Esagramma 49 · La Muta
革 · Gé · Il Cuoio
Fuoco sotto, Palude sopra
Il segno
Qualcosa deve mutare, e il segno non discute se farlo: dice quando. La stessa clausola torna due volte, nel giudizio e alla seconda riga, e sta davanti a entrambi i fatti, il gesto e il credito. Il giorno non lo scegli: si compie, e finché non è compiuto nessuna delle due cose regge. Quello che il libro ti mette in mano non è la data, è il conto: rimettere in ordine il calendario, stabilire da quando si conta.
Il nome del segno è un oggetto: la pelle tolta all'animale, raschiata e conciata. Da lì il verbo che vuol dire togliere e rifare. La pelle compare in due modi opposti. Alla prima riga è una correggia di cuoio di bue giallo che lega qualcosa e lo tiene fermo: la stessa materia che dà il nome al mutamento, lì, serve a impedirlo. Alle ultime due è il manto delle fiere che si rifà, la tigre con le strisce accese e il leopardo con le macchie fitte; e all'ultima riga le due cose si toccano, perché accanto al leopardo c'è chi si muta soltanto la faccia. Sotto tutto sta il fuoco chiuso in una conca d'acqua ferma, che è la figura del segno: due cose che non possono restare nello stesso posto finché una delle due non cede.
Perché questo nome
革 è un oggetto prima di essere un'azione: la pelle strappata all'animale, raschiata del pelo e conciata. Il grafo antico mostra una pelle tesa e aperta, testa in alto e zampe divaricate. Da lì il verbo, che vale «togliere quello che c'era e rifarlo». Il segno usa entrambi i valori nello stesso file, e la resa deve reggerli tutti e due: al nove iniziale 革 è materialmente il cuoio di una correggia, al sei al secondo posto è già verbo transitivo con un pronome oggetto, al sei in cima 革面 è il rifarsi la faccia, e nel 彖 湯武革命 è la rimozione di una dinastia. «La Muta» tiene insieme le due cose senza nominare l'interpretazione: in italiano la muta è la pelle che l'animale lascia e insieme l'atto di lasciarla, cioè i due valori di 革 e nessun terzo. Il manto nuovo della tigre e del leopardo, al nove al quinto posto e al sei in cima, è invece 變, ciò che risulta dalla muta: resta distinto, e il titolo non vi si appoggia. La resa strettamente concreta, «Il Cuoio», scende in titolo_alt per riserva di leggibilità: nomina il materiale e perde il mutamento, e come titolo di pagina non si capisce. «La Rivoluzione» resta in noto_anche_come e non si adotta: è la parola moderna nata da 革命 in questo stesso 彖, e retrodatarla al titolo farebbe leggere tutto il segno come rovesciamento, cosa che due righe su sei vietano espressamente. §H, regola delle coppie: nessun altro segno porta 革 nel nome; il legame col 50 鼎 è di figura capovolta e di voce contigua nel 雜卦 (去故 contro 取新), non di carattere condiviso, e il vincolo non morde. Nessuna collisione con il 23 剝 «La Scorticatura», che nomina l'atto di scuoiare mentre 革 nomina la pelle una volta staccata.
Noto anche come: La Rivoluzione, Il Mutamento, Il Rivolgimento, Cambiamento, Revolution, Molting, Ko, Ge.
Come si legge
Sotto c'è il fuoco, sopra la conca d'acqua: il fuoco sale, l'acqua cala, e il commento antico dice che si spengono a vicenda. Aggiunge una seconda immagine, due sorelle sotto lo stesso tetto che non vogliono la stessa cosa: non uno scontro fra buoni e cattivi, ma convivenza impossibile fra due cose ciascuna al proprio posto. I due caratteri del segno non si dividono la figura a metà: si intrecciano. Il cuoio sta alla prima riga, alla seconda, alla terza e ancora all'ultima, dove è una faccia che si muta. Il manto delle fiere compare solo alle ultime due. Il quarto posto non porta pelle di nessun tipo: lì si rifà un incarico, ed è la cosa più grossa del segno. In cima le due figure convivono, il leopardo che cambia manto e chi si limita alla faccia, e i verdetti si contrappongono: muovere l'impresa è avverso, restare in casa è propizio.
Il responso
Giudizio 卦辭
已日乃孚,元亨。利貞。悔亡。
Solo a giornata finita la fiducia arriva. Dal principio, la via è aperta. Conviene tenere fermo. Il rammarico si scioglie.
A giorno compiuto, allora c'è fiducia. All'origine, l'offerta passa. Giova divinare. Il rimorso si dissolve.
Glossa carattere per carattere
| 已 | yǐ | essere finito, cessare; come avverbio «ormai, già». È il carattere scritto dalla fonte. Nella scrittura antica 已, 巳 e 己 sono tre grafi quasi indistinguibili, e parte dell'apparato legge qui il giorno 巳 del ciclo sessagenario o il tronco celeste 己 | Kunst |
| 日 | rì | il giorno, la giornata contata — unità di calendario, non «la luce del sole» | |
| 乃 | nǎi | e solo a quel punto: segna uno scarto di tempo fra due fatti, non una conseguenza immediata | Baxter-Sagart 2014 |
| 孚 | fú | fiducia, il credito che si ottiene (nota: 俘 «prigionieri di guerra») | Kunst |
| 元 | yuán | il capo, ciò che sta all'origine; nel lessico oracolare qualifica il grado | Kunst |
| 亨 | hēng | presentare l'offerta ed essere accolti; stesso grafo arcaico 亯 di 享 e 烹 | Shaughnessy 2022 |
| 利 | lì | giova, è vantaggioso | Schuessler |
| 貞 | zhēn | divinare, sottoporre a presagio | Kunst |
| 悔 | huǐ | il rimorso: l'esito che si sarebbe potuto evitare | |
| 亡 | wáng | sparire, venire meno; non «morire» in questa formula | Schuessler |
Il testo è ambiguo su 已
- 已 «a giorno compiuto, a giornata finita» (carattere scritto)
- 巳 «il giorno sì del ciclo sessagenario» (prestito grafico)
- 己 «il giorno del sesto tronco celeste» (prestito grafico)
Scelta: si tiene 已 su entrambi gli strati, con le due letture di calendario registrate qui — I tre grafi sono quasi identici nella scrittura antica e la scelta non si decide sulla forma. Decide il 彖 di questo stesso segno, che glossa la clausola con 革而信也 «si muta, e si è creduti»: il commento antico legge uno scarto fra l'atto e il credito, non una data del calendario rituale. §I ammette il prestito nel PUB solo se attestato dall'apparato, e qui l'attestazione è congetturale su entrambi i lati. La differenza non è ornamentale: con 巳 la riga fissa un giorno prescritto, con 已 fissa un intervallo compiuto, e il commentario si appoggia al secondo.
Il testo è ambiguo su 孚
- fiducia, credito accordato (lettura ricevuta)
- 俘 «prigionieri di guerra» (lettura filologica)
Scelta: fiducia su entrambi gli strati, con la lettura 俘 annotata — §E impone la nota. Qui la lettura militare avrebbe un appiglio, perché il 彖 porta la clausola dinastica 湯武革命 e il segno nomina due volte la spedizione. Ma 孚 ricorre quattro volte in questo esagramma e ogni volta accanto a un verbo di credere: 革而信也 nel 彖, 信志也 nel 小象 del nove al quarto posto, e 未占 al quinto, che oppone la fiducia alla consultazione oracolare, non a una razzia. La serie è coerente e i prigionieri non ci starebbero.
Il testo è ambiguo su 亨
- penetrare, riuscire (lettura ricevuta)
- 享 offerta accolta (lettura filologica)
Scelta: offerta accolta nel LIT, «la via è aperta» nel PUB — Il salto LIT→PUB va annotato in ogni occorrenza, come vuole §A: è una scelta espressiva motivata e documentabile, non una traduzione ovvia. Il 彖 riprende il carattere in 大亨以正, dove 亨 è già trattato come esito e non come rito, e la stratificazione lascia vedere anche questo scarto interno al libro.
Il testo è ambiguo su 貞
- rettitudine, costanza (neoconfuciana)
- presagio saldo, divinare (oracolare)
Scelta: LIT prende l'oracolare, PUB il ricevuto con lessico nostro — Il senso etico è posteriore di secoli al testo. In questo segno la deriva si può vedere all'opera: il 彖 rende il 利貞 del giudizio con 大亨以正, sostituendo 正 «rettitudine» a 貞. È la sostituzione da cui nasce la lettura ricevuta, e sta dentro il libro, un'Ala più in là del testo che commenta.
Grande Immagine 大象
澤中有火,革;君子以治歷明時。
In mezzo all'acqua ferma sta il fuoco: è la muta. Chi vale, guardandolo, rimette in ordine il calendario e stabilisce quando ciascuna stagione comincia.
Dentro la palude c'è il fuoco: 革. Il signore, da questo, mette in ordine il computo dei giorni e rende chiare le stagioni.
Glossa carattere per carattere
| 澤 | zé | la conca d'acqua bassa e ferma, palude o stagno: il trigramma 兌 in figura | |
| 中 | zhōng | dentro, nel mezzo di — complemento di luogo interno, non «al centro» in senso morale | |
| 火 | huǒ | il fuoco: il trigramma 離 in figura, qui collocato sotto l'acqua invece che sopra | |
| 革 | gé | la pelle staccata dall'animale e conciata; da lì il verbo «togliere e rifare» | Schuessler |
| 治 | zhì | regolare, rimettere in assetto — il verbo che si usa per le acque e per gli ordinamenti, mai per un'idea | |
| 歷 | lì | percorrere, il succedersi ordinato; qui vale per 曆, il computo dei giorni e delle lune, cioè il calendario | Gao Heng |
| 明 | míng | rendere chiaro: verbo transitivo, richiede qualcosa da chiarire | |
| 時 | shí | le stagioni e i momenti giusti dell'anno agricolo, non il tempo astratto | Shaughnessy 2022 |
Il testo è ambiguo su 歷
- 歷 «percorrere, il succedersi» (carattere scritto dalla fonte)
- 曆 «calendario, computo dei giorni» (prestito attestato)
Scelta: il LIT tiene il carattere scritto rendendolo «il computo dei giorni», il PUB segue il prestito con «calendario» — §I. La fonte segnala essa stessa la forma 歷 fra i suoi problemi. Il prestito è largamente attestato — 治曆明時 è la forma corrente della clausola — e il parallelismo interno lo conferma: 治 regge un oggetto amministrabile, e ciò che si mette in ordine accanto a 明時 «rendere chiare le stagioni» è il conto dei giorni, non il loro passare. Non si adotta perché suona meglio, ma perché il predicato lo richiede.
Il testo è ambiguo su 君子
- il membro della casa nobiliare (senso Zhou, sociale)
- la persona compiuta (senso confuciano, etico)
Scelta: doppio binario: LIT sociale, PUB ricevuto — §B. Qui il senso sociale è particolarmente concreto: fissare il calendario è prerogativa di chi governa, non esercizio privato di consapevolezza. Il LIT lo lascia vedere; il PUB adotta la lettura ricevuta senza cancellare l'oggetto dell'azione, che resta amministrativo.
Cosa chiede
Ti chiede di contare, non di scegliere. La clausola che apre il giudizio torna identica alla seconda riga, e sta davanti tanto al gesto quanto al credito: nessuno dei due si anticipa. Quello che spetta a te è il conto, non la data, e la Grande Immagine ti mette in mano proprio quello: rimettere in ordine il computo dei giorni, dire da quando comincia ciascuna stagione, e poi attenerti a quel conto. Ti chiede di ripetere: tre volte il discorso deve tornare prima di tenere, e non è pazienza generica, è un numero. E ti chiede di reggere un ordine che non è sempre lo stesso: il commento antico glossa il giudizio con si muta e si è creduti, ma al quarto e al quinto posto il credito arriva prima del gesto.
Dove si sbaglia. Lo si legge come il segno che autorizza a rovesciare il tavolo, e il rovesciamento c'è: nominato una volta sola, per due re che tolsero il mandato a una dinastia. Ma il segno non è nemmeno il suo contrario, un manuale di prudenza: il giudizio si apre con la via aperta in grande, e il commento antico lo chiude con la lode più alta del libro. La spedizione è nominata tre volte, due avverse e una propizia, alla seconda riga: fra le tre non cambia il gesto, cambia il giorno. L'errore tipico è scambiare l'urgenza per il tempo giusto.
Nelle diverse aree
- Lavoro
- Hai già cambiato il modo di lavorare e continuano a chiederti conto del vecchio. Non è malafede: il credito ha il suo giorno, e il tuo non è ancora scaduto. Intanto la terza riga dice quante volte va ridetta la cosa prima che tenga, e non è una.
- Relazioni
- Il segno distingue chi rifà il manto da chi rifà la faccia, e il secondo non lo condanna: mettersi nel verso è comunque qualcosa. Riconoscere quale dei due hai davanti evita di pretendere una muta dove ti è stata offerta una cortesia.
- Decisione
- Il testo non chiede se mutare, dà il mutamento per fatto. Chiede a che ora. La stessa mossa, portare avanti l'impresa, è propizia alla seconda riga e avversa alla terza e in cima: fra i tre verdetti non cambia il gesto, cambia il giorno da cui si conta. Presa prima che il giorno sia compiuto è la mossa sbagliata; presa dopo, è quella che il testo dichiara propizia.
- Interiorità
- Delle due mute il libro non dice la fatica: dice come esce il disegno. Acceso nella tigre, fitto nel leopardo. Quello che è cambiato dentro si vede da fuori come una trama più marcata, e la riga più alta dichiara propizio restare in casa proprio lì: non per proteggere una pelle nuova, ma perché il disegno si infittisce da sé e non ha bisogno di essere portato in spedizione.
Questo segno è uscito nella tua interrogazione?
La pagina spiega il segno in sé. Il consulto parte dal tuo quesito e dalle linee che il tiro ha mosso.
Interroga l'oracoloLe sei linee
Dal basso verso l'alto. Una linea si legge solo quando il tiro la indica mutevole.
prima linea初九
Testo
鞏用黃牛之革。
È tenuto stretto da una correggia di cuoio di bue giallo.
lettura filologicaSi lega saldo servendosi del cuoio di bue giallo.
Glossa carattere per carattere
鞏 gǒng assicurare stringendo con una correggia; il grafo porta 革 sotto, ed è quindi la stessa pelle del nome del segno messa a legare Schuessler 用 yòng servirsi di, per mezzo di: qui è strumentale e regge il nome che segue. Non è la formula 勿用 di §D1, che è negativa e non ha oggetto 黃 huáng giallo, il colore che le classificazioni Zhou assegnano al centro 牛 niú il bue: la bestia da tiro, la cui pelle dà il cuoio più resistente 之 zhī particella genitiva: il cuoio del bue 革 gé il cuoio, la pelle conciata — valore nominale e materiale del carattere che dà il nome al segno Schuessler Il testo è ambiguo su 鞏用黃牛之革
- si lega qualcosa d'altro, e la riga descrive un vincolo posto
- ci si irrobustisce con il cuoio, cioè si rinforza sé stessi, leggendo 鞏 come «rendere solido»
Scelta: il vincolo posto, con soggetto e oggetto impersonali — Il cinese non nomina né chi lega né che cosa: la riga è un participio assoluto. Il 小象 decide il verso con 不可以有為也 «non c'è modo di intraprendere»: se il cuoio irrobustisse, il commento non concluderebbe con un'impossibilità di agire. Il LIT tiene l'impersonale attivo del cinese, il PUB volge al passivo perché in italiano un soggetto va comunque scelto e il passivo è l'unico che non ne inventa uno.
Piccola Immagine 小象
鞏用黃牛,不可以有為也。
Legato col cuoio di bue: da qui non si intraprende nulla.
lettura filologica«Si lega saldo col bue giallo»: non c'è modo di intraprendere.
Glossa carattere per carattere
有為 yǒu wéi avere qualcosa da fare che produca effetto: intraprendere. La coppia è già formulare nella lingua dei commenti Gao Heng Compare il cuoio, che è la materia da cui il segno prende il nome, e serve a legare. Una correggia di bue giallo: la bestia più robusta, e il colore che le classificazioni Zhou mettono al centro. Il legaccio più solido che si potesse fare. La piccola Immagine non lascia margini, da qui non si intraprende nulla. Non è un divieto morale né un cattivo presagio: la riga non porta nessun verdetto oracolare. Descrive una cosa stretta bene.
Quando muove. Che si muova questa riga vuol dire che il legaccio è la cosa da guardare, non ciò che sta legando. Sei nel punto del segno dove il mutamento è nominato solo come materiale, mai come atto. Il tempo qui non è ancora contato: manca perfino il giorno da cui contarlo.
Attenzione. La riga non porta verdetto, ma la piccola Immagine porta un limite: da qui non si intraprende. Il rischio è scambiare una posizione ben legata per una base da cui partire.
seconda linea六二
Testo
已日乃革之,征吉,无咎。
Solo a giornata finita lo si muta. Portare avanti l'impresa è propizio. Niente da rimproverarti.
lettura filologicaA giorno compiuto, allora lo si muta. [La spedizione]: fausto. Nessun addebito.
Glossa carattere per carattere
已 yǐ compiuto, finito — stessa clausola del giudizio, ripetuta alla lettera Kunst 乃 nǎi e solo a quel punto: il ritardo è marcato due volte nel segno, qui e nel giudizio Baxter-Sagart 2014 革 gé qui verbo transitivo: togliere ciò che c'è e rifarlo Schuessler 之 zhī pronome oggetto: la cosa che si muta, che il testo non nomina 征 zhēng la spedizione militare, non il generico andare avanti Kunst Il testo è ambiguo su 之
- oggetto indeterminato: la cosa da mutare, lasciata senza nome
- riferito al vincolo del nove iniziale: si muta ciò che il cuoio teneva legato
Scelta: l'oggetto indeterminato nel testo, la seconda lettura tenuta fuori dai due strati — Il pronome non ha antecedente nella riga. La lettura che lo aggancia alla correggia della riga precedente è coerente e la sequenza delle sei righe la suggerisce, ma è ricostruzione del lettore: scriverla nel testo darebbe un referente che il cinese si guarda dal dare. Resta disponibile al commentario, che la usa senza spacciarla per traduzione.
Piccola Immagine 小象
已日革之,行有嘉也。
Mutarlo a giornata finita: muovendosi si trova di che rallegrarsi.
lettura filologica«A giorno compiuto lo si muta»: nell'andare c'è ciò che è bello.
Glossa carattere per carattere
行 xíng andare, mettersi in cammino; qui riprende il 征 della riga con un verbo non militare 嘉 jiā ciò che è bello e merita lode; nella lingua dei bronzi Zhou vale anche il buon esito di un rito o di un'unione Shaughnessy 2022 Qui il mutamento avviene, e avviene tardi: la riga ripete alla lettera la clausola del giudizio, a giornata finita. Solo allora si tocca la cosa. E solo allora portare avanti l'impresa diventa propizio e non c'è più niente da rimproverare. Il testo non dice che cosa si muta, usa un pronome e basta — chi legge la sequenza ci mette la correggia della riga sotto, ma il cinese si guarda dal dirlo. La piccola Immagine aggiunge che nel muoversi si trova di che rallegrarsi.
Quando muove. È la riga che dà il permesso, ma lo dà con una condizione di tempo davanti. Che si muova significa che la data è arrivata, non che l'attesa sia finita per stanchezza. La differenza si vede da un fatto semplice: se il giorno è compiuto, sai dire quale era.
Attenzione. L'esito favorevole sta tutto dopo la clausola. Anticipare di un giorno non produce una versione più rapida di questa riga: produce la terza, dove muovere l'impresa è avverso.
terza linea九三
Testo
征凶,貞厲,革言三就,有孚。
Portare avanti l'impresa è avverso. Insistere è rischioso. Il discorso sul mutare torna tre volte, e alla terza tiene. La fiducia c'è.
lettura filologica[La spedizione]: infausto. Presagio saldo: rischio. Il discorso del mutamento tre volte va a segno. C'è fiducia.
Glossa carattere per carattere
征 zhēng la spedizione militare Kunst 凶 xiōng infausto: l'esito che l'oracolo dichiara cattivo 貞 zhēn divinare, sottoporre a presagio Kunst 厲 lì il rischio, la situazione che può ancora precipitare 言 yán la parola detta, il discorso che si porta in assemblea; qui la proposta di mutare messa a voce Schuessler 三 sān tre, contato alla lettera come le durate di §D3 就 jiù accostarsi fino ad arrivare: raggiungere il termine, andare a segno. Non il semplice avvicinarsi Schuessler 孚 fú fiducia (nota: 俘 «prigionieri») Kunst Il testo è ambiguo su 革言三就
- il discorso sul mutare arriva a compimento tre volte prima di essere accolto
- 言 come particella espletiva senza valore lessicale: «tre volte si muta»
- 就 come «accostarsi»: la proposta si avvicina tre volte senza arrivare
Scelta: la prima su entrambi gli strati, le altre due registrate qui — Decide il 小象, che chiude con 又何之矣 «e dove altro si andrebbe»: la domanda presuppone un termine raggiunto, quindi 就 è arrivo e non avvicinamento. Quanto a 言, la lettura come particella priverebbe la riga della sua unica azione non militare, che è proprio ciò che la distingue dal 征 凶 che la apre: il terzo posto contrappone la parola alla spedizione.
Piccola Immagine 小象
革言三就,又何之矣。
Il discorso sul mutare tiene alla terza: e dove vorresti andare ancora.
lettura filologica«Il discorso del mutamento tre volte va a segno»: e dove altro si andrebbe.
Glossa carattere per carattere
又 yòu in più, ancora una volta oltre quelle già fatte 何 hé quale, dove: interrogativo che qui vale come negazione ritorta 之 zhī qui è verbo pieno, «andare a», e non la particella genitiva Baxter-Sagart 2014 Due verdetti pesanti in apertura: l'impresa è avversa, insistere è rischioso. Poi il testo conta: il discorso del mutamento va a segno tre volte, non una e non subito, e a quel punto la fiducia c'è. Le due cose stanno nella stessa riga e nessuna cancella l'altra. Ripetere è la procedura e resta rischioso, perché è proprio il continuare che il testo chiama rischio. Vietata è la spedizione, non la parola; ma nemmeno la parola è gratis. La piccola Immagine chiude con una domanda che è una negazione: e dove altro si andrebbe.
Quando muove. Che si muova questa riga sposta il lavoro dalla forza al discorso. Sei nel punto in cui il mutamento va argomentato, e la prima volta non basterà, né la seconda. Il numero non è un lasciapassare: dice quante volte, e la riga accanto dice che nel frattempo si resta esposti.
Attenzione. Tre volte è un conto, non un permesso illimitato. Chi ripete la quarta e la quinta non sta seguendo la riga: sta facendo la spedizione che la riga chiama avversa, con le parole al posto delle armi.
quarta linea九四
Testo
悔亡,有孚改命,吉。
Il rammarico si scioglie. La fiducia c'è, e l'incarico viene rifatto da capo. È propizio.
lettura filologicaIl rimorso si dissolve. C'è fiducia: si rifà il mandato. Fausto.
Glossa carattere per carattere
改 gǎi correggere rifacendo: il grafo accosta la mano che batte a un bambino, ed è il verbo dell'emenda, non della sostituzione Schuessler 命 mìng l'ordine pronunciato a voce, e insieme la sorte assegnata: il mandato ricevuto da chi sta sopra Shaughnessy 2022 孚 fú fiducia (nota: 俘 «prigionieri») Kunst 吉 jí fausto Il testo è ambiguo su 有孚改命
- 有孚,改命 — c'è fiducia, e su quella si rifà il mandato
- 有孚於改命 — si ripone fiducia nel rifare il mandato
- 俘 — si fanno prigionieri e si rifà il mandato
Scelta: la prima: due clausole in successione, la fiducia prima del gesto — §J: la segmentazione è nostra e qui è contesa, quindi va dichiarata. Decide il 小象, che spiega l'esito con 信志也 «all'intento viene dato credito»: il credito è accordato da altri a chi agisce, non concesso da chi agisce all'operazione. La terza lettura cade con l'argomento generale su 孚 registrato nel giudizio.
Piccola Immagine 小象
改命之吉,信志也。
Rifare l'incarico è propizio perché all'intenzione viene dato credito.
lettura filologicaIl fausto del rifare il mandato: si dà fede al proposito.
Glossa carattere per carattere
信 xìn prestare fede, essere creduti; nello stesso campo di 孚, di cui il 彖 si serve per glossarlo 志 zhì ciò verso cui il cuore è diretto: il proposito, non il desiderio Schuessler Il rammarico si scioglie, e per la prima volta il segno nomina la cosa grossa: il mandato viene rifatto da capo. La parola che il testo usa è quella dell'ordine pronunciato a voce e insieme della sorte che a ciascuno tocca; cambiarla vuol dire riscrivere l'incarico, non lamentarsene. E la fiducia sta prima del gesto, non dopo. Qui il credito c'è già, e per questo il gesto riesce. La piccola Immagine dà la ragione in due parole: all'intenzione viene dato credito.
Quando muove. Che si muova qui significa che la cosa da cambiare non è un comportamento ma un incarico: chi fa che cosa, con quale titolo. È l'unica riga del segno senza ombra e senza condizione di tempo, e non per caso è quella in cui la fiducia precede l'atto invece di seguirlo.
quinta linea九五
Testo
大人虎變,未占有孚。
Chi conta cambia come la tigre che rifà il manto. Prima ancora di interrogare l'oracolo, la fiducia c'è.
lettura filologicaChi ha autorità cambia il manto come la tigre. Non si è ancora divinato, e c'è fiducia.
Glossa carattere per carattere
大人 dàrén il grande personaggio, chi ha autorità 虎 hǔ la tigre: nella Cina Zhou animale reale e insegna, non figura esotica 變 biàn cambiare aspetto; detto delle fiere vale il rifarsi del manto dopo la muta. Diverso da 革, che è togliere: 變 è ciò che risulta Schuessler 未 wèi non ancora — nega rispetto al tempo, non in assoluto 占 zhān consultare il presagio leggendo il segno ottenuto: è l'atto divinatorio nominato dentro il testo che serve a divinare Kunst Il testo è ambiguo su 未占有孚
- non si è ancora consultato l'oracolo e la fiducia c'è già
- non occorre consultare: la fiducia è certa
Scelta: la prima, che tiene 未 nel valore temporale — La seconda scivola in un'esortazione a fare a meno della divinazione, cosa che il libro non dice mai di sé stesso. 未 è «non ancora» e non «non», come già fissato per il 64 未濟: il credito precede la consultazione, e questo basta a rendere la riga notevole senza farne una dichiarazione contro l'oracolo.
Piccola Immagine 小象
大人虎變,其文炳也。
Chi conta cambia come la tigre: il disegno del manto risalta acceso.
lettura filologica«Chi ha autorità cambia il manto come la tigre»: le sue striature sono fiammanti.
Glossa carattere per carattere
文 wén i segni intrecciati sul manto della fiera; dallo stesso carattere vengono poi «scrittura» e «cultura», e il 彖 lo gioca in 文明 Schuessler 炳 bǐng acceso come una fiamma; il grafo ha il fuoco a sinistra, ed è il trigramma inferiore del segno La tigre rifà il manto e le strisce escono accese: è il verbo dell'aspetto che cambia, applicato a un animale che rinnova il pelo e non a un uomo che cambia idea. Chi conta fa la stessa cosa, e il mutamento si vede da fuori prima ancora di essere spiegato. Poi la riga dice una cosa rara: l'oracolo non è stato ancora interrogato, e la fiducia c'è già. Il libro nomina qui il proprio strumento, e lo colloca dopo: non dice che sia inutile, dice che il credito gli è arrivato davanti.
Quando muove. Che si muova questa riga dice che il mutamento ha smesso di essere una proposta ed è diventato visibile. Non c'è più niente da argomentare, le tre volte della riga sotto sono passate. Quello che resta da fare è farsi vedere per intero, disegno compreso.
sesta linea上六
Testo
君子豹變,小人革面,征凶,居貞吉。
Chi vale cambia come il leopardo; chi è da poco muta la faccia. Portare avanti l'impresa è avverso. Resta in casa: tieni la posizione, è propizio.
lettura filologicaIl signore cambia il manto come il leopardo; l'uomo del popolo muta la faccia. [La spedizione]: infausto. Si resta nel proprio posto; presagio saldo: fausto.
Glossa carattere per carattere
君子 jūnzǐ il signore, chi ha rango: membro della casa nobiliare Kunst 豹 bào il leopardo: manto a macchie, disegno più minuto e meno vistoso di quello della tigre 變 biàn cambiare aspetto: il manto che si rifà, come al quinto posto Schuessler 小人 xiǎorén chi è senza rango, l'uomo del popolo Kunst 革 gé qui verbo: togliere e rifare. Applicato alla faccia, è il cambio del lato che si mostra Schuessler 面 miàn la faccia, e per estensione il lato esposto: la superficie, non la persona 居 jū starsene, restare nel proprio posto; il verbo dell'abitare, opposto qui al 征 della spedizione Schuessler Il testo è ambiguo su 君子
- il membro della casa nobiliare (senso Zhou, sociale)
- la persona compiuta (senso confuciano, etico)
Scelta: doppio binario: LIT sociale, PUB ricevuto — §B, e qui il doppio binario pesa più del solito perché la riga oppone 君子 a 小人 in una scena di corte: il 小象 chiude con 順以從君也 «si mette nel verso e segue il signore», che è rapporto di rango prima che di merito. Il LIT lo lascia intatto; il PUB adotta la lettura ricevuta, e il commentario si tiene sulla differenza fra le due mute invece che sul valore delle due persone.
Il testo è ambiguo su 居貞吉
- 居 come verbo reggente: restare fermi, e su questo il presagio è fausto
- 居 come avverbio di modo: «stando fermi», qualificazione del 貞
Scelta: verbo reggente su entrambi gli strati — §J: la segmentazione è nostra. 居 è messo in antitesi diretta a 征 nella clausola precedente, e l'antitesi funziona solo fra due verbi. La resa di 貞吉 resta quella fissata da §C2 e non viene ritradotta: il PUB dice «tieni la posizione», e 居 le sta davanti come verbo con il proprio complemento di luogo, «resta in casa». È il complemento a fare il lavoro: è l'abitare che si oppone al 征, e senza di esso il PUB direbbe due volte la stessa cosa. Il LIT porta 居 come verbo finito, «si resta nel proprio posto»: la stesura precedente lo dava al gerundio, «standosene fermi», che è la lettura avverbiale registrata qui come alternativa e scartata — il LIT diceva quindi il contrario della scelta dichiarata due righe sopra.
Piccola Immagine 小象
君子豹變,其文蔚也。小人革面,順以從君也。
Chi vale cambia come il leopardo: il disegno gli si infittisce. Chi è da poco muta la faccia: si mette nel verso, e così sta dietro a chi comanda.
lettura filologica«Il signore cambia il manto come il leopardo»: le sue striature sono fitte. «L'uomo del popolo muta la faccia»: si conforma, e con ciò segue il signore.
Glossa carattere per carattere
蔚 wèi fitto e rigoglioso come la vegetazione che si infoltisce; detto del manto, la trama serrata delle macchie 順 shùn andare nel verso della corrente, assecondare senza opporsi Schuessler 從 cóng seguire mettendosi dietro; il grafo mostra una figura umana dietro un'altra Due soggetti e due mute nella stessa riga. Il leopardo rifà il manto e il disegno gli si infittisce: un mutamento minuto, meno spettacolare di quello della tigre. Accanto c'è chi si muta soltanto la faccia, e la piccola Immagine non lo accusa: dice che si mette nel verso e sta dietro a chi comanda. Il segno chiude con due verdetti contrapposti, l'impresa dichiarata avversa e la casa dichiarata propizia. Nessuno dei due è la richiesta di qualcuno: sono prognostici.
Quando muove. Che si muova la riga in cima vuol dire che il grosso è passato e il pericolo si è capovolto: adesso non costa il non cambiare, costa il continuare. La cosa da fare è lasciare che il disegno nuovo si infittisca stando fermi, e che chi si è adeguato per convenienza faccia il suo tempo.
Attenzione. Pretendere da chi ti sta intorno la stessa muta che hai fatto tu è la spedizione che il testo chiama avversa. Una faccia nuova è quanto ti viene dato, e per ora basta.
I commentari antichi
Tuanzhuan 彖傳
革,水火相息,二女同居,其志不相得,曰革。已日乃孚;革而信也。文明以說,大亨以正,革而當,其悔乃亡。天地革而四時成,湯武革命,順乎天而應乎人,革之時義大矣哉!
La muta: acqua e fuoco si spengono l'un l'altro; due sorelle stanno sotto lo stesso tetto e non vogliono la stessa cosa: da qui il nome. «Solo a giornata finita la fiducia arriva»: si muta, e poi si viene creduti. Il disegno è chiaro e ne viene contentezza; la via si apre in grande perché si sta nel giusto; si muta a misura, e allora il rammarico si scioglie. Cielo e terra mutano e le quattro stagioni si compiono; Tang e Wu mutarono il mandato, andando nel verso del cielo e rispondendo a ciò che gli uomini chiedevano. Grande davvero è ciò che significa il tempo della muta.
革: acqua e fuoco si spengono a vicenda; due figlie abitano insieme e i loro propositi non si accordano: si dice 革. «A giorno compiuto, allora c'è fiducia»: si muta, e si è creduti. Segni chiari, e con essi contentezza; grande offerta per mezzo della rettitudine; si muta, e la cosa calza: allora il rimorso si dissolve. Cielo e terra mutano e le quattro stagioni si compiono; Tang e Wu mutarono il mandato: si conformarono al cielo e risposero agli uomini. Quanto è grande il senso del tempo di 革.
Glossa carattere per carattere
| 息 | xī | il respiro, e da lì due direzioni opposte: spegnersi, cessare — e crescere, prendere fiato. Qui la prima, per via di 相 «a vicenda» | Schuessler |
| 二女 | èr nǚ | le due figlie: secondo lo 說卦 離 è la figlia di mezzo e 兌 la minore, ed è la stessa coppia che apre il 彖 del 38 睽 | |
| 得 | dé | ottenere, e nella coppia 相得 «trovarsi d'accordo, andare insieme» | |
| 說 | yuè | qui vale per 悅, «rallegrarsi»: è la qualità che i commenti assegnano al trigramma 兌, non «dire» | Gao Heng |
| 正 | zhèng | diritto, a piombo; il carattere con cui questo commento sostituisce il 貞 del giudizio | Kunst |
| 當 | dàng | calzare, corrispondere alla misura giusta; non «essere lecito» | Schuessler |
| 湯 | tāng | Tang, il sovrano che rovesciò gli Xia e fondò gli Shang | Shaughnessy 2022 |
| 武 | wǔ | il re Wu, che rovesciò gli Shang e fondò gli Zhou; la dinastia sotto cui il Zhouyi si forma | Shaughnessy 2022 |
| 命 | mìng | il mandato conferito dal cielo a una casa regnante; 革命 è qui la sua rimozione | Shaughnessy 2022 |
| 應 | yìng | rispondere a una chiamata, come una corda che risuona con un'altra | Schuessler |
Il testo è ambiguo su 息
- spegnere, estinguere: acqua e fuoco si annullano a vicenda
- crescere, alimentarsi: acqua e fuoco si generano l'un l'altro alternandosi
Scelta: spegnere, su entrambi gli strati — Il carattere porta davvero i due valori opposti, e la lettura generativa ha dalla sua tutta l'esegesi delle cinque fasi. Ma la clausola che segue immediatamente — due donne sotto lo stesso tetto i cui propositi non si accordano — è una figura di incompatibilità, e il commento la porta come parallelo, non come contrasto. Adottare la lettura generativa qui sfalserebbe la coppia.
Il testo è ambiguo su 大亨以正
- il 彖 riprende il 元亨利貞 del giudizio, sostituendo 正 «rettitudine» a 貞 «divinare»
- 正 vale qui «al posto giusto», detto delle linee della figura
Scelta: si traduce la sostituzione come il commento la fa, senza allinearla al LIT del giudizio — È il luogo in cui si vede nascere la lettura ricevuta di 貞 che §A dichiara posteriore: un'Ala più in là del testo che commenta, 貞 è già diventato 正. La divergenza fra il nostro LIT del giudizio e questa resa è voluta e documentata, esattamente come per il 文言 del segno 1.
Il testo è ambiguo su 革命
- la rimozione del mandato celeste a una casa regnante (senso Zhou)
- «rivoluzione» (valore moderno del composto, formatosi a partire da questa clausola)
Scelta: il senso Zhou su entrambi gli strati; il valore moderno non entra nel testo — Il composto che qui nasce è oggi la parola corrente per «rivoluzione» in cinese e in giapponese, e la tentazione di usarla è forte perché il lettore la riconoscerebbe. Sarebbe però retrodatazione: la clausola parla di due sovrani che tolgono il mandato a una dinastia, con l'assenso del cielo e la richiesta degli uomini, e non di un rovesciamento dell'ordine da parte di chi sta in basso. Il commentario si appoggia alla distinzione invece di cancellarla.
Xugua 序卦
井道不可不革,故受之以《革》。
Il modo in cui un pozzo funziona, alla lunga, va per forza mutato: per questo dopo viene la Muta.
La via del pozzo non può non essere mutata: perciò lo si riceve con 革.
Glossa carattere per carattere
| 道 | dào | il modo in cui una cosa funziona, la pratica corrente; qui non la Via in senso filosofico | |
| 不可不 | bù kě bù | doppia negazione: non si può fare a meno di. Costruzione enfatica, più forte di un semplice «bisogna» | |
| 受 | shòu | ricevere in consegna; nella formula fissa del trattato indica il posto successivo nella serie |
Il testo è ambiguo su 井
- il pozzo come oggetto: la struttura che si insabbia e va rifatta
- il nome del segno 48, già fissato come «Il Pozzo»
Scelta: si tiene l'oggetto, che qui coincide con il titolo del segno precedente — Il 序卦 lega ogni segno al precedente ripetendone la parola. Qui il titolo italiano del 48 è già deciso e concreto, e la coincidenza non costa nulla: il pozzo che si insabbia è insieme la cosa e il segno. Va notato che il trattato sceglie proprio il manufatto che richiede manutenzione periodica per introdurre la muta, e non un'immagine di rottura.
Zagua 雜卦
《革》,去故也。
La muta manda via il vecchio.
革: si toglie ciò che era prima.
Glossa carattere per carattere
| 去 | qù | mandare via, levare di mezzo: verbo transitivo, qualcuno lo fa | Schuessler |
| 故 | gù | ciò che c'era prima, lo stato vecchio delle cose; dallo stesso carattere viene poi «il motivo» | Schuessler |
Segni collegati
Provenienza del testo
- Fonte cinese:
- Wikisource cinese (https://zh.wikisource.org/wiki/周易/革). Il testo è confrontato carattere per carattere con la fonte.
- Collazionato con:
- fonte/49-ge.json — Wikisource 周易/革, lezione primaria, collazione doppia dichiarata; fonte/49-ge.json campo varianti — eee-learning.com /book/eee49, seconda testimonianza; fonte/_sequenze.json per 序卦 e 雜卦 (ctext.org); contenuti/48-jing.json — riscontro sul 序卦, che lega i due segni attraverso 井道; contenuti/38-kui.json — riscontro sulla clausola 二女同居, che ricorre identica nel 彖 di quel segno; contenuti/30-li.json — riscontro sul trigramma 離 e sulla famiglia di 文明; contenuti/45-cui.json e contenuti/43-guai.json — riscontro sulla resa del trigramma 兌; contenuti/23-bo.json — riscontro sul confine fra 剝 «scorticare» e 革 «la pelle staccata», per evitare collisione di titoli; contenuti/64-weiji.json — riscontro sulla resa di 未 «non ancora», applicata al 未占 del nove al quinto posto
- Apparato:
- Kunst, The Original Yijing (1985); Shaughnessy, The Origin and Early Development of the Zhou Changes (Brill 2022, OA); Gao Heng, Zhouyi gujing jinzhu; Schuessler, ABC Etymological Dictionary of Old Chinese; Baxter-Sagart 2014