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La Truppa: linea 1 yin, linea 2 yang, linea 3 yin, linea 4 yin, linea 5 yin, linea 6 yin, dal basso verso l'alto.

Esagramma 7 · La Truppa

師 · Shī · La Moltitudine

Acqua sotto, Terra sopra

Il segno

Sotto i tuoi piedi c'è dell'acqua che non vedi: la Grande Immagine mette la falda dentro la terra e la chiama truppa. La forza di cui parla questo segno esiste già, dispersa nella gente, e quello che ti chiede non è comandarla. È farle posto e darle da mangiare. Tutto il resto, l'ordine con cui si esce, chi viene mandato avanti, chi viene premiato dopo, è dove il segno vede le cose rompersi.

L'acqua è dentro la terra: non si vede, e c'è. È la figura di una forza che sta nella gente prima di essere chiamata. Poi il segno la fa uscire, e ogni riga è un momento della campagna. Si parte, e la prima cosa nominata non è l'avversario: è la canna di bambù che dà il tono, la regola a cui tutti si accordano. Al secondo posto qualcuno sta in mezzo alla colonna, e il re gli manda la nomina tre volte. Al terzo il carro torna carico di cadaveri. Al quarto la truppa arretra e pianta le tende. Al quinto c'è una bestia nel campo e un comando affidato male. In cima non ci sono più armi: si aprono paesi, si consegnano casati, e si decide chi non va messo all'opera.

Perché questo nome

師 unisce 𠂤, il rilievo di terra dove si accampa una guarnigione, e 帀 «cingere attorno»: il grafo mostra un presidio, non una nozione. Nell'uso Zhou 師 è l'unità militare — il 周禮 la conta a 2500 uomini — e per estensione l'accampamento e la colonna in marcia. Il libro si glossa da sé due volte, nel 彖 e nel 序卦, con 眾 «la moltitudine». «L'Esercito» nomina un'istituzione permanente che il Zhou occidentale non ha, ed è per di più la resa calcificata; «La Moltitudine» traduce la glossa antica invece del carattere, e intitolerebbe il segno con il suo commento. «La Truppa» tiene l'unità concreta e regge in pagina.

Noto anche come: L'Esercito, L'Armata, Le Truppe, La Moltitudine, L'Armata in campo, The Army, The Troops, Collective Force.

Come si legge

Acqua: linea 1 yin, linea 2 yang, linea 3 yin, dal basso verso l'alto.Trigramma inferioreAcqua · 坎
Terra: linea 1 yin, linea 2 yin, linea 3 yin, dal basso verso l'alto.Trigramma superioreTerra · 坤

Cinque linee cedevoli e una sola piena, al secondo posto. Sotto c'è il trigramma dell'acqua, che il libro chiama anche la buca e il dirupo; sopra c'è la terra, che asseconda. L'ala che commenta il giudizio lo dice in quattro caratteri: si passa dentro il pericolo assecondando. La linea piena non sta al quinto posto, che è quello del comando: sta al secondo, dentro la colonna, e il quinto le risponde da sopra restando cedevole. Chi ha il seggio non guida, e chi guida non ha il seggio. Il terzo posto, sull'orlo della buca, porta il carro dei cadaveri; il quinto lo porta una seconda volta, e lì il commentario dice da dove viene: l'incarico dato a chi non lo regge. Rovesciato, il segno diventa l'8, la stessa moltitudine vista mentre si affianca invece di marciare.

Il responso

Giudizio 卦辭

師,貞,丈人吉,无咎。

La truppa. È cosa da sottoporre a presagio. Per chi ha gli anni è propizio, e niente da rimproverarti.

lettura filologica

Truppa. Il presagio dice. L'uomo d'età: fausto. Nessun addebito.

Glossa carattere per carattere
師shīl'unità militare dell'ordinamento Zhou, e per estensione la colonna e il campo che occupa; il libro la glossa dall'interno con 眾 «la moltitudine»Shaughnessy 2022
貞zhēndivinare, sottoporre a presagio; qui la clausola non porta alcun prognostico che ne fissi la polaritàKunst
丈人zhàngrén丈 è la misura di dieci 尺 e il bastone su cui ci si appoggia; 丈人 è l'uomo che ha gli anni, l'anziano di casa o di rango — l'età, non ancora la competenzaSchuessler
吉jíesito favorevole del presagio; qui è predicato di 丈人, non di 貞Kunst
Il testo è ambiguo su 貞
  • rettitudine, costanza (lettura ricevuta)
  • divinare, sottoporre a presagio (lettura oracolare)

Scelta: atto oracolare su entrambi gli strati — Qui 貞 sta in una clausola sua, senza prognostico che ne fissi la polarità: il 吉 che segue è predicato di 丈人. La regola sul 貞 nudo vieta il ramo positivo per default, perché convertirebbe una consultazione in un atto di volontà e su quella conversione il commentario costruirebbe temi che il cinese non pone. Il PUB rende quindi l'atto, non la fermezza.

Il testo è ambiguo su 師,貞,丈人吉
  • 師 / 貞 / 丈人吉 — tre clausole: il segno, la consultazione, l'esito per l'anziano
  • 師貞 / 丈人吉 — «per la truppa il presagio è saldo», con 貞 legato a 師
  • 師 / 貞丈人 / 吉 — «si consulta a proposito dell'anziano: fausto», con 丈人 oggetto di 貞

Scelta: la segmentazione della fonte, in tre clausole — La punteggiatura è editoriale e la decidiamo noi: la fonte separa 貞 da entrambi i lati e questa è la sola segmentazione che non attribuisce al carattere un ruolo sintattico non scritto. La terza lettura è filologicamente la più interessante, perché 貞 con oggetto animato è normale nelle iscrizioni Shang, ma sposterebbe l'esito favorevole dall'anziano alla consultazione su di lui. Dichiarata, non adottata. Per coerenza con la scelta, il LIT chiude 貞 con un punto fermo e non con i due punti: la formula di §C3 porta un verbo dichiarativo, e i due punti le farebbero reggere la clausola seguente, cioè ricostruirebbero in punteggiatura proprio la lettura che qui si scarta. Lo stesso vale per il PUB.

Il testo è ambiguo su 丈人
  • l'uomo d'età, l'anziano
  • l'uomo esperto, il capo provato (lettura ricevuta)

Scelta: l'età su entrambi gli strati, con la competenza lasciata implicita al contesto — La tradizione scivola dall'età alla competenza perché il contesto è militare e un comandante anziano è un comandante che è tornato altre volte. Lo scivolamento è ragionevole ma è inferenza: 丈人 dice gli anni. Il PUB dice gli anni e lascia che sia la truppa intorno a fare il resto del lavoro.

Grande Immagine 大象

地中有水,師,君子以容民畜眾。

Dentro la terra sta l'acqua: la truppa. Chi vale, guardando questo, fa spazio alla gente e dà da mangiare alla moltitudine.

lettura filologica

In mezzo alla terra c'è dell'acqua: la truppa. Il signore, da questo, fa posto al popolo e alleva la moltitudine.

Glossa carattere per carattere
地中dì zhōngdentro la terra, non sopra: l'acqua di falda, che c'è e non si vede
容róngil recipiente che contiene, e quindi far posto, accogliere senza respingere; è capienza, non tolleranzaSchuessler
畜xùallevare, dare da mangiare a ciò che si tiene; lo stesso carattere regge il senso di accumulare, ed è quello che nomina gli esagrammi 9 e 26Gao Heng
眾zhòngla moltitudine; le grafie antiche mostrano più uomini sotto un occhio o un sole — molte persone sotto un solo sguardoSchuessler
Il testo è ambiguo su 君子
  • il membro della casa nobiliare (senso Zhou, sociale)
  • chi vale, la persona compiuta (senso confuciano, etico)

Scelta: doppio binario: LIT sociale, PUB ricevuto — Qui il ramo sociale è particolarmente denso, perché 容民畜眾 sono atti di governo: fare posto e dare da mangiare a una popolazione sono cose che fa chi ha terre e granai. Il PUB prende il ramo ricevuto perché è quello utilizzabile fuori dall'ordinamento feudale, ma tiene i due verbi materiali e non li converte in atteggiamenti, e tiene i due oggetti distinti: 容 regge 民, 畜 regge 眾, e la costante di §K vuole 眾 sostantivo su entrambi gli strati.

Cosa chiede

Ti chiede due cose, e nessuna delle due è vincere. La prima è materiale: fare spazio alla gente e dare da mangiare alla moltitudine. La Grande Immagine non parla di comando, parla di capienza e di cibo, e mette quei due verbi in mano a chi legge. La seconda è la regola con cui si esce: al primo passo, quando non c'è ancora nessuno davanti, il segno guarda l'ordine della colonna. Poi ti chiede di scegliere chi mandi avanti, e di sapere che quella scelta pesa quanto tutta la campagna. E alla fine, quando si distribuisce, ti chiede di tenere fuori qualcuno.

Dove si sbaglia. Lo si legge come il segno della guerra, e quindi della vittoria. Ma nelle sei righe lo scontro non è mai dato per riuscito. L'unica propizia è quella di chi sta dentro la colonna e riceve la nomina tre volte. Due righe su sei riportano il carro carico di morti, una la truppa che arretra senza rimprovero. In cima qualcosa è riuscito: si aprono paesi, si consegnano casati, e l'ala arriva a dire che di qui si può regnare. Ma quella riga si chiude con un divieto, e riguarda una nomina, non un nemico. Chi cerca qui il permesso di attaccare ha letto il titolo e non le righe.

Nelle diverse aree

Lavoro
Un gruppo si sfalda per come è stato messo insieme, non per l'ostacolo che ha davanti. Guarda l'ordine con cui siete partiti e guarda chi hai messo a condurre: il segno mette lì tutti i suoi guasti, e nessuno nello scontro.
Relazioni
Dentro questa faccenda ci sono molte persone, non due. Il segno chiede capienza, cioè far posto, prima che intesa, e ricorda che nutrire chi ti sta intorno viene prima di dirigerlo. L'acqua è dentro la terra, non sopra.
Decisione
La domanda non è se muoverti: al quinto posto la bestia è nel campo e la ragione c'è, tanto che conviene dirlo ad alta voce. La domanda è a chi affidi l'esecuzione, perché è lì che il testo vede tornare il carro dei morti.
Interiorità
I due verbi che il segno ti mette in mano hanno per oggetto altra gente, non te: si fa posto a qualcuno, si dà da mangiare a qualcuno. Dentro resta il tono con cui sei partito, la regola del primo passo che in marcia non si rinegozia, e il permesso di fermarti a piantare il campo senza che ti venga contato contro.

Questo segno è uscito nella tua interrogazione?

La pagina spiega il segno in sé. Il consulto parte dal tuo quesito e dalle linee che il tiro ha mosso.

Interroga l'oracolo

Le sei linee

Dal basso verso l'alto. Una linea si legge solo quando il tiro la indica mutevole.

  1. prima linea初六

    Testo

    師出以律,否臧凶。

    La truppa parte tenendo la regola. Dove la regola non tiene, è avverso.

    lettura filologica

    La truppa esce secondo la norma. [Se] non è buona: infausto.

    Glossa carattere per carattere
    出chūuscire: il verbo tecnico della truppa che lascia il proprio territorio e si mette in campagna
    律lǜla canna di bambù che fissa l'altezza del suono, e da lì la norma a cui tutti si accordano; nell'uso militare Zhou è l'ordinanza che regola la marciaSchuessler
    否fǒunegazione: non essere così. Il carattere si legge anche pǐ «ostruito, andato a male», ed è il nome dell'esagramma 12Kunst
    臧zāngbuono, riuscito, in ordine; nelle iscrizioni vale «come si deve», detto di una cosa condotta a regolaGao Heng
    Il testo è ambiguo su 否臧
    • «non è buona»: 否 negazione di 臧, detto della norma o della sortita
    • «male o bene»: 否 letto pǐ come antonimo di 臧, quindi in un caso e nell'altro infausto

    Scelta: la prima, su entrambi gli strati — La piccola Immagine restringe da sola: 失律凶也, «perdere la norma è infausto». Nomina una causa sola, e quella causa è interna alla colonna. La seconda lettura produrrebbe un presagio che vale comunque, e toglierebbe alla riga l'unica cosa che dice.

    Piccola Immagine 小象

    師出以律,失律凶也。

    La truppa parte tenendo la regola: quando la regola si perde, è avverso.

    lettura filologica

    «La truppa esce secondo la norma»: perdere la norma è infausto.

    Glossa carattere per carattere
    失shīlasciarsi cadere di mano; non «infrangere», che presuppone un atto, ma perdere ciò che si tenevaSchuessler

    Prima di ogni avversario, il testo guarda come si esce. La parola che usa è la canna di bambù che dà l'intonazione, e da lì la regola su cui tutti si accordano: si parte tenendo il tono. Se la cosa non è buona, il presagio è avverso, e la piccola Immagine stringe ancora, perché nomina una causa sola: perdere la regola. Nessun nemico, nessuna sorte contraria. Solo l'ordine con cui una colonna si mette in moto.

    Quando muove. È il momento della partenza, e questa linea dice che l'esito si sta decidendo adesso, mentre non è ancora successo niente. Le regole che accetti al primo passo non si rinegoziano in marcia. Muoversi con l'accordo già incrinato significa portarsi dietro l'incrinatura per tutto il percorso.

    Attenzione. La regola di cui parla non è la tua disciplina personale. È il tono a cui si accorda un insieme di persone: se la osservi soltanto tu, non è una regola, è uno scrupolo tuo.

  2. seconda linea九二

    Testo

    在師中吉,无咎,王三錫命。

    È dentro la truppa, e sta al centro: è propizio, niente da rimproverarti. Il re gli assegna l'incarico tre volte.

    lettura filologica

    Sta in mezzo alla truppa: fausto; nessun addebito. Il re per tre volte conferisce l'incarico.

    Glossa carattere per carattere
    在zàitrovarsi in un luogo; regge un locativo, non una funzione
    中zhōngil mezzo di una cosa, e per i commentari il posto centrale di un trigramma: qui i due sensi coincidono sul secondo postoGao Heng
    三sāntre, alla lettera; i numeri delle formule oracolari si traducono e non si attenuanoKunst
    錫cìnelle iscrizioni su bronzo Zhou è il grafo corrente per 賜 «conferire dall'alto»; il valore «stagno» è specializzazione posteriore dello stesso segnoShaughnessy 2022
    命mìngl'ordine che scende dall'alto e l'incarico che ne deriva; nelle formule d'investitura è la nomina, non il destinoKunst
    Il testo è ambiguo su 中
    • locativo: «in mezzo alla truppa»
    • posizionale: «nella truppa tiene il centro», con 中 predicato

    Scelta: il locativo nel LIT, entrambi nel PUB — Il Tuanzhuan legge 剛中 e quindi il ramo posizionale, ma è strato posteriore e il suo interesse è la figura. Nello strato Zhou 在 regge un luogo. Il PUB tiene i due sensi perché in italiano «stare al centro» li porta insieme senza forzare nessuno dei due.

    Il testo è ambiguo su 錫
    • il carattere scritto, 錫 «stagno»
    • 賜 «conferire», di cui 錫 è la grafia corrente nei bronzi Zhou

    Scelta: «conferire» su entrambi gli strati, con il carattere scritto annotato — La regola sui prestiti grafici tiene il carattere scritto nel LIT, ma vale per i prestiti occasionali. Qui non c'è un prestito: 錫 è la grafia normale dell'atto di investitura nell'epigrafia Zhou, e 賜 è la specializzazione posteriore. Tenere «stagno» nel LIT non sarebbe filologia, sarebbe un errore di datazione della grafia. La deviazione dalla forma della regola è dichiarata perché è visibile.

    Piccola Immagine 小象

    在師中吉,承天寵也。王三錫命,懷萬邦也。

    Sta dentro la truppa e al centro, ed è propizio: il favore del cielo scende su di lui. Il re gli assegna l'incarico tre volte: è così che il re tiene con sé tutti i paesi.

    lettura filologica

    «Sta in mezzo alla truppa: fausto»: riceve il favore del cielo. «Il re per tre volte conferisce l'incarico»: [il re] si stringe al petto i diecimila regni.

    Glossa carattere per carattere
    承chéngreggere sulle mani ciò che viene dall'alto: ricevere sostenendo, non subireSchuessler
    寵chǒngil favore concesso da chi sta sopra; qualifica chi lo dà, non il merito di chi lo riceve
    懷huáitenere in seno; detto di popoli, portarli dalla propria parte tenendoli, senza costringerliGao Heng
    Il testo è ambiguo su 懷萬邦也
    • il soggetto è il re: la nomina ripetuta è il modo in cui tiene con sé i diecimila regni
    • il soggetto è la linea: chi sta in mezzo alla truppa porta dalla propria parte i diecimila regni

    Scelta: il re, su entrambi gli strati — Il cinese non scrive il soggetto e va deciso. Le due clausole del 小象 lo prendono ciascuna dalla propria citazione: 在師中 ha per soggetto chi sta nella colonna e 承天寵 resta suo; 王三錫命 ha per soggetto il re e 懷萬邦 resta suo. Il parallelismo, che di solito si invoca per attribuire alla linea anche la seconda glossa, tirato fino in fondo dice il contrario. Resta poi che 懷 detto di popoli è atto di chi governa, e i diecimila regni sono del re, non di chi comanda la colonna per suo incarico. L'altra lettura è più drammatica — il favore scende dall'alto e i paesi se li tiene chi sta in basso — e per questo va dichiarata invece che adottata di soppiatto.

    L'unica linea piena del segno, e non sta in cima. È dentro la truppa, al centro. Da lì viene il solo esito propizio di tutto il testo, e il re le manda l'incarico tre volte: non una, tre, come nelle formule d'investitura sui bronzi. La piccola Immagine non le attribuisce il merito: il favore che riceve viene dall'alto, e la nomina ripetuta è il modo in cui il re tiene con sé i diecimila regni. Sta al centro di una cosa che non è sua.

    Quando muove. Dice che il posto che funziona è dentro, non sopra. Chi si muove qui ha autorità perché sta in mezzo a ciò che dirige, e la conferma gli arriva più di una volta invece che una sola. È un'indicazione di collocazione, non di grado.

  3. terza linea六三

    Testo

    師或輿尸,凶。

    Capita che la truppa torni con i morti caricati sul carro. È avverso.

    lettura filologica

    La truppa talvolta trasporta cadaveri sul carro. Infausto.

    Glossa carattere per carattere
    或huòtalvolta, a volte sì e a volte no: segnala intermittenza, non l'incertezza di chi divinaKunst
    輿yúla cassa del carro, e come verbo caricarvi sopra; il carattere vale anche, per traslato, «i molti», quelli che il carro lo tiranoSchuessler
    尸shīil cadavere disteso; lo stesso carattere designa chi impersona il morto nel rito, e da lì il senso di «presiedere» su cui poggia la lettura alternativaGao Heng
    Il testo è ambiguo su 輿尸
    • «carica i cadaveri sul carro»: la colonna che torna con i propri morti
    • «il comando è in mano ai molti»: 輿 letto come 眾 e 尸 nel senso di presiedere

    Scelta: il carro dei cadaveri, su entrambi gli strati — La piccola Immagine chiude con 大无功也, «nessun risultato, e in grande»: è il bilancio di una campagna, non la diagnosi di una catena di comando. L'argomento più forte per la seconda lettura sta al sei al quinto posto, dove la stessa formula è spiegata con 使不當 «l'incarico dato a chi non conviene»; ma anche lì il carro può restare carro, e il comando sbagliato essere la causa e non il contenuto dell'immagine. Si tiene il concreto e si dichiara l'alternativa.

    Piccola Immagine 小象

    師或輿尸,大无功也。

    La truppa che torna con i morti sul carro: da tutto questo non viene nulla.

    lettura filologica

    «La truppa talvolta trasporta cadaveri sul carro»: nessun merito, e in grande.

    Glossa carattere per carattere
    功gōngil risultato di un lavoro, e in contesto militare il merito che si conta a campagna finita; la stessa parola torna in cima, dove i meriti si mettono in ordineSchuessler

    Il carro torna carico di cadaveri. Il testo mette davanti una parola che significa «talvolta»: registra che accade, e non dice per colpa di chi. Non c'è un errore nominato, non c'è una lezione da ricavare. La piccola Immagine, che potrebbe consolare, fa il contrario e chiude il conto: da tutto questo non è venuto nulla, e lo dice in grande. È il terzo posto, il bordo della buca, dove si esce dal trigramma dell'acqua.

    Quando muove. Segnala un costo già pagato che non ha prodotto niente. La linea non ti chiede di trovare cosa hai sbagliato, perché il testo non lo indica. Ti chiede di smettere di contare su questa campagna per ottenere quello che ti serve.

    Attenzione. Cercare a ogni costo il senso di una perdita che il testo lascia senza causa è un modo di continuare la campagna con altri mezzi. Il libro qui non moralizza: conta i carri.

  4. quarta linea六四

    Testo

    師左次,无咎。

    La truppa ripiega e pianta il campo. Niente da rimproverarti.

    lettura filologica

    La truppa si accampa a sinistra. Nessun addebito.

    Glossa carattere per carattere
    左zuǒla sinistra; nell'uso Zhou è il lato di chi arretra e cede il passo, contro 右 che è il lato d'onore e dell'avanzataGao Heng
    次cìfermarsi per più di una notte: il Zuozhuan distingue 舍, la sosta di una notte, da 次, l'accampamento che dura. Non è la fuga né il ritiro definitivoGao Heng
    Il testo è ambiguo su 左
    • locale: si accampa sul lato sinistro
    • modale: arretra, prende la posizione che cede

    Scelta: il locale nel LIT, il ripiegamento nel PUB — Il senso di ritirata passa per la convenzione Zhou che assegna alla sinistra il posto inferiore, ed è quello che la piccola Immagine presuppone quando deve difendere la riga da un rimprovero: se fosse solo una posizione geografica non ci sarebbe niente da giustificare. Il LIT tiene la sinistra scritta, il PUB dice la manovra.

    Piccola Immagine 小象

    左次无咎,未失常也。

    Ripiegare e accamparsi, niente da rimproverarti: la regola non è ancora venuta meno.

    lettura filologica

    «Si accampa a sinistra, nessun addebito»: non ha ancora perduto ciò che è costante.

    Glossa carattere per carattere
    未wèinon ancora: negazione con un tempo dentro, diversa da 不 che nega senza durataKunst
    常chángciò che è costante, l'uso stabilito; qui la norma militare, la stessa che il sei iniziale chiama 律 con altra parola

    La truppa si sposta sul lato che cede e pianta le tende. Non succede altro, e non le viene mosso alcun rimprovero. È l'unica riga del segno in cui non si combatte e non si perde nulla, e la piccola Immagine spiega perché: la regola non è ancora venuta meno. Quel «non ancora» è la misura dell'assoluzione, che copre un tratto e non tutto il tempo che vuoi. Arretrare è dentro l'ordine militare, non fuori. E il carattere usato non è quello della fuga: è l'accampamento che dura più di una notte.

    Quando muove. Dice che il passo indietro che stai considerando è già previsto dalla regola, e non ti verrà contato contro. Non è rinuncia e non è astuzia: è una posizione di sosta, con la stessa dignità delle altre cinque.

    Attenzione. L'assoluzione è scritta al «non ancora»: il campo si pianta per qualche notte, non per abitarci. Una truppa che si stabilisce dove si era fermata ha smesso di essere in marcia, e di solito è l'ultima ad accorgersene.

  5. quinta linea六五

    Testo

    田有禽,利執言,无咎。長子帥師,弟子輿尸,貞凶。

    Nel campo c'è selvaggina: conviene prendere la parola e dichiararlo. Niente da rimproverarti. Il primogenito comanda la truppa; i più giovani riportano i morti sul carro. Insistere è avverso.

    lettura filologica

    Nel campo c'è selvaggina: giova impugnare la parola. Nessun addebito. Il figlio maggiore guida la truppa; i figli minori trasportano cadaveri sul carro. Presagio saldo: infausto.

    Glossa carattere per carattere
    田tiánil campo lavorato; il carattere vale anche la battuta di caccia, e la bestia che vi si trova è ciò che autorizza a muoversiSchuessler
    禽qínl'animale da preda, uccello o quadrupede; il carattere è imparentato con 擒 «catturare», e porta dentro la presaSchuessler
    執zhíafferrare e tenere; il grafo antico è un uomo con le mani nei ceppiSchuessler
    言yánla parola detta; 執言 non è formula corrente del libro e le letture divergonoKunst
    長子zhǎngzǐil figlio maggiore, quello che eredita e che si manda avanti
    帥shuàistare alla testa e condurre in armi; verbo tecnico del comando, distinto dal generico 行Gao Heng
    弟子dìzǐi figli minori, i cadetti di casa; non ancora «il discepolo», che è senso posterioreGao Heng
    Il testo è ambiguo su 執言
    • «impugnare la parola»: pronunciare la dichiarazione formale che apre la campagna
    • 言 per 焉, particella: «giova catturarla», detto della selvaggina
    • accostamento a 執訊 «prendere prigionieri da interrogare», formula frequente nei bronzi e nello Shijing

    Scelta: il carattere scritto su entrambi gli strati — La seconda e la terza lettura sono più scorrevoli, e proprio per questo vanno guardate con sospetto: il prestito grafico si adotta nel PUB solo dove l'apparato lo attesta largamente, mai perché la frase che ne esce suona meglio. Qui l'attestazione manca, e la sequenza selvaggina-dichiarazione-nessun addebito regge da sé: c'è una preda in campo, e si dice ad alta voce perché la si insegue.

    Il testo è ambiguo su 貞凶
    • il presagio è saldo e l'esito è infausto (oracolare)
    • insistere su questo porta male (ricevuta)

    Scelta: formula del lessico: LIT oracolare, PUB con il verso negativo — Il prognostico è presente e fissa la polarità, quindi il ramo negativo previsto per i composti di 貞 si applica legittimamente e non per default. Ciò su cui non si deve insistere è indicato dalla riga stessa: la piccola Immagine dice 使不當, l'incarico dato a chi non lo regge.

    Piccola Immagine 小象

    長子帥師,以中行也。弟子輿尸,使不當也。

    Il primogenito comanda la truppa: tiene la via mediana. I più giovani riportano i morti: l'incarico è andato a chi non era in grado di reggerlo.

    lettura filologica

    «Il figlio maggiore guida la truppa»: perché va nel mezzo. «I figli minori trasportano cadaveri sul carro»: l'incarico non è dato a chi si conviene.

    Glossa carattere per carattere
    使shǐmandare qualcuno a fare qualcosa: l'atto di affidare un incarico, non la persona che lo riceveGao Heng
    當dāngcombaciare, stare al posto che compete; 不當 è l'incarico che non corrisponde a chi gli è stato datoSchuessler

    Nel campo c'è una bestia da prendere: la ragione per muoversi c'è, ed è lì nel campo, che sia il tuo o quello in cui sei andato a caccia. Il testo aggiunge che conviene dirlo ad alta voce. Poi, nella stessa riga, fa tornare il carro dei morti, ma questa volta la causa è detta: il maggiore comanda e tiene il mezzo, i più giovani riportano i cadaveri perché l'incarico è stato dato a chi non lo regge. Fra le due metà non cambia la situazione, cambia chi è stato mandato.

    Quando muove. La domanda che pone non è se agire, ma a chi affidare. La riga mette la preda e il disastro a poca distanza per dire che una causa buona non protegge da una nomina sbagliata. Insistere sulla nomina, non sull'impresa, è ciò che il presagio chiama avverso.

    Attenzione. Il testo non dice che i più giovani siano incapaci. Dice che quell'incarico non era il loro. Difendere la propria scelta invece di rifarla è esattamente la cosa su cui il presagio dice di non insistere.

  6. sesta linea上六

    Testo

    大君有命,開國承家,小人勿用。

    Il sovrano assegna gli incarichi: c'è chi riceve un paese da aprire e chi una casa da mandare avanti. Chi è da poco, non metterlo all'opera.

    lettura filologica

    Il gran signore ha un mandato: si aprono stati, si prendono in carico case. Chi è senza rango, non impiegarlo.

    Glossa carattere per carattere
    大君dàjūnil gran signore, chi sta sopra i signori e li insedia; nel lessico Zhou è chi investe, non chi combatteGao Heng
    命mìnglo stesso carattere del nove al secondo posto: l'incarico che scende dall'alto. Qui non è ricevuto ma distribuitoKunst
    開國kāi guóaprire un paese: insediare qualcuno su un territorio perché vi fondi la propria signoriaShaughnessy 2022
    承家chéng jiāprendere in carico una casa: ricevere un casato con le sue terre, il beneficio minore. 承 è lo stesso verbo con cui al nove al secondo posto si riceve il favore del cieloShaughnessy 2022
    小人xiǎorénchi è senza rango, l'uomo del popolo nello strato Zhou; la lettura morale è simmetrica a quella di 君子 e altrettanto tardaKunst
    勿用wù yòngnon impiegare. Qui la formula è transitiva, con l'oggetto anteposto, e riguarda qualcun altro: non è la sospensione dell'agire che vale per chi leggeKunst
    Il testo è ambiguo su 小人
    • chi è senza rango (senso Zhou, sociale)
    • chi è da poco (senso confuciano, morale)

    Scelta: doppio binario: LIT sociale, PUB ricevuto — La riga è una scena di investitura: si distribuiscono paesi e casati, e il ramo sociale è quello che il contesto porta — a chi non ha rango non si dà un feudo. Il PUB adotta il ramo ricevuto perché fuori dall'ordinamento feudale l'unica cosa trasmissibile del divieto è il criterio di scelta, e la piccola Immagine lo sostiene, motivando con il disordine del paese e non con la nascita.

    Piccola Immagine 小象

    大君有命,以正功也。小人勿用,必亂邦也。

    Il sovrano assegna: mette in ordine i meriti. Chi è da poco, non metterlo all'opera: manderebbe di sicuro il paese in confusione.

    lettura filologica

    «Il gran signore ha un mandato»: per raddrizzare i meriti. «Chi è senza rango, non impiegarlo»: metterebbe di necessità il paese in disordine.

    Glossa carattere per carattere
    正zhèngraddrizzare, mettere a squadra; è la parola con cui il Tuanzhuan di questo stesso segno glossa 貞Kunst
    必bìdi necessità: il commentario non dice «potrebbe», dice che accadrà
    亂luànil filo che si aggroviglia mentre lo si dipana, e quindi il disordine di ciò che era in ordineSchuessler
    邦bāngil paese come entità politica, il territorio con chi lo abitaShaughnessy 2022

    La campagna è finita e si distribuisce: c'è chi riceve un paese da aprire e chi un casato da mandare avanti. La piccola Immagine dice a cosa serve la cerimonia, a mettere in ordine i meriti, quegli stessi meriti che al terzo posto non c'erano. Poi arriva l'unico divieto di tutto il segno, e non riguarda la guerra: riguarda a chi si affida un posto. Il motivo è dato senza attenuazioni, perché chi quel posto non lo regge manderà il paese in confusione.

    Quando muove. Il momento è quello successivo al risultato, quando si assegnano posti e riconoscimenti. La linea dice che è qui che si decide se ciò che è stato fatto regge o si disfa. È il punto in cui una vittoria si perde, e si perde per iscritto.

    Attenzione. Il divieto è rivolto a te e riguarda un altro: non è un giudizio da tenere in cuore, è una nomina da non firmare. E la piccola Immagine dice «di necessità», non «forse».

I commentari antichi

Tuanzhuan 彖傳

師,眾也,貞,正也。能以眾正,可以王矣。剛中而應,行險而順。以此毒天下而民從之,吉,又何咎矣?

Truppa vuol dire moltitudine; il presagio vuol dire raddrizzare. Chi sa raddrizzare tenendo con sé la moltitudine può arrivare a regnare. La linea dura sta al centro e trova chi le risponde; si passa dentro il pericolo assecondando. Con questo fa patire il mondo, e il popolo gli va dietro: è propizio. E che cosa resterebbe da rimproverare?

lettura filologica

師 è la moltitudine; 貞 è il raddrizzare. Chi sa raddrizzare per mezzo della moltitudine può farsi re. Il duro sta al centro e trova risposta; si va nel pericolo e si asseconda. Con questo affligge il mondo, e il popolo lo segue: fausto — e quale addebito ci sarebbe?

Glossa carattere per carattere
王wàngqui è verbo: farsi re, esercitare la regalità. La lettura wáng, sostantivo, renderebbe la frase agrammaticaleGao Heng
剛gāngla linea piena, il tratto che non cede; qui indica l'unica linea yang del segno
應yìngla corrispondenza fra due posti omologhi dei due trigrammi, qui fra il secondo e il quinto; è un rispondere, non un obbedireGao Heng
險xiǎnil dirupo, la buca in cui si cade: qualità del trigramma dell'acqua, che qui sta sottoSchuessler
順shùnandare nel verso della cosa, assecondare: qualità del trigramma della terra, che qui sta sopra
毒dúavvelenare, e quindi far patire. Alcune letture lo prendono per 督 «sovrintendere», altre lo accostano al 亭之毒之 del Laozi, dove vale «nutrire»Gao Heng
Il testo è ambiguo su 毒
  • avvelenare, far patire: il carattere scritto
  • 督 «sovrintendere, dirigere»
  • nutrire, per accostamento al 亭之毒之 del Laozi

Scelta: il carattere scritto su entrambi gli strati — Le due letture addolcite tolgono alla frase esattamente ciò che la rende degna di nota: che il popolo segue chi gli fa patire qualcosa. Il seguito lo conferma, perché l'ala sente il bisogno di chiudere con una domanda difensiva — quale addebito ci sarebbe? — che sarebbe superflua se il verbo significasse dirigere o nutrire.

Il testo è ambiguo su 貞,正也
  • glossa antica interna al libro: 貞 vale 正 «raddrizzare»
  • documento della deriva che sette secoli dopo produrrà la lettura etica di 貞 come rettitudine

Scelta: si traduce la glossa dell'ala, segnalando che è strato posteriore — Il Tuanzhuan legge 貞 attraverso 正, cioè fa già il passo che il nostro strato filologico rifiuta nel giudizio. Non è una contraddizione dell'apparato: è il punto in cui si vede la parola cambiare senso, colto a metà strada. Il LIT del giudizio dice l'atto oracolare, il LIT dell'ala dice ciò che l'ala dice.

Il testo è ambiguo su 能以眾正
  • «sa raddrizzare per mezzo della moltitudine»: 眾 è lo strumento
  • «sa rendere retta la moltitudine»: 眾 è l'oggetto

Scelta: lo strumentale, con l'altra lettura dichiarata — 以 introduce normalmente il mezzo, e la frase che segue — può farsi re — riguarda chi dispone della moltitudine, non chi la corregge. La seconda lettura è però quella che la tradizione commentaria preferisce, e cambia il verso della politica del segno: da «con la gente» a «sulla gente».

Xugua 序卦

訟必有眾起,故受之以《師》。《師》者,眾也。

Da una lite si finisce sempre per radunare gente: per questo dopo viene la Truppa. Truppa vuol dire moltitudine.

lettura filologica

Dalla lite si leva per forza una moltitudine: perciò si riceve con la Truppa. 師 è la moltitudine.

Glossa carattere per carattere
訟sòngla causa portata davanti a chi giudica: è il nome dell'esagramma 6, che precede questo
起qǐalzarsi da terra, mettersi in piedi; detto di molti, sollevarsiSchuessler
受shòuricevere in consegna: la catena di questa ala passa un segno all'altro come si passa un oggetto in mano

Zagua 雜卦

《比》樂《師》憂。

L'Accostamento è allegria; la Truppa è affanno.

lettura filologica

比: allegrezza. 師: affanno.

Glossa carattere per carattere
樂lèrallegrarsi, star bene insieme; forma semplificata di 樂, così restituita dalla fonte
憂yōustare in pena, portarsi addosso un peso; forma semplificata di 憂
師shīforma semplificata di 師, così restituita dalla fonte
Il testo è ambiguo su 《比》樂《師》憂
  • distico che oppone i due segni accoppiati 7 e 8
  • due clausole autonome, una per segno

Scelta: si registra il distico intero in entrambe le voci, come coppia — La frase è una sola e nomina i due segni insieme: assegnarne metà a ciascuno spezzerebbe l'unica cosa che dice, cioè che la stessa moltitudine cambia di segno secondo che stia affiancata o in armi.

Segni collegati

Provenienza del testo

Fonte cinese:
易學網 (https://www.eee-learning.com/book/eee7). Il testo è confrontato carattere per carattere con la fonte.
Collazionato con:
Zhouyi Yinde 1935 (biroco.com); Kanripo KR1a0001 — solo collazione, mai base
Apparato:
Kunst, The Original Yijing (1985); Shaughnessy, The Origin and Early Development of the Zhou Changes (Brill 2022, OA); Gao Heng, Zhouyi gujing jinzhu; Schuessler, ABC Etymological Dictionary of Old Chinese; Baxter-Sagart 2014