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L'Arresto: linea 1 yin, linea 2 yin, linea 3 yang, linea 4 yin, linea 5 yin, linea 6 yang, dal basso verso l'alto.

Esagramma 52

L'Arresto

· Gèn · Il Monte

Monte sotto, Monte sopra

Il segno

Questo segno non parla di riposo. Parla di un gesto: arrestare un movimento, e arrestarlo in un punto che scegli. Il testo ne nomina cinque, salendo lungo un corpo — le dita del piede, il polpaccio, la vita, il busto, la mascella. Alla sesta posizione non nomina più niente, e quell'assenza è il modo in cui la serie si chiude. In basso l'arresto non costa nulla: non è ancora partito niente. A metà cade dentro un movimento già lanciato, e qualcosa si strappa. Quando fermarsi lo detta il tempo. Dove, no.

Due monti, uno dietro l'altro. Non un monte più alto: la seconda figura aggiunge un secondo fermo dietro il primo. Sotto, il testo sale lungo un corpo e a ogni gradino ti dice dove arrestare il passo. Alle dita del piede, prima che il passo sia fatto. Al polpaccio, che da solo non si ferma perché va dietro a qualcos'altro. Alla vita, dove il corpo si divide in due e la carne lungo la spina si strappa. Al busto. Alla mascella, dove le parole prendono la fila. Al sesto gradino non resta nessuna parte da nominare: resta il peso con cui ti fermi. E la schiena, che il giudizio nomina per prima, non torna in nessuna riga. È la sola parte che non puoi né vedere né muovere a comando.

Perché questo nome

艮 lo glossa il libro stesso, e due volte, sempre con 止: 艮,止也 nel 彖 e 艮者,止也 nel 序卦. 止 è un piede fermato — il grafo è l'impronta — e in italiano quel valore ha un sostantivo solo: arresto. È la resa a cui arriva chiunque parta dal carattere e dal dizionario, e il §H la classifica per questo fra le rese ovvie: la coincidenza con un'edizione corrente non la squalifica, perché non prova derivazione. «Il Trattenere» diceva un'altra cosa. Trattenere è tenere qualcosa che spinge per andarsene, e chiede un oggetto trattenuto: nel segno quell'oggetto non c'è mai. Ciò che 艮 regge — 艮其背, 艮其趾, 艮其輔 — non è la cosa fermata ma il punto in cui il fermo cade, e il punto cambia in ognuna delle sei righe. Arresto tiene questo: si arresta un movimento, e lo si arresta da qualche parte. Le rese di stato — immobilità, quiete, e la sosta della prima stesura — nominano invece una pausa che si subisce; il 彖 le smentisce mettendo 止 e 行 sullo stesso piano, due atti che il tempo alterna. Resta una sola obiezione seria, l'arresto giudiziario: non regge, perché nel segno il complemento è sempre una parte del corpo in movimento, e in quel contesto vale l'arresto di ciò che andava. «Il Monte» sarebbe l'immagine del trigramma e non il valore del carattere: adottarlo ripeterebbe l'errore per cui «Il Cielo» è stato tenuto fuori dal titolo del 乾, e resta in alternativa.

Noto anche come: L'Immobilità, Il Monte, La Montagna, La Quiete, Keeping Still.

Come si legge

Monte: linea 1 yin, linea 2 yin, linea 3 yang, dal basso verso l'alto.Trigramma inferioreMonte ·
Monte: linea 1 yin, linea 2 yin, linea 3 yang, dal basso verso l'alto.Trigramma superioreMonte ·

Il monte due volte, sotto e sopra. Nelle figure raddoppiate ogni linea ha davanti a sé una identica: il commento antico dice che sopra e sotto si rispondono da avversarie e non si accompagnano. Dentro il segno non c'è nulla che risponda a nulla, ed è la ragione strutturale per cui il cortile è vuoto. La terza linea è il punto in cui i due monti si toccano ed è l'unica piena della metà bassa, quella che portava davvero il movimento: il testo la mette alla vita, dove il corpo si piega, ed è lì che qualcosa si lacera. La sesta è piena anch'essa, ma sta in cima, dove non resta niente da tenere unito: lì il fermarsi non spacca, pesa. Capovolgi la figura e ottieni il tuono raddoppiato. Le stesse sei linee, lette dall'altro capo, sono movimento puro.

Il responso

Giudizio 卦辭

艮其背,不獲其身,行其庭,不見其人,无咎。

Fermati alla schiena: il corpo non si lascia prendere. Cammina nel cortile: non vedi nessuno. Niente da rimproverarti.

lettura filologica

Ferma la schiena: il corpo non lo si prende. Cammina nel [suo] cortile: la persona non la si vede. Nessun addebito.

Glossa carattere per carattere
gènfermare, tenere fermo; il grafo è un occhio voltato all'indietro sopra una figura umana, da cui la famiglia 限 «soglia, limite» e 根 «radice». Qui è verbo con complemento: fermare una parte determinataSchuessler
bèila schiena; il grafo è 北, due figure di spalle, con l'aggiunta della carne 肉. È la sola parte del corpo che non si vede e che non si comanda per intero
huòcatturare la preda nella caccia, mettere le mani su qualcosa; non il generico «ottenere»Schuessler
shēnil tronco del corpo — il grafo profila un ventre gravido — e per estensione la propria persona. In coppia con 背 vale il davanti contro il dietro
tíngil cortile interno, lo spazio scoperto davanti alla sala dove ci si incontra e si sta in fila secondo il rango
jiànvedere, scorgere; con complemento inanimato o generico resta la lettura piena, non l'udienzaKunst
Il testo è ambiguo su
  • jiàn «vedere, scorgere»
  • xiàn «mostrarsi, farsi vedere»

Scelta: jiàn su entrambi gli stratiRegistro §G del lessico. Con xiàn la frase direbbe «nel cortile la persona non si mostra», e il vuoto sarebbe scelta di chi non esce; con jiàn è chi cammina a non vedere. Il 彖 decide per la seconda, perché spiega il verso con 上下敵應不相與 — una proprietà della figura, non un comportamento. Il commentario tiene comunque il riverbero della prima.

Il testo è ambiguo su 不獲其身
  • il soggetto non mette le mani sul corpo di un altro (獲 come cattura)
  • chi si ferma non percepisce più il proprio corpo (lettura ricevuta, 其 riflessivo)

Scelta: il LIT lascia il soggetto indeterminato, il PUB non sceglie fra i due其 non porta persona e il cinese non obbliga a un soggetto. La lettura ricevuta — la coscienza del corpo che si spegne — è quella che ha reso celebre il segno, ma poggia su una grammatica che il testo non impone. Il LIT espone la sospensione con l'impersonale; il PUB rende la clausola con «il corpo non si lascia prendere», che non dice né chi non prende né di chi sia il corpo e tiene quindi aperte entrambe le letture. La schiena come punto cieco è cosa di 背 e resta nella sua glossa, non nella traduzione.

Il testo è ambiguo su
  • la schiena come parte del corpo, in coppia con 身 il davanti
  • 背 come 北, «volgere le spalle a»

Scelta: la parte del corpoLe sei linee costruiscono una serie anatomica continua, dalle dita del piede alla mascella: 背 nel giudizio apre quella serie e va letto nello stesso registro. La lettura «voltare le spalle» introdurrebbe un rifiuto verso qualcuno, che nel segno non compare mai.

Grande Immagine 大象

兼山,艮;君子以思不出其位。

Un monte, e dietro un altro monte. Chi vale, guardandoli, tiene il pensiero dentro il posto che occupa.

lettura filologica

Monti accoppiati: 艮. Il signore, da questo, non fa uscire il pensiero dal proprio posto.

Glossa carattere per carattere
jiāntenere due steli di grano in una sola mano: reggere due cose insieme. Non «doppio» in senso numerico, ma «l'uno accanto all'altro nella stessa presa»Schuessler
shānil monte; nella lista dei trigrammi è l'immagine propria di 艮
il pensiero come attività che si spinge avanti, il rimuginare — non l'idea
wèila posizione: in origine il punto in cui si sta in piedi durante la cerimonia, il proprio posto assegnato nella filaSchuessler
Il testo è ambiguo su 兼山
  • monti accostati, due che stanno insieme
  • il monte raddoppiato, cioè il trigramma ripetuto

Scelta: monti accostati nel LIT, «un monte e dietro un altro» nel PUB兼 dice la presa che tiene due cose, non la moltiplicazione. La differenza conta per il segno: due monti non fanno un monte più alto, fanno un secondo fermo dietro il primo. È l'unica lettura che spiega perché il testo non parli mai di altezza.

Cosa chiede

Ti chiede di riconoscere a che altezza stai fermando, senza fingere che il punto sia più in basso o più in alto. Chi si ferma alle dita non ha ancora impegnato niente e può tornare indietro senza costo: al testo resta solo da chiedere che tenga a lungo. Chi si ferma alla vita si è fermato dentro un movimento già in corso, e lì l'arresto fa danno. In positivo chiede una cosa sola, quella della Grande Immagine: tenere il pensiero dentro il posto che occupi. Non è modestia. È la differenza fra fermare il corpo e fermare anche ciò che il corpo stava già inseguendo.

Dove si sbaglia. Lo si legge come un invito alla calma, e la calma qui non c'è quasi mai. Una linea ha il cuore scontento, una ha la carne strappata e il fumo che sale al cuore, una si limita a non aver ancora sbagliato. Il commento antico non dice di fermarsi: dice che quando il tempo è di fermarsi ci si ferma, e quando è di andare si va. Il segno non premia chi sta fermo. Premia chi non sbaglia il momento, e fermarsi al momento sbagliato è, in questo libro, un errore esattamente come muoversi.

Nelle diverse aree

Lavoro
Fermare prima di aver impegnato qualcosa non lascia traccia. Fermare a metà lascia due parti che da sole non stanno insieme, e qualcuno dovrà tenerle. La domanda utile non è se fermarti: è a che altezza.
Relazioni
Il polpaccio non si muove da solo. Se ti sei fermato e chi ti sta accanto no, il testo non ti chiede di trascinarlo: dice che chi sta più in alto non ha ancora fatto un passo indietro per ascoltare.
Decisione
Non decidere adesso non è astenersi: è una posizione, e il prezzo dipende dal punto della salita in cui la fermi. Alle dita del piede non hai ancora impegnato niente e puoi rimandare senza costo. Alla vita la decisione è già in corsa, e arrestarla lì spacca in due quello che stava insieme finché correva.
Interiorità
Il pensiero continua a camminare quando il corpo si è fermato. Riportarlo dentro il posto che occupi è la sola cosa che la Grande Immagine mette nelle tue mani.

Questo segno è uscito nella tua interrogazione?

La pagina spiega il segno in sé. Il consulto parte dal tuo quesito e dalle linee che il tiro ha mosso.

Interroga l'oracolo

Le sei linee

Dal basso verso l'alto. Una linea si legge solo quando il tiro la indica mutevole.

  1. prima linea初六

    Testo

    艮其趾,无咎,利永貞。

    Fermati alle dita del piede. Niente da rimproverarti: conviene tenere fermo a lungo.

    lettura filologica

    Ferma le dita del piede. Nessun addebito. Giova divinare sulla lunga durata.

    Glossa carattere per carattere
    zhǐle dita del piede, la punta; il carattere è 止 «piede, fermarsi» rifatto con il radicale del piede — nella riga il gioco fra i due è nel grafo stessoSchuessler
    yǒngil corso lungo, la durata che si estende; in origine l'acqua che scorre per un lungo trattoSchuessler
    zhēndivinare, sottoporre a presagioKunst
    Il testo è ambiguo su 利永貞
    • 利貞 con 永 infisso: giova un presagio sulla lunga durata
    • 永貞 come blocco: il presagio duraturo giova

    Scelta: 利貞 modulato da 永, sul modello di 利艱貞Il lessico registra 利艱貞 come formula a incastro: 利 + qualificazione + 貞. 永 occupa lo stesso posto di 艱 e va trattato allo stesso modo. La polarità è positiva (无咎, 未失正), quindi il PUB prende il verso «tieni la posizione» previsto dal §C2, con la durata resa alla lettera.

    Piccola Immagine 小象

    艮其趾,未失正也。

    Fermati alle dita del piede: non hai ancora sbagliato la direzione.

    lettura filologica

    «Ferma le dita del piede»: non ha ancora perduto il dritto.

    Glossa carattere per carattere
    wèinon ancora: nega il compimento, non il fatto. Il testo dice che l'errore non c'è per ora, non che è escluso
    zhèngandare dritto al bersaglio; da qui «corretto». Conserva il movimento: è la linea del passo, prima che la normaSchuessler

    Le dita del piede: la parte che si muove per prima e che per ultima impegna qualcosa. Un arresto qui non toglie niente, perché il passo non l'hai ancora fatto. La Piccola Immagine è cauta quanto il testo: non hai ancora sbagliato la direzione, dice — non che l'hai trovata. È il punto più basso della serie, e l'unico dove nulla è ancora in gioco. Per questo, al posto di un esito, la riga aggiunge una durata: conviene tenere fermo a lungo.

    Quando muove. Riguarda un inizio che non è ancora partito. La linea segnala che la cosa è tutta davanti a te e che oggi il costo di non muoverti è nullo. Non lo resterà: è proprio questo che la parola sulla lunga durata mette in conto.

    Attenzione. Fermare alle dita è facile proprio perché non impegna nulla. Il testo chiede che il fermo regga nel tempo, e un fermo che vale solo per oggi non è quello di cui parla.

  2. seconda linea六二

    Testo

    艮其腓,不拯其隨,其心不快。

    Fermati al polpaccio. Non sollevi ciò a cui vai dietro, e il cuore resta scontento.

    lettura filologica

    Ferma il polpaccio: non solleva ciò a cui va dietro. Il cuore non è contento.

    Glossa carattere per carattere
    féiil ventre del polpaccio, il muscolo dietro la gamba: si gonfia e si muove, ma non decide il passo
    zhěngsollevare di peso, tirare su chi è caduto; da cui «soccorrere». Il valore fisico viene primaGao Heng
    suíseguire, andare dietro; qui sostantivato, «ciò che si segue» — la coscia, che al polpaccio sta sopra
    kuàiessere contento, provare sollievo; il senso di «rapido» è posterioreSchuessler
    Il testo è ambiguo su
    • ciò che il polpaccio segue, la parte che sta sopra
    • chi segue il soggetto, il seguito che gli va dietro

    Scelta: la parte che sta sopraLa serie anatomica governa tutte e sei le linee, e il polpaccio è per definizione la parte che va dietro alla coscia: la seconda linea non muove da sé. La piccola Immagine conferma indicando che il difetto è di chi sta più in alto (未退聽), non di un seguito.

    Il testo è ambiguo su
    • sollevare, tirare su (valore proprio)
    • 承 «sostenere, ricevere sotto» (prestito registrato dalla tradizione esegetica)

    Scelta: sollevare, con il prestito esposto quiI due valori danno immagini opposte: nel primo la parte bassa tenta di alzare quella alta e non ce la fa, nel secondo la sostiene senza reggerla. Il primo tiene il rapporto di forza che il resto della riga presuppone — il malcontento nasce da uno sforzo fallito, non da un appoggio.

    Piccola Immagine 小象

    不拯其隨,未退聽也。

    Non sollevi ciò a cui vai dietro: chi ti sta più in alto non ha ancora fatto un passo indietro per ascoltare.

    lettura filologica

    «Non solleva ciò a cui va dietro»: [chi sta sopra] non si è ancora ritirato ad ascoltare.

    Glossa carattere per carattere
    退tuìarretrare, tirarsi indietro di un passo; nel cerimoniale è il movimento di chi cede il campo
    tīngporgere l'orecchio, e quindi dare ascolto a chi sta sotto

    Il polpaccio non decide dove va: segue la gamba che gli sta sopra. Il testo ti manda a fermare proprio lì, dentro un passo già cominciato, e da lì non sollevi ciò a cui sei attaccato. Nessun esito avverso viene dichiarato: viene detto che il cuore non è contento. L'arresto ha preso la parte che potevi prendere, e quella che ti trascinava è andata avanti lo stesso. Dove stia il difetto lo dice la chiosa: chi è più in alto non ha fatto un passo indietro per ascoltare.

    Quando muove. Ti sei fermato dove arrivavi, e ciò che ti sta sopra non si è fermato con te. La linea non ti chiede di rimetterlo in moto né di trascinarlo: constata che non ci riesci, e mette il malcontento nel conto invece di chiederti di superarlo.

    Attenzione. Il cuore scontento sta nel testo, non è un tuo cedimento. Trattarlo come un problema di atteggiamento è il modo più sicuro per farlo durare.

  3. terza linea九三

    Testo

    艮其限,列其夤,厲薰心。

    Fermati alla vita. La carne lungo la spina si strappa: c'è pericolo, e un fumo sale al cuore.

    lettura filologica

    Ferma la cintura: si lacera la carne lungo la spina. Rischio: il fumo sale al cuore.

    Glossa carattere per carattere
    xiànla soglia, lo sbarramento su un pendio; qui la cintura, il punto in cui il corpo si divide in due metà. Stessa famiglia di 艮: il nome del segno ricompare come parte anatomicaSchuessler
    lièallineare, e per prestito 裂 «lacerare, aprire in due». Il carattere che c'è dice la fila, il valore richiesto dal contesto è lo strappoGao Heng
    yínla carne che corre ai lati della colonna vertebrale, i lombi
    xūnaffumicare con erbe aromatiche: il fumo che penetra lento e impregna. Non bruciareSchuessler
    xīnil cuore come organo in mezzo al petto, sede di quello che si sente
    Il testo è ambiguo su
    • affumicare, impregnare di fumo (valore proprio)
    • 熏 «bruciare, ardere» (prestito corrente)

    Scelta: il fumo, su entrambi gli stratiIl prestito con la fiamma produce un'immagine più forte e meno esatta. 薰 è l'affumicatura: lenta, senza fuoco visibile, e arriva dove il fuoco non arriva. È esattamente ciò che distingue questa linea dalle altre — il danno non si vede accadere. La piccola Immagine ripete il verbo cambiando solo il termine di rischio (危 per 厲), segno che il fumo è la parte del testo che regge.

    Piccola Immagine 小象

    艮其限,危薰心也。

    Fermati alla vita: ciò che minaccia sale al cuore senza farsi vedere.

    lettura filologica

    «Ferma la cintura»: quello che incombe sale al cuore come fumo.

    Glossa carattere per carattere
    wēilo stare in bilico su un ciglio: il pericolo come posizione instabile, non come eventoSchuessler

    La vita: il punto dove il corpo si divide in due, e in questa figura il punto dove i due monti si toccano. L'arresto cade nel peggior posto possibile: qui non ferma il movimento, lo spezza. La carne lungo la spina si strappa e ciò che minaccia sale al cuore come un fumo: lento, senza fiamma, e arriva dove il fuoco non arriverebbe. È l'unica riga piena della metà bassa, quella che il movimento lo portava davvero. Il testo non dice che finisce male. Dice che il fumo è già dentro.

    Quando muove. Stai fermando nel mezzo di uno slancio, e nel punto peggiore: quello dove tenere unite le due metà era il tuo compito. La linea che si muove segnala che il costo è già in corso e che lavora in silenzio, come il fumo, non come il fuoco.

    Attenzione. Il fumo non fa rumore. Il rischio non è la rottura che vedi, è quella che continui a chiamare tensione normale mentre ti sale al cuore.

  4. quarta linea六四

    Testo

    艮其身,无咎。

    Fermati al busto, e fermalo intero. Niente da rimproverarti.

    lettura filologica

    Ferma il tronco [del corpo]. Nessun addebito.

    Glossa carattere per carattere
    shēnil tronco del corpo, dal collo al bacino; e per estensione la persona stessa. È la parte che nel giudizio non si lasciava prendere
    Il testo è ambiguo su
    • il tronco, la parte anatomica che continua la serie
    • sé stesso, la propria persona

    Scelta: il tronco nel LIT, con il secondo valore aperto dal 小象La serie delle parti del corpo impone il primo valore. Ma la piccola Immagine chiosa con 躬, il corpo piegato, cioè la persona in proprio: è lo strato successivo a leggere qui il passaggio dalla parte al tutto. La stratificazione lo mostra invece di sceglierlo.

    Piccola Immagine 小象

    艮其身,止諸躬也。

    Fermati al busto: ti fermi dentro la tua persona, non oltre.

    lettura filologica

    «Ferma il tronco»: lo si arresta nella propria persona.

    Glossa carattere per carattere
    zhūcontrazione di 之於, «lo … in»: regge il complemento di luogo
    gōngil corpo curvo, la persona in proprio; è il termine con cui si dice «di persona»

    Il busto: non una parte che si muove, il tronco intero. È la prima volta che il segno ti manda a fermare tutto quello che c'era da fermare, e lo registra in tre caratteri, senza aggiungere altro che il niente da rimproverarti. Il commento antico segna il confine: ci si arresta dentro la propria persona. L'arresto finisce dove finisci tu, e non pretende di arrivare oltre. È la riga più asciutta del segno, e ciò che le viene concesso è il minimo dell'oracolo: nessuno ti muove un addebito. Non è riuscita, è assenza di conto da pagare.

    Quando muove. Il movimento qui riguarda te e finisce con te. La linea non apre niente e non chiude niente: registra che hai smesso di tirare ciò che non ti seguiva, e che su questo non c'è nulla da rimproverarti. Nessun esito le viene attribuito, e non è una dimenticanza del testo.

  5. quinta linea六五

    Testo

    艮其輔,言有序,悔亡。

    Fermati alla mascella. Le parole vengono in fila, e il rammarico si scioglie.

    lettura filologica

    Ferma le mascelle: le parole hanno un ordine. Il rimorso si dissolve.

    Glossa carattere per carattere
    in origine la stanga applicata al carro per rinforzarlo; nel corpo l'osso della mascella, la parte che si muove quando si parlaSchuessler
    yánla parola detta, il pronunciato — non il discorso
    in origine il muro laterale della sala, dove ci si dispone per rango; da qui l'ordine come successione, il venire uno alla voltaSchuessler

    Piccola Immagine 小象

    艮其輔,以中正也。

    Fermati alla mascella: la linea sta nel mezzo, ed è il mezzo a tenerla dritta.

    lettura filologica

    «Ferma le mascelle»: perché è il mezzo a renderla dritta.

    Glossa carattere per carattere
    zhōngil mezzo; qui in senso tecnico, la linea centrale del trigramma superiore
    zhèngandare dritto al bersaglio, e da qui «corretto». Nel linguaggio delle Piccole Immagini vale di norma la linea che sta nel posto che le compete: yang in sede dispari, yin in sede pariSchuessler
    Il testo è ambiguo su 中正
    • due predicati coordinati: sta nel mezzo ed è nel posto giusto
    • 以中 come causa di 正: è la posizione di mezzo a rendere dritta la linea

    Scelta: la lettura causale, su entrambi gli stratiIl 六五 è una linea yin in sede dispari: 中 lo è, 正 tecnicamente no. Letto come coppia di predicati il commento direbbe della linea una cosa che la figura smentisce. Con 以 in testa la clausola regge invece la subordinazione — è per via del mezzo che la cosa va dritta — e allora il dritto non è una proprietà della sede ma un effetto della centralità, cioè esattamente ciò che la riga descrive: le parole che escono una alla volta.

    La mascella: l'ultima parte che il segno nomina, e la sola che si muove quando parli. L'arresto qui non fa silenzio, fa ordine — le parole escono in fila, una dopo l'altra. Non è tacere, è smettere di dire tutto insieme. La riga finisce con un rammarico che si scioglie, e quindi un rammarico c'era: veniva da parole uscite fuori ordine. La chiosa riporta tutto alla posizione — la linea sta nel mezzo, ed è il mezzo a tenerla dritta.

    Quando muove. Ciò che va fermato non è la cosa, è il modo in cui esce. La linea segnala che il lavoro si è spostato dai fatti al loro ordine, e che è lì che si rimedia ancora qualcosa.

    Attenzione. Il rammarico si scioglie: non vuol dire che non ci fosse. Le parole erano già uscite, e la fila si rimette dopo, quando rimetterla costa.

  6. sesta linea上九

    Testo

    敦艮,吉。

    Fermati con tutto il peso che hai. È propizio.

    lettura filologica

    Fermarsi da massiccio. Fausto.

    Glossa carattere per carattere
    dūnspesso, compatto, di buon peso; detto di ciò che ha corpo e non è sottile. Ricorre negli stessi termini al 24 e al 19Gao Heng
    fausto: l'esito che l'oracolo dichiara favorevoleKunst
    Il testo è ambiguo su 敦艮
    • 敦 come qualità del fermarsi: un fermo massiccio
    • 敦 come verbo: rendere spesso, dare corpo al fermarsi

    Scelta: qualità nel LIT, modo dell'atto nel PUBÈ la sola riga del segno in cui 艮 non regge un complemento anatomico, e la resa lo deve far sentire. Il PUB tiene la resa di governo dichiarata in §K — 艮 verbo transitivo all'imperativo, rivolto a chi consulta — ma senza punto di applicazione, perché il cinese qui non ne dà nessuno: resta il modo, e il modo è il peso. La piccola Immagine conferma la direzione mettendo 厚 in posizione di causa (以厚終也), lo spessore come ciò per cui la cosa arriva in fondo. Inventare qui un oggetto anatomico sarebbe aggiungere al testo; rendere 敦艮 con un soggetto astratto che agisce sul lettore sarebbe la formula passiva respinta per tutto l'esagramma.

    Piccola Immagine 小象

    敦艮之吉,以厚終也。

    Fermarsi con tutto il peso è propizio: si arriva in fondo con tutto lo spessore.

    lettura filologica

    Il fausto del «fermarsi da massiccio»: perché conclude con spessore.

    Glossa carattere per carattere
    hòuspesso, di grosso strato; in origine l'altura di terra accumulataSchuessler
    zhōngportare a termine, arrivare in fondo

    L'ultima riga non nomina nessuna parte del corpo. La serie si interrompe prima della testa, e al suo posto resta una parola sola: spessore. Qui non c'è più un punto su cui far cadere l'arresto — ti fermi con tutto il peso che hai, e il modo è tutto ciò che il testo chiede. È l'unico esito pienamente propizio del segno, e arriva in cima, dove nelle figure raddoppiate si trova di solito l'eccesso. La ragione sta in tre caratteri: si arriva in fondo nello spessore.

    Quando muove. L'arresto ha smesso di essere un'interruzione ed è diventato una forma. La linea segnala che ciò che si era fermato non ha più bisogno di essere tenuto fermo: sta fermo da sé, e arrivare in fondo così è ciò che il segno chiama propizio.

I commentari antichi

Tuanzhuan 彖傳

艮,止也。時止則止,時行則行,動靜不失其時,其道光明。艮其止,止其所也。上下敵應,不相與也。是以不獲其身,行其庭不見其人,无咎也。

L'Arresto vuol dire fermarsi. Quando il tempo chiede di fermarsi, ci si ferma; quando chiede di andare, si va. Muoversi e stare fermi senza sbagliare il momento: è di lì che la via manda luce. Fermati dove ci si ferma, e cioè nel posto che è tuo. Le linee di sopra e quelle di sotto si guardano da avversarie e non si accompagnano: per questo il corpo non si lascia prendere, e chi attraversa il cortile non vede nessuno. Niente da rimproverarti.

lettura filologica

艮 è il fermarsi. Quando il tempo è di fermarsi, ci si ferma; quando il tempo è di andare, si va. Nel muoversi e nello stare fermi non si perde il proprio tempo: la sua via è luminosa. «Ferma dove si ferma»: si ferma nel luogo che gli è proprio. Sopra e sotto si rispondono da avversari e non si accompagnano. Per questo: il corpo non lo si prende, cammina nel cortile e non ne vede la persona, nessun addebito.

Glossa carattere per carattere
zhǐil grafo è un piede: da «piede fermo» a «arrestarsi». È la glossa che il trattato dà al nome del segnoSchuessler
shíla stagione, il momento giusto; ciò che detta quando, e che non si sceglie
l'avversario di pari forza; qui in senso tecnico, le linee che si corrispondono per posizione ma sono della stessa natura e perciò non si rispondonoGao Heng
stare insieme, fare compagnia, prendere parte con qualcuno
guāngla luce che si irradia; con 明 fa la coppia «luminoso, chiaro a tutti»
Il testo è ambiguo su 艮其止
  • 艮其止, come reca la pagina di fonte
  • 艮其背, ripresa esatta del giudizio, come recano altre edizioni correnti

Scelta: trascritto 艮其止, come nella fonteLa divergenza è segnalata dalla scheda di fonte e non è stata corretta: il cinese è la base legale del lavoro e non si emenda per uniformità. La lezione con 止 è per giunta la più interessante, perché fa del commento una tautologia apparente — «ferma dove si ferma» — che la frase successiva scioglie con 止其所, si ferma nel proprio posto.

Xugua 序卦

物不可以終動,止之,故受之以《艮》。《艮》者,止也。

Niente può restare in movimento fino in fondo: a un certo punto lo si ferma. Per questo dopo viene l'Arresto, che è appunto il fermarsi di ciò che andava.

lettura filologica

Le cose non possono muoversi fino alla fine: le si ferma. Perciò si riceve con 艮. 艮 è il fermarsi.

Glossa carattere per carattere
dòngmuoversi, essere in moto; rimanda al segno che precede, 震 la scossa
zhōngfino alla fine, senza termine assegnato

Zagua 雜卦

《艮》,止也。

L'Arresto: qui ciò che andava si ferma.

lettura filologica

艮 è il fermarsi.

Glossa carattere per carattere
zhǐarrestarsi; nel 雜卦 la voce fa coppia con quella del 震, che è il levarsi

Segni collegati

Provenienza del testo

Fonte cinese:
https://zh.wikisource.org/wiki/周易/艮 (PD-old + CC BY-SA), per il tramite di fonte/52-gen.json già verificata. 序卦 e 雜卦 da fonte/_sequenze.json (ctext.org, edizioni di riferimento 武英殿十三經注疏 e 四部叢刊初編).
Collazionato con:
Zhouyi Yinde 1935 (biroco.com); Kanripo KR1a0001 — solo collazione, mai base
Apparato:
Kunst, The Original Yijing (1985); Shaughnessy, The Origin and Early Development of the Zhou Changes (Brill 2022, OA); Gao Heng, Zhouyi gujing jinzhu; Schuessler, ABC Etymological Dictionary of Old Chinese

Note di edizione

  • DECISIONE S3 APPLICATA — 14/08/2026. Il lessico v1.1 chiude con la sezione §K la questione che questo file teneva aperta e che la critica aveva segnalato come bloccante: 艮 è verbo transitivo all'imperativo su entrambi gli strati, «fermati alla schiena», e non «la sosta ti prende la schiena». La formula passiva che governava il PUB dell'intero esagramma è respinta perché contraddiceva la glossa scritta in questo stesso file («qui è verbo con complemento: fermare una parte determinata») e faceva del lettore il paziente proprio sul verbo che dà il nome al segno. Il PUB non è stato ritoccato: è stato rifatto. Sono cambiati il giudizio, le sei righe, le cinque piccole Immagini che citano 艮其X, il 彖, il 序卦 e il 雜卦; e con la formula sono caduti i blocchi che vi poggiavano — apertura, immagine_viva, chiave_moderna, la declinazione lavoro e tutte e sei le letture di linea, riscritte da capo insieme al quando_muove del sei al secondo posto, del nove al terzo e del nove in cima e all'attenzione del sei iniziale. Con la stessa decisione cambia il titolo (§H): «Il Trattenere» al posto de «La Sosta».
  • RESA DI GOVERNO, DICHIARATA COME CHIEDE IL §K. La struttura sintattica del PUB si ripete su tutte e sei le righe — imperativo di seconda persona più il punto di applicazione: «Fermati alle dita del piede», «al polpaccio», «alla vita», «al busto», «alla mascella», e nel giudizio «alla schiena». È dunque una scelta di edizione e non una resa di riga, ed è registrata al §K del lessico prima che il file sia accettato. La differenza fra gli strati resta reale: il LIT tiene il complemento diretto e le integrazioni in quadre («Ferma le mascelle», «Ferma il tronco [del corpo]»), il PUB porta l'atto al lettore con il punto di applicazione in dativo; le formule (无咎, 利貞, 悔亡, 吉, 厲) divergono per tabella. Unica eccezione dichiarata: il nove in cima, dove 敦艮 non regge complemento — il PUB tiene l'imperativo e lascia cadere il punto, «Fermati con tutto il peso che hai», perché inventare qui un oggetto anatomico significherebbe aggiungere al testo e cancellare la sola cosa che distingue la sesta riga dalle altre cinque.
  • TITOLO — «IL TRATTENERE», DECISIONE §H DEL 14/08/2026, SUPERATA IL 15/08/2026: si conserva come traccia, la decisione in vigore è quella registrata nella voce successiva. La motivazione filologica della prima stesura reggeva (艮 glossato 止 dal 彖 e dal 序卦, unico segno con la stessa glossa in due Ali) ma il sostantivo era sbagliato: «sosta» in italiano corrente dice prima di tutto la fermata del veicolo e nomina una pausa che si subisce, mentre 艮 è un atto applicato a un punto, diverso in ognuna delle sei righe. Con il PUB tornato all'imperativo la distanza fra titolo e testo sarebbe aumentata, non diminuita. «Il Trattenere» nomina il gesto e tiene dentro chi lo compie. Le altre due strade sono chiuse: le rese diffuse (immobilità, quiete) nominano uno stato, e «L'Arresto» non è disponibile perché è la resa dell'edizione italiana protetta — resta nel solo campo noto_anche_come, che è presidio di ricerca e non adozione. «Il Monte» resta in titolo_alt: è l'immagine del trigramma, non il valore del carattere, e adottarlo ripeterebbe la scelta che ha escluso «Il Cielo» dal titolo del 乾. La regola delle coppie del §H non entra in gioco: 艮 non condivide il carattere del proprio nome con nessun altro dei 64, e il titolo non vincola nessun segno gemello. Con questo cade l'ultimo punto che il file lasciava a un revisore umano, e lo stato passa a bozza.
  • TITOLO — «L'ARRESTO», DECISIONE §H DEL 15/08/2026, CHE SOSTITUISCE «IL TRATTENERE». La correzione del lessico sulle rese ovvie e le rese inventive toglie l'unico argomento che teneva fuori questo titolo: la coincidenza con un'edizione protetta non squalifica una resa a cui arriva chiunque traduca 止 col dizionario, e 艮 lo glossa il libro stesso con 止 due volte, nel 彖 e nel 序卦. Il difetto del titolo precedente è però di sostanza, non di prudenza legale: trattenere chiede un oggetto trattenuto, qualcosa che spinge per andarsene e che si tiene, e nel segno quell'oggetto non c'è mai — 其 in 艮其X introduce il punto in cui il fermo cade, non la cosa tenuta. Resta intatta la decisione S3: 艮 è verbo transitivo all'imperativo su entrambi gli strati, il PUB continua a dire «fermati alla schiena», e la formula passiva resta respinta. Cambia il titolo, non la voce. Riscritti di conseguenza: motivo_nome per intero; i tre luoghi in cui il PUB nomina il segno (彖, 序卦, 雜卦); il nove in cima e il suo 小象, dove l'imperativo senza complemento diceva «Trattieni con tutto il peso» e ora dice «Fermati con tutto il peso che hai» — resa che riporta la sesta riga alla stessa famiglia verbale delle altre cinque; e nel commentario apertura, immagine_viva, cosa_chiede, chiave_moderna, la declinazione decisione e tutte e sei le letture di linea, più il quando_muove del nove in cima. Non sono stati toccati dinamica, dove_sbaglia e le declinazioni lavoro, relazioni e interiorità: poggiavano sul verbo fermare e sulla serie anatomica, non sul sostantivo caduto. titolo_alt resta «Il Monte»: non è il titolo vecchio ma l'alternativa già valutata al §H, che questa decisione non tocca; «Il Trattenere» non vi subentra, perché una resa scartata per un difetto di senso non è un'alternativa da offrire. «L'Arresto» esce invece da noto_anche_come: è diventata la nostra resa e non è più soltanto una resa altrui da intercettare.
  • SERIE ANATOMICA. Le sei righe salgono lungo un corpo — 趾 dita del piede, 腓 polpaccio, 限 cintura, 身 tronco, 輔 mascella — e la serie è la struttura portante del segno, non un ornamento. È lo stesso dispositivo del 31 咸 (拇, 腓, 股, 脢, 輔頰舌), con due differenze che il commentario usa: qui la serie si ferma prima della testa, e l'ultima riga (敦艮) non nomina alcuna parte; e il 卦辭 apre con 背, la schiena, che in nessuna riga ritorna. Tutte le decisioni di resa dei singoli membri sono state prese sulla serie, non sulla riga isolata: è il motivo per cui 隨 al sei al secondo posto è «ciò che si segue», cioè la parte del corpo che sta sopra, e non un seguito di persone.
  • 見 REGISTRATO IN §G. Unica occorrenza, nel 卦辭: 不見其人 letto jiàn «non vedi la persona» e non xiàn «la persona non si mostra». Decide il 彖, che spiega la frase con 上下敵應,不相與也: è una proprietà della figura — le tre coppie di posizioni corrispondenti sono qui omologhe, 1-4, 2-5, 3-6 tutte dello stesso segno, quindi nessuna risponde — e non un comportamento di qualcuno che si nasconde. Con il PUB portato all'imperativo la lettura jiàn è anche l'unica che tiene: chi cammina nel cortile è lo stesso che il testo manda a fermarsi, ed è lui a non vedere. La lettura xiàn resta esposta in ambiguita.
  • 利永貞 TRATTATO COME INCASTRO, non come formula nuova. Il lessico registra 利艱貞 (§C2): 永 occupa lo stesso posto di 艱 e riceve lo stesso trattamento. La polarità della riga è positiva (无咎, e il 小象 未失正也), quindi il PUB prende il verso «tieni la posizione» e non «insistere»; non è un 貞 nudo, e il §C3 non si applica. 永 è reso alla lettera come le durate del §D3, senza attenuazione: la riga chiede una tenuta lunga, non un atteggiamento.
  • 薰 NON EMENDATO IN 熏. Il prestito con la fiamma è corrente e produce un'immagine più forte, ma 薰 è l'affumicatura con erbe: penetra lenta, non ha fiamma visibile, e arriva dove il fuoco non arriva. È esattamente ciò che distingue il nove al terzo posto dalle altre righe — il danno non si vede accadere — e regge l'intero commentario di quella posizione. Vale la regola del §I: un prestito si adotta se è attestato dall'apparato, non perché suona meglio, e qui l'apparato non lo impone. 列 invece è stato sciolto con 裂 «lacerare», perché «allineare la carne lungo la spina» non dà senso e il prestito è quello che l'esegesi registra da sempre: la scelta è dichiarata in glossa, non nascosta nella traduzione.
  • IL 彖 CITA 艮其止 E NON 艮其背. La scheda di fonte segnala la divergenza rispetto ad altre edizioni correnti. Non è stata corretta: il cinese è la base legale del lavoro e non si emenda per far tornare una simmetria. La lezione con 止 è per giunta la più produttiva, perché rende il commento una tautologia apparente che la clausola successiva (止其所也) scioglie. Registrata in ambiguita sul 彖.
  • AGENCY. Il segno divide con precisione insolita, e la resa di governo lo rispetta. Il momento non è del lettore: 時止則止,時行則行 mette il quando in mano al tempo, e il compito che resta è 不失其時, non sbagliarlo; apertura e chiave_moderna dicono questo e nient'altro quando distinguono il quando dal dove. L'atto invece è suo: 艮其X è un fermo che qualcuno applica, e il 小象 del sei al quarto posto (止諸躬也) è riflessivo, non passivo. Il blocco del sei al secondo posto non è addebitato a chi legge: il 小象 dice 未退聽也, il difetto è di chi sta più in alto e non arretra ad ascoltare, e il commentario lo dice invece di trasformare il malcontento in una mancanza di chi consulta. Nel segno non compare 災: nessun colpo che arriva da fuori, quindi nessuna frase del commentario lo evoca.
  • ATTENZIONE A null SU DUE RIGHE. Il sei al quarto posto (艮其身,无咎, con 止諸躬也 che constata un limite rispettato) e il nove in cima (敦艮,吉, con 以厚終也) non portano ammonimento: sono le uniche due righe prive di condizione e di termine sfavorevole. Nel caso del sei al quarto posto questo non vuol dire riga favorevole — 无咎 è solo l'addebito che non viene mosso — ma un ammonimento non c'è, e inventarlo sarebbe peggio che lasciare null. Le altre quattro hanno un appiglio testuale esplicito: 永 alla prima, 其心不快 alla seconda, 厲薰心 alla terza, 悔亡 alla quinta, che presuppone un rammarico esistito.
  • AVVISO DEI CANCELLI SUL 小象 DEL NOVE IN CIMA, valutato e non corretto. 敦艮之吉 non riproduce alcun segmento di tre caratteri del 爻辭, perché inserisce 之 fra la citazione e l'esito. È il comportamento del testo trasmesso, non un errore di trascrizione: correggerlo significherebbe riscrivere la fonte per far passare un controllo automatico.
  • PUNTEGGIATURA (§J). La segmentazione del 卦辭 in cinque segmenti non è contesa e non apre voce di ambiguità; è contesa invece la lezione del 彖 (艮其止 contro 艮其背), che è questione di carattere e non di virgola, e sta in ambiguita. Le voci 序卦 e 雜卦 arrivano da fonte/_sequenze.json con le virgole a mezza larghezza; sono state riportate a larghezza piena per uniformità con il resto del corpus, come già fatto sul 29. Il 雜卦 è stato inoltre fetchato in caratteri semplificati: qui la cosa è priva di effetto, perché 艮 e 止 sono identici nelle due grafie, ma la conversione generale resta un intervento da eseguire su tutti i 64 file insieme.
  • STRUTTURA USATA NEL COMMENTARIO. 艮 è una delle otto figure raddoppiate; il suo rovesciato è il 51 震, il tuono raddoppiato, cioè lo stesso segno letto dall'altro capo e tutto movimento — la coppia di Re Wen è qui una vera opposizione funzionale ed è citata una volta sola, in chiusura di dinamica. L'esagramma nucleare è il 40 解, lo sciogliersi, e non è stato citato: la coincidenza è suggestiva ma non ha appoggio in nessuna riga di questo testo, e amplificare senza ancoraggio è la cosa che le cinque regole vietano.
  • STORIA DELLE DUE CORREZIONI SULLA VOCE DEL PUB. La prima stesura costruiva lo strato pubblico su «la sosta prende / ti prende» più la parte del corpo, in dieci luoghi. Una rifinitura intermedia lo aveva portato all'indicativo di seconda persona («Fermi la schiena»), che toglieva la passività ma restava una descrizione di ciò che accade. La decisione S3 chiude la serie fissando l'imperativo, che è il modo del LIT e la grammatica che la glossa di 艮 analizza: la traccia delle due correzioni resta qui perché la difesa di originalità è una tracciabilità, non un'affermazione. Con l'imperativo cade anche l'argomento con cui la rifinitura intermedia aveva difeso «La sosta ha preso spessore» al nove in cima: quella riga ora tiene l'atto e lascia cadere il punto di applicazione.
  • RIFINITURA CONSERVATA — 不獲其身 RESO NEL PUB DEL 卦辭. Una stesura precedente saltava la clausola e al suo posto parafrasava la glossa di 背 («dove non arrivi a guardarti»): dei cinque segmenti del giudizio ne rendeva tre, e lasciava senza antecedente due rimandi interni — il PUB del 彖 e il commentario del sei al quarto posto. Il PUB dice «il corpo non si lascia prendere», indeterminato quanto il cinese: non nomina chi non prende né di chi sia il corpo, e regge sia la lettura con 獲 come cattura sia quella ricevuta. Il punto cieco della schiena resta nella glossa di 背.
  • RIFINITURA CONSERVATA — 以中正也 SUBORDINATO, NON COORDINATO. Il sei al quinto posto è yin in sede dispari: è 中, non è 正. Rendere la clausola con due predicati attribuiva alla riga una correttezza di posizione che la figura smentisce. Entrambi gli strati leggono 以中 come causa di 正 — è il mezzo a renderla dritta — e il crux è dichiarato in una voce di ambiguità, con la glossa di 正 aggiunta al 小象.
  • RIFINITURA CONSERVATA — IL SEI AL QUARTO POSTO NON RIESCE, NON GLI SI ADDEBITA NULLA. 无咎 è il minimo che l'oracolo concede, non una riuscita: la lettura e il quando_muove lo dicono, e il primato di gratuità resta al sei iniziale, dove nulla è ancora in gioco. L'unico esito pienamente favorevole del segno è il 吉 del nove in cima. Conservato anche il conto esatto dei caratteri: la parte non formulare del sei al quarto posto (艮其身) è di tre caratteri.
  • RIFINITURA CONSERVATA — 心 È «CUORE» IN TUTTI I LUOGHI. Lo strato pubblico rendeva 薰心 con «petto» mentre lo stesso carattere era «cuore» al sei al secondo posto: si perdeva il rimando fra le due righe, che è ciò su cui poggia la scheda di ambiguità su 薰. «Petto» resta solo nella glossa di 心, dove serve la localizzazione fisica dell'organo. Conservata anche la correzione di 其道光明 nel 彖 («è di lì che la via manda luce»): 光 è la luce che si irradia, non quella che si riceve.
  • CONTROLLO DI DIVERGENZA eseguito su: perseveranza, l'uomo superiore, uomo nobile, il nobile, l'uomo inferiore, il grande uomo, il creativo, il ricettivo, attraversare la grande acqua, senza macchia, sublime, e sulle rese che il §H tiene fuori da questo segno — la sosta, l'immobilità, la quiete, tenersi fermi, il monte come titolo. «L'arresto» è uscito da questa lista il 15/08/2026, quando è diventato il titolo: la revisione dei nomi lo classifica fra le rese ovvie, dove la coincidenza non è indizio di derivazione. Nessuna occorrenza delle rese controllate nei campi pubblicabili. Le rese diffuse compaiono nel solo campo noto_anche_come, che è presidio di ricerca e non adozione.
  • FREEZE CORPUS v1.0 — 04/09/2026. Lessico portato a v1.2 (cancello S3 in blocco: NOTE-LESSICO.md). Nessuna patch di testo in questo file. Stato: approvato (le questioni §K/§H che tenevano in_revisione sono ratificate in blocco).
  • Versione del lessico formulare: LESSICO-FORMULARE.md v1.2 (04/09/2026).