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La Coltre: linea 1 yin, linea 2 yang, linea 3 yin, linea 4 yin, linea 5 yin, linea 6 yang, dal basso verso l'alto.

Esagramma 4

La Coltre

· Méng · L'Offuscamento

Acqua sotto, Monte sopra

Il segno

Non sai, e non è una colpa: il libro dice che tutto ciò che nasce nasce coperto. Quello che il segno ti chiede è di muoverti per primo. Non è chi sa a venirti a cercare, sei tu che vai. E poi ti chiede una cosa più difficile: di chiedere una volta sola, e di stare alla risposta che ti arriva anche quando non è quella che avevi in mente.

Sotto la montagna sgorga una sorgente. È acqua appena uscita: non ha ancora un letto, non ha ancora una direzione, e la montagna sopra le impedisce di vedere dove finirà. Il nome del segno è una pianta, quella che si arrampica addosso a un'altra e la ricopre finché non se ne distingue più la forma. Coperto non vuol dire vuoto: vuol dire che c'è qualcosa e non si vede. Poi c'è un ragazzo. Compare due volte nella stessa riga del giudizio: la prima come ciò che nessuno va a cercare, la seconda come chi va a cercare. Non viene portato: viene. La scena non è una lezione. È qualcuno che arriva a chiedere, e qualcuno che risponde una volta.

Perché questo nome

蒙 è il nome di una pianta che si arrampica su un'altra e la ricopre — la cuscuta, il vilucchio — e da lì il carattere passa a «coperto, velato, ottenebrato». Il 序卦 lo conferma glossandolo con sé stesso e poi con 稺, il grano ancora tenero: ciò che è appena nato è per forza coperto. §H del lessico registra «L'Offuscamento» e autorizza esplicitamente «La Coltre» come alternativa dove il primo risulti pesante in pagina. Si è esercitata quell'alternativa, per due ragioni. La prima è di criterio: «offuscamento» nomina l'effetto — l'appannarsi della vista — mentre 蒙 nomina la cosa che copre, e §H chiede il sostantivo concreto. La seconda è di tenuta interna: 蒙 non è solo il nome del segno, è un sostantivo comune che ricorre in cinque righe su sei (發蒙, 包蒙, 困蒙, 童蒙, 擊蒙), e titolo e corpo devono usare la stessa parola o il lettore perde il filo su cui l'esagramma è costruito. «Aprire la coltre», «colpire la coltre» si dicono; «colpire l'offuscamento» no. «La Stoltezza giovanile» e «L'Inesperienza» nominano l'interpretazione al posto del carattere, e in più spostano tutto sull'età di chi non sa, che nel 六五 è invece il segno di ciò che regge.

Noto anche come: La Stoltezza giovanile, L'Inesperienza, La Follia giovanile, L'Immaturità, Youthful Folly.

Come si legge

Acqua: linea 1 yin, linea 2 yang, linea 3 yin, dal basso verso l'alto.Trigramma inferioreAcqua ·
Monte: linea 1 yin, linea 2 yin, linea 3 yang, dal basso verso l'alto.Trigramma superioreMonte ·

Montagna sopra, gorgo sotto. Lo strapiombo non è davanti: è dove si sta già, sotto i piedi. Davanti c'è la montagna, e la montagna è ciò che ferma. Il Tuan lo dice in tre caratteri, c'è il ripido e ci si ferma. Delle sei linee quattro sono cedevoli, e sono le coperte. Le piene sono due e fanno due mestieri diversi. Quella al secondo posto sta nel mezzo del trigramma basso e contiene: prende dentro, fa entrare la sposa, regge la casa. Quella in cima colpisce, e il testo le mette subito un limite. Fra le cedevoli, la quarta è l'unica che non tocca nessuna linea piena, chiusa fra due simili, e la Piccola Immagine la chiama per nome: sola, lontana da ciò che ha sostanza. La quinta invece risponde alla seconda da lontano, ed è l'unica riga dichiarata propizia senza aggiungere nulla.

Il responso

Giudizio 卦辭

亨。匪我求童蒙,童蒙求我。初筮告,再三瀆,瀆則不告。利貞。

La via è aperta. Non sono io a cercare chi sta sotto la coltre: è lui a cercare me. Alla prima domanda si risponde; farla una seconda e una terza volta sporca il rito, e a chi lo sporca non si risponde. Conviene tenere fermo.

lettura filologica

L'offerta passa. Non sono io a cercare il ragazzo coperto: è il ragazzo coperto a cercare me. Alla prima consultazione con gli steli [il presagio] dichiara; una seconda e una terza volta è profanare, e chi profana non ottiene dichiarazione. Giova divinare.

Glossa carattere per carattere
hēngpresentare l'offerta ed essere accolti; stesso grafo arcaico 亯 di 享 e 烹Shaughnessy 2022
fěiil grafo è la cesta 篚; qui vale per 非, la negazione che nega l'identificazione: «non è che io…»Kunst
qiúcercare per ottenere, andare a chiedere; il verbo di chi si muove verso qualcosa che gli mancaSchuessler
tóngnella lingua arcaica il servo maschio col capo marchiato, poi il ragazzo non ancora adulto; qualifica una condizione, non un'età anagraficaSchuessler
méngla pianta che si avvinghia e ricopre (cuscuta, vilucchio), e per estensione il coprire e l'essere copertoGao Heng
shìla divinazione con gli steli di achillea — 竹 sopra la figura dell'operatore; tecnica diversa dal 卜, che è la scapulomanziaShaughnessy 2022
gàodichiarare, comunicare la risposta; nel lessico oracolare è il verbo con cui il presagio si pronunciaKunst
il canale di scolo, e quindi intorbidare, sporcare; da lì «profanare, importunare»Schuessler
zhēndivinare, sottoporre a presagio; 貞人 è il divinatore di professione nelle iscrizioni ShangKunst
Il testo è ambiguo su
  • penetrare, riuscire (lettura ricevuta)
  • 享 offerta accolta (lettura filologica)

Scelta: offerta accolta nel LIT, «la via è aperta» nel PUBIl salto LIT→PUB va annotato in ogni occorrenza, come impone §A del lessico: è una scelta espressiva motivata, non una resa ovvia. Qui il 彖 la rende ancora più leggibile, perché riprende 亨 due volte di seguito (蒙亨,以亨行) usandolo la seconda volta come nome di ciò per cui si passa.

Il testo è ambiguo su
  • rettitudine, costanza (neoconfuciana)
  • presagio saldo, divinare (oracolare)

Scelta: LIT prende l'oracolare, PUB il ramo positivo di §C2利貞 è composto con polarità fissata dal 利, quindi vale §C2 e non §C3: il PUB prende «conviene tenere fermo». Il 貞 non è nudo, e la clausola non resta oracolare.

Il testo è ambiguo su
  • il soggetto è il presagio: alla prima consultazione l'oracolo dichiara
  • il soggetto è chi è consultato: alla prima domanda gli si dichiara la risposta

Scelta: soggetto non esplicitato su entrambi gli strati; il LIT integra [il presagio] fra quadreIl cinese non ha soggetto e le due letture non si escludono: nella scena del giudizio chi risponde e ciò che risponde coincidono, perché 我 è la voce che parla per l'oracolo. Fissare il soggetto avrebbe scelto fra un testo sulla divinazione e un testo sull'insegnamento, che è esattamente la biforcazione che l'esagramma tiene aperta.

Il testo è ambiguo su 再三瀆
  • 再三 è avverbiale: «una seconda e una terza volta [si consulta]: è profanare»
  • 再三 regge 筮 sottinteso e 瀆 è predicato di quel consultare ripetuto

Scelta: la prima, con la virgola dopo 告§J: la punteggiatura è nostra e la segmentazione va dichiarata. Le due letture convergono sul senso e divergono sulla sintassi; si adotta quella che tiene 瀆 come predicato autonomo, perché la ripresa 瀆則不告 lo usa proprio così, come verbo pieno con un soggetto implicito.

Grande Immagine 大象

山下出泉,蒙;君子以果行育德。

Sotto la montagna sgorga una sorgente: è la coltre. Chi vale, da qui, porta a compimento quello che fa e alleva la forza che ha.

lettura filologica

Sotto il monte esce una sorgente: [è] la Coltre. Il signore, da questo, porta a frutto la propria condotta e nutre la propria potenza.

Glossa carattere per carattere
quánla sorgente al punto in cui esce: il grafo è l'acqua che sgorga da una cavità. Non il corso d'acqua, che ha già un lettoSchuessler
chūuscire, venire fuori — il piede che varca la soglia di una cavità
guǒil frutto sull'albero, e per estensione portare a compimento; il senso derivato «risoluto» viene da qui e non va sostituito all'immagineSchuessler
allevare, nutrire dopo il parto; il grafo è un neonato rovesciato sopra la carne. Verbo di crescita accudita, non di disciplinaGao Heng
la potenza efficace che qualcuno possiede, prima che il termine si moralizzi in «virtù»Schuessler
Il testo è ambiguo su 君子
  • il membro della casa nobiliare (senso Zhou, sociale)
  • la persona compiuta (senso confuciano, etico)

Scelta: doppio binario: LIT sociale, PUB ricevuto§B. Il senso etico entra col Lunyu, da quattro a sei secoli dopo il testo. Qui il doppio binario pesa più che altrove, perché la lettura scolastica di questo segno fa del 君子 un maestro: nello strato Zhou è chi ha rango, e ciò che gli si prescrive riguarda sé stesso — la propria condotta e la propria potenza, non quelle dell'allievo.

Il testo è ambiguo su
  • 果行 «rendere risoluta la condotta» (lettura corrente, 果 come aggettivo)
  • 果行 «portare a frutto la condotta» (immagine vegetale del grafo)

Scelta: l'immagine vegetale su entrambi gli stratiLe due letture danno la stessa prescrizione, ma la prima cancella la coppia con 育 «allevare» che la seconda metà della frase costruisce: 果 e 育 sono due verbi di crescita portata a termine, e in un segno che parla di ciò che è appena nato la coppia non è casuale. La regola 1 di traduzione impone di preservare l'immagine concreta dove le due rese sono equivalenti nel senso.

Cosa chiede

Ti chiede tempo, e lo chiede in un modo preciso. Il Tuan dice che è sotto la coltre che si alleva ciò che cresce dritto, e quel lavoro lo chiama l'opera di chi sa: non lo attribuisce a te. Il Xugua dice la stessa cosa con un'immagine di campo, il grano ancora tenero. Nutrire è un verbo lento — è dare da mangiare a un animale o a un bambino, un giorno dopo l'altro — e non ha una versione rapida. La parte tua è restare abbastanza a lungo perché la cosa possa farsi, e sopportare che nel frattempo non ci sia niente da mostrare. Il segno non promette che dopo la risposta si veda subito qualcosa. Promette che intanto, sotto, qualcosa cresce.

Dove si sbaglia. Quasi tutti leggono questo segno mettendosi dalla parte di chi insegna. È comodo: il coperto è sempre qualcun altro, e il testo diventa un manuale su come trattare chi non capisce. Ma la consultazione l'hai fatta tu, e nel giudizio chi parla è la voce dell'oracolo: il ragazzo che si muove sei tu. Il secondo errore sta nella stessa riga e si vede meno. Chiedere tre volte la stessa cosa sembra prudenza. Il libro lo chiama sporcare, e smette di rispondere.

Nelle diverse aree

Lavoro
Ti manca qualcosa che qualcun altro ha, e nessuno te lo porterà a casa. Chiedi una volta, in modo chiaro, alla persona giusta. Poi lavora sulla risposta che hai avuto, non su quella che volevi.
Relazioni
Il Tuan mette il legame dove non c'è contatto: la seconda linea e la quinta si rispondono da lontano, e lo commenta con due parole, i due intenti si rispondono. Non conta la vicinanza e non conta chi dei due sta più in alto. Conta che siano girati l'uno verso l'altro. Dove l'intento è uno solo la scena non si compone: chi chiede e non trova nessuno resta coperto, e chi risponde a una domanda che non gli è stata fatta sta soltanto parlando.
Decisione
Deciderai senza vedere tutto: la coltre non si alza prima. L'unico criterio che il segno offre è quello del Tuan, cogliere il centro nel proprio tempo — e centro qui vuol dire bersaglio colpito, non media fra due estremi. Aspettare di sapere abbastanza non è prudenza: è la coltre che si fa passare per metodo.
Interiorità
Essere coperti all'inizio è la condizione di tutto ciò che nasce, non un tuo difetto: il segno lo attribuisce al momento, non a te. La Grande Immagine mostra il punto in cui sei, non quello a cui devi arrivare — una sorgente appena uscita, senza letto e senza direzione, con la montagna sopra che le toglie la vista. Portare a frutto la condotta e nutrire la propria forza sono compiti che il libro assegna a chi tiene la posizione, e non è il posto che occupi adesso. Quello che è tuo è più piccolo e più difficile: restare sotto la coltre senza chiamarla incapacità, e muoverti a chiedere.

Questo segno è uscito nella tua interrogazione?

La pagina spiega il segno in sé. Il consulto parte dal tuo quesito e dalle linee che il tiro ha mosso.

Interroga l'oracolo

Le sei linee

Dal basso verso l'alto. Una linea si legge solo quando il tiro la indica mutevole.

  1. prima linea初六

    Testo

    發蒙,利用刑人,用說桎梏,以往吝。

    Si apre la coltre. È il momento di far valere la pena, e di servirsene per togliere ceppi e manette. Ma da qui andare oltre porta a stringersi.

    lettura filologica

    Aprire la coltre. Giova impiegare la pena sugli uomini, e impiegarla per sciogliere ceppi e manette [說, letto come prestito per 脫 «togliere»]. Da qui andare oltre: strettezza.

    Glossa carattere per carattere
    far partire la freccia dall'arco, e da lì aprire, sciogliere, mettere in moto; non «illuminare»Schuessler
    xíngla pena corporale comminata dall'autorità; il grafo accosta il coltello a una cornice. Imparentato con 型, la forma di fusione che dà sagomaKunst
    tuōscritto 說 «dire», qui letto come prestito per 脫 «sfilare, togliere di dosso»; lettura corrente dell'apparato per questa rigaGao Heng
    zhìil ceppo di legno che serra i piediSchuessler
    il legno che serra le mani; con 桎 forma il binome della costrizione completaSchuessler
    lìnil farsi stretto, il restringersi dello spazio di manovraKunst
    Il testo è ambiguo su
    • 說 shuō «dire, spiegare»: impiegarla per spiegare i ceppi
    • 說 letto 脫 tuō «togliere»: impiegarla per sfilare i ceppi

    Scelta: il prestito 脫 su entrambi gli strati; il carattere scritto 說 resta esposto nel LIT fra quadre§I, nella forma della sua riga 亨: il LIT segue il prestito e tiene visibile il grafo scritto, come fa con «l'offerta passa» per 亨 letto via 享. Non si applica qui il trattamento di 枕/沈 e 孚/俘, dove il carattere scritto dà comunque una frase sensata e può restare nel corpo del LIT: «impiegarla per dire ceppi e manette» non è una frase che il lessico oracolare conosca, e un LIT che la scrivesse esporrebbe una lettura che nessuno sostiene. Il prestito è largamente attestato dall'apparato per questa riga e non è adottato perché suoni meglio: la costruzione 用說桎梏 richiede un verbo transitivo che agisca sul binome della costrizione. La conferma interna è la Piccola Immagine, 以正法也: la pena qui rimette a posto una norma, non commenta. La prosa di §I e la sua tabella divergono su quale dei due trattamenti sia la regola: la questione è girata al revisore umano.

    Il testo è ambiguo su 利用刑人
    • 刑人 verbale: «infliggere pena agli uomini»
    • 刑人 nominale: «l'uomo già punito, il mutilato», che si impiega

    Scelta: la verbale su entrambi gli stratiLa lettura nominale è possibile in astratto — 刑人 è espressione attestata per il condannato mutilato — ma il seguito immediato parla di ceppi da togliere, e la Piccola Immagine glossa con 正法, raddrizzare la norma: entrambe le riprese descrivono un atto di giustizia in corso, non l'impiego di una persona.

    Piccola Immagine 小象

    利用刑人,以正法也。

    Far valere la pena serve a rimettere dritta la regola.

    lettura filologica

    «Giova impiegare la pena sugli uomini»: [serve] a raddrizzare la norma.

    Glossa carattere per carattere
    zhèngandare dritto verso il bersaglio, e da lì raddrizzare ciò che ha preso stortoSchuessler
    la norma, il modello; la forma piena 灋 accosta l'acqua che pareggia e il 廌, l'animale che nella leggenda giudiziaria indicava il colpevoleSchuessler

    Si apre la coltre, e la prima cosa che compare è una pena. Non è durezza gratuita: il testo dice subito a cosa serve, a togliere ceppi e manette. È la regola che libera, la sanzione applicata una volta perché non serva più. La Piccola Immagine la àncora: serve a rimettere dritta la norma, non a colpire qualcuno. Poi arriva il limite, e arriva nella stessa riga. Andare oltre porta a stringersi. La misura vale finché apre.

    Quando muove. Muove quando la cosa da fare è porre una regola all'inizio di qualcosa, e porla chiara. È il momento in cui una restrizione scelta bene costa poco e vale per anni. La linea segnala anche la scadenza: quella fermezza ha una durata, e riconoscerla fa parte del gesto.

    Attenzione. Il testo mette il limite nella stessa riga in cui dà il permesso. Una disciplina che ha aperto qualcosa e continua a stringere ha cambiato mestiere, e di solito nessuno se ne accorge dall'interno.

  2. seconda linea九二

    Testo

    包蒙吉,納婦吉,子克家。

    Fare posto a chi sta sotto la coltre: è propizio. Portare in casa la sposa: è propizio. Il figlio regge la casa.

    lettura filologica

    Avvolgere ciò che è coperto: fausto. Far entrare la sposa: fausto. Il figlio è all'altezza della casa.

    Glossa carattere per carattere
    bāoavvolgere, contenere dentro di sé; il grafo raffigura il feto racchiuso. Non «dominare» né «tollerare»Schuessler
    far entrare, introdurre dentro casa; 納婦 è l'atto con cui la sposa viene ricevuta nella casa del maritoKunst
    la donna sposata, distinta da 女; il grafo affianca la donna alla scopa, insegna del suo posto nella casaSchuessler
    essere all'altezza di, riuscire a portare; il grafo è un uomo sotto un carico. Il senso «vincere» è derivatoGao Heng
    jiāla casa come unità che comprende persone e beni; il grafo mette il maiale sotto il tettoSchuessler
    Il testo è ambiguo su
    • 包 «avvolgere, contenere»
    • 包 letto per 苞 «legare in fascio, avviluppare come fa la guaina della pianta»

    Scelta: «avvolgere» su entrambi gli strati, senza adottare il prestito§I in senso restrittivo: il prestito 苞 non è attestato qui con forza sufficiente, e in assenza di attestazione vale il carattere scritto. Le due letture del resto convergono sull'immagine del contenere, e 包 la porta già per proprio conto.

    Piccola Immagine 小象

    子克家,剛柔節也。

    Il figlio regge la casa: il duro e il cedevole trovano fra loro la giusta misura.

    lettura filologica

    «Il figlio è all'altezza della casa»: duro e cedevole si annodano a vicenda [節, il nodo del bambù: il punto in cui il fusto si dà misura; una seconda tradizione legge 接, «si congiungono»].

    Glossa carattere per carattere
    gāngduro come il metallo temprato, che non si piega
    róuflessibile, che cede senza rompersi — non «debole»
    jiéil nodo del bambù: il punto in cui il fusto si articola e si dà una misura. Da lì «regolare, contenere entro una giusta quantità»Schuessler
    Il testo è ambiguo su
    • 節 «si danno misura, si regolano a vicenda» (lezione di Wikisource, nostra base)
    • 接 «si congiungono, entrano in contatto» (lezione della seconda edizione collazionata)

    Scelta: 節, con la seconda lezione registrata e non applicataDivergenza di sostanza fra le due edizioni collazionate, non variante grafica: 節 dice che duro e cedevole si contengono a vicenda, 接 che si toccano. La fonte primaria resta Wikisource e la sua lezione non si emenda, ma la lezione concorrente cambia il commento della riga e va registrata. Non è stata portata nel campo varianti perché l'enumerazione dello schema ammette solo testimoni manoscritti e le due edizioni a stampa non vi rientrano.

    La linea che fa posto. Avvolge chi sta sotto la coltre invece di scoprirlo a forza, e il testo la dichiara propizia senza condizioni. Accanto mette due scene di casa: la sposa che entra, il figlio che regge. Non sono figure di autorità, sono immagini di una casa che si allarga e sta in piedi lo stesso. La Piccola Immagine dice perché funziona: il duro e il cedevole trovano fra loro una misura. Chi accoglie non rinuncia alla propria consistenza.

    Quando muove. Muove quando la posizione che ti tocca è quella di chi tiene, non di chi impara. Non ti chiede di sapere tutto: ti chiede di fare spazio e di reggere il peso di chi entra. Il figlio che sostiene la casa è giovane, e la casa sta su.

  3. terza linea六三

    Testo

    勿用取女,見金夫,不有躬,无攸利。

    Non prenderla in moglie. Vede l'uomo che porta il metallo e non si appartiene più. Non c'è vantaggio in nulla.

    lettura filologica

    Non impiegarsi a prendere la donna [取, per 娶 «prendere moglie»]. Vede l'uomo del bronzo e non tiene il proprio corpo. Nulla di cui giovarsi.

    Glossa carattere per carattere
    勿用wù yòngnon impiegare, non mettere in opera; qui regge un verbo posposto (取女) e non un oggetto antepostoKunst
    prendere — il grafo è la mano sull'orecchio reciso del nemico; qui nella funzione poi specializzata da 娶, prendere moglieSchuessler
    jīnil metallo fuso, nel Zhou anzitutto il bronzo: insieme la ricchezza e l'armaSchuessler
    l'uomo adulto, e nel contesto matrimoniale il marito; il grafo è l'uomo con la spilla del copricapo virile
    gōngil proprio corpo, la persona in quanto si possiede; il grafo piega il corpo come un arcoGao Heng
    Il testo è ambiguo su
    • jiàn «vedere»: la donna vede l'uomo del bronzo
    • xiàn «apparire»: appare un uomo del bronzo

    Scelta: jiàn, «vede»Registrazione §G, unica occorrenza di 見 in questo esagramma. La lettura xiàn è grammaticalmente possibile ma lascia 不有躬 senza un soggetto che l'abbia appena compiuto un'azione: con jiàn la sequenza vede → non si tiene è continua e ha un solo soggetto, ed è la costruzione che la Piccola Immagine presuppone glossando 行不順也, dove 行 è la condotta di qualcuno.

    Il testo è ambiguo su 不有躬
    • il soggetto è la donna: non tiene il proprio corpo, non si appartiene
    • il soggetto è il 金夫: è un uomo del bronzo che non ha corpo, cioè non ha sostanza propria

    Scelta: la prima su entrambi gli strati, la seconda registrata§J: la segmentazione è nostra e va dichiarata dove è contesa. La seconda lettura è minoritaria e ribalta il giudizio della riga — non sarebbe la donna a perdersi ma l'uomo a essere di facciata. Si adotta la prima perché il 小象 imputa a 行, la condotta, l'essere fuori verso, e in una scena di trattativa nuziale il soggetto della condotta è chi si sta muovendo.

    Piccola Immagine 小象

    勿用取女,行不順也。

    Non prenderla in moglie: quello che fa non segue il verso delle cose.

    lettura filologica

    «Non impiegarsi a prendere la donna»: la condotta non va con la corrente.

    Glossa carattere per carattere
    shùnandare col verso, seguire la corrente; il grafo accosta il fiume 川 alla testa 頁, cioè il capo voltato dalla parte in cui l'acqua vaSchuessler

    L'unica riga senza la parola coltre, e l'unica che dice di lasciar perdere. È una trattativa di nozze che salta: appena compare l'uomo che porta il metallo, chi doveva essere presa in moglie non si appartiene più. Metallo è ricchezza e insieme arma, e il testo non dice quale delle due attiri. La sentenza viene da un mondo in cui le alleanze si contrattavano fra casate: quello che resta valido è il meccanismo, non il verdetto sulla ragazza.

    Quando muove. Muove quando una cosa sembra a portata di mano e conviene non prenderla. Non perché sia indegna, ma perché ciò che la rende attraente non è ciò che poi la terrà insieme. La linea non chiede di correggere nessuno. Chiede di non firmare.

    Attenzione. Il rischio non è che qualcuno ti inganni. È che a spostare l'intento sia il metallo, che qui è insieme la ricchezza e l'arma e non dichiara quale delle due stia attirando: te ne accorgi dopo, e l'intento si era mosso molto prima della decisione.

  4. quarta linea六四

    Testo

    困蒙,吝。

    Chiuso dentro la coltre. Si va allo stretto.

    lettura filologica

    Serrato nella coltre. Strettezza.

    Glossa carattere per carattere
    kùnl'albero dentro il recinto: essere circoscritto senza spazio per crescere, e da lì lo sfinimento. Nome dell'esagramma 47Schuessler
    lìnil farsi stretto; nel lessico oracolare è l'esito che non è cattivo ma toglie margineKunst

    Piccola Immagine 小象

    困蒙之吝,獨遠實也。

    Chiuso nella coltre e allo stretto: è l'unico che resta lontano da ciò che ha sostanza.

    lettura filologica

    La strettezza di «serrato nella coltre»: è il solo a stare lontano dal pieno [實, la linea intera, contro il vuoto della spezzata].

    Glossa carattere per carattere
    solo, senza compagni; il grafo è la bestia che non va in brancoSchuessler
    shíciò che è pieno: il grafo mette sotto il tetto le conchiglie infilate. Nel linguaggio delle linee designa il pieno, cioè lo yang, contro il vuoto della linea spezzataGao Heng

    Chiuso dentro la coltre. Due caratteri e un pronostico stretto: è la riga più povera del segno, e la povertà è il punto. La Piccola Immagine dice esattamente cosa manca. È l'unico posto della figura che non tocca nessuna linea piena, solo, lontano da ciò che ha sostanza. Non è chiuso perché ha sbagliato. È chiuso perché sta in mezzo a gente nella sua stessa condizione, e nessuno di loro può aprirgli niente.

    Quando muove. Muove quando l'isolamento non è stato scelto e da dentro non si vede. Tutti intorno confermano quello che pensi, perché stanno dove stai tu. La linea non offre un rimedio, dice dov'è il difetto: la distanza da chi ha qualcosa di solido, che è distanza di posizione e non di merito.

    Attenzione. Lo stretto qui non si allarga da sé, e nemmeno applicandosi di più. Il giudizio non riguarda quanto ti impegni. Riguarda chi hai intorno mentre ti impegni.

  5. quinta linea六五

    Testo

    童蒙,吉。

    Il ragazzo sotto la coltre. È propizio.

    lettura filologica

    Il ragazzo coperto. Fausto.

    Glossa carattere per carattere
    tóngil ragazzo non ancora adulto; nel giudizio è il soggetto che va a cercare, e il carattere torna qui al posto che comandaSchuessler
    l'esito favorevole del presagio, dato senza condizioni né riserveKunst

    Piccola Immagine 小象

    童蒙之吉,順以巽也。

    Il ragazzo sotto la coltre è propizio: segue il verso, e per questo sa entrare senza forzare.

    lettura filologica

    Il fausto del «ragazzo coperto»: va con la corrente, e per questo si piega [巽, che vale anche 遜 «cedere il passo»].

    Glossa carattere per carattere
    xùnnome del trigramma del vento e del legno, e verbo: entrare penetrando senza urto, piegarsi. Vale anche per 遜, cedere il passoGao Heng
    Il testo è ambiguo su
    • 巽 come qualità del trigramma: entrare, penetrare senza forzare
    • 巽 letto 遜: cedere il passo, farsi da parte

    Scelta: l'entrare nel PUB, la deferenza segnalata nel LIT fra quadreIl carattere porta le due cose insieme e nessuna delle due è secondaria. Nel PUB si sceglie l'entrare perché regge il commento della riga: chi sta al quinto posto e continua a chiedere non si sta ritirando, si sta facendo strada per una via che dall'alto di solito si chiude. La deferenza resta esposta nel LIT, dove il compito è mostrare e non risolvere.

    Il ragazzo sotto la coltre, e basta: propizio. È il posto che comanda, e il libro lo riempie con qualcuno che non sa. Non è un paradosso. La Piccola Immagine dà la ragione in una clausola sola: segue il verso, e per questo sa entrare senza forzare. Chi sta in alto e continua a chiedere tiene aperta l'unica cosa che dall'alto si chiude per prima. È anche la sola riga del segno ridotta a questo: un soggetto e un esito favorevole, senza nient'altro attorno.

    Quando muove. Muove quando hai responsabilità e ti manca ancora una parte grossa di quello che servirebbe. La linea dice che la combinazione regge, e non ci mette clausole: è l'unico punto del segno in cui il libro dà l'esito favorevole e si ferma lì. La Piccola Immagine spiega perché regge — si va con la corrente e si entra senza urtare — ma lo dice come constatazione, non come condizione.

  6. sesta linea上九

    Testo

    擊蒙,不利為寇,利禦寇。

    Si colpisce la coltre. Farsi predoni non porta vantaggio: conviene difendersi, non assalire.

    lettura filologica

    Colpire la coltre. Non giova farsi predone; giova respingere i predoni.

    Glossa carattere per carattere
    battere, dare un colpo secco; il grafo colpisce il mozzo della ruota. Verbo materiale, non figuratoSchuessler
    wéifare, agire da, comportarsi come; 為寇 è mettersi nella parte del predone
    kòuil predone che entra e colpisce: il grafo mette sotto il tetto una testa e il bastone. Non il nemico in campo aperto, ma chi irrompeKunst
    tenere lontano, parare; l'atto di chi sta fermo e respingeSchuessler
    Il testo è ambiguo su 擊蒙
    • si colpisce ciò che copre: il colpo toglie la coltre
    • si colpisce chi è coperto: il colpo cade sull'ignorante

    Scelta: entrambe tenute, senza soggetto esplicito né oggetto risoltoLa riga è costruita sull'ambivalenza e la frase successiva serve proprio a dirimerla per via pratica invece che grammaticale: il colpo è ammesso se para, non se assale. Fissare l'oggetto avrebbe reso superflua la clausola sui predoni, che è invece il cuore della riga. Il LIT e il PUB conservano quindi la stessa apertura del cinese.

    Piccola Immagine 小象

    利用禦寇,上下順也。

    Difendersi invece di assalire: chi è sopra e chi è sotto seguono lo stesso verso.

    lettura filologica

    «Giova impiegare [le forze] nel respingere i predoni»: chi sta sopra e chi sta sotto vanno con la stessa corrente.

    Glossa carattere per carattere
    shùnandare col verso, nella stessa direzione della corrente; stesso carattere del 小象 del 六三 e del 六五Schuessler
    Il testo è ambiguo su 利用禦寇
    • il 小象 cita il 爻辭 alla lettera
    • il 小象 cita con 用 in più: 利用禦寇 contro 利禦寇 del 爻辭

    Scelta: si trascrivono entrambe le forme come stanno, senza uniformareIl 爻辭 ha 利禦寇 e la sua Piccola Immagine ha 利用禦寇: il 用 in più è nel testo ricevuto di entrambe le edizioni collazionate e non è un errore di trascrizione. Uniformarlo avrebbe toccato il campo zh, che è la base legale. Di conseguenza il 小象 non riprende nessun trigramma di caratteri del 爻辭 identico, e il cancello sulla ripresa dà avviso: l'avviso è giustificato dal testo.

    Si colpisce la coltre. Il verbo è materiale, battere, dare un colpo secco, e il testo non lo ritira: lo delimita nella frase dopo. Farsi predoni non porta vantaggio, conviene difendersi e non assalire. Il predone del testo è chi irrompe sotto il tetto, non chi aspetta fuori: il colpo è ammesso quando ferma un'irruzione, non quando la comincia. La Piccola Immagine dà la prova che il limite ha tenuto: chi sta sopra e chi sta sotto seguono lo stesso verso.

    Quando muove. Muove quando la cosa da fare è netta e sbrigativa, e il rischio non è farla ma il gusto di farla. La linea non vieta la durezza, le chiede di essere difensiva. La domanda da porsi prima è semplice: questo colpo ferma un'irruzione, o è lui l'irruzione.

    Attenzione. Fra parare e assalire il gesto è quasi identico, e chi lo compie non sente la differenza. La sente chi lo riceve, e si vede dopo, da come le persone stanno ancora insieme.

I commentari antichi

Tuanzhuan 彖傳

蒙,山下有險,險而止,蒙。蒙亨,以亨行,時中也。匪我求童蒙,童蒙求我,志應也。初筮告,以剛中也。再三瀆,瀆則不告,瀆蒙也。蒙以養正,聖功也。

La coltre: sotto la montagna c'è lo strapiombo; c'è lo strapiombo, e ci si ferma. Se la via è aperta, è perché ci si muove là dove passa, e si coglie il centro del momento. Non sono io a cercare chi sta sotto la coltre: è lui a cercare me, e i due intenti si rispondono. Alla prima domanda si risponde, perché il saldo sta nel mezzo. Alla seconda e alla terza si sporca il rito, e a chi lo sporca non si risponde: insistendo si sporca proprio ciò che si voleva scoprire. È sotto la coltre che si alleva ciò che cresce dritto: questo è il lavoro di chi sa.

lettura filologica

La Coltre: sotto il monte c'è lo scosceso; scosceso, e ci si ferma: la Coltre. «L'offerta della Coltre passa»: si agisce per la via che passa, e si sta nel mezzo del tempo. «Non sono io a cercare il ragazzo coperto: è il ragazzo coperto a cercare me»: i due intenti si rispondono. «Alla prima consultazione [il presagio] dichiara»: perché il duro sta nel mezzo. «Una seconda e una terza volta è profanare, e chi profana non ottiene dichiarazione»: si profana ciò che era coperto. Con la Coltre si nutre ciò che è dritto: è l'opera del santo.

Glossa carattere per carattere
xiǎnil luogo scosceso e malfido; qualità che i commentari assegnano al trigramma 坎Gao Heng
zhǐil piede fermo: fermarsi e restare; qualità del trigramma 艮Schuessler
時中shí zhōngcolpire il centro del proprio tempo; 中 è il bersaglio colpito, non la media fra due estremiGao Heng
zhìl'intento, la direzione in cui il cuore è puntatoSchuessler
yìngrispondere come risponde una corda accordata; nel linguaggio delle linee è la corrispondenza fra secondo e quinto posto
yǎngnutrire come si nutre un capo di bestiame o un bambino: dare da mangiare nel tempo lungoSchuessler
shèngil grafo unisce orecchio, bocca e persona: chi ode con acutezza e sa dire. «Santo, saggio» è resa tarda di questa competenza uditivaSchuessler
gōngl'opera compiuta, il lavoro che ha prodotto un risultato; forza 力 accostata allo squadro 工
Il testo è ambiguo su 瀆蒙也
  • si profana ciò che è coperto, cioè l'oggetto stesso della domanda
  • si profana il ragazzo coperto, cioè chi ha chiesto

Scelta: la prima nel LIT e nel PUB, con la seconda ricompresa nella resa蒙 in questo trattato oscilla di continuo fra il nome del segno, la condizione di essere coperto e la persona che vi si trova: la clausola sfrutta l'oscillazione. Il PUB tiene la prima lettura («si sporca proprio ciò che si voleva scoprire») perché è quella che spiega il rifiuto dell'oracolo; la seconda non è esclusa, ed è la ragione per cui il commentario della scheda parla di chi chiede e non solo della domanda.

Xugua 序卦

物生必蒙,故受之以《蒙》。《蒙》者,蒙也,物之稺也。

Ciò che nasce è per forza coperto: per questo dopo viene la coltre. Coltre vuol dire coprire, e vuol dire l'età tenera di ciò che è appena venuto al mondo.

lettura filologica

Quando le cose nascono sono per forza coperte: per questo si riceve poi la Coltre. La Coltre è il coprire; è la tenerezza delle cose.

Glossa carattere per carattere
necessariamente, senza eccezione; qui dichiara una condizione della nascita, non una probabilità
zhìforma piena di 稚: il grano ancora giovane, e da lì tenero, non maturo. L'immagine resta agricolaSchuessler
Il testo è ambiguo su
  • 蒙者蒙也: il segno è glossato con sé stesso, cioè col verbo «coprire»
  • il secondo 蒙 vale già «l'essere ottenebrato», senso derivato

Scelta: il verbo «coprire», con la seconda glossa del trattato (稺) che fa da controprovaLa glossa tautologica non è un difetto del trattato: serve a dire che il nome del segno va preso nel senso proprio, e infatti la frase seguente lo àncora al grano tenero. È il sostegno documentale della scelta del titolo italiano, che tiene la cosa che copre e non l'effetto sulla vista.

Zagua 雜卦

《蒙》雜而著。

La coltre è tutto confuso insieme, ed è lì che una cosa viene fuori.

lettura filologica

La Coltre è mescolata, e [proprio così] si fa manifesta.

Glossa carattere per carattere
mescolato, di più colori insieme; la forma antica 襍 raffigura stoffe di tinte diverse cuciteSchuessler
zhùfarsi visibile, risaltare; la lettura zhuó dello stesso grafo vale «aderire, attaccarsi»Gao Heng
Il testo è ambiguo su
  • zhù «si fa manifesto, risalta»
  • zhuó «aderisce, si attacca»

Scelta: zhù su entrambi gli stratiIl 雜卦 accoppia questa clausola a quella del 屯 (見而不失其居), e la coppia è costruita sul mostrarsi: 見 di là, 著 di qua. La lettura zhuó darebbe un'immagine di adesione che nulla nel segno sostiene, mentre il farsi manifesto da dentro il mescolato è precisamente ciò che la sorgente sotto la montagna fa.

Segni collegati

Provenienza del testo

Fonte cinese:
https://zh.wikisource.org/wiki/周易/蒙 (PD-old + CC BY-SA), per il tramite di fonte/04-meng.json, con collazione doppia su https://www.eee-learning.com/book/eee4. 序卦 e 雜卦 per il tramite di fonte/_sequenze.json, chiave «4».
Collazionato con:
eee-learning.com/book/eee4 — seconda edizione, collazione doppia registrata nella fonte; Zhouyi Yinde 1935 (biroco.com); Kanripo KR1a0001 — solo collazione, mai base
Apparato:
Kunst, The Original Yijing (1985) — note manoscritte su humancomp.org; Shaughnessy, The Origin and Early Development of the Zhou Changes (Brill 2022, OA); Gao Heng, Zhouyi gujing jinzhu; Schuessler, ABC Etymological Dictionary of Old Chinese; Baxter-Sagart 2014

Note di edizione

  • TITOLO — esercitata la riserva di leggibilità di §H, che per questo segno è pre-autorizzata. La tabella dei primi otto registra «L'Offuscamento» e aggiunge in nota: «Alternativa se Offuscamento risulta pesante in pagina: La Coltre». Si è presa l'alternativa. Due ragioni, entrambe interne al criterio §H e non di gusto. (a) 蒙 nomina la pianta che ricopre; «offuscamento» nomina l'effetto sulla vista, cioè un grado di astrazione più in là, ed è lo stesso scarto che §H contesta a «L'Inesperienza». (b) Ragione decisiva, di tenuta: 蒙 in questo esagramma non è solo un titolo, è un sostantivo comune che ricorre in cinque righe su sei (發蒙, 包蒙, 困蒙, 童蒙, 擊蒙), più il 卦辭, il 彖 due volte, il 序卦 e il 雜卦. Titolo e corpo devono portare la stessa parola, altrimenti si perde il filo su cui l'intero segno è costruito. «Colpire la coltre» si dice; «colpire l'offuscamento» no. È l'applicazione, dentro un segno solo, della logica che §H usa fra segni con la regola delle coppie. «L'Offuscamento» resta registrato in titolo_alt.
  • RESA DI GOVERNO — §K. La scelta di rendere 蒙 con «la coltre» in ogni occorrenza pubblicabile governa il PUB dell'intero esagramma: giudizio, Grande Immagine, cinque righe su sei,彖, 序卦, 雜卦. Si dichiara qui come scelta di edizione, non come resa improvvisata riga per riga. Il vincolo che ne discende è preciso: la parola non si sostituisce mai con sinonimi di comodo («nebbia», «velo», «ignoranza») per variare il ritmo, perché è la ricorrenza identica del carattere a costruire il segno. Il LIT usa «la Coltre» dove 蒙 è il nome del segno e «coperto / ciò che è coperto» dove è predicato o sostantivo comune, distinzione che il PUB non può permettersi e che è il tipo di informazione per cui il doppio strato esiste.
  • 勿用 al 六三 — TERZO CASO SINTATTICO, non previsto da §D1. La sezione sdoppia 勿用 in assoluto («non muoverti») e transitivo con oggetto anteposto («non metterlo all'opera»). Qui 勿用取女 non è nessuno dei due: 勿用 regge un sintagma verbale posposto (取女), non un oggetto anteposto e non è isolato. Applicare il ramo assoluto avrebbe prodotto «non muoverti: prendere la donna», che è agrammaticale, ed è esattamente l'errore che §D1 vuole prevenire nella direzione opposta. Si è reso: LIT «Non impiegarsi a prendere la donna», che conserva 用 come verbo; PUB «Non prenderla in moglie», che rende la sospensione dell'atto senza fingere un imperativo generico. Il criterio resta quello dichiarato da §D1, cioè sintattico e non interpretativo. Da portare in escalation per un'eventuale v1.2 del lessico: la casistica di 勿用 è a tre rami, non a due.
  • 說 al 初六 — PRESTITO GRAFICO, applicato §I nella forma della sua riga 亨. Il carattere scritto è 說 «dire»; l'apparato lo legge come prestito per 脫 «togliere di dosso». Entrambi gli strati seguono il prestito; il LIT tiene esposto il carattere scritto fra quadre, esattamente come fa con 亨 letto via 享 («l'offerta passa»). Non si applica qui il trattamento riservato da §I a 枕/沈 e a 孚/俘, dove il carattere scritto dà comunque una frase sensata e resta nel corpo del LIT: «impiegarla per dire ceppi e manette» non è italiano né lessico oracolare, e un LIT che la scrivesse esporrebbe una lettura che nessuno sostiene — esporre non significa stampare l'implausibile. Il prestito non è adottato perché suoni meglio ma perché attestato e perché la sintassi lo richiede: 用說桎梏 vuole un verbo transitivo che agisca sul binome della costrizione, e la Piccola Immagine (以正法也) descrive un atto di giustizia in corso, non un commento. CORREZIONE IN RIFINITURA: la prima redazione dichiarava in «scelta» un comportamento (il LIT tiene 說) diverso da quello effettivamente eseguito dal LIT. Si è allineata la dichiarazione all'esecuzione e non viceversa, perché l'esecuzione era corretta e la dichiarazione no; il campo strato passa da «pub» a «entrambi». Resta la divergenza fra la prosa di §I e la sua tabella, che è materia del revisore umano. Contro-esempio nello stesso file: al 九二 il possibile prestito 包 → 苞 NON è stato adottato, perché non ha attestazione sufficiente e le due letture convergono comunque. La coppia dei due casi è la dimostrazione che §I è stata applicata come regola e non come licenza.
  • 見 — REGISTRAZIONE §G. Unica occorrenza in questo esagramma, al 六三: 見金夫. Letta jiàn «vede», non xiàn «appare». Motivo: con xiàn la clausola seguente 不有躬 resterebbe senza un soggetto che abbia appena agito, mentre con jiàn la sequenza vede → non si tiene ha un soggetto solo e continuo; la Piccola Immagine conferma glossando 行不順也, dove 行 è la condotta di una persona che si muove. Da riportare nella tabella §G del lessico.
  • 貞 — non c'è nessun 貞 nudo in questo esagramma. L'unica occorrenza è 利貞 nel 卦辭, composto con polarità fissata dal 利: vale §C2 e non §C3, quindi il PUB prende «conviene tenere fermo». La distinzione è stata verificata esplicitamente perché il 蒙 è un segno in cui il tema della consultazione è centrale e la tentazione di leggere 貞 come atto oracolare anche qui era forte: sarebbe stato un errore, perché §C3 si applica all'assenza di prognostico, non alla presenza del tema.
  • AGENCY. Il testo distribuisce così, e il commentario segue. Al momento appartengono 物生必蒙 del 序卦 (ciò che nasce è per forza coperto: è una condizione della nascita, non una colpa) e 時中 del 彖 (il centro va colto nel proprio tempo). Alla persona che consulta appartiene il movimento decisivo, 童蒙求我: è il coperto a cercare, e il giudizio lo dice per negazione prima e per affermazione poi, cioè con l'enfasi massima che la sintassi consente. Alla persona che tiene la posizione appartengono 果行育德 della Grande Immagine, 包蒙 e 納婦 al 九二, la pena che apre al 初六 e il limite al colpo del 上九. Al 六四 il testo assegna una causa esterna e la nomina: 獨遠實也, è la posizione a essere lontana dal pieno, e per questo il commentario di quella riga non imputa l'isolamento a chi lo subisce. Nessuna occorrenza di 災 né di 眚 in questo esagramma: non si usa in nessun punto il lessico del colpo che arriva da fuori.
  • 六三 e il trattamento della misoginia del testo. La riga giudica una donna che, vista la ricchezza, «non tiene il proprio corpo», e chiude con 无攸利. Non è stata addolcita nella traduzione: LIT e PUB dicono quello che il cinese dice, e la Piccola Immagine (行不順也) è resa senza attenuazioni. Nel commentario si è fatta una scelta esplicita: la lettura colloca la sentenza nel suo mondo — le alleanze contrattate fra casate — e trattiene il meccanismo (ciò che luccica sposta l'intento prima che la decisione arrivi), non il verdetto sulla persona. Il blocco attenzione è quindi rivolto a chi legge e al proprio movimento, non alla ragazza della scena. La scelta è registrata qui perché è una decisione editoriale e non una sfumatura di stile.
  • attenzione = null al 九二 e al 六五, le uniche due righe del segno prive di ammonimento. Il 九二 porta 吉 due volte e chiude con 子克家, e la sua Piccola Immagine (剛柔節也) è una constatazione favorevole. Il 六五 è 童蒙,吉 e basta, con 順以巽也. Forzarvi un ammonimento avrebbe contraddetto il testo su due righe su sei, che è la percentuale in cui l'ammonimento smette di essere un dato e diventa un tic redazionale. Le altre quattro righe portano tutte un ammonimento reale e lo conservano: 以往吝 al 初六, 无攸利 al 六三, 吝 al 六四, 不利為寇 al 上九.
  • AVVISI ATTESI DAI CANCELLI, valutati e non corretti. Tutti e tre riguardano il cancello sulla ripresa del 爻辭 da parte del 小象, e tutti e tre sono giustificati dal testo. (a) Linee 4 e 5: le Piccole Immagini citano il 爻辭 inserendo la particella 之 fra soggetto e prognostico (困蒙之吝 contro 困蒙,吝; 童蒙之吉 contro 童蒙,吉), costruzione nominalizzante regolare del 象傳. La citazione è integrale, ma nessuna sequenza di tre caratteri resta contigua, e il controllo automatico non può vederlo. (b) Linea 6: il 爻辭 ha 利禦寇, la sua Piccola Immagine ha 利用禦寇, con un 用 in più. È il testo ricevuto di entrambe le edizioni collazionate, non un errore di trascrizione, e uniformare avrebbe toccato il campo zh, che è la base legale; registrato anche in ambiguita sulla Piccola Immagine della riga. Nessuno dei tre avvisi va corretto: correggerli significherebbe riscrivere il cinese per far tacere lo script.
  • 節 contro 接 nel 小象 del 九二 — divergenza di sostanza fra le due edizioni collazionate, segnalata dalla fonte. Wikisource, che è la base, legge 節 «si danno misura»; la seconda edizione legge 接 «si congiungono». La lezione della base non è stata emendata. La lezione concorrente non è finita nel campo varianti perché l'enumerazione dello schema ammette solo testimoni manoscritti (Mawangdui, Shanghai, Fuyang, Ruan Yuan, Zhouyi Yinde) e due edizioni a stampa moderne non vi rientrano: è registrata in ambiguita, dove è visibile e motivata. Segnalazione allo schema: manca un canale per le divergenze fra edizioni a stampa collazionate, che il processo di fonte produce di serie.
  • 卦辭 senza 蒙 in testa. La fonte registra che Wikisource apre il giudizio con 亨 mentre la seconda edizione premette 蒙,亨. Si è tenuta la lezione della fonte primaria, senza integrare il nome del segno: il cancello di provenienza ammette la differenza in testa proprio per questo caso. Nel LIT non si è aggiunta l'integrazione fra quadre, perché non è una lacuna del senso ma una convenzione redazionale delle edizioni.
  • 雜卦 — la fonte fornisce il testo in caratteri semplificati (《蒙》杂而著。). Convertito il solo carattere interessato: 杂 → 雜. Nessun'altra conversione necessaria su questa clausola. La conversione è documentata perché tocca il campo zh, che è la base legale. Stesso trattamento già applicato al 屯.
  • 大象 — il trigramma inferiore 坎 è reso 泉 «sorgente» e non 水 «acqua» né «gorgo». Non è una nostra licenza: è il 大象 a scriverlo, e la scelta pesa, perché una sorgente al punto in cui esce non ha ancora un letto. L'immagine dell'acqua senza direzione regge apertura, immagine_viva e la declinazione interiorità. Nel campo trigrammi la doppia natura è dichiarata: 坎 resta il gorgo dello strapiombo per il 彖 (山下有險), che è la lettura di cui quel trattato ha bisogno, ed è la sorgente per il 大象.
  • 果行 reso con l'immagine vegetale («porta a compimento») e non con l'astratto «rendi risoluta la condotta». Le due letture prescrivono la stessa cosa, ma la prima cancella la coppia con 育 «allevare» che la seconda metà della frase costruisce: 果 e 育 sono due verbi di crescita portata a termine, e in un segno che parla di ciò che è appena nato la coppia non è casuale. Regola 1: dove le rese sono equivalenti nel senso, si preserva l'immagine concreta.
  • Controllo di divergenza eseguito su: perseveranza, uomo superiore, uomo nobile, il nobile, uomo inferiore, grande uomo, il creativo, il ricettivo, attraversare la grande acqua, la grande acqua, senza macchia, nessuna macchia, sublime, drago nascosto, tracotante, stoltezza giovanile, difficoltà iniziale, l'esercito, il conflitto, la solidarietà. Nessuna occorrenza nei campi pubblicabili. Le rese scartate compaiono solo in motivo_nome, titolo_alt, noto_anche_come e in queste note, dove sono citate per essere escluse.
  • RIFINITURA — rilievi della critica, accolti e con che riserve. Nove rilievi, tutti accolti nella sostanza; su due si accoglie la conclusione e non l'intera motivazione, e lo si registra qui perché il file non finga un accordo che non c'è. (1) AGENCY all'interiorità: accolto e rifatto da capo. Il blocco prestava al lettore 果行育德, che il file stesso assegna a chi tiene la posizione, e lo faceva in silenzio, cioè nel modo peggiore. La riscrittura tiene il lettore dalla parte del coperto e dichiara il passaggio di ruolo invece di scivolarci: la Grande Immagine resta citata, ma come compito di un altro. Non si accoglie l'idea implicita che il 大象 sia in generale inaccessibile a chi legge — in altri segni il lettore è il 君子; è in questo segno che il commentario l'ha collocato altrove, e la coerenza si deve al segno. (2) AMBIVALENZA al 六五: accolto, clausola rimossa. 童蒙,吉 non porta condizioni e il file lo diceva in tre punti prima di contraddirsi nel quarto. Il 順以巽也 resta nel blocco, ma come constatazione della ragione, non come riserva sull'esito. (3) LESSICO, LIT e PUB sovrapposti in tre Piccole Immagini: accolto ed esteso. Al 九二 il LIT prende il nodo del bambù, al 六四 il pieno come linea intera contro la spezzata. Sul 順 la correzione è stata estesa oltre il rilievo: il critico segnalava il solo 上九, ma 順 ricorre in tre Piccole Immagini su sei e cambiarlo in una sola avrebbe prodotto un LIT incoerente con sé stesso. Il LIT dice ora «andare con la corrente» in tutte e tre (六三, 六五, 上九), il PUB «seguire il verso». (4) SCELTA DICHIARATA CONTRO LIT ESEGUITO al 初六: accolto, si veda la nota sul prestito. (5) SOSTITUZIONE, cosa_chiede che riformula apertura: accolto. cosa_chiede è stato rifatto e declinazioni.decisione spostato su 時中, che il commentario non aveva mai toccato. Il primo tentativo di riscrittura di cosa_chiede era però sbagliato e la seconda passata l'ha rifatto: si veda la nota che segue. (6) e (7) DINAMICA: accolti entrambi. Lo strapiombo torna sotto i piedi e la montagna davanti, che è come li mette 山下有險, e il conteggio passa a tre caratteri, che è quanto ne ha 險而止. (8) L'ASSEDIO al 上九: accolto. 寇 è chi irrompe, e l'immagine era in contraddizione con la glossa della stessa riga. (9) LO SCINTILLIO al 六三: accolta la conclusione, respinta una delle due ragioni. Il critico ha ragione che l'attenzione chiudeva sul lato della ricchezza un'ambivalenza che la lettura aveva tenuto aperta con cura, e il blocco è stato rifatto tenendo aperte le due facce di 金. Non è invece vero che il bronzo non porti lo scintillio: il bronzo lucidato è il materiale dello specchio Zhou, e l'immagine sarebbe stata legittima. Era ornamentale, non falsa.
  • PER IL REVISORE UMANO — quattro cose che il rifinitore non può chiudere, e che tengono lo stato a «in_revisione». (1) TITOLO. §H registra «L'Offuscamento» per il 4 e ammette «La Coltre» alla sola condizione che il primo risulti pesante in pagina. Qui l'alternativa è stata presa, ma la ragione decisiva è un'altra e §H non la contempla: 蒙 è sostantivo comune in cinque righe su sei, nel 卦辭, due volte nel 彖, nel 序卦 e nel 雜卦, e «colpire l'offuscamento» non si dice. Serve una decisione: o si emenda §H aggiungendo il criterio di tenuta interna a un singolo segno, o il titolo torna a «L'Offuscamento» e con esso l'intero PUB, che su «coltre» è costruito riga per riga. (2) §K. La resa di governo di 蒙 sta solo in queste note; §K prescrive che una resa che regge un intero strato si registri nella sua tabella prima dell'accettazione del file, e la tabella contiene finora il solo 52 艮. Serve una riga nuova. (3) §I È AMBIGUA. La prosa dice che il LIT tiene il carattere scritto; la tabella lo smentisce alla riga 亨, dove il LIT dà il prestito. Il 說→脫 del 初六 cade in quella crepa e questo file ha dovuto risolverla da sé, seguendo la riga 亨. Va fissato quale dei due comportamenti è la regola, altrimenti ogni prestito futuro riaprirà la discussione. (4) 勿用 A TRE RAMI. 勿用取女 non è né il ramo assoluto né il transitivo con oggetto anteposto di §D1: 勿用 regge qui un sintagma verbale posposto. La casistica va portata a tre rami in v1.2, e con essa va dichiarata la forma LIT corrispondente, perché §D1 afferma che «il LIT non cambia» mentre qui il LIT è «non impiegarsi», riflessivo, che è già una terza forma.
  • SECONDA PASSATA DI RIFINITURA — due difetti prodotti dalla prima passata, trovati rileggendo il file contro sé stesso e non presenti nella critica. La prima passata aveva chiuso il rilievo 5 (cosa_chiede riformulava apertura) spostando cosa_chiede su 包蒙: terreno già occupato due volte, dalla lettura del 九二 («avvolge chi sta sotto la coltre invece di scoprirlo a forza… una casa che si allarga e sta in piedi lo stesso») e da declinazioni.relazioni («chi ti fa posto vale più di chi ti approva»). Una sostituzione tolta e due create, che è il modo tipico in cui una rifinitura peggiora un file: il blocco riparato sembra nuovo perché non somiglia più al suo vicino di prima, e somiglia a due vicini nuovi. Rifatti da capo tutti e due i blocchi. (a) cosa_chiede tiene ora una cosa sola e la porta fino in fondo: il tempo. 蒙以養正,聖功也 del 彖 con l'attribuzione dell'opera a chi sa e non al lettore, 稺 del 序卦 (il grano ancora tenero) che nessun blocco del commentario aveva mai usato, e la lentezza di 養, che è il verbo del dare da mangiare nel tempo lungo. (b) declinazioni.relazioni passa su 志應也, l'unico materiale relazionale del segno che il commentario non toccava: il legame fra 九二 e 六五 non è di vicinanza né di grado, è che i due intenti sono girati l'uno verso l'altro, e dove l'intento è uno solo non c'è risposta. La vecchia seconda frase di relazioni («la differenza non è quanto sai, è chi hai accanto») duplicava per giunta l'attenzione del 六四 («Riguarda chi hai intorno mentre ti impegni») ed è caduta con essa. Il 包蒙 resta dove il testo lo mette, nella riga del 九二. Resta consapevolmente concentrato il motivo del chiedere una volta sola, che ora occupa apertura, dove_sbaglia, declinazioni.lavoro e chiave_moderna: sono quattro blocchi su dieci e ciascuno lo prende per un verso diverso — l'enunciato, l'errore speculare, la resa operativa, la formula. Il 卦辭 e il 彖 lo portano tre volte a testa: comprimerlo oltre significherebbe far dire al commentario meno di quanto dica il segno.
  • RIFINITURA — due errori trovati in rifinitura e non segnalati dalla critica. (a) immagine_viva diceva che 童蒙 «compare due volte nella stessa riga del giudizio, e tutte e due le volte è lui il soggetto del verbo». È falso: in 匪我求童蒙 è l'oggetto di 求, ed è soggetto solo in 童蒙求我. La forza della riga sta proprio nel ribaltamento fra le due occorrenze, non in una ripetizione. Corretto. (b) La lettura del 六五 diceva che è «la sola riga del segno che non porta nessun ammonimento», in contraddizione con la nota che registra 九二 e 六五 come le due righe prive di ammonimento. Corretto: il 六五 è la sola riga ridotta a un soggetto e un esito favorevole.
  • Il cinese non è verificato carattere per carattere. La nota di fonte segnala che l'accesso raw a zh.wikisource.org è bloccato dalla policy di egress, che il testo passa per un canale che riformatta, e che questa pagina arriva con virgole ASCII a mezza larghezza invece della punteggiatura cinese a piena larghezza. I campi zh sono stati copiati da fonte/04-meng.json (campo zh_norm) senza alcuna correzione, punteggiatura compresa. Il riscontro materiale sul cinese resta da fare ed è la prima cosa da chiudere prima della pubblicazione. La collazione doppia registrata nella fonte ha già sciolto due dubbi (la mappatura posizionale delle Piccole Immagini e il 小象 del 九二 che riprende solo 子克家), e ne ha aperto uno di sostanza, 節/接, trattato sopra.
  • FREEZE CORPUS v1.0 — 04/09/2026. Lessico portato a v1.2 (cancello S3 in blocco: NOTE-LESSICO.md). Nessuna patch di testo in questo file. Stato: approvato (le questioni §K/§H che tenevano in_revisione sono ratificate in blocco).
  • Versione del lessico formulare: LESSICO-FORMULARE.md v1.2 (04/09/2026).