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La Misura: linea 1 yang, linea 2 yang, linea 3 yin, linea 4 yin, linea 5 yang, linea 6 yin, dal basso verso l'alto.

Esagramma 60 · La Misura

節 · Jié · Il Nodo

Palude sotto, Acqua sopra

Il segno

Questo segno non chiede se una cosa vada fatta: chiede quanto, e fino a dove. Il suo carattere è il nodo della canna: il diaframma che chiude il fusto, e da cui riparte il tratto seguente. È il nodo a dire quanto è lungo il tratto. Il libro non ti chiede di privarti di qualcosa. Ti chiede di stabilire dove una cosa finisce e ne comincia un'altra, e poi di sentire che sapore ha la misura che hai messo.

Una conca d'acqua bassa, e sopra di essa altra acqua che scende. La conca tiene fino a un certo punto: ha un bordo, e il bordo non è un'opinione. Il nome del segno porta la stessa cosa in un'altra materia, il nodo del bambù, la parete che chiude il fusto e obbliga la pianta a ricominciare da capo. Poi il testo fa una cosa che nel libro non fa quasi mai: mette la misura in bocca. Ce n'è una amara e ce n'è una dolce, e sono la stessa parola con davanti un sapore diverso. In mezzo passano due porte di casa, l'uscio della stanza e il portone sulla strada, e restare dentro vale una volta bene e una volta male. Il segno misura, e insieme si fa assaggiare.

Perché questo nome

節 è il nodo della canna: il diaframma che chiude il fusto del bambù e da cui riparte il tratto seguente. Il grafo porta 竹 sopra 即, e da quel nodo discende tutta la famiglia di sensi che il libro usa qui — il segmento, la tacca che serve a contare, la misura, la giuntura fra due stagioni (節氣). Il testo se ne serve in tutti e tre i modi: il 彖 dice 天地節而四時成, cielo e terra si danno le loro giunture e le quattro stagioni si compiono; la Grande Immagine manda a ritagliare i conti e le misure; il 雜卦 glossa 節,止也, il fermarsi. «Il Nodo» è la resa concreta e scende in titolo_alt per la riserva di leggibilità di §H: in italiano corrente «nodo» è prima di tutto quello della corda e poi il groviglio, cioè un impedimento, e come titolo di pagina spingerebbe il lettore verso l'intralcio — l'opposto esatto di un segno che divide un continuo per renderlo praticabile. Resta vivo nello strato filologico, dove il nodo del fusto è tenuto in tutte le sei righe. «La Misura» traduce il valore operante del carattere e non la sua interpretazione, e ha dalla sua il corpus: 節 è già reso «misura» nel PUB del 4, del 27, del 37, del 39, del 50 e del 64, e cambiare parola proprio nell'esagramma che porta quel nome sarebbe l'unica incoerenza vera. Le rese diffuse nominano invece una restrizione subita — limitazione, restrizione — e prendono partito su quattro righe su sei prima di averle lette: il segno distingue una misura comoda, una dolce e una amara, e solo l'ultima è una stretta. Restano in noto_anche_come, che è presidio di ricerca e non adozione. §H, regola delle coppie: 節 non compare nel nome di nessun altro dei 64, e nessun titolo gemello è vincolato; il legame col 59 渙 è di figura capovolta e di catena nel 序卦, non di carattere condiviso.

Noto anche come: La Limitazione, La Moderazione, Il Limite, La Restrizione, La Regola, Limitation, Articulating, Jie, Chieh.

Come si legge

Palude: linea 1 yang, linea 2 yang, linea 3 yin, dal basso verso l'alto.Trigramma inferiorePalude · 兌
Acqua: linea 1 yin, linea 2 yang, linea 3 yin, dal basso verso l'alto.Trigramma superioreAcqua · 坎

Sotto, la conca dell'acqua ferma; sopra, l'acqua che precipita. Si esce dalla contentezza e si entra nel passo scosceso, e il Tuanzhuan dice che ci si entra portandosi dietro la prima. Tre righe piene e tre spezzate, spartite a metà: è una figura in pari. Le due righe dure occupano i due centri, il secondo posto e il quinto, e qui la simmetria si rompe in modo istruttivo. Il quinto è la misura dolce e il verdetto migliore del segno; il secondo porta l'unico verdetto avverso senza condizioni: in cima ce n'è un altro, ma vale per chi insiste. Stare al centro non basta: al quinto la riga è anche nella sede che le spetta, al secondo no. Le altre quattro scandiscono i modi in cui la misura si tiene: si resta dentro l'uscio, non ci si dà misura affatto, ci si sta comodi, la si porta fino all'amaro.

Il responso

Giudizio 卦辭

節,亨。苦節不可貞。

La Misura: la via è aperta. Una misura amara non è cosa su cui insistere.

lettura filologica

Il nodo. L'offerta passa. Nodo amaro: non si può divinare.

Glossa carattere per carattere
節jiéil nodo della canna: il diaframma che chiude il fusto e da cui riparte il tratto seguente. Il grafo porta 竹 «bambù» sopra 即. Da lì il segmento, la tacca che serve a contare, la misura, e le giunture dell'anno che il 彖 nomina in 天地節而四時成Schuessler
亨hēngpresentare l'offerta ed essere accolti; stesso grafo arcaico 亯 di 享 e 烹Shaughnessy 2022
苦kǔamaro al gusto: il grafo porta l'erba 艸, ed è l'erba amara. Fa coppia con 甘 «dolce», che compare al nove al quinto posto: il segno giudica la misura dal saporeSchuessler
不可貞non si può divinare: la questione non è cosa da sottoporre a presagioKunst
Il testo è ambiguo su 亨
  • penetrare, riuscire (lettura ricevuta)
  • 享 offerta accolta (lettura filologica)

Scelta: offerta accolta nel LIT, «la via è aperta» nel PUB — Il lessico chiede di annotare il salto fra i due strati a ogni occorrenza, e qui le occorrenze sono quattro: il giudizio, il sei al quarto posto, la sua Piccola Immagine e la citazione che ne fa il 彖. È la stessa parola in tutte e quattro, e in tutte e quattro il LIT tiene l'offerta che viene accolta.

Il testo è ambiguo su 不可貞
  • non si può divinare, la cosa non si sottopone a presagio (oracolare)
  • non è cosa su cui insistere (lettura ricevuta, §C2)

Scelta: voce di tabella del §C2: LIT «non si può divinare», PUB «non è cosa su cui insistere» — 貞 non è qui nudo — è retto da 不可 e forma una voce registrata del lessico — quindi il §C3 non si applica e il PUB può prendere il ramo ricevuto senza che sia un default silenzioso. La polarità la fissa il contesto, non noi: 苦 e il commento del 彖 (其道窮也) tirano entrambi al negativo, e il PUB rende quel verso.

Il testo è ambiguo su 苦節
  • il nodo amaro, la misura che ha il sapore dell'erba amara
  • la misura penosa, l'austerità che fa soffrire (senso figurato, corrente)

Scelta: il sapore su entrambi gli strati — Il figurato è già dentro il testo, ma passa dal gusto: il nove al quinto posto oppone 甘 «dolce», e i due caratteri sono i due poli di una scala di sapori, non due gradi di sofferenza. Tradurre 苦 con «penoso» e 甘 con «facile» spezzerebbe la coppia e cancellerebbe la sola immagine con cui questo segno giudica una misura.

Grande Immagine 大象

澤上有水,節,君子以制數度,議德行。

Sopra la conca sta l'acqua. Chi vale, guardandola, fissa quanto si conta e quanto si misura, e mette in discussione, di ciascuno, quanto può e come si conduce.

lettura filologica

Sopra la palude c'è l'acqua: il nodo. Il signore, da questo, ritaglia i numeri e le misure, e porta in discussione la potenza e la condotta.

Glossa carattere per carattere
澤zéla conca in cui l'acqua si raccoglie e non scorre via; ha un bordo, e il bordo è ciò che le dà la capienza
制zhìtagliare la stoffa sul modello, e da lì fissare, istituire: il grafo porta il coltello 刀. Non è «comandare», è «ritagliare la forma»Schuessler
數shùil conto, il numero delle cose
度dùla misura di lunghezza e lo standard con cui si misura; 數度 sono insieme il contare e il misurare
議yìsoppesare parlando, deliberare in consiglio; il grafo porta la parola 言: è una discussione fra più voci, non un verdetto
德déla potenza efficace che qualcuno possiede, prima che il termine si moralizzi in «virtù»Schuessler
行xíngil condursi, il modo di andare fra gli altri; non il tragitto compiuto
Il testo è ambiguo su 君子
  • il membro della casa nobiliare (senso Zhou, sociale)
  • la persona compiuta (senso confuciano, etico)

Scelta: doppio binario: LIT sociale, PUB ricevuto — Il senso etico entra col Lunyu, da quattro a sei secoli dopo il testo. Qui il doppio binario pesa più che altrove, perché il compito assegnato — fissare i conti e le misure, e mettere in discussione le condotte — è un atto di governo prima che un esercizio morale: il LIT lo lascia in mano a chi ha rango.

Il testo è ambiguo su 議德行
  • si mette in discussione la potenza e la condotta [degli uomini], cioè si valutano le persone
  • si delibera intorno alle norme di condotta, cioè si fissano regole di comportamento

Scelta: la prima su entrambi gli strati — La frase è costruita in parallelo: 制 taglia 數度, 議 tratta 德行. Il primo verbo istituisce una misura, il secondo la applica a ciò che non si lascia contare. Se anche 議德行 fosse un fissare regole, i due membri direbbero la stessa cosa due volte, e la distinzione più utile del passo — ciò che ha un numero e ciò che va discusso — andrebbe persa.

Cosa chiede

Ti chiede di fissare dove passa il bordo, e poi di verificare il sapore. La Grande Immagine assegna due compiti e non li confonde: le cose si contano e si misurano, le condotte si discutono. Quello che ha un numero, dagli un numero; quello che non ce l'ha, portalo in discussione con qualcuno invece di deciderlo di soppiatto. E il segno dice quale misura regge: quella in cui si sta comodi, e quella che riesce dolce. Non è indulgenza, è un criterio di durata. Una misura amara ottiene qualcosa per un tratto, poi il Tuanzhuan constata che quella strada non ha più dove andare.

Dove si sbaglia. Lo si legge come un elogio della rinuncia, e il testo dice quasi il contrario. Le prime due righe scrivono lo stesso «non esce» e ricevono verdetti opposti, perché non stanno alla stessa soglia: chi resta nel cortile dietro l'uscio non ha addebito; chi resta nel cortile del portone, col portone a un passo, prende il verdetto peggiore del segno, e l'ala non gli imputa un difetto di carattere ma un momento perduto. Dove ti fermi dice quanto ti costa. E la sola misura che il segno chiama amara è quella che si esaurisce: contenersi qui non è una virtù, è un'operazione con una taglia giusta, e la taglia va trovata.

Nelle diverse aree

Lavoro
Il perimetro va scritto e detto, non tenuto in testa. La Grande Immagine fissa i conti e le misure prima di mettere in discussione le condotte: senza una soglia dichiarata, ogni discussione su come qualcuno lavora scivola su chi è.
Relazioni
Guarda il sapore, non la regola. Un limite in cui state comodi tutti e due si regge da solo; uno che lascia l'amaro in bocca dura finché uno dei due non si stanca, e il segno dice che quella strada finisce.
Decisione
Fissa il bordo prima di entrare nella cosa. La conca sta sotto e l'acqua le cade dentro dall'alto: se il bordo non l'hai messo tu prima, a dirti dove passa sarà il livello, cioè quanta acqua è venuta giù, e quella non la decidi tu.
Interiorità
La misura te la dai tu, e il sapore lo senti tu: sono le due righe in cima, il quinto posto e il sesto, dove la stessa parola arriva prima dolce e poi amara. L'amaro apre anche il giudizio, che su una misura così dice subito di non insistere. Se quello che ti sei imposto ti riesce solo amaro, il testo non ti chiede di sopportarlo meglio.

Questo segno è uscito nella tua interrogazione?

La pagina spiega il segno in sé. Il consulto parte dal tuo quesito e dalle linee che il tiro ha mosso.

Interroga l'oracolo

Le sei linee

Dal basso verso l'alto. Una linea si legge solo quando il tiro la indica mutevole.

  1. prima linea初九

    Testo

    不出戶庭,无咎。

    Non esci dal cortile che sta dietro la porta della stanza. Niente da rimproverarti.

    lettura filologica

    Non esce dal cortile dell'uscio. Nessun addebito.

    Glossa carattere per carattere
    出chūuscire, venir fuori: il grafo mostra il piede che varca la soglia
    戶hùil battente singolo, la porta di una stanza; il grafo è metà di 門Schuessler
    庭tíngil cortile scoperto racchiuso dagli ambienti della casa: uno spazio interno, non la strada
    无咎nessun addebito: la colpa e la sventura che ne deriva, che l'oracolo non muoveKunst
    Il testo è ambiguo su 戶庭
    • il cortile su cui si apre l'uscio della stanza, la corte più interna
    • 戶 e 庭 come due soglie distinte, «l'uscio e il cortile»

    Scelta: la prima su entrambi gli strati — Decide il nove al secondo posto, che ripete la stessa frase sostituendo 戶 con 門: se 戶庭 e 門庭 non fossero due luoghi diversi, le due righe direbbero la stessa cosa e riceverebbero verdetti opposti senza ragione. Il paio di caratteri distingue la soglia interna da quella che dà sull'esterno, e tutto il senso delle due righe sta lì.

    Piccola Immagine 小象

    不出戶庭,知通塞也。

    Se non esce dal cortile dietro l'uscio è perché ha guardato quali vie sono aperte e quali tappate, e si regola su quello che ha visto.

    lettura filologica

    «Non esce dal cortile dell'uscio»: conosce ciò che passa e ciò che è tappato.

    Glossa carattere per carattere
    知zhīconoscere per averlo constatato; qui è la cognizione di uno stato di fatto, non una qualità morale
    通tōngpassare da parte a parte, essere aperto al transito; è la parola che il 彖 usa per l'esito del nove al quinto posto
    塞sètappare, ostruire: l'apertura riempita fino a chiuderla

    La riga più bassa e la più al riparo. Non esci dal cortile che sta subito dietro l'uscio: sei ancora dentro casa, e la soglia che non hai passato è quella interna. Il testo non ti addebita niente. La sua ala spiega perché, e non nomina né la prudenza né la virtù: ha guardato quali vie sono aperte e quali tappate. È la lettura di uno stato delle vie, non un tratto di carattere. E la riga sopra, che sta al cortile del portone, per lo stesso gesto non viene perdonata.

    Quando muove. Muovendosi qui, la scena è un'astensione che per ora è esatta: la via è chiusa davvero, e restare dentro risponde a un fatto, non rimanda una decisione. La riga chiede soltanto di sapere quale delle due cose stai facendo, perché viste da fuori si somigliano molto.

    Attenzione. Qui l'astensione regge perché è appoggiata a una lettura: le vie sono tappate, e tu lo sai. Se smetti di guardarle e tieni il gesto per abitudine, il gesto resta e il suo appoggio no. Un passo più in fuori, alla soglia del portone, non si difenderebbe più da solo.

  2. seconda linea九二

    Testo

    不出門庭,凶。

    Non esci dal cortile che dà sul portone. È avverso.

    lettura filologica

    Non esce dal cortile del portone. Infausto.

    Glossa carattere per carattere
    門ménil portone a due battenti, la soglia che dà sull'esterno; il grafo mostra i due battenti affiancatiSchuessler
    庭tíngil cortile: qui quello che sta fra gli ambienti e il portone, cioè un passo più in fuori del 戶庭 della riga precedente
    凶infausto

    Piccola Immagine 小象

    不出門庭凶,失時極也。

    Non uscire dal cortile che dà sul portone è avverso: chi resta lì si è lasciato sfuggire il momento, e per intero.

    lettura filologica

    «Non esce dal cortile del portone: infausto»: ha perduto il momento, e al colmo.

    Glossa carattere per carattere
    失shīlasciarsi sfuggire di mano
    時shíil momento opportuno, la stagione della cosa; è ciò che non dipende da chi agisce, mentre leggerlo dipende da lui
    極jíla trave di colmo del tetto, il punto più alto; da lì l'estremo e il grado massimoSchuessler
    Il testo è ambiguo su 極
    • grado massimo, in funzione avverbiale: «perde il momento al massimo grado»
    • il colmo, il culmine del momento: «perde il colmo del tempo»
    • 極 come prestito per 亟 «l'urgenza»

    Scelta: le prime due, che convergono, tenute insieme dal LIT con «e al colmo»; il PUB adotta il grado — Le prime due letture non si escludono, perché 極 è insieme il punto più alto e il grado estremo: perdere il culmine del momento è perderlo del tutto. Il LIT conserva l'ambivalenza del carattere, il PUB deve scegliere una sintassi italiana e sceglie il grado. La terza è un prestito che l'apparato non attesta qui: la regola sui prestiti grafici vieta di adottarne uno perché renderebbe la frase più netta, e resta registrata senza essere seguita.

    Le stesse parole della riga sotto, con una porta di differenza, ed è la porta a decidere tutto: là il cortile era quello dell'uscio, dietro la porta della stanza; qui è quello del portone, l'ultimo spazio prima della strada. Sei arrivato fin lì e non passi. Il libro non ha cambiato idea sul contenersi in tre caratteri: ha spostato la soglia, e con la soglia cambia che cosa vuol dire restare fermi. L'ala lo dice senza attenuarlo: chi resta lì si è lasciato sfuggire il momento, e per intero.

    Quando muove. Se si muove questa riga, c'è qualcosa di aperto che stai lasciando passare da fermo. Il segnale è che ti sembra ancora prudenza, e ha la stessa forma che aveva un piano più in basso, quando lo era davvero. La riga non ti chiede di essere audace: ti chiede di guardare a che soglia sei arrivato, perché è quella che cambia il conto.

    Attenzione. Il costo non viene da quello che fai, ma da quello che continui a non fare stando dove stai. La riga sotto ha le stesse parole e nessun addebito: è ferma dietro l'uscio, dove non c'è ancora niente da passare. Qui il portone è a un passo.

  3. terza linea六三

    Testo

    不節若,則嗟若,无咎。

    Non ti dai una misura, e allora ti resta il sospiro. Niente da rimproverarti.

    lettura filologica

    Non si tiene al nodo: e allora sospira. Nessun addebito.

    Glossa carattere per carattere
    節jiéqui in funzione verbale: darsi il nodo, tenersi alla misura
    若ruòparticella che descrive uno stato, «in quel modo»: la stessa che chiude 夕惕若 al 乾. Ripetuta su entrambi i membri, li presenta come due modi di stare e non come due fatti in sequenza
    則zée allora: lega il secondo membro al primo come conseguenza
    嗟jiēil sospiro emesso a voce, il lamento; il grafo porta la bocca 口
    无咎nessun addebito
    Il testo è ambiguo su 无咎
    • formula piena: l'oracolo non muove addebito
    • clausola che la Piccola Immagine rovescia in 又誰咎也, «e a chi altri se ne farebbe addebito?»: l'addebito non è cancellato, è intestato

    Scelta: la formula del lessico su entrambi gli strati; il rovesciamento dell'ala si legge nell'ala e regge il commentario — Il 爻辭 dice ciò che dice e la formula non si ritraduce. Ma l'ala di questa riga è l'unico punto del segno in cui il libro riapre un 无咎 già scritto, e lo fa con una domanda: la sventura c'è, e non arriva da fuori. Appiattire le due voci in una sola — assolvere nel testo e assolvere nell'ala — cancellerebbe la sola attribuzione di causa esplicita dell'esagramma.

    Il testo è ambiguo su 不節若,則嗟若,无咎
    • 三 membri: non darsi misura / allora il sospiro / nessun addebito
    • due membri, con 无咎 attaccato al sospiro: «e allora sospira, e non c'è addebito», cioè è il lamentarsi che chiude il conto

    Scelta: tre membri, con 无咎 staccato — La punteggiatura è nostra e va dichiarata dove è contesa. La seconda segmentazione fa del sospiro un atto che assolve, e trasforma una riga sul non essersi dati misura in una riga sul pentimento. Il 小象 non conosce quel pentimento: conosce un lamento e chiede a chi altri lo si vorrebbe addebitare.

    Piccola Immagine 小象

    不節之嗟,又誰咎也?

    Il lamento di chi non si è dato misura: e chi altro ci sarebbe da chiamare in causa?

    lettura filologica

    Il sospiro di chi non si tiene al nodo: e a chi altri se ne farebbe addebito?

    Glossa carattere per carattere
    咎jiùqui in funzione verbale: muovere addebito a qualcuno
    誰shéichi: la domanda è retorica e la risposta è una sola
    又yòue per di più, e allora: rilancia la domanda invece di aprirla

    L'unica riga in cui la misura non c'è affatto. Il testo la dice in due mosse chiuse dalla stessa particella, come fossero due modi di stare e non due fatti in fila: non darsi misura, e poi sospirare. Il sospiro non è un pentimento, è il rumore che resta. Poi arriva la formula che di solito assolve, niente da rimproverarti, e l'ala la gira in una domanda: chi altro ci sarebbe da chiamare in causa?

    Quando muove. Muovendosi qui, la scena non è una scelta sbagliata ma una misura che non è stata presa, e le conseguenze sono già arrivate. La riga non chiede di rimediare a ciò che è successo. Chiede di riconoscere da dove viene, perché è l'unica cosa che il libro qui tiene ferma.

    Attenzione. Il rischio è restare nel lamento e chiamarlo consapevolezza. L'ala non cancella il conto, lo intesta: fuori da te non c'è nessun altro a cui addebitarlo.

  4. quarta linea六四

    Testo

    安節,亨。

    Una misura in cui stai comodo: la via è aperta.

    lettura filologica

    Stare quieti nel nodo. L'offerta passa.

    Glossa carattere per carattere
    安ānstare a posto senza sforzo in un luogo; il grafo è la donna sotto il tetto. Non è la rassegnazione, è la quiete di chi non deve tenersi
    節jiéil nodo, la misura; qui è ciò dentro cui si sta
    亨hēngpresentare l'offerta ed essere accolti; stesso grafo arcaico 亯 di 享 e 烹Shaughnessy 2022
    Il testo è ambiguo su 亨
    • penetrare, riuscire (lettura ricevuta)
    • 享 offerta accolta (lettura filologica)

    Scelta: offerta accolta nel LIT, «la via è aperta» nel PUB — Seconda occorrenza su quattro. Qui il salto pesa più che nel giudizio, perché il soggetto della frase non è una persona ma la misura stessa: nel LIT è l'offerta a passare, nel PUB è la via ad aprirsi a chi quella misura la tiene. Il lessico impone di dirlo ogni volta, e la ragione si vede proprio qui — sono due immagini diverse, non due sinonimi.

    Il testo è ambiguo su 安節
    • starsene quieti dentro la misura (安 intransitivo, stato di chi la tiene)
    • rendere quieta la misura, assestarla (安 transitivo, azione su di essa)

    Scelta: la prima su entrambi gli strati — Il segno costruisce tre righe con la stessa forma — 安節, 甘節, 苦節 — e nelle altre due il primo carattere è un sapore, cioè una qualità di come la misura viene sentita, non un'azione su di essa. La coerenza della serie decide: anche 安 dice come la misura si sente addosso.

    Piccola Immagine 小象

    安節之亨,承上道也。

    La misura in cui si sta comodi apre la via: perché sostiene da sotto la strada di chi sta sopra.

    lettura filologica

    Il passare dell'offerta dello «stare quieti nel nodo»: si regge da sotto la via di chi sta sopra.

    Glossa carattere per carattere
    承chéngreggere da sotto con le due mani, prendere su di sé un peso che viene dall'alto; il grafo mostra due mani che sollevanoSchuessler
    上shàngchi sta sopra: qui la riga piena al quinto posto, subito al di sopra di questa
    道dàola via, la strada che qualcuno tiene
    Il testo è ambiguo su 亨
    • penetrare, riuscire (lettura ricevuta)
    • 享 offerta accolta (lettura filologica)

    Scelta: offerta accolta nel LIT, «la via è aperta» nel PUB — Terza occorrenza su quattro, e la più esposta: l'ala prende il 亨 del 爻辭 e ne fa il soggetto della propria frase (安節之亨), cioè parla del passare dell'offerta come di una cosa. Il LIT lo tiene tale, il PUB lo scioglie in un verbo perché in italiano «il passare dell'offerta dello stare quieti» non è dicibile. Il salto è lo stesso delle altre tre occorrenze e va annotato qui come là.

    Il testo è ambiguo su 上道
    • la via di chi sta sopra, cioè del nove al quinto posto
    • la via superiore, quella più alta in senso assoluto

    Scelta: la prima su entrambi gli strati — 承 è termine tecnico della lettura per posizioni: dice della riga cedevole che sostiene quella dura immediatamente sopra di sé. Il 上 è quindi posizionale prima che valutativo. La seconda lettura è possibile ma trasforma una constatazione di figura in un elogio, e l'ala qui non elogia: spiega da dove viene la comodità.

    Una misura in cui si sta comodi. Il carattere è quello di chi è a posto sotto il proprio tetto: nessuno sforzo, nessuna stretta di denti, e la via si apre. È la prima delle due righe buone del segno, e la sua ala dice da dove viene quella comodità: la riga sostiene da sotto la strada di chi le sta sopra. Non è una misura inventata qui. È una misura ricevuta, e retta bene.

    Quando muove. Il movimento qui è un assestamento: il limite che rispetti ha smesso di pesarti, e non perché ti sei irrigidito. La riga non ha inventato la propria misura: la regge da sotto, ed è la strada della riga che le sta subito sopra. Il tuo compito è tenerla bene, non rifarla da capo.

  5. quinta linea九五

    Testo

    甘節,吉,往有尚。

    Una misura che riesce dolce. È propizio: muoverti ti porta riconoscimento.

    lettura filologica

    Nodo dolce. Fausto. Andare: c'è riconoscimento.

    Glossa carattere per carattere
    甘gāndolce al gusto; il grafo è la bocca con dentro qualcosa che vi si trattiene. È il polo opposto di 苦, che apre il giudizio e chiude il segnoSchuessler
    節jiéil nodo, la misura; qui qualificata dal sapore che ha
    吉fausto
    往wǎngmuoversi verso fuori, andare; non la spedizione di 征
    尚shàngtenere in alto, tenere in pregio; 有尚 è il credito che arriva da fuori. Letto anche come prestito per 賞 «ricompensa»Gao Heng
    Il testo è ambiguo su 尚
    • tenere in pregio, stimare: 有尚 è il riconoscimento che si riceve
    • prestito per 賞 «ricompensa», cioè un premio materiale

    Scelta: il carattere scritto su entrambi gli strati, come già al 29 坎 e al 55 豐 — La regola sui prestiti grafici vale anche quando il prestito è antico e discusso: si adotta solo se l'apparato lo attesta per il luogo, mai perché la frase ne guadagna. Qui il carattere scritto regge da sé e il corpus lo rende già così nelle altre due occorrenze di 有尚; cambiarlo proprio in questo esagramma spezzerebbe una serie senza aggiungere nulla.

    Piccola Immagine 小象

    甘節之吉,居位中也。

    La misura dolce è propizia: chi la tiene sta al centro del posto che occupa.

    lettura filologica

    Il fausto del «nodo dolce»: dimora in un posto che sta nel mezzo.

    Glossa carattere per carattere
    居jūstarsene, dimorare stabilmente in un luogo
    位wèiil posto nella figura, e per estensione il rango che vi corrisponde
    中zhōngil mezzo: qui il terzo posto del trigramma superiore, cioè il quinto della figura
    Il testo è ambiguo su 居位中也
    • dimora in un posto che sta nel mezzo (居 + 位中): l'ala dice la sola centralità
    • dimora nel posto [che le spetta], ed è nel mezzo (居位 + 中): l'ala direbbe già anche la sede giusta

    Scelta: la prima su entrambi gli strati — La segmentazione è nostra, §J, ed è contesa: 位 può essere il posto in generale, e allora 中 lo qualifica, oppure il posto proprio, e allora l'ala anticipa il 當位 del 彖. Si tiene la prima, perché il criterio che separa il nove al quinto posto dal nove al secondo il trattato lo scrive per esteso (當位以節) e non ha bisogno di essere spremuto da tre caratteri del 小象. La seconda resta registrata: chi la adotta trova nell'ala la stessa cosa, non una cosa diversa.

    La misura che riesce dolce, e il verdetto migliore del segno. È la riga piena al quinto posto, e la sua ala nota che chi la tiene sta al centro del posto che occupa. Ma al centro sta anche l'altra riga dura, quella che finisce male: a separarle è il Tuanzhuan, che dice per esteso di quale posto si tratti, la sede che a una riga piena spetta e che al secondo posto non spetta. Poi il testo aggiunge una cosa che nessun'altra riga qui ha: se ti muovi, ne viene riconoscimento.

    Quando muove. Qui la misura ha smesso di essere un costo ed è diventata una forma. Il movimento va verso fuori: è la sola riga del segno che manda da qualche parte, e il credito non lo prende chi si contiene, lo prende chi ne fa qualcosa oltre la porta di casa.

  6. sesta linea上六

    Testo

    苦節,貞凶,悔亡。

    Una misura amara. Insistere è avverso; il rammarico si scioglie.

    lettura filologica

    Nodo amaro. Presagio saldo: infausto. Il rimorso si dissolve.

    Glossa carattere per carattere
    苦kǔamaro al gusto, l'erba amara; riprende il giudizio alla lettera e chiude il segno con la parola con cui si era apertoSchuessler
    貞凶presagio saldo: infausto; nel senso ricevuto, insistere porta maleKunst
    悔亡il rimorso si dissolve: presuppone che un rimorso ci fosse
    Il testo è ambiguo su 貞凶,悔亡
    • due prognostici che tirano in versi opposti sulla stessa scena: insistere è avverso, eppure non resta rimorso
    • il secondo prognostico vale per chi lascia la misura amara, non per chi la tiene: si perde qualcosa e non ci si pente di averla lasciata

    Scelta: entrambe, tenute accostate senza congiunzione causale — La punteggiatura è nostra: mettere un «ma» o un «perché» fra i due prognostici significherebbe scegliere una delle due letture e presentarla come il testo. Il PUB usa un punto e virgola, che accosta e non spiega. Il 小象 non aiuta a decidere, perché commenta solo la prima metà (苦節貞凶) e lascia 悔亡 senza glossa: il libro stesso si ferma prima di connetterli.

    Piccola Immagine 小象

    苦節貞凶,其道窮也。

    La misura amara, su cui insistere è avverso: quella strada finisce lì.

    lettura filologica

    «Nodo amaro, presagio saldo: infausto»: la sua via si esaurisce.

    Glossa carattere per carattere
    窮qióngessere allo stremo, non avere più dove andare; il grafo mostra un corpo piegato in fondo a una cavaSchuessler
    道dàola via, il percorso che si sta tenendo

    La misura portata fino all'amaro. È la stessa parola con cui si era aperto il giudizio, che l'aveva già messa fuori discussione: su una misura così non si insiste. L'ala non parla di errore, parla di percorso — quella strada finisce lì, come una canna che sopra l'ultimo nodo non ha più fusto. E in coda il testo aggiunge che il rammarico si scioglie: due prognostici opposti nella stessa riga, che il libro lascia uno accanto all'altro senza spiegarli.

    Quando muove. Muovendosi in cima, la riga dice che una disciplina tenuta a lungo ha esaurito il proprio tratto. Non dice che fosse sbagliata: dice che non ha più dove andare. Poi accosta al verdetto avverso un rammarico che si scioglie, e non dice quale dei due lo spieghi: se il rimorso si sciolga a chi lascia la misura amara o a chi l'ha tenuta fin qui. Il libro li mette uno accanto all'altro, e qui restano accanto.

    Attenzione. Insistere qui è avverso, e insistere sarà proprio la cosa che ti sembrerà più coerente. L'amaro non è la prova che la misura sia giusta: è la notizia che il tratto è finito.

I commentari antichi

Tuanzhuan 彖傳

節亨,剛柔分而剛得中。苦節不可貞,其道窮也。說以行險,當位以節,中正以通,天地節而四時成。節以制度,不傷財,不害民。

«La Misura: la via è aperta»: ciò che è duro e ciò che cede si dividono a metà, e il duro prende il centro. «Una misura amara non è cosa su cui insistere»: quella strada finisce lì. Si entra nel passo scosceso portandosi dietro la contentezza; si misura stando nel posto che spetta; si passa perché si sta al centro e diritti. Cielo e terra si danno le loro giunture, e da lì le quattro stagioni vengono a compimento. È con la misura che si ritagliano le regole: così non si intaccano i beni accumulati, e alla gente non si fa male.

lettura filologica

«Il nodo: l'offerta passa»: duro e cedevole si spartiscono, e il duro ottiene il mezzo. «Nodo amaro: non si può divinare»: la sua via si esaurisce. Con la contentezza si va dentro lo scosceso; occupando il posto che spetta si dà il nodo; stando nel mezzo e diritti si passa. Cielo e terra si danno nodi, e le quattro stagioni si compiono. Col nodo si ritagliano le regole: non si danneggiano le sostanze, non si fa male al popolo.

Glossa carattere per carattere
分fēnspartire tagliando: il grafo porta il coltello 刀 sotto il segno della divisione. Qui le tre righe piene e le tre spezzate stanno in parti uguali
得中dé zhōngottenere il mezzo: si dice della riga che occupa il secondo o il quinto posto, cioè il centro di uno dei due trigrammi
說yuèqui letto yuè, cioè 悅: la contentezza che si prova e che si dà. È la glossa che il libro dà al trigramma inferiore 兌Schuessler
險xiǎnil passo scosceso, il terreno da cui si può cadere: è il valore del trigramma superiore 坎
當位dāng wèistare nel posto che spetta: la riga piena in una sede dispari. Qui il nove al quinto posto
四時sì shíle quattro stagioni; 節 vale qui la giuntura fra l'una e l'altra, come nei 節氣 del calendario
制度zhì dùle regole ritagliate: la stessa coppia di verbi e misure della Grande Immagine, qui condensata
財cáii beni accumulati; il grafo porta la conchiglia 貝, che è il valore di scambio
民mínil popolo, la gente governata: il 彖 non parla a chi legge, parla a chi amministra
Il testo è ambiguo su 節亨
  • penetrare, riuscire (lettura ricevuta)
  • 享 offerta accolta (lettura filologica)

Scelta: offerta accolta nel LIT, «la via è aperta» nel PUB, come nel giudizio — Quarta e ultima occorrenza: il 彖 apre citando il giudizio e poi lo spiega con la figura. Una citazione non si ritraduce, quindi i due strati ripetono qui la resa che hanno dato al 卦辭; il salto però va annotato anche qui, perché è il punto in cui il trattato costruisce sopra 亨 un ragionamento di linee — 剛柔分而剛得中 — che nello strato filologico regge un'offerta accolta e nel pubblicato una via che si apre.

Il testo è ambiguo su 剛得中
  • il duro ottiene il mezzo: vale per entrambe le righe piene centrali, il nove al secondo e il nove al quinto posto
  • vale per il solo nove al quinto posto, che è insieme centrale e nel posto che gli spetta

Scelta: entrambe le righe nel LIT e nel PUB, con la tensione lasciata visibile — La formula, presa alla lettera, comprende le due righe piene centrali; ma il nove al secondo posto è la sola riga che porti un 凶 non condizionato — il sei in cima ne porta un altro, retto però da 貞, cioè valido per chi insiste. Il 彖 elogia dunque una configurazione che il 爻辭 punisce senza clausole, e non è una svista: il trattato guarda la figura, il testo delle righe guarda il momento. Restringere la formula al solo quinto posto sanerebbe la contraddizione cancellandola, e con essa la cosa più istruttiva del segno.

Il testo è ambiguo su 說以行險
  • si va dentro il passo scosceso per mezzo della contentezza: il piacere è il modo del passaggio
  • si dà contentezza, e poi si affronta il rischio: due momenti in sequenza

Scelta: la prima su entrambi gli strati, come già al 47 困 per 險以說 — 以 lega strumento e azione, e il trattato costruisce con la stessa preposizione le due clausole che seguono (當位以節, 中正以通), dove è chiaramente il mezzo a essere nominato per primo. La lettura in sequenza spezzerebbe un parallelismo di tre membri.

Xugua 序卦

物不可以終離,故受之以《節》。

Niente può continuare a sfaldarsi senza fine. Per questo dopo viene la Misura.

lettura filologica

Le cose non possono restare divise fino alla fine: perciò si riceve col 節.

Glossa carattere per carattere
離lístaccarsi, andare ciascuno per sé: è il valore con cui il trattato glossa il 59 渙, il segno che precede, e non l'aderire che dà il nome al 30
終zhōngfino alla fine, senza smettere
Il testo è ambiguo su 離
  • separarsi, disperdersi (il valore che regge la catena col 59 渙)
  • aderire, attaccarsi (il valore del nome dell'esagramma 30)

Scelta: la separazione su entrambi gli strati — Il trattato è una catena e ogni voce riprende il segno precedente: qui riprende 渙, la dispersione. Il carattere però è lo stesso che dà il nome al 30, dove il corpus lo rende con l'aderire del fuoco al suo supporto. Va segnalato perché il lettore che confronta i due luoghi trova due rese opposte per lo stesso grafo, e la ragione è la catena, non un ripensamento.

Zagua 雜卦

《節》,止也。

La Misura è ciò che ferma.

lettura filologica

Il nodo è il fermarsi.

Glossa carattere per carattere
止zhǐil piede fermo a terra: fermarsi, porre termine. È lo stesso valore con cui il libro glossa il 52 艮
Il testo è ambiguo su 止
  • fermarsi, porre termine a un movimento
  • porre una tacca, interrompere un continuo per segmentarlo

Scelta: il fermarsi nel LIT, «ciò che ferma» nel PUB — Il 雜卦 usa 止 anche per il 52 艮, e i due segni non fanno la stessa cosa: 艮 arresta un movimento in un punto, 節 interrompe un continuo per dividerlo in tratti. Il PUB rende 節 con una funzione — ciò che ferma — invece che con l'atto, per non far coincidere due voci che il trattato scrive uguali e il libro tratta diverse. La grafia è stata riportata da semplificato a tradizionale, come prescrive il file di fonte.

Segni collegati

Provenienza del testo

Fonte cinese:
易學網 (https://www.eee-learning.com/book/eee60). Il testo è confrontato carattere per carattere con la fonte.
Collazionato con:
易學網 (eee-learning.com); ctext.org — 序卦傳, 雜卦傳
Apparato:
Kunst, The Original Yijing (1985); Shaughnessy, The Origin and Early Development of the Zhou Changes (Brill 2022, OA); Gao Heng, Zhouyi gujing jinzhu; Schuessler, ABC Etymological Dictionary of Old Chinese