Esagramma 4 · La Coltre
蒙 · Méng · L'Offuscamento
Acqua sotto, Monte sopra
Il segno
Non sai, e non è una colpa: il libro dice che tutto ciò che nasce nasce coperto. Quello che il segno ti chiede è di muoverti per primo. Non è chi sa a venirti a cercare, sei tu che vai. E poi ti chiede una cosa più difficile: di chiedere una volta sola, e di stare alla risposta che ti arriva anche quando non è quella che avevi in mente.
Sotto la montagna sgorga una sorgente. È acqua appena uscita: non ha ancora un letto, non ha ancora una direzione, e la montagna sopra le impedisce di vedere dove finirà. Il nome del segno è una pianta, quella che si arrampica addosso a un'altra e la ricopre finché non se ne distingue più la forma. Coperto non vuol dire vuoto: vuol dire che c'è qualcosa e non si vede. Poi c'è un ragazzo. Compare due volte nella stessa riga del giudizio: la prima come ciò che nessuno va a cercare, la seconda come chi va a cercare. Non viene portato: viene. La scena non è una lezione. È qualcuno che arriva a chiedere, e qualcuno che risponde una volta.
Perché questo nome
蒙 è il nome di una pianta che si arrampica su un'altra e la ricopre — la cuscuta, il vilucchio — e da lì il carattere passa a «coperto, velato, ottenebrato». Il 序卦 lo conferma glossandolo con sé stesso e poi con 稺, il grano ancora tenero: ciò che è appena nato è per forza coperto. §H del lessico registra «L'Offuscamento» e autorizza esplicitamente «La Coltre» come alternativa dove il primo risulti pesante in pagina. Si è esercitata quell'alternativa, per due ragioni. La prima è di criterio: «offuscamento» nomina l'effetto — l'appannarsi della vista — mentre 蒙 nomina la cosa che copre, e §H chiede il sostantivo concreto. La seconda è di tenuta interna: 蒙 non è solo il nome del segno, è un sostantivo comune che ricorre in cinque righe su sei (發蒙, 包蒙, 困蒙, 童蒙, 擊蒙), e titolo e corpo devono usare la stessa parola o il lettore perde il filo su cui l'esagramma è costruito. «Aprire la coltre», «colpire la coltre» si dicono; «colpire l'offuscamento» no. «La Stoltezza giovanile» e «L'Inesperienza» nominano l'interpretazione al posto del carattere, e in più spostano tutto sull'età di chi non sa, che nel 六五 è invece il segno di ciò che regge.
Noto anche come: La Stoltezza giovanile, L'Inesperienza, La Follia giovanile, L'Immaturità, Youthful Folly.
Come si legge
Montagna sopra, gorgo sotto. Lo strapiombo non è davanti: è dove si sta già, sotto i piedi. Davanti c'è la montagna, e la montagna è ciò che ferma. Il Tuan lo dice in tre caratteri, c'è il ripido e ci si ferma. Delle sei linee quattro sono cedevoli, e sono le coperte. Le piene sono due e fanno due mestieri diversi. Quella al secondo posto sta nel mezzo del trigramma basso e contiene: prende dentro, fa entrare la sposa, regge la casa. Quella in cima colpisce, e il testo le mette subito un limite. Fra le cedevoli, la quarta è l'unica che non tocca nessuna linea piena, chiusa fra due simili, e la Piccola Immagine la chiama per nome: sola, lontana da ciò che ha sostanza. La quinta invece risponde alla seconda da lontano, ed è l'unica riga dichiarata propizia senza aggiungere nulla.
Il responso
Giudizio 卦辭
亨。匪我求童蒙,童蒙求我。初筮告,再三瀆,瀆則不告。利貞。
La via è aperta. Non sono io a cercare chi sta sotto la coltre: è lui a cercare me. Alla prima domanda si risponde; farla una seconda e una terza volta sporca il rito, e a chi lo sporca non si risponde. Conviene tenere fermo.
L'offerta passa. Non sono io a cercare il ragazzo coperto: è il ragazzo coperto a cercare me. Alla prima consultazione con gli steli [il presagio] dichiara; una seconda e una terza volta è profanare, e chi profana non ottiene dichiarazione. Giova divinare.
Glossa carattere per carattere
| 亨 | hēng | presentare l'offerta ed essere accolti; stesso grafo arcaico 亯 di 享 e 烹 | Shaughnessy 2022 |
| 匪 | fěi | il grafo è la cesta 篚; qui vale per 非, la negazione che nega l'identificazione: «non è che io…» | Kunst |
| 求 | qiú | cercare per ottenere, andare a chiedere; il verbo di chi si muove verso qualcosa che gli manca | Schuessler |
| 童 | tóng | nella lingua arcaica il servo maschio col capo marchiato, poi il ragazzo non ancora adulto; qualifica una condizione, non un'età anagrafica | Schuessler |
| 蒙 | méng | la pianta che si avvinghia e ricopre (cuscuta, vilucchio), e per estensione il coprire e l'essere coperto | Gao Heng |
| 筮 | shì | la divinazione con gli steli di achillea — 竹 sopra la figura dell'operatore; tecnica diversa dal 卜, che è la scapulomanzia | Shaughnessy 2022 |
| 告 | gào | dichiarare, comunicare la risposta; nel lessico oracolare è il verbo con cui il presagio si pronuncia | Kunst |
| 瀆 | dú | il canale di scolo, e quindi intorbidare, sporcare; da lì «profanare, importunare» | Schuessler |
| 貞 | zhēn | divinare, sottoporre a presagio; 貞人 è il divinatore di professione nelle iscrizioni Shang | Kunst |
Il testo è ambiguo su 亨
- penetrare, riuscire (lettura ricevuta)
- 享 offerta accolta (lettura filologica)
Scelta: offerta accolta nel LIT, «la via è aperta» nel PUB — Il salto LIT→PUB va annotato in ogni occorrenza, come impone §A del lessico: è una scelta espressiva motivata, non una resa ovvia. Qui il 彖 la rende ancora più leggibile, perché riprende 亨 due volte di seguito (蒙亨,以亨行) usandolo la seconda volta come nome di ciò per cui si passa.
Il testo è ambiguo su 貞
- rettitudine, costanza (neoconfuciana)
- presagio saldo, divinare (oracolare)
Scelta: LIT prende l'oracolare, PUB il ramo positivo di §C2 — 利貞 è composto con polarità fissata dal 利, quindi vale §C2 e non §C3: il PUB prende «conviene tenere fermo». Il 貞 non è nudo, e la clausola non resta oracolare.
Il testo è ambiguo su 告
- il soggetto è il presagio: alla prima consultazione l'oracolo dichiara
- il soggetto è chi è consultato: alla prima domanda gli si dichiara la risposta
Scelta: soggetto non esplicitato su entrambi gli strati; il LIT integra [il presagio] fra quadre — Il cinese non ha soggetto e le due letture non si escludono: nella scena del giudizio chi risponde e ciò che risponde coincidono, perché 我 è la voce che parla per l'oracolo. Fissare il soggetto avrebbe scelto fra un testo sulla divinazione e un testo sull'insegnamento, che è esattamente la biforcazione che l'esagramma tiene aperta.
Il testo è ambiguo su 再三瀆
- 再三 è avverbiale: «una seconda e una terza volta [si consulta]: è profanare»
- 再三 regge 筮 sottinteso e 瀆 è predicato di quel consultare ripetuto
Scelta: la prima, con la virgola dopo 告 — §J: la punteggiatura è nostra e la segmentazione va dichiarata. Le due letture convergono sul senso e divergono sulla sintassi; si adotta quella che tiene 瀆 come predicato autonomo, perché la ripresa 瀆則不告 lo usa proprio così, come verbo pieno con un soggetto implicito.
Grande Immagine 大象
山下出泉,蒙;君子以果行育德。
Sotto la montagna sgorga una sorgente: è la coltre. Chi vale, da qui, porta a compimento quello che fa e alleva la forza che ha.
Sotto il monte esce una sorgente: [è] la Coltre. Il signore, da questo, porta a frutto la propria condotta e nutre la propria potenza.
Glossa carattere per carattere
| 泉 | quán | la sorgente al punto in cui esce: il grafo è l'acqua che sgorga da una cavità. Non il corso d'acqua, che ha già un letto | Schuessler |
| 出 | chū | uscire, venire fuori — il piede che varca la soglia di una cavità | |
| 果 | guǒ | il frutto sull'albero, e per estensione portare a compimento; il senso derivato «risoluto» viene da qui e non va sostituito all'immagine | Schuessler |
| 育 | yù | allevare, nutrire dopo il parto; il grafo è un neonato rovesciato sopra la carne. Verbo di crescita accudita, non di disciplina | Gao Heng |
| 德 | dé | la potenza efficace che qualcuno possiede, prima che il termine si moralizzi in «virtù» | Schuessler |
Il testo è ambiguo su 君子
- il membro della casa nobiliare (senso Zhou, sociale)
- la persona compiuta (senso confuciano, etico)
Scelta: doppio binario: LIT sociale, PUB ricevuto — §B. Il senso etico entra col Lunyu, da quattro a sei secoli dopo il testo. Qui il doppio binario pesa più che altrove, perché la lettura scolastica di questo segno fa del 君子 un maestro: nello strato Zhou è chi ha rango, e ciò che gli si prescrive riguarda sé stesso — la propria condotta e la propria potenza, non quelle dell'allievo.
Il testo è ambiguo su 果
- 果行 «rendere risoluta la condotta» (lettura corrente, 果 come aggettivo)
- 果行 «portare a frutto la condotta» (immagine vegetale del grafo)
Scelta: l'immagine vegetale su entrambi gli strati — Le due letture danno la stessa prescrizione, ma la prima cancella la coppia con 育 «allevare» che la seconda metà della frase costruisce: 果 e 育 sono due verbi di crescita portata a termine, e in un segno che parla di ciò che è appena nato la coppia non è casuale. La regola 1 di traduzione impone di preservare l'immagine concreta dove le due rese sono equivalenti nel senso.
Cosa chiede
Ti chiede tempo, e lo chiede in un modo preciso. Il Tuan dice che è sotto la coltre che si alleva ciò che cresce dritto, e quel lavoro lo chiama l'opera di chi sa: non lo attribuisce a te. Il Xugua dice la stessa cosa con un'immagine di campo, il grano ancora tenero. Nutrire è un verbo lento — è dare da mangiare a un animale o a un bambino, un giorno dopo l'altro — e non ha una versione rapida. La parte tua è restare abbastanza a lungo perché la cosa possa farsi, e sopportare che nel frattempo non ci sia niente da mostrare. Il segno non promette che dopo la risposta si veda subito qualcosa. Promette che intanto, sotto, qualcosa cresce.
Dove si sbaglia. Quasi tutti leggono questo segno mettendosi dalla parte di chi insegna. È comodo: il coperto è sempre qualcun altro, e il testo diventa un manuale su come trattare chi non capisce. Ma la consultazione l'hai fatta tu, e nel giudizio chi parla è la voce dell'oracolo: il ragazzo che si muove sei tu. Il secondo errore sta nella stessa riga e si vede meno. Chiedere tre volte la stessa cosa sembra prudenza. Il libro lo chiama sporcare, e smette di rispondere.
Nelle diverse aree
- Lavoro
- Ti manca qualcosa che qualcun altro ha, e nessuno te lo porterà a casa. Chiedi una volta, in modo chiaro, alla persona giusta. Poi lavora sulla risposta che hai avuto, non su quella che volevi.
- Relazioni
- Il Tuan mette il legame dove non c'è contatto: la seconda linea e la quinta si rispondono da lontano, e lo commenta con due parole, i due intenti si rispondono. Non conta la vicinanza e non conta chi dei due sta più in alto. Conta che siano girati l'uno verso l'altro. Dove l'intento è uno solo la scena non si compone: chi chiede e non trova nessuno resta coperto, e chi risponde a una domanda che non gli è stata fatta sta soltanto parlando.
- Decisione
- Deciderai senza vedere tutto: la coltre non si alza prima. L'unico criterio che il segno offre è quello del Tuan, cogliere il centro nel proprio tempo — e centro qui vuol dire bersaglio colpito, non media fra due estremi. Aspettare di sapere abbastanza non è prudenza: è la coltre che si fa passare per metodo.
- Interiorità
- Essere coperti all'inizio è la condizione di tutto ciò che nasce, non un tuo difetto: il segno lo attribuisce al momento, non a te. La Grande Immagine mostra il punto in cui sei, non quello a cui devi arrivare — una sorgente appena uscita, senza letto e senza direzione, con la montagna sopra che le toglie la vista. Portare a frutto la condotta e nutrire la propria forza sono compiti che il libro assegna a chi tiene la posizione, e non è il posto che occupi adesso. Quello che è tuo è più piccolo e più difficile: restare sotto la coltre senza chiamarla incapacità, e muoverti a chiedere.
Questo segno è uscito nella tua interrogazione?
La pagina spiega il segno in sé. Il consulto parte dal tuo quesito e dalle linee che il tiro ha mosso.
Interroga l'oracoloLe sei linee
Dal basso verso l'alto. Una linea si legge solo quando il tiro la indica mutevole.
prima linea初六
Testo
發蒙,利用刑人,用說桎梏,以往吝。
Si apre la coltre. È il momento di far valere la pena, e di servirsene per togliere ceppi e manette. Ma da qui andare oltre porta a stringersi.
lettura filologicaAprire la coltre. Giova impiegare la pena sugli uomini, e impiegarla per sciogliere ceppi e manette [說, letto come prestito per 脫 «togliere»]. Da qui andare oltre: strettezza.
Glossa carattere per carattere
發 fā far partire la freccia dall'arco, e da lì aprire, sciogliere, mettere in moto; non «illuminare» Schuessler 刑 xíng la pena corporale comminata dall'autorità; il grafo accosta il coltello a una cornice. Imparentato con 型, la forma di fusione che dà sagoma Kunst 說 tuō scritto 說 «dire», qui letto come prestito per 脫 «sfilare, togliere di dosso»; lettura corrente dell'apparato per questa riga Gao Heng 桎 zhì il ceppo di legno che serra i piedi Schuessler 梏 gù il legno che serra le mani; con 桎 forma il binome della costrizione completa Schuessler 吝 lìn il farsi stretto, il restringersi dello spazio di manovra Kunst Il testo è ambiguo su 說
- 說 shuō «dire, spiegare»: impiegarla per spiegare i ceppi
- 說 letto 脫 tuō «togliere»: impiegarla per sfilare i ceppi
Scelta: il prestito 脫 su entrambi gli strati; il carattere scritto 說 resta esposto nel LIT fra quadre — §I, nella forma della sua riga 亨: il LIT segue il prestito e tiene visibile il grafo scritto, come fa con «l'offerta passa» per 亨 letto via 享. Non si applica qui il trattamento di 枕/沈 e 孚/俘, dove il carattere scritto dà comunque una frase sensata e può restare nel corpo del LIT: «impiegarla per dire ceppi e manette» non è una frase che il lessico oracolare conosca, e un LIT che la scrivesse esporrebbe una lettura che nessuno sostiene. Il prestito è largamente attestato dall'apparato per questa riga e non è adottato perché suoni meglio: la costruzione 用說桎梏 richiede un verbo transitivo che agisca sul binome della costrizione. La conferma interna è la Piccola Immagine, 以正法也: la pena qui rimette a posto una norma, non commenta. La prosa di §I e la sua tabella divergono su quale dei due trattamenti sia la regola: la questione è girata al revisore umano.
Il testo è ambiguo su 利用刑人
- 刑人 verbale: «infliggere pena agli uomini»
- 刑人 nominale: «l'uomo già punito, il mutilato», che si impiega
Scelta: la verbale su entrambi gli strati — La lettura nominale è possibile in astratto — 刑人 è espressione attestata per il condannato mutilato — ma il seguito immediato parla di ceppi da togliere, e la Piccola Immagine glossa con 正法, raddrizzare la norma: entrambe le riprese descrivono un atto di giustizia in corso, non l'impiego di una persona.
Piccola Immagine 小象
利用刑人,以正法也。
Far valere la pena serve a rimettere dritta la regola.
lettura filologica«Giova impiegare la pena sugli uomini»: [serve] a raddrizzare la norma.
Glossa carattere per carattere
正 zhèng andare dritto verso il bersaglio, e da lì raddrizzare ciò che ha preso storto Schuessler 法 fǎ la norma, il modello; la forma piena 灋 accosta l'acqua che pareggia e il 廌, l'animale che nella leggenda giudiziaria indicava il colpevole Schuessler Si apre la coltre, e la prima cosa che compare è una pena. Non è durezza gratuita: il testo dice subito a cosa serve, a togliere ceppi e manette. È la regola che libera, la sanzione applicata una volta perché non serva più. La Piccola Immagine la àncora: serve a rimettere dritta la norma, non a colpire qualcuno. Poi arriva il limite, e arriva nella stessa riga. Andare oltre porta a stringersi. La misura vale finché apre.
Quando muove. Muove quando la cosa da fare è porre una regola all'inizio di qualcosa, e porla chiara. È il momento in cui una restrizione scelta bene costa poco e vale per anni. La linea segnala anche la scadenza: quella fermezza ha una durata, e riconoscerla fa parte del gesto.
Attenzione. Il testo mette il limite nella stessa riga in cui dà il permesso. Una disciplina che ha aperto qualcosa e continua a stringere ha cambiato mestiere, e di solito nessuno se ne accorge dall'interno.
seconda linea九二
Testo
包蒙吉,納婦吉,子克家。
Fare posto a chi sta sotto la coltre: è propizio. Portare in casa la sposa: è propizio. Il figlio regge la casa.
lettura filologicaAvvolgere ciò che è coperto: fausto. Far entrare la sposa: fausto. Il figlio è all'altezza della casa.
Glossa carattere per carattere
包 bāo avvolgere, contenere dentro di sé; il grafo raffigura il feto racchiuso. Non «dominare» né «tollerare» Schuessler 納 nà far entrare, introdurre dentro casa; 納婦 è l'atto con cui la sposa viene ricevuta nella casa del marito Kunst 婦 fù la donna sposata, distinta da 女; il grafo affianca la donna alla scopa, insegna del suo posto nella casa Schuessler 克 kè essere all'altezza di, riuscire a portare; il grafo è un uomo sotto un carico. Il senso «vincere» è derivato Gao Heng 家 jiā la casa come unità che comprende persone e beni; il grafo mette il maiale sotto il tetto Schuessler Il testo è ambiguo su 包
- 包 «avvolgere, contenere»
- 包 letto per 苞 «legare in fascio, avviluppare come fa la guaina della pianta»
Scelta: «avvolgere» su entrambi gli strati, senza adottare il prestito — §I in senso restrittivo: il prestito 苞 non è attestato qui con forza sufficiente, e in assenza di attestazione vale il carattere scritto. Le due letture del resto convergono sull'immagine del contenere, e 包 la porta già per proprio conto.
Piccola Immagine 小象
子克家,剛柔節也。
Il figlio regge la casa: il duro e il cedevole trovano fra loro la giusta misura.
lettura filologica«Il figlio è all'altezza della casa»: duro e cedevole si annodano a vicenda [節, il nodo del bambù: il punto in cui il fusto si dà misura; una seconda tradizione legge 接, «si congiungono»].
Glossa carattere per carattere
剛 gāng duro come il metallo temprato, che non si piega 柔 róu flessibile, che cede senza rompersi — non «debole» 節 jié il nodo del bambù: il punto in cui il fusto si articola e si dà una misura. Da lì «regolare, contenere entro una giusta quantità» Schuessler Il testo è ambiguo su 節
- 節 «si danno misura, si regolano a vicenda» (lezione di Wikisource, nostra base)
- 接 «si congiungono, entrano in contatto» (lezione della seconda edizione collazionata)
Scelta: 節, con la seconda lezione registrata e non applicata — Divergenza di sostanza fra le due edizioni collazionate, non variante grafica: 節 dice che duro e cedevole si contengono a vicenda, 接 che si toccano. La fonte primaria resta Wikisource e la sua lezione non si emenda, ma la lezione concorrente cambia il commento della riga e va registrata. Non è stata portata nel campo varianti perché l'enumerazione dello schema ammette solo testimoni manoscritti e le due edizioni a stampa non vi rientrano.
La linea che fa posto. Avvolge chi sta sotto la coltre invece di scoprirlo a forza, e il testo la dichiara propizia senza condizioni. Accanto mette due scene di casa: la sposa che entra, il figlio che regge. Non sono figure di autorità, sono immagini di una casa che si allarga e sta in piedi lo stesso. La Piccola Immagine dice perché funziona: il duro e il cedevole trovano fra loro una misura. Chi accoglie non rinuncia alla propria consistenza.
Quando muove. Muove quando la posizione che ti tocca è quella di chi tiene, non di chi impara. Non ti chiede di sapere tutto: ti chiede di fare spazio e di reggere il peso di chi entra. Il figlio che sostiene la casa è giovane, e la casa sta su.
terza linea六三
Testo
勿用取女,見金夫,不有躬,无攸利。
Non prenderla in moglie. Vede l'uomo che porta il metallo e non si appartiene più. Non c'è vantaggio in nulla.
lettura filologicaNon impiegarsi a prendere la donna [取, per 娶 «prendere moglie»]. Vede l'uomo del bronzo e non tiene il proprio corpo. Nulla di cui giovarsi.
Glossa carattere per carattere
勿用 wù yòng non impiegare, non mettere in opera; qui regge un verbo posposto (取女) e non un oggetto anteposto Kunst 取 qǔ prendere — il grafo è la mano sull'orecchio reciso del nemico; qui nella funzione poi specializzata da 娶, prendere moglie Schuessler 金 jīn il metallo fuso, nel Zhou anzitutto il bronzo: insieme la ricchezza e l'arma Schuessler 夫 fū l'uomo adulto, e nel contesto matrimoniale il marito; il grafo è l'uomo con la spilla del copricapo virile 躬 gōng il proprio corpo, la persona in quanto si possiede; il grafo piega il corpo come un arco Gao Heng Il testo è ambiguo su 見
- jiàn «vedere»: la donna vede l'uomo del bronzo
- xiàn «apparire»: appare un uomo del bronzo
Scelta: jiàn, «vede» — Registrazione §G, unica occorrenza di 見 in questo esagramma. La lettura xiàn è grammaticalmente possibile ma lascia 不有躬 senza un soggetto che l'abbia appena compiuto un'azione: con jiàn la sequenza vede → non si tiene è continua e ha un solo soggetto, ed è la costruzione che la Piccola Immagine presuppone glossando 行不順也, dove 行 è la condotta di qualcuno.
Il testo è ambiguo su 不有躬
- il soggetto è la donna: non tiene il proprio corpo, non si appartiene
- il soggetto è il 金夫: è un uomo del bronzo che non ha corpo, cioè non ha sostanza propria
Scelta: la prima su entrambi gli strati, la seconda registrata — §J: la segmentazione è nostra e va dichiarata dove è contesa. La seconda lettura è minoritaria e ribalta il giudizio della riga — non sarebbe la donna a perdersi ma l'uomo a essere di facciata. Si adotta la prima perché il 小象 imputa a 行, la condotta, l'essere fuori verso, e in una scena di trattativa nuziale il soggetto della condotta è chi si sta muovendo.
Piccola Immagine 小象
勿用取女,行不順也。
Non prenderla in moglie: quello che fa non segue il verso delle cose.
lettura filologica«Non impiegarsi a prendere la donna»: la condotta non va con la corrente.
Glossa carattere per carattere
順 shùn andare col verso, seguire la corrente; il grafo accosta il fiume 川 alla testa 頁, cioè il capo voltato dalla parte in cui l'acqua va Schuessler L'unica riga senza la parola coltre, e l'unica che dice di lasciar perdere. È una trattativa di nozze che salta: appena compare l'uomo che porta il metallo, chi doveva essere presa in moglie non si appartiene più. Metallo è ricchezza e insieme arma, e il testo non dice quale delle due attiri. La sentenza viene da un mondo in cui le alleanze si contrattavano fra casate: quello che resta valido è il meccanismo, non il verdetto sulla ragazza.
Quando muove. Muove quando una cosa sembra a portata di mano e conviene non prenderla. Non perché sia indegna, ma perché ciò che la rende attraente non è ciò che poi la terrà insieme. La linea non chiede di correggere nessuno. Chiede di non firmare.
Attenzione. Il rischio non è che qualcuno ti inganni. È che a spostare l'intento sia il metallo, che qui è insieme la ricchezza e l'arma e non dichiara quale delle due stia attirando: te ne accorgi dopo, e l'intento si era mosso molto prima della decisione.
quarta linea六四
Testo
困蒙,吝。
Chiuso dentro la coltre. Si va allo stretto.
lettura filologicaSerrato nella coltre. Strettezza.
Glossa carattere per carattere
困 kùn l'albero dentro il recinto: essere circoscritto senza spazio per crescere, e da lì lo sfinimento. Nome dell'esagramma 47 Schuessler 吝 lìn il farsi stretto; nel lessico oracolare è l'esito che non è cattivo ma toglie margine Kunst Piccola Immagine 小象
困蒙之吝,獨遠實也。
Chiuso nella coltre e allo stretto: è l'unico che resta lontano da ciò che ha sostanza.
lettura filologicaLa strettezza di «serrato nella coltre»: è il solo a stare lontano dal pieno [實, la linea intera, contro il vuoto della spezzata].
Glossa carattere per carattere
獨 dú solo, senza compagni; il grafo è la bestia che non va in branco Schuessler 實 shí ciò che è pieno: il grafo mette sotto il tetto le conchiglie infilate. Nel linguaggio delle linee designa il pieno, cioè lo yang, contro il vuoto della linea spezzata Gao Heng Chiuso dentro la coltre. Due caratteri e un pronostico stretto: è la riga più povera del segno, e la povertà è il punto. La Piccola Immagine dice esattamente cosa manca. È l'unico posto della figura che non tocca nessuna linea piena, solo, lontano da ciò che ha sostanza. Non è chiuso perché ha sbagliato. È chiuso perché sta in mezzo a gente nella sua stessa condizione, e nessuno di loro può aprirgli niente.
Quando muove. Muove quando l'isolamento non è stato scelto e da dentro non si vede. Tutti intorno confermano quello che pensi, perché stanno dove stai tu. La linea non offre un rimedio, dice dov'è il difetto: la distanza da chi ha qualcosa di solido, che è distanza di posizione e non di merito.
Attenzione. Lo stretto qui non si allarga da sé, e nemmeno applicandosi di più. Il giudizio non riguarda quanto ti impegni. Riguarda chi hai intorno mentre ti impegni.
quinta linea六五
Testo
童蒙,吉。
Il ragazzo sotto la coltre. È propizio.
lettura filologicaIl ragazzo coperto. Fausto.
Glossa carattere per carattere
童 tóng il ragazzo non ancora adulto; nel giudizio è il soggetto che va a cercare, e il carattere torna qui al posto che comanda Schuessler 吉 jí l'esito favorevole del presagio, dato senza condizioni né riserve Kunst Piccola Immagine 小象
童蒙之吉,順以巽也。
Il ragazzo sotto la coltre è propizio: segue il verso, e per questo sa entrare senza forzare.
lettura filologicaIl fausto del «ragazzo coperto»: va con la corrente, e per questo si piega [巽, che vale anche 遜 «cedere il passo»].
Glossa carattere per carattere
巽 xùn nome del trigramma del vento e del legno, e verbo: entrare penetrando senza urto, piegarsi. Vale anche per 遜, cedere il passo Gao Heng Il testo è ambiguo su 巽
- 巽 come qualità del trigramma: entrare, penetrare senza forzare
- 巽 letto 遜: cedere il passo, farsi da parte
Scelta: l'entrare nel PUB, la deferenza segnalata nel LIT fra quadre — Il carattere porta le due cose insieme e nessuna delle due è secondaria. Nel PUB si sceglie l'entrare perché regge il commento della riga: chi sta al quinto posto e continua a chiedere non si sta ritirando, si sta facendo strada per una via che dall'alto di solito si chiude. La deferenza resta esposta nel LIT, dove il compito è mostrare e non risolvere.
Il ragazzo sotto la coltre, e basta: propizio. È il posto che comanda, e il libro lo riempie con qualcuno che non sa. Non è un paradosso. La Piccola Immagine dà la ragione in una clausola sola: segue il verso, e per questo sa entrare senza forzare. Chi sta in alto e continua a chiedere tiene aperta l'unica cosa che dall'alto si chiude per prima. È anche la sola riga del segno ridotta a questo: un soggetto e un esito favorevole, senza nient'altro attorno.
Quando muove. Muove quando hai responsabilità e ti manca ancora una parte grossa di quello che servirebbe. La linea dice che la combinazione regge, e non ci mette clausole: è l'unico punto del segno in cui il libro dà l'esito favorevole e si ferma lì. La Piccola Immagine spiega perché regge — si va con la corrente e si entra senza urtare — ma lo dice come constatazione, non come condizione.
sesta linea上九
Testo
擊蒙,不利為寇,利禦寇。
Si colpisce la coltre. Farsi predoni non porta vantaggio: conviene difendersi, non assalire.
lettura filologicaColpire la coltre. Non giova farsi predone; giova respingere i predoni.
Glossa carattere per carattere
擊 jī battere, dare un colpo secco; il grafo colpisce il mozzo della ruota. Verbo materiale, non figurato Schuessler 為 wéi fare, agire da, comportarsi come; 為寇 è mettersi nella parte del predone 寇 kòu il predone che entra e colpisce: il grafo mette sotto il tetto una testa e il bastone. Non il nemico in campo aperto, ma chi irrompe Kunst 禦 yù tenere lontano, parare; l'atto di chi sta fermo e respinge Schuessler Il testo è ambiguo su 擊蒙
- si colpisce ciò che copre: il colpo toglie la coltre
- si colpisce chi è coperto: il colpo cade sull'ignorante
Scelta: entrambe tenute, senza soggetto esplicito né oggetto risolto — La riga è costruita sull'ambivalenza e la frase successiva serve proprio a dirimerla per via pratica invece che grammaticale: il colpo è ammesso se para, non se assale. Fissare l'oggetto avrebbe reso superflua la clausola sui predoni, che è invece il cuore della riga. Il LIT e il PUB conservano quindi la stessa apertura del cinese.
Piccola Immagine 小象
利用禦寇,上下順也。
Difendersi invece di assalire: chi è sopra e chi è sotto seguono lo stesso verso.
lettura filologica«Giova impiegare [le forze] nel respingere i predoni»: chi sta sopra e chi sta sotto vanno con la stessa corrente.
Glossa carattere per carattere
順 shùn andare col verso, nella stessa direzione della corrente; stesso carattere del 小象 del 六三 e del 六五 Schuessler Il testo è ambiguo su 利用禦寇
- il 小象 cita il 爻辭 alla lettera
- il 小象 cita con 用 in più: 利用禦寇 contro 利禦寇 del 爻辭
Scelta: si trascrivono entrambe le forme come stanno, senza uniformare — Il 爻辭 ha 利禦寇 e la sua Piccola Immagine ha 利用禦寇: il 用 in più è nel testo ricevuto di entrambe le edizioni collazionate e non è un errore di trascrizione. Uniformarlo avrebbe toccato il campo zh, che è la base legale. Di conseguenza il 小象 non riprende nessun trigramma di caratteri del 爻辭 identico, e il cancello sulla ripresa dà avviso: l'avviso è giustificato dal testo.
Si colpisce la coltre. Il verbo è materiale, battere, dare un colpo secco, e il testo non lo ritira: lo delimita nella frase dopo. Farsi predoni non porta vantaggio, conviene difendersi e non assalire. Il predone del testo è chi irrompe sotto il tetto, non chi aspetta fuori: il colpo è ammesso quando ferma un'irruzione, non quando la comincia. La Piccola Immagine dà la prova che il limite ha tenuto: chi sta sopra e chi sta sotto seguono lo stesso verso.
Quando muove. Muove quando la cosa da fare è netta e sbrigativa, e il rischio non è farla ma il gusto di farla. La linea non vieta la durezza, le chiede di essere difensiva. La domanda da porsi prima è semplice: questo colpo ferma un'irruzione, o è lui l'irruzione.
Attenzione. Fra parare e assalire il gesto è quasi identico, e chi lo compie non sente la differenza. La sente chi lo riceve, e si vede dopo, da come le persone stanno ancora insieme.
I commentari antichi
Tuanzhuan 彖傳
蒙,山下有險,險而止,蒙。蒙亨,以亨行,時中也。匪我求童蒙,童蒙求我,志應也。初筮告,以剛中也。再三瀆,瀆則不告,瀆蒙也。蒙以養正,聖功也。
La coltre: sotto la montagna c'è lo strapiombo; c'è lo strapiombo, e ci si ferma. Se la via è aperta, è perché ci si muove là dove passa, e si coglie il centro del momento. Non sono io a cercare chi sta sotto la coltre: è lui a cercare me, e i due intenti si rispondono. Alla prima domanda si risponde, perché il saldo sta nel mezzo. Alla seconda e alla terza si sporca il rito, e a chi lo sporca non si risponde: insistendo si sporca proprio ciò che si voleva scoprire. È sotto la coltre che si alleva ciò che cresce dritto: questo è il lavoro di chi sa.
La Coltre: sotto il monte c'è lo scosceso; scosceso, e ci si ferma: la Coltre. «L'offerta della Coltre passa»: si agisce per la via che passa, e si sta nel mezzo del tempo. «Non sono io a cercare il ragazzo coperto: è il ragazzo coperto a cercare me»: i due intenti si rispondono. «Alla prima consultazione [il presagio] dichiara»: perché il duro sta nel mezzo. «Una seconda e una terza volta è profanare, e chi profana non ottiene dichiarazione»: si profana ciò che era coperto. Con la Coltre si nutre ciò che è dritto: è l'opera del santo.
Glossa carattere per carattere
| 險 | xiǎn | il luogo scosceso e malfido; qualità che i commentari assegnano al trigramma 坎 | Gao Heng |
| 止 | zhǐ | il piede fermo: fermarsi e restare; qualità del trigramma 艮 | Schuessler |
| 時中 | shí zhōng | colpire il centro del proprio tempo; 中 è il bersaglio colpito, non la media fra due estremi | Gao Heng |
| 志 | zhì | l'intento, la direzione in cui il cuore è puntato | Schuessler |
| 應 | yìng | rispondere come risponde una corda accordata; nel linguaggio delle linee è la corrispondenza fra secondo e quinto posto | |
| 養 | yǎng | nutrire come si nutre un capo di bestiame o un bambino: dare da mangiare nel tempo lungo | Schuessler |
| 聖 | shèng | il grafo unisce orecchio, bocca e persona: chi ode con acutezza e sa dire. «Santo, saggio» è resa tarda di questa competenza uditiva | Schuessler |
| 功 | gōng | l'opera compiuta, il lavoro che ha prodotto un risultato; forza 力 accostata allo squadro 工 |
Il testo è ambiguo su 瀆蒙也
- si profana ciò che è coperto, cioè l'oggetto stesso della domanda
- si profana il ragazzo coperto, cioè chi ha chiesto
Scelta: la prima nel LIT e nel PUB, con la seconda ricompresa nella resa — 蒙 in questo trattato oscilla di continuo fra il nome del segno, la condizione di essere coperto e la persona che vi si trova: la clausola sfrutta l'oscillazione. Il PUB tiene la prima lettura («si sporca proprio ciò che si voleva scoprire») perché è quella che spiega il rifiuto dell'oracolo; la seconda non è esclusa, ed è la ragione per cui il commentario della scheda parla di chi chiede e non solo della domanda.
Xugua 序卦
物生必蒙,故受之以《蒙》。《蒙》者,蒙也,物之稺也。
Ciò che nasce è per forza coperto: per questo dopo viene la coltre. Coltre vuol dire coprire, e vuol dire l'età tenera di ciò che è appena venuto al mondo.
Quando le cose nascono sono per forza coperte: per questo si riceve poi la Coltre. La Coltre è il coprire; è la tenerezza delle cose.
Glossa carattere per carattere
| 必 | bì | necessariamente, senza eccezione; qui dichiara una condizione della nascita, non una probabilità | |
| 稺 | zhì | forma piena di 稚: il grano ancora giovane, e da lì tenero, non maturo. L'immagine resta agricola | Schuessler |
Il testo è ambiguo su 蒙
- 蒙者蒙也: il segno è glossato con sé stesso, cioè col verbo «coprire»
- il secondo 蒙 vale già «l'essere ottenebrato», senso derivato
Scelta: il verbo «coprire», con la seconda glossa del trattato (稺) che fa da controprova — La glossa tautologica non è un difetto del trattato: serve a dire che il nome del segno va preso nel senso proprio, e infatti la frase seguente lo àncora al grano tenero. È il sostegno documentale della scelta del titolo italiano, che tiene la cosa che copre e non l'effetto sulla vista.
Zagua 雜卦
《蒙》雜而著。
La coltre è tutto confuso insieme, ed è lì che una cosa viene fuori.
La Coltre è mescolata, e [proprio così] si fa manifesta.
Glossa carattere per carattere
| 雜 | zá | mescolato, di più colori insieme; la forma antica 襍 raffigura stoffe di tinte diverse cucite | Schuessler |
| 著 | zhù | farsi visibile, risaltare; la lettura zhuó dello stesso grafo vale «aderire, attaccarsi» | Gao Heng |
Il testo è ambiguo su 著
- zhù «si fa manifesto, risalta»
- zhuó «aderisce, si attacca»
Scelta: zhù su entrambi gli strati — Il 雜卦 accoppia questa clausola a quella del 屯 (見而不失其居), e la coppia è costruita sul mostrarsi: 見 di là, 著 di qua. La lettura zhuó darebbe un'immagine di adesione che nulla nel segno sostiene, mentre il farsi manifesto da dentro il mescolato è precisamente ciò che la sorgente sotto la montagna fa.
Segni collegati
Provenienza del testo
- Fonte cinese:
- Wikisource cinese (https://zh.wikisource.org/wiki/周易/蒙). Il testo è confrontato carattere per carattere con la fonte.
- Collazionato con:
- eee-learning.com/book/eee4 — seconda edizione, collazione doppia registrata nella fonte; Zhouyi Yinde 1935 (biroco.com); Kanripo KR1a0001 — solo collazione, mai base
- Apparato:
- Kunst, The Original Yijing (1985) — note manoscritte su humancomp.org; Shaughnessy, The Origin and Early Development of the Zhou Changes (Brill 2022, OA); Gao Heng, Zhouyi gujing jinzhu; Schuessler, ABC Etymological Dictionary of Old Chinese; Baxter-Sagart 2014