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La Scossa: linea 1 yang, linea 2 yin, linea 3 yin, linea 4 yang, linea 5 yin, linea 6 yin, dal basso verso l'alto.

Esagramma 51 · La Scossa

震 · Zhèn · Il Tuono

Tuono sotto, Tuono sopra

Il segno

La scossa non l'hai chiamata tu. Arriva, e la prima cosa che fa è farti tremare: il testo lo dice prima di dire qualsiasi altra cosa. Quello che è tuo viene dopo. La Grande Immagine non ti chiede di non aver paura, ti chiede di prendere lo spavento e usarlo per rimetterti in assetto. Il segno misura la distanza fra il sussulto e il gesto che lo segue.

Il tuono raddoppiato: un colpo, e subito dopo un altro. Sotto, un uomo sta celebrando. Ha in mano il mestolo con cui si leva la carne dal treppiede, e il vino d'erbe della libagione. Il boato corre per cento li e fa sussultare un territorio intero; le sue mani non lasciano andare nulla. Non è coraggio, è che il gesto era già avviato e continua. Intorno, il resto: monete di conchiglia sparse a terra, qualcuno che sale su un'altura, chi non trova più appoggio, occhi che scattano, un piede che affonda nel fango. E un colpo che cade non sul proprio corpo ma su quello del vicino. Il libro guarda tutto questo e tiene fisso un dettaglio solo: le mani sul mestolo.

Perché questo nome

震 è composto della pioggia 雨 sopra la fonetica 辰, e nel suo uso più antico è il colpo che fa sussultare le cose: sta con 振 «scuotere» nella stessa famiglia di parole. Il libro lo glossa due volte da sé, e nessuna delle due glosse dice «tuono»: il 序卦 spiega 震者動也 «è il mettersi in moto», il 雜卦 震起也 «è il levarsi». Il carattere 雷 «tuono» compare invece una volta sola in tutto l'esagramma, nella Grande Immagine, dove è scritto: è l'immagine del trigramma, non il valore del nome. Adottare «Il Tuono» come titolo ripeterebbe la scelta che ha tenuto «Il Cielo» fuori dal 乾 e «Il Monte» fuori dal 52, e per giunta perderebbe le sei righe, dove a tremare non è l'aria ma chi consulta. «La Scossa» tiene il concreto — l'urto che arriva e passa attraverso i corpi — ed è ciò che le sei righe descrivono: mani che reggono, conchiglie che cadono, corpi che restano senza appoggio, occhi che scattano. «Lo Scuotimento» è più pesante in pagina ed è la resa corrente da cui il progetto diverge.

Noto anche come: Lo Scuotimento, L'Eccitante, L'Incitare, Il Tuono, Il Risveglio, The Arousing, Shock, Thunder.

Come si legge

Tuono: linea 1 yang, linea 2 yin, linea 3 yin, dal basso verso l'alto.Trigramma inferioreTuono · 震
Tuono: linea 1 yang, linea 2 yin, linea 3 yin, dal basso verso l'alto.Trigramma superioreTuono · 震

La stessa figura due volte, e sono i due tuoni: il 52 letto dall'altro capo. In ciascuna metà una linea piena sta sotto due vuote e le spinge da sotto — la spinta viene dal basso, non è un peso che cade. Le due linee piene sono il motore del segno e hanno sorti opposte. La prima trema e poi ride. La quarta è l'unica linea dura circondata da quattro cedevoli, e affonda: di lì non esce nessun bagliore. Delle quattro vuote, la seconda siede addosso alla linea dura e prende l'urto per prima; la quinta tiene il centro e per questo non perde nulla; la sesta il centro non ce l'ha, e infatti guarda intorno invece che avanti.

Il responso

Giudizio 卦辭

亨。震來虩虩,笑言啞啞。震驚百里,不喪匕鬯。

La via è aperta. La scossa arriva e si trema; poi tornano il riso e la voce. Fa trasalire per cento li tutto intorno, e le mani che reggono il mestolo e il vino del rito non lasciano andare nulla.

lettura filologica

L'offerta passa. La scossa arriva: tremore, tremore; risa e parole: ah, ah. La scossa fa trasalire per cento li: il mestolo e il vino d'erbe non cadono di mano.

Glossa carattere per carattere
震zhènil colpo che fa sussultare; stessa famiglia di 振 «scuotere». Il verbo arriva su qualcuno, non è uno stato in cui si entraSchuessler
來láivenire, arrivare addosso: la scossa ha una direzione ed è verso chi legge
虩xìraddoppiato, descrive lo stare in allarme, il trasalire; il 說文 registra anche il senso di 蠅虎, il ragno che scatta a ogni movimentoSchuessler
啞yāraddoppiato, è il suono della risata: binome sonoro, non parola di sensoGao Heng
驚jīngfar trasalire; il carattere ha il cavallo, ed è lo scarto improvviso della bestia che si spaventaSchuessler
百里bǎi lǐcento li: nella lingua Zhou è la misura convenzionale del territorio di un signore feudale, non una distanza qualsiasiKunst
喪sàngperdere, lasciarsi sfuggire di mano
匕bǐil mestolo del rito, con cui si leva la carne dal treppiede per deporla sul tagliereKunst
鬯chàngil liquore di miglio aromatizzato con erbe, versato in libagione agli antenatiSchuessler
亨hēngpresentare l'offerta ed essere accolti; stesso grafo arcaico 亯 di 享 e 烹Shaughnessy 2022
Il testo è ambiguo su 亨
  • penetrare, riuscire (lettura ricevuta)
  • 享 offerta accolta (lettura filologica)

Scelta: offerta accolta nel LIT, «la via è aperta» nel PUB — Il salto fra i due strati non è ovvio e va annotato a ogni occorrenza, come chiede il §A del lessico. Qui l'annotazione pesa più che altrove: il giudizio finisce sul mestolo e sul vino della libagione, cioè dentro la scena sacrificale che 享 nomina, e il 彖 chiude con 以為祭主 «farsi signore del sacrificio». La lettura per 享 non è una congettura di lessico, è il contesto della frase stessa.

Il testo è ambiguo su 虩
  • stato di allarme, trasalire (glossa corrente, confermata dal 彖 con 恐)
  • 蠅虎, il ragno che scatta (seconda glossa del 說文)

Scelta: lo stato di allarme su entrambi gli strati — Il 彖 spiega il binome con 恐致福也, dove 恐 è la paura: la lettura è interna al libro e non si scavalca. Il ragno resta in glossa perché spiega da dove viene l'immagine — lo scatto involontario a ogni vibrazione — e perché il binome è descrittivo del corpo, non del sentimento.

Grande Immagine 大象

洊雷,震;君子以恐懼修身。

Il tuono arriva, e poi arriva di nuovo. Chi vale, guardandolo, prende lo spavento e lo usa per rimettersi in ordine.

lettura filologica

Tuono su tuono: la Scossa. Il signore, da questo, con spavento e timore rimette in ordine la propria persona.

Glossa carattere per carattere
洊jiàndetto delle acque che sopraggiungono una seconda volta: non «doppio», ma «di nuovo», con l'idea che il primo colpo non ha finitoSchuessler
雷léiil tuono: unica occorrenza del carattere in tutto l'esagramma, ed è qui che l'immagine del trigramma viene nominata
恐懼kǒng jùspavento e timore in coppia: il primo è il sussulto, il secondo lo stato che ne restaGao Heng
修xiūriparare, rimettere in assetto ciò che è fuori squadra — il verbo che si usa per gli argini e per le armi prima che per la condottaSchuessler
身shēnla persona nella sua interezza fisica, non l'animo
Il testo è ambiguo su 君子
  • il membro della casa nobiliare (senso Zhou, sociale)
  • la persona compiuta (senso confuciano, etico)

Scelta: doppio binario: LIT sociale, PUB ricevuto — Il senso etico entra col Lunyu, da 400 a 600 anni dopo. In questo segno la lettura sociale ha anche un appiglio in più: il 序卦 spiega 震 col 長子, il figlio maggiore che eredita gli arredi del rito, e il 彖 gli assegna il tempio degli antenati. Il soggetto della Grande Immagine è, nello strato Zhou, quella figura lì.

Il testo è ambiguo su 修身
  • 修身 «rimettere in ordine la propria persona» (lezione Wikisource, qui adottata)
  • 脩省 «esaminare se stessi» (lezione di eee-learning e di altre edizioni correnti)

Scelta: 修身, la lezione della fonte primaria — Le due lezioni non dicono la stessa cosa: 修身 è un intervento sulla propria persona, 脩省 è un'ispezione di sé. La divergenza è registrata nella scheda di fonte e non si emenda per comodità — il cinese è la base legale del lavoro. La scelta ha una conseguenza sul commentario: la Grande Immagine di questo segno chiede un rimettersi in assetto, non un esame di coscienza, ed è il solo luogo dove l'esagramma assegna un compito a chi legge.

Cosa chiede

Ti chiede di lasciare che lo spavento faccia il suo giro intero. Il tremore non è l'errore: la Piccola Immagine dice che è proprio lo spavento a portare il bene, perché è la sola cosa che ti rimette in assetto. L'errore è fermarsi lì. Dopo lo spavento il testo mette il riso e la voce, e subito dopo una misura a cui attenersi: la sequenza è tremare, tornare a parlare, darsi una regola. Ti chiede anche di distinguere quello che perdi da quello che ti viene tolto. Sulle conchiglie del sei al secondo posto il testo dà due cose separate e non le lega fra loro: un divieto, non rincorrerle, e un termine, sette giorni. Il divieto riguarda te. Il termine no.

Dove si sbaglia. Il segno viene letto come un urto benefico, un colpo che rimette in moto e porta con sé qualcosa. Il testo non dice mai che porti qualcosa. Dice che spaventa, che fa cadere di mano le cose a chi non le teneva, che al quarto posto finisce nel fango senza produrre nulla. L'altro fraintendimento è opposto e più diffuso: prenderla per una prova da superare a forza di fermezza. Ma la riga che finisce meglio non è quella di chi resiste. È quella di chi ha visto colpire il vicino e si è messo in guardia.

Nelle diverse aree

Lavoro
Qualcosa si è mosso sopra di te e non l'hai deciso tu. La domanda utile non è come fermarlo, è quale gesto avevi già in mano quando è arrivato: quello si continua.
Relazioni
Il colpo arriva, e la prima cosa che il segno registra non è una parola: è il tremore. Il riso e la voce vengono dopo, ed è quel «dopo» a reggere tutta la riga. La misura viene dopo ancora. Chi stabilisce le regole del rapporto mentre l'altro sta ancora tremando ha saltato due tempi.
Decisione
Non è il momento di spingere né di recuperare. Sali dove sei al sicuro e conta i sette giorni: quello che torna da solo, torna, e quello che non torna non lo riporta l'inseguimento.
Interiorità
Lo spavento non è un difetto da correggere ed è quasi tutto ciò che il segno ti concede di usare. Il lavoro è farne un rimettersi in ordine invece di un tremore che continua a vuoto.

Questo segno è uscito nella tua interrogazione?

La pagina spiega il segno in sé. Il consulto parte dal tuo quesito e dalle linee che il tiro ha mosso.

Interroga l'oracolo

Le sei linee

Dal basso verso l'alto. Una linea si legge solo quando il tiro la indica mutevole.

  1. prima linea初九

    Testo

    震來虩虩,后笑言啞啞,吉。

    La scossa arriva e tu tremi. Poi torni a ridere e a parlare. È propizio.

    lettura filologica

    La scossa arriva: tremore, tremore; dopo, risa e parole: ah, ah. Fausto.

    Glossa carattere per carattere
    后hòu«dopo»: qui vale 後, ed è la sola parola che il giudizio non aveva. Regge da sola la riga, perché mette in fila il tremore e il riso invece di accostarliGao Heng
    笑xiàoridere; con 言 forma la coppia del tornare a stare fra gli altri
    吉jíesito fausto dell'oracolo
    Il testo è ambiguo su 后
    • 后 = 後 «dopo» (lezione Wikisource)
    • 後 nella grafia piena (lezione di eee-learning e del testo ricevuto)

    Scelta: si tiene 后, che è ciò che la fonte scrive, e si traduce «dopo» — Variante puramente grafica, registrata nella scheda di fonte in tre luoghi (爻辭, 彖, 小象). Il senso non cambia e la traduzione è la stessa; la nota serve perché il campo zh non venga normalizzato a valle da chi confronta con un'altra edizione.

    Piccola Immagine 小象

    震來虩虩,恐致福也。笑言啞啞,后有則也。

    La scossa arriva e si trema: è proprio lo spavento a portare il bene. Poi tornano il riso e la voce: dopo, c'è una misura a cui attenersi.

    lettura filologica

    «La scossa arriva: tremore, tremore»: è lo spavento a procurare la buona sorte. «Risa e parole: ah, ah»: dopo, c'è una regola.

    Glossa carattere per carattere
    致zhìfar arrivare, procurare: lo spavento non accompagna il bene, lo porta
    福fúla buona sorte che viene dagli antenati accolti nel rito, prima che la fortuna genericaSchuessler
    則zéla norma, la misura fissata; il carattere mostra un vaso e un coltello, cioè un'incisione che stabilisce un limiteSchuessler

    È la linea piena da cui il colpo parte, e il testo le dà per intero la sequenza del segno: prima il tremore, poi il riso e la voce. Fra le due cose c'è una sola parola, «dopo», e regge tutta la riga. La Piccola Immagine non dice che sei stato bravo a non spaventarti. Dice che è lo spavento stesso ad aver portato il bene, e che quando torni a parlare hai una misura che prima non avevi.

    Quando muove. Il movimento qui è la scossa colta al principio, dove fa più rumore e meno danno. La linea segnala che quello che stai attraversando ha una durata, e che la durata è breve. Non chiede altro che di attraversarlo fino al punto in cui si torna a ridere.

  2. seconda linea六二

    Testo

    震來厲,億喪貝,躋于九陵,勿逐,七日得。

    La scossa arriva, c'è pericolo. Perdi centomila conchiglie e sali sulle nove alture. Non rincorrerle: in sette giorni tornano.

    lettura filologica

    La scossa arriva: rischio. Centomila [conchiglie] perdute; si sale sulle nove alture. Non dare la caccia: in sette giorni si riottiene.

    Glossa carattere per carattere
    厲lìrischio; qui è nudo, senza 貞 che lo qualifichi
    億yìcentomila, la cifra grande della lingua Zhou; ricorre identico al sei al quinto posto, dove regge 无喪Gao Heng
    貝bèila conchiglia-moneta: denaro vero, infilato a stringhe, non un bene simbolicoKunst
    躋jīsalire, arrampicarsi in alto
    陵língil rilievo di terra, il tumulo; 九陵 sono nove alture, e nove nella lingua oracolare vale anche «molte»Schuessler
    逐zhúinseguire la selvaggina; il verbo della caccia, applicato qui a ciò che è andato perdutoSchuessler
    七日qī rìsette giorni: durata oracolare, si traduce alla lettera
    Il testo è ambiguo su 億
    • centomila, cifra grande (lettura numerale)
    • 噫 esclamazione, «ahi» (lettura come interiezione)

    Scelta: il numerale su entrambi gli strati — Decide il parallelo interno: 億 ricorre al sei al quinto posto in 億无喪, dove un'esclamazione lascerebbe il verbo senza oggetto mentre la cifra costruisce la simmetria esatta fra le due righe — centomila perdute qui, centomila non perdute là. La lettura come interiezione è antica e resta esposta, ma spezza l'unico rimando che tiene insieme la seconda e la quinta linea.

    Il testo è ambiguo su 勿逐
    • divieto rivolto a chi legge, con oggetto sottinteso: le conchiglie
    • divieto assoluto, «non muoverti a inseguire»

    Scelta: transitivo con oggetto sottinteso — Il §D1 del lessico sdoppia 勿用 su base sintattica; la stessa distinzione si applica qui, dove il verbo 逐 regge per forza un oggetto e l'oggetto è nella clausola precedente. Il PUB lo esplicita («non rincorrerle») invece di lasciare un imperativo sospeso che sposterebbe il divieto dal recupero al movimento in generale — cosa che il testo non dice, visto che la salita alle nove alture è già in corso.

    Piccola Immagine 小象

    震來厲,乘剛也。

    La scossa arriva e c'è pericolo: questa linea siede addosso a una linea dura.

    lettura filologica

    «La scossa arriva: rischio»: sta a cavallo del duro.

    Glossa carattere per carattere
    乘chéngmontare sopra, come si monta un carro: la linea cedevole poggia sulla linea piena che sta sotto e ne riceve la spinta per prima
    剛gāngduro come il metallo temprato; qui indica il nove iniziale, cioè la linea da cui il colpo parte

    Qui la scossa arriva e c'è pericolo, perché questa linea siede addosso alla linea piena che il colpo lo produce: lo riceve per prima e da sotto. Perdi centomila conchiglie — denaro vero, infilato a stringhe — e sali sulle nove alture. Poi il testo dà l'unica istruzione della riga, ed è un divieto: non rincorrerle. In sette giorni tornano. Non le riporta la tua diligenza, le riporta il tempo che la scossa impiega a finire.

    Quando muove. Il movimento è la perdita che avviene mentre non puoi farci nulla. La linea distingue con precisione fra salire più in alto, che dipende da te, e recuperare, che non dipende. La cosa che ti viene chiesta è di non spendere quei sette giorni a inseguire.

    Attenzione. Inseguire ciò che la scossa ha disperso è il modo più affidabile di perderlo davvero. Le alture sono nove: si sale, non si torna indietro a raccogliere.

  3. terza linea六三

    Testo

    震蘇蘇,震行无眚。

    La scossa ti lascia malfermo. Muoverti mentre dura non ti procura danni di tua mano.

    lettura filologica

    La scossa: si vacilla, si vacilla. Muoversi nella scossa: nessun danno di cui si sia causa.

    Glossa carattere per carattere
    蘇sūraddoppiato, descrive chi non ha più appoggio sicuro; il carattere vale anche «tornare in sé» dopo lo svenimento, e le due cose si toccano nel corpo di chi si è appena ripresoGao Heng
    行xíngandare, mettersi in cammino: il moto in corso, non il tragitto compiuto
    眚shěngil danno di cui si è causa; il carattere ha l'occhio, ed è propriamente la macchia che offusca la vistaKunst
    Il testo è ambiguo su 蘇
    • stato malfermo, senza appoggio (glossa corrente, sostenuta dal 小象 位不當也)
    • 甦 «tornare in sé, riprendersi» dopo il colpo

    Scelta: lo stato malfermo su entrambi gli strati, con la ripresa tenuta in glossa — La Piccola Immagine spiega il binome con 位不當也, che è un rilievo sfavorevole: una riga che descrivesse il riprendersi non chiederebbe quella spiegazione. Vale inoltre la coerenza di serie — 虩虩, 啞啞, 蘇蘇, 索索, 矍矍 sono tutti binomi che dipingono uno stato del corpo sotto il colpo, e leggere il terzo come un evento lo staccherebbe dagli altri quattro. Il §I vieta di adottare un prestito perché suona meglio, e qui l'apparato non lo impone.

    Piccola Immagine 小象

    震蘇蘇,位不當也。

    La scossa la lascia malferma: è una linea cedevole, e la sede che occupa ne chiederebbe una dura.

    lettura filologica

    «La scossa: si vacilla, si vacilla»: il posto non è quello che le tocca.

    Glossa carattere per carattere
    位wèiil posto nella figura; qui una linea cedevole occupa una sede dispari, che chiederebbe una linea dura

    Il posto non è quello che le tocca, e si vede: resti malfermo, come chi ha ripreso i sensi troppo in fretta e non ha ancora l'equilibrio. Il testo però non ti ferma. Dice che muoverti mentre la scossa dura non ti procura danni di tua mano. Non promette che andrà bene: dice che il male eventuale non porterà la tua firma. È una delle poche righe del libro che autorizzano il movimento senza garantirne l'esito.

    Quando muove. Il movimento qui è il tuo, dentro qualcosa che non hai avviato. La linea segnala che stai per addossarti una colpa che non ti spetta: il carattere che il testo nega è quello del danno di cui si è causa, e negarlo significa che il conto non è intestato a te.

    Attenzione. Il movimento qui è concesso, non raccomandato. La Piccola Immagine spiega il vacillare con una sede sbagliata: ti muovi da dove non dovresti stare, e il testo questo non lo corregge. Nessun danno di tua mano non vuol dire nessun danno.

  4. quarta linea九四

    Testo

    震遂泥。

    La scossa sprofonda nel fango.

    lettura filologica

    La scossa: alla fine, il fango. *(遂 letto come prestito per 墜 «precipitare»)*

    Glossa carattere per carattere
    遂suì«e poi, alla fine»; l'apparato lo legge qui come prestito grafico per 墜 «cadere giù, precipitare»Gao Heng
    泥níil fango, la melma: materia che non oppone resistenza e per questo assorbe tutto quello che le arriva addossoSchuessler
    Il testo è ambiguo su 遂
    • 遂 «e poi, infine», avverbio di successione (carattere scritto)
    • 墜 «precipitare», prestito grafico attestato dall'apparato

    Scelta: il carattere scritto nel LIT con l'integrazione in nota, il prestito nel PUB — Applicazione diretta del §I. Il LIT tiene 遂 e lascia la frase nella sua secchezza — tre caratteri, nessun verbo esplicito, nessun esito oracolare — perché è quella secchezza il dato del testo. Il PUB segue 墜 perché il prestito è attestato e perché senza un verbo la riga in italiano non sta in piedi; il 小象, con 未光也, conferma un movimento verso il basso e non una semplice successione.

    Piccola Immagine 小象

    震遂泥,未光也。

    La scossa sprofonda nel fango: di lì non esce nessun bagliore.

    lettura filologica

    «La scossa: alla fine il fango»: non c'è ancora luce.

    Glossa carattere per carattere
    光guāngla luce che si irradia da un punto, non quella che si riceve; in un segno fatto di tuoni è il lampo che mancaSchuessler
    未wèi«non ancora», non «non»: lascia aperta la possibilità che il testo non concede altrove

    Tre caratteri, nessun esito: la riga più corta e più muta del segno. La seconda linea piena, quella che dovrebbe far partire il colpo di sopra, è chiusa fra quattro linee cedevoli e affonda. Il fango non è un ostacolo che si vede: è materia che assorbe. La Piccola Immagine dice una cosa sola, che di lì non esce nessun bagliore — e in un segno fatto di tuoni, un tuono senza lampo è forza che ha smesso di arrivare a qualcuno.

    Quando muove. Il movimento è quello che non riesce a farsi sentire. La linea non parla di sconfitta, parla di dispersione: la spinta c'è e la stai già spendendo in un terreno che se la beve. La domanda non è quanta forza metterci, è dove la stai mettendo.

    Attenzione. Aggiungere spinta al fango produce altro fango. Il testo non dà esito a questa riga, e l'esito che manca è esso stesso il segnale.

  5. quinta linea六五

    Testo

    震往來厲,億无喪,有事。

    La scossa va e torna, c'è pericolo. Di centomila non se ne perde nulla: c'è un rito da celebrare.

    lettura filologica

    La scossa va e viene: rischio. Centomila, e nulla di perduto: c'è il servizio [del rito].

    Glossa carattere per carattere
    往來wǎng láiandare e venire: la coppia descrive un moto che si ripete, non un passaggio singolo
    无喪wú sàngnessuna perdita; risponde punto per punto a 喪貝 del sei al secondo posto
    事shìil servizio da rendere; nella lingua rituale Zhou 有事 vale spesso «c'è un sacrificio da compiere», e il giudizio dello stesso segno è in scena sacrificaleKunst
    Il testo è ambiguo su 有事
    • «c'è un sacrificio da compiere» (uso rituale, corrente nelle iscrizioni e negli annali)
    • «c'è da fare, ci sono affari» (uso generico)

    Scelta: il rito su entrambi gli strati — Il giudizio finisce sul mestolo e sul vino della libagione e il 彖 chiude con 以為祭主 «farsi signore del sacrificio»: la scena rituale è la cornice dichiarata dell'esagramma, e questa è l'unica riga che vi ritorna. Il senso generico non è escluso e resta qui esposto; adottarlo però svuoterebbe l'unico rimando fra le sei righe e il giudizio.

    Il testo è ambiguo su 億无喪,有事
    • 億无喪,有事 «centomila, nulla di perduto; c'è il rito» (segmentazione adottata)
    • 億无喪有事 «non perde ciò che ha da fare», con 有事 retto da 无喪

    Scelta: la prima, che stacca 有事 come clausola autonoma — Il §J impone che una segmentazione contesa sia dichiarata. La punteggiatura è editoriale e la scelta cambia il testo: staccando 有事 la riga si chiude con un compito che resta da fare, unendolo si chiude con una perdita che non avviene. La Piccola Immagine sostiene lo stacco, perché riprende 其事 come cosa a sé e ne dice dove sta — 在中, al centro.

    Piccola Immagine 小象

    震往來厲,危行也。其事在中,大无喪也。

    La scossa va e torna col pericolo: si cammina sul filo. Ma il compito è tenuto al centro, e in grande non si perde nulla.

    lettura filologica

    «La scossa va e viene: rischio»: si procede sull'orlo. Il suo servizio sta nel mezzo: in grande, nulla va perduto.

    Glossa carattere per carattere
    危wēil'essere in bilico su un punto alto; il carattere raffigura qualcuno affacciato da una rupeSchuessler
    中zhōngil mezzo: qui è insieme la posizione centrale della linea nel trigramma superiore e il luogo dove il compito viene tenuto
    大dà«in grande», nel computo complessivo: ammette perdite di dettaglio e nega quella che conta

    La scossa non arriva più: va e torna, e il pericolo smette di essere un evento per diventare una condizione. Eppure di centomila non se ne perde nulla. La differenza con il sei al secondo posto sta tutta nella posizione: questa linea tiene il centro, e la Piccola Immagine lo dice senza giri — il compito è tenuto al centro. Alla fine il testo nomina la cosa che resta da fare: c'è un rito da celebrare, e va celebrato mentre la scossa continua ad andare e tornare.

    Quando muove. Il movimento è il ripetersi. La linea ti trova a un giro che non è il primo e non sarà l'ultimo, e non ti dice di resistere: ti dice di tenere il compito al proprio centro mentre il resto oscilla. Il pericolo non viene ritirato. La perdita sì.

    Attenzione. Camminare sul filo non è la stessa cosa che essere al sicuro. Il testo dice pericolo e non lo ritira: dice soltanto che, col compito tenuto al centro, non porta via nulla.

  6. sesta linea上六

    Testo

    震索索,視矍矍,征凶。震不于其躬,于其鄰,无咎。婚媾有言。

    La scossa ti lascia senza forze e gli occhi non stanno fermi. Portare avanti l'impresa è avverso. La scossa non ha preso te, ha preso il vicino: niente da rimproverarti. Dai parenti acquisiti arrivano parole.

    lettura filologica

    La scossa: svuotati, svuotati; lo sguardo scatta di qua e di là. [La spedizione]: infausto. La scossa non è sulla propria persona, è su quella del vicino: nessun addebito. Presso quelli con cui ci si imparenta: parole.

    Glossa carattere per carattere
    索suǒla fune; il carattere vale anche «esaurire, andare a fondo di una scorta», e raddoppiato dipinge chi non ha più riservaSchuessler
    矍juéraddoppiato, lo sguardo che scatta da un punto all'altro; il 說文 lo spiega con l'uccello sul punto di volare viaSchuessler
    躬gōngla propria persona, il corpo in quanto è il proprio
    鄰línil vicino di casa, l'unità di prossimità dell'abitato: una persona determinata, non il prossimo in generaleKunst
    婚媾hūn gòuil legame per matrimonio e chi ne viene: i parenti acquisiti, il gruppo con cui si è stretta alleanzaKunst
    有言yǒu yán«ci sono parole»: nel Zhouyi la formula segnala rimostranze e mormorio, non un accordo verbaleGao Heng
    Il testo è ambiguo su 有言
    • rimostranze, parole di biasimo (uso corrente nel Zhouyi)
    • parola data, promessa fra le due famiglie

    Scelta: le rimostranze su entrambi gli strati — La formula ricorre altrove nel libro sempre in coda a righe dove qualcosa è andato storto o è stato fatto in anticipo, e vi si accompagna a esiti tiepidi. La lettura come promessa nuziale renderebbe la clausola una buona notizia posta dopo un 无咎 già concesso, cioè un doppione; letta come mormorio, invece, aggiunge l'unico dato che manca — il costo sociale del muoversi prima che la ragione sia visibile agli altri.

    Piccola Immagine 小象

    震索索,未得中也。雖凶无咎,畏鄰戒也。

    La scossa la lascia senza forze: non tiene il centro. Anche se è avverso, niente da rimproverarti: la paura di quel che ha colpito il vicino ha fatto da avvertimento.

    lettura filologica

    «La scossa: svuotati, svuotati»: non ha ottenuto il mezzo. Benché infausto, nessun addebito: temendo [ciò che è toccato] al vicino, si è messa in guardia.

    Glossa carattere per carattere
    畏wèitemere qualcosa di preciso, che si è visto: non l'apprensione senza oggettoSchuessler
    戒jièmettersi in guardia, prendere le armi in mano prima che serva; il carattere mostra due mani che reggono un'alabardaSchuessler

    La scossa ti ha svuotato e gli occhi non stanno fermi: è il ritratto di chi ha esaurito le riserve prima ancora che il colpo lo raggiunga. Portare avanti l'impresa da qui è avverso. Poi il testo ribalta la scena: la scossa non ha preso te, ha preso il vicino, e per questo non c'è nulla da rimproverarti. Il segno finisce con qualcuno che si è messo in guardia guardando la casa accanto, e con le parole che gli arrivano dai parenti acquisiti.

    Quando muove. Il movimento è quello dello spettatore. La linea dice che la lezione che stai ricevendo non è tua: qualcun altro ha pagato il conto e tu hai visto. La cosa da fare è raccoglierla prima che tocchi a te, non discuterla con chi non l'ha vista.

    Attenzione. Le parole dei parenti arrivano perché ti sei mosso prima che la ragione fosse visibile a tutti. Prendere l'avvertimento in anticipo ha sempre questo costo, e va messo in conto.

I commentari antichi

Tuanzhuan 彖傳

震,亨。震來虩虩,恐致福也。笑言啞啞,后有則也。震驚百里,驚遠而懼邇也。出可以守宗廟社稷,以為祭主也。

La Scossa: la via è aperta. La scossa arriva e si trema: è proprio lo spavento a portare il bene. Poi tornano il riso e la voce: dopo, c'è una misura. Fa trasalire per cento li: chi è lontano sussulta, chi è vicino ha paura. Chi ne esce può custodire il tempio degli avi e gli altari del suolo e del grano, e stare a capo del rito.

lettura filologica

La Scossa: l'offerta passa. «La scossa arriva: tremore, tremore»: è lo spavento a procurare la buona sorte. «Risa e parole: ah, ah»: dopo, c'è una regola. «La scossa fa trasalire per cento li»: fa trasalire chi è lontano e temere chi è vicino. Uscendo, si possono custodire il tempio degli antenati e gli altari della terra e del grano, e farsi signore del sacrificio.

Glossa carattere per carattere
遠yuǎnlontano; con 邇 forma la coppia che misura l'onda del colpo in due gradi di distanza
邇ěrvicino, a portata; chi sta vicino non trasalisce soltanto, resta nella paura
出chūuscire, venire fuori; nella lettura ricevuta è l'erede che esce dalla prova e prende il postoGao Heng
宗廟zōng miàoil tempio degli antenati della casa: il luogo materiale in cui si conserva la discendenza
社稷shè jìgli altari del suolo e del miglio: la coppia che sta per lo stato in quanto entità da custodireKunst
祭主jì zhǔchi presiede al sacrificio; è lo stesso incarico che il 序卦 assegna al figlio maggiore
Il testo è ambiguo su 出
  • «uscendo», detto di chi esce dalla scossa e resta in piedi
  • «uscire» come partire per il feudo, lasciando la capitale

Scelta: la prima nel LIT, con soggetto lasciato indeterminato — Il 彖 di questa fonte non riprende 不喪匕鬯 e passa direttamente da 懼邇 a 出: manca dunque, dentro il commento stesso, il soggetto che nelle altre edizioni la ripresa fornirebbe — le mani che non hanno lasciato il mestolo. Non si è colmata la lacuna: il LIT lascia il participio senza soggetto, come il cinese, e la relazione con il 序卦 (il figlio maggiore che eredita gli arredi) resta in glossa invece di entrare in traduzione.

Xugua 序卦

主器者莫若長子,故受之以《震》。《震》者,動也。

A tenere gli arredi del rito nessuno serve come il figlio maggiore. Per questo dopo viene la Scossa, che è il mettersi in moto.

lettura filologica

A presiedere agli arredi [del rito] nessuno vale il figlio maggiore. Perciò si riceve con 震. 震 è il mettersi in moto.

Glossa carattere per carattere
器qìil vaso, l'arredo: rimanda al segno che precede, il 50 鼎, il treppiede da cui si leva la carne col mestolo
長子zhǎng zǐil figlio maggiore; nella dottrina dei trigrammi 震 è il primo maschio, ed è a lui che passa il culto della casaGao Heng
動dòngmettersi in moto; è la prima delle due glosse che il libro dà del proprio nome, e non nomina il tuono

Zagua 雜卦

《震》,起也。

La Scossa: qui ciò che era fermo si leva.

lettura filologica

震 è il levarsi.

Glossa carattere per carattere
起qǐalzarsi da terra, mettersi in piedi; nel 雜卦 la voce fa coppia con quella del 52, che è il fermarsi

Segni collegati

Provenienza del testo

Fonte cinese:
Wikisource cinese (https://zh.wikisource.org/wiki/周易/震). Il testo è confrontato carattere per carattere con la fonte.
Collazionato con:
eee-learning.com (易經學習網) — collazione doppia registrata nella scheda di fonte; Zhouyi Yinde 1935 (biroco.com); Kanripo KR1a0001 — solo collazione, mai base
Apparato:
Kunst, The Original Yijing (1985); Shaughnessy, The Origin and Early Development of the Zhou Changes (Brill 2022, OA); Gao Heng, Zhouyi gujing jinzhu; Schuessler, ABC Etymological Dictionary of Old Chinese