Esagramma 48
Il Pozzo
井 · Jǐng · La Vera
Vento sotto, Acqua sopra
Il segno
C'è una cosa, in questo segno, che non si sposta. Le case si rifanno altrove, chi ci abita cambia, il nome del luogo cambia: il pozzo resta dov'è e dà la stessa acqua a chi arriva e a chi se ne va. Non si consuma e non si arricchisce. Poi il giudizio si volta: la brocca arriva a un palmo dall'orlo e si sfascia, e la sentenza è avversa. Quello che non finisce mai si perde lì, sull'ultimo tratto, per mano di chi stava tirando.
Un pozzo è un buco stretto, un rivestimento di mattoni, una fune, un recipiente di terracotta. Nessuno di questi pezzi produce acqua: la vena c'era prima e continuerà dopo. Tutto il lavoro umano serve a far salire una cosa che sta sotto e da sola non sale. È lavoro che non finisce: il fondo si intorbida, la parete va rimurata, la giara si logora e cola, e la brocca si sfascia a un palmo dall'orlo. Il segno percorre questi guasti uno per uno, dal fango del fondo fino all'imboccatura, e sull'ultimo gradino smette di parlare di riparazioni. Dice una cosa sola, e non è di aggiustare: è di non mettere il coperchio.
Perché questo nome
井 è il pozzo scavato, e il grafo ne disegna la struttura vista dall'alto: il telaio di legno che inquadra l'imboccatura, quattro tratti incrociati con il vuoto al centro. Lo stesso disegno dà il nome al 井田, la ripartizione a scacchiera dei campi, ma nel Zhouyi il carattere non ha mai quel valore: in tutte le sue occorrenze — 改井, 舊井, 井泥, 井谷, 井渫, 井甃, 井洌, 井收 — è l'oggetto materiale, con il suo fondo, la sua parete, la sua acqua e la sua fune. «Il Pozzo» è quindi la resa concreta richiesta da §H, e la sua coincidenza con la resa corrente è inevitabile allo stesso modo di 需 «L'Attesa»: la lingua italiana ha una parola sola per questa cosa, e sceglierne un'altra significherebbe nominare l'interpretazione invece dell'oggetto. Scartata «La Vera», che è propriamente il parapetto di pietra dell'imboccatura e traduce il grafo meglio della parola: nomina la parte per il tutto ed è oscura fuori dal lessico dei lapicidi. La regola delle coppie di §H non morde: nessun altro segno porta 井 nel nome, e il legame con il 47 困 passa per la figura capovolta e per la voce condivisa del 雜卦, non per un carattere in comune.
Noto anche come: Il Pozzo d'acqua, La Fonte, Il Pozzo comune, The Well, Ching, Jing.
Come si legge
Legno sotto, acqua sopra: il recipiente scende e l'acqua sale. È uno dei rari segni che si lascia leggere come la sezione verticale di un oggetto. Al primo posto il fondo con il suo deposito, al secondo l'incavo laterale da cui l'acqua sfugge invece di salire, al terzo la colonna già spurgata che nessuno viene a prendere, al quarto la parete da rimurare, al quinto la vena fredda che alimenta tutto, in cima la bocca. Le linee piene sono tre e stanno dove c'è acqua; le due centrali, il duro nel mezzo di cui parla il Tuan, reggono la stabilità dell'insieme, e la terza è il nove al terzo, dove l'acqua è già pulita e nessuno la beve. Le tre cedevoli sono la parte costruita: il fondo, il muro, l'orlo. L'acqua senza il manufatto non arriva a nessuno; il manufatto senza la vena è una buca.
Il responso
Giudizio 卦辭
井,改邑不改井,无喪无得,往來井井。汔至,亦未繘井,羸其瓶,凶。
Il pozzo. L'abitato lo si rifà altrove, il pozzo no. Non cala e non cresce. Chi arriva e chi parte attinge sempre da lì. Si è quasi in cima, e la fune non è ancora uscita dal pozzo: la brocca si spezza. È avverso.
Il pozzo. Si muta l'abitato, non si muta il pozzo. Nessuna perdita, nessun guadagno. Chi va e chi viene [attinge] al pozzo, al pozzo. Quasi arrivati, e ancora non si è tirata la fune fuori dal pozzo: si sfascia la brocca. Infausto.
Glossa carattere per carattere
| 井 | jǐng | il pozzo scavato; il grafo raffigura il telaio di legno che inquadra l'imboccatura, quattro tratti incrociati intorno a un vuoto | Schuessler |
| 改 | gǎi | mutare, rifare da capo; detto di un insediamento vale spostarlo e ricostruirlo, non ripararlo | |
| 邑 | yì | l'abitato cinto di mura, l'unità di popolamento; non la città in senso amministrativo tardo | Kunst |
| 喪 | sàng | perdere, subire una perdita; nel lessico oracolare è la voce che si oppone a 得 | |
| 得 | dé | ottenere, guadagnare; qui il termine positivo della coppia contabile con 喪 | |
| 往來 | wǎng lái | andare e venire; il flusso di chi passa, non un movimento del soggetto che consulta | Gao Heng |
| 汔 | qì | quasi, sul punto di; il grafo porta però il radicale dell'acqua ed è imparentato con 涸 «prosciugarsi» | Schuessler |
| 至 | zhì | arrivare, giungere a destinazione; qui il secchio che raggiunge l'orlo | |
| 繘 | jú | la fune del pozzo, e come verbo tirarla su; parola rara, attestata quasi solo in questo luogo | Gao Heng |
| 羸 | léi | fiaccare, ridurre a mal partito; detto di un recipiente vale sfasciarsi | Schuessler |
| 瓶 | píng | la brocca di terracotta con cui si attinge, calata a fune dall'orlo | |
| 凶 | xiōng | infausto; l'esito negativo del prognostico | Kunst |
Il testo è ambiguo su 井井
- reduplicazione dell'oggetto: chi va e chi viene attinge al pozzo, al pozzo
- 井井 come locuzione avverbiale «in perfetto ordine», attestata in Xunzi
Scelta: la reduplicazione dell'oggetto, su entrambi gli strati; il LIT tiene la ripetizione, il PUB la rende con «sempre da lì» — Il valore avverbiale di 井井 è attestato in testi di quattro o cinque secoli posteriori e presuppone la metafora della ripartizione a scacchiera dei campi, che il Zhouyi non usa mai. La lettura come oggetto ripetuto è per di più quella che il resto del giudizio richiede: la frase precedente parla di un pozzo che non si sposta, questa dice che tutti fanno capo a quello.
Il testo è ambiguo su 汔
- «quasi, sul punto di»: il secchio è quasi all'orlo
- «prosciugarsi», per parentela con 涸: il pozzo è quasi asciutto
Scelta: «quasi», su entrambi gli strati — La seconda lettura è morfologicamente possibile ma rompe la sequenza: 汔至 è seguito da 亦未繘井, che descrive un'operazione di sollevamento interrotta, non un livello d'acqua. Il 彖 conferma leggendo la clausola come mancato compimento dell'opera (未有功也), non come esaurimento della vena.
Il testo è ambiguo su 羸
- léi «fiaccare, sfasciare»: la brocca si rompe
- prestito per 纍 «legare, impigliare»: la brocca resta impigliata
Scelta: «si sfascia / si spezza», su entrambi gli strati — §I ammette il prestito nel PUB solo se largamente attestato dall'apparato, e qui non lo è: 纍 è congettura moderna sostenuta dalla plausibilità della scena, non dalla trasmissione. Il carattere scritto vale su entrambi gli strati. La differenza pratica non è piccola — una brocca impigliata si recupera, una rotta no — e il 彖 sceglie l'irreparabile chiudendo con 是以凶. Il verbo del LIT è «si sfascia» e non «si fiacca»: in italiano si fiaccano le forze e i corpi, non la terracotta, e il calco del carattere attenuerebbe la rottura che la glossa dichiara.
Grande Immagine 大象
木上有水,井,君子以勞民勸相。
Sopra il legno sta l'acqua: è il pozzo. Chi vale, guardandolo, dà sollievo alla gente e la spinge ad aiutarsi fra sé.
Sopra il legno c'è l'acqua: il pozzo. Il signore, da questo, dà ristoro al popolo e lo esorta a soccorrersi.
Glossa carattere per carattere
| 木 | mù | il legno, e qui l'armatura di legno del pozzo: il telaio che inquadra l'imboccatura e la stanga con cui si cala e si tira su; i due recipienti che il segno nomina, 瓶 e 甕, sono invece di terracotta | |
| 勞 | lào | dare ristoro, rifocillare chi ha faticato; con lettura láo lo stesso grafo vale «far faticare» | Gao Heng |
| 民 | mín | il popolo, l'insieme di chi non ha rango; è il gruppo che al pozzo attinge | Kunst |
| 勸 | quàn | esortare, spingere a fare; non costringere | |
| 相 | xiāng | vicendevolmente, l'uno l'altro; con lettura xiàng vale «assistere, dare aiuto» | Schuessler |
Il testo è ambiguo su 勞
- lào «dare ristoro al popolo»
- láo «mettere il popolo al lavoro»
Scelta: «dare ristoro», su entrambi gli strati — Le due letture sono entrambe grammaticali e ribaltano il senso della frase. Decide l'immagine del segno, che il 彖 dichiara: 井養而不窮, il pozzo nutre e non si esaurisce. Un segno costruito sul dare da bere non chiede al signore di far faticare chi ha sete. La lettura «far faticare» resta registrata perché è quella che 勞 porta nell'uso corrente e chi rilavora il file la incontrerà per prima.
Il testo è ambiguo su 君子
- il membro della casa nobiliare (senso Zhou, sociale)
- la persona compiuta (senso confuciano, etico)
Scelta: doppio binario §B: LIT sociale, PUB ricevuto — Qui il binario sociale ha un peso in più del solito: il soggetto della frase compare accanto a 民, e la coppia 君子/民 nel Zhouyi è una distinzione di rango prima che di merito. Il LIT tiene «il signore» proprio perché la frase descrive chi ha i mezzi per far scavare e mantenere un pozzo pubblico.
Cosa chiede
Manutenzione, la meno spettacolare delle azioni. Spurgare, murare, calare la brocca e tirarla su: nessuno di questi gesti produce niente di nuovo, tutti tengono disponibile ciò che c'era già. Poi ti chiede di accettare una divisione. Che il pozzo sia in ordine dipende da te. Che qualcuno venga ad attingere no: al terzo posto il testo non dice di insistere, dice che manca un occhio che veda. Fra le due cose ce n'è una terza, e la Grande Immagine la mette in mano a chi legge: dare sollievo alla gente e spingerla ad aiutarsi fra sé. Non puoi far venire nessuno al pozzo, ma puoi fare in modo che chi ci arriva non ci arrivi da solo. E in cima chiede di non chiudere l'accesso proprio quando l'acqua è buona.
Dove si sbaglia. Lo si legge come il segno delle risorse interiori inesauribili. La vena inesauribile il testo la dichiara — il Tuan apre dicendo che il pozzo nutre e non si consuma — ma non ne fa mai il luogo del guasto: quello che cede è sempre il resto. Fango sul fondo, giara sfondata che cola, brocca sfasciata a un palmo dall'orlo. L'errore opposto è più raffinato: credere che, avendo fatto il lavoro, l'uso venga da sé. Il terzo posto sta lì per dire che non viene.
Nelle diverse aree
- Lavoro
- Sei una risorsa che funziona e che nessuno sta usando bene, oppure la stai usando tu su bersagli troppo piccoli. Le due diagnosi hanno rimedi diversi: la prima chiede visibilità, la seconda chiede di alzare la mira.
- Relazioni
- Un legame che si mantiene con gesti poco visibili e si guasta per abbandono, non per litigi. Il fango sul fondo è quello che si deposita quando per mesi nessuno cala più niente.
- Decisione
- La domanda non è se la fonte c'è. È se la tua attrezzatura regge fino all'ultimo tratto: il danno peggiore di questo segno non sta sul fondo, sta a un palmo dal bordo, ed è l'unico che il testo chiami avverso.
- Interiorità
- Quello che ti nutre non lo hai fabbricato tu e non si esaurisce con l'uso. Ma va raggiunto ogni volta, e l'unica parte che si logora è il modo in cui ci arrivi.
Questo segno è uscito nella tua interrogazione?
La pagina spiega il segno in sé. Il consulto parte dal tuo quesito e dalle linee che il tiro ha mosso.
Interroga l'oracoloLe sei linee
Dal basso verso l'alto. Una linea si legge solo quando il tiro la indica mutevole.
prima linea初六
Testo
井泥不食,舊井无禽。
Sul fondo del pozzo c'è fango, e non se ne beve. È un pozzo abbandonato: non ci si prende più nulla.
lettura filologicaIl pozzo è melma: non se ne beve. Pozzo vecchio: nessuna preda.
Glossa carattere per carattere
泥 ní il fango, il limo che si deposita; qui predicato del pozzo, non suo complemento 食 shí consumare come alimento; detto dell'acqua vale bere Kunst 舊 jiù vecchio, di lunga data; detto di un impianto vale in disuso 禽 qín l'animale catturato, la preda; nel Zhouyi è termine di caccia, non nome generico degli uccelli Shaughnessy 2022 Il testo è ambiguo su 禽
- la preda di caccia: al pozzo vecchio non si prende più niente
- gli uccelli e gli animali che al pozzo si abbeveravano: non ci vengono più
Scelta: la preda su entrambi gli strati, con la seconda lettura tenuta viva nel commentario — 禽 ha nel Zhouyi quattro occorrenze e tre stanno in formule di caccia: 田有禽 al 六五 del 7 師, 失前禽 al 九五 dell'8 比, 田无禽 al 九四 del 32 恆. 无禽 è la clausola di caccia vuota, e 田有禽 ne è il contrario formulare esatto. La lettura degli animali che disertano il pozzo è più suggestiva e priva di riscontro formulare: non si adotta nel testo, e il commentario può usarla come immagine solo perché il 小象 la sostiene con 時舍, il tempo che mette da parte.
Piccola Immagine 小象
井泥不食,下也。舊井无禽,時舍也。
Fango nel pozzo e nessuno che beva: è al piano più basso. Pozzo vecchio e niente da prendere: è il tempo che l'ha messo da parte.
lettura filologica«Il pozzo è melma, non se ne beve»: sta in basso. «Pozzo vecchio, nessuna preda»: il tempo lo ha lasciato.
Glossa carattere per carattere
舍 shě lasciare, deporre, mettere da parte; con lettura shè vale «la dimora, la sosta» Schuessler Il fondo. Non acqua torbida: fango, e sopra il fango nessuno che si fermi. La piccola Immagine dà due ragioni distinte e non le confonde. La prima è la posizione: sta in basso, e in basso si deposita tutto ciò che scende. La seconda è il tempo: il pozzo è vecchio, e il tempo l'ha messo da parte. Un pozzo abbandonato non ha commesso nulla. Ha soltanto smesso di trovarsi sulla strada di qualcuno.
Quando muove. Qualcosa che una volta serviva ha smesso di servire, e la linea non chiede di rianimarlo. Chiede di riconoscere che il deposito è il risultato di anni di non uso, e che a questa profondità non c'è ancora niente da tirare su.
Attenzione. Non confondere il fango con la vena. Il fondo sporco non dice nulla sull'acqua che sta sotto: dice che da tempo nessuno cala più la brocca.
seconda linea九二
Testo
井谷射鮒,甕敝漏。
Nella conca del pozzo si va a colpire i pesciolini, e la giara è sfondata e cola.
lettura filologicaDall'incavo del pozzo si tira ai pesciolini. La giara è logora e perde.
Glossa carattere per carattere
谷 gǔ la valle, la gola fra due pendii; detto di un pozzo è l'incavo laterale da cui l'acqua trapela Schuessler 射 shè scagliare la freccia, colpire da lontano; l'atto è di caccia, non di pesca Kunst 鮒 fù pesce minuto d'acqua ferma, carassio o ghiozzo; una tradizione esegetica antica lo glossa invece come rospo Gao Heng 甕 wèng la giara panciuta di terracotta, recipiente da conserva prestato all'attingere 敝 bì consumato dall'uso, sdrucito; il grafo vale in origine di stoffa logora Schuessler 漏 lòu colare, lasciar sfuggire il liquido da una falla Il testo è ambiguo su 鮒
- il pesciolino d'acqua ferma
- il rospo, secondo una glossa antica
Scelta: il pesciolino, su entrambi gli strati — Il grafo porta il radicale del pesce e la glossa che vi legge un anfibio serve a spiegare come una simile creatura stia in un pozzo, cioè risolve un problema di verosimiglianza che il testo non pone. La scelta cambia poco al senso — in entrambi i casi si tratta di bersagli minimi in un luogo destinato ad altro — e si tiene il valore del grafo.
Il testo è ambiguo su 井谷射鮒
- qualcuno tira ai pesciolini nell'incavo del pozzo: la scena è di spreco
- l'acqua della vena schizza verso i pesciolini invece di salire, leggendo 射 come sgorgare
Scelta: la scena venatoria, con soggetto umano sottinteso — 射 come «sgorgare» non è attestato nel Zhouyi, dove il carattere è sempre il tiro con l'arco. La seconda lettura è però nata da un'osservazione giusta, che il commentario raccoglie: la riga descrive un movimento dell'acqua verso il basso e verso il lato, cioè il contrario di quanto il 彖 chiede al segno (上水, far salire l'acqua).
Piccola Immagine 小象
井谷射鮒,无與也。
Si tira ai pesciolini nella conca del pozzo: nessuno prende parte a quello che fa.
lettura filologica«Dall'incavo del pozzo si tira ai pesciolini»: non ha nessuno con sé.
Glossa carattere per carattere
與 yǔ stare con, fare parte insieme; qui il compagno o il sostegno che manca L'acqua c'è, ma esce di lato, in una conca dove nuotano pesci minuti, e il recipiente che dovrebbe raccoglierla è logoro e cola. Due sprechi nello stesso verso: la vena si disperde verso il basso invece di salire, e ciò che dovrebbe contenerla non tiene. La piccola Immagine aggiunge la causa in tre caratteri, e non riguarda l'attrezzatura: non c'è nessuno accanto. Forza vera, impiegata su cose piccolissime per mancanza di chi la chiami più in alto.
Quando muove. Hai qualcosa che funziona e lo stai spendendo su bersagli minuscoli. La linea che si muove mostra dove finisce l'energia: non in un errore clamoroso, ma in una perdita continua che nessuno registra, perché è lenta e sembra normale.
Attenzione. Il recipiente bucato è la parte riparabile del problema. L'assenza di qualcuno che ti chiami più in su non lo è, e non si risolve tirando meglio.
terza linea九三
Testo
井渫不食,為我心惻。可用汲,王明並受其福。
Il pozzo è stato ripulito e nessuno ne beve: è cosa che ferisce il cuore. Ci si può attingere. Se il re ci vede chiaro, quel bene tocca a tutti insieme.
lettura filologicaIl pozzo è spurgato e non se ne beve: il mio cuore ne è trafitto. Si può impiegare per attingere. [Se] il re è chiaroveggente, insieme se ne riceve la benedizione.
Glossa carattere per carattere
渫 xiè spurgare, levare il deposito dal fondo; l'operazione periodica che rimette in servizio un pozzo Gao Heng 為 wèi a causa di, per questo; regge la clausola che segue come sua ragione 惻 cè dolersi, sentire una fitta; il cuore che si stringe davanti a ciò che non dovrebbe accadere Schuessler 汲 jí attingere calando il recipiente a fune; verbo tecnico del pozzo 明 míng che vede chiaro, dotato di discernimento; qualità dello sguardo, non della condotta Kunst 並 bìng insieme, tutti quanti a un tempo; segnala che il beneficio non è di uno solo 福 fú la fortuna che discende dal rito compiuto bene; benedizione, non buona sorte generica Shaughnessy 2022 Il testo è ambiguo su 為我心惻
- «per questo il mio cuore si duole»: 為 causale, il divinatore parla in prima persona
- «fa dolere il mio cuore»: 為 verbale, con la scena come soggetto
Scelta: la causale nel LIT, l'impersonale nel PUB — Le due letture non cambiano il fatto ma cambiano chi lo dice. Il 我 è una delle rare prime persone del Zhouyi e il LIT la conserva, perché è un dato del testo. Il PUB la scioglie in impersonale: mantenere «il mio cuore» in uno strato destinato a chi consulta produrrebbe un io senza referente, dato che il commentario si rivolge al lettore in seconda persona.
Il testo è ambiguo su 王明
- protasi: se il re vede chiaro, allora tutti ne hanno il bene
- constatazione: il re è chiaroveggente, e insieme se ne riceve il bene
Scelta: la protasi, con il «se» fra quadre nel LIT — Il 小象 della riga scioglie il dubbio per conto proprio scrivendo 求王明, «si chiede che il re veda chiaro»: se lo si chiede, non è dato. La condizione è quindi nel testo e il commentario vi appoggia la propria lettura dell'agency di questa linea.
Piccola Immagine 小象
井渫不食,行惻也。求王明,受福也。
Pozzo ripulito e nessuno ne beve: chi passa lo sente. Si chiede un re che veda chiaro: allora il bene arriva.
lettura filologica«Il pozzo è spurgato e non se ne beve»: chi passa se ne duole. Si chiede che il re sia chiaroveggente: se ne riceve la benedizione.
Glossa carattere per carattere
行 xíng l'andare, e per estensione chi va: i viandanti che passano accanto al pozzo 求 qiú cercare, domandare; l'atto di chi non possiede ciò che gli serve Qui il lavoro è fatto. Il pozzo è stato spurgato, l'acqua è pulita, e nessuno beve. Il testo non nasconde quanto costi: nomina il cuore, e la piccola Immagine allarga il dispiacere a chi passa accanto. Poi cambia registro e diventa pratico: ci si può attingere. Manca solo un re che veda chiaro, e allora il bene non è di uno, è di tutti nello stesso momento.
Quando muove. È la posizione di chi ha già fatto la parte che gli spettava e attende un riconoscimento che dipende da un altro. La linea che si muove non consiglia di rifare il lavoro. Segnala che il pezzo mancante ha un nome preciso, ed è uno sguardo.
Attenzione. Spurgare di nuovo un pozzo già pulito è il modo più elegante di non guardare in faccia il fatto che il problema si è spostato altrove.
quarta linea六四
Testo
井甃无咎。
Al pozzo si rifà di mattoni la parete interna. Niente da rimproverarti.
lettura filologicaIl pozzo si riveste di mattoni. Nessun addebito.
Glossa carattere per carattere
甃 zhòu rivestire di mattoni la parete interna del pozzo, e il rivestimento stesso; il grafo porta il segno del laterizio Schuessler 无咎 wú jiù nessun addebito: la colpa e la sventura che ne deriva, che l'oracolo non muove Kunst Piccola Immagine 小象
井甃无咎,脩井也。
Al pozzo si mura la parete, niente da rimproverarti: lo si sta rimettendo in sesto.
lettura filologica«Il pozzo rivestito di mattoni, nessun addebito»: si rimette in sesto il pozzo.
Glossa carattere per carattere
脩 xiū rimettere in ordine, riparare; grafo intercambiabile con 修 nella trasmissione Si mura la parete. È l'unica riga in cui il lavoro non rende il pozzo utilizzabile: al terzo posto il pozzo spurgato è già buono da attingere e manca solo chi beva, qui il rivestimento di mattoni non aggiunge una goccia d'acqua e impedisce soltanto che la terra continui a franare dentro. Il testo non promette nulla in cambio: dice che non c'è niente da rimproverarti, che per un lavoro invisibile e senza risultato immediato è già una buona notizia.
Quando muove. Il momento della manutenzione, che chiede di sospendere il servizio invece di erogarlo. La linea indica un tratto in cui non produrre è la cosa produttiva, e in cui l'assenza di risultati visibili non è il sintomo di niente.
Attenzione. Un pozzo si mura mentre non lo si usa. Chi non accetta la sospensione continua ad attingere acqua torbida e chiama efficienza il non fermarsi mai.
quinta linea九五
Testo
井洌,寒泉食。
Il pozzo dà acqua chiara: c'è una vena fredda, e se ne beve.
lettura filologicaIl pozzo è limpido: della sorgente fredda si beve.
Glossa carattere per carattere
洌 liè limpido e puro, detto di acqua; non «gelido», che è il valore del quasi omografo 冽 Schuessler 寒 hán freddo; di un'acqua sorgiva è indizio che viene dal profondo 泉 quán la vena sorgiva, l'acqua che sgorga dal terreno; il grafo raffigura l'acqua che esce da una cavità Schuessler Piccola Immagine 小象
寒泉之食,中正也。
Si beve dalla vena fredda: la linea tiene il mezzo del trigramma di sopra, e la sua natura corrisponde al posto dispari che occupa.
lettura filologica«Della sorgente fredda si beve»: sta nel mezzo e al posto giusto.
Glossa carattere per carattere
中 zhōng il mezzo, la posizione centrale del trigramma; qui vale come dato di figura, non come virtù 正 zhèng diritto, a posto; della linea dice che la sua natura corrisponde alla parità del posto che occupa Acqua limpida e fredda, e finalmente qualcuno che beve. È il punto in cui la catena si chiude: la vena alimenta, il pozzo tiene, il recipiente risale, l'acqua serve a qualcuno. La piccola Immagine spiega l'esito senza attribuire meriti: la linea sta al centro e nel posto che le spetta. Il freddo non è un dettaglio decorativo. È il segno che l'acqua viene dal profondo e non dalla pioggia raccolta.
Quando muove. Il funzionamento pieno, che in questo segno non è una conquista improvvisa ma la conseguenza di manutenzioni fatte a tempo debito. La linea che si muove chiede soprattutto di accorgersi che la cosa sta funzionando, il che è meno ovvio di quanto sembri.
sesta linea上六
Testo
井收勿幕,有孚元吉。
Dal pozzo si attinge: non metterci sopra il coperchio. La fiducia c'è. È propizio alla radice.
lettura filologicaDal pozzo si tira su: non coprirlo. C'è fiducia. Fausto all'origine.
Glossa carattere per carattere
收 shōu raccogliere, tirare a sé ciò che si è prodotto; detto del pozzo è l'acqua che si porta su Gao Heng 勿 wù particella proibitiva; regge qui un verbo transitivo con l'oggetto sottinteso Kunst 幕 mù il telo teso, la copertura; come verbo, stendere un telo sopra qualcosa Schuessler 有孚 yǒu fú c'è fiducia; il termine è però il medesimo che altrove vale 俘, i prigionieri catturati Kunst 元吉 yuán jí fausto all'origine: il grado più pieno dell'esito favorevole Il testo è ambiguo su 孚
- «fiducia», lettura ricevuta
- 俘 «prigionieri di guerra», lettura filologica
Scelta: «fiducia» su entrambi gli strati, con la lettura 俘 annotata — §E impone di esporre la doppia lettura ovunque il carattere compaia. Qui però il contesto la decide più che altrove: la riga non ha nulla di militare e la clausola precedente è un ordine di non chiudere l'accesso a un bene comune. Un pozzo aperto e la fiducia fanno una scena sola; i prigionieri non ne fanno nessuna.
Il testo è ambiguo su 收
- verbo: si tira su l'acqua, si raccoglie il frutto del pozzo
- sostantivo: la ghiera, il bordo murato dell'imboccatura
Scelta: il verbo, su entrambi gli strati — La lettura come parte dell'edificio darebbe una serie tecnica compiuta — fondo, parete, ghiera — ed è tentante proprio per questo. Ma il 小象 chiude con 大成, il grande compimento, che è nozione di opera portata a termine e non di manufatto; e il segno ha già la sua riga di muratura al quarto posto. Il verbo tiene, e la lettura scartata resta qui.
Piccola Immagine 小象
元吉在上,大成也。
Propizio alla radice, e in cima: qui la cosa è compiuta per intero.
lettura filologica«Fausto all'origine» e in cima: è il grande compimento.
Glossa carattere per carattere
成 chéng portare a termine, riuscire a compimento; l'opera che sta in piedi da sé In cima si tira su l'acqua, e il testo dà un ordine solo: non stendere il telo sopra la bocca. Tutto il segno andava verso questo, e la conclusione non è un premio ma un gesto da compiere. È l'unica riga con un esito pieno, ed è legata a un pozzo che chiunque può usare. La piccola Immagine chiude con due caratteri, senza aggiungere altro: l'opera sta in piedi.
Quando muove. La linea si muove quando la cosa funziona e nasce la tentazione di regolarne l'accesso. Segnala che il compimento, in questo segno, non sta nel possesso della fonte ma nel numero di brocche che vi si calano dentro.
Attenzione. Un coperchio ha sempre una buona ragione: protegge, seleziona, evita gli sprechi. Su questo pozzo è la sola cosa che il testo vieti.
I commentari antichi
Tuanzhuan 彖傳
巽乎水而上水,井,井養而不窮也。改邑不改井,乃以剛中也。汔至亦未繘井,未有功也。羸其瓶,是以凶也。
Entra nell'acqua e la porta su: è il pozzo. Il pozzo nutre e non si consuma. «L'abitato lo si rifà altrove, il pozzo no»: perché la linea dura sta al centro. «Si è quasi in cima e la fune non è ancora fuori dal pozzo»: l'opera non è compiuta. «La brocca si spezza»: per questo è avverso.
Penetra nell'acqua e fa salire l'acqua: il pozzo. Il pozzo nutre e non si esaurisce. «Si muta l'abitato, non si muta il pozzo»: perché il duro sta nel mezzo. «Quasi arrivati, e ancora non si è tirata la fune fuori dal pozzo»: non c'è ancora opera compiuta. «Si sfascia la brocca»: per questo è infausto.
Glossa carattere per carattere
| 巽 | xùn | nome del trigramma inferiore, il legno e il vento; come verbo vale entrare, insinuarsi | Gao Heng |
| 養 | yǎng | nutrire, mantenere in vita provvedendo il necessario | |
| 窮 | qióng | arrivare al fondo, esaurirsi; detto di una risorsa è il finire | Schuessler |
| 剛 | gāng | duro; qualifica le linee piene, qui le due centrali del segno | |
| 功 | gōng | l'opera portata a termine e il merito che ne viene; non lo sforzo, che è 勞 | Schuessler |
Il testo è ambiguo su 剛中
- il nove al secondo posto, centrale nel trigramma inferiore
- il nove al quinto posto, centrale nel superiore
- entrambe le linee dure centrali insieme
Scelta: entrambe, senza scegliere: LIT e PUB dicono «il duro sta nel mezzo» al singolare come il cinese — Il 彖 non specifica e la tradizione esegetica si divide. Il cinese non porta il numero, e imporglielo in italiano significherebbe risolvere in silenzio una questione aperta. La struttura del segno sostiene per di più la lettura piena: le due linee piene centrali sono la colonna d'acqua e la vena, cioè proprio ciò che non cambia quando l'abitato si sposta.
Xugua 序卦
困乎上者必反下,故受之以《井》。
Chi in alto resta serrato finisce per tornare in basso: per questo dopo la Morsa viene il Pozzo.
Chi in alto è nell'angustia per forza torna in basso: perciò lo si riceve con 井.
Glossa carattere per carattere
| 困 | kùn | essere chiuso, non avere spazio di manovra; il grafo mostra un albero dentro un recinto. È il nome del segno precedente | Schuessler |
| 反 | fǎn | tornare indietro, capovolgersi; il trattato descrive anche il rovesciamento della figura |
Il testo è ambiguo su 困
- il verbo: chi si trova serrato, senza via
- il nome del segno 47, il cui titolo italiano è fissato: «L'Assedio»
Scelta: si traduce il verbo nel corpo della frase; il titolo del 47 compare nella sola clausola di catena del PUB — Il 序卦 lega ogni segno al precedente ripetendone la glossa, e qui 困 è insieme parola comune e nome proprio. Nel corpo della frase resta parola comune, perché lì il trattato la usa come verbo di chi sta in alto e non nomina un segno; il nome torna nella clausola che aggancia i due segni, dove il 47 fa lo stesso con il 46 («dopo la Salita viene l'Assedio»). Va inoltre tenuto che «strettezza» è riservata dal §C1 a 吝: usarla qui creerebbe una collisione fra due termini che il libro distingue, e per questo la parola comune è «angustia» nel LIT e «serrato» nel PUB.
Il testo è ambiguo su 反下
- chi è in difficoltà in alto ridiscende a cercare in basso
- la figura del 47 si capovolge e diventa il 48
Scelta: la prima nel testo, la seconda registrata qui — Le due letture sono simultanee e volute: il 序卦 gioca costantemente sul doppio senso fra la vicenda descritta e l'operazione grafica che porta da un segno al successivo. Il 48 è materialmente il 47 rovesciato, e l'acqua che nel 47 stava sotto qui sta sopra. Renderlo nel testo appesantirebbe; ometterlo del tutto perderebbe metà della frase.
Zagua 雜卦
《井》通而《困》相遇也。
Il Pozzo lascia passare; la Morsa è imbattersi in ciò che non lascia passare.
井 dà passaggio; 困 è imbattersi.
Glossa carattere per carattere
| 通 | tōng | passare da parte a parte, mettere in comunicazione; qui il canale che congiunge la vena e la superficie | Schuessler |
| 遇 | yù | imbattersi in qualcosa senza averlo cercato; l'incontro non programmato | Kunst |
Il testo è ambiguo su 相遇
- imbattersi in ciò che sbarra la strada: è la condizione del 47
- incontrarsi fra loro, detto delle persone che nel 47 si trovano strette insieme
Scelta: l'imbattersi, con l'ostacolo esplicitato nel solo PUB — Il 雜卦 procede per opposizioni secche e qui contrappone il passare al non passare: 通 e 遇 stanno in antitesi, e l'oggetto dell'incontro si ricava da quella. Il LIT lascia il verbo nudo come il cinese; il PUB scioglie, perché una frase di due parole senza oggetto in italiano non dice nulla. La resa di 通 evita di proposito la formula «la via è aperta», che §A riserva a 亨: qui il carattere è un altro e vale il passaggio materiale dell'acqua. La voce è una proposizione sola condivisa con il 47 e va scritta identica nei due file: questa è la forma che si propone come voce unica, e l'allineamento di contenuti/47-kun2.json resta da eseguire là.
Segni collegati
Provenienza del testo
- Fonte cinese:
- fonte/48-jing.json — 易學網 (eee-learning.com), pagina /book/eee48, acquisita e verificata in sede di fonte (collazione singola, concordanza dichiarata). Il cinese di questo file è stato confrontato con quel file usando il campo zh_norm: 卦辭, 大象, 彖, i sei 爻辭 e i sei 小象 coincidono carattere per carattere, punteggiatura compresa. 序卦 e 雜卦 da fonte/_sequenze.json (ctext.org).
- Collazionato con:
- fonte/48-jing.json — 易學網 (eee-learning.com) /book/eee48, collazione singola, concordanza true; fonte/_sequenze.json per 序卦 e 雜卦 (ctext.org); fonte/47-kun2.json — riscontro sulla fonte del segno gemello, di cui questo è la figura capovolta e con cui condivide la voce del 雜卦; contenuti/47-kun2.json — collazione sulla resa già prodotta del gemello: titolo «L'Assedio», ripreso qui nel 序卦 e nel 雜卦; sulla voce condivisa del 雜卦 resta una divergenza aperta, vedi note di lavoro; contenuti/32-heng.json — riscontro interno su 无禽, che ricorre al 九四 di quel segno dentro la formula venatoria 田无禽; contenuti/07-shi.json — riscontro interno su 禽: al 六五 di quel segno sta in 田有禽, contrario formulare esatto del 无禽 di questa riga; contenuti/08-bi.json — riscontro interno su 禽 nella formula venatoria 失前禽 del 九五; contenuti/29-kan.json — riscontro interno sul trigramma 坎 e sul lessico dell'acqua; contenuti/46-sheng.json — riscontro interno sulla resa di 巽 come trigramma inferiore e sulla famiglia 利用 di §D2
- Apparato:
- Kunst, The Original Yijing (1985); Shaughnessy, The Origin and Early Development of the Zhou Changes (Brill 2022, OA); Gao Heng, Zhouyi gujing jinzhu; Schuessler, ABC Etymological Dictionary of Old Chinese; Baxter-Sagart 2014
Note di edizione
- TITOLO. «Il Pozzo» è la resa concreta che §H richiede, e coincide con la resa corrente. La coincidenza è inevitabile e va dichiarata invece che aggirata: l'italiano ha una parola sola per questo oggetto, ed è lo stesso caso di 需 «L'Attesa», che il lessico registra come coincidenza obbligata. Cercare un sinonimo per divergere sarebbe il difetto che §H vieta, cioè nominare l'interpretazione al posto della cosa. Verificato che il testo usa sempre 井 come oggetto materiale — 舊井, 井泥, 井谷, 井渫, 井甃, 井洌, 井收 — e mai nel valore di 井田, la ripartizione a scacchiera dei campi che pure discende dallo stesso grafo. In titolo_alt è scesa «La Vera», che è il parapetto murato dell'imboccatura e traduce il disegno del grafo meglio della parola: nomina la parte per il tutto ed è oscura fuori dal lessico dei lapicidi, quindi cade per riserva di leggibilità. §H, regola delle coppie: nessun altro segno porta 井 nel nome; il legame col 47 困 è di figura capovolta e di voce condivisa nel 雜卦, non di carattere in comune, e il vincolo non morde.
- DECISIONE DI EDIZIONE, §K. 井 È «IL POZZO» IN OGNI OCCORRENZA, SU ENTRAMBI GLI STRATI, E IL PUB DELLE SEI RIGHE APRE SEMPRE DAL POZZO. Il carattere compare nel titolo, cinque volte nel 卦辭, in tutte e sei le righe, nel 大象, quattro volte nel 彖, nel 序卦 e nel 雜卦: una resa che governa così l'esagramma è scelta di edizione e §K impone di dichiararla prima dell'accettazione. Ne discendono due conseguenze. La prima è che il PUB non varia il sostantivo per eufonia — non «la fonte» al quinto posto, non «la cisterna» al secondo — anche dove l'italiano lo chiederebbe, perché il segno costruisce il proprio senso ripetendo la stessa parola in otto contesti. La seconda riguarda la struttura sintattica: il cinese apre con 井 in posizione di tema tutte e sei le righe (井泥, 井谷, 井渫, 井甃, 井洌, 井收) e il PUB riproduce quell'attacco in tutte e sei, senza eccezioni. Non è però la stessa frase sei volte: l'attacco è tematico e la reggenza cambia riga per riga — il pozzo è luogo al primo, al secondo, al quarto e al sesto posto, soggetto passivo al terzo, soggetto al quinto — e al sesto la frase si spezza in un imperativo, che è l'unico del segno. I conteggi che motivano la regola sono stati rifatti sul cinese della fonte: 井,改邑不改井,往來井井,亦未繘井 fa cinque occorrenze nel 卦辭, il 彖 ne ha quattro, le righe sei su sei.
- 汔, 羸 E LA SCENA DEL 卦辭: TRE DECISIONI CHE STANNO INSIEME. Il finale del giudizio si può leggere in due modi incompatibili. Il primo fa di 汔 un parente di 涸 e legge un pozzo che si sta prosciugando; il secondo, adottato, tiene il valore corrente «quasi» e legge un'operazione di sollevamento che fallisce sull'ultimo tratto. Decide il 彖, che glossa la clausola con 未有功也: non c'è ancora opera compiuta. 功 è il lavoro portato a termine, categoria che riguarda chi tira la fune e non il livello della falda. Coerentemente 羸 è tenuto nel valore del carattere scritto, «fiaccare, sfasciare», e non è stato adottato il prestito per 纍 «impigliare»: §I ammette il prestito nel PUB solo se attestato dall'apparato, e questo è congettura moderna nata dalla plausibilità della scena. La differenza è sostanziale — l'impigliato si recupera, il rotto no — e il 彖 chiude con 是以凶也, che non è un contrattempo. Nel LIT il verbo italiano è «si sfascia»: «fiaccare» si dice di forze e di corpi, e su una brocca non porterebbe la rottura che la glossa dichiara. Il 凶 è l'unico prognostico sfavorevole dell'esagramma e il commentario lo dice come esito e non come rischio tecnico: sta nella seconda metà dell'apertura, che porta dentro anche la seconda metà del giudizio, e chiude la declinazione «decisione». Il palmo dal bordo è il danno peggiore, non il più frequente: dei tre guasti del segno, il fango sta sul fondo e la giara sfondata nella conca laterale.
- AGENCY: IL SEGNO DIVIDE, E IL COMMENTARIO HA SEGUITO LA DIVISIONE. È in mano a chi legge tutta la manutenzione, che il testo nomina con verbi transitivi e agenti umani: spurgare (渫), murare (甃, glossato dal 小象 con 脩井 «si rimette in sesto il pozzo»), attingere (汲), tirare su (收), non coprire (勿幕). Il 大象 mette la stessa cosa sul piano sociale con due verbi che hanno il 君子 per soggetto, 勞民 e 勸相. Non è in mano a chi legge: la vena, che c'era prima; il 時 del 小象 del sei iniziale, dove 時舍 dice che è il tempo a mettere da parte il vecchio pozzo; e soprattutto il riconoscimento del nove al terzo posto, che dipende da 王明 e che il 小象 mette in forma di richiesta, 求王明. Su quest'ultimo punto il commentario è esplicito e non consolatorio: il lavoro è fatto e non basta, perché ciò che manca è uno sguardo altrui. Va notato che in questo esagramma non compaiono né 災 né 眚: nessun esito è attribuito a un colpo che arriva da fuori né a un danno che ci si è fatti da sé, e il commentario non ha introdotto l'una né l'altra causa. L'unico 凶 del segno, nel 卦辭, è spiegato dal 彖 con il mancato compimento di un'operazione, cioè con qualcosa che stava nelle mani di chi la conduceva.
- 勞 NEL 大象: LETTURA SCELTA CONTRO L'USO CORRENTE. 勞 porta due letture, láo «faticare, far faticare» e lào «dare ristoro a chi ha faticato». La prima è quella che il carattere ha nell'uso moderno e sarebbe la scelta automatica; produce però «il signore fa faticare il popolo», che in un segno la cui immagine centrale il 彖 riassume con 井養而不窮 — il pozzo nutre e non si esaurisce — è un controsenso. Si è adottata la seconda su entrambi gli strati, con la prima registrata in ambiguita perché è la trappola che chi rilavora il file incontrerà per prima. 相 è stato reso come reciproco («aiutarsi fra sé») e non come verbo xiàng «assistere»: la coppia 勸相 chiede al signore di sollecitare l'aiuto fra le persone, non di prestarlo lui, ed è la differenza fra un pozzo comune e un'elemosina.
- IL NOVE AL SECONDO POSTO NON HA PROGNOSTICO, E NON GLIENE È STATO DATO UNO. 井谷射鮒,甕敝漏 si chiude senza verdetto oracolare: nessun 吉, nessun 凶, nessun 无咎. La riga descrive due sprechi e si ferma. L'aggiunta di un esito fra quadre avrebbe fabbricato il dato mancante, e il 小象 non ne offre uno: 无與也 è una causa, non un prognostico. Il campo attenzione della riga è stato scritto su questo, distinguendo la parte riparabile (il recipiente) da quella che non lo è (l'assenza di chi chiami quella forza più in alto), che è esattamente ciò che 无與 dice. Anche il sei al quarto posto è privo di esito positivo e porta solo 无咎: il commentario lo tratta come tale, senza promettere un frutto che il testo non promette.
- 收 AL SEI IN CIMA: LETTURA VERBALE, CON LA NOMINALE SCARTATA E REGISTRATA. 收 si può leggere come sostantivo, la ghiera murata dell'imboccatura, e la lettura è tentante perché completerebbe una serie tecnica perfetta lungo la figura: fondo, incavo, colonna d'acqua, rivestimento, vena, ghiera. È stata scartata per due ragioni interne. La prima è che il 小象 chiude con 大成, il grande compimento, nozione di opera portata a termine e non di manufatto. La seconda è che la riga della muratura c'è già, al sei al quarto posto, e duplicarla lascerebbe il segno senza il gesto conclusivo di attingere. La lettura scartata resta in ambiguita perché è sostenuta da parte dell'esegesi e chi rilavora il file la incontrerà. Sul 勿幕 si è applicato il criterio sintattico di §D1: la particella regge qui un verbo transitivo con l'oggetto sottinteso, come nel caso transitivo di 勿用, e la resa è quindi «non coprirlo» e non un divieto di movimento rivolto a chi legge.
- 孚 E 禽: DUE VOCI DI §E TRATTATE PER CONTESTO. 孚 al sei in cima è annotato con la lettura 俘 «prigionieri» come §E impone, ma la scelta è più netta del solito: la riga non ha nulla di militare e la clausola che precede è l'ordine di non chiudere l'accesso a un bene comune. 禽 al sei iniziale è invece il caso opposto, in cui la lettura formulare vince su quella suggestiva: il carattere ha nel libro quattro occorrenze e tre stanno in formule di caccia — 田有禽 al 六五 del 7 師, 失前禽 al 九五 dell'8 比, 田无禽 al 九四 del 32 恆 — e 无禽 è la clausola di caccia vuota, non «gli animali non ci vengono più». Il riscontro più forte è 田有禽, che è il contrario formulare esatto della clausola di questa riga. Il testo tiene la preda su entrambi gli strati; il commentario può usare l'immagine dell'abbandono solo perché il 小象 gliela concede per conto suo con 時舍也.
- PUNTEGGIATURA E GRAFIA DELLE ALI DI SEQUENZA, §J. La virgola a mezza larghezza con cui fonte/_sequenze.json restituisce il 序卦 è stata portata alla forma a larghezza piena, come già fatto sugli altri file della serie. Intervento sulla sola interpunzione: nessun carattere cinese aggiunto, tolto o sostituito. Il 雜卦 della fonte è in grafia semplificata per un ripiego di acquisizione dichiarato nel campo problemi di quel file, ma la voce del 48 non contiene caratteri che divergano fra le due grafie (井通而困相遇也), per cui non è stata necessaria alcuna scelta. Il campo zh_norm della fonte coincide con zh in tutte e quattordici le unità del nucleo. §J, segmentazione: quella del 卦辭 non è contesa; è contesa la reggenza di 為我心惻 al nove al terzo posto e quella di 往來井井 nel giudizio, ed entrambe stanno in ambiguita.
- DUE RESE TENUTE LONTANE DA FORMULE GIÀ RISERVATE. 通 nel 雜卦 non è stato reso con «la via è aperta», che §A riserva a 亨: qui il carattere è un altro e vale il passaggio materiale che congiunge la vena alla superficie, per cui si è scelto «dà passaggio / lascia passare». 困 nel 序卦 non è stato reso con «strettezza», che §C1 riserva a 吝: la collisione avrebbe appiattito due parole che il libro distingue, e si è usato «angustia» nel LIT e «serrato» nel PUB. Il titolo del 47 è nel frattempo fissato in contenuti/47-kun2.json — «L'Assedio» — e nel PUB compare nella sola clausola di catena, «dopo l'Assedio viene il Pozzo», come il 47 fa con il 46: la parola comune resta tradotta da parola comune, il nome proprio sta dove il trattato aggancia i due segni.
- DUE AVVISI DEI CANCELLI SUI 小象, valutati e non corretti. Il controllo automatico cerca in ogni 小象 una sequenza di tre caratteri contigua del proprio 爻辭 e non la trova in due righe. Al nove al quinto posto perché il commento nominalizza la citazione: il 爻辭 ha 寒泉食 e il 小象 lo rifonde in 寒泉之食, inserendo la particella genitiva proprio dentro la finestra di tre caratteri che lo script cerca. Al sei in cima perché il commento non cita l'immagine ma il prognostico, e lo lega alla posizione: il 爻辭 ha 元吉 in coda e il 小象 apre con 元吉在上, ripresa esatta ma lunga due caratteri. In nessuno dei due casi c'è un difetto di trascrizione — il cinese di entrambe le unità coincide carattere per carattere con la fonte, punteggiatura compresa — ed è lo stesso comportamento già rilevato altrove nella serie. Ritoccare il testo per far passare un controllo sarebbe il difetto vero. Gli altri quattro 小象 citano regolarmente.
- LA COPPIA 47/48: COLLAZIONE RIFATTA SUL FILE PRODOTTO, E UNA COSA CHE QUESTO FILE NON PUÒ CHIUDERE. contenuti/47-kun2.json esiste, è in bozza e porta il titolo «L'Assedio» (con «La Stretta» scartata proprio per la riserva di §C1 su 吝, lo stesso argomento che qui tiene «angustia» e «serrato» fuori da 吝). Cadono quindi le due perifrasi: il 雜卦 nomina i due segni per nome, il 序卦 nomina l'Assedio nella clausola di catena. Resta che 《井》通而《困》相遇也 è una proposizione sola, condivisa dai due segni, e oggi esce in due rese: qui LIT «困 è imbattersi» e PUB «l'Assedio è imbattersi in ciò che non lascia passare», nel 47 LIT «困 è imbattersi in qualcosa» e PUB «andare a sbattere in ciò che non lascia passare». La resa di questo file è stata portata alla forma che si propone come voce unica — verbo nudo nel LIT come in cinese, oggetto sciolto nel solo PUB, registro sopra la soglia della decisione 5 — ma scriverla dentro il file del 47 è intervento su un altro esagramma e va deciso in sede umana. Una precisazione sull'imputazione: l'istruzione lasciata nel 47 («chi produrrà quel segno riporti qui la propria resa») chiedeva di portare la resa del 48 dentro il file del 47, non di ricopiare qui quella del 47; il verso della correzione è quello, e l'esecuzione sta là.
- TRE PUB RIFATTI DALLA GLOSSA E NON DAL LIT: il 爻辭 del nove al quinto posto e i 小象 del nove al quinto e del nove al secondo. Erano le tre unità prive di ambiguita e di formule, cioè quelle in cui nessun vincolo esterno costringeva i due strati a divergere, ed erano venute su come la stessa frase con i sinonimi cambiati. Ora il LIT tiene la sintassi del cinese — 洌 predicato di 井, 寒泉 anteposto a 食, 无與 come mancanza di chi stia con — e il PUB è stato ricomposto dalle glosse: 井洌 come acqua che il pozzo dà, 寒泉食 spezzato in esistenziale più impersonale, 中正 sciolto nei suoi due dati di figura, 无與 come nessuno che prenda parte. Al quinto posto il PUB apre dal pozzo come impone §K, cosa che la resa precedente non faceva riducendolo a genitivo; lo stesso valeva per il sei al quarto, che apriva dal verbo e ora apre dal pozzo.
- RILIEVO RESPINTO IN PARTE: LA VOCE 木 DELLA GLOSSA DEL 大象. Tolto «il secchio», che inventava un terzo recipiente là dove il testo ne nomina due, 瓶 e 甕, e li fa entrambi di terracotta: il punto del segno sta in piedi, ciò che si cala si rompe perché è cotto. Tenuta invece la stanga. Il criterio addotto — «non è nel testo in nessuna forma» — colpirebbe allo stesso modo il telaio, che nel testo non c'è come parola e sta nel grafo di 井, e che il rilievo non contesta: una voce di glossa dice a che cosa 木 rimanda in questo esagramma, cioè all'armatura di legno con cui si cala e si tira su, e non elenca gli oggetti nominati dal 爻辭.
- GUASTI DELLA FUNE, TOLTI DA TUTTI E TRE I LUOGHI DEL COMMENTARIO. 繘 ricorre una volta sola, in 亦未繘井, e la clausola dice un'operazione di sollevamento non compiuta — il 彖 la glossa con 未有功也 — non un difetto dell'attrezzatura. «Fune corta» in dove_sbaglia, «la fune cede nel punto dove sfrega» in immagine_viva e «cambiare la fune» in cosa_chiede adottavano di soppiatto la diagnosi che le ambiguita avevano scartato. Al loro posto stanno i guasti che il testo porta: il fango del fondo, la parete da rimurare, la giara che cola, la brocca che si sfascia. La fune resta dove il testo la mette, come oggetto dell'operazione interrotta.
- IL 大象 HA UN LUOGO NEL COMMENTARIO. 勞民勸相 è l'unico punto in cui il segno dice che cosa fare rispetto agli altri, e la divisione dell'agency era stata costruita senza di lui, con due soli termini: il pozzo tenuto, che dipende da chi legge, e l'affluenza, che no. Il terzo termine è l'esortazione reciproca, e il testo lo mette in mano a chi legge: non far venire la gente, ma spingerla a servirsi l'un l'altro. Sta ora in cosa_chiede, agganciato al PUB del 大象 come vuole §I — dare sollievo alla gente, spingerla ad aiutarsi fra sé — e senza trasformare 勸相 in un'elemosina, che è la distinzione già argomentata nella nota su 相.
- CONTROLLO DI DIVERGENZA eseguito sui campi pubblicabili per le rese vietate dal lessico — perseveranza, l'uomo superiore, uomo nobile, il nobile, l'uomo inferiore, il grande uomo, il creativo, il ricettivo, attraversare la grande acqua, la grande acqua, senza macchia, sublime — e in più per le formule correnti di questo segno: il pozzo inesauribile, la fonte inesauribile, attingere alla fonte comune, la città può essere cambiata, il pozzo non muta, la brocca si rompe prima di raggiungere l'acqua. Nessuna occorrenza nei campi lit, pub e commentario. Le rese diffuse del titolo compaiono nel solo campo noto_anche_come, che è presidio di ricerca e non adozione.
- FREEZE CORPUS v1.0 — 04/09/2026. Lessico portato a v1.2 (cancello S3 in blocco: NOTE-LESSICO.md). Patch applicate in questo file: L7 ali.zagua.pub; L7 ali.xugua.pub. Stato: approvato (le questioni §K/§H che tenevano in_revisione sono ratificate in blocco).
- Errata v1.1 (07/09/2026): il campo `formule` del 九三 conteneva l'annotazione «可用 — famiglia 利用, §D2» al posto del solo glifo. Corretto in 可用, voce propria: il testo ha 可用 «si può impiegare», non 利用 «giova impiegare». Il rimando di famiglia è conservato qui. Il cinese non è stato toccato.
- Versione del lessico formulare: LESSICO-FORMULARE.md v1.2 (04/09/2026).