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L'Adunata: linea 1 yin, linea 2 yin, linea 3 yin, linea 4 yang, linea 5 yang, linea 6 yin, dal basso verso l'alto.

Esagramma 45 · L'Adunata

萃 · Cuì · Il Folto

Terra sotto, Palude sopra

Il segno

Qualcosa si sta ammassando attorno a un punto: persone, mezzi, attenzione. Il segno non ti chiede di provocarlo, perché sta già accadendo. Ti chiede che cosa tieni pronto mentre accade. La Grande Immagine non lascia margini: chi vale tiene in ordine le armi e monta la guardia contro ciò che nessuno ha calcolato. Un'adunata non è per sé una buona notizia. È forza concentrata in un luogo solo, e la forza concentrata si custodisce.

Il segno mette l'acqua raccolta sopra il suolo: una massa che sta più in alto di dove starebbe da sola, tenuta da una sponda. Sotto quella figura il testo dispone una scena intera. Il re sale fino al tempio degli avi. Si conduce all'altare il capo grosso, il bue. Poi, al secondo posto, la scena torna in un rito più piccolo: l'offerta di stagione, fatta con i prodotti nuovi, e la fiducia che la fa passare. In mezzo si muove la gente. Una matassa che si annoda, un grido, una stretta di mano che diventa una risata, un sospiro. In cima qualcuno piange, con il naso che cola. Il libro non ripulisce niente: mostra un raduno per quello che è, corpi vicini e umori che si toccano.

Perché questo nome

萃 mette 艸 «erba» sopra 卒 e vale l'erba che cresce fitta, il ciuffo dove i fili stanno stretti: da lì il fare massa di ciò che è molto in poco spazio. Il libro si autoglossa tre volte con 聚 «radunare» — nel 彖, nel 序卦 e nel 雜卦 — e una glossa ripetuta in tre trattati non si scansa. «L'Adunata» è un sostantivo concreto italiano che dice il fatto e non la sua interpretazione, e il segno lo sostiene: il 大象 parla di armi da rivedere e di guardia da montare, il sei iniziale ha il grido che chiama. Evitata «La Raccolta», che è la resa calcificata dell'edizione italiana protetta e che per di più sposta il senso sul raccolto, cioè su ciò che qualcuno prende, mentre 萃 è ciò che converge da sé. La resa concreta piena, «Il Folto», dice il grafo botanico ed è scesa in titolo_alt per la riserva di leggibilità di §H.

Noto anche come: La Raccolta, Il Raccogliere, L'Adunanza, La Riunione, L'Assemblea, Gathering Together, Massing, Cui.

Come si legge

Terra: linea 1 yin, linea 2 yin, linea 3 yin, dal basso verso l'alto.Trigramma inferioreTerra · 坤
Palude: linea 1 yang, linea 2 yang, linea 3 yin, dal basso verso l'alto.Trigramma superiorePalude · 兌

Sotto sta la terra, che segue il verso senza opporre attrito; sopra l'acqua raccolta, che si rallegra: il trattato antico mette lì la ragione del raduno. Quattro linee cedevoli e due dure soltanto, vicine, al quarto e al quinto posto. Il quinto ha il seggio e trova risposta al secondo: è il perno attorno a cui la massa si dispone. Il quarto è il punto scomodo: la linea piena raccoglie sotto di sé le tre cedevoli da un posto che non le corrisponde, e il commento antico non lo attenua. Il sesto sta più in alto di tutti, fuori dal mucchio, e non ci sta comodo. Dentro la figura, dalla terza linea alla quinta, si forma il vento che entra senza urtare, ma il commento se ne serve per la sola terza riga: non è quel vento a tenere insieme il raduno. La sponda regge, e l'acqua preme.

Il responso

Giudizio 卦辭

萃,亨。王假有廟,利見大人。亨利貞,用大牲吉,利有攸往。

L'Adunata: la via è aperta. Il re arriva fino al tempio degli avi. Conviene farsi ricevere da chi conta. La via è aperta, conviene tenere fermo: si porta all'altare la vittima grande, ed è propizio. Conviene muoversi.

lettura filologica

Adunarsi. L'offerta passa. Il re giunge al tempio degli avi. Giova avere udienza da chi ha autorità. L'offerta passa, giova divinare. Impiegare la vittima grande: fausto. Giova avere dove andare.

Glossa carattere per carattere
萃cuìerba che viene su fitta, un ciuffo dove i fili stanno stretti: il grafo mette 艸 sopra 卒. Da lì l'ammassarsi di ciò che è molto in poco spazio; il 彖 lo scioglie con 聚 «radunare»Schuessler
亨hēngpresentare l'offerta ed essere accolti; stesso grafo arcaico 亯 di 享 e 烹Shaughnessy 2022
王il re
假géscritto 假, letto qui 格 «giungere, raggiungere»: è il verbo dell'arrivo solenne del sovrano in un luogo, lo stesso di 王假有家 al nove al quinto posto del 37 家人Kunst
有yǒudavanti al nome di un luogo istituzionale è prefisso nominale, come in 有夏 e 有商: non il verbo «avere». La clausola dice che il re giunge al tempio, non che possiede un tempioGao Heng
廟miàoil tempio degli avi, la sala dove stanno le tavolette degli antenati e dove il lignaggio si riunisce; il grafo unisce il tetto e 朝, l'udienza del mattinoSchuessler
見jiànessere ricevuto in udienza: 見 con complemento animato vale jiàn, non xiàn «apparire»Kunst
貞zhēnsottoporre a presagio, divinare; 貞人 è il divinatore di professione nelle iscrizioni ShangKunst
大牲dà shēngla vittima grande: 牲 è l'animale vivo e intero destinato all'altare, e il grafo porta il bue. 大牲 è il capo grosso, il sacrificio più costoso del repertorioKunst
Il testo è ambiguo su 亨
  • penetrare, riuscire (lettura ricevuta)
  • 享 offerta accolta (lettura filologica)

Scelta: offerta accolta nel LIT, «la via è aperta» nel PUB — 亨, 享 e 烹 discendono dal medesimo grafo arcaico 亯, che raffigura l'edificio di culto: nel Zhouyi il senso è presentare l'offerta ed essere accolti. Il salto al PUB non è ovvio e va annotato a ogni occorrenza. Qui la lettura sacrificale non è congetturale: nella stessa riga il re sale al tempio degli avi e si porta all'altare la vittima grande, e il 彖 chiosa la clausola con 致孝享也, dove 享 compare scritto per esteso.

Il testo è ambiguo su 貞
  • rettitudine, costanza (lettura neoconfuciana)
  • presagio saldo, divinare (lettura oracolare)

Scelta: LIT prende l'oracolare, PUB il ricevuto con lessico nostro — Il senso etico è posteriore di circa sette secoli al testo. Nel giudizio 貞 sta in 利貞 e nella riga del nove al quinto posto in 元永貞 seguito da 悔亡: in entrambi i luoghi la polarità è fissata da ciò che segue, per cui vale §C2 e non §C3, e il PUB prende il ramo positivo «tenere fermo, tenere la posizione».

Il testo è ambiguo su 假
  • 假 nel suo valore corrente, «prendere in prestito, servirsi di»
  • 格 «giungere, arrivare fino a» (prestito grafico, §I)
  • 嘏 «impetrare la benedizione», con il re che chiede il favore degli avi

Scelta: il prestito 格 «giungere», adottato su entrambi gli strati — §I consente il prestito nel PUB quando è attestato dall'apparato, e qui lo è: la clausola 王假有 + luogo ricorre nel libro con un locativo (il tempio qui, la casa nel 37 家人), costruzione che regge un verbo di moto e non «prendere in prestito». La resa è stata allineata a contenuti/37-jiaren.json, dove la stessa formula è già stata decisa. La lettura 嘏 resta possibile ma è congetturale e non cambia la scena.

Il testo è ambiguo su 亨利貞
  • 利見大人。亨利貞 — il secondo 亨 apre la clausola seguente, come punteggia la fonte
  • 利見大人,亨。利貞 — il secondo 亨 chiude la clausola precedente, come cita il 彖 di questo stesso segno

Scelta: si traduce mantenendo la punteggiatura della fonte nel campo zh, e nel 彖 si rende la citazione come il 彖 la segmenta — §J: la punteggiatura è editoriale e la segmentazione contesa va dichiarata. Il 彖 riprende 利見大人,亨 come un blocco unico e lo spiega con 聚以正也, il che sposta il secondo 亨 sulla clausola dell'udienza. La fonte punteggia invece 亨利貞 come coppia formulare, che è la sequenza più frequente del libro. Le due segmentazioni non cambiano il senso complessivo ma cambiano che cosa il 彖 stia spiegando, e il lettore ha diritto di vederlo.

Grande Immagine 大象

澤上於地,萃,君子以除戎器,戒不虞。

L'acqua raccolta è salita sopra la terra: è l'Adunata. Chi vale, guardando questo, tiene in ordine le armi e sta in guardia da ciò che nessuno ha messo in conto.

lettura filologica

La palude si leva sopra la terra: adunata. Il signore, da questo, mette a punto le armi da guerra e sta in guardia da ciò su cui non si era contato.

Glossa carattere per carattere
澤zél'acqua bassa raccolta in una conca: palude, stagno, invaso — non il corso d'acqua che scorre. È il trigramma 兌, qui in altoSchuessler
上shàngqui verbo: essersi levato sopra. L'acqua che sta più in alto del suolo è acqua trattenuta da una sponda, quindi acqua che preme
地la terra, il suolo su cui si sta; è il trigramma 坤, qui in basso
除chútogliere via, sgomberare; nell'uso amministrativo Zhou anche rimettere a punto ciò che si tiene in deposito, cioè revisionarlo. Il grafo ha i gradini di pietra addossati al terrapienoSchuessler
戎róngl'armamento e la campagna militare; 戎器 sono gli attrezzi da guerra, le armi come dotazioneKunst
器l'utensile, il vaso: l'oggetto fatto per un uso, che si tiene e si mantiene
戒jièmontare la guardia, tenersi pronti; il grafo mostra due mani che reggono l'alabarda
虞yúcalcolare in anticipo, mettere in conto; 不虞 è ciò che non si è previsto, non ciò che è impossibileGao Heng
Il testo è ambiguo su 君子
  • il membro della casa nobiliare, chi ha rango (senso Zhou, sociale)
  • la persona compiuta, chi vale (senso confuciano, etico)

Scelta: doppio binario: LIT sociale, PUB ricevuto — Il senso etico entra col Lunyu, da quattro a sei secoli dopo il testo. Qui la lettura sociale ha un appoggio in più: chi rivede le armi e monta la guardia è chi ha una dotazione militare da mantenere, cioè un capo con uomini, non un privato con una virtù.

Il testo è ambiguo su 除
  • «sgomberare, mettere via» le armi, cioè disarmare nella concordia del raduno
  • «rimettere a punto, revisionare» le armi, cioè tenerle efficienti
  • «tirare fuori» le armi dal deposito, cioè armarsi

Scelta: «mettere a punto, tenere in ordine», nel LIT e nel PUB — Le tre letture sono tutte grammaticali e portano il segno in tre direzioni opposte. Decide la seconda metà della frase: 戒不虞, stare in guardia da ciò che non si era calcolato. Chi ha appena messo via le armi non sta in guardia, e chi le tira fuori sta già facendo la guerra invece di prevenirla; la revisione della dotazione è l'unico dei tre gesti che il séguito della frase richiede. La scelta governa il commentario di tutto il segno e va vista.

Cosa chiede

Ti chiede due cose insieme, e la seconda di solito salta. La prima: vai dove la cosa si raduna, e vacci con qualcosa in mano. La seconda: mentre il raduno riesce, tieni in ordine ciò che servirà per quello che nessuno ha messo in conto. Il testo non aspetta la crisi per nominare le armi, le nomina nel momento della piena, e non annuncia nessuna fine: ciò da cui mette in guardia è una lacuna del calcolo, non un esito già scritto. Su che cosa portare all'altare, poi, il segno non tiene una misura sola: il giudizio conduce al tempio il capo grosso, la seconda linea fa l'offerta della sua stagione. Ciascun rito nel tempo che gli tocca, e la fiducia a farlo passare.

Dove si sbaglia. Lo si legge come il segno della comunità felice, e allora sparisce tutto ciò che il testo mette dentro l'adunata: il groviglio della prima riga, i sospiri della terza, il posto sbagliato della quarta, la fiducia che al quinto ancora non c'è, il pianto in cima. Un mucchio non è ancora un gruppo. L'errore opposto è più raro e costa uguale: prendere quei sospiri per un verdetto e tirarsi indietro, quando in tutte e sei le righe, senza una eccezione, il testo scrive che non c'è nulla da rimproverarti.

Nelle diverse aree

Lavoro
Attorno a te si sta concentrando qualcosa: un gruppo, un budget, un'attenzione che prima non c'era. La domanda utile non è come attirarne altra, ma che cosa non hai messo in conto mentre la cosa cresceva, e che cosa tieni pronto per quello.
Relazioni
Stare nello stesso posto non è ancora stare insieme. Una stretta di mano scioglie in un attimo quello che il silenzio annoda: il gesto piccolo, fatto per primo, vale più di quello grande rimandato.
Decisione
Non decidere dentro la calca. Il segno indica un punto attorno a cui tutto converge: riconosci il tuo, e fai il passo che ti mette dentro, non quello che ti mette al centro.
Interiorità
La fiducia c'è e non arriva in fondo: è il primo verso del segno, e vale anche per come stai con te. Non serve un gesto grande per rimediare. Serve il gesto che tocca adesso, fatto adesso, e fatto sul serio.

Questo segno è uscito nella tua interrogazione?

La pagina spiega il segno in sé. Il consulto parte dal tuo quesito e dalle linee che il tiro ha mosso.

Interroga l'oracolo

Le sei linee

Dal basso verso l'alto. Una linea si legge solo quando il tiro la indica mutevole.

  1. prima linea初六

    Testo

    有孚不終,乃亂乃萃。若號,一握為笑,勿恤,往无咎。

    La fiducia c'è e non regge fino in fondo: ci si ingarbuglia, e ci si ammassa. Se qualcuno grida, basta una stretta di mano e diventa una risata. Non stare in pena: muoviti, niente da rimproverarti.

    lettura filologica

    C'è fiducia, e non arriva alla fine: e allora ci si aggroviglia, e allora ci si ammassa. Se si leva il grido, una stretta [di mano] si fa riso. Non affliggerti: andare, nessun addebito.

    Glossa carattere per carattere
    孚fúfiducia; il grafo mostra la mano sul piccolo, il tenere al sicuro. Nota la lettura 俘 «prigionieri di guerra»Kunst
    不終non arrivare in fondo: 終 è il capo del filo annodato alla fine della matassa, e nega la durata, non l'intensitàSchuessler
    乃nǎie allora, e a quel punto; ripetuto scandisce due stati che si susseguono, non una causa e il suo effetto
    亂luànil groviglio dei fili di seta mentre li si dipana: il grafo sono due mani che districano una matassa. Disordine di ciò che era in ordine, non rovinaSchuessler
    萃cuìammassarsi, fare mucchio: il nome del segno usato come verbo dentro la riga, accanto al suo contrario apparente
    號háogridare a voce spiegata; qui il grido che chiama, non il chiamare per nome
    握wòstringere in pugno; 一握 è una sola presa della mano, e per estensione il tempo che ci vuole a farlaSchuessler
    笑il riso, il suono che si oppone al grido della clausola precedente
    恤xùangustiarsi per qualcosa, prendersene pena; 勿恤 sospende l'apprensione, non il problema
    Il testo è ambiguo su 孚
    • fiducia (lettura ricevuta e resa di lessico §D3)
    • 俘 «prigionieri di guerra» (lettura filologica)

    Scelta: «fiducia» su entrambi gli strati, con la lettura 俘 registrata — §D3 fissa la resa e le formule non si ritraducono. Il prestito 俘 non è adottato nel PUB perché §I lo consente solo dove l'apparato lo attesti nel luogo, e qui il contesto lo contrasta: il segno parla di gente che si raduna intorno a un tempio e a un'offerta, e al sei al secondo posto 孚 è ciò che rende sufficiente un rito piccolo. Con «prigionieri» la clausola 孚乃利用禴 non regge.

    Il testo è ambiguo su 一握為笑
    • una stretta di mano, e la cosa si volge in riso
    • in un attimo — 一握 come misura di tempo brevissima — si passa al riso
    • si diventa oggetto di riso, 為笑 come «essere derisi»

    Scelta: la stretta di mano che si volge in riso, su entrambi gli strati — La terza lettura è grammaticalmente possibile e va detta, ma rovescia la riga: dopo 勿恤 «non stare in pena» e 往无咎 «andare, nessun addebito» un'umiliazione pubblica non trova posto. Fra le prime due si è scelta quella che tiene l'immagine concreta, come chiede il principio di traduzione: 握 è il gesto della mano, e leggerlo come pura durata cancella un contatto fisico in un segno che parla di corpi vicini. La lettura temporale resta registrata qui.

    Il testo è ambiguo su 若
    • «se»: congiunzione che apre la protasi, 若號 «se si leva il grido»
    • particella descrittiva, come in 嗟若 del 30 離: allora 若號 andrebbe letto insieme a ciò che precede

    Scelta: «se», congiunzione — La particella 若 nel Zhouyi è quasi sempre postposta a ciò che descrive (嗟若, 沱若); qui precede il verbo, e la posizione impone il valore condizionale. La segmentazione della fonte lo conferma. Si registra l'alternativa perché la punteggiatura è nostra, non del testo.

    Piccola Immagine 小象

    乃亂乃萃,其志亂也。

    Ci si ingarbuglia e ci si ammassa: è il proposito ad avere il nodo.

    lettura filologica

    «E allora ci si aggroviglia, e allora ci si ammassa»: il suo proposito è aggrovigliato.

    Glossa carattere per carattere
    志zhìil proposito, la direzione su cui il cuore è fermo; non il desiderio momentaneo
    亂lo stesso groviglio della riga, spostato dal gruppo a chi lo compone: il commento dice che il disordine è prima interno

    La fiducia c'è, e non arriva in fondo. Da lì il testo fa due mosse nella stessa riga: ci si aggroviglia e ci si ammassa, la matassa e il mucchio, lo stesso movimento visto due volte. Poi qualcuno grida, e basta una stretta di mano perché il grido diventi una risata. È il punto del segno in cui tutto è ancora reversibile, e si scioglie con un gesto piccolo fatto per primo.

    Quando muove. Muove qui quando il disagio è ancora confuso: sei nel mucchio e non sai se ti fidi. La riga non chiede di sciogliere il dubbio prima di muoverti, dice il contrario. Vai: niente da rimproverarti. La chiarezza arriva dopo il gesto, non prima.

    Attenzione. Il grido va raccolto finché è ancora un grido. Se aspetti che il groviglio si sbrogli da sé, la stretta di mano arriva quando a nessuno è più rimasta voglia di ridere.

  2. seconda linea六二

    Testo

    引吉无咎,孚乃利用禴。

    Farti tirare dentro è propizio: niente da rimproverarti. La fiducia c'è, e allora è il momento dell'offerta di stagione, quella piccola.

    lettura filologica

    Tirare [dentro]: fausto, nessun addebito. C'è fiducia, e allora giova impiegare [i doni] nell'offerta di stagione.

    Glossa carattere per carattere
    引yǐntendere l'arco tirando la corda verso di sé: il grafo è 弓 con il tratto della corda. Da lì condurre tirando, far entrare in filaSchuessler
    吉fausto
    孚fúfiducia; nota la lettura 俘 «prigionieri»Kunst
    乃nǎie allora, solo a quel punto: la clausola mette una condizione, non una successione qualsiasi
    利用giova impiegare: apre la famiglia formulare dei riti e degli usi
    禴yuèsacrificio stagionale modesto, con i prodotti nuovi della stagione invece della grande vittima. La sua qualità distintiva è il calendario, non la povertàGao Heng
    Il testo è ambiguo su 引
    • attivo: tirare a sé gli altri, raccoglierli attorno
    • passivo o medio: essere tirati dentro, lasciarsi condurre nel gruppo
    • prolungare, tirare per le lunghe (valore attestato altrove per 引)

    Scelta: «essere tirati dentro» nel PUB, «tirare [dentro]» nel LIT, che lascia il verbo senza soggetto come il cinese — La riga sta al secondo posto, cedevole, e risponde alla linea dura del quinto: chi tira è sopra. Il 小象 conferma con 中未變也, «il mezzo non è ancora mutato», che descrive una linea che resta ferma mentre qualcosa la muove. La lettura «prolungare» è possibile in astratto ma non trova appoggio nel séguito, dove si parla di rito e non di durata.

    Il testo è ambiguo su 孚
    • fiducia (lettura ricevuta e resa di lessico §D3)
    • 俘 «prigionieri di guerra» (lettura filologica)

    Scelta: «fiducia» su entrambi gli strati, con la lettura 俘 registrata — §D3 fissa la resa e le formule non si ritraducono. Il prestito 俘 non è adottato nel PUB perché §I lo consente solo dove l'apparato lo attesti nel luogo, e qui il contesto lo contrasta: il segno parla di gente che si raduna intorno a un tempio e a un'offerta, e al sei al secondo posto 孚 è ciò che rende sufficiente un rito piccolo. Con «prigionieri» la clausola 孚乃利用禴 non regge.

    Piccola Immagine 小象

    引吉无咎,中未變也。

    Farti tirare dentro è propizio, niente da rimproverarti: stai al centro, e lì non è ancora cambiato niente.

    lettura filologica

    «Tirare dentro: fausto, nessun addebito»: il mezzo non è ancora mutato.

    Glossa carattere per carattere
    中il posto di mezzo del trigramma inferiore, e la misura che gli corrisponde
    變mutare di stato, cambiare forma; 未變 dice che la trasformazione non è avvenuta, non che è impossibile

    Sei tirato dentro, non ti spingi tu: il carattere è la corda dell'arco tesa verso di sé. È propizio, e niente da rimproverarti. Poi la riga fa la cosa più interessante del segno. Il giudizio conduce al tempio il capo grosso; qui si fa l'offerta della propria stagione, che è il rito minore del calendario. Non che il piccolo valga più del grande: ciascuno dei due è il rito del suo momento, e a farlo passare è la fiducia, che il testo mette come condizione: c'è, e allora si fa.

    Quando muove. Muove quando qualcuno ti sta tirando dentro qualcosa e tu stai calcolando quanto devi mettere. La riga sposta la domanda: non quanto, ma se è il momento di quel gesto e se la fiducia c'è. Al centro non è ancora cambiato niente, dice il commento: entri, e resti quello che eri.

  3. terza linea六三

    Testo

    萃如嗟如,无攸利。往无咎,小吝。

    Ci si ammassa e si sospira, nello stesso respiro: non c'è vantaggio in nulla. Muoviti: niente da rimproverarti; ci si stringe soltanto un poco.

    lettura filologica

    Nel modo di chi si ammassa, nel modo di chi sospira: nulla di cui giovarsi. Andare: nessun addebito; piccola strettezza.

    Glossa carattere per carattere
    如rúsuffisso descrittivo, «in maniera di»: raddoppiato accosta due stati come simultanei e non come conseguenti
    嗟jiēil sospiro emesso a voce, il lamento breve: è suono, e nel 30 離 sta accanto alle lacrime
    萃ammassarsi: seconda occorrenza del nome del segno dentro una riga
    小吝strettezza di piccola misura: il margine si riduce, non si chiude
    Il testo è ambiguo su 萃如嗟如
    • i due stati appartengono allo stesso soggetto: sta nel mucchio e sospira
    • il primo descrive il gruppo, il secondo chi ne resta fuori: si ammassano, e lui sospira

    Scelta: un solo soggetto per entrambi gli stati — Il suffisso 如 raddoppiato accosta due modi dello stesso soggetto ed è la costruzione consueta del libro (出涕沱若,戚嗟若 nel 30 離). La seconda lettura è nata dall'esegesi di posizione, che vede il sei al terzo posto senza corrispondenza: il suo posto di riscontro è il sesto, sopra, e lì trova una linea cedevole come lei, che non le risponde. È informazione sul commento, non sul testo, e resta registrata qui.

    Piccola Immagine 小象

    往无咎,上巽也。

    Muoversi: niente da rimproverarti; chi sta sopra cede il passo.

    lettura filologica

    «Andare: nessun addebito»: quello che sta sopra si piega [巽, che vale anche 遜 «cedere il passo»].

    Glossa carattere per carattere
    上chi sta più in alto: nella figura è il sesto posto, quello che fa riscontro al terzo; ma lì sta una linea cedevole come la terza, e due cedevoli non si rispondono
    巽xùnil trigramma del vento e del legno, e come qualità il piegarsi e l'insinuarsi senza urto; l'apparato lo lega a 遜 «cedere il passo»
    Il testo è ambiguo su 上巽也
    • 上 è il soggetto: «chi sta sopra si piega», cioè cede il passo, e la terza linea trova varco
    • 上 è il termine del piegarsi: «[la terza] si piega verso chi sta sopra», e a cedere è lei

    Scelta: 上 soggetto, nel LIT e nel PUB, con la lettura opposta registrata qui — Le due direzioni dicono il contrario l'una dell'altra su chi cede a chi, e da questa scelta dipendono il PUB del 小象, la lettura, il quando_muove e l'attenzione della terza riga. Si è tenuta la prima perché nei 小象 il carattere che precede immediatamente il verbo ne è di norma il soggetto, e perché 上 in questo trattato nomina il posto alto della figura; la seconda regge la stessa clausola con l'agente rovesciato e non è meno grammaticale. Quale ramo adottare è decisione di edizione, non di rifinitura: la voce è segnalata al revisore.

    Il testo è ambiguo su 巽
    • verbo: «si piega, cede il passo», per 遜
    • nome del trigramma: le linee dalla terza alla quinta formano 巽, il trigramma interno superiore di questa figura

    Scelta: il verbo nel LIT e nel PUB, con il rimando al trigramma interno registrato — Le due letture non si escludono: il commento gioca su entrambe, e il fatto che 巽 sia davvero la figura interna che sta sopra la terza linea è ciò che rende la chiosa più di un gioco di parole. Tradurre il nome del trigramma renderebbe però la frase illeggibile a chi non ha lo schema davanti, e la riserva di leggibilità vale anche qui.

    Ci si ammassa e si sospira, nello stesso respiro. È la riga di chi sta nel gruppo senza esserci: abbastanza vicino da vedere tutto, non abbastanza da contare. Non c'è vantaggio in nulla, dice il testo, e poi apre uno spiraglio stretto: a muoversi non c'è niente da rimproverarti, e ci si stringe soltanto un poco. Il commento antico spiega perché lo spiraglio esiste. Chi sta sopra cede il passo.

    Quando muove. Muove quando l'appartenenza è diventata una posa e te ne sei accorto. La riga non ti chiede di restare a raddrizzare la cosa: dice che a muoverti non c'è niente da rimproverarti. Non dice che di là qualcuno ti aspetti. E l'ultima parola non è il permesso di andare: è la strettezza, piccola e comunque tua.

    Attenzione. Il sospiro che viene accolto con simpatia diventa una rendita. Puoi restare a lamentarti dentro il mucchio quanto vuoi: il testo dice che non ne ricavi nulla, e non aggiunge altro.

  4. quarta linea九四

    Testo

    大吉无咎。

    Pienamente propizio: niente da rimproverarti.

    lettura filologica

    Molto fausto; nessun addebito.

    Glossa carattere per carattere
    大吉dà jíil grado pieno dell'esito fausto; è la riga più breve del segno e l'unica senza alcuna immagine
    咎jiùla colpa e insieme la sventura che ne segue: nel lessico oracolare l'addebito che l'oracolo non muoveKunst
    Il testo è ambiguo su 大吉无咎
    • due prognostici in fila: è molto fausto, e non c'è addebito
    • una condizione e il suo esito: solo se è pienamente fausto non ci sarà addebito

    Scelta: i due prognostici in fila nel LIT; il PUB li giustappone senza saldarli, e il commentario tiene la seconda lettura — Il 小象 chiosa con 位不當也, «il posto non è quello che gli conviene»: un rilievo negativo attaccato alla riga più favorevole del segno. La lettura condizionale nasce da lì e ha buone ragioni, ma è già interpretazione del commento, non del 爻辭. Il LIT non la anticipa; il commentario la usa, perché è il modo in cui questa riga è stata letta per venti secoli e perché spiega la stranezza di un 无咎 dopo un 大吉.

    Piccola Immagine 小象

    大吉无咎,位不當也。

    Pienamente propizio, niente da rimproverarti: eppure il posto occupato non è il suo.

    lettura filologica

    «Molto fausto, nessun addebito»: il posto non è quello che gli conviene.

    Glossa carattere per carattere
    位il posto nella figura, e per estensione il rango che vi corrisponde
    當combaciare, corrispondere a ciò che tocca: la linea piena in posto pari non combacia

    La riga più corta del segno: pienamente propizio, niente da rimproverarti. Nessuna immagine, nessun soggetto. Poi il commento sposta tutto, con quattro caratteri: il posto occupato non è il suo. Da lì la formula si lascia leggere anche al rovescio, come una condizione. Solo se la cosa riesce in pieno non ci sarà nulla da rimproverare. È la posizione di chi raccoglie sotto di sé un seguito che formalmente non gli spetta.

    Quando muove. Muove quando hai più peso reale di quanto il tuo ruolo ne preveda. Funziona, e funziona bene, finché i risultati sono pieni. La riga non ti dice di ritirarti: ti dice che il margine di errore, in questa posizione, è soltanto quello che ti sei portato.

    Attenzione. Una posizione che si regge sulla riuscita piena non ha giorni ordinari. E il commento antico non parla di errori: dice che quel posto non è il tuo. Un seggio tenuto senza titolo si difende con i risultati, perché il titolo non c'è.

  5. quinta linea九五

    Testo

    萃有位,无咎。匪孚,元永貞,悔亡。

    L'adunata ha il suo seggio: niente da rimproverarti. La fiducia non c'è: tieni la posizione dall'inizio e a lungo, e il rammarico si scioglie.

    lettura filologica

    Si raduna, e c'è il posto: nessun addebito. Non c'è fiducia. Il presagio all'origine e per lunga durata: il rimorso si dissolve.

    Glossa carattere per carattere
    位wèiil seggio, il posto assegnato in cui si sta: qui il quinto, che nella figura è il posto di chi comanda
    匪fěivale 非 «non»: il grafo è la cesta di vimini, e il valore negativo è prestito fonetico. Nel libro introduce anche 彼 «quelli»Schuessler
    孚fúfiducia; nota la lettura 俘 «prigionieri»Kunst
    元yuánall'origine, di principio; nel lessico oracolare qualifica il grado, non la qualità moraleKunst
    永yǒngil corso lungo del fiume, e quindi ciò che si prolunga nel tempoSchuessler
    貞zhēnsottoporre a presagio, divinareKunst
    悔亡il rimorso si dissolve: 亡 è lo sparire di ciò che c'era
    Il testo è ambiguo su 貞
    • rettitudine, costanza (lettura neoconfuciana)
    • presagio saldo, divinare (lettura oracolare)

    Scelta: LIT prende l'oracolare, PUB il ricevuto con lessico nostro — Il senso etico è posteriore di circa sette secoli al testo. Nel giudizio 貞 sta in 利貞 e nella riga del nove al quinto posto in 元永貞 seguito da 悔亡: in entrambi i luoghi la polarità è fissata da ciò che segue, per cui vale §C2 e non §C3, e il PUB prende il ramo positivo «tenere fermo, tenere la posizione».

    Il testo è ambiguo su 孚
    • fiducia (lettura ricevuta e resa di lessico §D3)
    • 俘 «prigionieri di guerra» (lettura filologica)

    Scelta: «fiducia» su entrambi gli strati, con la lettura 俘 registrata — §D3 fissa la resa e le formule non si ritraducono. Il prestito 俘 non è adottato nel PUB perché §I lo consente solo dove l'apparato lo attesti nel luogo, e qui il contesto lo contrasta: il segno parla di gente che si raduna intorno a un tempio e a un'offerta, e al sei al secondo posto 孚 è ciò che rende sufficiente un rito piccolo. Con «prigionieri» la clausola 孚乃利用禴 non regge.

    Il testo è ambiguo su 匪孚
    • non c'è fiducia: chi occupa il seggio non è ancora creduto
    • 匪 per 彼: «quelli che non si fidano», cioè una parte del raduno
    • con la lettura 俘: non ci sono prigionieri, cioè il bottino manca

    Scelta: «non c'è fiducia», su entrambi gli strati — Il 小象 chiosa la riga con 志未光也, «il proposito non ha ancora luce»: dice che qualcosa non si è ancora esteso, ed è esattamente ciò che manca a chi ha il seggio e non il credito. La lettura con 彼 richiederebbe un soggetto che il testo non porta; quella con 俘 introduce un bottino di cui nel segno non c'è traccia.

    Piccola Immagine 小象

    萃有位,志未光也。

    L'adunata ha il suo seggio: il proposito non si è ancora allargato.

    lettura filologica

    «Si raduna, e c'è il posto»: il proposito non ha ancora luce.

    Glossa carattere per carattere
    志il proposito, la direzione su cui il cuore è fermo
    未non ancora: nega nel tempo, non nella sostanza
    光guāngla luce che si irradia, e quindi l'ampiezza di ciò che raggiunge; vicino a 廣 «esteso»

    L'adunata ha il suo seggio: qualcuno occupa il posto attorno a cui il raduno si dispone, e non c'è niente da rimproverargli. Poi due caratteri capovolgono la riga: la fiducia non c'è. Il posto raduna e non convince. La risposta del testo non è un gesto in più, è una durata: dall'inizio e a lungo, tieni la posizione, e il rammarico si scioglie. Il commento aggiunge che il proposito non si è ancora allargato.

    Quando muove. Muove quando hai l'autorità formale e senti che non basta. È esatto: non basta, e non c'è nulla di storto in te. La riga misura la distanza fra il seggio e il credito in unità di tempo, non di sforzo. L'unica cosa che la copre è restare la stessa persona abbastanza a lungo.

    Attenzione. Rincorrere la fiducia con gesti grandi la allontana. Il testo lascia una leva sola, che è la durata, e chi la trova troppo lenta di solito prova a comprarla.

  6. sesta linea上六

    Testo

    齎咨涕洟,无咎。

    Lamenti e sospiri, le lacrime che scendono e il naso che cola: niente da rimproverarti.

    lettura filologica

    Gemiti e sospiri, lacrime e muco: nessun addebito.

    Glossa carattere per carattere
    齎jīin binomio con 咨 rende il suono del lamento; fuori dal binomio il carattere vale «recare, presentare» e parte dell'apparato lo riconduce a 嗟, il sospiroGao Heng
    咨zīconsultarsi con qualcuno, e da lì il verso che accompagna la consultazione: il sospiro di chi non sa che fare
    涕tìle lacrime, e il pianto in quanto liquido che esce
    洟yíil muco del naso. La coppia 涕洟 dice il pianto nel suo aspetto fisico, e non va ripulita: è la stessa scelta del libro quando mette il bue accanto al tempioSchuessler
    Il testo è ambiguo su 齎咨
    • binomio fonetico di lamento, «gemere e sospirare», affine a 嗟咨
    • 齎 «recare doni» + 咨 «consultare»: presentarsi con offerte a chiedere consiglio

    Scelta: il binomio di lamento, su entrambi gli strati — Decide ciò che segue immediatamente: 涕洟, lacrime e muco. Un soggetto che porta doni e chiede consiglio non piange in quel modo. La seconda lettura si appoggia al valore corrente di 齎 fuori dal Zhouyi e va registrata, ma qui il contesto fisico è decisivo.

    Piccola Immagine 小象

    齎咨涕洟,未安上也。

    Lamenti e lacrime: in cima non si è ancora trovata pace.

    lettura filologica

    «Gemiti e sospiri, lacrime e muco»: non si sta ancora quieti in cima.

    Glossa carattere per carattere
    安stare quieti, essere a proprio agio in un luogo; il grafo è la figura sotto il tetto
    上il posto più alto della figura, quello che sta sopra il raduno

    In cima qualcuno geme, ha le lacrime e il naso che cola. Il libro non ripulisce l'immagine, e sarebbe facile leggerla come una condanna. Non lo è: la riga si chiude con «niente da rimproverarti», esattamente come le altre cinque. Il commento dice dove sta il punto: in cima non si è ancora trovata pace. Chi è sopra il raduno non è dentro il raduno, e lo sente in tutto il corpo.

    Quando muove. Muove quando stai sopra una cosa senza starci dentro: il posto più alto della figura è anche quello fuori dal mucchio, e non è comodo. Il pianto qui è informazione, non verdetto: dice dove vorresti stare. Il testo non lo censura e non lo condanna.

    Attenzione. Il pianto che dura oltre la sua notizia diventa la ragione per non scendere. In cima si sta scomodi, ed è un dato di posizione: le posizioni si possono lasciare.

I commentari antichi

Tuanzhuan 彖傳

萃,聚也。順以說,剛中而應,故聚也。王假有廟,致孝享也。利見大人,亨,聚以正也。用大牲吉,利有攸往,順天命也。觀其所聚,而天地萬物之情可見矣。

L'Adunata è il radunarsi. Sotto si segue il verso, sopra ci si rallegra; la linea dura sta al centro e trova chi le risponde: per questo le cose si radunano. «Il re arriva fino al tempio degli avi»: porta fino in fondo l'offerta agli antenati. «Conviene farsi ricevere da chi conta, la via è aperta»: ci si raduna stando diritti. «Portare la vittima grande è propizio, conviene muoversi»: si va nel verso del mandato del cielo. Guarda attorno a che cosa le cose si radunano: lì si vede come stanno davvero il cielo, la terra e ogni cosa.

lettura filologica

萃 è 聚: radunare. Si va col verso e ci si rallegra; il duro sta nel mezzo e trova risposta: per questo si raduna. «Il re giunge al tempio degli avi»: porta a compimento l'offerta filiale. «Giova avere udienza da chi ha autorità, l'offerta passa»: si raduna per via del diritto. «Impiegare la vittima grande: fausto; giova avere dove andare»: si va col verso del mandato del cielo. Osserva ciò attorno a cui le cose si radunano, e la condizione reale di cielo, terra e diecimila cose si potrà vedere.

Glossa carattere per carattere
聚jùradunare, fare massa; il grafo mette più uomini sotto il segno della presa, ed è anche il nome del villaggio, il gruppo di caseSchuessler
順shùnandare nel verso, seguire la fibra o la corrente; non obbedienza morale ma direzione presa senza attrito. Qui la qualità del trigramma 坤, in basso
說yuèqui vale yuè e nomina la qualità del trigramma 兌: rallegrarsi
應rispondere al richiamo: termine tecnico della corrispondenza fra la seconda e la quinta linea
致zhìfar giungere fino in fondo, portare a compimento; regge l'offerta come si regge un dono da consegnare
孝la cura dovuta agli avi; il grafo è il vecchio sorretto dal figlio
享xiǎngpresentare l'offerta ed essere accolti: qui il carattere che il 卦辭 scrive 亨 compare per estesoShaughnessy 2022
正dritto, a piombo: ciò che sta nella linea giusta. Nel linguaggio delle Ali dice anche la linea al posto che le compete
天命il mandato del cielo: l'ordine impartito dall'alto e la durata che assegna. Termine politico prima che metafisicoGao Heng
觀guardare a lungo e con metodo, non il semplice vedere
情qíngla condizione reale di una cosa, come stanno davvero i fatti; il valore «sentimento» è più tardo e qui fuorviante
見jiànvedere; con 可 davanti vale «si può vedere, si lascia vedere»
Il testo è ambiguo su 利見大人,亨
  • il 彖 cita 亨 legandolo alla clausola dell'udienza, contro la punteggiatura della fonte del 卦辭
  • il 彖 sta citando due clausole separate e le spiega insieme

Scelta: nel 彖 si rende la citazione come il 彖 la segmenta, e nel 卦辭 si tiene la punteggiatura della fonte — §J: la segmentazione è nostra e dove è contesa va dichiarata. Rendere il 彖 contro la propria citazione lo renderebbe incomprensibile; allineare il 卦辭 al 彖 significherebbe far decidere a un commento posteriore la punteggiatura dello strato Zhou. Si tengono le due letture ciascuna nel proprio luogo, e la nota le collega.

Il testo è ambiguo su 聚以正也
  • ci si raduna per mezzo di ciò che è diritto: la rettitudine come collante
  • il raduno avviene secondo l'ordine giusto, cioè con ciascuno al posto che gli compete

Scelta: «si raduna per via del diritto» nel LIT, «ci si raduna stando diritti» nel PUB — 正 nelle Ali oscilla fra il valore morale e quello tecnico di «linea al posto che le spetta», e qui il séguito del trattato parla subito di mandato del cielo, che tira verso il primo. Il PUB tiene una formulazione che non chiude la porta al secondo.

Xugua 序卦

物相遇而後聚,故受之以《萃》。《萃》者,聚也。

Le cose si incontrano, e solo dopo l'incontro si radunano: per questo dopo viene l'Adunata. Adunata vuol dire radunarsi.

lettura filologica

Le cose si imbattono l'una nell'altra, e dopo di ciò si radunano: perciò si riceve con 萃. 萃 è radunare.

Glossa carattere per carattere
遇yùimbattersi per caso, incontrare senza appuntamento: è la glossa con cui il libro nomina il segno 44 姤, che precede questoSchuessler
而後e soltanto dopo: il trattato mette il raduno in dipendenza dall'incontro, e non li tratta come la stessa cosa
聚radunare, fare massa: la stessa glossa che danno il 彖 e il 雜卦
Il testo è ambiguo su 相遇
  • il verbo 遇 «imbattersi»
  • il richiamo al nome del segno 44 姤, che il trattato glossa con questo stesso verbo

Scelta: si traduce il verbo, e si usa «incontro» nel PUB perché è il titolo già fissato per il 44 — Il 序卦 lega ogni segno al precedente ripetendone la glossa. Il titolo italiano del 44 è già stato deciso in contenuti/44-gou.json come «L'Incontro», e il PUB lo riprende invece di coniare un terzo sinonimo: la catena del trattato si vede solo se le parole si ripetono.

Zagua 雜卦

《萃》聚而《升》不来也。

L'Adunata mette insieme; la figura che le fa coppia, la stessa rovesciata, sale e non viene.

lettura filologica

萃 raduna, e 升 non viene.

Glossa carattere per carattere
升shēngsalire, montare; è il nome del segno 46, che è questa stessa figura capovolta
来láivenire: forma semplificata di 來, così come la porta la fonte del trattato
聚radunare: la terza volta che il libro chiosa così il nome di questo segno, dopo il 彖 e il 序卦
Il testo è ambiguo su 不来
  • «non viene»: 升 sale e non torna in basso, contro 萃 che porta le cose in un punto
  • «non fa venire»: 升 non attira nulla a sé, mentre 萃 raccoglie

Scelta: «non viene» su entrambi gli strati, senza anticipare il titolo italiano del 46 — Il 雜卦 accosta i segni a coppie di figura rovesciata e li oppone in una parola. Qui l'opposizione è di direzione: uno concentra, l'altro se ne va per la sua strada. Il titolo del 46 non è ancora fissato e renderlo qui significherebbe deciderlo di soppiatto: chi produrrà il 46 riporti in questa voce la propria resa, come è stato fatto fra il 33 e il 34. Nel PUB il segno accoppiato è nominato per perifrasi e non con il grafo, che resta nel solo LIT: lo strato pubblico non porta caratteri cinesi non tradotti. Rendere il verbo 升 «sale» non anticipa nulla, perché la riserva riguarda il titolo italiano del 46, non il valore lessicale del carattere dentro la frase del trattato.

Segni collegati

Provenienza del testo

Fonte cinese:
易學網 (https://www.eee-learning.com/book/eee45). Il testo è confrontato carattere per carattere con la fonte.
Collazionato con:
fonte/45-cui.json — 易學網 (eee-learning.com) /book/eee45, collazione singola; fonte/_sequenze.json per 序卦 e 雜卦 (ctext.org); contenuti/37-jiaren.json — riscontro interno su 王假有 + luogo, che ricorre identico al nove al quinto posto di quel segno; contenuti/63-jiji.json — riscontro interno su 禴, l'altra sola occorrenza del carattere nel libro; contenuti/08-bi.json — riscontro interno su 元永貞, che ricorre nel 卦辭 di quel segno; fonte/46-sheng.json — riscontro interno sul nove al secondo posto, che porta 孚乃利用禴 identico al sei al secondo posto di questo segno; contenuti/31-xian.json e contenuti/32-heng.json — riscontro interno sulla chiusa 觀其所…而天地萬物之情可見矣 del 彖; contenuti/43-guai.json e contenuti/13-tongren.json — riscontro interno su 號; contenuti/30-li.json — riscontro interno su 嗟 e su 涕; contenuti/44-gou.json — il segno che precede, per il titolo ripreso nel 序卦
Apparato:
Kunst, The Original Yijing (1985); Shaughnessy, The Origin and Early Development of the Zhou Changes (Brill 2022, OA); Gao Heng, Zhouyi gujing jinzhu; Schuessler, ABC Etymological Dictionary of Old Chinese; Baxter-Sagart 2014