Esagramma 8
L'Accostamento
比 · Bǐ · L'Affiancarsi
Terra sotto, Acqua sopra
Il segno
Questo segno parla di accostarsi a qualcuno: a una persona, a un gruppo, a un centro. Non è un sentimento: è un gesto, e poi una posizione. La Grande Immagine non lascia margini su chi agisce — i re antichi fondarono i regni e si tennero vicini i loro signori: ci si accosta apposta, e costa. Poi il giudizio aggiunge due cose scomode. Prima di legarti, torna a consultare. E guarda l'ora, perché chi arriva per ultimo la trova chiusa.
Versa dell'acqua su un terreno e guarda cosa fa: entra in ogni avvallamento, prende la forma di ciò che tocca, non lascia intercapedini. Non si appoggia alla terra, ci aderisce. È l'immagine che il libro sceglie per il legame fra persone, e non è tenera: l'acqua aderisce anche al fango. Poi arriva un orcio di terracotta pieno fino all'orlo — non un vaso da cerimonia, un recipiente da dispensa — e chi si è riempito così attira qualcuno senza chiamarlo. Infine una caccia reale: i battitori chiudono tre lati e lasciano libero il quarto, la selvaggina che vuole andarsene se ne va, e nessuno la insegue. Tre immagini, un gesto solo: ci si accosta, e non si sigilla.
Perché questo nome
比 è il grafo di due figure messe una a lato dell'altra: il 說文 lo analizza come 从 rovesciato — 从 sono due persone in fila, una dietro l'altra, e 比 le stesse due portate a fianco. Il campo semantico Zhou è avvicinarsi a qualcuno e restargli a lato; da lì il senso derivato di «confrontare», che è ancora il gesto di mettere due cose una accanto all'altra. Il 彖 glossa il nome con 輔, le tavole che si stringono ai fianchi del carro per rinforzarlo: ciò che sta a lato e regge. «L'Accostamento» nomina quel gesto e null'altro — il portare vicino, l'atto di chi si accosta a un altro — senza aggiungere niente a ciò che il carattere dice, ed è per questa misura che si scartano le rese in campo. «L'Alleanza» promette parità fra le parti, e qui il legame è adesione a un centro: 下順從也, «quelli che stanno sotto assecondano e seguono», dice il 彖; il 小象 del 九五 usa 使, il verbo di chi dispone di persone; e la figura ha una sola linea dura a cui tutte le altre corrispondono. «La Solidarietà» nomina un sentimento dove il testo mette una posizione. «L'Affiancarsi» traduce il grafo con esattezza e resta in alternativa dichiarata, ma è un verbo riflessivo sostantivato: regge come glossa, male come titolo di pagina. Un rischio il nuovo titolo lo porta, e va presidiato: in italiano corrente «accostamento» tira verso l'abbinamento di colori e di tessuti. Il testo lo neutralizza tenendo in vista il verbo con il suo complemento — accostarsi a qualcuno — nel giudizio, nel 彖, nelle due Ali minori e nel commentario.
Noto anche come: La Solidarietà, L'Unione, Tenere insieme, L'Affinità, L'Alleanza, Holding Together.
Come si legge
Terra sotto, acqua sopra: la figura posa il fluido sul solido, e il fluido non si tiene in equilibrio, sta addosso. Cinque linee cedevoli e una sola dura, al quinto posto, quello di chi comanda. Tutte le altre guardano lì, e il 彖 lo dice: sotto si asseconda e si segue. Non è però una gerarchia calata dall'alto — il trattato glossa il nome con 輔, le tavole che si accostano ai fianchi del carro e lo rinforzano: chi si accosta regge, e regge stando a lato. La seconda linea si accosta al centro da dentro, la quarta da fuori, ed entrambe stanno bene. La terza sbaglia compagnia. La sesta arriva quando la fila è già fatta. Capovolgi la figura e hai La Truppa: stessa unica linea piena, ma in basso, dove comanda invece di attrarre.
Il responso
Giudizio 卦辭
比。吉。原筮。元永貞。無咎。不寧方來。後夫凶。
Accostarsi a qualcuno: è propizio. Consulta di nuovo l'oracolo. Tieni la posizione dall'inizio e a lungo: niente da rimproverarti. Chi non ha pace sta arrivando. Chi arriva per ultimo: è avverso.
Affiancarsi: fausto. Si risale al responso con gli steli. Il presagio all'origine e per lunga durata: nessun addebito. I [territori] non pacificati stanno venendo. L'uomo che viene per ultimo: infausto.
Glossa carattere per carattere
| 比 | bǐ | due persone affiancate: stare a fianco, accostarsi, unirsi a qualcuno; il senso «confrontare» è derivato, ed è ancora il gesto di mettere due cose una accanto all'altra | Schuessler |
| 原 | yuán | la sorgente che esce dalla roccia, e come verbo il risalire alla fonte; Gao Heng legge qui il valore di 再 «una seconda volta» | Gao Heng |
| 筮 | shì | divinare con gli steli di achillea — la tecnica propria del Zhouyi, distinta da 卜, la divinazione per crepe sull'osso | Kunst |
| 元 | yuán | all'origine, di principio; nel lessico oracolare qualifica il grado, non la qualità morale | Kunst |
| 永 | yǒng | il corso lungo del fiume, e quindi ciò che si prolunga nel tempo | Schuessler |
| 貞 | zhēn | sottoporre a presagio, divinare; 貞人 è il divinatore di professione nelle iscrizioni Shang | Kunst |
| 寧 | níng | la quiete della casa in cui c'è di che mangiare: essere in pace, essere acquietati | Schuessler |
| 方 | fāng | la contrada, il territorio; nelle iscrizioni Shang 方 designa le entità politiche di confine (土方, 鬼方). In lettura alternativa è avverbio, «proprio ora» | Shaughnessy 2022 |
| 來 | lái | venire — il moto verso il centro, non l'andare 往 | |
| 後 | hòu | stare dietro, arrivare dopo: chi resta in coda alla fila | |
| 夫 | fū | l'uomo adulto, il maschio in età di servizio; in lettura alternativa particella di rilievo | Kunst |
Il testo è ambiguo su 原筮
- risalire alla consultazione d'origine, tornare al primo responso
- consultare gli steli una seconda volta (原 = 再)
- 原 come grafia per 元, «la grande consultazione»
Scelta: il ritorno agli steli: LIT «si risale al responso con gli steli», PUB «consulta di nuovo l'oracolo» — Le prime due letture convergono nel gesto — si interroga ancora prima di legarsi — e la differenza fra «alla fonte» e «una seconda volta» non cambia ciò che si fa. La terza si scarta perché 元 compare già due caratteri dopo: leggerlo anche qui renderebbe la formula ridondante.
Il testo è ambiguo su 方
- il territorio, la contrada non pacificata (valore Shang, nominale)
- avverbio: «stanno appunto venendo»
Scelta: il valore nominale nel LIT, con integrazione in quadre; il PUB tiene il soggetto umano generico — 不寧方 nelle iscrizioni oracolari è il paese di confine che non si è ancora sottomesso, e il segno parla di regni che si aggregano. Il PUB non può però portare in pagina una geopolitica Zhou: «chi non ha pace» conserva il senso — chi è senza quiete si muove verso un centro — senza fingere che il testo dica «gli inquieti d'animo».
Il testo è ambiguo su 貞
- rettitudine, costanza (lettura ricevuta)
- presagio saldo, divinare (lettura oracolare)
Scelta: LIT oracolare, PUB nel ramo positivo perché 无咎 segue e ne fissa la polarità — 元永貞 non è 貞 nudo: il prognostico 无咎 è nella clausola immediatamente seguente, quindi si applica §C2 e non §C3. 元 e 永 restano modificatori del presagio — all'origine, e per lunga durata — e nel PUB diventano l'estensione della posizione tenuta nel tempo, che è ciò di cui il segno parla.
Grande Immagine 大象
地上有水。比。先王以建萬國。親諸侯。
Sulla terra sta distesa l'acqua. I re antichi, guardando questo, hanno fondato i regni e si sono tenuti vicini i loro signori.
Sopra la terra c'è acqua: 比. I re di un tempo, da questo, fondarono i diecimila regni e si fecero prossimi ai signori feudali.
Glossa carattere per carattere
| 水 | shuǐ | l'acqua; sopra la terra non sta in alto ma addosso — si distende, entra in ogni avvallamento, non lascia intercapedine | |
| 建 | jiàn | piantare diritto, erigere l'insegna: fondare, insediare qualcuno in un luogo | Schuessler |
| 萬國 | wàn guó | i diecimila regni: le unità politiche insediate del sistema Zhou, non i «paesi» in senso moderno | Gao Heng |
| 親 | qīn | trattare come consanguinei, tenere addosso a sé; è la parola che il 雜卦 nega al segno della lite (不親也) | Schuessler |
| 諸侯 | zhū hóu | i molti signori feudali, ciascuno insediato nel proprio territorio |
Cosa chiede
Chiede due cose precise, e nessuna è sentimentale. La prima: consultare di nuovo prima di legarsi. Nessun altro giudizio del libro rimanda, dentro il responso, a un secondo responso; il 4 蒙 legifera anzi in senso opposto sulla stessa materia, perché lì la prima consultazione risponde e insistere profana. Qui la ragione sta nella durata: a un legame così si arriva una volta e ci si resta a lungo. La seconda riguarda il tempo: chi non ha pace è già in movimento verso un centro, e i posti si esauriscono. Poi c'è una domanda che il testo non formula e la posizione impone: sei tu che ti accosti, o sei tu il punto a cui gli altri si accostano. Le linee rispondono in modo diverso, e conviene sapere quale stai leggendo.
Dove si sbaglia. Si legge come il segno dell'armonia, e non lo è. Accostarsi è un gesto, non un merito: lo si fa bene e lo si fa verso chiunque. La terza linea si accosta a chi non dovrebbe e il testo non le dà nemmeno un verdetto; il commento antico quel silenzio non lo prolunga, lo chiude, e la sua frase — e come non ne verrebbe un danno — è una condanna travestita da domanda. L'altro fraintendimento è credere che accostarsi basti. La sesta si accosta eccome, e finisce male, perché al centro di quel legame non c'è nessuna testa.
Nelle diverse aree
- Lavoro
- Una squadra, un capo, un patto fra reparti. La domanda utile è se sei dentro per posizione o per scelta, e se chi sta al centro tiene aperto un lato o ha chiuso il cerchio.
- Relazioni
- Vicinanza senza dissolversi. La seconda linea è il modello del segno: ci si accosta partendo da casa propria, e da lì il proprio non si smarrisce. La verifica non è quanto siete vicini, è quanto di tuo hai smesso di portare da quando lo siete.
- Decisione
- Non chiudere da solo ciò che puoi verificare due volte: il giudizio manda a riconsultare prima di legarsi. Sul tempo invece non concede repliche — tardi è tardi, e non si recupera restando lì.
- Interiorità
- Accostarsi è facile, e non è mai neutro. Vale la pena guardare a che cosa ti sei accostato e non hai più riesaminato da allora: quel passo l'hai fatto tu, magari molto tempo fa, e da lì il legame tiene per inerzia. Quello che è cambiato è da quanto dura, non chi l'ha stretto.
Questo segno è uscito nella tua interrogazione?
La pagina spiega il segno in sé. Il consulto parte dal tuo quesito e dalle linee che il tiro ha mosso.
Interroga l'oracoloLe sei linee
Dal basso verso l'alto. Una linea si legge solo quando il tiro la indica mutevole.
prima linea初六
Testo
有孚比之。無咎。有孚盈缶。終來有它。吉。
La fiducia c'è, e gli si sta accanto: niente da rimproverarti. La fiducia c'è, e riempie l'orcio fino all'orlo. Alla fine arriva qualcun altro. È propizio.
lettura filologicaC'è fiducia: ci si affianca a lui. Nessun addebito. C'è fiducia, e colma l'orcio. Alla fine viene [qualcosa d']altro. Fausto.
Glossa carattere per carattere
孚 fú fiducia, credito accordato; l'apparato registra la lettura 俘 «prigionieri di guerra» Kunst 盈 yíng colmo fino all'orlo — l'immagine è il recipiente pieno, non l'abbondanza generica 缶 fǒu l'orcio di terracotta da liquidi, vaso di dispensa comune; nelle feste lo si percuote come strumento. Non è un vaso rituale di bronzo Schuessler 它 tā il grafo è il serpente (poi 蛇); nell'uso oracolare 有它 segnala ciò che viene da un'altra parte, l'evento estraneo. Gao Heng vi legge 他, «un altro, gli altri» Gao Heng Il testo è ambiguo su 它
- l'imprevisto, il fatto estraneo che sopraggiunge (valore oracolare corrente, di norma sfavorevole)
- 他 «un altro, altre persone» che arrivano
Scelta: LIT tiene l'estraneità del termine, PUB adotta l'arrivo di altre persone — Nel resto del libro 有它 accompagna esiti che mettono in guardia, e qui invece il prognostico è 吉, confermato dalla Piccola Immagine che isola proprio 有它。吉也. In un segno che parla di aggregazione, ciò che sopraggiunge da fuori è qualcuno che si unisce: è la lettura che rende conto del verdetto senza cancellare la stranezza del termine.
Il testo è ambiguo su 孚
- fiducia (lettura ricevuta)
- 俘 prigionieri di guerra (lettura filologica)
Scelta: fiducia su entrambi gli strati, con nota — La lettura 俘 è attestata e va registrata, ma qui il termine regge due volte la stessa riga e la seconda occorrenza riempie un vaso: 俘 produrrebbe un'immagine incoerente con 盈缶.
Piccola Immagine 小象
比之初六。有它。吉也。
«Gli si sta accanto», sei iniziale: arriva qualcun altro, ed è propizio.
lettura filologica«Ci si affianca a lui», sei iniziale: c'è dell'altro. Fausto.
Il testo è ambiguo su 初六
- l'etichetta di linea è citata dentro la frase, come parte del testo
- l'etichetta è rubrica editoriale entrata nel corpo del commento
Scelta: si traduce come parte della frase, segnalando l'anomalia — È l'unica Piccola Immagine del segno che nomina la propria linea invece di citare solo il 爻辭. La cosa si registra e non si corregge: intervenire sarebbe normalizzare un testo che le edizioni riportano così.
Il primo gesto è pieno: la fiducia c'è, e il testo la nomina due volte nella stessa riga. La seconda volta le dà un contenitore, un orcio di terracotta colmo fino all'orlo. Non un bronzo rituale: un recipiente da dispensa, roba ordinaria, piena. Poi arriva qualcuno che nessuno aveva previsto, e il verdetto è propizio. Ciò che era colmo per sé ha attirato dell'altro senza andarlo a cercare.
Quando muove. Sei all'inizio di un legame e non hai ancora niente da esibire, se non che sei affidabile. La linea dice che basta. Il movimento qui non è accostarti tu a qualcuno: è diventare il punto a cui qualcun altro si accosta, e fermarti lì.
Attenzione. Nel resto del libro «viene dell'altro» annuncia l'imprevisto, e di rado in bene. Qui è propizio, ma resta imprevisto: chi arriva non lo scegli tu.
seconda linea六二
Testo
比之自內。貞吉。
Gli si sta accanto partendo da dentro. Tieni la posizione: è propizio.
lettura filologicaCi si affianca a lui dall'interno. Presagio saldo: fausto.
Glossa carattere per carattere
自 zì a partire da; il grafo è il naso, e il termine vale anche «da sé, di propria iniziativa» Schuessler 內 nèi il dentro: la casa, la cerchia propria; nella lettura per posizioni, il trigramma inferiore in cui questa linea sta al centro Piccola Immagine 小象
比之自內。不自失也。
Ci si accosta partendo da dentro: chi si lega da lì non finisce assorbito.
lettura filologica«Ci si affianca a lui dall'interno»: non si smarrisce il proprio.
Glossa carattere per carattere
失 shī lasciarsi sfuggire di mano, smarrire; 不自失 è non smarrire il proprio Ti leghi partendo da dentro. La seconda linea sta al centro del trigramma inferiore — in casa propria — e da lì risponde al quinto posto. La Piccola Immagine aggiunge la sola cosa che conta, e la dice in tre caratteri: non si smarrisce il proprio. Accostarsi a qualcuno senza dissolvercisi dentro si può, e questa riga è il punto del segno in cui riesce.
Quando muove. Il legame che si muove qui nasce da un'iniziativa tua e da una posizione salda. Non è corteggiamento e non è resa: ti accosti perché hai qualcosa di tuo da portare. Tenere la posizione, in questa linea, vuol dire tenere se stessi mentre ci si avvicina.
terza linea六三
Testo
比之匪人。
Si sta accanto a chi non è dei tuoi.
lettura filologicaCi si affianca a gente che non è dei propri.
Glossa carattere per carattere
匪 fěi il grafo è un cesto (匚) con dentro qualcosa; nel Zhouyi vale come grafia per 非 «non è». Il senso «brigante» è posteriore Kunst 人 rén la persona, e per estensione il gruppo umano di appartenenza: 匪人 è chi sta fuori dal proprio Il testo è ambiguo su 匪人
- gente che non è dei propri, estranei al clan
- chi non è la persona giusta, qualcuno di cui non fidarsi
- briganti, fuorilegge (lettura tarda del carattere)
Scelta: la prima nel LIT, la seconda nel PUB; la terza si registra e si scarta — 匪人 ricorre identico nel 12 否, dove la contrapposizione è fra il proprio ordine e ciò che gli sta fuori. «Briganti» importa nel testo Zhou un valore che il carattere acquista secoli dopo. Va inoltre registrato che questa è l'unica riga del segno priva di prognostico: il testo constata e non giudica.
Piccola Immagine 小象
比之匪人。不亦傷乎。
Stare accanto a chi non è dei tuoi: come potrebbe non essere una ferita.
lettura filologica«Ci si affianca a gente che non è dei propri»: e come non ne verrebbe un danno.
Glossa carattere per carattere
傷 shāng la ferita inferta al corpo, il guasto; non il dispiacere Schuessler 乎 hū particella finale; qui dentro la costruzione 不亦…乎, che ha la forma della domanda e la forza dell'affermazione — 學而時習之,不亦說乎 non chiede se sia piacevole, dice che lo è. Il commento non sospende il giudizio: lo emette L'unica riga del segno senza verdetto. Ti accosti a gente che non è dei tuoi: nel Zhouyi 匪人 sono quelli di fuori, chi sta dall'altra parte del confine del proprio. Il testo si ferma lì. Non dice propizio, non dice avverso, non dice nulla. Poi arriva la Piccola Immagine, secoli dopo, e il silenzio lo riempie: e come non ne verrebbe un danno. In cinese quella non è una domanda che resta aperta, è il modo in cui si afferma alzando la voce. Il verdetto che lo strato antico aveva taciuto lo pronuncia il commento.
Quando muove. Questa linea che si muove punta alla compagnia, non all'intenzione. Sei al terzo posto, il gradino esposto, e da lì ci si lega a chi si ha intorno senza guardarci troppo. La domanda che porta è semplice e sgradevole: chi hai accanto adesso, e quando hai smesso di sceglierlo.
Attenzione. Il silenzio del testo non è un'assoluzione, ed è durato poco: il commento lo chiude con la parola danno, che nel suo lessico è la ferita inferta al corpo, non il dispiacere. Chi cerca in questa riga un permesso a restarci non lo trova.
quarta linea六四
Testo
外比之。貞吉。
Da fuori gli si sta accanto. Tieni la posizione: è propizio.
lettura filologicaAll'esterno ci si affianca a lui. Presagio saldo: fausto.
Glossa carattere per carattere
外 wài il fuori; nella lettura per posizioni, il trigramma superiore. Sta in coppia esatta con 內 della seconda linea Piccola Immagine 小象
外比於賢。以從上也。
Da fuori ci si accosta a chi vale: si segue chi sta più in alto.
lettura filologicaAll'esterno ci si affianca a chi ha valore: per seguire chi sta sopra.
Glossa carattere per carattere
賢 xián chi ha doti e mezzi; il grafo porta 貝, la conchiglia-moneta: ricchezza di capacità prima che merito morale Schuessler 從 cóng seguire; il grafo mette due persone in fila, una dietro l'altra — e il 說文 osserva che rovesciandolo si ottiene 比, le stesse due persone messe a fianco Xu Shen, Shuowen jiezi Speculare alla seconda: lì ci si legava da dentro, qui da fuori. Non è una posizione peggiore, è un'altra strada. La Piccola Immagine precisa a chi ci si accosta — a chi ha valore — e per quale ragione: per seguire chi sta sopra. Sei fuori dalla cerchia stretta e ti muovi verso il centro allo scoperto, senza simulare una vicinanza che non hai ancora.
Quando muove. Il movimento qui è dichiarato. Non hai il vantaggio di chi è già dentro, e la linea dice che non serve: la prossimità costruita da fuori regge, purché sia chiaro verso chi ti stai muovendo e purché tu non lo nasconda.
quinta linea九五
Testo
顯比。王用三驅。失前禽。邑人不誡。吉。
Stare accanto alla luce del sole. Il re batte la caccia da tre lati e lascia andare la preda che gli passa davanti. In città nessuno viene messo in allarme. È propizio.
lettura filologicaAffiancarsi in piena luce. Il re impiega la battuta dai tre lati. Perde la selvaggina davanti. La gente della città non è messa in guardia. Fausto.
Glossa carattere per carattere
顯 xiǎn fili di seta esposti al sole: ciò che si vede in piena luce, manifesto, senza schermo Schuessler 驅 qū incalzare i cavalli, spingere avanti la selvaggina; 三驅 è la battuta in cui i battitori chiudono tre lati e lasciano libero il quarto Gao Heng 禽 qín la selvaggina catturata, non solo i volatili; il grafo è la rete col manico Schuessler 邑 yì l'abitato cinto di mura con sotto la gente che vi si raccoglie: la città-insediamento, unità di base del popolamento Zhou 誡 jiè ammonire, dare l'allarme; l'apparato legge qui 戒, «stare in guardia, essere messi sull'avviso» Gao Heng 王 wáng il re Il testo è ambiguo su 誡
- 誡 come scritto: ammonire, dare disposizioni d'allarme
- 戒 per prestito grafico: stare in guardia, essere allertati
Scelta: LIT tiene il carattere scritto e annota, PUB segue il prestito attestato (§I) — Le due letture puntano allo stesso fatto — la battuta reale non si trasforma in mobilitazione della città — ma la direzione cambia: con 誡 è il re che non convoca, con 戒 sono gli abitanti che non hanno da temere. Il PUB adotta la forma passiva perché tiene insieme le due cose senza scegliere chi agisce.
Il testo è ambiguo su 失前禽
- la selvaggina che fugge in avanti, per il lato lasciato aperto, se ne va
- si lascia andare la selvaggina che viene incontro da davanti
Scelta: la prima nel LIT, la seconda segnalata perché è quella che la Piccola Immagine sviluppa — Il 小象 spiega con 舍逆取順, «lascia andare chi va contro, prende chi va nel verso», e presuppone quindi la seconda lettura. Le due convergono sul fatto: una parte della preda non viene inseguita, e la perdita è messa in conto prima di battere.
Piccola Immagine 小象
顯比之吉。位正中也。舍逆取順。失前禽也。邑人不誡。上使中也。
Stare accanto alla luce del sole è propizio: il posto è quello giusto, ed è al centro. Chi va contro lo lascia andare, chi va nel verso lo prende: per questo la preda davanti gli sfugge. In città nessuno viene messo in allarme: chi sta sopra li adopera con misura.
lettura filologica«Affiancarsi in piena luce è fausto»: il posto è retto e centrale. Lascia andare chi va contro e prende chi va nel verso: di qui il «perde la selvaggina davanti». «La gente della città non è messa in guardia»: chi sta sopra la impiega con misura.
Glossa carattere per carattere
舍 shě posare, lasciare andare la presa; qui vale come 捨 Schuessler 逆 nì andare in senso contrario, venire incontro contro corrente 順 shùn andare nel verso, seguire la direzione senza opporsi — la qualità che i commentari assegnano al trigramma 坤 Gao Heng 使 shǐ mandare, impiegare qualcuno; il verbo del comando che dispone di persone L'unica linea piena, e il segno le affida la sua immagine più grande. Il re caccia con i battitori su tre lati, il quarto resta aperto: la selvaggina che scappa di là se ne va e nessuno la insegue. La perdita è messa in conto prima di battere. In città nessuno viene messo in allarme: la battuta non diventa mobilitazione. Il centro tiene proprio perché lascia un'uscita.
Quando muove. Sei tu il punto a cui gli altri si accostano, e la linea dice come si sta lì: alla luce del sole, senza rastrellare. Chi va nella tua direzione resta, chi va contro passa oltre e lo lasci passare. Ciò che tiene un centro non è la chiusura del cerchio.
Attenzione. La tentazione è chiudere il quarto lato: prendere tutto, non perdere nessuno. È il gesto che trasforma un centro in un accerchiamento, e mette in allarme la città.
sesta linea上六
Testo
比之無首。凶。
Gli si sta accanto, e non c'è una testa. È avverso.
lettura filologicaCi si affianca a lui senza capo. Infausto.
Glossa carattere per carattere
首 shǒu la testa, e quindi chi sta in cima alla fila; Gao Heng vi legge il valore di 始, «l'inizio» Gao Heng 無 wú non esserci, mancare Il testo è ambiguo su 首
- il capo: ci si unisce e manca chi guidi
- l'inizio: ci si unisce senza esserci stati dal principio
Scelta: il capo nel LIT e nel PUB, l'inizio registrato come lettura parallela — Le due si tengono: chi arriva quando la fila è già formata non trova più la testa, ed è il 後夫 del giudizio che torna all'ultimo posto. Va notato il contrasto con 用九 del segno 1, dove 群龍无首 è dichiarato fausto: là mancano capo e gerarchia in un insieme di pari, qui manca il centro a cui il 比 esiste per legarsi. Lo stesso stato di cose cambia segno secondo la relazione che lo contiene.
Piccola Immagine 小象
比之無首。無所終也。
Ci si accosta e manca la testa: un legame così non arriva a chiudersi.
lettura filologica«Ci si affianca a lui senza capo»: non c'è luogo in cui finire.
Glossa carattere per carattere
終 zhōng il capo del filo annodato: portare a compimento, e quindi la fine che chiude qualcosa Schuessler Ci si accosta, e al posto della testa non c'è nessuno. Le due letture del carattere dicono la stessa disgrazia da due lati: nessun capo a cui legarsi, oppure nessun inizio — sei arrivato quando la fila era già formata. È il 後夫 del giudizio, l'ultimo, che torna alla fine del segno. La Piccola Immagine chiude senza consolazione: non c'è luogo in cui finire. La parola che usa per «fine», 終, è il capo del filo che si annoda: senza una testa non c'è nemmeno il nodo.
Quando muove. La linea che si muove in cima dice una cosa sola, e non è sull'orario: al centro di ciò a cui ti sei legato non c'è nessuno. Lì cade l'avverso, sulla cosa e non sul momento. Il ritardo è la seconda faccia dello stesso difetto — chi arriva a fila fatta non trova più la testa, e qui una testa non c'è mai stata. Il segno non offre rimedi in questa posizione, e restare non ne produce.
Attenzione. Restare in un legame che non ha mai avuto una testa è il modo più lento di scoprire che non ne aveva una.
I commentari antichi
Tuanzhuan 彖傳
比。吉也。比。輔也。下順從也。原筮。元永貞。無咎。以剛中也。不寧方來。上下應也。後夫凶。其道窮也。
Accostarsi è propizio. 比 vuol dire reggere stando a lato. Chi sta sotto asseconda e segue. «Consulta di nuovo l'oracolo, tieni la posizione dall'inizio e a lungo: niente da rimproverarti»: perché la linea dura occupa il centro. «Chi non ha pace sta arrivando»: sopra e sotto si rispondono. «Chi arriva per ultimo: è avverso»: la sua strada non ha più uscita.
比: è fausto. 比 è reggere di fianco. Quelli che stanno sotto assecondano e seguono. «Si risale al responso con gli steli; il presagio all'origine e per lunga durata: nessun addebito»: perché il duro sta al centro. «I [territori] non pacificati stanno venendo»: sopra e sotto si rispondono. «L'uomo che viene per ultimo: infausto»: la sua via è in fondo al cunicolo.
Glossa carattere per carattere
| 輔 | fǔ | le tavole che si stringono ai fianchi del carro per rinforzarlo, e per estensione lo zigomo: ciò che sta a lato e regge. È la glossa che il trattato dà al nome del segno | Schuessler |
| 順 | shùn | andare nel verso, assecondare senza opporsi | |
| 從 | cóng | seguire, mettersi in fila dietro | |
| 剛 | gāng | duro; qui indica l'unica linea piena del segno, al quinto posto | |
| 應 | yìng | rispondere al richiamo, come due corde accordate; termine tecnico della corrispondenza fra linee | Gao Heng |
| 窮 | qióng | essere in fondo a un cunicolo senza sbocco: la via che finisce e non prosegue | Schuessler |
Xugua 序卦
眾必有所比,故受之以《比》。《比》者,比也。
Dove c'è una folla, per forza qualcuno si accosta a qualcun altro: per questo dopo La Truppa viene 比. E 比 vuol dire proprio questo, accostarsi a qualcuno.
La moltitudine per forza ha qualcosa a cui affiancarsi: per questo si riceve con 比. 比 è affiancarsi.
Glossa carattere per carattere
| 眾 | zhòng | la moltitudine; è la parola con cui lo stesso 序卦 definisce il segno precedente, 師 — il trattato incatena i due segni con il termine che li lega | |
| 必 | bì | necessariamente: il legame della catena è di conseguenza, non di possibilità |
Il testo è ambiguo su 比
- il definiens ripete il nome del segno e la glossa è tautologica
- il definiens è il verbo comune «accostarsi», il definiendum è il nome
Scelta: la seconda: il nome si traduce come titolo, il verbo come verbo — 《比》者,比也 è tautologico solo in traduzione. In cinese il trattato sta dicendo che qui il carattere vale per il suo senso ordinario e non per un valore tecnico: è un'informazione, non un giro a vuoto.
Zagua 雜卦
《比》樂《師》憂。
Accostarsi a qualcuno è la gioia; mettersi in truppa è l'assillo.
比: allegrezza. 師: affanno.
Glossa carattere per carattere
| 樂 | lè | allegrezza; lo stesso carattere letto yuè vale «musica». Forma semplificata di 樂, così stampata nella fonte | Schuessler |
| 憂 | yōu | l'affanno che grava, il pensiero che non lascia. Forma semplificata di 憂 |
Il testo è ambiguo su 比
- forma tradizionale del testo, come nel resto del file (樂, 師, 憂)
- forme semplificate 乐, 师, 忧 come stampate nella fonte del 雜卦
Scelta: si conserva la forma della fonte, senza intervenire — Il 雜卦 proviene da ctext.org, servito in caratteri semplificati dopo il rifiuto della pagina in tradizionali. Convertire a valle sarebbe un'operazione non tracciabile su un testo che non abbiamo riscontrato in quella forma: si registra la disomogeneità e si lascia al riscontro successivo. La clausola è condivisa con il segno 7 師, che il trattato appaia a questo.
Segni collegati
Provenienza del testo
- Fonte cinese:
- https://zh.wikisource.org/wiki/周易/比 (PD-old + CC BY-SA)
- Collazionato con:
- eee-learning.com/book/eee8 — collazione doppia: sei divergenze, tutte e sei la stessa variante grafica 無/无, nessuna di sostanza; ctext.org — 序卦 (tradizionali) e 雜卦 (semplificati)
- Apparato:
- Kunst, The Original Yijing (1985); Shaughnessy, The Origin and Early Development of the Zhou Changes (Brill 2022, OA); Gao Heng, Zhouyi gujing jinzhu; Schuessler, ABC Etymological Dictionary of Old Chinese; Xu Shen, Shuowen jiezi (per il grafo 比 come 反从)
Note di edizione
- TITOLO — DECISO IL 15/08/2026: «L'Affiancarsi» → «L'Accostamento». Chiude il punto che §H teneva aperto dalla v1.0 («titolo debole»): si elimina il verbo riflessivo sostantivato e si tiene il gesto concreto del grafo — due figure portate una a lato dell'altra, glossato dal 彖 con 輔, le tavole che si stringono ai fianchi del carro — senza promettere la parità di «L'Alleanza» né nominare il sentimento de «La Solidarietà». La resa è ovvia nel senso di §H come corretto il 15/08/2026 (sezione «rese ovvie e rese inventive»): chiunque parta da 比 e da un dizionario arriva ad accostarsi, quindi un'eventuale coincidenza non è un segnale; e non risulta comunque essere il titolo di un'edizione italiana protetta. «L'Affiancarsi» scende in titolo_alt come resa esatta del grafo che regge da glossa e non da titolo; «L'Alleanza», che lasciava titolo_alt, passa in noto_anche_come, dove circola senza essere adottata. RISCHIO PRESIDIATO: in italiano corrente «accostamento» tira verso l'abbinamento di colori. Il presidio è lessicale e sta nel corpo del testo, che tiene in vista il verbo con il complemento — accostarsi A qualcuno. RISCRITTO DI CONSEGUENZA: (a) le rese PUB in cui 比 vale come nome del segno, cioè 卦辭 («Accostarsi a qualcuno: è propizio»), 彖 («Accostarsi è propizio»), 序卦 e 雜卦, allineate al titolo come chiede il passo 6; il LIT non è stato toccato, per la sua regola e per la ragione detta sotto. (b) Nel commentario: apertura (apriva su «stare accanto» e ora nomina il gesto e poi la posizione), immagine_viva (la chiusa «si sta vicini senza sigillare» diventa «ci si accosta, e non si sigilla»), dinamica (il 輔 non è più una glossa citata ma l'immagine che regge il titolo: le tavole si accostano al fianco e reggono), dove_sbaglia (l'esordio «parla di aderenza, che è un fatto e non una virtù» era costruito sull'aderenza dell'acqua e diceva un'altra cosa: ora dice che accostarsi è un gesto e non un merito, che è il fraintendimento vero del segno e insieme fissa il senso del titolo), declinazioni.interiorita, linee.1.quando_muove (il contrasto fra accostarsi ed essere il punto a cui ci si accosta, che è il perno della prima linea), linee.2.lettura, linee.5.quando_muove, linee.6.lettura. Non sono stati toccati cosa_chiede, declinazioni.relazioni, linee.3 e linee.4, che già dicevano il gesto con il verbo giusto. NON RISCRITTO E PERCHÉ: la resa di governo di 比之 dichiarata in §K resta LIT «ci si affianca a lui», PUB «gli si sta accanto». Portare il PUB su «ci si accosta a lui» avrebbe allineato la lettera al titolo e riprodotto esattamente il difetto già corretto in questo file — LIT e PUB ridotti alla stessa frase con i sinonimi scambiati, affianca/accosta (vedi la nota DUE STRATI SULLE PICCOLE IMMAGINI). I due strati restano quindi divaricati per costruzione: il LIT tiene il grafo alla lettera (due figure a fianco), il titolo e il PUB dicono l'atto. Il verbo del titolo resta in vista nel 卦辭, nel 彖, nelle due Ali minori, nei 小象 di 六二, 六四 e 上六 e in nove blocchi di commentario: è abbastanza perché il lettore non legga «accostamento di colori».
- TITOLO — STORIA, SUPERATA DALLA VOCE PRECEDENTE. La prima stesura chiudeva da sé il punto che §H tiene aperto, adottando «L'Alleanza». Rilievo accolto e decisione ritirata: il titolo torna a «L'Affiancarsi», che è la forma vincolante di §H, e «L'Alleanza» scende in titolo_alt come alternativa dichiarata e non adottata. Nel merito, «alleanza» in italiano è patto fra parti pari, mentre qui il legame è adesione asimmetrica a un centro: 下順從也 nel 彖, 使 nel 小象 del 九五, una sola linea dura al quinto posto a cui tutte le altre corrispondono. Il titolo importerebbe una simmetria che il testo nega, che è l'obiezione con cui §H stesso scarta «La Solidarietà». Va deciso in sede di lessico con una terza opzione sul tavolo — un sostantivo di prossimità e non di patto — e la decisione ricade sul PUB del 序卦 e del 雜卦, che nel frattempo sono stati riscritti in modo da non dipendere dal titolo: il 序卦 tiene il carattere 比 come fa già il 彖, il 雜卦 scioglie i due nomi nei rispettivi atti («stare a fianco», «mettersi in truppa»). Nessun vincolo dalla regola delle coppie di §H: 比 non condivide caratteri di nome con altri segni; l'appaiamento con 7 師 è del 雜卦 e riguarda il senso, non il grafo.
- RESA CHE GOVERNA LO STRATO (§K) — 比之 ricorre in quattro delle sei linee (初六, 六二, 六三, 上六) e in forma variata nella quarta (外比之): la sua resa regge il PUB dell'intero esagramma e va dichiarata. Si adotta LIT «ci si affianca a lui», PUB «gli si sta accanto», impersonale su entrambi gli strati. Le ragioni: il soggetto di 比之 non è espresso e cambia di linea in linea (chi si accosta, e a chi); mettere «tu» renderebbe il lettore agente in tutte e sei le posizioni, mentre al 九五 è lui il centro verso cui gli altri si muovono. Il 之 si rende con «lui» e non con «loro» perché la sola linea piena del segno è una, al quinto posto, ed è a quella che le altre corrispondono. PER IL REVISORE — la regola di controllo di §K vuole che una resa di governo compaia nel lessico «prima che il file sia accettato», e §K contiene ancora la sola voce 52. Il rifinitore non emenda un riferimento vincolante e approvato — cambiare una riga del lessico dopo l'avvio della Fase 2 impone rilavorazione delle unità interessate, e la voce vale per tutti i segni il cui nome è un verbo, che non sono pochi. Questa nota è quindi un'escalation, non un adempimento: o §K recepisce la voce 比之, o la regola si emenda dicendo che la dichiarazione nel file basta. Finché resta aperta, ogni file con lo stesso profilo la riproporrà.
- GRAFIA 無/无 — i campi zh di questo file riportano la forma di Wikisource (無, e 於 nel 小象 六四), non la forma normalizzata dei campi zh_norm della fonte. Ragione operativa: il cancello di provenienza in schema/cancelli.py confronta il cinese prodotto con i campi «guaci», «tuan» e «yaoci[].zh» del file di fonte, cioè con la forma NON normalizzata; scrivendo 无 il confronto fallisce su giudizio, 彖, 初六 e 上六 pur essendo la divergenza puramente grafica. Si segue quindi il precedente di contenuti/03-zhun.json, che tiene la forma di Wikisource nei campi zh pur avendo zh_norm disponibile. La variante 无 è registrata nel file di fonte e nella collazione con eee-learning: le due edizioni scrivono lo stesso testo. Da riallineare se il cancello viene modificato per leggere zh_norm.
- 原筮 — la resa «consulta di nuovo» attraversa entrambi gli strati e vale la pena difenderla: 原 come «risalire alla fonte» e 原 letto 再 «una seconda volta» descrivono lo stesso gesto, e il gesto è ciò che il testo chiede. Va segnalato che il giudizio è l'unico del libro che, dentro il responso, rimanda a un secondo responso: è una raccomandazione di metodo dentro un oracolo, e il commentario la usa come tale senza gonfiarla in principio generale. La claim è circoscritta in questa forma — «rimanda dentro il responso a un secondo responso» — e agganciata nel commentario al 卦辭 del 4 蒙 (初筮告,再三瀆), che sulla stessa materia legifera in senso opposto: la prima consultazione risponde, insistere profana. Il contrasto è la prova della claim, non la sua eccezione: il 蒙 vieta di riconsultare, il 比 lo prescrive, e sono gli unici due giudizi che parlano della consultazione stessa.
- 不寧方來 — 方 è tenuto nel valore nominale nel LIT («i territori non pacificati»), che è l'uso Shang delle iscrizioni (土方, 鬼方) e la lettura che rende conto di un giudizio dove regni si aggregano a un centro. Il PUB non porta in pagina la geopolitica Zhou e generalizza a «chi non ha pace», conservando il moto verso il centro. La lettura avverbiale (方來 «stanno appunto venendo») è registrata in ambiguita: non cambia la direzione del movimento, solo chi lo compie.
- 誡/戒 al 九五 — applicato §I: il LIT tiene 誡 come scritto e annota il prestito, il PUB segue 戒 perché attestato. La scelta di rendere il PUB con una passiva («nessuno viene messo in allarme») non è pigrizia: 誡 fa del re il soggetto che non convoca, 戒 fa degli abitanti il soggetto che non si allarma, e la passiva tiene il fatto senza attribuirlo a uno dei due. Il commentario si aggancia al PUB, come prescrive §I.
- 无首 al 上六 contro 群龍无首 del 用九 del segno 1 — stesso stato di cose, prognostico opposto: là fausto, qui infausto. La differenza non è nel testo delle due formule ma nella relazione che le contiene: nel 乾 sono pari senza gerarchia, nel 比 manca il centro a cui il segno esiste per legarsi. Registrato in ambiguita della linea e usato nel commentario senza forzare un parallelo che il libro non dichiara. Il quando_muove della linea è stato rifatto: assolveva la compagnia («non stai sbagliando persone e non stai sbagliando modo») e imputava il 凶 al solo ritardo, cioè risolveva il prognostico sulla lettura 首=始 che il file stesso registra come secondaria, e contraddiceva l'attenzione tre righe sotto. Ora l'avverso cade dove il testo lo mette, sulla mancanza di centro; il ritardo resta la seconda faccia dello stesso difetto, com'è nell'ambiguita, e non l'unica imputazione.
- 六三 E LA COSTRUZIONE 不亦…乎 — rifatto da capo. La prima stesura glossava 乎 come particella interrogativa che lascia la frase in forma di domanda, e su quella glossa costruiva tre passaggi di commentario che facevano del 小象 una sospensione di giudizio. È un errore di grammatica: 不亦…乎 è la costruzione retorica standard del cinese classico che afferma con enfasi (學而時習之,不亦說乎 non chiede se studiare sia piacevole, dice che lo è). Quindi 比之匪人。不亦傷乎 vuol dire «accostarsi a chi non è dei propri: e come non ne verrebbe un danno», e il 小象 emette esattamente il verdetto che il 爻辭 aveva taciuto. La tensione fra i due strati — il testo Zhou constata e non giudica, il commento decide — è il contenuto della linea, e ora lo dicono la glossa di 乎, la lettura, l'attenzione e dove_sbaglia. Le due rese italiane conservano il movimento retorico senza punto interrogativo nel PUB. Resta vero che il 爻辭 è l'unica riga dell'esagramma priva di prognostico, e nessun verdetto è stato prestato allo strato antico: il verdetto è del 小象 e viene attribuito al 小象.
- attenzione a null sulle linee 2 e 4 — entrambe portano 貞吉 senza clausola di rischio, e il 小象 della seconda (不自失也) è una constatazione favorevole. Forzare un ammonimento avrebbe significato inventarlo: §e del protocollo dice che ometterlo è meglio.
- AGENCY — la Grande Immagine attribuisce l'atto ai re (建, 親: fondare e tenere vicino), quindi il legame in questo segno si costruisce e non capita. Ciò che non dipende da chi legge è il movimento degli altri (不寧方來, sono loro che arrivano) e, al 九五, ciò che sfugge dal lato aperto. Il 後夫凶 invece riguarda il tempo di chi consulta e resta suo: il commentario lo tratta come tale e non lo consegna al destino. Rilievo accolto su due blocchi che smentivano questa linea: declinazioni.interiorita faceva dell'adesione uno stato in cui ci si trova senza averlo scelto («a che cosa sei aderito senza averlo deciso», per giunta agrammaticale, perché aderire non regge lo stato risultativo con essere), e linee.3.quando_muove faceva della compagnia un fatto capitato («a chi capita di avere intorno»). Riscritti entrambi tenendo l'adesione come atto anche quando è vecchia: ciò che cambia è da quanto dura e da quanto non la si riesamina, non chi l'ha stretta.
- DUE STRATI SULLE PICCOLE IMMAGINI — rilievo accolto: nei 小象 di 六二, 六三 e 上六 il LIT e il PUB erano la stessa frase con i sinonimi cambiati (affianca/accosta, dall'interno/partendo da dentro, danno/ferita, non c'è dove finire/non c'è modo di arrivare a una fine), e il doppio strato non faceva il proprio lavoro. Rifatti: il LIT tiene il lessico tecnico dei 小象 e la lettera del cinese — 不自失 «non si smarrisce il proprio», 無所終 «non c'è luogo in cui finire», 不亦傷乎 nella sua forma retorica; il PUB dice l'effetto d'uso — «non finisce assorbito», «non arriva a chiudersi» (che raccoglie 終 come capo del filo annodato, glossato nella stessa unità), «come potrebbe non essere una ferita». Il PUB del 小象 del 初六 aveva un difetto diverso e più grave: 比之初六 è la citazione del 爻辭 seguita dall'etichetta di linea, e il PUB ne faceva un complemento di 比 («stare accanto al primo posto»), cioè un accostarsi alla prima linea, che il cinese non dice e che è falso nel sistema posizionale del segno — le linee guardano al 九五. Ora il PUB porta la stessa apposizione del LIT, con l'etichetta nella forma di §F.
- RIPETIZIONI — rilievo accolto in parte. Tre clausole ricorrevano quasi alla lettera in due blocchi ciascuna: «la Piccola Immagine aggiunge la sola cosa che conta» è rimasta alla linea 2, dove pesa, e relazioni è stata riscritta per un'altra via; «non si recupera restando lì» è rimasta in decisione ed è uscita dalla linea 6 con la riscrittura; il doppio «è la Piccola Immagine, secoli dopo / molto più tardi» è stato sciolto. RESPINTO il sotto-rilievo su «non lascia intercapedini» in immagine_viva, che ripeterebbe la glossa di 水 nella Grande Immagine: la glossa è apparato, l'immagine_viva è lo strato che il lettore incontra senza aprire l'apparato, e l'esame 3 della rubrica chiede esattamente che le immagini concrete del testo compaiano nel commentario e vi restino immagini. Un'eco fra glossa e commentario non è la genericità che l'esame 1 cerca; toglierla priverebbe il lettore dell'unica cosa che l'acqua fa in questo segno.
- 雜卦 IN SEMPLIFICATI — PER IL REVISORE, invariato rispetto alla prima stesura e non risolvibile qui. 《比》乐《师》忧 è trasportato nella forma semplificata servita da ctext.org, dichiarata in ambiguita: convertire a valle sarebbe un intervento non tracciabile su un testimone che non abbiamo riscontrato in tradizionali. Resta che è l'unica riga di questo esagramma in caratteri semplificati in un campo pubblicabile, che il cancello di provenienza non copre 序卦 e 雜卦 (il file di fonte non li contiene) e che la stessa clausola è condivisa col 7 師. Serve una decisione di edizione sul testimone delle due Ali minori.
- Controllo di divergenza eseguito su: perseveranza, uomo superiore, uomo nobile, il nobile, uomo inferiore, grande uomo, il creativo, il ricettivo, attraversare la grande acqua, la grande acqua, senza macchia, nessuna macchia, sublime, tracotan, l'esercito, il conflitto, la solidarietà. Nessuna occorrenza nei campi pubblicabili; «La Solidarietà» compare solo in noto_anche_come e in note_di_lavoro, campi di apparato esclusi dal controllo.
- FREEZE CORPUS v1.0 — 04/09/2026. Lessico portato a v1.2 (cancello S3 in blocco: NOTE-LESSICO.md). Patch applicate in questo file: E1 ali.zagua.zh. Stato: approvato (le questioni §K/§H che tenevano in_revisione sono ratificate in blocco).
- Versione del lessico formulare: LESSICO-FORMULARE.md v1.2 (04/09/2026).