Esagramma 5 · L'Attesa
需 · Xū · L'Attendere
Cielo sotto, Acqua sopra
Il segno
Aspetti, e l'attesa ha un luogo preciso: sei fermo davanti a un fiume che dovrai passare. Il segno non ti chiede di rassegnarti, e non promette che il tempo lavori per te. Ti chiede dove ti sei fermato, e te lo chiede quattro volte di fila, ogni volta più vicino all'acqua. Alla quinta la domanda cade: al posto della riva c'è una tavola apparecchiata. Il fiume, comunque, resta da passare.
Il segno misura una distanza, e la misura nominando ogni volta il luogo in cui ci si è fermati. Prima la campagna aperta fuori dalle mura, dove l'acqua non si vede nemmeno. Poi la sabbia, che è già riva. Poi il fango, dove la terra finisce e comincia il fiume. Poi il sangue, che non è più un terreno ma una materia, e dice che qualcosa è già costato. Poi, di colpo, una tavola apparecchiata: vino e cibo, e nessun accenno al guado. Alla fine il terreno sparisce del tutto e resta una cavità scavata nel suolo, con tre persone che arrivano senza che nessuno le abbia chiamate. Chi legge di seguito questi sei luoghi non trova un'attesa che si allunga: trova qualcuno che si sposta, di poco e ogni volta, verso ciò che sta aspettando.
Perché questo nome
需 è composto di 雨 «pioggia» sopra un elemento inferiore che le grafie arcaiche mostrano come una figura umana: qualcuno fermato dall'acqua che cade. Il 彖 lo glossa dall'interno del libro, 需,須也 «需 è attendere», e il 序卦 aggiunge l'altro capo del senso, 飲食之道 «la via del bere e del mangiare». Il sostantivo concreto che traduce il carattere è dunque l'atto di attendere, e il lessico registra questo caso come coincidenza inevitabile con la resa diffusa: qui non c'è astrazione da smontare, perché 需 significa davvero attendere. Scartata «La Necessità», che segue il senso tardo di 須 «occorrere, essere necessario» e nomina il bisogno invece del gesto; scartato «Il Nutrimento», che è la glossa del 序卦 e non il carattere. «L'Attendere» resta in alternativa come forma verbale, più debole in pagina.
Noto anche come: L'Attesa (Il Nutrimento), Il Nutrimento, La Necessità, L'Attendere, Waiting, Waiting (Nourishment), Attending.
Come si legge
Tre linee piene in basso, l'intero segno dello Slancio; sopra, la nube: l'acqua c'è e non è scesa. La difficoltà non sta sotto i piedi, sta davanti, e il commento antico lo dice con precisione: duro e saldo, e non sprofonda. Il terzo posto è il punto in cui il terreno di sotto finisce, e lì c'è il fango. Il quarto è il primo dentro l'acqua, e lì compare il sangue. Il quinto siede nel posto del cielo, al centro e diritto, e quello che fa da lassù è mangiare. Le due linee cedevoli sono le sole che toccano la cavità: la quarta ne esce, la sesta ci entra. Capovolgi la figura e ottieni la Lite, dove lo stesso fiume non conviene più passarlo.
Il responso
Giudizio 卦辭
需,有孚,光亨,貞吉,利涉大川。
Attesa. La fiducia c'è, e la via è aperta in piena luce. Tieni la posizione: è propizio. Conviene passare il fiume grande.
L'Attesa. C'è fiducia: con splendore l'offerta passa. Presagio saldo: fausto. Giova guadare il gran corso d'acqua.
Glossa carattere per carattere
| 需 | xū | attendere, restare fermi davanti a qualcosa; il grafo porta 雨 «pioggia» sopra una figura, e il 彖 lo spiega con 須 | Schuessler |
| 孚 | fú | fiducia, legame che tiene fra le parti; nelle iscrizioni il grafo è anche letto 俘 «prigionieri catturati» | Kunst |
| 光 | guāng | la luce, e in funzione avverbiale «con splendore»; una parte della tradizione lo legge per 廣 «ampiamente» | Gao Heng |
| 亨 | hēng | presentare l'offerta ed essere accolti; stesso grafo arcaico 亯 di 享 e 烹 | Shaughnessy 2022 |
| 貞 | zhēn | sottoporre a presagio; nel lessico oracolare Shang è il verbo tecnico della consultazione | Kunst |
| 涉 | shè | passare l'acqua a piedi, a guado: il grafo mostra due piedi ai lati di un corso d'acqua, non un'imbarcazione | Schuessler |
| 大川 | dà chuān | il gran corso d'acqua, il fiume maggiore che segna il confine di un territorio |
Il testo è ambiguo su 需
- attendere, restare fermi (glossa interna del 彖: 需,須也)
- 濡 «essere intriso, inzuppato» (prestito grafico proposto in sede moderna, che nelle linee darebbe «intriso di sabbia», «intriso di fango», «intriso di sangue»)
Scelta: «attendere» su entrambi gli strati; il prestito 濡 è esposto e non adottato — La regola sui prestiti grafici li ammette nel PUB solo dove l'apparato li attesta largamente, mai perché la frase che ne esce suona meglio. Qui l'attestazione manca e le due glosse interne al libro tirano in senso opposto: il 彖 spiega il nome con 須 «attendere», il 序卦 con 飲食之道. Il prestito resta però la spiegazione più economica del 六四, dove 需于血 è duro da leggere come luogo di attesa, e per questo va dichiarato invece che taciuto.
Il testo è ambiguo su 孚
- fiducia, credito fra le parti (lettura ricevuta)
- 俘 «prigionieri di guerra» (lettura filologica)
Scelta: «fiducia» su entrambi gli strati, con la lettura 俘 annotata qui — Regola del lessico per ogni occorrenza di 孚. In questo segno la lettura bellica non è marginale: il nove al terzo posto porta 寇 «i predoni» e il sei al quarto 血 «sangue», e un giudizio che dicesse «ci sono prigionieri» resterebbe interno alla stessa scena. Non si adotta perché la catena che il segno percorre — fiducia, tavola, ospiti da trattare con riguardo — regge sull'altro senso.
Il testo è ambiguo su 亨
- penetrare, riuscire (lettura ricevuta)
- 享 «offerta accolta» (lettura filologica)
Scelta: offerta accolta nel LIT, «la via è aperta» nel PUB — Il salto fra i due strati va annotato a ogni occorrenza: è scelta espressiva motivata e documentabile, non resa automatica. Qui 光 lo qualifica, e il LIT lo tiene come modo dell'offerta («con splendore»), il PUB come qualità dell'apertura («in piena luce»).
Il testo è ambiguo su 貞
- rettitudine, costanza (neoconfuciana)
- presagio saldo, divinare (oracolare)
Scelta: LIT prende l'oracolare, PUB il ramo positivo della formula 貞吉 — Il prognostico 吉 è presente e fissa la polarità: il ramo positivo è quello previsto dal lessico, e non è un default silenzioso. La regola sul 貞 nudo non ha applicazione in questo segno, dove 貞 compare solo dentro 貞吉, qui e al nove al quinto posto.
Il testo è ambiguo su 光
- luce, splendore: modo in cui l'offerta è accolta
- 廣 «ampiamente, largamente»: estensione dell'accoglienza
Scelta: la luce su entrambi gli strati — I due sensi non cambiano il verso della frase, e il primo tiene un'immagine concreta che il secondo dissolve in quantità. La scelta è dichiarata perché il prestito 光/廣 è frequente nei testi Zhou e chi collaziona lo incontrerà.
Grande Immagine 大象
雲上於天,需,君子以飲食宴樂。
Le nubi stanno sopra il cielo. Chi vale, guardandole, mangia e beve, siede a tavola con altri e si tiene sereno.
Le nubi salgono al cielo: [è] l'Attesa. Il signore, da questo, beve e mangia, banchetta e si rallegra.
Glossa carattere per carattere
| 雲 | yún | la nube: l'acqua che c'è ma non è ancora scesa | |
| 上 | shàng | stare in alto, e in funzione verbale salire; regge 于 «verso, presso» | |
| 飲食 | yǐn shí | bere e mangiare, presi insieme come pratica quotidiana; è la coppia con cui il 序卦 spiega il nome del segno | |
| 宴 | yàn | il banchetto, e per estensione lo stare a proprio agio; scambiabile con 安 «quiete» | Schuessler |
| 樂 | lè | rallegrarsi; lo stesso grafo letto yuè vale «musica», e il banchetto Zhou le teneva insieme | Baxter-Sagart 2014 |
Il testo è ambiguo su 上
- dinamica: le nubi salgono verso il cielo
- stativa: le nubi stanno sopra il cielo
Scelta: dinamica nel LIT, stativa nel PUB — Il cinese ammette entrambe e la differenza non è di gusto: la lettura dinamica mostra un processo in corso, la stativa una condizione ferma. Il segno vive della seconda — l'acqua è già lì e non cade — ma il LIT non la anticipa, perché è il 于 a suggerire la direzione. Il commentario si aggancia al PUB.
Il testo è ambiguo su 君子
- il membro della casa nobiliare (senso Zhou, sociale)
- la persona compiuta (senso confuciano, etico)
Scelta: doppio binario: LIT sociale, PUB ricevuto — Il senso etico entra col Lunyu, da quattro a sei secoli dopo. Qui la differenza si vede: nello strato Zhou il banchetto è un atto di rango, con ospiti e vasellame; nella lettura ricevuta è una regola di condotta per chiunque.
Cosa chiede
Ti chiede di scegliere la distanza e di reggerla. Non c'è merito nello stare più vicino all'acqua degli altri: il fango non fa arrivare prima, fa arrivare i predoni. E non c'è virtù nel privarsi mentre aspetti. La Grande Immagine è esplicita, e sorprende: mangia, bevi, siedi a tavola con qualcuno, tienti sereno. Chi aspetta digiunando non sta aspettando, si sta consumando. Poi ti chiede una cosa più difficile: che il riguardo con cui tratti chi arriva non dipenda dall'averlo invitato. È la stessa parola due volte, a distanza di strati e di secoli: nell'ala che commenta la terza linea, detta dei predoni, e nella riga in cima, detta degli ospiti.
Dove si sbaglia. Lo si legge come un elogio della pazienza, e la pazienza qui non è nominata mai. Il segno non dice che il tempo sistemerà le cose: dice che il fiume va passato e che conviene passarlo. L'attesa non è il fine, è la posizione da cui si parte. L'altro errore è più sottile e sta nella terza linea: la piccola Immagine mette in due frasi di seguito che il colpo viene da fuori e che sei stato tu a chiamarlo, e le lascia accostate. Non è una contraddizione da sciogliere: è il modo in cui il segno tiene insieme quello che ti capita e quello che hai fatto.
Nelle diverse aree
- Lavoro
- Il lavoro c'è già e non è ancora il momento di consegnarlo. La domanda utile non è quanto manca, è dove ti sei messo ad aspettare: troppo addosso alla scadenza attiri contestazioni che non riguardano il merito di quello che hai fatto.
- Relazioni
- Quello che puoi scegliere è la distanza da cui aspetti, e qui il fango è starci addosso: non fa arrivare prima, fa arrivare quello che non volevi. Intanto la tavola del quinto posto resta apparecchiata: si aspetta insieme, mangiando e stando in compagnia, non trattenendo il fiato in due stanze separate.
- Decisione
- La direzione è già decisa, il fiume si passa. Resta da scegliere il punto da cui, e quando. Chi si ferma nel fango per essere il primo paga un prezzo che non ha nulla a che vedere con la bontà della scelta.
- Interiorità
- La costanza che il segno chiede è la regolarità della giornata, non uno sforzo di volontà. La prima linea la nomina con una parola sola, e la sua piccola Immagine aggiunge che finché la regola di sempre tiene, non hai perso niente.
Questo segno è uscito nella tua interrogazione?
La pagina spiega il segno in sé. Il consulto parte dal tuo quesito e dalle linee che il tiro ha mosso.
Interroga l'oracoloLe sei linee
Dal basso verso l'alto. Una linea si legge solo quando il tiro la indica mutevole.
prima linea初九
Testo
需于郊,利用恆,无咎。
Aspetti fuori dalle mura, dove finisce l'abitato. È il momento della costanza: niente da rimproverarti.
lettura filologicaAttendere nella campagna fuori le mura. Giova impiegare la costanza. Nessun addebito.
Glossa carattere per carattere
郊 jiāo la fascia di campagna appena fuori dalle mura, dove si celebravano i sacrifici di confine: fuori dall'abitato, non ancora in aperta terra selvatica Schuessler 恆 héng la costanza come regolarità che dura nel tempo, non come sforzo di volontà; dà il nome all'esagramma 32 Gao Heng Piccola Immagine 小象
需于郊,不犯難行也。利用恆,无咎,未失常也。
Aspetti fuori dalle mura: non ti spingi contro il passaggio duro. È il momento della costanza e non hai nulla da rimproverarti, perché la regola di sempre è ancora al suo posto.
lettura filologica«Attendere fuori le mura»: non si va avanti affrontando il difficile. «Giova impiegare la costanza, nessun addebito»: non si è perduta la regola.
Glossa carattere per carattere
犯 fàn andare contro, violare un limite; qui l'atto di forzare un passaggio 常 cháng la norma, ciò che si ripete uguale: la stessa area di 恆 dal lato della regola invece che della durata Schuessler Sei fuori dalle mura, dove l'abitato finisce e comincia la campagna: il punto più lontano dall'acqua che il segno nomini. Da qui il fiume non si vede. La piccola Immagine spiega perché va bene così: non ti stai spingendo contro il passaggio duro. E l'unica cosa che ti viene chiesta è la costanza, che non è uno sforzo ma la ripetizione di quello che facevi già. Finché quella tiene, non c'è nulla da rimproverarti.
Quando muove. Muovendosi, questa linea dice che la tentazione è avvicinarti prima del tempo, e che non c'è ancora niente da guadagnarci. La distanza non è timidezza: è la sola posizione del segno da cui non si attira nulla. Il compito qui è tenere l'andatura ordinaria mentre qualcosa di grosso resta in sospeso.
Attenzione. La piccola Immagine non dice che la regola tiene: dice che non è ancora perduta. Quel «non ancora» è tutto l'ammonimento della riga. La costanza qui non è un merito già acquisito, è una cosa che stai ancora facendo e che puoi smettere.
seconda linea九二
Testo
需于沙,小有言,終吉。
Aspetti sulla sabbia. Qualche parola contro, poca cosa: alla fine è propizio.
lettura filologicaAttendere sulla sabbia. Poco: vi sono parole. Fausto alla fine.
Glossa carattere per carattere
沙 shā la sabbia, e per metonimia il greto sabbioso: si è già sulla riva, il terreno cede sotto il piede 言 yán la parola detta, e nel lessico oracolare la parola detta contro: recriminazione, mormorio Kunst 終 zhōng il capo del filo, e quindi il termine di un processo: «alla fine», non «per sempre» Schuessler Il testo è ambiguo su 小有言
- 小 avverbiale: «vi sono parole, ma poche»
- 小 soggetto: «chi è da poco ha parole [da ridire]»
Scelta: avverbiale su entrambi gli strati — La formula ricorre identica al sei iniziale della Lite, dove nulla introduce un soggetto sociale, e il 小象 di questa linea la riprende con 雖小有言 «benché poche siano le parole», che pesa la quantità e non chi le pronuncia. La lettura con 小 soggetto è grammaticalmente possibile e trascinerebbe nel segno un conflitto di rango che il testo non porta.
Piccola Immagine 小象
需于沙,衍在中也。雖小有言,以吉終也。
Aspetti sulla sabbia: al centro c'è ancora spazio. Le parole ci sono, ma è nel propizio che la cosa va a finire.
lettura filologica«Attendere sulla sabbia»: l'agio sta nel mezzo. Benché poche siano le parole, col fausto si finisce.
Glossa carattere per carattere
衍 yǎn il dilatarsi dell'acqua che si allarga, e quindi l'agio, lo spazio disponibile Schuessler 中 zhōng il mezzo: qui il secondo posto, centro del trigramma inferiore Il testo è ambiguo su 衍
- agio, spazio largo (il senso che regge 在中也)
- traboccare, dilagare (il senso proprio dell'acqua che esonda)
Scelta: «agio» in entrambi gli strati — Il secondo senso darebbe alla riga un'acqua che già straripa nel mezzo del segno, cioè un pericolo, mentre la piccola Immagine sta spiegando perché la linea finisce bene. Si sceglie il senso che la sintassi impone, dichiarando l'altro perché è quello etimologicamente primo.
La sabbia è già riva: l'acqua è vicina e il terreno cede un poco sotto il piede. Qui arrivano le prime parole, commenti e mormorii, qualcuno che ha da ridire sul fatto che tu sia fermo. Il testo le pesa subito: sono poche. E la piccola Immagine aggiunge la cosa che conta, cioè che al centro c'è ancora spazio, nessuno ti sta stringendo. Le parole non cambiano l'esito, che alla fine resta buono.
Quando muove. Il movimento qui è la comparsa del giudizio altrui su un'attesa che a te sembra ovvia. La linea ti dice di misurarlo prima di reagire: se è poco, è poco. Rispondere alle parole ti sposterebbe nel fango, che è il posto della linea seguente e non è un posto migliore.
Attenzione. Poche parole restano poche solo se non le raccogli. Il rischio non è che ti feriscano, è che ti facciano fare, per togliersele di dosso, quello che il momento non chiede.
terza linea九三
Testo
需于泥,致寇至。
Aspetti nel fango. Così chiami i predoni, e i predoni arrivano.
lettura filologicaAttendere nel fango: [ciò] fa venire i predoni, ed essi arrivano.
Glossa carattere per carattere
泥 ní il fango della riva, dove la terra non è più ferma e l'acqua non è ancora acqua 致 zhì far giungere, provocare l'arrivo di qualcosa: verbo causativo, non semplice constatazione Kunst 寇 kòu i predoni, la banda che razzia dall'esterno; non l'esercito nemico regolare Gao Heng 至 zhì arrivare, giungere a destinazione; chiude il causativo con l'esito Piccola Immagine 小象
需于泥,災在外也。自我致寇,敬慎不敗也。
Aspetti nel fango: il colpo arriva da fuori. Sono io ad averli chiamati; con riguardo e cautela non si viene battuti.
lettura filologica«Attendere nel fango»: la calamità sta fuori. Da me stesso ho fatto venire i predoni; con riguardo e cautela non si è sconfitti.
Glossa carattere per carattere
災 zāi la sciagura che arriva addosso dall'esterno, distinta dal danno di cui si è causa Kunst 外 wài il fuori: qui insieme il di fuori della scena e il trigramma superiore, dove sta l'acqua 敬 jìng il riguardo attento che si porta a ciò che si ha davanti; non la deferenza sociale Schuessler 慎 shèn cautela, misura nel gesto Il testo è ambiguo su 災在外也
- la sciagura viene da fuori e non dipende da chi attende
- sono io che l'ho fatta venire: 自我致寇 nella frase successiva
Scelta: si tengono entrambe, come fa il testo, senza conciliarle — Le due frasi si susseguono nella stessa piccola Immagine e sono state lasciate accostate: 災 è per definizione ciò che arriva da fuori, e 自我致 attribuisce l'arrivo a chi ha scelto dove fermarsi. Il segno distingue il fatto — i predoni non sono opera tua — dalla posizione, che è tua. Appiattire una delle due sull'altra costruirebbe o una colpa o una fatalità, e il testo non dà né l'una né l'altra.
Il fango è il confine: sotto i piedi finisce la terra ferma e comincia l'acqua. È il posto più avanzato che si possa occupare restando a riva, ed è anche il più visibile. Da lì arrivano i predoni. La piccola Immagine dice due cose in fila e non le concilia: il colpo viene da fuori, e sei stato tu a farlo venire. Il rimedio che indica non è la fuga, è il riguardo unito alla cautela: con quelli, non si viene battuti.
Quando muove. Questa linea che si muove segnala che ti sei portato troppo avanti, e che l'esposizione che ne segue è già in corso. Non c'è prognostico, né buono né cattivo: il testo si limita a dire che cosa hai provocato. Quello che resta da decidere è come stare davanti a ciò che arriva.
Attenzione. Riguardo e cautela non aprono una via d'uscita: il testo dice che con quelli non si viene battuti, che è il pavimento e non un esito. Riconoscere di averli chiamati serve adesso, mentre sono qui, non a cose finite.
quarta linea六四
Testo
需于血,出自穴。
Aspetti nel sangue versato. Dalla tana interrata in cui si stava, si viene fuori.
lettura filologicaAttendere nel sangue. Si esce dalla cavità.
Glossa carattere per carattere
血 xuè il sangue, materia insieme della ferita e del rito: nei sacrifici Zhou è ciò che si versa 出 chū uscire, venire fuori; il soggetto non è espresso 穴 xué la cavità scavata nel terreno: tana, fossa, abitazione interrata Schuessler Il testo è ambiguo su 血
- il sangue (carattere scritto)
- 洫 «il fossato, il canale di scolo» (prestito proposto: si attenderebbe in un fosso, non nel sangue)
Scelta: il sangue su entrambi gli strati, con il prestito esposto qui — La regola ammette il prestito nel PUB solo se l'apparato lo attesta largamente, e qui non lo è: la proposta nasce dalla difficoltà di leggere il sangue come luogo. La difficoltà è reale — 血 xuè e 穴 xué sono quasi omofoni e stanno nella stessa riga, il che è esattamente il terreno su cui nascono le varianti — ma non basta a spostare il testo. Si tiene il carattere scritto e si registra la questione.
Il testo è ambiguo su 出
- esce chi attendeva: l'uscita è il movimento della linea
- escono altri: la cavità restituisce qualcuno o qualcosa
Scelta: soggetto non espresso in entrambi gli strati — Il cinese non nomina chi esce e la traduzione non lo nomina. Attribuire l'uscita a chi legge sarebbe la scelta comoda, ma il sei in cima entra nella stessa cavità con soggetto altrettanto indeterminato, e le due righe si leggono insieme.
Piccola Immagine 小象
需于血,順以聽也。
Aspetti nel sangue: vai nel verso delle cose, e stai in ascolto.
lettura filologica«Attendere nel sangue»: si asseconda, e così si dà ascolto.
Glossa carattere per carattere
順 shùn andare nel senso di, assecondare la corrente; è la qualità che i commentari assegnano al trigramma 坤 Gao Heng 聽 tīng dare ascolto, e per estensione obbedire a ciò che si è udito È la prima linea dentro l'acqua, e il terreno sparisce: al posto di un luogo il testo mette una sostanza, il sangue. Un prezzo è già stato pagato. Nella stessa riga, senza dire chi e senza mettere le due cose in fila, il testo aggiunge che dalla cavità si viene fuori: la buca scavata nel terreno è un riparo in cui si sta, e il movimento va dal chiuso all'aperto. La piccola Immagine non parla di forza: dice assecondare e dare ascolto. Si esce di lì stando nel verso di ciò che accade, non opponendosi.
Quando muove. Il movimento è l'uscita, e la linea non la attribuisce a te: il soggetto resta fuori dalla frase. Quello che ti riguarda è l'ascolto, cioè accorgersi di quando la situazione si apre, invece di continuare a spingere nella direzione che avevi deciso prima di entrarci.
quinta linea九五
Testo
需于酒食,貞吉。
Aspetti a tavola, col vino e col cibo. Tieni la posizione: è propizio.
lettura filologicaAttendere fra vino e cibo. Presagio saldo: fausto.
Glossa carattere per carattere
酒 jiǔ il vino di cereali fermentati, bevanda del banchetto e dell'offerta 食 shí il cibo, e l'atto di mangiare; con 酒 forma la coppia del convito 貞 zhēn sottoporre a presagio; con 吉 forma la formula fissata dal lessico Kunst Il testo è ambiguo su 貞
- rettitudine, costanza (neoconfuciana)
- presagio saldo, divinare (oracolare)
Scelta: LIT oracolare, PUB ramo positivo della formula 貞吉 — Il prognostico 吉 fissa la polarità e il ramo positivo è quello previsto. Va però osservato che qui «tenere la posizione» ha un referente concreto e non astratto: la posizione è la tavola, e la linea dice di restarci finché dura.
Piccola Immagine 小象
酒食貞吉,以中正也。
Vino e cibo, e tenere la posizione è propizio: la linea sta al centro e sta diritta.
lettura filologica«Vino e cibo, presagio saldo: fausto»: è per il centro e per la rettitudine.
Glossa carattere per carattere
中正 zhōng zhèng coppia tecnica dei commentari: stare al mezzo del trigramma e occupare il posto che compete alla propria natura Gao Heng Il testo è ambiguo su 貞
- rettitudine, costanza (neoconfuciana)
- presagio saldo, divinare (oracolare)
Scelta: come nel 爻辭 che la piccola Immagine cita — L'ala gioca sull'accostamento fra 貞 e 正 e legge il primo attraverso il secondo: è la stessa operazione che produce la lettura etica di 貞 sette secoli dopo il testo, colta qui a metà strada. La si segnala perché è la prova documentale della deriva, non un'ambiguità dello strato Zhou.
La sequenza dei luoghi si interrompe. Al quinto posto, che il commento antico chiama il posto del cielo, non c'è più una riva ma una tavola: vino e cibo. Non è una ricompensa né una distrazione. È il modo in cui l'attesa si sostiene, e il trattato sulla sequenza dei segni lo conferma dicendo che questo segno è la via del bere e del mangiare. È l'unica linea dove torna la formula del presagio, e dice di restare dove sei.
Quando muove. Muove la linea su cui il testo non ha riserve: sta al centro, sta nel posto che le compete, e dice di restarci. Muovendo, è la tavola stessa a cambiare — e il consiglio non era di procurartene un'altra, era di tenere la posizione finché è questa.
Attenzione. Il propizio non è appeso al vino: è appeso al «tieni la posizione» che la riga aggiunge. La tavola è dove l'attesa si sostiene, e il testo dice di restarci; non dice che sei arrivato.
sesta linea上六
Testo
入于穴,有不速之客三人來。敬之,終吉。
Entri nella cavità. Arrivano tre ospiti che nessuno ha chiamato. Trattali con riguardo: alla fine è propizio.
lettura filologicaEntrare nella cavità. Vi sono tre ospiti non invitati che vengono. Portar loro riguardo: fausto alla fine.
Glossa carattere per carattere
速 sù qui «invitare, chiamare a sé», valore attestato accanto a quello corrente di «rapido»: 不速之客 è l'ospite che nessuno ha convocato Schuessler 客 kè l'ospite, e insieme il forestiero: chi viene da fuori e va ricevuto 敬 jìng portare riguardo, trattare con attenzione misurata; stesso carattere del 敬慎 nella piccola Immagine del nove al terzo posto Schuessler Il testo è ambiguo su 速
- «invitare, chiamare»: ospiti non convocati
- «rapido»: ospiti che non hanno fretta
Scelta: «invitare» su entrambi gli strati — La seconda lettura è quella che il senso corrente del carattere suggerisce oggi a chi legge, e va esclusa esplicitamente: 不速之客 è espressione cristallizzata già nella lingua antica, e vale l'ospite che si presenta senza essere stato chiamato. La differenza non è di sfumatura, perché tutta la riga poggia sul fatto che l'arrivo non è previsto.
Piccola Immagine 小象
不速之客來,敬之終吉。雖不當位,未大失也。
Arrivano ospiti che nessuno ha chiamato, e trattarli con riguardo è propizio alla fine: il posto non è quello giusto, ma non si è perso molto.
lettura filologica«Ospiti non invitati vengono; portar loro riguardo: fausto alla fine»: benché non stia nel posto che le compete, non vi è stata grande perdita.
Glossa carattere per carattere
當位 dāng wèi occupare il posto che compete alla propria natura; formula di calcolo posizionale dei commentari 失 shī perdere, lasciarsi sfuggire; il bilancio è di perdita contenuta, non di guadagno L'attesa finisce, e finisce anche la formula: per cinque righe il testo diceva dove si aspetta, qui dice soltanto che si entra. La cavità che al quarto posto era stata lasciata torna, e stavolta ci si va dentro. Poi arrivano tre persone che nessuno ha chiamato. Il testo non dice chi siano, e non è quello il punto: dice come trattarle. Con riguardo, e la cosa finisce bene.
Quando muove. La linea che si muove porta l'imprevisto dentro il luogo in cui ti eri appena chiuso. Non lo presenta come un'intrusione: la piccola Immagine ammette che il posto non è quello giusto e aggiunge che non si è perso molto. Ciò che decide l'esito è il modo in cui li accogli.
Attenzione. Il riguardo qui non è cortesia: è la stessa parola che compare nella piccola Immagine della terza linea, detta dei predoni. Vale a prescindere da chi hai davanti, ed è l'ultima cosa che il segno ti lascia in mano.
I commentari antichi
Tuanzhuan 彖傳
需,須也,險在前也。剛健而不陷,其義不困窮矣。需,有孚,光亨,貞吉,位乎天位,以正中也。利涉大川,往有功也。
Attesa vuol dire aspettare: il passaggio scosceso è davanti, non sotto i piedi. Chi è duro e saldo non ci sprofonda dentro, e il senso della cosa non è restare chiusi senza uscita. «La fiducia c'è, la via è aperta in piena luce, tieni la posizione: è propizio»: il quinto posto è il posto del cielo, e lì si sta diritti e al centro. «Conviene passare il fiume grande»: chi si muove arriva a un risultato.
需 è attendere: lo scosceso sta davanti. Duro e saldo, e non sprofonda: il suo senso non è di finire chiuso e ridotto allo stremo. «需. C'è fiducia: con splendore l'offerta passa. Presagio saldo: fausto»: sta nel posto del cielo, ed è per rettitudine e per centro. «Giova guadare il gran corso d'acqua»: andare porta a compimento.
Glossa carattere per carattere
| 須 | xū | attendere: glossa fonetica con cui l'ala spiega il nome del segno | |
| 險 | xiǎn | il terreno scosceso, il passaggio difficile; è la qualità che i commentari assegnano al trigramma 坎 | Gao Heng |
| 陷 | xiàn | sprofondare in una cavità, cadere dentro: la stessa parola con cui il 序卦 glossa 坎 | Schuessler |
| 困窮 | kùn qióng | essere chiusi in un recinto e ridotti all'estremo; 困 dà il nome all'esagramma 47 | |
| 功 | gōng | il risultato conseguito con l'opera, il merito che ne resta; non la semplice riuscita | Kunst |
Il testo è ambiguo su 亨
- penetrare, riuscire (lettura ricevuta)
- 享 «offerta accolta» (lettura filologica)
Scelta: offerta accolta nel LIT, «la via è aperta» nel PUB, come nel giudizio — Il lessico chiede l'annotazione a ogni occorrenza del LIT, e la citazione del giudizio dentro un'ala non fa eccezione.
Il testo è ambiguo su 位乎天位
- il posto del cielo come quinta linea del segno (calcolo posizionale)
- il posto del cielo come trigramma 乾 inferiore
Scelta: la quinta linea — Il 小象 della quinta dice 以中正也 e questa ala 以正中也: le due formule si rispondono e indicano la stessa linea. Il trigramma 乾 sta però in basso in questo segno, e chi legge «posto del cielo» pensando ai tre yang inferiori trova una contraddizione che non c'è.
Xugua 序卦
物稺不可不養也,故受之以《需》。《需》者,飲食之道也。
Quel che è appena nato non si può lasciare senza nutrimento: per questo dopo viene l'Attesa. Attesa vuol dire la via del cibo e della bevanda.
Ciò che è ancora tenero non può non essere nutrito: perciò si riceve con l'Attesa. 需 è la via del bere e del mangiare.
Glossa carattere per carattere
| 稺 | zhì | il germoglio ancora tenero, e per estensione ciò che è giovane; forma antica di 稚, e rimanda al segno che precede, 蒙 | Schuessler |
| 養 | yǎng | nutrire, allevare: mantenere in vita ciò che non si regge da sé | |
| 道 | dào | la via, qui nel senso di procedimento e regola di una pratica |
Zagua 雜卦
《需》,不进也。
L'Attesa: non ci si fa avanti.
需: non si avanza.
Glossa carattere per carattere
| 进 | jìn | avanzare, farsi avanti; forma semplificata di 進, così restituita dalla fonte |
Segni collegati
Provenienza del testo
- Fonte cinese:
- 易學網 (https://www.eee-learning.com/book/eee5). Il testo è confrontato carattere per carattere con la fonte.
- Collazionato con:
- Zhouyi Yinde 1935 (biroco.com); Kanripo KR1a0001 — solo collazione, mai base
- Apparato:
- Kunst, The Original Yijing (1985); Shaughnessy, The Origin and Early Development of the Zhou Changes (Brill 2022, OA); Gao Heng, Zhouyi gujing jinzhu; Schuessler, ABC Etymological Dictionary of Old Chinese; Baxter-Sagart 2014