Vai al contenuto
La Breccia: linea 1 yang, linea 2 yang, linea 3 yang, linea 4 yang, linea 5 yang, linea 6 yin, dal basso verso l'alto.

Esagramma 43 · La Breccia

夬 · Guài · Lo Squarcio

Cielo sotto, Palude sopra

Il segno

Cinque linee piene salgono, e in cima ne resta una sola che cede. È il momento in cui una cosa va tolta di mezzo, e quale sia la figura lo dice senza che tu debba indovinarlo: è l'unica rimasta, ed è esposta in cima sopra tutte le altre. Il testo non ti arma: ti manda in mezzo alla gente. La faccenda si porta nel cortile del re, l'annuncio parte dalle tue mura, e alle armi non conviene arrivare. Qui rompere è un atto pubblico, non un colpo.

L'acqua raccolta è salita sopra il cielo. Non è pioggia in arrivo: è una palude intera, ferma e pesante, che sta sopra la cosa che dovrebbe starle sopra. Un invaso vuole una conca e qui sotto non c'è nessuna conca, c'è il vuoto aperto: nessuno la tiene lì a lungo. Finché regge non si vede niente, e la pressione intanto si accumula tutta contro il punto più debole. Poi quel punto va, e non gocciola — si apre in un solo posto, e tutta l'acqua che il cielo portava passa di lì, per un varco più piccolo di quello che lascia andare. Dentro il capitolo la stessa immagine torna rimpicciolita fino al gesto domestico: un'erba grassa che si taglia con un colpo, e ricresce, e si taglia ancora.

Perché questo nome

夬 raffigura una mano che porta l'anello d'arciere, il cerchio infilato al pollice che trattiene la corda e poi la libera di scatto. Da quel grafo discendono 決, l'argine che si apre e lascia passare l'acqua, e 缺, il vuoto che resta dove qualcosa è stato staccato: il campo semantico è un unico gesto, tenere e poi lasciare andare di netto. Il 彖 di questo stesso segno lo glossa senza lasciare margine — 夬,決也 — e il 大象 gli mette accanto l'immagine che decide il titolo: una distesa d'acqua che sta sopra il cielo e non può restarci. «La Breccia» nomina il punto in cui quell'acqua passa, che è concreto e sta in una pagina; le rese correnti nominano la qualità di chi decide, cioè l'interpretazione. Nessun vincolo di coppia (§H): 夬 non condivide caratteri con il nome di nessun altro segno, e il 44 姤, che il 序卦 gli lega, porta un carattere diverso. La resa concreta del gesto — recidere, tagliare netto — non sale nel titolo perché il segno non parla solo del taglio ma anche di ciò che il taglio apre: scende nel corpo del capitolo, dove 夬 è verbo.

Noto anche come: La Risolutezza, Lo Straripamento, Lo Sfondamento, La Decisione, Break-through.

Come si legge

Cielo: linea 1 yang, linea 2 yang, linea 3 yang, dal basso verso l'alto.Trigramma inferioreCielo · 乾
Palude: linea 1 yang, linea 2 yang, linea 3 yin, dal basso verso l'alto.Trigramma superiorePalude · 兌

Sotto sta il cielo, sopra l'acqua ferma: spinta compatta e peso che si accumula. Cinque linee dure, una sola cedevole in cima, seduta sopra tutte. Il commento antico lo dice in quattro parole, quella linea cavalca cinque duri, e la figura sembra di forza schiacciante: il duro cresce dal basso. Ma il posto che decide non è il sesto, è il quinto, e proprio lì il commento trattiene la lode — il centro non si è ancora illuminato. Le due posizioni peggiori sono in mezzo: la terza porta la forza in faccia, la quarta non riesce a stare seduta e cammina a strappi. Nessuna delle sei descrive un trionfo.

Il responso

Giudizio 卦辭

夬,揚于王庭,孚號有厲。告自邑,不利即戎,利有攸往。

La Breccia. La cosa si leva in alto nella corte del re, davanti a tutti. Fiducia, e insieme il grido: c'è pericolo. L'annuncio parte dalle tue mura. Non conviene venire alle armi. Conviene muoversi.

lettura filologica

Rottura. Levato in alto nella corte del re. Fiducia, e il grido a voce spiegata: rischio. Si dà l'annuncio dalla propria città. Non giova accostarsi alle armi. Giova avere dove andare.

Glossa carattere per carattere
夬guàirompere aprendo un varco, staccare di netto; il grafo è la mano con l'anello d'arciere che libera la corda. Il 彖 lo scioglie con 決, l'argine che cedeSchuessler
揚yánglevare in alto, far salire; è il verbo con cui si getta il grano al vento per separarlo dalla pula — da lì «rendere pubblico»Kunst
庭tíngil cortile della reggia, lo spazio aperto davanti alla sala dove si sta in piedi al cospetto del re: un luogo con testimoni, non una stanza chiusa
孚fúfiducia; il carattere vale anche 俘, i prigionieri presi in campagnaKunst
號háogridare a voce spiegata; qui il grido che dà l'allarme, non il chiamare per nome
厲lìil rischio, il punto in cui la cosa può tagliare; nel lessico oracolare un pericolo dichiarato, non un esito
告gàoannunciare formalmente, anche agli antenati; è un atto con una forma, non una comunicazione qualsiasi
自zìda, a partire da: marca l'origine del movimento
邑yìl'abitato cinto di mura con la sua gente; qui il proprio, la sede da cui si risponde
即jíaccostarsi, farsi presso a qualcosa; il grafo è la persona inginocchiata accanto al vaso del cibo. Non «attaccare»: andarci vicinoSchuessler
戎róngle armi, e per metonimia gli uomini in armi; il grafo unisce l'arma d'asta e la protezione
Il testo è ambiguo su 揚于王庭
  • si porta la cosa in alto nel cortile del re: denuncia pubblica, soggetto umano taciuto
  • il cedevole si leva in alto nella corte: la sesta linea che sta ancora sopra tutte, come legge il 彖 con 柔乘五剛

Scelta: il gesto pubblico, con soggetto e oggetto lasciati aperti nel LIT — Il cinese non ha né soggetto né oggetto: qualunque resa che li nomini decide al posto del testo. Il LIT tiene il participio senza appoggio, il PUB introduce «la cosa» che è il minimo per stare in piedi in italiano. La seconda lettura non è un'alternativa remota, è quella che il 彖 costruisce due righe dopo, e per questo va registrata: il capitolo si può leggere per intero come la descrizione di ciò che è ancora esposto in cima.

Il testo è ambiguo su 孚
  • fiducia (lettura ricevuta)
  • 俘 i prigionieri di guerra (lettura filologica)

Scelta: fiducia su entrambi gli strati, con nota — La lettura 俘 darebbe qui una scena coerente e concreta — i prigionieri gridano, e c'è pericolo — e in un capitolo che nomina le armi due righe dopo non è affatto peregrina. Ma il prestito, per §I, si adotta solo dove l'apparato lo attesta su quel luogo, non dove renderebbe la scena più vivida. Resta il carattere scritto, e il fatto si registra qui.

Il testo è ambiguo su 告自邑
  • l'annuncio parte dalla propria città: 自 marca l'origine
  • si dà l'annuncio alla propria città: 自 letto come destinazione, per contrasto con l'andare in campagna militare

Scelta: l'origine, su entrambi gli strati — 自 in cinese antico marca la provenienza e non la destinazione, e il 11 泰 上六 porta la stessa scena con l'ordine invertito, 自邑告命. La seconda lettura sopravvive perché il senso complessivo non cambia di molto — in entrambe la faccenda resta dentro le proprie mura invece di uscire in armi — ma la grammatica non la sostiene, e la differenza tocca il commentario: dire da dove parte una cosa non è dire a chi è rivolta.

Grande Immagine 大象

澤上于天,夬。君子以施祿及下,居德則忌。

L'acqua raccolta è salita sopra il cielo: è la Breccia. Chi vale, guardandola, fa scendere la paga fino a chi gli sta sotto; e tenersi stretta la propria forza è proibito.

lettura filologica

La palude si leva sopra il cielo: rottura. Il signore, da questo, spande gli emolumenti fino a quelli che stanno sotto; trattenere presso di sé la propria potenza, questo è interdetto.

Glossa carattere per carattere
澤zél'acqua bassa raccolta in una conca: palude, stagno, invaso — non il corso d'acqua che scorre. È il trigramma 兌, qui in alto
上shàngqui verbo: stare al di sopra, essersi levato sopra. Non la posizione statica ma il fatto anomalo che ne discende
施shīspandere, distribuire facendo arrivare lontano; il grafo porta l'insegna che si dispiega al vento
祿lùl'emolumento assegnato dal sovrano, misurato in grano: la razione, la paga di chi serve. Cosa materiale e dovuta, non un favoreSchuessler
及jíarrivare fino a, raggiungere chi sta davanti; il grafo è una mano che tocca la schiena di chi precede
居jūstare fermo in un luogo, dimorare; con un oggetto, tenerlo presso di sé senza farlo circolare
德déla potenza efficace che qualcuno possiede, prima che il termine si moralizzi in «virtù»Schuessler
忌jìl'interdetto, ciò da cui ci si tiene alla larga per prescrizione; il carattere porta il cuore ed è la parola dei divieti rituali e dei nomi tabùGao Heng
Il testo è ambiguo su 居德則忌
  • trattenere per sé la propria potenza: questo è ciò da cui ci si tiene alla larga
  • dimorare nella potenza, e allora stare in guardia: 居德 come stato buono e 忌 come cautela

Scelta: la prima, su entrambi gli strati — La clausola sta in coppia con quella che la precede, e la coppia è costruita per contrasto: 施 manda fuori, 居 tiene fermo. Leggere 居德 come stato positivo spezza il parallelo e lascia 則忌 sospeso su niente. La scelta è sostenuta dall'immagine dello stesso 大象: un'acqua accumulata dove non può reggersi è esattamente ciò che accade a chi accumula e non distribuisce. Il senso di 忌 come prescrizione rituale, e non come generica prudenza, è ciò che dà alla frase la sua durezza.

Cosa chiede

Di dire la cosa dove si vede. Il cortile del re è uno spazio aperto, non una stanza: ciò che si porta lì non si può più ritirare. Poi chiede di cominciare da casa tua — l'annuncio parte dalle tue mura, cioè da dove sei responsabile — e di non lasciare che la faccenda diventi una spedizione. Il testo separa due gesti che si somigliano: recidere e assalire. Il primo lo nomina tre volte, il secondo lo esclude nel giudizio. E chiede di non trattenere quello che ti arriva: la Grande Immagine manda la paga verso chi sta sotto, e sull'accumulo non mette un consiglio, mette un divieto.

Dove si sbaglia. Si legge come il permesso di attaccare, ed è il contrario. Il giudizio dice che non conviene venire alle armi; la prima linea aggiunge che muoverti senza essere in grado di reggere lo scontro è precisamente ciò che ti verrà rimproverato, e il piccolo commento rovescia l'ordine delle parole per non lasciare scampo: la colpa non è perdere, è partire. L'altro errore è credere che il taglio debba essere grande. Qui si recide un'erbaccia, si porta un annuncio, si grida di notte a chi dorme.

Nelle diverse aree

Lavoro
Una situazione che va chiusa, e lo sanno tutti. Mettila nero su bianco e falla circolare prima di agire: la parte difficile non è decidere, è rendere la decisione pubblica e non ritrattabile.
Relazioni
C'è qualcosa da dire in chiaro, e il luogo in cui lo dici pesa quanto le parole. La stizza della terza linea è vera e passeggera: bagnarsi non è perdere.
Decisione
Il taglio si fa alla luce, e si rifà. Il segno non premia il colpo unico e definitivo, né la manovra condotta di nascosto: premia la decisione detta dove non la puoi più ritirare, e ripetuta ogni volta che l'erba rispunta.
Interiorità
Finché ti resta un grido, sei ancora dentro la faccenda. Il pericolo non è l'allarme che suona: è il momento in cui smetti di darlo e chiami calma la resa.

Questo segno è uscito nella tua interrogazione?

La pagina spiega il segno in sé. Il consulto parte dal tuo quesito e dalle linee che il tiro ha mosso.

Interroga l'oracolo

Le sei linee

Dal basso verso l'alto. Una linea si legge solo quando il tiro la indica mutevole.

  1. prima linea初九

    Testo

    壯于前趾,往不勝為咎。

    La forza sta tutta nel piede che spinge avanti. Muoverti senza essere in grado di reggere lo scontro: è questo che ti verrà rimproverato.

    lettura filologica

    Robustezza nell'alluce proteso in avanti. Andare senza prevalere: ne viene addebito.

    Glossa carattere per carattere
    壯zhuàngrobusto, nel pieno del vigore; con 于 e una parte del corpo forma la costruzione che il libro usa per dire dove la forza si è concentrata, come nel 34 大壯Gao Heng
    前qiándavanti; qui la parte protesa in avanti, quella che tocca il terreno per prima
    趾zhǐil dito del piede, l'alluce: nel Zhouyi la parte più bassa e più mobile del corpo, la prima a muoversi
    勝shèngreggere un carico, essere all'altezza di un peso; da qui, e solo dopo, prevalere in uno scontroSchuessler
    為wéifare, e in questa posizione «risultare in, diventare»
    咎jiùl'addebito e la sventura che ne deriva: ciò che l'oracolo mette a carico di qualcunoKunst
    Il testo è ambiguo su 往不勝為咎
    • andare senza prevalere è ciò che costituisce l'addebito: la colpa sta nel partire
    • se si va e non si prevale, allora ne viene addebito: la colpa sta nell'esito

    Scelta: la prima, e il 小象 la impone — Il piccolo commento rovescia l'ordine delle parole — 不勝而往,咎也 — mettendo l'incapacità prima del movimento e legando 咎 al movimento. Non è una parafrasi: è una disambiguazione, e viene dall'interno del libro. La differenza è tutta pratica: nella seconda lettura basta vincere per essere a posto, nella prima no.

    Piccola Immagine 小象

    不勝而往,咎也。

    Non sei in grado di reggere lo scontro e parti lo stesso: ecco cosa ti si rimprovera.

    lettura filologica

    Non prevalere, e andare lo stesso: addebito.

    Glossa carattere per carattere
    而érparticella di legatura; qui con valore avversativo, «e tuttavia»

    La forza sta tutta nel piede che spinge avanti: la parte più bassa del corpo e la più mobile, quella che parte prima che la testa abbia finito di contare. Il testo non ti dice che perderai. Dice che muoverti senza essere in grado di reggere lo scontro è ciò che ti verrà rimproverato, e il piccolo commento gira la frase al contrario per esserne sicuro: non prevalere, e andare lo stesso. L'addebito sta nella partenza.

    Quando muove. Il movimento qui è l'anticipo. La linea si accende quando la spinta è già nel piede e il conto delle forze non è stato fatto. Chiede una cosa sola, prima di ogni altra: pesare se puoi reggere il carico. Il verbo che il testo usa vuol dire proprio reggere un peso, e solo dopo vincere.

    Attenzione. Il piede si muove per primo, e ha sempre una buona ragione. Se ti accorgi che stai già camminando mentre stai ancora valutando, la riga sta descrivendo te.

  2. seconda linea九二

    Testo

    惕號,莫夜有戎,勿恤。

    Resta vigile e leva il grido. Nella sera e nella notte arrivano uomini in armi: non stare in pena.

    lettura filologica

    All'erta, e il grido. Sul calare del giorno [莫, scritto così, per 暮] e nella notte ci sono uomini in armi. Non affliggerti.

    Glossa carattere per carattere
    惕tìstare all'erta, con la connotazione di apprensione — non la semplice attenzioneKunst
    號háogridare a voce spiegata; nella riga è il grido che passa l'allarme a chi non ha ancora visto
    莫mùil grafo originario del sole che cala dentro l'erba: la sera. È il carattere da cui si è poi staccato 暮, che ne è la forma differenziata e tardaSchuessler
    夜yèla notte, il tempo in cui la sorveglianza costa di più e vale di più
    勿恤wù xùnon affliggersi; 恤 è l'angustia che si prova per qualcuno o per qualcosa, con il cuore nel grafo
    Il testo è ambiguo su 莫
    • 莫 nel valore differenziato 暮 «sera»
    • 莫 nel valore corrente di negazione, «non»

    Scelta: la sera su entrambi gli strati; il LIT tiene il carattere scritto e annota — Prestito attestato e non congetturato su questo passo: 莫 è il grafo originario di 暮 e in tutta la prosa arcaica vale la sera. Il valore negativo darebbe una frase senza costrutto davanti a 夜. Si applica §I: il PUB segue il prestito, il LIT tiene il carattere scritto con la nota.

    Il testo è ambiguo su 惕號
    • due imperativi affiancati: sta' all'erta, e grida
    • un sintagma solo: il grido dell'allarme, gridare con apprensione

    Scelta: due gesti affiancati, resi in asindeto — La punteggiatura è nostra (§J) e qui decide: legando i due caratteri si ottiene un grido spaventato, separandoli si ottengono una veglia e un segnale. Il capitolo tiene insieme tre occorrenze di 號 — il grido del giudizio, questo, e la sua assenza in cima — e in tutte e tre il grido è un atto rivolto ad altri, non uno stato d'animo. Si separa, e l'alternativa resta qui.

    Piccola Immagine 小象

    有戎勿恤,得中道也。

    Arrivano uomini in armi e non stai in pena: hai preso la via mediana.

    lettura filologica

    «Ci sono uomini in armi, non affliggerti»: ha ottenuto la via di mezzo.

    Glossa carattere per carattere
    中道zhōng dàola via di mezzo; qui la posizione centrale del trigramma inferiore letta come misura, la stessa cosa che altrove il libro chiama 中行

    All'erta, e il grido. Poi la sera, la notte, uomini in armi che arrivano. E in chiusura la frase che non ti aspetti: non stare in pena. Le due cose reggono insieme perché non sono la stessa — la vigilanza è un lavoro, l'angoscia è un'altra faccenda. Il piccolo commento spiega da dove viene la calma: hai preso la via mediana, e la via mediana tiene anche di notte. È l'unica riga del capitolo che ti toglie un peso invece di aggiungerlo.

    Quando muove. Si muove quando l'allarme è reale e la reazione rischia di fare più danno dell'allarme. Segnala che il presidio funziona: hai sentito, hai avvisato, il resto è mestiere. Quello che chiede è di non aggiungere paura alla veglia, perché la veglia da sola sta reggendo.

  3. terza linea九三

    Testo

    壯于頄,有凶。君子夬夬,獨行遇雨,若濡有慍,无咎。

    La forza è salita agli zigomi: c'è dell'avverso. Chi vale taglia netto, e torna a tagliare. Cammina da solo e prende la pioggia: si bagna, e la stizza sale. Niente da rimproverarti.

    lettura filologica

    Robustezza negli zigomi: c'è infausto. Il signore recide, e recide ancora. Va solo e incontra la pioggia: come inzuppato, c'è stizza. Nessun addebito.

    Glossa carattere per carattere
    頄qiúl'osso della guancia, lo zigomo: la parte del viso che si tende quando si serrano i denti, e la prima che gli altri leggonoGao Heng
    夬夬guài guàiraddoppiamento intensivo del nome stesso del segno, come 乾乾 nel 乾: essere tutto nell'atto di recidere, e ripeterloGao Heng
    獨dúda solo, senza compagnia; lo stesso avverbio che il 24 復 usa per il ritorno solitario
    遇yùimbattersi in qualcosa senza averlo cercato; è il verbo con cui il 雜卦 scioglie il segno 44, che segue questoSchuessler
    若ruòparticella con valore di «come»: attenua e descrive uno stato, come nel 乾 九三Baxter-Sagart 2014
    濡rúinzupparsi, prendere acqua per immersione: non essere spruzzati ma restare dentro il bagnato finché imbeve
    慍yùnla stizza trattenuta, il rancore che non esplode; il grafo porta il cuore sotto coperchioSchuessler
    Il testo è ambiguo su 若濡有慍
    • chi cammina si bagna e ne prova stizza
    • chi cammina si bagna, e sono gli altri a stizzirsi di lui
    • 若 come condizionale: se si bagna, allora c'è stizza

    Scelta: la prima, con 若 nel valore descrittivo — Il cinese non nomina chi si stizzisce, e le tre letture stanno tutte in piedi. Si sceglie la prima perché il soggetto della sequenza — recide, va solo, incontra la pioggia — non cambia mai, e cambiarlo proprio all'ultima clausola richiederebbe un segnale che il testo non dà. La seconda lettura ha però un appoggio nella scena: chi taglia da solo si fa nemici, ed è il tema della riga. Resta qui, non nella traduzione.

    Il testo è ambiguo su 君子
    • il membro della casa nobiliare (senso Zhou, sociale)
    • la persona compiuta (senso confuciano, etico)

    Scelta: doppio binario: LIT sociale, PUB ricevuto — Regola generale §B. Qui la stratificazione pesa più del solito, perché la riga mette il 君子 in mezzo a una scena di forza fisica e di malumore: nello strato Zhou è un signore che decide da solo e si bagna, non un modello morale che sopporta.

    Piccola Immagine 小象

    君子夬夬,終无咎也。

    Chi vale taglia netto e torna a tagliare: alla fine non c'è nulla da rimproverargli.

    lettura filologica

    «Il signore recide, e recide ancora»: alla fine nessun addebito.

    Glossa carattere per carattere
    終zhōngalla fine, a conclusione del percorso: qui a distanza, non subito

    La forza è salita agli zigomi. Si vede in faccia, e la faccia la leggono tutti: lì il testo mette un presagio avverso, e poi lo lascia convivere fino in fondo con un «niente da rimproverarti». Il capitolo dice due volte che qualcosa va male, qui e in cima, e solo qui l'avverso ha accanto qualcosa che lo compensa. Poi cambia scena. Chi vale taglia netto e torna a tagliare, cammina da solo, incontra la pioggia, si bagna, e la stizza sale. L'isolamento e l'acqua addosso non sono l'errore: sono il prezzo del taglio fatto da soli.

    Quando muove. Si muove quando la decisione ti ha già separato dagli altri e la separazione comincia a costare. Il piccolo commento aggiunge una parola sola, «alla fine»: il rimprovero non arriva, ma non arriva subito. Nel frattempo sei bagnato, sei solo e sei di malumore, e nessuna delle tre cose è un segnale che stai sbagliando.

    Attenzione. La tensione che ti si legge in faccia lavora contro di te prima ancora che tu apra bocca. Il taglio, in questa riga, si fa con la mano: la mascella serrata non taglia niente.

  4. quarta linea九四

    Testo

    臀无膚,其行次且。牽羊悔亡,聞言不信。

    Le natiche scorticate: cammina a strappi. Se porti il montone tenendolo per la fune, il rammarico si scioglie. Senti quello che ti dicono e non ci credi.

    lettura filologica

    Le natiche senza pelle: il suo andare è a scatti [次且, scritto così, per 趑趄]. Condurre l'ovino alla fune: il rimorso si dissolve. Ode le parole e non presta fede.

    Glossa carattere per carattere
    臀túnle natiche: la parte del corpo su cui ci si siede, cioè su cui si sta fermi
    膚fūla pelle con la carne tenera che le sta sotto; senza di essa nessun appoggio è sopportabile
    次且zī jūscritto con due caratteri comuni, letto per 趑趄: avanzare a scatti, partire e fermarsi, il passo di chi non riesce né a stare né a procedereGao Heng
    牽qiāncondurre un animale tirandolo per la fune; il grafo mostra la corda passata al bue. Non è costrizione violenta, è guidaSchuessler
    羊yángl'ovino; la bestia che non si tira ma si spinge, e che nella scena rituale della resa si porta al vincitore
    聞wénudire, ricevere il suono; il grafo è un orecchio su una figura umana
    言yánle parole dette, il discorso rivolto a qualcuno: qui l'avvertimento che arriva da fuori
    信xìndare fede a una parola; il grafo unisce l'uomo e la parola. Non «fiducia» come stato, ma il credere a ciò che viene detto
    Il testo è ambiguo su 牽羊
    • condurre l'ovino tenendolo alla fune
    • andare dietro all'ovino, perché il gregge non si tira ma si sospinge
    • il gesto rituale della resa, in cui lo sconfitto si presenta al vincitore portando un ovino

    Scelta: la lettera — condurre alla fune — su entrambi gli strati — La seconda lettura è antica e nasce da un'osservazione vera sul comportamento delle bestie, ma per stare in piedi deve capovolgere il verbo scritto, e 牽 è inequivocabilmente tirare per la corda. La terza è la più interessante: negli annali il signore sconfitto si presenta a torso nudo conducendo un ovino, e in un capitolo che parla di come si chiude uno scontro senza venire alle armi l'allusione avrebbe peso. Nessuna delle due si adotta: si registra, perché il testo qui dice solo il gesto.

    Il testo è ambiguo su 次且
    • 次且 nei valori propri dei due caratteri
    • prestito grafico per 趑趄, «avanzare a scatti»

    Scelta: il prestito, con il LIT che tiene il carattere scritto e annota — Applicazione di §I. Il prestito è attestato e i due caratteri scritti, presi nei loro valori, non compongono nulla di sensato dopo 其行. Il 44 姤 九三 ripete la stessa clausola nella stessa forma, e la resa andrà tenuta allineata quando quel capitolo sarà prodotto.

    Piccola Immagine 小象

    其行次且,位不當也。聞言不信,聰不明也。

    Cammina a strappi: non è al posto che gli spetta. Sente quello che gli dicono e non ci crede: l'orecchio c'è, ma non distingue.

    lettura filologica

    «Il suo andare è a scatti»: il posto non è quello che gli si conviene. «Ode le parole e non presta fede»: l'udito non è limpido.

    Glossa carattere per carattere
    位wèiil posto occupato nella figura, e insieme il rango: qui una linea dura in un posto che vorrebbe una cedevole
    聰cōngl'udito fine, la capacità di sentire bene; non l'orecchio come organo ma come discernimento
    明míngchiaro, che distingue; l'aggettivo della luce applicato a una facoltà

    Non riesci a stare seduto: la pelle non c'è più e ogni sosta brucia. Così cammini a strappi, un passo e una fermata, e nessuno dei due è una scelta. Poi il testo offre un'uscita concreta, e minuscola: se porti il montone tenendolo per la fune, il rammarico si scioglie. Chiude con la riga più amara del capitolo — senti quello che ti dicono, e non ci credi.

    Quando muove. Si muove quando l'irrequietezza ha preso il posto della direzione. La linea non ti chiede di fermarti: chiede di farti dare il passo da qualcosa che va più piano di te. E ti avvisa che il consiglio giusto sta già arrivando, e che con ogni probabilità lo stai già scartando.

    Attenzione. Il piccolo commento non dice che sei sordo. Dice che senti benissimo e non distingui. Sono due guasti diversi, e il secondo non si ripara con altre informazioni.

  5. quinta linea九五

    Testo

    莧陸夬夬,中行无咎。

    L'erba grassa si taglia netta, e si torna a tagliarla. Tieni la via mediana: niente da rimproverarti.

    lettura filologica

    L'erba grassa [莧陸] si recide, e si recide ancora. Andare nel mezzo: nessun addebito.

    Glossa carattere per carattere
    莧xiànl'amaranto selvatico, erba dal fusto tenero e acquoso; il carattere è vicinissimo a 萈, che designa invece una capra di montagnaGao Heng
    陸lùl'altura asciutta, la terraferma; qui unito al carattere che precede forma il nome di una pianta, il 商陸, erbaccia carnosa che si taglia con un colpo e rispunta
    夬夬guài guàilo stesso raddoppiamento del nove al terzo posto, qui applicato a una pianta: si recide, e si torna a recidere
    中行zhōng xíngandare nel mezzo; 行 è insieme il camminare e la fila in marcia, per cui il mezzo è tanto la misura quanto la colonna centrale
    Il testo è ambiguo su 莧陸
    • nome di pianta: l'erba grassa dal fusto tenero, che si recide facilmente e ricresce
    • 莧 letto per 萈, la capra selvatica, con 陸 «sull'altura»: una bestia da abbattere in terreno aperto

    Scelta: la pianta, su entrambi gli strati — I due caratteri formano un nome di pianta attestato, e il verbo raddoppiato che segue descrive un gesto ripetuto: si recide, e si torna a recidere, che è ciò che si fa con un'erbaccia e non con un animale. La lettura caprina esiste e ha il vantaggio di legare la riga al montone del nove al quarto posto, ma richiede di sostituire il carattere scritto senza attestazione sul luogo, che §I esclude. La differenza non è ornamentale: cambia la scala del gesto che il segno raccomanda alla sua posizione più alta.

    Piccola Immagine 小象

    中行无咎,中未光也。

    Tenere la via mediana e non avere nulla da farsi rimproverare: il centro non si è ancora illuminato.

    lettura filologica

    «Andare nel mezzo, nessun addebito»: il mezzo non ha ancora luce.

    Glossa carattere per carattere
    未wèinon ancora: nega nel tempo, non nella sostanza
    光guāngla luce che si irradia; nelle Ali è il segno che una cosa è arrivata a mostrarsi per intero

    L'erba grassa si taglia netta, e si torna a tagliarla: fusto tenero, basta un colpo, e rispunta. È la posizione di comando, e il gesto che le viene assegnato è il più piccolo del capitolo. Tieni la via mediana, e non c'è nulla da rimproverarti. Poi arriva la frase che rende questa riga la più onesta del segno: il centro non si è ancora illuminato. Il gesto è corretto e non è ancora chiaro.

    Quando muove. Si muove quando hai il potere di chiudere la faccenda e la tentazione di chiuderla in grande. La linea dice di stare in mezzo e di ripetere un gesto minimo, quante volte serve. È manutenzione, non un finale, e chiede di non pretendere che si veda.

    Attenzione. Niente da rimproverarti non è la stessa cosa che luce. Questa riga ti assolve e non ti approva: continua a tagliare, e non chiamarlo ancora compimento.

  6. sesta linea上六

    Testo

    无號,終有凶。

    Nessuno grida più. L'avverso non viene subito: viene quando la faccenda è arrivata in fondo.

    lettura filologica

    Nessun grido. Alla fine c'è infausto.

    Glossa carattere per carattere
    无wúnon c'è, manca; il carattere vale anche come proibitivo per 毋, «non fare»
    號háogridare a voce spiegata: terza e ultima occorrenza del capitolo, qui per dirne l'assenza
    終zhōngalla fine, quando la faccenda arriva a termine
    凶xiōnginfausto: l'esito sfavorevole secco
    Il testo è ambiguo su 无號
    • non c'è grido: constatazione di uno stato
    • non gridare: 无 letto come proibitivo per 毋, quindi un ordine

    Scelta: la constatazione, su entrambi gli strati — Il 小象 tratta la clausola come un fatto — 无號之凶, «l'infausto del non-grido» — e le assegna una durata, non una colpa. Un prognostico avverso commenta uno stato di cose; se la riga fosse un ordine, 凶 punirebbe chi ha appena obbedito. Lo stesso criterio applicato al 勿恆 del 42 上九.

    Piccola Immagine 小象

    无號之凶,終不可長也。

    L'avverso che viene dal non gridare: alla fine non può durare a lungo.

    lettura filologica

    L'infausto del «nessun grido»: alla fine non può durare.

    Glossa carattere per carattere
    長chángessere lungo, durare; lo stesso carattere che il 彖 usa poche righe prima per la crescita del duro

    Nessuno grida più. Il capitolo si era aperto con un grido e ne aveva messo un secondo in mezzo alla notte; qui non ne resta nessuno, e l'avverso non arriva subito — arriva quando la faccenda è giunta in fondo. Non è la punizione di un gesto: è quello che accade quando l'ultima voce si spegne e nessuno segnala più niente a nessuno. Qui l'avverso sta da solo, senza il «niente da rimproverarti» che alla terza gli faceva da contrappeso. Il piccolo commento non aggiunge morale, aggiunge una durata: alla fine non può durare a lungo.

    Quando muove. Si muove sulla linea che sta per essere tolta di mezzo. Il grido, qui, non è un rimedio ancora a disposizione: è la cosa che è già mancata, e la riga la constata invece di ordinarla. Se riconosci come tua questa posizione, l'istruzione non è su questa riga — sta nelle precedenti, dove qualcuno era ancora sveglio e dava l'allarme.

    Attenzione. Il silenzio qui non è compostezza. È l'allarme spento per stanchezza, e quello che arriva dopo arriva senza preavviso — non perché tu l'abbia meritato, ma perché nessuno lo ha più annunciato.

I commentari antichi

Tuanzhuan 彖傳

夬,決也,剛決柔也。健而說,決而和。揚于王庭,柔乘五剛也。孚號有厲,其危乃光也。告自邑,不利即戎,所尚乃窮也。利有攸往,剛長乃終也。

La Breccia è il rompere: ciò che è duro rompe ciò che cede. Forza sotto, contentezza sopra: si rompe, e nonostante questo si resta in accordo. La cosa si leva nella corte del re: una linea che cede sta seduta sopra cinque linee dure. Fiducia, e il grido, e c'è pericolo: è proprio il pericolo a fare luce. L'annuncio parte dalle tue mura, e non conviene venire alle armi: quello che metteresti in cima si esaurirebbe. Conviene muoversi: il duro cresce, e così la cosa arriva a termine.

lettura filologica

夬 è rompere: il duro rompe il cedevole. Robusto, e insieme lieto [說, scritto così, per 悅]: rompe, e tuttavia si accorda. «Levato in alto nella corte del re»: il cedevole cavalca cinque duri. «Fiducia, e il grido a voce spiegata: rischio»: è il suo pericolo, appunto, a fare luce. «Si dà l'annuncio dalla propria città, non giova accostarsi alle armi»: ciò che si tenesse in alto verrebbe a esaurirsi. «Giova avere dove andare»: il duro cresce, e allora si arriva a termine.

Glossa carattere per carattere
決juéaprirsi rompendo, come un argine che cede sotto l'acqua; il grafo porta 水. È il carattere con cui il trattato scioglie il nome del segnoSchuessler
剛gāngduro come il metallo temprato, che non si piega; la linea yang
柔róuflessibile, che cede senza rompersi — non «debole»; la linea yin
健jiànrobusto, che non cede alla fatica: la qualità che i commentari assegnano al trigramma 乾, qui in bassoGao Heng
說yuèscritto 說 «dire», letto per 悅 «rallegrarsi»: la qualità del trigramma 兌, qui in altoGao Heng
和héaccordarsi, stare insieme senza stridere; il grafo porta il cereale e la bocca — l'armonia è prima di tutto commensaleSchuessler
乘chéngcavalcare: stare seduti sopra una linea dura, posizione che il libro considera precaria per chi ci sta sopra
危wēiil pericolo, lo stare su un bordo; parente stretto del 厲 del giudizio, che qui viene commentato
尚shàngtenere in alto, dare la precedenza a qualcosa: ciò a cui si assegna il primo posto
窮qióngarrivare in fondo e non avere più dove andare: esaurirsi, non «essere povero»Schuessler
長zhǎngcrescere, allungarsi: il moto delle linee dure che salgono dal basso una dopo l'altra
Il testo è ambiguo su 剛長乃終也
  • il duro cresce e allora la cosa arriva a compimento: 終 come termine raggiunto
  • il duro cresce e allora finisce: 終 come fine della crescita stessa, che al segno successivo si rovescia

Scelta: il compimento nei due strati, la fine registrata qui — Il carattere regge entrambi i sensi e il trattato non li separa. Il compimento è sostenuto dal contesto immediato, che commenta una formula favorevole. Ma il 序卦 fa seguire a questo segno il 44 姤, dove una linea cedevole rientra dal basso, e la crescita del duro è a un passo dal proprio rovescio: la seconda lettura non è una sottigliezza, è la lettura di chi guarda una riga più avanti. Si tiene la prima e si dichiara la seconda, che è anche quella che il commentario usa.

Il testo è ambiguo su 說
  • 說 «dire, esporre» nel valore proprio del carattere scritto
  • prestito per 悅 «rallegrarsi», qualità del trigramma 兌

Scelta: il prestito, con il LIT che tiene il carattere scritto e annota — Prestito largamente attestato in tutta la prosa pre-Qin e non congetturato su questo passo; nella coppia 健而說 i due termini nominano le qualità dei due trigrammi, e 兌 porta la contentezza in ogni luogo delle Ali. Applicazione di §I, identica a quella già fatta sul 彖 del 42.

Xugua 序卦

益而不已必決,故受之以《夬》。《夬》者,決也。

Si continua ad accrescere e non ci si ferma, e a un certo punto qualcosa si rompe: per questo dopo viene la Breccia. 夬 è il rompere.

lettura filologica

Si aggiunge e non si smette: per forza si rompe. Per questo [il segno] che segue è la Rottura. 夬 vuol dire rompere.

Glossa carattere per carattere
已yǐcessare, arrivare a fine; 不已 «senza smettere»
必bìnecessariamente, per forza: introduce una conseguenza inevitabile, non probabile
受shòuricevere; nella formula del trattato è il segno che accoglie il precedente e lo continua
Il testo è ambiguo su 益而不已必決
  • l'accrescimento senza freno produce una rottura in ciò che è stato riempito
  • l'accrescimento senza freno costringe qualcuno a un taglio deliberato

Scelta: la rottura come esito, non come decisione — 決 nella catena del 序卦 è il verbo che spiega il nome del segno seguente, e il trattato costruisce le sue successioni per inevitabilità: 必 lo dice. La seconda lettura anticipa il soggetto umano che il capitolo introdurrà solo al terzo posto, e trasformerebbe una legge di riempimento in una scelta. Lo scarto conta, perché è esattamente lo scarto fra ciò che arriva e ciò che si fa, che questo segno tiene separati riga per riga.

Zagua 雜卦

《夬》,決也,剛決柔也。君子道長,小人道憂也。

La Breccia è il rompere: ciò che è duro rompe ciò che cede. La strada di chi vale si allunga; quella di chi è da poco si rattrista.

lettura filologica

夬 è rompere: il duro rompe il cedevole. La via di chi ha rango si allunga, la via di chi è senza rango si accora.

Glossa carattere per carattere
憂yōuaffliggersi, portarsi addosso un cruccio; il grafo porta il cuore e il passo pesante
道dàola via, la strada percorsa; qui il tratto di strada che si allunga o si accorcia per una parte e per l'altra
Il testo è ambiguo su 君子道長,小人道憂也
  • clausola dedicata al 夬, che ne dà l'esito sociale
  • conclusione generale del trattato, che chiude l'opera e non commenta il solo 夬

Scelta: si traduce nel capitolo, e si dichiara qui che chiude il trattato — Il distico è l'ultima frase del 雜卦: cade dentro la voce del 夬 per posizione, ma la sua portata è quella di una chiusa. Attribuirla senza riserve a questo segno significherebbe fargli dire una cosa che il trattato dice del libro intero; toglierla significherebbe amputare la voce. Si tiene, con la nota. Vale anche per il registro: 君子 e 小人 prendono il doppio binario di §B come in ogni altra occorrenza.

Segni collegati

Provenienza del testo

Fonte cinese:
易學網 (https://www.eee-learning.com/book/eee43). Il testo è confrontato carattere per carattere con la fonte.
Collazionato con:
fonte/43-guai.json — 易學網 (eee-learning.com) /book/eee43, collazione singola; fonte/_sequenze.json per 序卦 e 雜卦; contenuti/34-dazhuang.json — riscontro interno su 壯于 + parte del corpo (初九 di entrambi i segni) e sulla glossa di 決 già fissata al 九四 del 34; contenuti/13-tongren.json e contenuti/40-xie.json — riscontro sulla resa di 號 e di 戎
Apparato:
Kunst, The Original Yijing (1985); Shaughnessy, The Origin and Early Development of the Zhou Changes (Brill 2022, OA); Gao Heng, Zhouyi gujing jinzhu; Schuessler, ABC Etymological Dictionary of Old Chinese; Baxter-Sagart 2014