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La Morsa: linea 1 yin, linea 2 yang, linea 3 yin, linea 4 yang, linea 5 yang, linea 6 yin, dal basso verso l'alto.

Esagramma 47 · La Morsa

困 · Kùn

Acqua sotto, Palude sopra

Il segno

Il nome tiene l'albero stretto dentro un recinto; sopra, una conca che ha perso l'acqua. Poi sei righe ripetono lo stesso verbo davanti a sei cose che serrano: un ceppo, il vino e il cibo, una pietra, un carro di bronzo, un'insegna, dei rampicanti. Di nessuna il testo dice che tu l'abbia cercata. Il giudizio però aggiunge subito che la via è aperta, e il commento antico dice in che senso: serrato, e non perde ciò che gli tiene la via aperta. Non è un'uscita. È l'offerta che passa lo stesso.

Sopra c'è la conca in cui l'acqua si raccoglie, sotto c'è l'acqua. Nella figura l'acqua è finita sotto la conca invece che dentro, e la conca resta a secco. Le sei scene ripetono lo stesso verbo. Le natiche premono su un ceppo, cioè su quel che resta di un albero tagliato. Il vino e il cibo serrano, e sono l'abbondanza, non la fame. Una pietra ferma il passo, e per appoggiarsi ci sono i triboli. Un carro di bronzo sbarra la via a chi arriva adagio. La fascia scarlatta del comando stringe chi la porta. In cima i rampicanti avvolgono, e sotto i piedi l'appoggio vacilla. Sempre la stessa costruzione: serrato da qualcosa che sta lì e non si sposta. La morsa non insegue, tiene.

Perché questo nome

Il grafo mette l'albero 木 dentro il recinto 囗, e la glossa lo dice per esteso: qualcosa di vivo che non ha più dove crescere. Come verbo, 困 vale essere serrati, impediti, ridotti allo stremo, e regge 于 con la cosa che serra — nell'uso classico è il verbo dell'essere presi in mezzo, Confucio 困於陳蔡, bloccato fra Chen e Cai. Nel Zhouyi è verbo in tutte e sei le righe, e dopo 于 sta ogni volta una cosa ferma: un ceppo, il vino e il cibo, una pietra, un carro di bronzo, un'insegna, dei rampicanti. «La Morsa» nomina esattamente questo, una pressione senza autore: qualcosa che sta lì, che non insegue e non allenta. Scartato «L'Assedio», che è stato il titolo di questa edizione fino al 15/08/2026: 困 non richiede un assediante né una scena militare, e qui chi stringe non è nessuno — al nove al secondo posto ciò che serra è un banchetto. Scartata «La Costrizione», corretta ma astratta: nomina il concetto della stretta invece della stretta, mentre §H chiede il sostantivo concreto. Scartate «L'Oppressione» e «L'Esaurimento», rese correnti che dicono l'effetto su chi subisce e non la cosa che lo circonda. «La Morsa» ha inoltre l'immagine del verbo che §K fissa per tutto il segno — una morsa è ciò che serra — e non tocca il vincolo di §C1, che riserva «strettezza» e «si va allo stretto» a 吝, presente al nove al quarto posto di questo stesso esagramma: era quella collisione, non l'immagine, a vietare «La Stretta». §H, regola delle coppie: 困 non ricorre nel nome di nessun altro segno; il legame col 48 井 «Il Pozzo» è di figura rovesciata e di voce condivisa nel 雜卦, non di carattere in comune.

Noto anche come: L'Oppressione, L'Esaurimento, L'Angustia, L'Afflizione, Lo Sfinimento, L'Avvilimento, Oppression, Exhaustion, Confining, Kun, K'un.

Come si legge

Acqua: linea 1 yin, linea 2 yang, linea 3 yin, dal basso verso l'alto.Trigramma inferioreAcqua · 坎
Palude: linea 1 yang, linea 2 yang, linea 3 yin, dal basso verso l'alto.Trigramma superiorePalude · 兌

Acqua sotto, conca sopra: il recipiente sta sopra la propria acqua e non riesce a tenerla. Il commento antico dice la cosa in tre caratteri — il duro è coperto. Le tre linee piene stanno tutte sotto una cedevole: la seconda sotto la terza, la quarta e la quinta sotto la sesta. La forza c'è, ed è schiacciata da ciò che forza propria non ne ha. Le due righe al centro dei rispettivi trigrammi, la seconda e la quinta, sono le uniche in cui arriva qualcosa di buono: un'insegna vermiglia che sta per giungere, un favore che si riceve dal rito. Al quarto posto arriva qualcuno, adagio, e trova un carro di bronzo. Il commento antico attribuisce il bene a questo e a nient'altro — il duro sta al centro. Non alla forza: alla posizione. Il terzo posto paga di più, ed è l'unico verdetto avverso pieno del segno.

Il responso

Giudizio 卦辭

困,亨,貞大人吉,无咎。有言不信。

La Morsa. La via è aperta. Tieni la posizione: per chi conta è propizio, e niente da rimproverarti. Quello che dici non ti viene creduto.

lettura filologica

La Morsa. L'offerta passa. Presagio saldo: per chi ha autorità, fausto; nessun addebito. Ci sono parole, e non si dà loro fede.

Glossa carattere per carattere
困kùnil grafo chiude l'albero 木 dentro il recinto 囗: qualcosa di vivo che non ha più dove crescere. Come verbo, essere serrati, bloccati, ridotti allo stremo; regge 于 con la cosa che serraSchuessler
亨hēngpresentare l'offerta ed essere accolti; stesso grafo arcaico 亯 di 享 e 烹Shaughnessy 2022
貞zhēndivinare, sottoporre a presagio; 貞人 è il divinatore di professione nelle iscrizioni ShangKunst
大人dàrénchi ha autorità, il grande personaggio
咎jiùla colpa e insieme la sventura che ne deriva; nel lessico oracolare è l'addebito che l'oracolo non muoveKunst
言yánla parola detta, il discorso pronunciato a voce — non lo scritto; il grafo ha la bocca sottoSchuessler
信xìndare fede, prestare credito a ciò che è detto; il grafo accosta l'uomo 人 alla parola 言. Il libro porta la stessa clausola, con un carattere di scarto, al 九四 del 43 夬: 聞言不信. L'apparato registra per questo luogo la lettura in prestito per 伸 «distendersi, farsi valere»Gao Heng
Il testo è ambiguo su 亨
  • penetrare, riuscire (lettura ricevuta)
  • 享 offerta accolta (lettura filologica)

Scelta: offerta accolta nel LIT, «la via è aperta» nel PUB — Il salto LIT→PUB va annotato a ogni occorrenza, perché è scelta espressiva motivata e non resa ovvia. Qui l'annotazione ha un appoggio interno: il 彖 dello stesso segno riprende il carattere in 不失其所亨, «non perde ciò per cui la sua offerta passa», dove 亨 è un bene posseduto e non un esito, cioè esattamente il credito rituale di chi porta l'offerta.

Il testo è ambiguo su 貞大人吉
  • 貞 apre la clausola e il prognostico 吉 è detto di 大人: famiglia di §C2, con polarità fissata dal 吉
  • 貞 predicato di 大人, sul modello di 利君子貞: «il grande personaggio che tiene fermo: fausto»
  • 貞 nudo, da trattare con §C3 come atto oracolare

Scelta: la prima, con §C2 e polarità positiva: LIT «presagio saldo: per chi ha autorità, fausto», PUB «tieni la posizione: per chi conta è propizio» — §C3 non si applica, perché un prognostico c'è e ne fissa il verso. Fra le prime due decide il 彖, che riprende la clausola alla lettera e la spiega con 以剛中也, «perché il duro sta al centro»: l'esito è attribuito alla posizione delle linee e non a una qualità morale del 大人. Leggere 貞 come attributo del personaggio importerebbe qui, in anticipo, proprio la lettura etica che §A esclude.

Il testo è ambiguo su 信
  • 信 «dare fede, prestare credito», il carattere scritto
  • 信 in prestito per 伸 «distendersi, farsi valere», da cui «ci sono parole e non si estendono»

Scelta: 信 come è scritto, su entrambi gli strati — §I: il prestito si adotta solo se attestato dall'apparato, mai perché rende la frase più piana. Qui decidono due cose. Il 彖, che glossa la clausola con 尚口乃窮也, «mettere la bocca al di sopra porta al punto in cui la strada finisce»: il commento antico parla del credito che la parola non ottiene, non della sua estensione. E il libro stesso, che al 九四 del 43 夬 chiude con 聞言不信, «ode le parole e non vi presta fede»: là il verbo di percezione davanti a 言 rende impossibile ogni valore diverso da «dare credito», e la clausola è la stessa a un carattere di distanza. Fra i due luoghi la resa va tenuta allineata.

Grande Immagine 大象

澤无水,困,君子以致命遂志。

La conca non ha più acqua: la Morsa. Chi vale, guardandola, mette in gioco la vita che gli è toccata e porta fino in fondo quello che vuole.

lettura filologica

La palude è senz'acqua: la Morsa. Il signore, da questo, consegna la vita che gli è stata assegnata e porta a compimento il proprio proposito.

Glossa carattere per carattere
澤zéla conca bassa in cui l'acqua si raccoglie e si ferma; è il valore del trigramma di sopra
水shuǐl'acqua; è il valore del trigramma di sotto, che la figura mette sotto la conca invece che dentro
致zhìportare fino in fondo, e da lì consegnare, rimettere nelle mani di qualcunoSchuessler
命mìngl'ordine che viene dall'alto e la durata di vita che ne discende: ciò che è assegnato e non sceltoGao Heng
遂suìseguire fino in fondo, condurre a termine ciò che era già avviatoSchuessler
志zhìciò a cui il cuore tende, l'intento fermo — distinto dal movimento del corpoKunst
Il testo è ambiguo su 君子
  • il membro della casa nobiliare (senso Zhou, sociale)
  • la persona compiuta (senso confuciano, etico)

Scelta: doppio binario: LIT sociale, PUB ricevuto — Il senso etico entra col Lunyu, da quattro a sei secoli dopo il testo. Le due rese sono anacronistiche in direzioni opposte, e il doppio binario è l'unico modo onesto di tenerle entrambe.

Il testo è ambiguo su 致命
  • consegnare la vita, cioè metterla in gioco fino a perderla
  • portare a compimento il mandato ricevuto, con 致 nel valore di 盡 «esaurire, condurre al termine»
  • eseguire l'ordine, con 命 come comando impartito da altri

Scelta: «consegnare la vita che gli è stata assegnata» su entrambi gli strati, con le altre due registrate — Le due metà della frase sono parallele — verbo più oggetto, verbo più oggetto — e in entrambe il verbo dice il portare fino in fondo. Ciò che le distingue sono gli oggetti: 命 è quanto ti è stato assegnato, 志 è quanto vuoi. La frase mette il primo a disposizione del secondo, ed è l'unico atto che il segno prescriva fuori dalle righe: le righe ne attribuiscono altri a chi legge — l'offerta del 九二, il rito del 九五, l'appoggio del 六三, il movimento del 上六 — ma valgono per chi si trova in quella posizione, mentre qui l'imperativo non ha condizione. Nel segno della morsa la Grande Immagine non descrive una condizione, prescrive un uso.

Cosa chiede

Ti chiede di smettere di spiegarti. Il giudizio lo dice in quattro caratteri, quello che dici non ti viene creduto, e il commento antico spiega perché: chi mette la bocca davanti a tutto arriva dove la strada finisce. In una morsa la parola è il primo modo di divincolarsi, ed è quello che stringe di più. Al suo posto il segno mette due volte un rito, in due righe diverse, e ogni volta lo chiama il momento giusto: dentro la morsa la parola non passa, l'offerta sì. Poi ti chiede la cosa che l'ultima riga dice senza attenuarla: muoverti ti costerà un rammarico, e conviene muoverti lo stesso.

Dove si sbaglia. Lo si legge come il segno della sfortuna, e la sfortuna non c'entra. Nel testo non compare né la calamità che arriva da fuori né il danno che ti fai da solo: compaiono oggetti fermi, e uno di essi è un banchetto. L'errore tipico è cercare un colpevole, dentro o fuori, dove il segno descrive una condizione e non una colpa. Il secondo errore è credere che serrati si stia fermi. Il movimento c'è quasi ovunque, ma quasi sempre peggiora: si scende nel buio, si rientra in una casa vuota, si arriva adagio contro un carro. Propizio è dichiarato una volta sola, in cima, e con un rammarico in conto.

Nelle diverse aree

Lavoro
Ciò che ti blocca ha una forma e un nome, e non è la tua capacità. Al secondo posto è l'abbondanza a serrare: si sta comodi e non ci si muove. Al quinto è l'insegna del proprio incarico. Guarda che cosa ti stringe prima di chiederti che cosa ti manca.
Relazioni
Il terzo posto è la riga più dura del segno: si torna nella propria casa e la persona non c'è. Il testo non dice perché, e il commento antico si limita a dire che non è un buon segno. Qui parlare di più non riporta nessuno.
Decisione
Il segno nomina la mossa due volte e la giudica in modo opposto: al secondo posto portare avanti l'impresa è avverso, in cima è propizio, con la stessa parola. Quello che cambia non è la tua determinazione, è il punto in cui sei: al secondo qualcosa sta arrivando e andarle incontro è il modo di perderla, in cima non c'è più niente da aspettare. L'ultima riga mette il rammarico prima della scelta e sceglie lo stesso: sapere in anticipo che ti pentirai non è un motivo per restare fra i rampicanti.
Interiorità
La Grande Immagine chiede due cose insieme: consegnare ciò che ti è stato assegnato e portare a termine ciò che vuoi. Non è rassegnazione. È la sola forma di iniziativa che un recinto lasci intatta, ed è l'unico atto che il segno prescrive fuori dalle righe: gli altri — l'offerta al secondo posto, il rito al quinto, il movimento in cima — valgono per chi si trova in quella riga, questo vale comunque.

Questo segno è uscito nella tua interrogazione?

La pagina spiega il segno in sé. Il consulto parte dal tuo quesito e dalle linee che il tiro ha mosso.

Interroga l'oracolo

Le sei linee

Dal basso verso l'alto. Una linea si legge solo quando il tiro la indica mutevole.

  1. prima linea初六

    Testo

    臀困于株木,入于幽谷,三歲不覿。

    Stai seduto su un ceppo che ti serra. Scendi in una gola buia: per tre anni non incontri nessuno.

    lettura filologica

    Le natiche serrate contro un ceppo. Entra in una gola buia: per tre anni non vede nessuno.

    Glossa carattere per carattere
    臀túnle natiche, la parte con cui ci si siede; il libro la nomina altrove per dire una posizione che non regge, 臀无膚 al 43 夬 e al 44 姤Kunst
    株zhūil ceppo che resta piantato nel terreno quando l'albero è stato tagliatoSchuessler
    木mùl'albero e il legno insieme: è lo stesso carattere che il nome del segno tiene chiuso dentro il recinto
    幽yōuil buio in cui le cose si ritirano e non si distinguono; il 小象 lo glossa con 不明, «senza luce»Schuessler
    谷gǔla gola fra due versanti, l'incavo per cui l'acqua scende
    三歲sān suìtre anni; 歲 è l'anno contato sul giro di Giove, l'unità con cui le iscrizioni misurano le attese lungheKunst
    覿dívedere, avere davanti agli occhi, e nell'uso rituale presentarsi con un dono a chi si visita. Nel libro ricorre in due soli luoghi, qui e al 上六 del 55 豐, entrambe le volte dentro 三歲不覿Gao Heng
    Il testo è ambiguo su 不覿
    • attivo: «non vede nessuno», con il soggetto della riga che resta soggetto del verbo
    • medio-passivo: «non si fa vedere», cioè sparisce agli occhi degli altri

    Scelta: l'attivo su entrambi gli strati, con il passivo registrato — 覿 è transitivo e nella riga non c'è cambio di soggetto: chi è sceso nella gola è lo stesso che non vede. Decide però soprattutto il parallelo, che è l'unico altro luogo del libro: al 上六 del 55 豐 la stessa clausola segue 闃其无人, «vuoto, non c'è nessuno», e lì il soggetto guarda dentro e non trova. Il 小象 di questa riga commenta il solo 幽不明 e non aiuta a decidere, per cui la seconda lettura resta in campo.

    Piccola Immagine 小象

    入于幽谷,幽不明也。

    Scendi in una gola buia: buio vuol dire che lì non si vede.

    lettura filologica

    «Entra in una gola buia»: il buio è ciò che non ha luce.

    Glossa carattere per carattere
    明míngla luce e il vedere insieme; il grafo accosta il sole e la luna

    La riga più bassa, e la più immobile. Le natiche premono su un ceppo: non un sedile, il resto di un albero tagliato — lo stesso carattere che il nome del segno tiene chiuso dentro il recinto. Poi si scende, e si scende in una gola buia, cioè più in basso dentro qualcosa che è già in basso. Tre anni senza incontrare nessuno. Il commento antico non consola e non spiega: dice che il buio è dove non si vede.

    Quando muove. Che si muova la prima dice che sei all'inizio di un tratto senza pubblico. Il testo dà una durata, tre anni, e in questo libro le durate si contano invece di attenuarle. Non è un invito a resistere: è l'informazione che ciò che attraversi ha una misura, e che la misura non è breve.

    Attenzione. Il ceppo era un albero. Ci si siede sopra perché è l'unica cosa rimasta in piedi, non perché sia un posto. L'appoggio che hai trovato non diventa per questo il posto che ti spetta.

  2. seconda linea九二

    Testo

    困于酒食,朱紱方來,利用享祀,征凶,无咎。

    Il vino e il cibo ti serrano. La fascia vermiglia sta arrivando: è il momento dell'offerta. Portare avanti l'impresa è avverso; niente da rimproverarti.

    lettura filologica

    Serrato fra vino e cibo. La fascia vermiglia sta per arrivare: giova presentare l'offerta. [La spedizione]: infausto; nessun addebito.

    Glossa carattere per carattere
    酒jiǔil vino di cereali fermentati, che nella Cina Zhou è anzitutto bevanda di sacrificioGao Heng
    食shíil cibo, ciò che si mangia; 酒食 è la coppia del banchetto e dell'offerta insieme
    朱zhūil rosso del cinabro, il più costoso dei rossi, riservato al cerimonialeSchuessler
    紱fúil paramano di stoffa che copre le ginocchia nel vestito di cerimonia, e per estensione il nastro del sigillo: l'insegna con cui si riconosce un incarico. Ricorre due volte in questo segno, qui in rosso di cinabro e al nove al quinto posto in rosso di fuocoGao Heng
    方fāngproprio ora, sul punto di: segnala l'imminenza e non la direzioneBaxter-Sagart 2014
    享祀xiǎng sìpresentare l'offerta e compiere il rito ai destinatari; 亯 è il grafo arcaico da cui 享 discendeShaughnessy 2022
    征zhēngla spedizione militare, il muovere in campagna verso un luogo — non il generico andare avantiKunst
    Il testo è ambiguo su 困于酒食
    • serrato dal vino e dal cibo: è l'abbondanza a trattenere, con 于 che introduce l'ostacolo come nelle altre cinque righe
    • a corto di vino e di cibo: è la privazione a stringere, con 困 nel valore di «essere ridotti a mal partito»

    Scelta: l'abbondanza su entrambi gli strati — Le sei righe usano 困于 con la stessa reggenza, e nelle altre cinque dopo 于 sta ogni volta una cosa che è lì e impedisce: un ceppo, una pietra, un carro di bronzo, un'insegna, dei rampicanti. 酒食 è il sesto termine della serie ed è quello in discussione: la privazione la romperebbe nell'unico punto in cui l'oggetto è desiderabile, e farebbe di 于 l'introduttore di ciò che manca invece di ciò che è presente. I triboli del 六三 non entrano nel conto, perché dipendono da 據于 e non da 困于: sono un appiglio cercato, non una cosa che serra. Decide poi il 小象, che aggiunge 中有慶也, «al centro c'è di che far festa», che con la fame non torna; e il libro conosce altrove questa coppia come luogo dove si sta bene, al 九五 del 5 需, 需于酒食,貞吉. Là il verbo è «attendere», qui è «essere serrati»: la differenza è tutta nel verbo, e va conservata.

    Il testo è ambiguo su 朱紱方來
    • soggetto è l'insegna: la fascia vermiglia sta per arrivare a chi è serrato
    • metonimia: arriva chi la porta, cioè l'inviato che ne è insignito

    Scelta: l'insegna come soggetto, con la metonimia registrata — Il testo mette 朱紱 in posizione di soggetto e 方來 come predicato, e nomina l'oggetto. La metonimia è plausibile e cambia poco l'esito pratico, ma sostituire la cosa nominata con l'inferenza su chi la indossa significherebbe tradurre la ricostruzione della scena invece della frase. Il commentario può tenere aperte entrambe, la traduzione no.

    Piccola Immagine 小象

    困于酒食,中有慶也。

    Il vino e il cibo ti serrano: al centro c'è un bene da festeggiare.

    lettura filologica

    «Serrato fra vino e cibo»: al centro c'è di che far festa.

    Glossa carattere per carattere
    中zhōngil mezzo: qui il secondo posto, centro del trigramma di sotto, e insieme lo stare nel mezzo senza sbilanciarsi
    慶qìngil dono che si porta per congratularsi, e da lì la buona sorte che si festeggia: un bene che arriva e si divideSchuessler

    L'unica riga in cui ciò che serra è una cosa buona. Vino e cibo: quello che si porta a un banchetto e a un altare, e qui stringe. Il libro li nomina anche al quinto posto dell'Attesa, e là sono propizi: la differenza sta tutta nel verbo. Poi l'insegna vermiglia sta per arrivare, e il testo non dice di andarle incontro. Dice che è il momento dell'offerta, e che portare avanti l'impresa è avverso.

    Quando muove. È la linea dura al centro del trigramma di sotto, e il commento antico le assegna l'unico bene da festeggiare del segno. Che si muova qui dice che qualcosa ti sta arrivando, e che il modo per perderlo è andarlo a prendere. La cosa da fare adesso è un gesto rituale, non una mossa.

    Attenzione. L'abbondanza serra più della fame, perché non chiede di essere risolta. E il verdetto della riga non è propizio: è che non c'è nulla da rimproverarti, che è meno.

  3. terza linea六三

    Testo

    困于石,據于蒺蔾,入于其宮,不見其妻,凶。

    Una pietra ti serra, e per appoggiarti trovi i triboli. Entri in casa tua e tua moglie non c'è. È avverso.

    lettura filologica

    Serrato contro una pietra, si appoggia sui triboli. Entra nella sua casa e non vede la moglie. Infausto.

    Glossa carattere per carattere
    石shíla pietra, il masso che sta e non si sposta
    據jùappoggiarsi con le mani, prendere appiglio; il grafo ha la mano 扌. Non è sedersi: è cercare un sostegnoSchuessler
    蒺蔾jí líil tribolo, erba bassa il cui frutto porta spine rigide; cresce nei terreni poveri e calpestati. Scritto anche 蒺藜Gao Heng
    宮gōngla dimora cinta di mura, la casa d'abitazione; il valore di «palazzo» è posterioreSchuessler
    妻qīla moglie, la donna della casa
    見jiànvedere, avere sotto gli occhi — non xiàn «apparire»Kunst
    凶xiōnginfausto: il verdetto negativo pieno, che in questo segno compare una volta sola sciolto da condizioni
    Il testo è ambiguo su 見
    • jiàn «vedere, avere sotto gli occhi»
    • xiàn «apparire, mostrarsi»

    Scelta: jiàn, con la voce da riportare nel registro §G del lessico — 見 regge qui il complemento 其妻 ed è negato da 不: la costruzione è quella del vedere, e la lettura xiàn richiederebbe che la moglie fosse soggetto e il resto della frase cambiasse reggenza. È l'unica occorrenza del carattere in questo esagramma.

    Il testo è ambiguo su 不見其妻
    • la moglie non c'è in quel momento: il testo registra un'assenza e non ne dice la causa
    • la moglie è morta o se n'è andata: il 小象 chiude con 不祥也, che è linguaggio di presagio funesto

    Scelta: l'assenza nuda su entrambi gli strati — La riga dice soltanto che non la vede. 不祥, «non è di buon augurio», è ciò che il commento antico ricava dalla scena, non ciò che la scena dichiara: anticipare nella traduzione l'esito che il commento ne trae sostituirebbe il fatto con la sua interpretazione, e toglierebbe al lettore la possibilità di vedere che sono due strati diversi.

    Piccola Immagine 小象

    據于蒺蔾,乘剛也。入于其宮不見其妻,不祥也。

    Ti appoggi ai triboli: sotto di te c'è una linea dura. Entri in casa e tua moglie non c'è: non è un buon segno.

    lettura filologica

    «Si appoggia sui triboli»: sta sopra a una linea dura. «Entra nella sua casa e non vede la moglie»: non è segno di bene.

    Glossa carattere per carattere
    乘chéngmontare sopra, stare a cavalcioni; nel linguaggio delle linee una cedevole che poggia su una dura è in posizione che non reggeGao Heng
    祥xiángil segno favorevole che si legge negli avvenimenti; il grafo ha il radicale del culto 示Schuessler

    La riga peggiore, l'unica con un verdetto avverso pieno. Una pietra ferma il passo; si cerca appoggio e sotto la mano ci sono i triboli, spine basse che stanno dove uno le calpesta. Poi si rientra in casa e la moglie non c'è. Il testo non dice se sia uscita, partita o morta: dice che non la vede. Il commento antico chiude con tre parole, non è un buon segno, e non aggiunge altro.

    Quando muove. Che si muova la terza dice che ogni appoggio che cerchi peggiora la presa. Il commento antico spiega la riga con la posizione e non con la condotta: una linea cedevole che poggia su una dura, cioè un peso scaricato su ciò che non lo regge. Non c'è un gesto giusto proposto qui, e il testo non ne propone nessuno.

    Attenzione. Fra la pietra e i triboli, la seconda è una scelta: appoggiarsi è stato deciso. La pietra sta lì e basta; i triboli li hai in mano perché li hai afferrati. Il verdetto avverso della riga sta altrove, e il testo non lo spiega.

  4. quarta linea九四

    Testo

    來徐徐,困于金車。吝,有終。

    Chi viene arriva piano piano: lo serra un carro di bronzo. Si va allo stretto, e però una fine c'è.

    lettura filologica

    Viene adagio adagio: serrato da un carro di bronzo. Strettezza; c'è una fine.

    Glossa carattere per carattere
    來láivenire verso chi parla, avvicinarsi; opposto a 往, l'andare via
    徐徐xú xúraddoppiamento di 徐 «lento»: piano piano, con esitazione. Il raddoppiamento intensifica e insieme rallenta. Il carattere torna scempio al nove al quinto postoSchuessler
    金jīnil metallo, e nel lessico Zhou anzitutto il bronzo delle fusioni
    車jūil carro; le guarnizioni di bronzo lo rendono pesante e costoso, e ne fanno un veicolo di rangoGao Heng
    吝lìnstrettezza: la via si restringe, senza che sia dichiarata infausta
    終zhōngalla fine, il termine di una cosa; il grafo raffigura i due capi annodati di un filoSchuessler
    Il testo è ambiguo su 金車
    • il carro guarnito di bronzo: una cosa pesante che sbarra la via
    • il carro come veicolo di chi ha rango, quindi l'ostacolo è una persona in autorità

    Scelta: l'oggetto su entrambi gli strati, con la lettura per persona tenuta nel commentario — Dopo 困于 le altre cinque righe mettono una cosa e non un uomo, e uniformare qui romperebbe la serie. La porta resta però socchiusa, perché al nove al quinto posto ciò che serra è un'insegna, che vale già per la persona che la indossa: il segno sta scivolando dagli ostacoli materiali a quelli fatti di posizione, e questa riga è il punto di passaggio.

    Il testo è ambiguo su 有終
    • «c'è una fine»: la cosa arriva a conclusione, senza che l'esito sia dichiarato
    • «si porta a compimento», con esito favorevole implicito, come nella coppia 无初有終 del 六三 del 38 睽

    Scelta: «c'è una fine» su entrambi gli strati, resa allineata a quella già fissata sul 38 — Il 小象 spiega la riga con 有與也, «c'è chi si unisce a lui», che dice una compagnia e non un successo. Dopo 吝, che è già un verdetto di restringimento, rendere 有終 come «finisce bene» aggiungerebbe il giudizio favorevole che il testo si è astenuto dal dare. L'edizione ha reso la stessa formula «una fine c'è» nel 38 睽 e la tiene identica.

    Piccola Immagine 小象

    來徐徐,志在下也。雖不當位,有與也。

    Arriva piano piano: quello che vuole sta più in basso. Il posto non è il suo, eppure qualcuno gli sta accanto.

    lettura filologica

    «Viene adagio adagio»: il proposito sta in basso. Benché il posto non gli spetti, c'è chi si unisce a lui.

    Glossa carattere per carattere
    當位dāng wèioccupare il posto che compete alla natura della linea: una dura in posto dispari, una cedevole in posto pariGao Heng
    與yǔstare insieme a, unirsi a; e come sostantivo il compagno, chi prende parteSchuessler

    Arriva adagio, e il carro di bronzo lo trattiene. È la riga in cui il movimento c'è per intero: qualcuno viene, e viene verso il basso, verso chi sta alla prima riga. Il commento antico lo dice — quello che vuole sta più giù. Il verdetto è doppio e non si contraddice: si va allo stretto, e una fine c'è. Non dice che finisce bene. Dice che finisce.

    Quando muove. Che si muova la quarta ti mette nella riga di chi arriva, non di chi aspetta: quello che vuoi sta più in basso e ci vai adagio. Il testo non dice che qualcuno ti trattiene, dice che vieni piano; e intanto un carro di bronzo ti serra. Il commento antico aggiunge che il posto non è il tuo e che qualcuno ti sta accanto lo stesso: quello che ti tocca qui è una compagnia, non un risultato.

    Attenzione. Il carro di bronzo è pregiato, ed è per questo che è difficile chiamarlo ostacolo. Ciò che ti trattiene può benissimo essere una cosa di valore, e resta ciò che ti trattiene.

  5. quinta linea九五

    Testo

    劓刖,困于赤紱。乃徐有說,利用祭祀。

    Ti hanno tagliato il naso e i piedi; la fascia scarlatta ti serra. E allora, piano, il nodo si scioglie. È il momento del rito.

    lettura filologica

    Naso tagliato, piedi tagliati: serrato dalla fascia scarlatta. E allora, adagio, c'è di che rallegrarsi *(nota: 說 anche per 脫 «venir via, sciogliersi»)*. Giova impiegare [la vittima] nel sacrificio.

    Glossa carattere per carattere
    劓yìtagliare il naso: una delle pene mutilanti del penale Zhou. Nel libro ricorre in un altro luogo solo, il 六三 del 38 睽, 其人天且劓Gao Heng
    刖yuètagliare il piede all'altezza della caviglia; l'altra pena mutilante della stessa serieGao Heng
    赤chìil rosso del fuoco, più cupo del cinabro; il grafo unisce 大 e 火Schuessler
    紱fúil paramano di cerimonia, e per estensione il nastro del sigillo: l'insegna dell'incarico. Al nove al secondo posto è di cinabro e sta per arrivare; qui è di fuoco ed è addossoGao Heng
    乃nǎie allora, solo a quel punto: lega ciò che segue a ciò che precede come conseguenza, non come aggiuntaBaxter-Sagart 2014
    徐xúadagio, senza fretta: è la parola che il nove al quarto posto raddoppia in 徐徐
    說yuèil grafo vale «dire» (shuō), «rallegrarsi» (yuè, poi scritto 悅) e «venir via, sciogliersi» (tuō, poi scritto 脫). Il libro lo usa nel terzo valore al 九三 del 9 小畜, che scrive 輿說輻, e al 九二 del 26 大畜, che scrive 輿說輹; il 彖 di questo segno lo usa nel secondo, ed è il secondo che la trascrizione tiene, perché il carattere scritto è 說Gao Heng
    祭祀jì sìil sacrificio e il rito agli antenati: i due termini in coppia coprono l'atto per interoGao Heng
    Il testo è ambiguo su 劓刖
    • le due pene mutilanti, come le nominano i codici: naso e piede tagliati
    • prestito per 臲卼 «malfermo, che vacilla», il binomio che questo stesso esagramma scrive per esteso cinque righe più avanti, al 上六

    Scelta: le pene su entrambi gli strati, con il prestito registrato — I due caratteri sono quelli scritti e valgono ciascuno per sé una pena precisa; 劓 ricorre nello stesso valore al 六三 del 38 睽, dove l'edizione l'ha già reso «il naso tagliato». La lettura per 臲卼 è sostenuta da un fatto forte — il segno scrive quel binomio poco dopo — ma §I vieta di adottare un prestito perché rende l'immagine più coerente. Il commentario tiene conto della vicinanza dei due luoghi senza fonderli.

    Il testo è ambiguo su 說
    • yuè «rallegrarsi», poi scritto 悅: è il valore che il 彖 di questo segno dà al carattere in 險以說
    • tuō «venir via, sciogliersi», poi scritto 脫: il valore che il libro usa in 輿說輻 al 9 小畜 e in 輿說輹 al 26 大畜

    Scelta: §I in azione: il LIT rende il valore che il segno stesso documenta nel 彖 e annota il prestito, il PUB segue 脫 — Il prestito è attestato dall'apparato e da un parallelo interno già fissato dall'edizione: al 九三 del 9 小畜 (輿說輻, dove 輻 è a sua volta letto in prestito per 輹) e al 九二 del 26 大畜 (輿說輹) il carro 說 il fermo dell'assale, e lì non può valere altro che «si sfila». Qui la riga viene dopo tre caratteri che dicono un corpo mutilato e un'insegna che stringe, e 乃徐 «solo allora, adagio» descrive un allentarsi progressivo, non un rallegrarsi. Il commentario si aggancia al PUB, come §I prescrive.

    Il testo è ambiguo su 赤紱
    • l'insegna è di chi occupa il quinto posto: ciò che serra è il proprio grado
    • l'insegna è di un altro, e chi la porta è l'ostacolo che si frappone

    Scelta: l'insegna di chi occupa il posto, con l'altra registrata — Il quinto è il posto di chi comanda, e il 小象 dice 志未得也, «il proposito non è ancora ottenuto»: è la posizione stessa a serrare chi la occupa. È l'unica riga del segno in cui ciò che sta dopo 困于 non è una cosa del mondo ma un segno di rango, e la simmetria col 朱紱 del nove al secondo posto — una che arriva, l'altra che stringe — è il perno del commentario.

    Piccola Immagine 小象

    劓刖,志未得也。乃徐有說,以中直也。利用祭祀,受福也。

    Ti hanno tagliato il naso e i piedi: quello che vuoi non l'hai ancora. Piano il nodo si scioglie: perché stai al centro e stai diritto. È il momento del rito: il favore arriva.

    lettura filologica

    «Naso tagliato, piedi tagliati»: il proposito non è ancora ottenuto. «E allora, adagio, c'è di che rallegrarsi»: per il centro e per la dirittura. «Giova impiegare [la vittima] nel sacrificio»: si riceve il favore.

    Glossa carattere per carattere
    未wèinon ancora — non «non»: nega il presente lasciando aperto il seguitoBaxter-Sagart 2014
    直zhídiritto, non piegato; il grafo è l'occhio con la linea che ne esce, cioè il guardare senza sbiecoSchuessler
    福fúil favore che viene dagli antenati in risposta all'offerta; il grafo ha il radicale del culto 示 e il vaso colmo 畐Schuessler

    La riga del comando, e comincia con due mutilazioni: naso e piedi tagliati, le pene con cui si marchiava chi era stato giudicato. Il corpo porta addosso il segno di ciò che l'ha stretto. Poi ciò che serra: la fascia scarlatta, l'insegna dell'incarico. È l'unico posto in cui a stringere non è una cosa del mondo ma il proprio grado. E il testo non promette che la stretta si apra in fretta: dice adagio, con la stessa parola che la riga sotto raddoppia.

    Quando muove. Che si muova la quinta dice che la posizione che occupi è anche ciò che ti lega. Il commento antico è netto, quello che vuoi non l'hai ancora, e non lo attenua. Poi indica una cosa sola da fare, e non è una mossa di potere: è un rito, e ciò che se ne riceve è un favore.

    Attenzione. «Adagio» è la parola su cui sta tutta la riga. Ciò che stringe è una fascia, e una fascia si allenta con la stessa lentezza con cui è stata stretta. Qui la fretta non è un difetto di carattere: è il modo tecnico di restare legati.

  6. sesta linea上六

    Testo

    困于葛藟,于臲卼,曰動悔有悔,征吉。

    Ti serrano i rampicanti, e sotto di te l'appoggio vacilla. Ti dici che muoverti sarà un rammarico, e il rammarico c'è. Portare avanti l'impresa è propizio.

    lettura filologica

    Serrato fra i rampicanti, e su un appoggio che vacilla. Si dice: «muoversi è rimorso»; c'è rimorso. [La spedizione]: fausto.

    Glossa carattere per carattere
    葛géla liana da cui si ricava la fibra per la tela d'estate: pianta utile, che però ricopre tutto ciò su cui saleSchuessler
    藟lěiil tralcio rampicante, la vite selvatica; 葛藟 è la coppia dei rampicanti che avviluppanoGao Heng
    臲卼niè wùbinomio descrittivo dell'instabile, di ciò che non sta fermo sotto il piede; ricorre in questo solo luogo del libroGao Heng
    曰yuēdire; introduce le parole riportate
    動dòngmuoversi, mettersi in movimento; è il verbo del movimento in genere, non la spedizioneSchuessler
    悔huǐil rimorso, l'esito che si sarebbe potuto evitare
    征zhēngla spedizione militare, il muovere in campagnaKunst
    Il testo è ambiguo su 曰動悔有悔
    • 曰「動悔」,有悔 — si dice «muoversi è rimorso», e rimorso c'è davvero
    • 曰:「動悔有悔」 — l'intera frase è ciò che si dice, riportata come formula d'oracolo
    • 曰 come particella iniziale priva di valore verbale, sul modello di 爰 e 聿, da cui «muoversi porta rimorso: c'è rimorso»

    Scelta: la prima, su entrambi gli strati — §J: la punteggiatura è nostra e la segmentazione contesa va dichiarata. Decide il 小象, che cita 動悔有悔 lasciando fuori il 曰: il commento antico stacca il verbo di dire dal blocco citato, e questo sostiene di leggerlo come verbo e non come particella. La ripetizione di 悔 a due caratteri di distanza è il modo in cui il testo mette la frase detta accanto al fatto che la conferma.

    Il testo è ambiguo su 有悔 e 征吉
    • il rimorso è l'esito della riga, e il 征吉 che segue lo contraddice
    • il rimorso appartiene alla frase riportata, cioè è ciò che si teme e non ciò che accade
    • le due clausole descrivono due tempi: prima il rimorso, poi il movimento che nonostante quello è fausto

    Scelta: la terza, che è quella che il 小象 esplicita — Il commento antico tiene insieme le due cose e chiude con 吉行也, «è il muoversi a essere fausto»: non toglie il rimorso, lo mette prima. La riga è per questo l'unico luogo del segno in cui il libro dichiara un costo e poi consiglia di pagarlo, e la traduzione non deve appianare la sequenza in una sola frase di senso unico.

    Piccola Immagine 小象

    困于葛藟,未當也。動悔有悔,吉行也。

    Ti serrano i rampicanti: non sei ancora al posto giusto. Muoverti sarà un rammarico e il rammarico c'è: eppure è proprio il muoversi a essere propizio.

    lettura filologica

    «Serrato fra i rampicanti»: non è ancora al posto giusto. «Muoversi è rimorso; c'è rimorso»: è il muoversi a essere fausto.

    Glossa carattere per carattere
    未當wèi dāngnon ancora a posto: la linea non occupa il luogo che le compete, e il 未 lascia aperto che possa arrivarciGao Heng
    行xíngandare, il moto in corso — non il cammino compiuto

    I rampicanti avvolgono e sotto i piedi l'appoggio vacilla: due modi di non tenere, uno che stringe e uno che cede. Poi il testo fa una cosa rara, riporta una frase detta. Ti dici che muoverti sarà un rammarico, e il rammarico c'è davvero. Il libro non lo smentisce. Aggiunge soltanto, in due caratteri, che portare avanti l'impresa è propizio, e il commento antico ripete: è il muoversi a essere fausto.

    Quando muove. Che si muova l'ultima dice che sei in fondo alla morsa e che uscirne ha un prezzo. La riga non lo toglie: lo mette prima. Fra restare fra i rampicanti senza rammarico e muoverti col rammarico, il libro sceglie il secondo, e lo dice con la parola che usa per le spedizioni militari.

    Attenzione. Il rammarico non è il segnale che hai sbagliato. Qui è il prezzo del movimento, ed è previsto. Aspettare che passi prima di muoverti significa non muoversi.

I commentari antichi

Tuanzhuan 彖傳

困,剛揜也。險以說,困而不失其所亨,其唯君子乎。貞大人吉,以剛中也。有言不信,尚口乃窮也。

La Morsa: la linea dura è coperta. Passaggio scosceso, e insieme contentezza: serrato, e non perde ciò che gli tiene la via aperta: chi altri, se non chi vale. «Tieni la posizione: per chi conta è propizio»: perché la linea dura sta al centro. «Quello che dici non ti viene creduto»: mettere la bocca davanti a tutto porta dove la strada finisce.

lettura filologica

La Morsa: il duro è coperto. Scosceso, e insieme lieto: serrato, e non perde ciò per cui la sua offerta passa — non è forse il solo signore. «Presagio saldo: per chi ha autorità, fausto»: perché il duro sta al centro. «Ci sono parole, e non si dà loro fede»: mettere la bocca al di sopra porta al punto in cui la strada finisce.

Glossa carattere per carattere
揜yǎncoprire, mettere sopra così che non si veda; variante di 掩. Nella figura sono le linee cedevoli a stare sopra le dureSchuessler
險xiǎnlo scosceso, il passaggio in cui si può precipitare; è la qualità del trigramma di sottoGao Heng
說yuèrallegrarsi: qui vale la qualità del trigramma di sopra 兌, non lo sciogliersi del nove al quinto postoGao Heng
失shīperdere, lasciarsi sfuggire di mano
唯wéisoltanto, non altri che
尚shàngmettere in alto, tenere in maggior conto di ogni altra cosaSchuessler
口kǒula bocca, e per metonimia il parlare
窮qióngarrivare in fondo a una via che non prosegue; essere ridotti all'ultimoSchuessler
Il testo è ambiguo su 君子
  • il membro della casa nobiliare (senso Zhou, sociale)
  • la persona compiuta (senso confuciano, etico)

Scelta: doppio binario: LIT sociale, PUB ricevuto — Il senso etico entra col Lunyu, da quattro a sei secoli dopo il testo. Le due rese sono anacronistiche in direzioni opposte, e il doppio binario è l'unico modo onesto di tenerle entrambe.

Il testo è ambiguo su 說
  • yuè «rallegrarsi», qualità del trigramma 兌
  • tuō «sciogliersi», il valore adottato nel PUB del nove al quinto posto

Scelta: yuè qui, tuō là: lo stesso grafo prende due valori dentro lo stesso file — 險以說 accoppia i due trigrammi per la loro qualità, e la qualità di 兌 è 說 letto 悅 in tutto l'apparato antico. Che un carattere sia reso in due modi nello stesso esagramma non è un'incoerenza dell'edizione: è ciò che il testo chiede, come per le due occorrenze di 見 nel 九二 del 1 乾. La divergenza è registrata qui e nella nota di lavoro perché sia visibile.

Il testo è ambiguo su 不失其所亨
  • 所亨 come «ciò per cui la sua offerta passa», cioè il credito rituale che possiede
  • 所亨 come «il luogo del suo passare», con 亨 nel valore ricevuto di riuscita
  • 所 come nominalizzatore puro: «non perde il proprio riuscire»

Scelta: la prima nel LIT, con la resa di §A; nel PUB «ciò che gli tiene la via aperta» — La clausola è la prova interna più forte che questo esagramma offra sulla decisione di §A: 亨 vi è un bene che si possiede e che si può perdere, non un esito che capita. Un esito non si perde, si ottiene o no; ciò che si perde è il credito con cui ci si presenta. Il commento antico costruisce qui la sua unica lode del segno, e la costruisce su questo.

Xugua 序卦

升而不已必困,故受之以《困》。

Chi sale e non smette finisce per forza serrato: per questo dopo la Salita viene la Morsa.

lettura filologica

Salire e non smettere porta di necessità a essere serrati: perciò lo si riceve con 困.

Glossa carattere per carattere
已yǐcessare, venire a termine; 不已 è «senza smettere»Schuessler
必bìdi necessità, non può che: il trattato lega i segni con un nesso obbligato, non probabile
Il testo è ambiguo su 升
  • il verbo «salire»
  • il nome del segno 46, di cui l'edizione ha già fissato il titolo «La Salita»

Scelta: si nomina il segno, riprendendo il titolo già fissato — Il 序卦 lega ogni segno al precedente ripetendone la parola chiave, e qui la parola è il nome del 46. Il titolo italiano di quel segno è già deciso e va ripreso invece di formarne uno nuovo, come l'edizione ha fatto per le altre voci di catena. Nel LIT resta visibile che il trattato usa il carattere come verbo prima che come nome, e la frase lo tratta da verbo.

Il testo è ambiguo su 不已
  • «senza smettere», detto della salita che non si interrompe
  • «senza compimento», con 已 nel valore di «finire, essere concluso»

Scelta: «senza smettere» su entrambi gli strati — Il trattato costruisce la catena su ciò che eccede: si sale, non ci si ferma, e l'eccesso produce il serrarsi. Il 46 aveva chiuso al sesto posto con una salita che continua al buio, e questa frase la raccoglie esattamente lì. Il valore «senza compimento» darebbe una salita fallita invece che una salita prolungata, e romperebbe il nesso col segno precedente.

Zagua 雜卦

《井》通而《困》相遇也。

Il Pozzo lascia passare; la Morsa è imbattersi in ciò che non lascia passare.

lettura filologica

井 dà passaggio; 困 è imbattersi.

Glossa carattere per carattere
通tōngpassare da parte a parte senza ostacolo: è il contrario esatto di ciò che il nome 困 diceSchuessler
相xiāngl'uno con l'altro, reciprocamente
遇yùincontrare per via, imbattersi in qualcosa senza averlo cercato; è la parola con cui lo stesso trattato glossa il 44 姤Schuessler
Il testo è ambiguo su 相遇
  • l'imbattersi nell'ostacolo, in coppia contrastiva con 通 «passare da parte a parte»
  • «si incontrano», detto delle linee: dure e cedevoli che si trovano l'una addosso all'altra

Scelta: l'imbattersi nell'ostacolo, con la lettura per le linee registrata — Il 雜卦 accoppia i segni per contrasto, e 通 chiede dall'altra parte qualcosa che il passaggio lo neghi: l'incontro nominato è quello con ciò che sta in mezzo. La lettura per le linee resta però in campo, perché è quella che il trattato usa per il 44 姤 (柔遇剛也) e perché il 彖 di questo esagramma dice appunto 剛揜也, il duro coperto dal cedevole. Il segno gemello è già prodotto: contenuti/48-jing.json porta il titolo «Il Pozzo» e la stessa voce del trattato. La resa è stata allineata a quel file invece che rifatta — il LIT è ripreso alla lettera da lì, dove il verbo resta nudo come in cinese e 相 sta nella glossa; il PUB ne differisce per il solo punto che quel file non poteva scrivere, il nome dell'altro segno. Perché la voce esca identica sulle due pagine il PUB del 48 va portato a «la Morsa»: quel file scrive oggi «l'Assedio», cioè il titolo che questa pagina portava fino al 15/08/2026, e per di più con un verbo diverso («imbattersi in» invece di «l'incontrare»).

Il testo è ambiguo su 《井》通而《困》相遇也
  • voce unica che copre i due segni della coppia, come la fonte la trasmette
  • due glosse indipendenti, da assegnare una per segno

Scelta: voce unica, registrata identica su entrambi i segni della coppia — La fonte trasmette la frase come una sola proposizione con due soggetti, e la nota di fonte/_sequenze.json dichiara la voce condivisa con il 48. Spezzarla in due mezze frasi darebbe a ciascun segno un testo che il trattato non ha: il contrasto è il contenuto della voce, non il suo contorno. Il riscontro è stato fatto su contenuti/48-jing.json e non sulla sola fonte: una voce condivisa si copia dal segno gemello già prodotto, non si traduce due volte.

Segni collegati

Provenienza del testo

Fonte cinese:
易學網 (https://www.eee-learning.com/book/eee47). Il testo è confrontato carattere per carattere con la fonte.
Collazionato con:
fonte/47-kun2.json — 易學網 (eee-learning.com) /book/eee47, collazione singola, concordanza true; fonte/_sequenze.json per 序卦 e 雜卦 (ctext.org); la voce del 雜卦 è dichiarata condivisa con il 48 井; contenuti/04-meng.json — riscontro interno su 困, che il 六四 di quel segno porta in 困蒙 e che l'edizione ha già reso «serrato» nel LIT; contenuti/05-xu.json — riscontro interno su 酒食, che il 九五 di quel segno porta in 需于酒食,貞吉, e su 困窮 nel suo 彖; contenuti/38-kui.json — riscontro interno su 劓 (其人天且劓) e sulla resa di 有終 nella coppia 无初有終; contenuti/43-guai.json — riscontro interno su 不信: il 九四 di quel segno chiude con 聞言不信, la stessa clausola a un carattere di scarto; contenuti/09-xiaoxu.json — riscontro interno su 說 letto 脫 in 輿說輻, prestito già adottato dall'edizione; contenuti/13-tongren.json — riscontro interno su 三歲 e sul 困 del 小象 al 九四; contenuti/29-kan.json — riscontro interno su 三歲不得 e sull'immagine dei rovi in 寘于叢棘; contenuti/46-sheng.json — segno precedente nella catena del 序卦: titolo «La Salita» ripreso alla lettera; fonte/55-feng.json — riscontro sulla fonte per 三歲不覿, che è l'unico altro luogo del libro in cui la clausola compare; contenuti/55-feng.json — riscontro sul prodotto per 三歲不覿: quel file rende «Per tre anni non si vede più nessuno», impersonale, questo «per tre anni non incontri nessuno», in seconda persona. La divergenza è di persona e non di diatesi (vedi nota di lavoro); fonte/48-jing.json — riscontro sulla fonte del segno gemello per la voce condivisa del 雜卦; contenuti/48-jing.json — segno gemello già prodotto: titolo «Il Pozzo» ripreso alla lettera nel PUB del 雜卦, e LIT della voce condivisa copiato da quel file invece di essere ritradotto
Apparato:
Kunst, The Original Yijing (1985); Shaughnessy, The Origin and Early Development of the Zhou Changes (Brill 2022, OA); Gao Heng, Zhouyi gujing jinzhu; Schuessler, ABC Etymological Dictionary of Old Chinese; Baxter-Sagart 2014