Esagramma 27 · La Mascella
頤 · Yí · Le Guance
Tuono sotto, Monte sopra
Il segno
Il segno ha la forma di una bocca aperta: due linee piene chiudono sopra e sotto, quattro vuote stanno in mezzo. Il giudizio non chiede di mangiare meglio. Chiede di guardare le mascelle — quelle degli altri e le tue — e di vedere da che parte arriva il cibo. Chi tiene in vita chi. E che cosa ti procuri da solo, senza aspettare che qualcuno te lo passi.
Guarda la figura: due tratti pieni alle estremità, quattro vuoti dentro. È una bocca aperta, con le labbra sopra e sotto e il cavo in mezzo. Sotto la montagna c'è il tuono: la scatola del cranio non si muove, la mascella sì. Dentro questa bocca il libro mette due animali e due luoghi. Una tartaruga sacra, quella che risponde quando la si interroga, posata a terra da chi preferisce guardare la bocca di un altro che mastica. Una tigre con gli occhi bassi e lo sguardo fermo, la fame che insegue e non stacca. Un poggio dove si sale a cercare da mangiare. Un fiume grande che a un certo punto non si può passare, e una riga più tardi conviene passarlo. Tutto il segno si gioca fra questi: dove punta la bocca, e chi la riempie.
Perché questo nome
頤 è composto da 𦣝, che disegna la guancia e la mandibola, e da 頁 «testa»: il carattere nomina un pezzo di anatomia, non una funzione. Da lì viene l'uso verbale «masticare, sostentare», e da lì la glossa che il 序卦 e il 雜卦 danno del segno con 養 «nutrire». La resa concreta è quindi la mascella, e la figura la conferma da sola: due tratti pieni agli estremi, quattro vuoti dentro, cioè una bocca aperta vista di profilo. «Il Nutrimento» nomina la glossa antica e non il carattere, e sposta il segno su un tema — l'alimentarsi, la cura di sé — che il testo tocca solo di riflesso: le sei righe parlano di direzione, di chi dà da mangiare a chi, non di dieta. «Gli Angoli della Bocca» è la formula dell'edizione italiana corrente e resta fra le rese diffuse. Singolare e non plurale per ragione di titolo: §H chiede un sostantivo italiano singolo, e «Le Mascelle» in italiano corrente evoca la presa dell'animale più che l'organo. La riserva di leggibilità non si applica, perché «mascella» è parola d'uso comune. Regola delle coppie §H: nessun altro esagramma del libro porta 頤 nel nome, e il rovesciato-opposto 28 大過 non condivide alcun carattere, quindi la regola non si attiva.
Noto anche come: Il Nutrimento, Gli Angoli della Bocca, L'Alimentazione, Il Nutrire, Le Fauci, The Corners of the Mouth, Nourishment, Jaws.
Come si legge
Tuono sotto, montagna sopra: qualcosa si scuote dentro un involucro che sta fermo. Le uniche due linee piene sono la prima e la sesta, agli estremi, e sono le sole che abbiano qualcosa da dare. Le quattro cedevoli in mezzo sono bocche: non producono cibo, lo ricevono. Da qui la geometria del segno. Il primo posto ha di che nutrirsi e lo abbandona per guardare altrove. Il secondo e il quarto si girano verso il basso, e il testo chiama questo capovolgersi: al quarto è propizio, perché in basso trova la linea piena che gli corrisponde; al secondo no, perché sopra ha una cedevole identica a sé. Il quinto va di traverso alla regola, e la cosa che lo salva è restare fermo. In cima il pieno è la fonte: tutti mangiano da lì, e la posizione porta rischio insieme alla riuscita.
Il responso
Giudizio 卦辭
貞吉。觀頤,自求口實。
Tieni la posizione: è propizio. Guarda come uno mastica, e con che cosa si riempie la bocca da solo.
Presagio saldo: fausto. Osserva le mascelle; da sé si cerca di che riempire la bocca.
Glossa carattere per carattere
| 貞 | zhēn | sottoporre a presagio; nelle iscrizioni Shang è il verbo tecnico della consultazione. Qui il prognostico 吉 segue immediatamente e ne fissa la polarità | Kunst |
| 吉 | jí | fausto: l'esito favorevole del responso | |
| 觀 | guān | guardare con applicazione, esaminare — è il guardare che dà il nome all'esagramma 20, non il vedere occasionale di 見 | Schuessler |
| 頤 | yí | la guancia e la mandibola; 𦣝 disegna il profilo del mento, 頁 è la testa. Per estensione masticare, e quindi sostentare | Schuessler |
| 自 | zì | da sé, per proprio conto: riflessivo esplicito, non enfatico | |
| 求 | qiú | cercare procurandosi, andare a prendere — non il domandare a qualcuno | Kunst |
| 口 | kǒu | la bocca come apertura, distinta da 頤 che è l'osso che la muove | |
| 實 | shí | ciò che riempie un contenitore, il pieno; anche il frutto sull'albero. 口實 è quel che sta dentro la bocca | Schuessler |
Il testo è ambiguo su 貞
- rettitudine, costanza (lettura ricevuta)
- presagio saldo, divinare (lettura oracolare)
Scelta: LIT prende l'oracolare, PUB il ramo positivo di §C2 — Il prognostico 吉 segue senza interposizione e fissa la polarità: si applica §C2 e non §C3, perché non si tratta di 貞 nudo. Il ramo positivo qui non è un default silenzioso, è la conseguenza del carattere che viene dopo.
Il testo è ambiguo su 自求口實
- descrittiva: è parte di ciò che si osserva — ciascuno si procura da sé di che riempire la bocca
- imperativa: è un'istruzione a chi consulta — procurati da te il tuo cibo
Scelta: descrittiva su entrambi gli strati — Il Tuanzhuan legge la clausola come secondo oggetto dell'osservazione — 觀其自養也, «si osserva come nutre sé stesso» — e la mette in parallelo con 觀其所養也. La lettura imperativa non è impossibile ma rompe quel parallelismo, e trasforma in precetto quello che il giudizio presenta come esame.
Il testo è ambiguo su 頤
- l'organo: la guancia, la mandibola (valore proprio del carattere)
- la funzione: il nutrire, il sostentamento (glossa del 序卦 e del 雜卦, 頤者養也)
Scelta: LIT tiene l'organo, PUB lascia passare la funzione dove la sintassi la impone — La glossa 頤=養 è antica e sta dentro le Ali, ma è una glossa: dice cosa il segno significhi, non cosa la parola dica. Tenere l'organo nel LIT conserva l'immagine su cui il testo lavora davvero — una bocca che si gira in una direzione o in un'altra — e senza quell'immagine le righe del 顛頤 diventano incomprensibili.
Grande Immagine 大象
山下有雷,頤;君子以慎言語,節飲食。
Il tuono sta sotto la montagna: la mascella. Chi vale, guardandola, sorveglia quello che esce dalla bocca e raziona quello che vi entra.
Sotto il monte c'è il tuono: 頤. Il signore, da questo, usa cautela con le parole e mette misura al bere e al mangiare.
Glossa carattere per carattere
| 山 | shān | il monte, immagine del trigramma 艮: ciò che sta fermo e trattiene | |
| 雷 | léi | il tuono, immagine del trigramma 震: lo scuotimento che parte dal basso | |
| 君子 | jūnzǐ | chi appartiene alla casa nobiliare: nello strato Zhou è rango, non qualità morale | Kunst |
| 慎 | shèn | procedere con cautela, soppesare prima di fare; il grafo porta 心 «cuore» | Schuessler |
| 言 | yán | la parola detta, l'enunciato che esce | |
| 語 | yǔ | il parlare scambiato, la conversazione; 言語 copre insieme il dire e il discorrere | |
| 節 | jié | il nodo del bambù, che scandisce il fusto a intervalli; e quindi razionare, dare misura — è il nome dell'esagramma 60 | Schuessler |
| 飲 | yǐn | bere | |
| 食 | shí | mangiare, e il cibo stesso |
Il testo è ambiguo su 君子
- il membro della casa nobiliare (senso Zhou, sociale)
- la persona compiuta (senso confuciano, etico)
Scelta: doppio binario: LIT sociale, PUB ricevuto — Il senso etico entra col Lunyu, secoli dopo il testo. Qui la differenza pesa più che altrove: nel senso Zhou la Grande Immagine prescrive a chi ha rango due discipline della bocca — quello che dice in pubblico e quello che consuma a tavola — e sono due obblighi di posizione prima che due virtù.
Cosa chiede
La Grande Immagine dà due istruzioni e riguardano lo stesso organo. Sorveglia le parole che escono, raziona quello che entra. La mascella lavora nei due sensi, e la cura di un verso senza l'altro non è cura. Poi il giudizio chiede di guardare, e di guardare due cose distinte: chi stai tenendo in vita, e come tieni in vita te stesso. Non sono la stessa domanda, e il Tuanzhuan le separa apposta. Infine chiede il verso: nutrire nel senso diritto, dice, e allora è propizio. Non la quantità, non la qualità della mensa. La direzione.
Dove si sbaglia. Si legge come un segno sulla cura di sé, e diventa igiene: mangia sano, parla poco, riposa. Il testo fa altro. Quattro righe su sei descrivono un nutrimento preso nel verso sbagliato, e la peggiore — dieci anni fermi, nessun vantaggio — non riguarda uno che si trascura, riguarda uno che va contro la propria bocca. L'errore simmetrico è leggerlo come indipendenza: procurati il tuo, non chiedere niente a nessuno. Ma il quarto posto si fa nutrire dal basso ed è propizio, e in cima tutti mangiano dallo stesso pieno. Farsi dare da mangiare non è la colpa. Guardare la bocca sbagliata lo è.
Nelle diverse aree
- Lavoro
- Hai una risorsa tua e stai guardando quella di un altro. La prima riga è precisa: la tartaruga che ti risponde resta posata lì mentre tu segui la bocca di chi mastica accanto. Il confronto con la mensa altrui non è invidia: è che intanto la tua si fredda, e nessuno la mangia al posto tuo.
- Relazioni
- Chi nutre chi, in questo rapporto. La domanda del giudizio è letterale e va tenuta letterale. Il quarto posto dice che ricevere dal basso, da chi per posizione starebbe sotto, può essere propizio: quello che si guasta non è la direzione insolita, è il non riconoscerla.
- Decisione
- Il quinto posto e il sesto dicono la stessa cosa sul fiume, e la dicono al contrario: non lo si passa, e conviene passarlo. La differenza non sta nel fiume. Sta nel fatto che al quinto dipendi ancora da qualcuno per mangiare, e in cima la fonte sei tu.
- Interiorità
- Il tuono sta sotto il monte: la scatola del cranio ferma, la mandibola che lavora sotto. Guarda la figura dal di dentro e trovi un vuoto — quattro linee cedevoli, il cavo della bocca. Lì dentro non si produce niente: quello che ti tiene su viene dai due estremi, ed è entrato da fuori. Rovistarti dentro in cerca di una riserva nascosta è la sola mossa che questo segno non premia.
Questo segno è uscito nella tua interrogazione?
La pagina spiega il segno in sé. Il consulto parte dal tuo quesito e dalle linee che il tiro ha mosso.
Interroga l'oracoloLe sei linee
Dal basso verso l'alto. Una linea si legge solo quando il tiro la indica mutevole.
prima linea初九
Testo
舍爾靈龜,觀我朵頤,凶。
Lasci cadere la tartaruga che ti risponde, e stai a guardare la mia bocca che mastica. È avverso.
lettura filologica[Tu] deponi la tua tartaruga numinosa e guardi le mie mascelle che si muovono. Infausto.
Glossa carattere per carattere
舍 shě posare, lasciar andare; il carattere scritto vale «alloggio», ma qui sta per 捨 «abbandonare», prestito grafico universalmente attestato Schuessler 爾 ěr tu, il tuo: seconda persona esplicita, rara nelle righe del Zhouyi 靈 líng dotato di potenza numinosa, che risponde quando lo si interroga — detto degli strumenti della divinazione Kunst 龜 guī la tartaruga, e per metonimia il piastrone che si scalda e si legge: la tecnica oracolare più antica di quella dei fusti Shaughnessy 2022 我 wǒ io, il mio: la riga oppone un 爾 e un 我 nella stessa frase 朵 duǒ pendere, ciondolare — detto del grappolo che si abbassa sul ramo; le glosse antiche lo spiegano con 動 «muoversi», e 朵頤 è la mandibola che va su e giù masticando Gao Heng 凶 xiōng infausto Il testo è ambiguo su 舍
- 舍 come scritto: «alloggiare, riporre»
- 舍 per 捨: «abbandonare, lasciar cadere»
Scelta: il LIT tiene il carattere scritto e lo rende «deporre», il PUB segue il prestito con «lasciar cadere» — §I: il prestito 舍/捨 è attestato in modo massiccio nella lingua pre-Han e si adotta nel PUB. Il LIT non lo scrive dentro il testo ma lo annota, perché la sfumatura conta: 舍 non dice che si getta via la tartaruga, dice che la si posa e la si lascia lì.
Il testo è ambiguo su 爾…我
- l'oracolo si rivolge a chi consulta, e 我 è la bocca di un altro qualsiasi
- la riga fa parlare la linea stessa, e 我 è la linea a cui lo sguardo si rivolge
Scelta: nessuna delle due risolta nel testo tradotto: si tiene il tu e l'io come li scrive il cinese — La coppia 爾/我 è uno dei pochi luoghi dialogici del Zhouyi e non c'è modo di stabilire chi parli. Sostituirla con una terza persona — «si abbandona la tartaruga» — cancella l'unico dato certo della riga, che il confronto è fra due bocche nominate.
Piccola Immagine 小象
觀我朵頤,亦不足貴也。
Stare a guardare la mia bocca che mastica: anche questa è cosa che non vale niente.
lettura filologica«Guardi le mie mascelle che si muovono»: non c'è nemmeno di che tenerlo in pregio.
Glossa carattere per carattere
亦 yì anche, del pari: aggiunge una seconda squalifica a quella già data dal 凶 貴 guì di pregio, che si tiene caro; il grafo porta 貝 «conchiglia-moneta» Schuessler Hai una tartaruga sacra: il guscio che risponde quando lo interroghi, la cosa che ti nutre senza dover chiedere a nessuno. La posi a terra e stai a guardare la mia bocca che mastica. Il testo mette un tu e un io nella stessa riga, cosa rara nel libro, e la scena è quella di uno che misura il piatto accanto. La Piccola Immagine non aggiunge morale, taglia corto: una cosa così non vale nulla. Avverso, senza attenuanti.
Quando muove. Questa linea che si muove segnala che stai misurando la tua situazione su quella di qualcun altro, e che nel farlo hai smesso di usare quello che hai. Sei la linea piena più in basso: la risorsa c'è, e non è in discussione. Quello che si è spostato è lo sguardo.
Attenzione. Non è l'appetito il problema. È che per guardare la bocca di un altro devi voltare la testa dalla tua, e la tartaruga intanto resta dove l'hai posata.
seconda linea六二
Testo
顛頤,拂經,于丘頤,征凶。
Ti nutri all'incontrario, e questo va di traverso alla regola. Poi sali al poggio a cercare da mangiare. Portare avanti l'impresa è avverso.
lettura filologicaMascella capovolta; si va contro l'ordito; al poggio, la mascella. [La spedizione]: infausto.
Glossa carattere per carattere
顛 diān il cocuzzolo del capo, e da lì rovesciare, mettere sottosopra: 顛頤 è la mascella che si volge dalla parte sbagliata, verso il basso invece che verso l'alto Schuessler 拂 fú spazzare in senso contrario, sfregare contropelo; nell'uso figurato 違 «andare contro» Gao Heng 經 jīng l'ordito, i fili tesi in lungo che tengono il tessuto; e per estensione ciò che è costante, la norma Schuessler 于 yú presso, verso: introduce il luogo 丘 qiū il poggio, il rilievo isolato — non la montagna; qui indica ciò che sta in alto nella figura Kunst 征 zhēng muovere in spedizione militare, non il generico avanzare Kunst Il testo è ambiguo su 顛頤,拂經,于丘頤,征凶
- quattro membri brevi: 顛頤 / 拂經 / 于丘頤 / 征凶 — due direzioni sbagliate una dopo l'altra
- tre membri: 顛頤拂經 / 于丘頤 / 征凶 — «nutrirsi a rovescio va contro la norma»
- tre membri con 于丘 legato a 拂經: 顛頤 / 拂經于丘 / 頤征凶
Scelta: quattro membri, come punteggia la fonte — §J: la punteggiatura è editoriale e la nostra è nostra, quindi la segmentazione contesa va dichiarata. Si adotta quella della fonte perché mantiene 頤 in due punti distinti della riga, e sono i due punti che il 小象 presuppone parlando di 行 «andare»: si scende e poi si sale. Le altre due letture non cambiano il prognostico, cambiano quante direzioni sbagliate si contano.
Il testo è ambiguo su 丘
- il poggio come luogo reale a cui si va a cercare cibo
- il poggio come figura del monte 艮 in alto, cioè della linea in cima
Scelta: si traduce il luogo, si annota la lettura posizionale — La lettura posizionale è coerente con la struttura del segno e con l'esito, ma è già interpretazione della dottrina delle linee. Il testo dice una collina, e la collina resta nel testo.
Piccola Immagine 小象
六二征凶,行失類也。
Il sei al secondo posto e l'impresa avversa: a muoverti perdi quelli della tua specie.
lettura filologica«Sei al secondo posto, [la spedizione]: infausto»: andando si perdono i propri simili.
Glossa carattere per carattere
行 xíng il mettersi in cammino, il moto in corso 失 shī perdere, lasciarsi sfuggire di mano 類 lèi la specie, la categoria di ciò che è dello stesso genere: qui le altre linee cedevoli Gao Heng Ti nutri all'incontrario: ti volti verso il basso, verso il tratto pieno che sta sotto di te, e questo va di traverso alla regola — quel pieno non risponde a te, risponde al quarto posto. Poi cambi verso e sali al poggio a farti dare da mangiare da lassù. Due direzioni in una riga sola, nessuna delle due tua. Muoversi è avverso, e la Piccola Immagine spiega perché senza girarci intorno: andando perdi quelli della tua specie. Al quinto posto, dove dovrebbe rispondere qualcuno, c'è una linea uguale a te, e a chi è uguale non si chiede da mangiare.
Quando muove. Il movimento qui è la ricerca affannosa di una fonte, prima in basso e poi in alto, senza che nessuna delle due sia la propria. La linea non chiede di restare ferma per prudenza: dice che partire in questa configurazione ti fa perdere per strada chi ti somiglia.
Attenzione. Chiedere in due direzioni opposte nello stesso momento non raddoppia le probabilità: cancella la tua posizione. Al secondo posto sei nel mezzo del trigramma basso, e quel posto vale finché lo occupi.
terza linea六三
Testo
拂頤,貞凶,十年勿用,无攸利。
Vai contro la tua stessa bocca. Insistere è avverso. Per dieci anni non muoverti. Non c'è vantaggio in nulla.
lettura filologicaSi va contro la mascella. Presagio saldo: infausto. Per dieci anni non impiegare. Nulla di cui giovarsi.
Glossa carattere per carattere
拂 fú andare contropelo, contrariare: qui l'oggetto non è la norma ma l'organo stesso del nutrirsi Gao Heng 頤 yí la mascella, e per estensione il proprio sostentamento 貞 zhēn sottoporre a presagio; il 凶 che segue fissa la polarità in senso negativo Kunst 十 shí dieci 年 nián l'anno come ciclo del raccolto; 十年 è formula oracolare di attesa lunga, da tradurre alla lettera Shaughnessy 2022 勿用 wù yòng non mettere in opera: proibitivo assoluto, senza oggetto espresso. 十年 lo precede come determinazione di tempo, non come oggetto anteposto Kunst 无攸利 wú yōu lì non c'è punto in cui trovare giovamento Il testo è ambiguo su 拂頤
- si va contro il proprio nutrirsi: il soggetto danneggia sé stesso
- si respinge chi darebbe da mangiare: il soggetto rifiuta la fonte
Scelta: la prima su entrambi gli strati, con la seconda registrata qui — Il 小象 spiega la riga con 道大悖也, «la via va del tutto a rovescio», e attribuisce quindi l'inversione al percorso di chi occupa il posto, non a un rapporto guastato con un terzo. La seconda lettura è grammaticalmente possibile e sposterebbe la causa fuori dalla persona: non la si adotta perché il commento antico non la sostiene.
Piccola Immagine 小象
十年勿用,道大悖也。
Dieci anni senza muoverti: la strada va nel verso contrario.
lettura filologica«Per dieci anni non impiegare»: la via è del tutto a rovescio.
Glossa carattere per carattere
道 dào la strada percorsa, il tracciato — prima che il termine diventi concetto Schuessler 悖 bèi andare in urto, procedere al contrario di come si dovrebbe Schuessler La riga più dura del segno. Vai contro la tua stessa bocca: non contro una regola esterna, contro l'organo con cui ti nutri. Insistere è avverso. Poi il testo dà una misura di tempo che non va addolcita — dieci anni senza muoversi — e chiude dicendo che non c'è vantaggio in nulla. La Piccola Immagine dà la ragione in tre caratteri: la strada va nel verso contrario. Non un passo storto: il verso.
Quando muove. Questa linea che si muove non apre niente. Segnala che stai contrariando il tuo stesso modo di nutrirti: non c'è nessuno che ti prosciuga, c'è un verso che hai preso e che lavora contro la bocca con cui mangi. La Piccola Immagine lo dice della strada, non di chi ti sta intorno. Dieci anni è formula oracolare di attesa, e il libro la usa alla lettera.
Attenzione. Qui non c'è la lettura consolante. Il testo dice avverso, dieci anni fermi, nessun vantaggio: tre segnali negativi di fila, e nessuno dei tre viene ritirato dalla Piccola Immagine, che li conferma.
quarta linea六四
Testo
顛頤吉,虎視眈眈,其欲逐逐,无咎。
Ti nutri all'incontrario, ed è propizio. La tigre tiene gli occhi bassi e piantati, e la sua fame insegue senza staccarsi. Niente da rimproverarti.
lettura filologicaMascella capovolta: fausto. La tigre guarda fissa e bassa; il suo appetito insegue e insegue. Nessun addebito.
Glossa carattere per carattere
顛 diān rovesciare, volgere sottosopra: stessa formula del secondo posto, esito opposto Schuessler 虎 hǔ la tigre: l'animale che nel Zhouyi compare dove si misura una forza che potrebbe divorare 視 shì tenere lo sguardo puntato, fissare — non 觀 che è esaminare, né 見 che è vedere o mostrarsi Schuessler 眈 dān guardare a occhi bassi, con lo sguardo che punta dal basso verso l'alto; il grafo porta 目 «occhio». Il raddoppio 眈眈 rende la fissità Gao Heng 欲 yù l'appetito, il volere che tende verso qualcosa — nello strato Zhou non c'è il giudizio morale che il termine prenderà poi Schuessler 逐 zhú inseguire la preda, dare la caccia; il raddoppio 逐逐 dice l'inseguimento che non si interrompe Kunst 无咎 wú jiù nessun addebito: l'oracolo non muove la colpa e non annuncia la sventura che ne verrebbe Kunst Il testo è ambiguo su 虎視眈眈
- la tigre è chi occupa il posto: lo sguardo fisso è l'intensità con cui prende il proprio cibo
- la tigre è una minaccia esterna sotto la quale si mangia
Scelta: la prima su entrambi gli strati — La riga si chiude con 吉 e 无咎, e il 小象 con 上施光也: nessuno dei tre lascia spazio a una minaccia incombente. La seconda lettura circola perché la tigre è animale di pericolo altrove nel libro, ma qui il contesto prognostico la esclude.
Il testo è ambiguo su 逐逐
- 逐 «inseguire»: l'appetito che dà la caccia senza sosta
- raddoppio di valore descrittivo affine a 悠悠 «disteso, prolungato»: l'appetito che si estende a lungo
Scelta: la prima, che è quella del carattere scritto — La seconda lettura circola nell'apparato ma passa per un altro carattere e non è imposta da nulla nel testo. §I: il prestito si adotta solo se l'apparato lo esige, e qui non lo esige. Le due letture convergono comunque sulla durata: quello che cambia è se l'appetito insegue o si prolunga.
Piccola Immagine 小象
顛頤之吉,上施光也。
Nutrirsi all'incontrario è propizio: la luce la distribuisce chi sta in alto.
lettura filologicaIl fausto della «mascella capovolta»: chi sta sopra spande luce.
Glossa carattere per carattere
上 shàng ciò che sta sopra, e insieme la posizione alta della figura 施 shī spandere, distribuire a pioggia — lo stesso verbo che il segno 1 usa per la pioggia che si versa 光 guāng la luce che si irradia da una fonte, non la luminosità di una superficie Schuessler Anche qui ci si nutre all'incontrario, dal basso, e stavolta è propizio: sotto c'è la linea piena che risponde proprio a te, e prendere da lì non è un'anomalia. Poi entra la tigre. Occhi bassi e sguardo fermo, la fame che insegue e non stacca. Il libro descrive un'intensità senza condannarla, e chiude dicendo che non c'è niente da rimproverarti. La Piccola Immagine dà il motivo, ed è l'opposto di una concessione: quello che sta in alto qui sei tu, e la luce la spandi tu su chi ti sta sotto. Prendere dal basso è concesso a chi poi ridistribuisce.
Quando muove. Il movimento qui è un appetito che ha trovato il suo oggetto e non lo molla. La linea segnala che la fissità con cui stai guardando una cosa non è un difetto da correggere: è la ragione per cui, in questa posizione, prendere è concesso.
quinta linea六五
Testo
拂經,居貞吉,不可涉大川。
Vai di traverso alla regola. Resta dove sei e tieni la posizione: è propizio. Il fiume grande non lo si passa.
lettura filologicaSi va contro l'ordito. Stando fermi, presagio saldo: fausto. Non si può guadare il gran corso d'acqua.
Glossa carattere per carattere
拂 fú andare contropelo, contrariare Gao Heng 經 jīng l'ordito del tessuto, e quindi la norma costante Schuessler 居 jū stare nella propria sede, restare seduti dove si è; non il semplice fermarsi Schuessler 貞 zhēn sottoporre a presagio; il 吉 immediatamente seguente ne fissa la polarità Kunst 不可 bù kě non si può, non è cosa fattibile: 可 dice la possibilità, dove 利 direbbe la convenienza 涉 shè passare a guado, con i piedi nell'acqua — non navigando Schuessler 大川 dà chuān il gran corso d'acqua, il fiume che segna un confine Il testo è ambiguo su 不可涉大川
- 不可 come impossibilità: la traversata non è alla portata
- 不可 come sconsiglio, equivalente pratico di 不利
Scelta: l'impossibilità, tenuta distinta dal 不利 del lessico — Il lessico §D1 censisce 不利涉大川 «non conviene passare il fiume grande». Qui il carattere è 可 e non 利, e la differenza è portante: il 上九 concede la stessa traversata con 利涉大川. Appiattire 不可 su 不利 cancellerebbe il contrasto fra le due righe finali, che è il punto d'arrivo del segno.
Piccola Immagine 小象
居貞之吉,順以從上也。
Restare dove si è e tenere la posizione è propizio: si va nel verso di chi sta sopra e gli si tiene dietro.
lettura filologicaIl fausto dello «stare fermi, presagio saldo»: si asseconda e si segue chi sta sopra.
Glossa carattere per carattere
順 shùn andare nel verso di, assecondare la corrente — l'opposto esatto di 拂 Schuessler 從 cóng mettersi dietro a qualcuno e seguirlo; il grafo mostra due uomini in fila 上 shàng chi sta sopra: qui la linea piena in cima, non un superiore generico Vai di traverso alla regola, come al secondo posto, ma qui l'esito cambia: resta dove sei, tieni la posizione, ed è propizio. La Piccola Immagine spiega da dove viene la solidità — vai nel verso di chi sta sopra e gli tieni dietro. È una posizione di comando che mangia da un altro, e lo accetta. Per questo il fiume grande non lo si passa: chi non si procura il cibo da sé non ha il margine per una traversata.
Quando muove. Questa linea che si muove chiede di riconoscere una dipendenza invece di mascherarla. Sei al quinto posto, quello che di solito dispone, e la cosa propizia è restare fermi e seguire chi sta sopra. Non è umiliazione: è la sola configurazione in cui questo posto regge.
Attenzione. Il divieto cade sul fiume, non su tutto. Puoi tenere, non puoi attraversare: la distanza fra le due cose è esattamente la distanza fra te e la fonte da cui mangi.
sesta linea上九
Testo
由頤,厲吉,利涉大川。
Il pasto di tutti passa da lui. C'è pericolo, ed è propizio. Conviene passare il fiume grande.
lettura filologicaDa lui, la mascella. Rischio: fausto. Giova guadare il gran corso d'acqua.
Glossa carattere per carattere
由 yóu passare per, avere origine da: indica il tramite attraverso cui qualcosa avviene Schuessler 頤 yí la mascella, e qui il nutrire che ne passa 厲 lì rischio; la pietra che affila, e da lì l'esposizione al taglio Kunst 涉 shè passare a guado Schuessler Il testo è ambiguo su 由頤
- attiva: è da lui che passa il nutrimento degli altri — è la fonte
- passiva: è per tramite d'altri che lui viene nutrito — dipende
Scelta: l'attiva su entrambi gli strati — Il 小象 chiude con 大有慶也, e la festa grande non si spiega con una dipendenza. Vale anche la struttura: la linea è l'ultimo tratto pieno sopra quattro cedevoli, e la riga precedente ha appena detto di seguire chi sta sopra. Il rischio 厲 che precede il 吉 è la contropartita della posizione di fonte, non un segnale di subalternità.
Piccola Immagine 小象
由頤厲吉,大有慶也。
Il pasto passa da lui, c'è pericolo ed è propizio: c'è motivo di festa, e grande.
lettura filologica«Da lui la mascella, rischio, fausto»: grande è ciò che si festeggia.
Glossa carattere per carattere
慶 qìng la festa, e il dono che vi si porta; il grafo antico associa il cuore alla pelle di cervo offerta nelle congratulazioni Schuessler È da qui che passa il cibo di tutti. L'ultima linea piena sta in cima e le quattro vuote sotto di lei si nutrono da quel punto. Il testo mette il pericolo e l'esito propizio nella stessa coppia di caratteri, senza scegliere fra i due. Poi concede la cosa che al quinto posto era vietata: conviene passare il fiume grande. La Piccola Immagine chiude in festa, e la festa è grande perché lo è anche il carico.
Quando muove. Il movimento qui è l'assunzione del ruolo di fonte. La linea segnala che altri dipendono già da te per qualcosa, e che il rischio è la condizione del posto, non un errore che hai commesso. È l'unico punto del segno in cui il fiume si può passare.
Attenzione. Il pericolo è scritto prima dell'esito propizio, e l'ordine conta. Chi nutre gli altri sta in un posto esposto: la festa arriva dopo il rischio, non al posto suo.
I commentari antichi
Tuanzhuan 彖傳
頤貞吉,養正則吉也。觀頤,觀其所養也;自求口實,觀其自養也。天地養萬物,聖人養賢,以及萬民;頤之時義大矣哉!
La mascella, tieni la posizione, è propizio: si dà da mangiare nel verso giusto, e allora è propizio. Guarda come uno mastica: si guarda chi quella persona sta tenendo in vita. Si procura da sé di che riempirsi la bocca: si guarda come tiene in vita sé stesso. Cielo e terra fanno crescere tutte le cose; il sapiente fa crescere chi vale, e attraverso di lui tutta la gente. Quanto pesa il momento della mascella, e che cosa vi sia giusto fare: è cosa grande.
«頤, presagio saldo: fausto»: si nutre nel verso diritto, e allora è fausto. «Osserva le mascelle»: si osserva ciò che uno nutre. «Da sé si cerca di che riempire la bocca»: si osserva come uno nutre sé stesso. Cielo e terra nutrono le diecimila cose; il sapiente nutre chi vale, e per suo tramite le diecimila genti. Del momento della mascella, quanto è grande il senso.
Glossa carattere per carattere
| 養 | yǎng | allevare, tenere in vita nutrendo — si dice del bestiame e dei figli, non della cura di sé | Schuessler |
| 正 | zhèng | diritto, nel verso giusto; il grafo mostra un piede che va verso un obiettivo senza deviare | Schuessler |
| 所 | suǒ | nominalizzatore: 所養 è «ciò che si nutre», cioè chi riceve il nutrimento | |
| 聖 | shèng | chi ode e comprende: il grafo porta 耳 «orecchio». Nel Zhou tardo designa la figura che sa, prima di designare la santità | Schuessler |
| 賢 | xián | chi ha capacità e merito, il valente; il grafo porta 貝 e ha a che fare con l'abbondanza | Schuessler |
| 萬 | wàn | diecimila: la totalità enumerata, non un'iperbole | |
| 民 | mín | la gente comune, il popolo governato | |
| 時 | shí | il momento opportuno, la stagione in cui una cosa vale | Gao Heng |
| 義 | yì | ciò che è appropriato in una data circostanza, e da lì il senso che una cosa ha | Schuessler |
Il testo è ambiguo su 所養
- ciò che uno nutre: si guarda chi quella persona tiene in vita
- ciò da cui uno è nutrito: si guarda a chi quella persona si appoggia
Scelta: la prima, per simmetria con 自養 — Il trattato costruisce una coppia: 所養 contro 自養. Se il primo termine fosse passivo la coppia diventerebbe «da chi sei nutrito / come nutri te stesso», e i due membri si sovrapporrebbero. La lettura attiva li tiene distinti, che è la ragione per cui il trattato li mette uno accanto all'altro.
Xugua 序卦
物畜然後可養,故受之以《頤》。《頤》者,養也。
Prima si mette insieme la roba, e solo allora si può dare da mangiare: per questo il segno che accumula passa la mano alla Mascella. La Mascella è il nutrire.
Le cose si accumulano, e solo dopo si può nutrire: per questo [al segno della riserva] segue 頤. 頤 è il nutrire.
Glossa carattere per carattere
| 物 | wù | le cose, i beni; in origine il bestiame di manto vario | Schuessler |
| 畜 | xù | mettere da parte e insieme tenere a freno: è il carattere che dà il nome al 9 e al 26 | Schuessler |
| 受 | shòu | ricevere in consegna: la catena del trattato passa un segno all'altro | |
| 養 | yǎng | nutrire, allevare: la glossa con cui il trattato definisce 頤 |
Zagua 雜卦
《頤》,養正也。
La Mascella: è dare da mangiare nel verso giusto.
頤 è nutrire nel verso diritto.
Glossa carattere per carattere
| 養 | yǎng | nutrire, allevare | |
| 正 | zhèng | diritto, nel verso giusto: il trattato riduce l'intero segno alla direzione, non alla quantità | Schuessler |
Segni collegati
Provenienza del testo
- Fonte cinese:
- Wikisource cinese (https://zh.wikisource.org/wiki/周易/頤). Il testo è confrontato carattere per carattere con la fonte.
- Collazionato con:
- fonte/27-yi.json — campo zh_norm, per la forma grafica uniformata; eee-learning.com (易經 EEE Learning) — seconda fonte registrata nel file di fonte; fonte/_sequenze.json — voci 序卦 e 雜卦
- Apparato:
- Kunst, The Original Yijing (1985); Shaughnessy, The Origin and Early Development of the Zhou Changes (Brill 2022, OA); Gao Heng, Zhouyi gujing jinzhu; Schuessler, ABC Etymological Dictionary of Old Chinese