Esagramma 58 · Il Piacere
兌 · Duì · Il Compiacere
Palude sotto, Palude sopra
Il segno
Questo è il segno del piacere che passa fra le persone, e passa dalla bocca: si parla, si ride, ci si dà ragione. Il libro non lo tratta come una ricompensa, ma come una forza che muove: chi sa dare contentezza porta la gente dove vuole, e per la strada la fatica non si sente. Le sei righe non fanno la stessa domanda: tre chiedono da dove il piacere arrivi, una lo mette sulla bilancia, una guarda dove è andata a finire la fiducia, l'ultima chi lo tira a sé senza dichiararlo.
Due specchi d'acqua bassa, uno accanto all'altro, che si toccano lungo un bordo. L'acqua ferma non scorre via: resta, si scalda, riflette, e quando due conche comunicano nessuna delle due si asciuga per prima. La Grande Immagine prende quell'immagine e la porta dentro una stanza: due persone che parlano e riprendono da capo insieme quello che hanno imparato. È un compito che da soli non si può fare, e si fa con la voce. Poi le righe cambiano registro. Compare qualcuno che viene apposta per far piacere, qualcuno che soppesa e non trova requie, qualcuno che ripone fiducia in chi lo sta assottigliando strato dopo strato. Le conche restano quelle: quello che cambia, riga per riga, è chi si è mosso per primo e da quale posto.
Perché questo nome
兌 mostra una figura umana con la bocca aperta e il fiato che si divide sopra di essa: da lì la famiglia di parole 說 «dire, dare contentezza», 悅 «rallegrarsi», 脫 «sfilarsi di dosso», 銳 «appuntito», e l'uso di 兌 per l'apertura, il foro (塞其兌 «tappa le aperture», nel Laozi). Il libro si autoglossa due volte con lo stesso carattere — 兌,說也 nel 彖 e 《兌》者,說也 nel 序卦 — e una terza volta per contrasto nel 雜卦, dove 兌 si mostra e 巽 sta acquattato. Una glossa ripetuta in tre trattati non si scansa: il valore operante è il piacere, e il grafo dice da dove passa, cioè dalla bocca. «Il Piacere» tiene la cosa e non la sua interpretazione, ed è già la resa che il corpus usa per lo stesso trigramma al 54 歸妹 (說以動, «sotto c'è il piacere, e dal piacere parte il movimento»): adottarla qui allinea il nome del segno al lessico con cui il libro lo commenta altrove. «Il Compiacere» nomina l'atto invece dello stato ed è la resa che regge lo strato filologico, ma come titolo di pagina porta in italiano una sfumatura di servilismo che il testo assegna a una riga sola su sei: scende in titolo_alt. Le rese diffuse nominano l'umore di chi legge — sereno, gioioso — e non il carattere; restano in noto_anche_come, che è presidio di ricerca e non adozione. «Il Lago» sarebbe l'immagine del trigramma e non il valore del nome, e ripeterebbe la scelta che ha tenuto «Il Cielo» fuori dal 乾 e «Il Monte» fuori dal 52. §H, regola delle coppie: 兌 non compare nel nome di nessun altro dei 64, e nessun titolo gemello è vincolato.
Noto anche come: Il Sereno, La Gioia, Il Gioioso, La Serenità, L'Appagamento, Il Lago, The Joyous, Open, Usurpation, Dui, Tui.
Come si legge
La figura è una palude raddoppiata, la stessa conca sotto e sopra. In ciascuna metà due righe piene stanno sotto una riga spezzata, e il Tuanzhuan riassume la cosa in cinque caratteri: il duro sta al centro, il cedevole sta fuori. Il centro sono le due righe piene al secondo e al quinto posto, una per metà; la superficie sono le due spezzate, al terzo posto e in cima. Ed è lì, sulla superficie molle, dove l'acqua tocca l'aria, che il segno mette i suoi due guai: la riga che finisce male e quella che il libro si rifiuta di giudicare. C'è poi una cosa che questa figura non ha. Nessuna riga risponde alla riga corrispondente dell'altra metà, perché a due a due sono identiche: il piacere qui non corre lungo le corrispondenze interne. Corre per contatto, fra due conche che si toccano sul bordo.
Il responso
Giudizio 卦辭
兌,亨利貞。
Il Piacere: la via è aperta. Conviene tenere fermo.
Il piacere. L'offerta passa. Giova divinare.
Glossa carattere per carattere
| 兌 | duì | la bocca che si apre e lascia uscire il fiato; da lì il dare e il provare contentezza. Il libro lo glossa 說 nel 彖 e nel 序卦 | Schuessler |
| 亨 | hēng | presentare l'offerta ed essere accolti; stesso grafo arcaico 亯 di 享 e 烹 | Shaughnessy 2022 |
| 利 | lì | giova, è vantaggioso | |
| 貞 | zhēn | divinare, sottoporre a presagio; 貞人 è il divinatore di professione nelle iscrizioni Shang | Kunst |
Il testo è ambiguo su 亨
- penetrare, riuscire (lettura ricevuta)
- 享 offerta accolta (lettura filologica)
Scelta: offerta accolta nel LIT, «la via è aperta» nel PUB — Il salto fra i due strati non è ovvio e il lessico chiede di annotarlo a ogni occorrenza: è una scelta espressiva motivata, e la motivazione è ciò che la rende nostra.
Il testo è ambiguo su 利貞
- giova divinare (oracolare)
- giova la rettitudine, la costanza (neoconfuciana)
Scelta: formula di §C2 con polarità positiva: LIT «giova divinare», PUB «conviene tenere fermo» — 貞 non è qui nudo: è retto da 利 e forma la formula registrata nel lessico, quindi il §C3 non si applica e il ramo positivo è legittimo. Il senso etico resta posteriore di circa sette secoli al testo e sta nel solo strato pubblico.
Il testo è ambiguo su 亨利貞
- 兌,亨,利貞 — due blocchi formulari autonomi
- 兌,亨利貞 — un solo respiro, «l'offerta passa e giova divinare»
Scelta: due blocchi autonomi in entrambi gli strati — La fonte stampa 兌,亨利貞。 senza virgola fra 亨 e 利貞, e lo segnala nel proprio apparato. La punteggiatura delle edizioni moderne è editoriale (§J): qui la decidiamo noi, e la decidiamo per 亨 e 利貞 separati, perché nel Zhouyi i due gruppi ricorrono come blocchi indipendenti in decine di giudizi. Il campo zh conserva la grafia e la punteggiatura della fonte.
Grande Immagine 大象
麗澤兌,君子以朋友講習。
Due conche d'acqua che si toccano. Chi vale, guardandole, mette in chiaro parlando quello che ha imparato, e lo riprende da capo con i pari e con gli amici.
Paludi appaiate: 兌. Il signore, da questo, con i compagni di pari grado e con gli amici espone e ripete l'esercizio.
Glossa carattere per carattere
| 麗 | lì | stare appeso a, aderire; il grafo mostra una coppia di corna di cervo, da cui anche «coppia». Qui vale la seconda cosa: due paludi accostate, che è il modo in cui la figura raddoppia il trigramma | Schuessler |
| 澤 | zé | la conca in cui l'acqua si raccoglie e non scorre via: l'acqua bassa, ferma, che si presta a essere attinta | |
| 朋 | péng | i compagni di pari grado; il grafo è la filza di conchiglie appaiate, e da lì il gruppo di chi sta alla pari | Schuessler |
| 友 | yǒu | l'amico: due mani rivolte nello stesso verso | |
| 講 | jiǎng | esporre parlando, mettere in chiaro discutendo; il grafo unisce la parola 言 all'idea dell'incastro di travi | |
| 習 | xí | ripetere l'esercizio; il grafo unisce 羽 «penne» e la ripetizione: il piccolo che riprova il volo |
Il testo è ambiguo su 君子
- il membro della casa nobiliare (senso Zhou, sociale)
- la persona compiuta (senso confuciano, etico)
Scelta: doppio binario: LIT sociale, PUB ricevuto — Il senso etico entra col Lunyu, da quattro a sei secoli dopo. Il doppio binario è l'unica soluzione che non fa mentire nessuno dei due strati.
Il testo è ambiguo su 麗澤
- due paludi accostate, che si toccano sul bordo
- una palude appesa all'altra, l'una che aderisce all'altra come il fuoco a ciò che brucia (il valore di 麗 al 30 離)
Scelta: l'accostamento in entrambi gli strati — 麗 porta i due valori insieme e il corpus li ha già distinti: al 30, al 35, al 38 e al 56 è l'aderire del fuoco al suo supporto, qui è la coppia. Decide la figura, che è un trigramma raddoppiato: due conche identiche, nessuna delle due appesa all'altra. Il valore di aderenza resta però attivo nella Grande Immagine, perché due paludi che si toccano si alimentano a vicenda, ed è esattamente ciò che il compito descrive.
Cosa chiede
Ti chiede da dove viene il piacere che stai dando o ricevendo, e la risposta non è un'introspezione: è un fatto che si può guardare. Quello che nasce dall'andare d'accordo e quello che poggia sulla fiducia il libro li dice propizi. Quello che qualcuno viene a offrirti, o che tu vai a offrire per essere accolto, lo dice avverso — e non per moralismo, perché l'ala imputa l'esito al posto occupato e non al carattere di chi lo occupa. Il compito attivo sta nella Grande Immagine, ed è concreto e modesto: mettere in chiaro parlando quello che hai imparato, davanti a chi ti sta alla pari, e riprenderlo da capo con loro. Il piacere che regge è quello che si costruisce a voce, non quello che si consuma.
Dove si sbaglia. Lo si prende per il segno leggero del libro, la pausa buona fra due prove. Ma il Tuanzhuan dice, senza abbassare la voce, che con la contentezza si porta un popolo a dimenticare la fatica e perfino a dimenticare di morire. Non è una lode: è la misura di una leva. E la riga al quinto posto chiude la questione. È la posizione più regolare della figura, piena, centrale, nella sede che le spetta, e proprio lì il testo segnala pericolo. Stare al posto giusto non protegge da dove metti la fiducia.
Nelle diverse aree
- Lavoro
- Guarda chi, fra te e l'altro, si è mosso per primo e da quale posto. Un rapporto dove si va d'accordo senza che nessuno debba cedere niente vale più di uno che qualcuno viene a costruire apposta.
- Relazioni
- Il segno distingue due piaceri che dall'esterno si somigliano: quello che nasce da un accordo e quello che qualcuno porta perché vuole essere accolto. Il primo non chiede nulla. Il secondo presenta il conto più tardi.
- Decisione
- È la scena del quarto posto: pesi, e non trovi requie. Il testo non ti dice quale piatto scegliere. Dice che la quiete arriva quando allontani ciò che ti logora, non quando finisci di calcolare.
- Interiorità
- Il segno mette il duro al centro e il cedevole in superficie. La parte morbida è quella di contatto, ed è da lì che il piacere passa: non è un difetto da correggere. Quello che non deve cedere sta più dentro, e non è la parte che si mostra.
Questo segno è uscito nella tua interrogazione?
La pagina spiega il segno in sé. Il consulto parte dal tuo quesito e dalle linee che il tiro ha mosso.
Interroga l'oracoloLe sei linee
Dal basso verso l'alto. Una linea si legge solo quando il tiro la indica mutevole.
prima linea初九
Testo
和兌吉。
Un piacere che sta in accordo con gli altri. È propizio.
lettura filologicaCompiacere in accordo. Fausto.
Glossa carattere per carattere
和 hé accordarsi, stare insieme senza stridere; il grafo porta il cereale e la bocca — l'accordo è prima di tutto commensale Schuessler 兌 duì il dare e il provare contentezza; qui retto da 和, che ne dice il modo 吉 fausto Piccola Immagine 小象
和兌之吉,行未疑也。
Il piacere in accordo è propizio: in quel modo di condursi non c'è ancora niente da sospettare.
lettura filologicaIl fausto del «compiacere in accordo»: nel suo andare non c'è ancora nulla di dubbio.
Glossa carattere per carattere
行 xíng il condursi, il modo di andare fra gli altri; non il tragitto compiuto 未 wèi non ancora: nega nel tempo, non nella sostanza 疑 yí esitare davanti a qualcosa, e da lì guardarla con sospetto La riga più bassa, e la più semplice: un piacere che sta in accordo con gli altri, senza che nessuno debba cedere niente. Il 爻辭 lo dice propizio e non aggiunge condizioni. La Piccola Immagine mette però una parola che vale la pena pesare — in quel modo di condursi non c'è ancora niente da sospettare. Ancora: è una parola che colloca nel tempo e non nella sostanza. Il sospetto non c'è, e l'ala precisa che non c'è per ora.
Quando muove. Muovendosi qui, la situazione ti trova in un rapporto ancora pulito, dove andare d'accordo non serve a niente e proprio per questo funziona. La riga non chiede di fare: chiede di riconoscere che adesso è così.
Attenzione. Nel 爻辭 non c'è nessun ammonimento: c'è un «non ancora» nell'ala. Vale come una data che nessuno ha scritto, non come un sospetto da avere oggi.
seconda linea九二
Testo
孚兌吉,悔亡。
Un piacere che poggia sulla fiducia. È propizio, e il rammarico si scioglie.
lettura filologicaCompiacere con fiducia. Fausto. Il rimorso si dissolve.
Glossa carattere per carattere
孚 fú fiducia, il credito che si dà e si riceve; nota la lettura 俘 «prigionieri di guerra» Kunst 悔亡 il rimorso si dissolve: presuppone che un rimorso ci fosse Il testo è ambiguo su 孚
- fiducia (lettura ricevuta)
- 俘 prigionieri di guerra (lettura filologica)
Scelta: fiducia su entrambi gli strati, con la lettura 俘 annotata — La lettura 俘 è quella che il lessico impone di segnalare a ogni occorrenza. Qui non è adottabile nemmeno per prova: 孚 regge 兌, e dei prigionieri non danno contentezza a nessuno. Vale anche per il nove al quinto posto, dove 孚 è invece retto da 于 e la lettura 俘 resta astrattamente possibile.
Piccola Immagine 小象
孚兌之吉,信志也。
Il piacere con fiducia è propizio: quello che uno ha in mente merita credito.
lettura filologicaIl fausto del «compiacere con fiducia»: si presta fede al proposito.
Glossa carattere per carattere
信 xìn dare fede, e insieme essere degno di fede: il verbo tiene i due versi 志 zhì ciò verso cui il cuore è teso, il proposito che qualcuno si porta dentro Gao Heng Il testo è ambiguo su 信志
- si presta fede al proposito (信 verbo, 志 oggetto)
- il proposito è degno di fede (信 predicato di 志)
Scelta: il primo nel LIT, il secondo lasciato aperto nel PUB con «merita credito» — Le due letture non si escludono e la seconda spiega la prima. La resa pubblica sceglie una formula che le regge entrambe, invece di risolvere una grammatica che il cinese lascia aperta.
Qui il piacere poggia su qualcosa, e quel qualcosa è la fiducia. La riga è piena e sta al centro della metà inferiore; il testo le dà due esiti favorevoli di fila, propizio e il rammarico che si scioglie. Un rammarico che si scioglie presuppone che ci fosse: qualcosa era andato storto, e il credito reciproco ha rimesso a posto il conto. L'ala indica dove sta quel credito: in quello che uno ha in mente, prima che in quello che dice.
Quando muove. Il movimento qui dice che il piacere in gioco è garantito da qualcos'altro, e che quel qualcos'altro regge. È il punto del segno in cui puoi permetterti di stare, invece di controllare. Se hai un conto rimasto aperto con qualcuno, questa è la riga in cui si chiude.
terza linea六三
Testo
來兌凶。
Il piacere che si viene a offrire. È avverso.
lettura filologicaVenire a compiacere. Infausto.
Glossa carattere per carattere
來 lái venire, muoversi verso chi parla; è il contrario di 往, e il movimento parte da chi viene 兌 duì il dare contentezza; qui è ciò a cui il venire serve 凶 infausto Il testo è ambiguo su 來兌
- qualcuno viene per dare contentezza a chi sta sopra o sotto di lui
- la contentezza viene verso chi consulta, cioè gli si fa incontro da fuori
Scelta: il primo nel LIT, il secondo dichiarato e tenuto vivo nel commentario — Il cinese non nomina il soggetto e le due direzioni sono entrambe sostenibili. La scelta ha un peso sull'attribuzione delle cause: la prima lettura mette il movimento in capo a chi lo compie, la seconda lo fa arrivare. La Piccola Immagine non aiuta a scegliere, perché imputa l'esito al posto occupato e non a una condotta; per questo il commentario tiene entrambe le direzioni e chiede di guardare chi si è mosso per primo.
Piccola Immagine 小象
來兌之凶,位不當也。
Il piacere offerto venendo è avverso: il posto occupato non è il suo.
lettura filologicaL'infausto del «venire a compiacere»: il posto non è quello che gli spetta.
Glossa carattere per carattere
位 wèi il posto nella figura, e per estensione il rango che vi corrisponde 當 dāng corrispondere, combaciare con ciò che tocca; 不當 è qui la linea cedevole in una sede dispari, che ne chiederebbe una salda Qualcuno viene per far piacere, e il libro dà l'esito peggiore che ha in repertorio. La condanna non cade sulla contentezza, e nemmeno sulla sincerità di chi la porta. La Piccola Immagine dice una cosa sola e tecnica, e da lì fa discendere tutto: il posto occupato non è il suo, una riga cedevole in una sede che ne chiederebbe una salda. Il 爻辭 aggiunge la direzione, 來, il venire verso: la scena è quella di chi si avvicina per dare contentezza. Ma l'ala non dice che abbia lasciato una sede; dice che quella in cui sta non gli compete.
Quando muove. Se si muove questa, la scena è un avvicinamento fatto per piacere a qualcuno: tuo verso una persona, o di una persona verso di te. Il cinese non dice da che parte, e la riga chiede appunto quello — guardare chi si è mosso per primo, e da quale posto si è mosso.
Attenzione. Il segnale non è la malafede. È che l'offerta arriva da un posto che non è quello di chi la fa: guarda la posizione, prima dell'intenzione.
quarta linea九四
Testo
商兌未寧,介疾有喜。
Pesi il piacere e non trovi requie. Tieni a distanza il male, e ci sarà di che rallegrarsi.
lettura filologicaSoppesare il compiacere: non ancora quiete. Tenersi separato dal male: c'è letizia.
Glossa carattere per carattere
商 shāng mettere due cose sui piatti della bilancia, discutere il prezzo; da lì il trattare e il deliberare Schuessler 寧 níng la quiete della casa in ordine; il grafo mostra un vaso sotto un tetto 介 jiè stare fra due cose e tenerle separate, e da lì il corpo protetto dalle lamelle della corazza: chi è compatto, non scalfibile. Nelle formule augurali delle Odi vale invece 大 «grande» Schuessler 疾 jí il male del corpo, la malattia; il grafo porta la freccia che colpisce l'uomo 有喜 c'è letizia; nelle iscrizioni oracolari 有喜 vale spesso la guarigione ottenuta, quindi un esito lieto concreto Kunst Il testo è ambiguo su 介疾
- tenere separato da sé il male (介 = 隔, separare)
- farsi corazza contro il male (介 = la corazza a lamelle)
- un male grande (介 = 大, come in 介福 al sei al secondo posto del 35 晉)
Scelta: le prime due, che convergono, su entrambi gli strati; la terza dichiarata — Il corpus ha già glossato 介 nei due modi: al 16 豫 è chi è compatto e non scalfibile, al 35 晉 è 大 nella formula augurale. Qui decide la coppia con 有喜: se 介疾 fosse «un male grande», la letizia sarebbe la guarigione da una malattia grave, ed è lettura sostenibile ma lascia la riga senza rapporto con la sua prima metà. Con 介 «tenere a distanza» le due metà si tengono: si smette di pesare, si separa da sé ciò che nuoce, e la quiete arriva. La terza lettura resta qui perché è quella che tira il segno verso la scena di malattia del 25 无妄 e del 41 損, dove 有喜 ha lo stesso valore.
Piccola Immagine 小象
九四之喜,有慶也。
Quello che rallegra il nove al quarto posto: ne viene un bene da festeggiare.
lettura filologicaLa letizia del nove al quarto posto: c'è ricompensa.
Glossa carattere per carattere
慶 qìng il dono che si porta per congratularsi — nel grafo la pelle di cervo — e da lì il bene che arriva e si divide. È più della contentezza di 喜 L'unica riga del segno in cui qualcuno pensa. Il verbo è quello di chi discute un prezzo: metti il piacere sul piatto della bilancia, e non trovi requie. Poi il testo cambia scena di colpo e parla di un male tenuto a distanza, e di una buona notizia che ne viene. Le due metà si tengono: finché pesi non hai pace, e la pace arriva quando separi da te ciò che ti fa danno.
Quando muove. Il movimento qui è un'oscillazione che dura da un po': due offerte, due lealtà, due modi di stare con qualcuno. La riga non ti dice quale prendere. Dice che l'inquietudine finisce quando smetti di soppesare e cominci a tenere lontano ciò che ti logora.
Attenzione. Pesare all'infinito è già una risposta, e intanto il male resta dentro il perimetro. Il testo mette la quiete dopo la separazione, non dopo il calcolo.
quinta linea九五
Testo
孚于剝,有厲。
La fiducia va a chi ti toglie a strati, un poco per volta. C'è pericolo.
lettura filologicaFiducia riposta in ciò che scortica. C'è rischio.
Glossa carattere per carattere
孚 fú fiducia, il credito che si dà; nota la lettura 俘 «prigionieri» Kunst 于 yú verso, presso: introduce il termine a cui la fiducia si rivolge 剝 bō staccare con la lama ciò che sta sopra: la pelle dall'animale, la scorza dal tronco. Il grafo porta il coltello 刀; l'azione procede per strati, non per rottura. È il nome del segno 23 Schuessler 厲 lì rischio Il testo è ambiguo su 孚于剝
- la fiducia è riposta in ciò che scortica, cioè in chi toglie a strati
- la fiducia stessa viene scorticata via, assottigliata
- 剝 come luogo, con 孚 letto 俘: i prigionieri presi a Bo
Scelta: la prima su entrambi gli strati, la seconda tenuta viva nel commentario — 剝 è nel Zhouyi prima di tutto il nome dell'operazione che dà il titolo al segno 23, e 于 dopo 孚 introduce normalmente il termine verso cui la fiducia va: la prima lettura è la più economica. La seconda non richiede altra grammatica e descrive lo stesso processo dall'altro capo — chi è scorticato è il credito che uno ha dato — e per questo il commentario non la scarta. La terza è possibile solo importando la lettura 俘 e un toponimo che il testo non attesta: si registra e non si adotta, come chiede la regola sui prestiti.
Piccola Immagine 小象
孚于剝,位正當也。
La fiducia data a chi scortica: eppure il posto occupato è esattamente il suo.
lettura filologica«Fiducia riposta in ciò che scortica»: il posto è diritto e gli spetta.
Glossa carattere per carattere
正 zhèng diritto, in asse: della linea si dice così quando la sua natura combacia col posto che tiene 當 dāng corrispondere, essere al proprio riscontro Il testo è ambiguo su 位正當也
- la clausola giustifica la riga: il posto è giusto, quindi il rischio è sostenibile
- la clausola constata soltanto la posizione e lascia intatto il rischio dichiarato dal 爻辭
Scelta: la seconda, resa nel PUB con un avversativo — L'ala non nomina il rischio e non lo scioglie: dice una proprietà della figura, che una linea piena al quinto posto sta dove deve. Farne una rassicurazione è aggiungere al testo; renderla come constatazione lascia in piedi la sola cosa che il segno dice qui, cioè che la sede giusta non protegge da dove uno mette la fiducia. Il PUB segnala la tensione con «eppure», che è punteggiatura nostra e non lettura nuova.
La riga più regolare della figura: piena, centrale, nella sede che le spetta, e l'ala lo conferma senza dire una parola sul pericolo. Eppure il testo dice che la fiducia è riposta in ciò che scortica, nel segno che stacca a strati, un poco per volta, come si toglie la scorza da un tronco. Non un tradimento improvviso, un'erosione. E il libro nomina il pericolo senza dire che finisce male.
Quando muove. Qui il movimento riguarda dove hai messo la fiducia, non se avevi ragione di metterla. La riga ti suppone al tuo posto, e al posto giusto: proprio per questo non ti accorgi che qualcosa si assottiglia. Il testo nomina il rischio e si ferma lì: non dice come va a finire.
Attenzione. Essere al posto giusto non è una protezione. La cosa da guardare non è chi ti si oppone: è ciò che, con il tuo consenso, ti toglie un poco alla volta.
sesta linea上六
Testo
引兌。
Tiri a te il piacere: lo fai durare, e ci tiri dentro altri.
lettura filologicaTirare [a sé] il compiacere.
Glossa carattere per carattere
引 yǐn tendere l'arco tirando la corda verso di sé: il grafo è 弓 con il tratto della corda. Da lì condurre tirando, far entrare in fila, e per estensione tirare in lungo Schuessler 兌 duì il dare e il provare contentezza; qui è ciò che viene tirato Il testo è ambiguo su 引兌
- tirare a sé la contentezza, prolungarla
- tirare dentro altri, condurli in fila verso la contentezza
Scelta: entrambe, tenute insieme nel PUB — 引 al sei al secondo posto del 45 萃 è già stato reso «tirare dentro», e il corpus lo tiene. Qui il complemento non è una persona ma il nome stesso del segno, e le due direzioni del verbo — a sé e verso di sé gli altri — restano tutte e due leggibili, insieme al valore di prolungamento che 引 porta con sé. Il PUB le tiene tutte e tre. La riga non porta alcun prognostico e la Piccola Immagine si limita a dire che la cosa non è ancora venuta alla luce: scegliere una sola direzione significherebbe dare un verdetto dove il libro non lo dà.
Piccola Immagine 小象
上六引兌,未光也。
Il sei in cima tira a sé il piacere: la cosa non è ancora venuta alla luce.
lettura filologica«Il sei in cima tira a sé il compiacere»: non c'è ancora luce.
Glossa carattere per carattere
未 wèi non ancora: nega nel tempo, non nella sostanza 光 guāng la luce che si irradia da un punto, e quindi l'ampiezza di ciò che raggiunge; vicino a 廣 «esteso» Schuessler Due caratteri, e nessun verdetto: qui il libro non dice propizio e non dice avverso, e sono pochissime le righe in cui si ferma così. Il verbo è quello dell'arco che si tende tirando la corda verso di sé: si tira a sé il piacere, lo si fa durare, si tira dentro qualcun altro. La Piccola Immagine aggiunge soltanto che la cosa non è ancora venuta alla luce.
Quando muove. Muovendosi in cima, la riga descrive qualcosa che si prolunga e non si dichiara. Non c'è un disastro da temere e non c'è un premio da aspettare: c'è una situazione che continua senza venire alla luce. Il libro si astiene dal giudizio, e vale la pena imitarlo per un poco.
Attenzione. Ciò che non viene alla luce non è ancora un errore. Ma far durare senza dichiarare è già una scelta, e a un certo punto sarà l'unica che risulta presa.
I commentari antichi
Tuanzhuan 彖傳
兌,說也。剛中而柔外,說以利貞,是以順乎天而應乎人。說以先民,民忘其勞;說以犯難,民忘其死。說之大,民勸矣哉!
Il Piacere è la contentezza. Ciò che è duro sta al centro, ciò che cede sta fuori: si dà contentezza, e conviene tenere fermo. Così si va nel verso del cielo e si risponde a ciò che gli uomini chiedono. Chi va davanti alla gente dandole contentezza le fa dimenticare la fatica; chi la porta dentro il passaggio duro dandole contentezza le fa dimenticare perfino la morte. Tanto grande è questa cosa: la gente ci si mette d'impegno.
兌 è il piacere. Il duro sta al centro e il cedevole all'esterno: si dà piacere attenendosi a ciò per cui giova divinare, e per questo ci si conforma al cielo e si risponde agli uomini. Si dà piacere andando davanti al popolo, e il popolo dimentica la propria fatica; si dà piacere andando incontro a ciò che è arduo, e il popolo dimentica la propria morte. Grande è il piacere: il popolo vi si mette d'impegno.
Glossa carattere per carattere
| 說 | yuè | qui letto yuè, cioè 悅: la contentezza che si prova e che si dà. Lo stesso grafo vale shuō «dire», e la parentela non è casuale — è la glossa che il trattato dà al nome del segno | Schuessler |
| 剛 | gāng | duro come il metallo temprato, che non si piega; qui le due righe piene al secondo e al quinto posto | |
| 柔 | róu | flessibile, che cede senza rompersi; qui le due righe spezzate al terzo posto e in cima, cioè in superficie | |
| 先 | xiān | andare davanti, mettersi in testa alla fila: 先民 è precedere il popolo, non comandarlo da fermo | |
| 勞 | láo | la fatica del lavoro imposto, la corvée | |
| 犯 | fàn | urtare contro, andare addosso a ciò che si dovrebbe evitare | |
| 難 | nàn | il passaggio arduo, ciò che è difficile da attraversare | |
| 勸 | quàn | esortare, e da lì l'impegnarsi di chi è stato esortato: il popolo non è consolato, è messo al lavoro | Gao Heng |
Il testo è ambiguo su 說
- yuè, «contentezza» (悅): la glossa che il trattato dà a 兌
- shuō, «dire, esporre»: il valore corrente del grafo
Scelta: yuè su entrambi gli strati, con la parentela con «dire» tenuta viva — Il carattere è uno solo e le due parole sono la stessa famiglia. Il trattato lo usa come glossa di 兌 e la lettura yuè è obbligata dalla sintassi (兌,說也). Ma il segno mette la bocca al centro anche altrove — la Grande Immagine manda a discutere con gli amici — e il commentario tiene aperta la parentela invece di cancellarla.
Il testo è ambiguo su 說以先民
- si dà contentezza e con questo si precede il popolo (il piacere è il mezzo del comando)
- si precede il popolo con contentezza propria, cioè di buon grado
Scelta: la prima su entrambi gli strati — La seconda lettura addolcisce il passo e lo rende un elogio del buon umore di chi guida. La struttura parallela con 說以犯難 la esclude: là 說 è chiaramente ciò con cui si porta la gente dentro il pericolo, e il risultato dichiarato è che dimentica di morire. Il trattato descrive uno strumento di governo, e il commentario non lo attenua.
Xugua 序卦
入而後說之,故受之以《兌》。《兌》者,說也。
Prima si entra dentro le cose; e una volta dentro, se ne prova piacere. Per questo dopo viene il Piacere.
Si entra, e dopo essere entrati se ne prova piacere: perciò si riceve con 兌. 兌 è il piacere.
Glossa carattere per carattere
| 入 | rù | entrare, penetrare fino a dentro: è il valore con cui il libro glossa il segno che precede, il 57 巽 | |
| 說 | yuè | la contentezza; il trattato ripete qui la glossa del 彖 |
Zagua 雜卦
《兌》見而《巽》伏也。
Il Piacere sta allo scoperto; il Chinarsi, che gli fa coppia, si tiene acquattato.
兌 si mostra e 巽 sta acquattato.
Glossa carattere per carattere
| 見 | xiàn | qui letto xiàn, «mostrarsi, venire allo scoperto»: lo impone il contrasto con 伏 | Kunst |
| 伏 | fú | stare acquattati, tenersi bassi e non farsi vedere; il grafo è il cane accanto all'uomo, appiattito |
Il testo è ambiguo su 見
- jiàn, «vedere, essere veduto»
- xiàn, «apparire, mostrarsi»
Scelta: xiàn, registrata nel §G del lessico — Il trattato costruisce la voce per coppie di opposti e il termine opposto è 伏, «stare acquattato»: il contrario di nascondersi è mostrarsi, non vedere. È il tipo di decisione che il registro delle occorrenze di 見 esiste per conservare.
Segni collegati
Provenienza del testo
- Fonte cinese:
- 易學網 (https://www.eee-learning.com/book/eee58). Il testo è confrontato carattere per carattere con la fonte.
- Collazionato con:
- 易學網 (eee-learning.com); ctext.org — 序卦傳, 雜卦傳
- Apparato:
- Kunst, The Original Yijing (1985); Shaughnessy, The Origin and Early Development of the Zhou Changes (Brill 2022, OA); Gao Heng, Zhouyi gujing jinzhu; Schuessler, ABC Etymological Dictionary of Old Chinese