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Il Tripode: linea 1 yin, linea 2 yang, linea 3 yang, linea 4 yang, linea 5 yin, linea 6 yang, dal basso verso l'alto.

Esagramma 50

Il Tripode

· Dǐng · Il Calderone

Vento sotto, Fuoco sopra

Il segno

Il segno porta il nome di un oggetto: il vaso a tre piedi in cui si cuoce la carne del sacrificio. Non è un simbolo, è una cosa che sta in mezzo alla stanza e che qualcuno deve riempire, sorvegliare e sollevare. La Grande Immagine ti mette in mano due gesti precisi: raddrizzare il posto che occupi, e lasciare che ciò che ti è stato affidato prenda corpo. Il resto lo fa il fuoco, e il fuoco ha i suoi tempi.

Sei righe, e quasi ognuna nomina un pezzo dello stesso oggetto. In fondo i piedi, e li trovi all'aria: qualcuno ha capovolto il vaso per svuotarlo del fondo marcio. Sopra, il pieno — la riga non nomina la pancia, nomina quello che ci sta dentro. Poi le orecchie, i due anelli sul bordo in cui passa la stanga, e sono cambiate: il vaso non si sposta più, e il fagiano grasso resta dentro a raffreddarsi. Qui la salita si spezza. Al quarto posto il testo torna in basso, a una gamba, e la gamba cede: la vivanda del signore finisce per terra. Poi le orecchie tornano, gialle, con la stanga di bronzo, e in cima la stanga è di giada. Il commento antico lo dice per primo: il tripode è una figura. L'inventario sale, ma si interrompe una volta, ed è dove l'oggetto si rompe.

Perché questo nome

鼎 è il vaso di bronzo a tre piedi e due orecchie in cui si cuoce la carne del sacrificio, e il grafo arcaico ne è il disegno di profilo: il ventre, le anse in alto, le gambe sotto. Il testo del segno non lo usa mai in senso figurato — lo smonta pezzo per pezzo, e nomina i piedi (趾, 足), il contenuto (實), le orecchie (耳), la stanga da trasporto (鉉), la vivanda che ci sta dentro (餗): è un inventario di parti, non una metafora. «Il Tripode» è quindi la resa concreta che §H richiede, e ha il vantaggio di nominare per prima la caratteristica che le righe mettono alla prova due volte, cioè le tre gambe. Scartato «Il Calderone», che rende il volume e la cottura ma perde i piedi e in italiano corrente evoca la pentola del focolare, non l'insegna dinastica: 鼎 è insieme utensile e regalia, e chiedere il peso dei tripodi significava, nella lingua Zhou, aspirare al trono. Le rese diffuse costruite sulla metallurgia — il crogiuolo, il vaso della fusione — nominano un'operazione che il testo non descrive: qui non si fonde nulla, si cuoce. Restano in noto_anche_come come presidio di ricerca. §H, regola delle coppie: nessun altro segno porta 鼎 nel nome, e il legame stretto con il 49 革 passa per la figura capovolta e per le due voci speculari del 雜卦, non per un carattere condiviso; il vincolo non morde e il titolo del 49 resta impregiudicato.

Noto anche come: Il Crogiuolo, Il Crogiolo, Il Calderone, Il Vaso, Il Vaso sacrificale, The Caldron, The Cauldron, Ting, Ding.

Come si legge

Vento: linea 1 yin, linea 2 yang, linea 3 yang, dal basso verso l'alto.Trigramma inferioreVento ·
Fuoco: linea 1 yang, linea 2 yin, linea 3 yang, dal basso verso l'alto.Trigramma superioreFuoco ·

Sotto c'è il legno, sopra il fuoco: la legna si insinua nella fiamma, ed è esattamente il modo in cui si accende un fuoco da cucina. Nessuna delle due parti si oppone all'altra. La riga che regge tutto è la quinta, l'unica cedevole in alto: è salita fin lì, tiene il centro del trigramma superiore e trova risposta nella riga dura al secondo posto, quella del vaso pieno. Le orecchie stanno in alto perché è in alto che si afferra un peso. Il quarto posto è il punto debole, e non per carattere: quello che lo spezza non è il peso accumulato dalle righe di sotto, è una vivanda che non gli appartiene e che eccede la portata di una gamba. La riga in cima non comanda, sorregge: è la stanga, e una stanga serve solo quando qualcosa è pronto per essere portato via.

Il responso

Giudizio 卦辭

鼎。元吉,亨。

Il tripode. Propizio alla radice: la via è aperta.

lettura filologica

Il tripode. Fausto all'origine; l'offerta passa.

Glossa carattere per carattere
dǐngil vaso di bronzo a tre piedi e due orecchie per la carne del sacrificio; il grafo ne disegna ventre, anse e gambe. Utensile da cucina rituale e insieme insegna del potere legittimoSchuessler
yuánil capo, ciò che sta all'origine; nel lessico oracolare qualifica il grado dell'esito, non la qualità moraleKunst
esito fausto della consultazione
hēngpresentare l'offerta ed essere accolti; stesso grafo arcaico 亯 di 享 e di 烹 «cuocere». In questo segno la parentela non è erudizione: il 彖 usa lo stesso carattere nel valore di cotturaShaughnessy 2022
Il testo è ambiguo su
  • penetrare, riuscire (lettura ricevuta)
  • 享 offerta accolta (lettura filologica)
  • 烹 cuocere (valore che il 彖 dello stesso segno attribuisce al carattere)

Scelta: offerta accolta nel LIT, «la via è aperta» nel PUB, con la terza lettura registrata perché interna al segnoIl salto LIT→PUB va annotato a ogni occorrenza. Qui si aggiunge un fatto che riguarda solo questo esagramma: il 彖 glossa la scena con 亨飪也 e con 聖人亨以享上帝, dove il primo 亨 vale «cuocere» e il secondo carattere è 享. Il segno esibisce quindi due dei tre rami del grafo 亯 a poche parole di distanza. Il giudizio resta sul ramo dell'offerta, ma la nota serve: chi rilavora il file troverà nel 彖 un 亨 che non si può rendere come questo.

Il testo è ambiguo su 元吉,亨
  • 元吉,亨 «fausto all'origine; l'offerta passa» — lezione della nostra fonte
  • 元亨 «all'origine l'offerta passa» — lezione presupposta dal 彖 dello stesso esagramma, che chiude con 是以元亨

Scelta: si traduce la lezione scritta nella fonte, e si registra la divergenza col 彖La fonte porta 鼎。元吉,亨。 e il 彖 conclude 是以元亨, senza 吉. Non è un errore di trascrizione: la doppia lezione è antica e parte dell'esegesi ha considerato 吉 un'aggiunta, proprio perché l'Ala che spiega il giudizio non lo legge. Il campo zh conserva la fonte carattere per carattere e la traduzione ne discende; la lezione breve non è stata adottata di soppiatto perché sceglierla significherebbe correggere il testo base sulla scorta di un commento posteriore. Il commentario non si appoggia a 吉 per nessuna delle sue affermazioni.

Grande Immagine 大象

木上有火,鼎;君子以正位凝命。

Il fuoco sta sopra il legno: il tripode. Chi vale, guardandolo, mette a piombo il posto che occupa e lascia che il mandato prenda corpo.

lettura filologica

Sopra il legno c'è il fuoco: il tripode. Il signore, da questo, raddrizza il proprio posto e fa rapprendere il mandato.

Glossa carattere per carattere
il legno, e qui la legna che alimenta: il trigramma inferiore 巽 vale insieme legno e vento
huǒil fuoco del trigramma superiore 離; sopra la legna, cioè nella posizione della fiamma che ha già preso
zhèngraddrizzare, mettere a squadra — verbo transitivo, non aggettivo: si fa una cosa a un oggetto stortoSchuessler
wèiil posto assegnato, il seggio; nel lessico Zhou è la collocazione riconosciuta dentro un ordine, non lo status personale
níngrapprendersi, coagulare; è quello che fa un grasso che raffredda o un liquido che rassoda. Il verbo appartiene alla cucina prima che alla politicaSchuessler
mìngl'ordine ricevuto, l'incarico conferito dall'alto, e per estensione la sorte assegnataKunst
君子jūnzǐchi ha rango, il membro della casa nobiliare
Il testo è ambiguo su 君子
  • il membro della casa nobiliare (senso Zhou, sociale)
  • la persona compiuta (senso confuciano, etico)

Scelta: doppio binario: LIT sociale, PUB ricevutoIl senso etico entra col Lunyu, da quattro a sei secoli dopo. Qui la lettura sociale ha un aggancio in più del solito: 正位 e 凝命 sono operazioni che presuppongono un seggio e un incarico conferito, cioè le due cose che si hanno per rango.

Il testo è ambiguo su 凝命
  • far consolidare l'incarico ricevuto, portarlo a consistenza
  • concentrarsi sul proprio destino, raccogliersi interiormente

Scelta: la prima, su entrambi gli strati, tenendo il verbo nel suo valore materiale凝 è il rapprendersi di una sostanza, e in un segno che parla di cottura tenerlo materiale non è un vezzo: il mandato si comporta come il contenuto del vaso, che non prende consistenza sul fuoco ma quando il fuoco è stato tolto e lo si lascia stare. È una durata, non un'operazione: si governa smettendo di intervenire, e per questo il verbo non si può rendere con un controllo o una verifica. La lettura interiorizzante trasforma un verbo di cucina in un atto mentale e perde l'unico ponte concreto fra la figura e il precetto. Resta transitivo e resta di chi legge: il soggetto dei due verbi del 大象 è 君子.

Cosa chiede

Ti chiede di occuparti del contenitore prima del contenuto. Il tripode non produce nulla: tiene, scalda, e permette che una cosa cruda diventi commestibile. La domanda non è cosa vuoi ottenere, è se la struttura che hai regge il peso di quello che ci stai mettendo dentro. Le righe la pongono tre volte, su tre pezzi: il fondo da vuotare, le gambe che devono reggere, le anse che devono ricevere la stanga. La Grande Immagine chiede altro, e chiede due cose sole: raddrizzare il posto che occupi, che è un gesto su una cosa storta, e lasciare che l'incarico ricevuto prenda consistenza, che si fa tenendo ferme le condizioni e non rimestando più. Il primo lo fai adesso. Il secondo ha i suoi tempi, e non sono i tuoi.

Dove si sbaglia. Il tripode è l'insegna del potere legittimo, e chi arriva qui tende a leggerlo come una promessa di elevazione. Ma il segno non parla di salire: parla di un oggetto e delle sue parti, e due righe su sei le mostrano fuori uso — le orecchie che non ricevono più la stanga, la gamba che si spezza. Il vaso capovolto del primo posto non va contato: a testa in giù è la sola posizione in cui lo si svuota, e la Piccola Immagine lo assolve. Due guasti bastano. L'oggetto è nobile e si rompe, e il verdetto peggiore cade su un sostegno che ha accettato più peso di quanto potesse portarne.

Nelle diverse aree

Lavoro
Un incarico nuovo che chiede prima una pulizia. Quello che è rimasto dalla gestione precedente va tolto, e va tolto capovolgendo il vaso: non si sceglie cosa buttare frugando sul fondo.
Relazioni
Chi porta qualcosa entra, anche se viene dal basso: al primo posto una serva passa avanti per via del figlio. Guarda cosa è stato messo dentro, non da dove arriva.
Decisione
Non decidere cosa cuocere finché non sai se le gambe reggono. La riga peggiore del segno è una gamba che cede sotto un carico affidato: non è stato caricato male, era troppo per quella gamba.
Interiorità
Ciò che ti è stato affidato non si afferra: prende corpo da sé, come il grasso che si rassoda quando il fuoco è stato tolto. Il lavoro tuo è averlo cotto, e poi non rimestare più.

Questo segno è uscito nella tua interrogazione?

La pagina spiega il segno in sé. Il consulto parte dal tuo quesito e dalle linee che il tiro ha mosso.

Interroga l'oracolo

Le sei linee

Dal basso verso l'alto. Una linea si legge solo quando il tiro la indica mutevole.

  1. prima linea初六

    Testo

    鼎顛趾,利出否,得妾以其子,无咎。

    Il tripode è capovolto, i piedi all'aria. Conviene vuotarlo di ciò che vi è rimasto a marcire. Ti tocca una serva, e con lei suo figlio. Niente da rimproverarti.

    lettura filologica

    Il tripode: rovesciati i piedi. Giova farne uscire il ristagno. Si ottiene una serva, e con lei [viene] il figlio di lei. Nessun addebito.

    Glossa carattere per carattere
    diāncapovolgere, mettere sottosopra; dal senso di «sommità» viene quello di «ribaltare la sommità in basso». La fonte registra la variante grafica 顚, che è lo stesso carattereSchuessler
    zhǐil piede, il dito del piede; qui le tre gambe del vaso
    chūfar uscire, cacciare fuori — transitivo, con il vaso come contenitore
    ciò che è otturato e non passa, e per estensione il residuo che ristagna sul fondo. Lo stesso carattere dà nome all'esagramma 12; qui è nome comuneGao Heng
    qièla donna di rango secondario in casa: serva, concubina, spesso di provenienza servile o di predaKunst
    con, insieme a; oppure per mezzo di, a causa di — la particella regge le due letture della clausola
    il figlio
    Il testo è ambiguo su 得妾以其子
    • si ottiene la serva e con lei suo figlio: 以 vale «insieme a»
    • si ottiene la serva grazie a suo figlio: 以 vale «per mezzo di», e la donna sale di posizione perché ha partorito un erede

    Scelta: la prima nel LIT, che tiene la particella nel valore più neutro; la seconda registrata qui e usata dal commentarioLe due letture non si escludono e la seconda spiega meglio perché la riga chiuda con 无咎 e perché il 小象 parli di «seguire ciò che ha pregio»: è la vicenda di qualcosa di basso che entra in casa per via di ciò che porta con sé. Il LIT non sceglie al posto del lettore; il PUB tiene la resa breve, che ammette entrambe.

    Il testo è ambiguo su
    • pǐ: il residuo otturato, il fondo che ristagna nel vaso
    • fǒu: la negazione sostantivata, «ciò che non va»
    • il nome dell'esagramma 12

    Scelta: il residuo, su entrambi gli stratiLa scena è materiale — un vaso capovolto sopra un posto dove si butta — e chiede un oggetto concreto per il verbo 出. La lettura come nome proprio del 12 è da escludere: qui il carattere non è preceduto da nulla che lo marchi come titolo, e il 小象 lo tratta da cosa, contrapponendogli 貴 «ciò che ha pregio».

    Piccola Immagine 小象

    鼎顛趾,未悖也。利出否,以從貴也。

    Il tripode con i piedi all'aria non è ancora uno sbaglio. Vuotarlo del marcio serve a fare posto a ciò che vale.

    lettura filologica

    «Il tripode: rovesciati i piedi»: non è ancora un andare contro. «Giova farne uscire il ristagno»: è per seguire ciò che ha pregio.

    Glossa carattere per carattere
    bèiandare contro, contravvenire all'ordine delle cose; 未悖 è «non ancora una contravvenzione»Schuessler
    guìciò che ha pregio, di valore; qui il contenuto nuovo, contrapposto al residuo

    Il vaso è capovolto, i piedi all'aria. È la posizione sbagliata per un tripode e l'unica giusta per svuotarlo: il fondo che sta lì da troppo tempo esce solo così. La Piccola Immagine è quasi indulgente — non è ancora uno sbaglio — e aggiunge il motivo: si fa spazio a ciò che vale. Poi il testo cambia scena e nomina una serva che entra in casa con suo figlio, e nessuno ha nulla da ridire.

    Quando muove. Il lavoro da fare è preliminare e poco dignitoso: togliere, non aggiungere. È il momento in cui si accetta di stare a testa in giù per un po'. Chi salta questo passaggio cuocerà il nuovo sopra il vecchio.

    Attenzione. Rovesciare serve a vuotare, non è una posizione in cui restare. Un tripode a testa in giù non cuoce niente, e a un certo punto va rimesso sui piedi.

  2. seconda linea九二

    Testo

    鼎有實,我仇有疾,不我能即,吉。

    Il tripode è pieno. Chi mi sta di fronte ha un male addosso e non riesce ad arrivare fino a me. È propizio.

    lettura filologica

    Il tripode ha il suo contenuto. Il mio pari ha un male: non riesce ad accostarsi a me. Fausto.

    Glossa carattere per carattere
    shíciò che riempie, il contenuto pieno; il carattere disegna un edificio con dentro beni e cordoni di conchiglieSchuessler
    chóu / qiúchóu «avversario, chi mi sta contro»; qiú, in prestito con 逑, «pari, compagno, chi mi corrisponde». Le due letture sono entrambe antiche e il carattere le porta insiemeKunst
    il male fisico, la malattia; per estensione il difetto che mette fuori uso
    accostarsi, farsi presso; il grafo mostra una persona che si china verso un vaso di cibo — lo stesso gesto di chi si avvicina alla mensaSchuessler
    不我能即negazione con pronome oggetto anteposto, costruzione regolare del cinese arcaico: «non riesce a raggiungere me». Il fronteggiamento del pronome è grammaticale, non enfaticoBaxter-Sagart 2014
    Il testo è ambiguo su
    • chóu: l'avversario, chi mi si oppone
    • qiú (逑): il pari, il compagno, chi mi corrisponde — in un altro contesto la sposa

    Scelta: una resa che tiene aperte le due, «il mio pari» nel LIT e «chi mi sta di fronte» nel PUBSceglierne una chiude la riga in un senso che il cinese non chiude. Con «nemico» la riga diventa un fatto militare; con «compagna» diventa una scena domestica in cui l'altro è impedito da una malattia. La resa adottata dice l'unica cosa che entrambe le letture affermano — c'è qualcuno che sta dall'altra parte e che quel qualcuno corrisponde a me — e lascia al lettore la temperatura. Il 小象 non aiuta a decidere: 終无尤也 vale in tutti e due i casi.

    Piccola Immagine 小象

    鼎有實,慎所之也。我仇有疾,終无尤也。

    Il tripode è pieno: guarda bene dove lo porti. Chi ti sta di fronte ha un male addosso: alla fine non c'è biasimo.

    lettura filologica

    «Il tripode ha il suo contenuto»: si è cauti su dove si va. «Il mio pari ha un male»: alla fine nessun biasimo.

    Glossa carattere per carattere
    shènusare cautela, procedere con attenzione
    所之suǒ zhīil luogo verso cui si va; 之 è qui il verbo «andare», non la particella
    yóuil biasimo, l'addebito che viene mosso da altri. Va tenuto distinto da 咎, che è insieme la colpa e la sventura che ne segueGao Heng

    Il vaso è pieno. Questa riga non nomina un pezzo del tripode, nomina quello che ci sta dentro, ed è l'unica del segno in cui non c'è nulla da riparare: c'è sostanza, e questo basta a metterti al riparo. Chi ti sta di fronte ha un male addosso, e per quel male non riesce ad arrivare fino a te. Il testo non dice che l'hai respinto, dice che non ce l'ha fatta. La Piccola Immagine sposta l'attenzione dove serve: attento a dove lo porti.

    Quando muove. Qui la protezione non viene dalla strategia, viene dalla sostanza: sei pieno, e per questo poco attaccabile. La domanda che resta aperta non è come difenderti, è in quale direzione stai portando un recipiente carico.

    Attenzione. Il male che tiene lontano l'altro non è opera tua, e non è una difesa che hai costruito. Contarci è il modo più veloce per smettere di guardare dove stai portando un vaso carico, che è l'unica cosa di cui la Piccola Immagine ti avverte.

  3. terza linea九三

    Testo

    鼎耳革,其行塞,雉膏不食,方雨虧悔,終吉。

    Le orecchie del tripode sono cambiate e non lo si sposta più. Il fagiano grasso resta dentro e nessuno lo mangia. Poi viene la pioggia, e il rammarico cala. Alla fine è propizio.

    lettura filologica

    Il tripode: le orecchie sono mutate, il suo trasporto è ostruito. Il grasso di fagiano non si mangia. Sta per piovere: il rimorso scema. Fausto alla fine.

    Glossa carattere per carattere
    ěrle orecchie: i due anelli sul bordo del vaso in cui si infila la stanga per sollevarlo
    la pelle tolta all'animale e conciata, e quindi mutare, cambiare stato. È il nome dell'esagramma 49, che di questo è la figura capovolta; qui è verbo comuneSchuessler
    otturato, bloccato; qui detto del trasporto, non della strada
    zhìil fagiano, selvaggina di pregio nelle liste di offerte
    gāoil grasso, la parte pingue della carne; nel lessico delle vivande è la parte miglioreSchuessler
    fāngsul punto di, proprio allora; avverbio temporale di imminenzaGao Heng
    kuīscemare, calare; è il verbo del quarto di luna che diminuisceSchuessler
    huǐil rimorso, l'esito che si sarebbe potuto evitare
    Il testo è ambiguo su 方雨虧悔
    • 方雨虧悔,終吉 — «sta per piovere: il rimorso scema; fausto alla fine» (segmentazione adottata, quella della fonte)
    • 方雨虧,悔終吉 — «la pioggia imminente viene meno; il rimorso: fausto alla fine»

    Scelta: la prima, con la seconda dichiarata qui§J: la punteggiatura è editoriale e la scelta cambia il senso. Nella seconda segmentazione è la pioggia a mancare e 悔 diventa tema della clausola finale; nella prima è il rimorso a calare, e la pioggia è l'evento che lo fa calare. Si adotta la prima perché 虧 regge normalmente ciò che diminuisce come oggetto, e perché una pioggia che «scema» prima di cadere è immagine senza appoggio nel resto del segno, dove l'acqua non compare altrove. La conseguenza è che l'unico sollievo di questa riga arriva dal tempo atmosferico, cioè da fuori: il commentario ci si appoggia esplicitamente.

    Il testo è ambiguo su 鼎耳革
    • le orecchie del vaso si sono alterate, e la stanga non ci passa più
    • si cambiano le orecchie del vaso, cioè si interviene sulle anse

    Scelta: la prima, su entrambi gli stratiIl seguito decide: 其行塞, il trasporto è bloccato. Una sostituzione riuscita delle anse non produrrebbe un blocco, e il 小象 conferma con 失其義也, «ha perduto ciò che gli compete», che descrive una perdita di funzione e non una riparazione.

    Piccola Immagine 小象

    鼎耳革,失其義也。

    Le orecchie del tripode sono cambiate: l'oggetto ha perso la funzione che gli spetta.

    lettura filologica

    «Le orecchie del tripode sono mutate»: ha perduto ciò che gli compete.

    Glossa carattere per carattere
    ciò che è dovuto e appropriato, la funzione che a una cosa compete; il valore morale di «giustizia» è sviluppo posterioreSchuessler

    Le orecchie sono cambiate. Sono i due anelli sul bordo in cui si infila la stanga, e se non combaciano più il vaso resta dove sta: si è guastato il punto di contatto fra la cosa e chi dovrebbe prenderla. Dentro c'è il fagiano grasso, la parte migliore, e nessuno la mangia. Poi il testo fa una cosa inattesa: piove. La pioggia non la chiami tu, arriva, e con lei il rammarico cala. Alla fine è propizio.

    Quando muove. Il blocco è di raccordo, non di sostanza. Quello che hai preparato è buono e non circola, perché il punto di presa non è più quello che gli altri conoscono. La linea dice anche che il blocco si scioglie da sé, e non promette quando.

    Attenzione. La Piccola Immagine è severa: l'oggetto ha perso la funzione che gli spetta. Le anse si sono alterate da sé, e non ce n'è una che tu possa rifare: l'unico sollievo, la pioggia, arriva da fuori. Quello che dipende da te è non forzare il trasporto.

  4. quarta linea九四

    Testo

    鼎折足,覆公餗,其形渥,凶。

    Al tripode si rompe una gamba: la vivanda del signore si rovescia, e quel che resta è tutto imbrattato. È avverso.

    lettura filologica

    Il tripode: si spezza un piede, si rovescia la vivanda del duca; il suo aspetto ne è intriso. Infausto.

    Glossa carattere per carattere
    zhéspezzarsi di netto, rompersi come si rompe un ramo
    il piede, la gamba; qui una delle tre del vaso, e lo stesso pezzo che al sei iniziale era 趾
    rovesciare, versare capovolgendo
    gōngil duca, titolo del rango feudale più alto sotto il re; da tenere distinto da 侯Kunst
    la vivanda cotta nel tripode, l'intingolo di cereali e carne — parola tecnica che ricorre solo qui nel libroGao Heng
    xíngla forma, l'aspetto visibile di una cosa
    inzuppato, intriso, bagnato fino a impregnarsiSchuessler
    Il testo è ambiguo su 其形渥
    • il suo aspetto ne è intriso: il vaso, o chi lo reggeva, resta imbrattato dalla vivanda rovesciata (carattere scritto)
    • 其刑剭: la sua pena è il supplizio riservato ai nobili, eseguito al coperto (lettura per prestito grafico, di tradizione antica)

    Scelta: il carattere scritto su entrambi gli strati, con la lettura per prestito registrata qui§I ammette il prestito nel PUB solo se largamente attestato dall'apparato. Qui la lettura 刑剭 è antica e documentata, ma non è quella del testo base che stiamo traducendo, e la differenza è enorme: da una macchia si passa a una condanna a morte. Adottarla nel PUB significherebbe far dire al segno che il quarto posto porta un'esecuzione capitale, che è il tipo di scelta che §I vieta di prendere perché più drammatica. Il carattere scritto resta su entrambi gli strati, e la lettura alternativa è qui perché chi rilavora il file la incontrerà. Da notare che il testo non usa né 災 né 眚: l'esito non è attribuito né a un colpo che arriva da fuori né a un danno di cui ci si è fatti causa, ma a un cedimento sotto carico.

    Il testo è ambiguo su
    • il vaso: è l'oggetto a restare intriso
    • chi portava il vaso: è la persona a restare imbrattata

    Scelta: il possessivo resta indeterminato in entrambi gli stratiIl cinese non specifica, e la sospensione è produttiva: la vivanda che si rovescia sporca insieme il recipiente e chi lo reggeva. Il PUB dice «quel che resta è tutto imbrattato» proprio per non assegnare l'imbrattamento all'uno o all'altro. Il 小象 sposta comunque la questione sulle persone chiedendo che ne sia della fiducia.

    Piccola Immagine 小象

    覆公餗,信如何也。

    La vivanda del signore si rovescia: e la fiducia, che fine fa?

    lettura filologica

    «Si rovescia la vivanda del duca»: quanto all'esser degni di fede, che ne è?

    Glossa carattere per carattere
    xìnl'essere degni di fede, l'affidabilità di chi mantiene la parola; alcuni commentari lo leggono come avverbio, «davvero»Kunst
    如何rú hécome mai, che ne è: formula interrogativa che il commento usa per lasciare la domanda aperta

    Una gamba si spezza. Il vaso si inclina, la vivanda del signore va per terra, e il testo aggiunge un dettaglio che resta addosso: quel che ne rimane è tutto imbrattato. È l'unico verdetto avverso del segno. Non c'è cattiva volontà da nessuna parte, e nemmeno un colpo venuto da fuori: c'è un sostegno che ha ceduto sotto un carico che non gli spettava. La Piccola Immagine non commenta il danno, fa una domanda sola: e la fiducia, che fine fa.

    Quando muove. Il quarto posto è quello di chi sta accanto a chi decide, e qui il segno lo mostra mentre porta qualcosa che non è suo. La questione non è l'impegno: è la portata. Un carico affidato non diventa sostenibile perché ci tieni molto.

    Attenzione. Il danno visibile è la vivanda rovesciata. Quello che resta è la macchia: da lì in avanti, chi affida qualcosa guarda prima la gamba e poi te.

  5. quinta linea六五

    Testo

    鼎黃耳金鉉,利貞。

    Il tripode ha le orecchie gialle e la stanga di bronzo. Conviene tenere fermo.

    lettura filologica

    Il tripode: orecchie gialle, stanga di bronzo. Giova divinare.

    Glossa carattere per carattere
    huánggiallo; è il colore del mezzo, e insieme il colore materiale del bronzo lucido. Nel Zhouyi qualifica ciò che sta al centro, come il 黃裳 del sei al quinto posto del 2Gao Heng
    jīnil metallo, e nell'uso Zhou specificamente il bronzo, non l'oroSchuessler
    xuànla stanga che si infila nelle orecchie del vaso per sollevarlo e portarlo; pezzo separato, che non appartiene al tripode ma a chi lo muoveGao Heng
    zhēndivinare, sottoporre a presagio; 貞人 è il divinatore di professione nelle iscrizioni ShangKunst
    Il testo è ambiguo su
    • rettitudine, costanza (lettura ricevuta, neoconfuciana)
    • presagio saldo, divinare (lettura oracolare)

    Scelta: LIT prende l'oracolare, PUB il ramo ricevuto secondo §C2利貞 è composto e porta un valore positivo esplicito: non ricade in §C3, che riguarda 貞 nudo senza prognostico. Il PUB adotta quindi la resa fissata dal lessico. Va notato che questa è l'unica occorrenza di 貞 nell'intero esagramma.

    Piccola Immagine 小象

    鼎黃耳,中以為實也。

    Le orecchie gialle del tripode: quello che lo riempie è la misura del centro.

    lettura filologica

    «Il tripode ha orecchie gialle»: del mezzo si fa il contenuto.

    Glossa carattere per carattere
    zhōngil mezzo, la posizione centrale; qui il quinto posto, centro del trigramma superiore
    shíil contenuto che riempie — il commento riprende di proposito la parola del nove al secondo posto e la lega al centro

    Le orecchie tornano, gialle, e la stanga è di bronzo. Il giallo è il colore del mezzo e il bronzo è duro: al quinto posto una riga cedevole porta due anse solide, e dentro ci passa un attrezzo che regge. È il rimedio esatto del guasto del terzo posto: lì le orecchie non ricevevano più nulla, qui ricevono. La Piccola Immagine chiude il cerchio con il vaso pieno del secondo posto, e dice che quello che riempie il tripode è la misura del centro.

    Quando muove. Sei nella condizione di essere preso in carico: le anse sono al loro posto e ricevono. Il testo però non ti manda avanti, dice che conviene tenere fermo. È una riga di condizione a punto, non di partenza.

    Attenzione. Le anse sono tue, la stanga no: è un pezzo separato dal vaso, e a infilarla è qualcun altro. Il testo dice di tenere fermo, non di sollevarti da solo.

  6. sesta linea上九

    Testo

    鼎玉鉉,大吉,无不利。

    Il tripode ha la stanga di giada. Pienamente propizio: nulla è sfavorevole.

    lettura filologica

    Il tripode: stanga di giada. Molto fausto: nulla che non giovi.

    Glossa carattere per carattere
    la giada: pietra dura da lavorare e fragile all'urto, materia delle insegne rituali più che degli attrezziSchuessler
    xuànla stanga da trasporto: al quinto posto è di bronzo, qui di giada

    Piccola Immagine 小象

    玉鉉在上,剛柔節也。

    La stanga di giada sta in cima: quello che non si piega e quello che cede si incontrano lì, e si tengono nella giusta misura.

    lettura filologica

    «La stanga di giada sta in alto»: duro e cedevole [vi] fanno nodo.

    Glossa carattere per carattere
    gāngduro, che non si piega
    róuflessibile, che cede senza rompersi — non «debole»
    jiéil nodo del bambù, e da lì la giuntura, lo scomparto, la misura che divide e insieme tieneSchuessler
    Il testo è ambiguo su 剛柔節
    • le due righe: il nove in cima è il duro, il sei al quinto posto è il cedevole, e 節 è la giuntura fra loro
    • i due materiali: la giada è dura e insieme si spacca all'urto, e 節 è la misura in cui le due proprietà stanno nello stesso oggetto

    Scelta: il LIT tiene 節 nel valore materiale di nodo e non dice a chi si riferiscano 剛 e 柔; il PUB legge la misura, che è la lettura ricevuta節 è il nodo del bambù prima di essere una norma, e le due letture non si escludono: il 小象 commenta la posizione (在上) e chiama in causa le righe, mentre la 爻辭 ha appena messo in scena un materiale che è duro e fragile insieme. Registrare l'alternativa è anche l'unico lavoro che i due strati possono fare in questa unità: la 爻辭 del nove in cima è quasi tutta formulare (大吉, 无不利) e lì la distanza fra LIT e PUB è per forza soltanto quella che il lessico impone. Fabbricare una divergenza dove il cinese non ne offre sarebbe peggio che dichiararlo.

    La stanga è di giada. La giada è dura — è pietra — e insieme si spacca all'urto: le due proprietà stanno addosso allo stesso oggetto. La Piccola Immagine dice esattamente questo: duro e cedevole fanno giuntura, come i nodi che dividono e insieme reggono una canna di bambù. Al posto più alto sta una riga dura, e quello che le si mette in mano non è un attrezzo per premere: è una presa che regge senza stringere. È il verdetto più ampio del segno, e cade su un attrezzo da sollevamento, non su chi lo impugna.

    Quando muove. In cima il segno non chiede altro lavoro: chiede che la parte che sporge sia quella giusta. Ciò che sta sopra non deve premere ma raccordare. La cottura è finita, il vaso è pieno, e quello che serve adesso è soltanto una presa che non stringa troppo.

I commentari antichi

Tuanzhuan 彖傳

鼎,象也。以木巽火,亨飪也。聖人亨以享上帝,而大亨以養聖賢。巽而耳目聰明,柔進而上行,得中而應乎剛,是以元亨。

Il tripode è un'immagine. Il legno entra nel fuoco: è la cottura. Chi è saggio cuoce per presentare l'offerta al Signore d'Alto, e cuoce in abbondanza per dar da mangiare ai saggi e a chi ha merito. Penetra, e allora l'orecchio sente fino e l'occhio vede chiaro; ciò che cede avanza e sale, prende il centro e trova risposta in ciò che è duro. Per questo: dal principio, la via è aperta.

lettura filologica

Il tripode è una figura. Col legno si entra nel fuoco: è il cuocere le vivande. L'uomo santo cuoce per presentare l'offerta al Signore d'Alto, e cuoce in grande per nutrire i santi e i valenti. Si insinua, e orecchio e occhio sono fini e chiari; il cedevole avanza e sale, ottiene il mezzo e risponde al duro. Per questo: all'origine, l'offerta passa.

Glossa carattere per carattere
xiàngla figura, l'immagine; qui detto del segno stesso, che è il disegno dell'oggetto che porta il nome
xùnil trigramma inferiore, e insieme il verbo 入 «entrare, insinuarsi»: la legna che si infila sotto la fiammaGao Heng
pēngcuocere — qui il carattere vale 烹, terzo ramo del grafo arcaico 亯Shaughnessy 2022
rèncuocere a puntino, portare a cottura la carneSchuessler
xiǎngpresentare l'offerta e vederla accolta
上帝shàngdìil Signore d'Alto, la divinità suprema del pantheon Shang, destinataria del sacrificioKunst
聖賢shèng xiáni santi e i valenti: 聖 è la compiutezza rituale e sapienziale, 賢 il merito riconosciuto e la capacità. Non è 君子, che è categoria di rango: i due termini non vanno resi con la stessa parola italiana
yǎngnutrire, mantenere in vita dando cibo
cōngavere l'udito fine; il carattere è costruito sull'orecchio
róuil cedevole: qui la riga yin che è salita al quinto posto
Il testo è ambiguo su
  • cuocere (烹) — valore richiesto dal contesto 亨飪 e da 大亨以養
  • presentare l'offerta (享)
  • la resa del giudizio, «l'offerta passa»

Scelta: cuocere nelle prime tre occorrenze, «l'offerta passa» nella formula finale 元亨Il 彖 usa 亨 quattro volte e non nello stesso valore: le prime tre stanno dentro scene di cucina — 亨飪, 聖人亨以享上帝, 大亨以養 — e la quarta cita il giudizio. Renderle tutte allo stesso modo produrrebbe un testo incomprensibile; distinguerle senza dirlo nasconderebbe la cosa più interessante del segno, cioè che il carattere del giudizio e il verbo della cottura sono lo stesso grafo. Il 彖 non fa un gioco di parole: sta dicendo che l'offerta accolta e la carne cotta sono la stessa operazione vista da due lati.

Il testo è ambiguo su 是以元亨
  • il 彖 legge nel giudizio 元亨, senza 吉
  • il giudizio della fonte porta 元吉,亨

Scelta: si traduce ciò che il 彖 scrive, senza allinearlo al giudizioRegistrato anche in ambiguita del giudizio. L'Ala e il testo base divergono e la divergenza si conserva: uniformare l'uno all'altro significherebbe cancellare l'unico indizio testuale che l'esegesi ha su questa questione.

Xugua 序卦

革物者莫若鼎,故受之以《鼎》。

Niente trasforma la materia come il tripode: per questo dopo viene il Tripode.

lettura filologica

Per mutare le cose nulla vale quanto il tripode: perciò lo si riceve con 鼎.

Glossa carattere per carattere
mutare, cambiare stato; è insieme il verbo e il nome del segno precedente
le cose, la materia di cui sono fatte
莫若mò ruònulla è pari a; formula comparativa di superlativo
Il testo è ambiguo su
  • il verbo: mutare le cose
  • il nome dell'esagramma 49, di cui il titolo italiano non è ancora fissato

Scelta: si traduce il verbo, senza anticipare il titolo del 49Il 序卦 lega ogni segno al precedente ripetendone il nome come parola comune, e qui il gioco è più stretto del solito perché il 49 e il 50 sono la stessa figura vista dai due versi. Renderlo con un titolo italiano significherebbe deciderlo di soppiatto, come già evitato altrove nella serie. Da notare che il legame regge sulla materia: 革 è la pelle che si concia, 鼎 il vaso che cuoce, e in entrambi i casi una sostanza cambia stato per opera di un procedimento.

Zagua 雜卦

《鼎》,取新也。

Il Tripode è prendere ciò che è nuovo.

lettura filologica

鼎 è un prendere il nuovo.

Glossa carattere per carattere
prendere, afferrare; il grafo mostra una mano che afferra un orecchio, gesto del bottino di guerraSchuessler
xīnnuovo, appena fatto; il grafo ha l'ascia e il legno, ed è il taglio frescoSchuessler
Il testo è ambiguo su 取新
  • prendere il nuovo: si accoglie ciò che entra
  • prendere per sé il nuovo, appropriarsene: il valore predatorio del grafo 取

Scelta: il prendere neutro su entrambi gli strati, con il valore predatorio registratoLa voce gemella del 雜卦 dice del 49 che è un togliere il vecchio, e la coppia funziona per opposizione secca fra un levare e un prendere. Il grafo di 取 conserva però l'immagine della mano che stacca un orecchio dal caduto, e nel primo posto di questo segno una donna di condizione servile entra in casa: il prendere del 鼎 non è sempre innocente. Il commentario non forza questa lettura, ma la riga iniziale la rende disponibile.

Segni collegati

Provenienza del testo

Fonte cinese:
fonte/50-ding.json — zh.wikisource.org/wiki/周易/鼎, sezione classica 易經/彖曰/象曰, collazionata con eee-learning.com /book/eee50 (concordanza dichiarata, 2 varianti grafiche, 0 di sostanza). Il cinese di questo file è stato copiato dal campo zh_norm di quel file: 卦辭, 大象, 彖, i sei 爻辭 e i sei 小象 coincidono carattere per carattere, punteggiatura compresa. 序卦 e 雜卦 da fonte/_sequenze.json (ctext.org).
Collazionato con:
fonte/50-ding.json — Wikisource 周易/鼎 con collazione su eee-learning.com /book/eee50; fonte/_sequenze.json per 序卦 e 雜卦 (ctext.org); contenuti/48-jing.json — riscontro interno sul segno gemello per struttura: unico altro esagramma che porta il nome di un oggetto costruito e ne descrive le parti riga per riga; contenuti/30-li.json — riscontro interno sulla resa del trigramma 離 e sul lessico del fuoco; contenuti/46-sheng.json — riscontro interno sulla resa del trigramma 巽 in posizione inferiore; contenuti/12-pi.json — riscontro sul carattere 否, che al sei iniziale è nome comune e non titolo; contenuti/43-guai.json — esagramma nucleare, riscontro sulla nomenclatura
Apparato:
Kunst, The Original Yijing (1985); Shaughnessy, The Origin and Early Development of the Zhou Changes (Brill 2022, OA); Gao Heng, Zhouyi gujing jinzhu; Schuessler, ABC Etymological Dictionary of Old Chinese; Baxter-Sagart 2014

Note di edizione

  • TITOLO. «Il Tripode» è la resa concreta richiesta da §H: 鼎 è il vaso di bronzo a tre gambe e due anse per la carne del sacrificio, e il testo non lo usa mai figuratamente — nomina i piedi (趾 al primo posto, 足 al quarto), il contenuto (實), le orecchie (耳, due volte), la stanga (鉉, due volte), la vivanda (餗). È un inventario di parti. Il titolo sceglie la caratteristica che le righe mettono alla prova: le tre gambe, capovolte al primo posto e spezzate al quarto. In titolo_alt è sceso «Il Calderone», che rende bene il volume e la cottura ma perde i piedi ed evoca la pentola del focolare, mentre 鼎 è insieme utensile e regalia dinastica. Le rese diffuse costruite sulla metallurgia — crogiuolo, vaso della fusione — nominano un'operazione che il testo non descrive: qui non si fonde, si cuoce; restano in noto_anche_come come presidio di ricerca, che cattura la query senza adottare la resa. §H, regola delle coppie: nessun altro segno porta 鼎 nel nome; il legame con il 49 革 è di figura capovolta e di voci speculari del 雜卦, non di carattere condiviso, e il titolo del 49 resta impregiudicato.
  • DECISIONE DI EDIZIONE, §K. 鼎 È «IL TRIPODE» IN OGNI OCCORRENZA, SU ENTRAMBI GLI STRATI, E TUTTE E SEI LE RIGHE DEL PUB APRONO DALL'OGGETTO. Il cinese mette 鼎 in testa a tutte e sei le 爻辭 — 鼎顛趾, 鼎有實, 鼎耳革, 鼎折足, 鼎黃耳金鉉, 鼎玉鉉 — oltre che nel titolo, nel 卦辭, nel 大象, nel 彖, nel 序卦 e nel 雜卦. §K impone di dichiarare qui una struttura che si ripete su tutte le righe. Ne discendono due conseguenze. La prima è che il PUB non varia il sostantivo per eufonia: non «la pentola» al primo posto, non «il vaso rituale» al quinto, anche dove l'italiano lo chiederebbe, perché il segno costruisce il senso ripetendo la stessa parola su undici contesti. La seconda è che l'attacco tematico dal 鼎 è conservato, ma la reggenza cambia riga per riga e le sei frasi non sono la stessa frase: predicato con soggetto paziente al primo posto, predicato di possesso al secondo, soggetto partitivo («le orecchie del tripode») al terzo, dativo di possesso al quarto, doppia apposizione nominale al quinto e al sesto. Nel corpo del PUB il sostantivo resta «tripode»; nel commentario si alterna con «vaso», che è variazione discorsiva su testo nostro e non tocca la traduzione.
  • 亨 IN QUESTO ESAGRAMMA: TRE RAMI DELLO STESSO GRAFO A POCHE PAROLE DI DISTANZA, E DUE RESE DIVERSE PER LO STESSO CARATTERE. Il 卦辭 chiude con 亨 e §A lo fissa: LIT «l'offerta passa», PUB «la via è aperta». Il 彖 usa però lo stesso carattere quattro volte, e nelle prime tre vale 烹 «cuocere»: 亨飪也, 聖人亨以享上帝, 而大亨以養聖賢 — dove la seconda occorrenza sta accanto a un 享 esplicito. Renderle tutte come nel giudizio produrrebbe un testo incomprensibile; distinguerle senza dirlo nasconderebbe il punto: l'esagramma è il luogo del libro in cui la parentela di 亨, 享 e 烹 sotto il grafo arcaico 亯 smette di essere nota etimologica e diventa argomento del testo. Il 彖 non fa un gioco di parole, afferma che l'offerta accolta e la carne portata a cottura sono la stessa operazione vista da due lati. La divergenza fra le due rese è quindi voluta ed è registrata in ambiguita sia nel giudizio sia nel 彖.
  • 元吉 CONTRO 元亨: LA FONTE E LA SUA ALA NON DICONO LA STESSA COSA, E LA DIVERGENZA È STATA CONSERVATA. Il 卦辭 della fonte è 鼎。元吉,亨。 mentre il 彖 chiude con 是以元亨, senza 吉. Il file di fonte registra il fatto fra i suoi problemi. La doppia lezione è antica e parte dell'esegesi ha considerato 吉 un'aggiunta proprio perché l'Ala che spiega il giudizio non lo legge. Si è tradotto quello che la fonte scrive in entrambi i luoghi, senza allineare l'uno all'altro: correggere il testo base sulla scorta di un commento posteriore, o correggere il commento per farlo tornare, cancellerebbe l'unico indizio testuale disponibile. La scelta ha una conseguenza operativa che è stata rispettata: nessuna affermazione del commentario poggia sul 吉 del giudizio, e l'apertura si regge sul 大象.
  • AGENCY: IL SEGNO DIVIDE, E LA DIVISIONE NON PASSA DOVE SEMBRA. È in mano a chi legge quello che il 大象 elenca, e sono due verbi transitivi con il 君子 per soggetto: 正位 raddrizzare il proprio posto e 凝命 far rapprendere il mandato — il secondo è un causativo, cioè un'azione che consiste nel tenere ferme le condizioni e non intervenire più, e non va confuso con un'ispezione. Nessuno dei due coincide con le operazioni che le righe descrivono sull'oggetto: il vuotare è del primo posto (出否, transitivo, e quello sì è di chi legge), le gambe e le anse sono del quarto e del terzo. È di chi legge anche la cautela del 小象 al secondo (慎所之). Non è di chi legge il male dell'avversario al secondo posto, che semplicemente c'è; non è di chi legge la pioggia del terzo, 方雨, che arriva senza essere stata chiamata; non è di chi legge la stanga del quinto e del sesto posto, che è pezzo separato e appartiene a chi solleva. Correzione rispetto alla stesura precedente: il terzo posto NON è il punto in cui la divisione passa dentro la riga. Nella lettura adottata di 鼎耳革 le anse si alterano da sé e la riparazione non è disponibile — l'alternativa «si cambiano le orecchie» è stata respinta in ambiguita, e 其行塞 con 失其義也 la escludono. Il campo attenzione della riga 3 è stato riscritto su questa base: lì a chi legge non resta un'operazione sul punto di presa, resta di non forzare il trasporto. Da registrare che nell'esagramma non compaiono né 災 né 眚: l'unico 凶, al quarto posto, non è un colpo che arriva da fuori né un danno di cui ci si è fatti causa, ma un cedimento sotto un carico affidato che eccedeva la portata del sostegno — ed è questa l'unica diagnosi che il commentario dà di quel 凶, in dove_sbaglia, nella riga 4 e nella declinazione sulla decisione.
  • 其形渥 AL QUARTO POSTO: IL PRESTITO GRAFICO NON È STATO ADOTTATO, §I. Una tradizione esegetica antica legge 其刑剭, «la sua pena è il supplizio riservato ai nobili», sostituendo 形 con 刑 e 渥 con 剭. La lettura è documentata e non è una congettura moderna, ma non è quella del testo base e la differenza è enorme: da una macchia si passa a una condanna capitale. §I ammette il prestito nel PUB solo se largamente attestato, e proibisce esplicitamente di adottarlo perché suona meglio; una lettura più drammatica non è una lettura più attestata. Il carattere scritto resta quindi su entrambi gli strati e l'alternativa è in ambiguita, dove chi rilavora il file la troverà. Nella stessa riga si è lasciato indeterminato il referente di 其: il cinese non dice se a restare intriso sia il vaso o chi lo reggeva, e il PUB dice «quel che resta è tutto imbrattato» proprio per non assegnarlo. La sospensione è produttiva, perché il 小象 sposta comunque la questione sulle persone chiedendo che ne sia della fiducia.
  • 方雨虧悔, SEGMENTAZIONE CONTESA, §J. La fonte punteggia 方雨虧悔,終吉 e si è adottata questa lettura: la pioggia imminente fa calare il rimorso. L'alternativa 方雨虧,悔終吉 fa mancare la pioggia e sposta 悔 in testa alla clausola finale; è registrata in ambiguita. Le ragioni della scelta sono due: 虧 regge normalmente come oggetto ciò che diminuisce, e una pioggia che scema prima di cadere è immagine senza appoggio nel resto del segno, dove l'acqua non compare in nessun altro luogo. La scelta ha un peso sul commentario, perché è da qui che viene l'unico sollievo non prodotto da chi legge, e la riga 3 è costruita su quel dato. §J impone di dichiararlo invece di lasciarlo passare come se la punteggiatura fosse del testo.
  • QUATTRO RESE TENUTE LONTANE DA FORMULE GIÀ RISERVATE DAL LESSICO. 尤 nel 小象 del secondo posto è reso «biasimo» e non «addebito», che §C1 riserva a 咎: i due caratteri compaiono nello stesso esagramma a poche righe di distanza (无咎 al primo posto, 无尤 al secondo) e appiattirli sarebbe una perdita, perché 尤 è il rimprovero che viene da altri mentre 咎 tiene insieme la colpa e la sventura che ne segue. 革 nel 序卦 non è reso con un titolo italiano, per non decidere di soppiatto il nome del 49, che non è ancora fissato: vale come verbo, «mutare le cose». 公 al quarto posto è reso «il duca» nel LIT e «il signore» nel PUB, con nota in glossa che lo distingue da 侯, cui §B assegna «il signore feudale»: i due ranghi non sono lo stesso e il LIT lo dice, mentre il PUB può permettersi la parola comune perché nella riga il rango serve solo a stabilire che la vivanda non era di chi la portava. 聖賢 nel 彖 non è reso «chi vale», che §B riserva al PUB di 君子 e che questo stesso file usa in quel valore nel 大象: i due termini stanno a poche unità di distanza, uno è categoria di rango e l'altro è eccellenza rituale e morale, e appiattirli toglierebbe al lettore del PUB il modo di sapere che il soggetto del 大象 e i destinatari del nutrimento del 彖 non sono la stessa gente. Il PUB dice «i saggi e chi ha merito», con 聖 tenuto uguale a quello di 聖人 poche parole prima; il LIT resta «i santi e i valenti». La glossa è stata aggiunta nel 彖.
  • UN AVVISO DEI CANCELLI SUL 小象 DEL SESTO POSTO, valutato e non corretto. Il controllo automatico cerca in ogni 小象 una sequenza di tre caratteri contigua del proprio 爻辭 e al nove in cima non la trova: la 爻辭 è 鼎玉鉉,大吉,无不利 e il 小象 apre con 玉鉉在上, cioè cita l'immagine senza il 鼎 iniziale e la lega alla posizione. La ripresa è esatta ma lunga due caratteri, sotto la finestra dello script. Non c'è difetto di trascrizione: il cinese di entrambe le unità coincide carattere per carattere con la fonte, punteggiatura compresa, ed è lo stesso comportamento già rilevato altrove nella serie. Gli altri cinque 小象 citano regolarmente con tre o più caratteri. Ritoccare il testo per far passare un controllo sarebbe il difetto vero.
  • 見 NON COMPARE IN QUESTO ESAGRAMMA, in nessuna delle quattordici unità del nucleo né nelle Ali di sequenza: il registro §G non riceve voci dal 50. Registrato perché l'assenza è essa stessa un dato del protocollo, e chi compila §G non deve cercare due volte.
  • CONTROLLO DI DIVERGENZA eseguito sui campi pubblicabili per le rese vietate dal lessico — perseveranza, l'uomo superiore, uomo nobile, il nobile, l'uomo inferiore, il grande uomo, il creativo, il ricettivo, attraversare la grande acqua, la grande acqua, senza macchia, sublime — e in più per le formule correnti di questo segno: il crogiuolo, il crogiolo, fondere, la fusione, nutrire i saggi, il cibo del duca, rovesciare le vivande del principe, orecchie d'oro, anelli d'oro, anelli di giada. Nessuna occorrenza nei campi lit, pub e commentario. Le rese diffuse del titolo compaiono nel solo campo noto_anche_come. Da segnalare che il PUB del quarto posto contiene la parola «imbrattato» e il commentario la parola «macchia» nel senso proprio di sporco su una superficie: non sono la formula vietata «senza macchia», che §C1 esclude come resa di 无咎, e che in questo file non compare — 无咎 al primo posto è reso con la formula del lessico.
  • 凝命 E LA FISICA DEL RAPPRENDERSI, correzione di una stesura precedente. Il motivo dell'ambiguità diceva che il mandato «ha bisogno di calore costante» per fare presa. È l'opposto di quello che fa 凝, e contraddiceva la glossa dello stesso campo: un grasso non si rapprende sul fuoco, si rapprende quando il fuoco è tolto. L'immagine regge ora sul calore ritirato e sul tempo di riposo, in tutti e tre i luoghi in cui compare — l'ambiguita del 大象, la declinazione sull'interiorità e cosa_chiede. La conseguenza sull'agency è nella nota precedente: 凝命 resta un verbo transitivo di chi legge, ma è il tipo di azione che si esegue smettendo.
  • L'INVENTARIO ANATOMICO SI SPEZZA AL QUARTO POSTO, e il commentario lo dice invece di affermare una salita che il testo non fa. L'ordine è 趾 (primo), il contenuto 實 (secondo), 耳 (terzo), poi 足 di nuovo (quarto), 耳 e 鉉 (quinto), 鉉 (sesto): al quarto posto il testo torna alla gamba, cioè sotto il ventre e sotto le anse, ed è esattamente il luogo dell'unico 凶. La rottura del disegno e la rottura dell'oggetto cadono nello stesso punto, e il commentario ci si appoggia. Ne discende una seconda correzione in dinamica: la gamba del quarto posto non può portare «il carico delle righe di sotto», perché nel disegno sotto di lei non c'è nulla; quello che la spezza è il 公餗, un carico affidato che eccede la sua portata.
  • RILIEVI DEL CRITICO ACCOLTI IN PARTE, con la ragione del dissenso. Primo: il critico chiede di togliere «la pancia» perché al secondo posto 有實 nomina il contenuto e non un pezzo del vaso. Ha ragione sull'inventario — la riga non nomina una parte — e immagine_viva e la lettura della riga 2 sono state riscritte di conseguenza; ma la pancia non è un'immagine inventata dal commentario: il ventre è nel grafo di 鼎 e sta nella glossa del carattere in questo file. La parola resta dove nomina l'oggetto, non dove nomina la riga. Secondo: il critico definisce 凝命 «l'unico movimento del segno che il file classifica come non-fare». La correzione sostanziale è accolta, quella descrizione no: nel 大象 il soggetto è 君子 e il verbo è transitivo, e il file continua a elencare 凝命 fra le cose che stanno a chi legge. Non fare è il modo dell'azione, non la sua assenza. Terzo: il critico scrive che il sesto posto è «l'unica unità del file con ambiguita vuota»; sono vuote anche le ambiguita di tutti e sei i 小象, e il rilievo vale solo per le 爻辭. La sostanza è comunque accolta, con l'ambiguita su 剛柔節 aggiunta al 小象 del sesto posto.
  • PER IL REVISORE UMANO, §K e titolo — il rifinitore non può chiudere questa. Il file dichiara al proprio interno una resa che governa lo strato («Il Tripode» in tutte e undici le occorrenze, su entrambi gli strati, senza variazione per eufonia) e la registra citando §K. Ma §K prescrive che una resa di questa portata compaia nella tabella del lessico prima che il file sia accettato, e quella tabella ha oggi la sola riga del 52: aprire la riga 50 è una modifica al lessico approvato e vincolante, che non spetta a questo passo. Va deciso a monte se la dichiarazione interna basta — nel qual caso §K va riscritto — o se la riga va aggiunta. Collegata: «Il Tripode» non è fra i cinque titoli fissati il 14/08 e i 56 restanti si approvano in blocco, mentre il 序卦 e il 雜卦 di questo file rinviano due volte a un 49 革 il cui nome italiano non esiste ancora. La coppia 49/50 è la stessa figura vista dai due versi, con voci speculari nel 雜卦, ed è il caso per cui §H ha introdotto la regola delle coppie: va guardata insieme.
  • FREEZE CORPUS v1.0 — 04/09/2026. Lessico portato a v1.2 (cancello S3 in blocco: NOTE-LESSICO.md). Nessuna patch di testo in questo file. Stato: approvato (le questioni §K/§H che tenevano in_revisione sono ratificate in blocco).
  • Versione del lessico formulare: LESSICO-FORMULARE.md v1.2 (04/09/2026).