e nessuna delle sei righe rimprovera a chi consulta di esserci arrivato. Ciò che dipende da chi legge: 見險而能止 «vedere e sapersi fermare», la scelta di direzione del 卦辭, e soprattutto la Grande Immagine 反身修德, dove 反 è esplicitamente riflessivo. Il commentario attribuisce quindi il dirupo al terreno e la risposta a chi cammina, e non usa mai la formula «non dipende da te», che qui sarebbe metà vera e metà falsa. Nessuna occorrenza di 災 né di 眚: non c'è nulla che precipiti addosso, e il testo non lo lascia intendere. In rifinitura è caduta l'unica infrazione a questa regola: il quando_muove del 初六 diceva che «la spinta a partire è arrivata prima di te», che è la formula dell'origine esterna in variante temporale, e 往蹇,來譽 con 宜待也 non dice nulla su chi abbia prodotto la fretta. La fretta è ora ancorata al posto nella figura — si è lontani dal passaggio e si scambia la distanza per ritardo — senza darle provenienza.
  • TRE PEZZI RIFATTI DA CAPO IN RIFINITURA, non ritoccati. (1) dove_sbaglia sosteneva che «il testo non dice mai di stare fermo»: è falso, e smentito due volte dallo stesso file, perché il 彖 dice 見險而能止,知矣哉 e chiama sagacia l'arresto, e il 小象 del 初六 dice 宜待也. Il blocco ora distingue l'arresto scelto, che il testo prescrive e loda, dall'immobilità come condizione stabile, che è il fraintendimento vero. (2) immagine_viva collocava l'acqua «a mezza costa» come pozza scivolosa: contraddiceva il 上 di 山上有水 che il file traduce due campi più su, e abbassava 坎 da 險在前 «il dirupo davanti» a una questione di aderenza. L'acqua è tornata in cima e lo scosceso è tornato un vuoto che si apre, non una superficie. (3) declinazioni.decisione presentava «due strade che portano allo stesso punto» e sceglieva «quella piana e più lunga»: il 卦辭 dice 不利東北 e il 彖 motiva con 其道窮也, cioè vicolo cieco, mentre l'altra direzione dà 往得中也. Le due vie non si equivalgono e la lunghezza non è nel testo: la declinazione ora porta l'asimmetria del 彖 e ha perso il dato inventato. Corretti inoltre due conteggi: l'apertura diceva che la scelta di direzione torna «sei volte» e sono quattro (六二 e 九五 non la pongono), e la dinamica attribuiva a entrambe le centrali la compagnia, che è solo di 大蹇朋來 — al 六二 la fatica cambia titolare (匪躬之故), non numero. Nel 上六 l'ammonimento è stato riportato su 往蹇: il 吉 è appeso a 來碩 e sta prima del punto e virgola, quindi 利見大人 è atto in più e non condizione di validità dell'abbondanza, come la bozza lasciava intendere. Nel 初六 è caduto «nessuno ti sta ancora guardando», che toglieva il soggetto a 譽, lode pronunciata da altri.
  • attenzione = null su 六二. È l'unica delle sei righe priva di ammonimento sia nel 爻辭 sia nel 小象: 王臣蹇蹇 descrive, 匪躬之故 discolpa, 終无尤也 assolve. L'unico avvertimento estraibile sarebbe un precetto sul non agire nel proprio interesse, che il testo non formula e che andrebbe inventato. Le altre cinque righe portano un ammonimento reale: quattro contengono 往蹇, e 九五 dice che i compagni arrivano senza dire che la zoppia finisce.
  • 无尤 nel 小象 di 六二 non è 无咎 e non si rende con la formula di §C1: 尤 è il biasimo imputato da altri, 咎 è l'addebito che l'oracolo non muove. Reso «nessun biasimo» / «nessuno avrà da biasimarlo», con la distinzione registrata in glossa. Appiattire i due termini avrebbe fatto comparire una formula oracolare dove il testo ha una parola comune.
  • PUNTEGGIATURA (§J). Il file di fonte segnala che il fetch ha restituito punteggiatura a mezza larghezza e che la sola punteggiatura non è garantita fedele. Conservata la segmentazione ricevuta, uniformati i segni alla forma piena (,;。) come nel resto dell'edizione: è normalizzazione grafica, non risegmentazione. Nessuna segmentazione contesa in questo esagramma: le sei righe sono brevissime e il 彖 è scandito dalle citazioni del 卦辭 che commenta. Il 雜卦 è stato acquisito in caratteri semplificati con istruzione di conversione a valle: 难 convertito in 難, coerente con le tre occorrenze del carattere nel 序卦 e nel 彖 di questo stesso file, e registrato in ambiguita sull'unità.
  • VARIANTE 修/脩 nel 大象 (君子以反身修德 / 君子以反身脩德), registrata dalla collazione doppia del file di fonte come grafica e senza divergenza di sostanza. Non riportabile nel campo varianti dell'unità, il cui enum ammette solo testimoni manoscritti e Ruan Yuan / Zhouyi Yinde: resta qui e nella glossa di 修. Adottata la lezione Wikisource 修, che è anche la forma corrente.
  • 西南 / 東北 tradotti come direzioni, senza importare nel testo la corrispondenza con i trigrammi del bagua del Cielo posteriore (sudovest = 坤, nordest = 艮), che è schema posteriore al Zhouyi. La convergenza è però reale — a sudovest si va in piano, a nordest si sale, e 艮 il monte è effettivamente il trigramma inferiore di questa figura — ed è usata nel commentario come immagine concreta del terreno, che è il modo in cui il segno la rende utilizzabile. Dichiarata in ambiguita sul 卦辭.
  • Controllo di divergenza eseguito su: perseveranza, uomo superiore, uomo nobile, il nobile, uomo inferiore, grande uomo, il creativo, il ricettivo, attraversare la grande acqua, la grande acqua, senza macchia, sublime, tracotante, il conflitto, l'esercito, la solidarietà, e sulle rese correnti del titolo (l'impedimento, l'ostacolo, l'intralcio), confinate in noto_anche_come. Nessuna occorrenza nei campi pubblicabili.
  • FREEZE CORPUS v1.0 — 04/09/2026. Lessico portato a v1.2 (cancello S3 in blocco: NOTE-LESSICO.md). Nessuna patch di testo in questo file. Stato: approvato (le questioni §K/§H che tenevano in_revisione sono ratificate in blocco).
  • Versione del lessico formulare: LESSICO-FORMULARE.md v1.2 (04/09/2026).