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La Scorticatura: linea 1 yin, linea 2 yin, linea 3 yin, linea 4 yin, linea 5 yin, linea 6 yang, dal basso verso l'alto.

Esagramma 23 · La Scorticatura

剝 · Bō · Lo Spogliamento

Terra sotto, Monte sopra

Il segno

Qualcosa ti viene tolto da sotto, uno strato alla volta. Non è un crollo: è una lama che lavora piano e comincia dal punto che non guardi mai, le gambe del letto su cui dormi. Il libro non ti chiede di reggere l'urto, perché urto non ce n'è. La Grande Immagine assegna un compito solo, e riguarda il basso: dare spessore a quello che sta sotto, finché sei ancora in tempo.

Un letto di legno, e una lama che lo lavora dal basso. Prima le gambe. Poi il traverso che tiene insieme le gambe e il piano. Poi la pelle, e a quel punto non si capisce più se sia la stuoia o il corpo di chi ci dorme, perché il carattere dice pelle e basta. Tre righe, tre altezze, sempre lo stesso verbo. Poi la scena cambia due volte. Al quinto posto compaiono dei pesci infilati sulla stessa cordicella, in fila ordinata, e la fila è ciò che salva. In cima resta un frutto grosso che nessuno ha mangiato, appeso a un ramo spoglio: un avanzo, o un seme. Sotto quel ramo, un carro e una capanna.

Perché questo nome

剝 unisce il coltello 刀 a 彔, e vale staccare la pelle dall'animale, la scorza dal tronco, uno strato dal corpo che lo portava. È un atto con una lama, non un processo minerale: per questo «Lo Sgretolamento» e «La Disgregazione» non si adottano — nominano l'effetto immaginato e importano un franare che il carattere non ha, mentre il segno stesso mostra un letto pelato dalle gambe in su e una capanna spogliata. «La Scorticatura» tiene il gesto e la successione degli strati, e resta leggibile in pagina; «Lo Spogliamento», più astratto, scende in titolo_alt. Il 雜卦 riduce il segno a 爛 «marcire», che è la stessa perdita vista dall'altro lato. Nessun altro esagramma porta 剝 nel nome: la regola delle coppie §H non si applica.

Noto anche come: Lo Sgretolamento, La Disgregazione, Il Deterioramento, L'Erosione, Splitting Apart, Peeling Off.

Come si legge

Terra: linea 1 yin, linea 2 yin, linea 3 yin, dal basso verso l'alto.Trigramma inferioreTerra · 坤
Monte: linea 1 yin, linea 2 yin, linea 3 yang, dal basso verso l'alto.Trigramma superioreMonte · 艮

Cinque linee cedevoli e una sola piena, in cima. Il monte sopra la terra, ma il verbo è 附, aderire: il monte non domina da lontano, grava contro, e sta per tornare dentro il terreno da cui è venuto. Sotto c'è il trigramma che asseconda, sopra quello che ferma, e il Tuan li mette in fila come due gesti sulla stessa cosa: assecondare, e insieme fermarla. Aggiunge che questo si legge nella figura. Le prime quattro righe sono la lama che sale di livello. La terza è l'unica che risponde alla linea in cima, e per rispondere deve staccarsi dalla fila. La quinta è dove la fila si riordina. La sesta è quello che avanza quando la sottrazione ha finito.

Il responso

Giudizio 卦辭

剝,不利有攸往。

La Scorticatura. Non conviene avere un dove andare.

lettura filologica

剝. Non giova avere dove andare.

Glossa carattere per carattere
剝bōstaccare con la lama ciò che sta sopra: la pelle dall'animale, la scorza dal tronco. Il grafo porta il coltello 刀; l'azione è graduale e procede per strati, non per rotturaSchuessler
攸yōuil luogo verso cui, il dove: relativo di posto, non «scopo»Kunst
往wǎngandare, muoversi verso; il semplice spostarsi, distinto da 征 che è la spedizione

Grande Immagine 大象

山附於地,剝,上以厚下安宅。

Il monte poggia sulla terra: la Scorticatura. Chi sta in alto ne ricava il compito: dare spessore a ciò che sta sotto, e rendere sicura la casa che ci sta sopra.

lettura filologica

Il monte sta appoggiato alla terra: 剝. Chi sta in alto, da questo, ispessisce ciò che sta sotto e rende sicura la dimora.

Glossa carattere per carattere
附fùaderire, essere addossato, gravare contro: il monte non sovrasta la terra da lontano, la tocca e vi si appoggia — e ciò che si appoggia può tornare giùSchuessler
厚hòuspesso, e come verbo «rendere spesso»: si agisce su uno spessore, si aggiunge materia dove è stata tolta
下xiàciò che sta sotto: nella lingua delle Ali insieme la parte bassa della figura e chi sta in basso nell'ordine sociale
安ānmettere in quiete, rendere stabile: sotto il tetto 宀 la donna 女, l'immagine della casa che sta ferma
宅zháila dimora come sede, il posto dove ci si stabilisce; non l'edificio in quanto costruzioneSchuessler
Il testo è ambiguo su 上
  • «chi sta in alto», il superiore: soggetto dell'atto, al posto del consueto 君子 o 先王
  • «sopra», avverbio di luogo riferito alla figura

Scelta: soggetto umano su entrambi gli strati — La formula delle Grandi Immagini è costante: soggetto + 以 + atto (君子以…, 先王以…). Qui il soggetto è 上, e la sostituzione non è casuale — in un segno dove il basso viene consumato, il compito è assegnato a chi sta sopra, cioè a chi ha più da perdere se il basso cede.

Cosa chiede

Ti chiede di guardare in basso invece che davanti. Il giudizio è netto, non conviene avere un dove andare, e non perché tu sia impreparato: perché muoversi sposta il peso, e il peso è esattamente ciò che il basso non regge più. Quello che resta da fare non è eroico. Si aggiunge spessore dove ne è stato tolto: i conti, il sonno, le persone che ti tengono su, la parte della tua vita che nessuno guarda mai. Il testo assegna questo compito a chi sta in alto, cioè a chi ha più da perdere se il basso cede e più margine per intervenire.

Dove si sbaglia. Si legge come un verdetto o come una condanna a stare fermi, e non è né l'una né l'altra cosa. Il Tuan attribuisce il calare al moto del cielo, e la Piccola Immagine della quarta riga chiama la cosa 災, il colpo che arriva da fuori: non c'è una colpa da cercare. Ma l'ultima riga divide gli esiti in due, e li divide secondo la condotta: uno finisce portato dagli altri, l'altro si toglie il tetto da sé. Il processo non dipende da te. Cosa ne resta, sì.

Nelle diverse aree

Lavoro
Non è la prestazione a essere in questione: è il supporto sotto la prestazione. Chiediti chi regge il tuo lavoro, e da quanto tempo non lo rinforzi.
Relazioni
Non cede per prima la scena grande: cede il sostegno sotto, e va via uno strato per volta — le gambe, poi il traverso, poi la pelle. In un legame lo strato basso sono le cose che nessuno dei due conta: chi tiene la casa, chi ricorda, chi chiede com'è andata. Il compito è dare spessore lì.
Decisione
Rimandare qui non è indecisione: è togliere carico a una struttura a cui è già stato tolto da sotto. Prima di scegliere dove andare, guarda cosa regge ancora il peso di chi sceglie.
Interiorità
Il calare non l'hai cominciato tu, e spingerci contro non lo ferma: il Tuan concede un gesto solo, assecondare e insieme arrestare. Dentro vuol dire smettere di puntellare quello che sta cedendo e mettere peso sotto. Poi il frutto in cima resta, e cosa farne — mangiarlo o piantarlo — è la sola cosa che il segno lascia interamente a te.

Questo segno è uscito nella tua interrogazione?

La pagina spiega il segno in sé. Il consulto parte dal tuo quesito e dalle linee che il tiro ha mosso.

Interroga l'oracolo

Le sei linee

Dal basso verso l'alto. Una linea si legge solo quando il tiro la indica mutevole.

  1. prima linea初六

    Testo

    剝牀以足,蔑貞凶。

    La scorticatura prende il letto alle gambe, e quel che lo regge sparisce. Insistere è avverso.

    lettura filologica

    Si scortica il letto ai piedi. Si cancella; presagio saldo: infausto.

    Glossa carattere per carattere
    牀chuángil letto: il telaio di legno su cui ci si stende. Il grafo mette 爿, la tavola spaccata, accanto a 木; variante grafica di 床Schuessler
    以yǐqui non lo strumento ma il punto della cosa in cui l'atto arriva: «al livello di, dalla parte di»Gao Heng
    足zúil piede; qui la gamba del letto, la parte che tocca terra e regge tutto il resto
    蔑mièridurre a nulla, cancellare, spegnere; l'apparato lo legge come prestito per 滅, che è il carattere scritto dalla Piccola Immagine di questa stessa rigaGao Heng
    Il testo è ambiguo su 蔑
    • 蔑 «cancellare, ridurre a nulla», prestito grafico per 滅 «spegnere, annientare»
    • 蔑 come negazione arcaica, valore di 無 «non c'è»

    Scelta: il LIT tiene il carattere scritto e rende «si cancella»; il PUB segue il prestito 滅 — Applicazione di §I. Il prestito non si adotta perché suona meglio: è attestato dentro il segno stesso, perché il 小象 di questa riga spiega 以滅下也 e scrive 滅 dove il 爻辭 scrive 蔑. La lettura come negazione lascerebbe 貞凶 senza predicato che la introduca.

    Il testo è ambiguo su 蔑貞凶
    • 蔑 / 貞凶 — 蔑 è predicato assoluto e 貞凶 è la formula oracolare censita
    • 蔑貞 / 凶 — 貞 è oggetto di 蔑: «il presagio è cancellato», e 凶 resta solo

    Scelta: la prima segmentazione, su entrambi gli strati — Applicazione di §J: la fonte lega i tre caratteri in una clausola sola e la segmentazione la decidiamo noi. 貞凶 ricorre come blocco in tutto il libro, e leggerlo come tale evita di attribuire al testo l'idea, altrove assente, che un presagio si possa annullare. La seconda lettura resta possibile e non è nascosta.

    Il testo è ambiguo su 貞
    • rettitudine, costanza (lettura ricevuta)
    • presagio saldo, atto di divinare (oracolare)

    Scelta: LIT oracolare, PUB §C2 ramo negativo — Qui 貞 non è nudo: 凶 ne fissa la polarità, quindi §C3 non si applica e vale la resa contestuale di §C2 — con prognostico negativo il PUB dice «insistere».

    Piccola Immagine 小象

    剝牀以足,以滅下也。

    La scorticatura prende il letto alle gambe: si sta cancellando la base.

    lettura filologica

    «Si scortica il letto ai piedi»: con ciò si annienta quel che sta sotto.

    Glossa carattere per carattere
    滅mièspegnere, far sparire — il grafo ha l'acqua e il fuoco che si estingue. È il carattere per cui il 爻辭 scrive 蔑Schuessler

    La lama comincia dalle gambe del letto. Non dal tetto, non dalla porta: dal punto d'appoggio del posto in cui dormi, dove sei meno vigile e più esposto. La Piccola Immagine dice cosa sta accadendo davvero: si sta cancellando quel che sta sotto. Nessuno se ne accorge subito, perché un letto scorticato alle gambe regge ancora benissimo. Il testo non descrive un danno visibile. Descrive un inizio.

    Quando muove. Questa linea che si muove segnala che la scorticatura è cominciata, e che sei ancora nella fase in cui negarlo costa poco. L'oracolo dice che insistere è avverso, non che tutto è perduto. È il momento in cui una verifica del basso vale più di qualunque mossa in avanti.

    Attenzione. Il rischio qui non è il crollo. È scambiare per solidità il fatto che regga ancora, e rimandare il controllo alla prima volta che scricchiola.

  2. seconda linea六二

    Testo

    剝牀以辨,蔑貞凶。

    La scorticatura sale al telaio del letto. Anche lì il sostegno sparisce: insistere è avverso.

    lettura filologica

    Si scortica il letto al traverso. Si cancella; presagio saldo: infausto.

    Glossa carattere per carattere
    辨biànseparare, distinguere; qui nomina per questa via la parte del letto che sta sopra le gambe e divide il sostegno dal piano — il traverso. La glossa antica dice 足上, «ciò che sta sopra i piedi»Gao Heng
    Il testo è ambiguo su 辨
    • il traverso del letto, la parte sopra le gambe (glossa tradizionale 足上)
    • prestito per una parte del corpo — la gamba sopra il piede — nella serie 足 / 辨 / 膚

    Scelta: il traverso del letto su entrambi gli strati — 牀 è l'oggetto esplicito in tutte e tre le righe che portano il verbo: leggere qui una parte del corpo obbliga a trattare il letto come metafora già alla seconda linea. Il corpo entra da sé al 六四, dove 膚 lo nomina senza bisogno di forzature.

    Il testo è ambiguo su 貞
    • rettitudine, costanza (lettura ricevuta)
    • presagio saldo, atto di divinare (oracolare)

    Scelta: come al 初六: LIT oracolare, PUB §C2 ramo negativo — La riga ripete alla lettera la seconda metà del 初六. La resa è tenuta identica di proposito: la scala si legge solo se cambia una cosa sola, l'altezza.

    Piccola Immagine 小象

    剝牀以辨,未有與也。

    La scorticatura sale al telaio del letto: non c'è ancora nessuno dalla sua parte.

    lettura filologica

    «Si scortica il letto al traverso»: non ha ancora nessuno con sé.

    Glossa carattere per carattere
    未wèinon ancora — negazione di tempo, non di fatto: apre alla possibilità che qualcuno arrivi
    與yǔchi sta insieme a te, il compagno d'impresa; nel linguaggio delle Ali la linea che corrispondeGao Heng

    La lama è salita al traverso, la parte che tiene insieme le gambe e il piano. Stesso verbo e stesso oracolo della riga precedente: quello che cambia è soltanto l'altezza. La Piccola Immagine aggiunge la cosa più dura del segno, e cioè che non c'è ancora nessuno con te. La scorticatura procede e la compagnia non è arrivata. Non è isolamento scelto: è il tempo che finora non ha portato nessuno.

    Quando muove. Il movimento qui dice che hai visto il problema e che sei solo a vederlo. La linea non chiede di convincere gli altri, e nemmeno di agire in fretta. Chiede di registrare che il sostegno non c'è, e di smettere di contarci finché non arriva.

    Attenzione. Il testo un ammonimento ce l'ha, ed è insistere: tirare avanti come se il sostegno ci fosse ancora. Che nessuno sia arrivato è una constatazione sul tempo, non un divieto di cercare — la fila si ricompone al quinto posto, non qui.

  3. terza linea六三

    Testo

    剝之无咎。

    Qui si scortica, e non c'è niente da rimproverarti.

    lettura filologica

    Lo si scortica: nessun addebito.

    Glossa carattere per carattere
    之zhīpronome oggetto, «lo»: la cosa scorticata non viene nominata. Delle cinque righe che portano il verbo, è la sola in cui l'oggetto non è detto — altrove è 牀, al 上九 è 廬
    Il testo è ambiguo su 剝之
    • «lo si scortica»: 之 è oggetto, e la riga ripete l'atto senza nominare la vittima
    • «nella scorticatura»: 之 particella, e la riga nomina la situazione invece dell'atto

    Scelta: oggetto nel LIT; il PUB tiene l'atto senza forzare un soggetto — L'omissione dell'oggetto è il fatto notevole di questa riga e non va coperto: chi sta qui partecipa a qualcosa di cui il testo non dice più su cosa cada. Il 小象 sposta subito il discorso sulle relazioni (失上下), non sulla vittima.

    Piccola Immagine 小象

    剝之无咎,失上下也。

    Qui si scortica, e non c'è niente da rimproverarti: chi sta in questo posto perde sia quelli sopra sia quelli sotto.

    lettura filologica

    «Lo si scortica, nessun addebito»: perde quelli di sopra e quelli di sotto.

    Glossa carattere per carattere
    失shīperdere, lasciarsi sfuggire di mano — non «abbandonare», che sarebbe una scelta dichiarata

    Il verbo torna, ma stavolta senza un oggetto nominato: si scortica, e il testo non dice più cosa. Altrove la lama ha davanti il letto, in cima la capanna; qui resta un pronome. Non c'è niente da rimproverarti — è la sola linea cedevole che risponde a quella piena in cima, e per rispondere deve staccarsi dalla fila di cui faceva parte. Il prezzo lo dice la Piccola Immagine: chi sta qui perde quelli di sopra e quelli di sotto. Il testo non la loda. Constata che si è messa da sola.

    Quando muove. Questa linea che si muove segnala una separazione da un gruppo di cui condividevi la direzione. Il testo la copre, nessun addebito, ma non la addolcisce: chi si sfila resta senza le due sponde. È un costo dichiarato, non un effetto collaterale.

    Attenzione. Non aspettarti che quelli con cui stavi capiscano la mossa. Il testo dice che li perdi, ed è la parte della riga che si tende a leggere come temporanea.

  4. quarta linea六四

    Testo

    剝牀以膚,凶。

    La scorticatura arriva alla pelle. È avverso.

    lettura filologica

    Si scortica il letto alla pelle. Infausto.

    Glossa carattere per carattere
    膚fūla pelle con la carne che ci sta sotto; il carattere è di corpo, non di arredo — su un letto è lo strato che tocca chi ci dormeSchuessler
    凶xiōnginfausto: l'esito negativo secco, qui senza la clausola oracolare che accompagnava le prime due righe
    Il testo è ambiguo su 膚
    • la stuoia o il piano del letto, l'ultimo strato prima del corpo
    • la pelle di chi giace: la lama è passata dal mobile alla persona

    Scelta: «la pelle» su entrambi gli strati, con la doppiezza lasciata aperta — 膚 non significa altro che pelle: renderlo «stuoia» chiuderebbe d'autorità ciò che il cinese lascia in equilibrio, e la riga funziona proprio perché i due piani si toccano. L'oggetto grammaticale resta il letto; il corpo entra dalla parola.

    Piccola Immagine 小象

    剝牀以膚,切近災也。

    La scorticatura arriva alla pelle: il colpo che arriva da fuori è a un dito.

    lettura filologica

    «Si scortica il letto alla pelle»: è tagliato vicinissimo, la calamità è addosso.

    Glossa carattere per carattere
    切qiètagliare di netto, e per estensione «da presso, stretto»: il carattere tiene insieme la lama e la vicinanzaSchuessler
    災zāila sciagura che viene da fuori — l'acqua che rompe gli argini, il fuoco sulla casa. Distinta da 眚, il danno di cui si è causaKunst

    La lama ha passato il legno. 膚 è la pelle, e a questa altezza il letto e chi ci dorme non si distinguono più. Cade anche la clausola oracolare delle prime due righe: resta la parola secca, avverso. La Piccola Immagine spiega che il taglio è vicinissimo, e chiama la cosa 災, la sciagura che arriva da fuori e non il danno che ti sei fatto. Qui il testo non ammonisce nessuno. Registra.

    Quando muove. Il movimento qui dice che la cosa ha smesso di riguardare le strutture e ha cominciato a riguardare la persona: il corpo, il sonno, il carattere. È la sola riga del segno che il testo lascia senza uscita, e va letta come una misura della distanza, non come una condanna.

    Attenzione. Il colpo viene da fuori e non è colpa tua. Non per questo è meno vicino: qui il testo dice avverso e basta, senza la clausola che accompagnava le prime due righe, e la sola direzione che il segno concede resta verso il basso.

  5. quinta linea六五

    Testo

    貫魚,以宮人寵,无不利。

    Pesci infilati sulla stessa cordicella: così le donne di palazzo sono ammesse al favore, una dopo l'altra. Nulla è sfavorevole.

    lettura filologica

    Pesci infilati in fila; a quel modo la gente di palazzo [è ammessa] al favore. Nulla che non giovi.

    Glossa carattere per carattere
    貫guànfar passare da parte a parte, infilare su un filo: è il gesto con cui si tengono insieme le monete forate, e insieme la fila che ne risultaSchuessler
    魚yúil pesce; infilati per le branchie, i pesci stanno in ordine perché il filo li tiene, non perché lo scelgano
    宮人gōng rénla gente di palazzo, e nell'uso corrente le donne del gineceo regale: chi vive dentro le mura e dipende per intero dal favore di uno soloGao Heng
    寵chǒngl'essere prediletto dal sovrano: sotto il tetto 宀 sta il drago 龍. È un favore che si riceve, non che si conquistaSchuessler
    Il testo è ambiguo su 以
    • 以 modale: «a quel modo», i pesci danno la figura dell'ordine e la fila si trasferisce alle persone
    • 以 verbale, «condurre»: chi sta al quinto posto guida la gente di palazzo al favore

    Scelta: modale nel LIT, con la fila conservata nel PUB — Il 小象 riprende 以宮人寵 senza 貫魚: la coesione è fra 以 e ciò che segue, non fra 以 e i pesci. La lettura verbale resta possibile e cambia poco l'esito, ma introdurrebbe un soggetto che regge gli altri dove il testo mostra solo un ordine di passaggio.

    Piccola Immagine 小象

    以宮人寵,終无尤也。

    Le donne di palazzo ammesse al favore: alla fine non c'è nulla da recriminare.

    lettura filologica

    «A quel modo la gente di palazzo al favore»: alla fine nessun biasimo.

    Glossa carattere per carattere
    尤yóuil biasimo che gli altri ti muovono, la colpa additata da fuori: parente di 咎, ma più leggero e tutto socialeSchuessler
    終zhōngalla fine, al termine del percorso

    La scena cambia di colpo. Dei pesci infilati sulla stessa cordicella, ordinati uno dietro l'altro, e da lì la gente di palazzo che è ammessa al favore, una alla volta e nel suo turno. È l'unica riga che non taglia niente: mette in fila. Dove il segno sottraeva, qui si dà ordine a quello che resta, e il testo chiude dicendo che nulla è sfavorevole. La Piccola Immagine aggiunge che alla fine non ci sarà nulla da recriminare.

    Quando muove. Questa linea che si muove indica che la via non è aggiungere forza ma stare nell'ordine: un turno, una sequenza, ciascuno al suo posto. Il favore qui si riceve e non si dispensa, e chi legge è dentro la fila, non a capo di essa. È l'unico punto del segno in cui mettersi in fila produce qualcosa.

  6. sesta linea上九

    Testo

    碩果不食,君子得輿,小人剝廬。

    Un frutto grosso resta e non viene mangiato. Chi vale ottiene il carro; chi è da poco scortica la propria capanna.

    lettura filologica

    Il frutto grosso non è mangiato. Il signore ottiene il carro; chi è senza rango scortica la capanna.

    Glossa carattere per carattere
    碩shuògrosso di taglia, ben pieno: il grafo ha la pietra 石 e la testa 頁. Dice la dimensione, non il pregioSchuessler
    果guǒil frutto sull'albero, disegnato sul ramo. Contiene il seme: è insieme l'ultimo avanzo e l'inizio possibile
    輿yúla cassa del carro, il pianale che porta carico e persone; per estensione l'essere portatiSchuessler
    廬lúla capanna di frasche che si tira su nel campo per la stagione: riparo provvisorio, non casaGao Heng
    Il testo è ambiguo su 君子
    • il membro della casa nobiliare (senso Zhou, sociale)
    • la persona compiuta (senso confuciano, etico)

    Scelta: doppio binario §B: LIT sociale, PUB ricevuto — Qui il binario pesa più che altrove, perché la riga oppone 君子 e 小人 in due destini. Nello strato Zhou la coppia è di rango — chi ha il carro e chi ha la capanna — e la Piccola Immagine lo conferma nominando 民, il popolo che porta. Il PUB adotta la lettura ricevuta con lessico nostro; il LIT tiene i ranghi.

    Il testo è ambiguo su 剝廬
    • 小人 è soggetto: si toglie da sé il tetto sopra la testa
    • 小人 è chi subisce: gli viene spogliata la capanna

    Scelta: 小人 soggetto su entrambi gli strati — Il parallelismo con 君子得輿 chiede due soggetti umani e due verbi transitivi. Il 小象 chiude con 終不可用也, «alla fine non si può più impiegare», che vale della capanna ridotta a niente e presuppone un atto compiuto su di essa.

    Il testo è ambiguo su 碩果不食
    • il frutto è risparmiato: resta il seme da cui l'anno riparte
    • il frutto non è mangiato perché non c'è più chi lo raccolga: è la fine senza resto

    Scelta: nessuna delle due, su nessuno dei due strati — Il cinese dice soltanto che il frutto grosso non viene mangiato, e la doppiezza è la sostanza della riga. Risolverla in un senso o nell'altro trasformerebbe una constatazione in un pronostico. Il commentario tiene entrambe.

    Piccola Immagine 小象

    君子得輿,民所載也。小人剝廬,終不可用也。

    Chi vale ottiene il carro: è la gente a portarlo. Chi è da poco scortica la propria capanna: alla fine non resta nulla da usare.

    lettura filologica

    «Il signore ottiene il carro»: è ciò che il popolo porta. «Chi è senza rango scortica la capanna»: alla fine non lo si può più impiegare.

    Glossa carattere per carattere
    民mínil popolo, la gente comune presa in blocco
    載zàicaricare su un veicolo e portare: lo stesso gesto del carro, restituito a chi lo regge da sottoSchuessler
    用yòngimpiegare, mettere in opera. 不可用 non è 勿用: non è un divieto rivolto a qualcuno, è una constatazione di inservibilità

    Un frutto grosso, rimasto sul ramo, che nessuno ha mangiato: l'ultima linea piena sopra cinque vuote. Il testo non dice se sia un avanzo o un seme, e la doppiezza è il punto. Poi si divide in due: chi vale ottiene il carro, e la Piccola Immagine spiega che è la gente a portarlo; chi è da poco scortica la propria capanna, e alla fine non gli resta niente da usare. Stessa fine del ciclo, due esiti opposti.

    Quando muove. Il movimento qui è la fine della sottrazione: non c'è più nulla da togliere, e quello che avanza sta tutto dentro una scelta. Il frutto si mangia o si pianta. Il riparo sopra la testa si tiene in piedi, oppure lo si scortica da sé.

    Attenzione. Scorticarsi da sé il riparo sopra la testa è la mossa che il testo mette come esito peggiore, e la Piccola Immagine ne dice il seguito: alla fine non resta nulla da usare. Non arriva da fuori — la fa chi la fa.

I commentari antichi

Tuanzhuan 彖傳

剝,剝也,柔變剛也。不利有攸往,小人長也。順而止之,觀象也。君子尚消息盈虛,天行也。

La Scorticatura è appunto uno scorticare: ciò che cede sta cambiando ciò che è duro. «Non conviene avere un dove andare»: chi è da poco sta crescendo di numero. Assecondare e insieme fermare: è quello che si legge nella figura. Chi vale tiene in conto il calare e il tornare, il riempirsi e lo svuotarsi: è il moto del cielo.

lettura filologica

剝 è lo scorticare: il cedevole altera il duro. «Non giova avere dove andare»: chi è senza rango cresce. Assecondare e insieme fermarlo: è guardare la figura. Il signore tiene in pregio il consumarsi e il rifiatare, il colmarsi e lo svuotarsi: è il moto del cielo.

Glossa carattere per carattere
柔róuflessibile, che cede senza rompersi — le linee spezzate, non «debole»
變biànalterare, far cambiare natura a qualcosa: il cedevole non sostituisce il duro, lo trasforma da sottoGao Heng
長zhǎngcrescere di numero e di statura, salire — non «durare»Schuessler
順shùnandare nel verso di, assecondare: la qualità del trigramma 坤 che sta in basso
止zhǐfermare, arrestare a un punto: la qualità del trigramma 艮 che sta in cima
象xiàngla figura, il diagramma in quanto immagine: il testo dice di leggere il segno, non il mondo
消息xiāo xīconsumarsi e respirare: coppia tecnica per la fase calante e quella crescente di un cicloGao Heng
盈虛yíng xūil colmo e il vuoto: l'immagine è il recipiente che si riempie e si svuota
Il testo è ambiguo su 順而止之
  • «assecondare e fermarlo»: 之 è oggetto, e si ferma il processo di scorticatura
  • «assecondare e fermarsi»: 之 particella, e chi legge si arresta

Scelta: oggetto nel LIT, con l'atto tenuto transitivo anche nel PUB — I due trigrammi danno i due verbi, e la frase li mette in successione su una cosa sola. Leggere 之 come particella toglierebbe alla figura l'unica azione che il Tuan concede in un segno dove tutto il resto è subito.

Il testo è ambiguo su 君子
  • il membro della casa nobiliare (senso Zhou, sociale)
  • la persona compiuta (senso confuciano, etico)

Scelta: doppio binario §B — Il Tuan è strato posteriore e la lettura etica gli è più vicina che al 爻辭; il binario si mantiene comunque, per non avere due rese diverse dello stesso termine dentro lo stesso file.

Xugua 序卦

致飾然後亨則盡矣,故受之以《剝》。《剝》者,剝也。

Quando l'ornamento è portato al colmo, la via aperta si esaurisce: per questo dopo il segno dell'ornamento viene La Scorticatura. 剝 vuol dire scorticare: togliere via uno strato dopo l'altro.

lettura filologica

Si porta l'ornamento fino in fondo, e poi ciò che passa si esaurisce: per questo [al segno dell'ornamento] segue 剝. 剝 vuol dire scorticare.

Glossa carattere per carattere
致zhìspingere fino in fondo, portare al punto estremo
飾shìl'ornamento, ciò che si applica sopra per abbellire: è il nome del segno 22 che precede
亨hēngpresentare l'offerta ed essere accolti; stesso grafo arcaico 亯 di 享 e 烹Shaughnessy 2022
盡jìnesaurirsi, arrivare al fondo del recipiente: il grafo mostra la mano che raschia il vaso vuotoSchuessler
Il testo è ambiguo su 亨
  • penetrare, riuscire (lettura ricevuta)
  • 享 offerta accolta (lettura filologica)

Scelta: il LIT dice il passaggio dell'offerta, il PUB rende «la via aperta» — Il salto LIT→PUB va annotato a ogni occorrenza (§A). Qui il verbo regge 盡: ciò che si esaurisce non è una qualità ma un transito, e la resa deve poter essere soggetto di «si esaurisce».

Zagua 雜卦

《剝》,爛也。

La Scorticatura: è quando le cose marciscono.

lettura filologica

剝 è il marcire.

Glossa carattere per carattere
爛lànmarcire fino a disfarsi, spappolarsi; il grafo porta il fuoco 火, il cuocere troppo a lungo. La cosa cede da sé, senza che nessuno la tagliSchuessler
Il testo è ambiguo su 爛
  • il disfacimento interno, la cosa che si consuma da sola
  • la lama che leva gli strati dall'esterno, come nel nome 剝

Scelta: si traduce 爛 come marcire, senza allinearlo al nome — Il 雜卦 gioca proprio su questo scarto: definisce un segno del coltello con un verbo che non richiede coltello. Uniformare le due immagini cancellerebbe l'informazione che lo strato porta.

Segni collegati

Provenienza del testo

Fonte cinese:
易學網 (https://www.eee-learning.com/book/eee23). Il testo è confrontato carattere per carattere con la fonte.
Collazionato con:
ctext.org, per 序卦 (edizione tradizionale) e 雜卦 (edizione semplificata); fonte/23-bo.json — campo zh_norm, per la forma grafica uniformata
Apparato:
Kunst, The Original Yijing (1985); Shaughnessy, The Origin and Early Development of the Zhou Changes (Brill 2022, OA); Gao Heng, Zhouyi gujing jinzhu; Schuessler, ABC Etymological Dictionary of Old Chinese