Esagramma 55
Il Colmo
豐 · Fēng · La Misura Colma
Fuoco sotto, Tuono sopra
Il segno
Sei nel punto pieno, e il libro non te lo contesta: dice che la via è aperta, che il re arriva fin qui, che non devi stare in ansia. Poche righe dopo, nello stesso segno, aggiunge che il sole a mezzogiorno comincia a scendere e la luna piena viene mangiata. Le due cose non si smentiscono. Il Colmo non ti chiede di trattenere il pieno. Ti chiede di usarlo finché c'è luce, e di sapere che ora è.
Il carattere è una coppa da offerta con sopra ciò che vi si è ammucchiato: la misura presa a colmo, non a raso. Sotto sta il fuoco che illumina, sopra il tuono che colpisce, e la Grande Immagine ne fa un arrivo solo: il lampo che mostra e il colpo che spacca non sono due tempi. Poi il segno fa una cosa che non ti aspetti. Al secondo posto qualcuno allarga la stuoia che lo ripara, e a mezzogiorno si vede il Gran Carro. Al terzo allarga il telo, e si distinguono anche le stelle minute. Più cresce il riparo, più il giorno diventa notte. In cima il tetto si allarga tanto che l'ala lo descrive come un uccello librato al margine del cielo, la casa sparisce sotto le stuoie, e chi si affaccia alla porta trova silenzio: per tre anni, nessuno.
Perché questo nome
豐 raffigura un 豆 — la coppa su stelo del banchetto rituale — con sopra il segno di ciò che vi è ammucchiato: è la misura presa fin sopra l'orlo. Il libro glossa due volte il proprio nome con 大 «grande», nel 彖 e nel 序卦, ma 大 è la glossa antica e non il carattere: ciò che 豐 aggiunge a 大 è il modo, la quantità che sporge sopra il bordo del recipiente. «Il Colmo» tiene esattamente questo, perché in italiano il colmo è quanto sta sopra il livello del vaso: una misura si prende a colmo o si prende a raso, e la differenza fra le due è tutto il carattere. Tiene anche ciò che il 彖 aggiunge subito dopo — 日中則昃,月盈則食, il sole a mezzogiorno declina, la luna piena viene mangiata: un colmo è per definizione il punto da cui si scende, e nessun sostantivo di quantità lo dice. Le rese correnti nominano la quantità e non il carattere, e sono per giunta fra le più calcificate del repertorio italiano. Resta il rischio che segnala la riserva di leggibilità di §H: in italiano parlato «è il colmo» è l'esclamazione dell'esasperazione. Il rischio è accettato, perché il senso di misura resta vivo (colmare, colmo del tetto, riempire fino al colmo) e perché anche la locuzione esclamativa dice «oltre questo non si va», che è appunto il segno. 豐 è inoltre il nome della capitale Zhou sul fiume Feng: omonimia reale, senza peso sul valore del carattere qui.
Noto anche come: L'Abbondanza, La Pienezza, La Prosperità, La Grandezza, L'Apice, Abundance, Fullness, Abounding.
Come si legge
Sotto c'è il fuoco, che fa luce; sopra il tuono, che si muove. L'ala riassume il segno in tre caratteri: chiarore, e con esso movimento. Ma guarda i legami interni, perché sono anomali. Il primo posto e il quarto sono entrambi pieni, il secondo e il quinto entrambi cedevoli: dove di norma le linee si rispondono per differenza, qui si somigliano e basta. Il testo non lo tratta come un guasto. Chiama quegli incontri il signore appaiato e il signore alla pari, e non li pesa allo stesso modo: al primo non muove addebiti e promette credito a chi si muove, ma dentro una decade contata; solo il secondo lo dice propizio. L'unica corrispondenza regolare del segno è quella fra il terzo posto e il sesto, e sono esattamente le due righe che finiscono peggio: il braccio spezzato e la casa vuota. Qui somigliarsi tiene, rispondersi da lontano no.
Il responso
Giudizio 卦辭
豐,亨,王假之。勿憂,宜日中。
Il Colmo. La via è aperta. Il re arriva fin qui. Non stare in ansia: quello che si addice è il sole a mezzogiorno.
Il colmo. L'offerta passa. Il re vi giunge. Non angustiarti: si conviene il sole a mezzo il giorno.
Glossa carattere per carattere
| 豐 | fēng | la coppa rituale 豆 con sopra ciò che vi è ammucchiato: la misura presa a colmo. Il 彖 e il 序卦 lo glossano entrambi 大 «grande» | Schuessler |
| 亨 | hēng | presentare l'offerta ed essere accolti; stesso grafo arcaico 亯 di 享 e 烹 | Shaughnessy 2022 |
| 王 | wáng | il re | |
| 假 | gé | giungere a, arrivare fino a: lettura gé del carattere, equivalente a 格 e a 至. Stessa formula in 45 萃 e 59 渙, 王假有廟 «il re giunge al tempio» | Gao Heng |
| 之 | zhī | pronome oggetto: il luogo, lo stato di pienezza a cui si arriva | |
| 憂 | yōu | l'angustia, il pensiero che preme; non è 恤, che nel libro è il darsi pena per qualcuno | Schuessler |
| 宜 | yí | ciò che si conviene, ciò che è appropriato al caso; introduce una misura, non un ordine | |
| 日中 | rì zhōng | il sole a metà corsa, il mezzogiorno; il 彖 lo spiega con 照天下 «illuminare quanto sta sotto il cielo» |
Il testo è ambiguo su 亨
- penetrare, riuscire (lettura ricevuta)
- 享 offerta accolta (lettura filologica)
Scelta: offerta accolta nel LIT, «la via è aperta» nel PUB — Il salto fra i due strati non è ovvio e va annotato a ogni occorrenza: è scelta espressiva motivata, e come tale documentabile. Qui 亨 sta nudo, senza 元 e senza 利貞, e apre un giudizio che poi si corregge da sé — la via è aperta e insieme il commento avverte che il mezzogiorno declina.
Il testo è ambiguo su 假
- gé «giungere a, arrivare fino a» (= 格, 至)
- jiǎ «rendere grande, esaltare», sulla scorta del 彖 che glossa 尚大也
Scelta: «giungere» su entrambi gli strati, con la seconda registrata — La lettura gé è quella attestata dalla formula parallela 王假有廟 (45, 59), dove 假 regge un luogo e non può che valere «arriva a». Il 彖 di questo segno gioca invece su 大, ma sta commentando l'effetto dell'arrivo del re, non traducendo il verbo: prenderlo come glossa lessicale farebbe sparire il movimento, che è la sola cosa che il 卦辭 dice del re.
Grande Immagine 大象
雷電皆至,豐,君子以折獄致刑。
Tuono e lampo arrivano nello stesso momento. Chi vale, guardandoli, chiude le controversie e applica le pene.
Tuono e lampo giungono insieme: il colmo. Il signore, da questo, taglia le cause e manda a effetto le pene.
Glossa carattere per carattere
| 雷 | léi | il tuono, immagine del trigramma superiore 震 | |
| 電 | diàn | il lampo: qui il trigramma inferiore 離 non è preso come fuoco domestico ma come la luce che squarcia | |
| 皆 | jiē | tutti e due insieme, nello stesso momento: è la parola che impedisce di leggere il lampo e il tuono come due tempi | |
| 折 | zhé | tagliare di netto, e di qui «decidere una causa»: 折獄 è la sentenza che chiude il contenzioso. Lo stesso carattere torna al nove al terzo posto nel suo senso fisico, spezzare | Schuessler |
| 獄 | yù | la causa contesa davanti a un'autorità, e per estensione la prigione | |
| 致 | zhì | far arrivare, portare a effetto: la pena non è comminata a parole, è eseguita | |
| 刑 | xíng | la pena corporale del diritto Zhou, non la sanzione generica | Gao Heng |
Il testo è ambiguo su 君子
- il membro della casa nobiliare, chi ha rango (senso Zhou, sociale)
- la persona compiuta (senso confuciano, etico)
Scelta: doppio binario: LIT sociale, PUB ricevuto — Qui il binario sociale ha un appoggio in più del solito: 折獄致刑 è un atto di giurisdizione, e nella Cina Zhou giudicare è prerogativa di chi ha rango. Il LIT lo dice; il PUB tiene la lettura ricevuta perché altrimenti la Grande Immagine non avrebbe destinatario.
Cosa chiede
Ti chiede due cose che sembrano tirare in direzioni opposte. La prima è di stare nella luce piena senza schermarla: quello che si addice è il sole a mezzogiorno, e l'ala spiega perché: a mezzogiorno la luce arriva ovunque sotto il cielo, senza angoli in ombra. La seconda è di usare quella luce per tagliare, e il compito che la Grande Immagine ti dà è circoscritto: chiudere le controversie, applicare le pene. Non è il permesso di sbrigare tutto quello che hai lasciato indietro, e il segno mette due condizioni: al secondo posto muoversi raccoglie sospetto prima di aprire il passaggio, al terzo l'ala esclude le imprese grandi. Il momento in cui vedi tutto è quello in cui puoi decidere senza indovinare, non quello in cui tutto si può fare.
Dove si sbaglia. Lo si prende per la carta della prosperità, e quattro righe su sei descrivono qualcuno che allarga un telo. Non è un dettaglio di scena. In questo segno il buio non arriva da fuori: lo fabbrica chi cerca di mettere al riparo quello che ha. Più il riparo si allarga, più a mezzogiorno si vedono le stelle. E l'ultima riga lo dice per chi non l'avesse capito: dietro il tetto ampliato non c'è più nessuno, e a nascondersi è stato lui.
Nelle diverse aree
- Lavoro
- Il rischio, adesso che i risultati si vedono, è di passare a metterli al coperto: qui chi allarga il riparo si fabbrica la notte a mezzogiorno, e quattro righe su sei descrivono quel gesto. La domanda utile non è come far durare quello che hai. È quale decisione rimandata puoi chiudere adesso, che hai luce sufficiente per vederla tutta.
- Relazioni
- Due volte il segno ti fa incontrare non un complemento ma un tuo pari: qualcuno fatto come te, che occupa la tua stessa altezza. Non è la relazione che ti completa, è quella che ti riconosce. I due incontri però non pesano uguale. Il primo non ti espone a rimproveri e ti porta credito, ma dentro una finestra contata: passata quella, arriva un colpo da fuori. Il secondo avviene nel punto più buio del segno, ed è il solo che il testo chiama propizio.
- Decisione
- Tuono e lampo arrivano insieme: vedere e colpire non sono due tempi separati. Se rimandi, rimandi a quando ci sarà meno luce, e questo segno la luce la perde in fretta.
- Interiorità
- Guarda quanto stai proteggendo. Ogni telo che allarghi ti ripara e insieme ti oscura, e il conto lo leggi tardi. Quando qualcuno si affaccia alla porta e la casa è vuota, l'ala non incolpa nessun altro: dice che a mettersi via sei stato tu.
Questo segno è uscito nella tua interrogazione?
La pagina spiega il segno in sé. Il consulto parte dal tuo quesito e dalle linee che il tiro ha mosso.
Interroga l'oracoloLe sei linee
Dal basso verso l'alto. Una linea si legge solo quando il tiro la indica mutevole.
prima linea初九
Testo
遇其配主,雖旬无咎,往有尚。
Incontri chi ti fa da pari. Anche se dura dieci giorni interi, niente da rimproverarti. Muoversi ti porta riconoscimento.
lettura filologicaIncontra il suo signore appaiato. Benché [duri] una decade, nessun addebito. Andare: c'è riconoscimento.
Glossa carattere per carattere
遇 yù imbattersi in qualcuno senza averlo cercato; è l'incontro non convocato, distinto da 見 che è l'udienza chiesta Kunst 配 pèi appaiare, fare coppia; detto di persone è il coniuge o il compagno di pari grado Schuessler 主 zhǔ chi presiede: il padrone di casa che riceve, e quindi anche l'ospitante 雖 suī benché, anche se: introduce una concessione, quindi il 无咎 che segue vale dentro un limite 旬 xún il ciclo di dieci giorni del calendario Shang e Zhou; nelle iscrizioni oracolari è l'unità su cui si divina, 貞旬亡禍 «si consulta per la decade: nessuna sventura» Kunst 无咎 wú jiù l'addebito che l'oracolo non muove 往 wǎng muoversi, andare verso 尚 shàng tenere in alto, stimare; 有尚 è il credito che si riceve dall'esterno. Il 彖 usa lo stesso carattere in 尚大也 Gao Heng Il testo è ambiguo su 旬
- il ciclo di dieci giorni (senso proprio del carattere)
- 均 «pari, in equilibrio», prestito adottato dalla tradizione commentaria
Scelta: dieci giorni su entrambi gli strati, con il prestito registrato — §I vieta di adottare un prestito perché rende più liscia la frase, e 均 la renderebbe più liscia: darebbe «benché siano pari, nessun addebito», in accordo con il fatto che questa linea e il nove al quarto posto sono entrambe piene. Ma 旬 nel senso proprio è terminologia oracolare di prima mano — la decade è precisamente l'intervallo su cui si consultava — e la Piccola Immagine lo conferma trattandolo come una soglia che si può oltrepassare, 過旬. Una durata non si attenua: §D3.
Il testo è ambiguo su 主
- il signore, chi presiede
- l'ospitante presso cui si alloggia
Scelta: «signore» nel LIT, «chi ti fa da pari» nel PUB, dove il peso cade su 配 — La seconda lettura ha per sé il segno accoppiato, il 56 旅, che è il viandante: chi viaggia trova un ospitante. Non è però dimostrabile qui, e il testo mette l'accento sul modo dell'incontro — appaiato, alla pari — non sull'ospitalità. Registrata perché il legame fra i due segni la rende plausibile.
Piccola Immagine 小象
雖旬无咎,過旬災也。
Anche se dura dieci giorni, niente da rimproverarti: passati quelli, arriva un colpo da fuori.
lettura filologica«Benché una decade, nessun addebito»: oltrepassata la decade, la calamità che viene da fuori.
Glossa carattere per carattere
過 guò passare oltre un limite; qui il limite è una durata, non una condotta 災 zāi la sciagura che arriva addosso da fuori, distinta da 眚, il danno di cui si è causa Kunst Incontri qualcuno fatto come te. Non un complemento: un pari, che il testo chiama il signore appaiato e che la quarta riga ritroverà col nome di signore alla pari. Il presagio non muove addebiti, ma mette intorno una durata precisa — dieci giorni. È la decade del calendario antico, l'intervallo su cui gli oracoli chiedevano se ci sarebbero stati guai. Dentro quella finestra sei coperto, e muoverti ti porta credito.
Quando muove. Il movimento è un incontro all'inizio della piena, e arriva con un termine attaccato. La linea non discute se la cosa sia giusta: dice per quanto regge. Muoversi dentro il termine è la mossa che il testo approva, e il resto della riga riguarda cosa accade quando il termine è passato.
Attenzione. La Piccola Immagine non gira intorno: oltre la decade arriva un colpo da fuori. Il termine non l'hai fissato tu, ma restare oltre il termine sì.
seconda linea六二
Testo
豐其蔀,日中見斗。往得疑疾,有孚發若,吉。
Allarga la stuoia che lo ripara: a mezzogiorno si vede il Gran Carro. Muoversi ti procura diffidenza e astio. La fiducia c'è, e apre il passaggio. È propizio.
lettura filologicaRende ampia la sua stuoia: a mezzo il giorno si vede il Mestolo. Andare: si raccoglie il male del sospetto. C'è fiducia, e si dischiude. Fausto.
Glossa carattere per carattere
豐 fēng qui il nome del segno è verbo transitivo: rendere ampio, aumentare la misura di qualcosa Gao Heng 蔀 bù la stuoia d'erba intrecciata che si stende a riparo: il radicale è 艹. È un oggetto, non una condizione Schuessler 見 jiàn vedere: il carattere regge qui un oggetto posposto, 斗, quindi non vale «apparire» Kunst 斗 dǒu il mestolo, e la misura di capacità che ne porta il nome; per traslato l'asterismo che in italiano si chiama Gran Carro. Vederlo a mezzogiorno significa che è buio Schuessler 得 dé ottenere, raccogliere: si prende addosso qualcosa, non lo si subisce soltanto 疑 yí il dubbio su qualcuno, la diffidenza 疾 jí il male che affligge, e per estensione l'avversione, il livore; 疑疾 vale l'ostilità che nasce dal sospetto Gao Heng 孚 fú fiducia, la parola su cui si può contare Kunst 發 fā far scattare, scoccare la freccia, aprire ciò che era chiuso; la Piccola Immagine lo riprende in 發志, smuovere le intenzioni Schuessler 若 ruò particella finale che descrive uno stato in corso, come in 夕惕若 del segno 1 Baxter-Sagart 2014 Il testo è ambiguo su 孚
- fiducia, credito fra le parti (lettura tradizionale)
- 俘 «prigionieri di guerra» (lettura filologica)
Scelta: fiducia su entrambi gli strati, con la lettura 俘 registrata — La Piccola Immagine di questa stessa linea glossa 有孚 con 信, la parola mantenuta, e ne fa il mezzo per smuovere il volere altrui: è un appoggio interno al testo che nel Zhouyi non sempre c'è. Con 俘 la frase diventerebbe «si prendono prigionieri», e la glossa dell'ala non avrebbe più nulla a cui aggrapparsi.
Il testo è ambiguo su 見
- jiàn «vedere»
- xiàn «apparire, mostrarsi»
Scelta: jiàn, e lo stesso al nove al terzo posto — Registro §G. In 日中見斗 il carattere precede il suo oggetto: con la lettura xiàn il soggetto starebbe davanti, 斗見. La scelta ha una conseguenza sul commentario: non è il Carro che si fa avanti, è qualcuno che a mezzogiorno lo vede — c'è un osservatore, e il buio è misurato su ciò che riesce a distinguere.
Piccola Immagine 小象
有孚發若,信以發志也。
La fiducia apre il passaggio: è la parola mantenuta a rimettere in moto le intenzioni degli altri.
lettura filologica«C'è fiducia, e si dischiude»: è con la parola tenuta che si smuove il volere.
Glossa carattere per carattere
信 xìn la parola che sta: l'ala glossa 孚 con questo carattere, ed è il motivo per cui non si adotta la lettura 俘 志 zhì il volere, l'intenzione orientata; qui è quello altrui, che il sospetto aveva bloccato Gao Heng Qualcuno allarga la stuoia che lo ripara, e la luce di mezzogiorno cala al punto che si vede il Gran Carro. In quel buio, muoversi raccoglie diffidenza e livore: non ti credono, e non è un'impressione tua, il testo usa il verbo del prendere addosso. Non ti dice di forzare. Dice che la fiducia c'è, e che è quella ad aprire il passaggio. L'ala lo riduce a una cosa sola: è la parola mantenuta a rimettere in moto le intenzioni degli altri. L'esito è propizio.
Quando muove. La linea che si muove segnala che stai per essere frainteso proprio mentre le cose funzionano. Il rimedio non è spiegarsi meglio e non è spingere di più: è la parola su cui l'altro può contare, quella che hai già dato e mantieni. È lei a far scattare il passaggio; il tempo che passa fa da sfondo, non da agente.
Attenzione. Il sospetto qui è reale e ti si attacca addosso: non è una tua fissazione. Ma non aspettarti che sia il tempo a scioglierlo. L'ala nomina la causa, ed è la parola mantenuta a rimettere in moto il volere di chi si era chiuso.
terza linea九三
Testo
豐其沛,日中見沬。折其右肱,无咎。
Allarga il telo che lo copre: a mezzogiorno si vedono anche le stelle minute. Il braccio destro si spezza. Niente da rimproverarti.
lettura filologicaRende ampio il suo 沛 [«l'acqua che dilaga»; l'apparato legge 旆, il drappo issato]: a mezzo il giorno si vede il barlume. Gli si spezza il braccio destro. Nessun addebito.
Glossa carattere per carattere
沛 pèi l'acqua che dilaga, la piena; l'apparato lo legge per 旆, il drappo lungo issato sull'asta, e la tradizione di Zixia scrive proprio 旆 Schuessler 沬 mèi scritto con l'acqua, «la schiuma»; nel contesto vale il barlume, la luce debole, e di qui le stelle più piccole, quelle che si distinguono solo a notte fatta Gao Heng 折 zhé spezzare di netto: qui il senso fisico dello stesso carattere che la Grande Immagine usava per «decidere una causa» Schuessler 右 yòu destro: la parte con cui si lavora e si impugna 肱 gōng il braccio fra spalla e gomito; nel lessico di corte 股肱 designa i ministri, cioè le membra di cui il sovrano si serve Schuessler 无咎 wú jiù l'addebito che l'oracolo non muove; qui la frattura resta, e ciò che manca è l'imputazione Il testo è ambiguo su 沛
- 沛 come scritto: l'acqua che dilaga, l'acquazzone che oscura il giorno
- 旆 «il drappo issato», prestito attestato dalla tradizione di Zixia e da 釋文
Scelta: §I: il LIT tiene il carattere scritto e annota, il PUB segue il prestito — Il prestito è attestato, non scelto per comodità, e ha per sé il parallelismo con la riga precedente: al secondo posto si allarga una stuoia, qui si allarga qualcosa di più grande che copre di più, e infatti si vedono stelle più deboli. La lettura per acqua non è assurda — tuono, lampo e rovescio stanno insieme — ma spezzerebbe la serie dei ripari che regge tutto il segno.
Il testo è ambiguo su 沬
- 昧 «l'oscuro, il barlume», e quindi le stelle minute
- un nome proprio di stella, sul modello di 斗
Scelta: il barlume su entrambi gli strati, con la seconda registrata — Il senso proprio del carattere scritto — schiuma, o lavarsi il viso — non è utilizzabile, e si applica il criterio già usato per 干 al 53: fra due sensi attestati si prende il meno marcato, senza adottare nulla per eufonia. La gradazione è comunque salva: il Mestolo è un asterismo cospicuo, 沬 è ciò che si vede solo quando è più buio.
Piccola Immagine 小象
豐其沛,不可大事也。折其右肱,終不可用也。
Con quel telo aperto, le imprese grandi non si fanno. Con quel braccio rotto, alla fine non c'è modo di metterlo all'opera.
lettura filologica«Rende ampio il suo 沛 [l'apparato legge 旆, il drappo issato]»: non si possono trattare le grandi imprese. «Gli si spezza il braccio destro»: alla fine non lo si può impiegare.
Glossa carattere per carattere
大事 dà shì le imprese di rilievo: nel lessico Zhou la guerra e il sacrificio, i due affari di stato Gao Heng 終 zhōng alla fine, a conti fatti 用 yòng impiegare, mettere all'opera; 不可用 non è il divieto 勿用 ma la constatazione che non c'è più con che cosa Il telo si allarga ancora e ora a mezzogiorno si distinguono anche le stelle minute: è più buio della riga di prima. Poi il braccio destro si spezza. Il presagio non muove addebiti — nessuno ti sta accusando — ma l'ala non consola: con quel telo aperto le imprese grandi non si fanno, e con quel braccio, alla fine, non c'è modo di metterti all'opera. Due frasi che girano intorno alla stessa cosa: lo strumento con cui lavoravi non c'è più.
Quando muove. È il punto in cui il segno smette di essere una faccenda di luce e diventa una faccenda di corpo. La linea che si muove indica un'inabilità sopraggiunta, non un errore da correggere. Non chiede di rimediare: chiede di prendere atto che con quella mano, adesso, non si fa.
Attenzione. «Niente da rimproverarti» non vuol dire che la cosa vada bene. Vuol dire soltanto che nessuno ti sta muovendo un'accusa, mentre il braccio resta rotto.
quarta linea九四
Testo
豐其蔀,日中見斗,遇其夷主,吉。
Allarga la stuoia che lo ripara: a mezzogiorno si vede il Gran Carro. Incontri chi ti sta alla pari. È propizio.
lettura filologicaRende ampia la sua stuoia: a mezzo il giorno si vede il Mestolo. Incontra il suo signore alla pari. Fausto.
Glossa carattere per carattere
夷 yí spianare, mettere allo stesso livello, e di qui «pari, di eguale grado»; il carattere ha anche i valori «abbattere» e «le genti Yi dell'est» Schuessler 遇 yù imbattersi senza aver cercato: lo stesso verbo del nove iniziale, e con lo stesso oggetto 主 主 zhǔ chi presiede; qui qualificato non da 配 «appaiato» ma da 夷 «di pari livello» Il testo è ambiguo su 夷
- pari, di eguale livello (da 平, spianare)
- ferito, oscurato, come nel nome del segno 36 明夷
Scelta: «alla pari» su entrambi gli strati, con la seconda registrata — La prima è retta dal parallelo interno: 配主 al nove iniziale e 夷主 qui sono la stessa figura vista dai due capi, e le due linee sono entrambe piene, cioè si somigliano invece di corrispondersi. La seconda lettura ha per sé il contesto di buio — stuoia allargata, Mestolo visibile a mezzogiorno — e darebbe «il signore oscurato». Non si adotta perché la Piccola Immagine chiude con 吉行也, un andare propizio, che non si dice di un incontro con qualcuno di menomato.
Piccola Immagine 小象
豐其蔀,位不當也。日中見斗,幽不明也。遇其夷主,吉行也。
Allarga la stuoia: sta in un posto che non è il suo. A mezzogiorno vede il Gran Carro: qui è cupo, non luminoso. Incontra chi gli sta alla pari: quel passo è propizio.
lettura filologica«Rende ampia la sua stuoia»: il posto non è quello che gli compete. «A mezzo il giorno si vede il Mestolo»: è cupo, non è chiaro. «Incontra il suo signore alla pari»: è un andare fausto.
Glossa carattere per carattere
位 wèi il posto occupato nella figura: una linea piena al quarto posto, che è pari, sta fuori dal suo 幽 yōu il buio chiuso, il fondo dove la luce non scende; è il contrario di 明, la chiarezza del trigramma inferiore Schuessler 行 xíng il camminare, il passo che si compie: l'ala approva il muoversi, non lo stare Torna intatta l'immagine del secondo posto: la stuoia allargata, il Gran Carro visibile a mezzogiorno. Qui però l'ala aggiunge due cose. La prima è che il posto non è quello che gli compete; la seconda è che il luogo è cupo, non luminoso. Ed è proprio nel buio che avviene l'incontro con chi sta alla pari — lo stesso della prima riga, sotto un altro nome. Il commento chiama propizio quel passo: è l'andare a essere approvato, non lo stare.
Quando muove. Il movimento qui è un'uscita dall'ombra che passa per qualcun altro. La linea non promette che il buio si diradi da sé, e non ti indica una persona verso cui puntare: approva l'andare, e l'incontro con chi ti sta alla pari è ciò che càpita a chi si muove, non un appuntamento. È l'unico punto del segno in cui il rimedio ha una faccia.
Attenzione. Il commento dice che il posto non è il tuo. Quello che funziona qui è l'incontro, non la posizione: non scambiare il primo per una conferma della seconda.
quinta linea六五
Testo
來章,有慶譽,吉。
Chiama accanto a sé chi ha pregio da mostrare. Ne vengono una festa e un nome buono. È propizio.
lettura filologicaFa venire l'ornato. C'è motivo di festa e c'è lode. Fausto.
Glossa carattere per carattere
來 lái venire, e in uso causativo far venire, attirare a sé Kunst 章 zhāng il disegno intessuto, la trama di colori del tessuto pregiato; di qui ciò che spicca e chi spicca. Lo stesso carattere in 2 坤 六三, 含章, dove l'ornato invece si tiene dentro Schuessler 慶 qìng l'occasione fausta e il dono che si porta a chi la celebra: il grafo antico raffigura una pelle di cervo, il dono di congratulazione Schuessler 譽 yù la lode detta pubblicamente, la buona fama; non la stima privata 吉 jí esito favorevole del presagio Il testo è ambiguo su 來章
- intransitiva: «viene l'ornato», la cosa di pregio arriva
- causativa: «fa venire l'ornato», il quinto posto lo chiama a sé
Scelta: causativa su entrambi gli strati — La Piccola Immagine motiva l'esito favorevole con 有慶, il motivo di festa, e non con un arrivo fortuito: la lettura causativa mette l'atto in capo a chi occupa la linea, coerentemente con un segno in cui le altre cinque righe descrivono tutte qualcosa che qualcuno fa. La lettura intransitiva sposterebbe l'agency fuori dalla persona senza che il testo lo autorizzi.
Il testo è ambiguo su 章
- l'ornato, il disegno intessuto (senso concreto)
- chi ha pregio, la persona di valore (metonimia)
Scelta: l'oggetto nel LIT, la persona nel PUB — Il senso concreto è quello del carattere e va tenuto nello strato filologico. Nel PUB l'oggetto da solo non regge la frase — non si chiama accanto a sé un tessuto — e la metonimia è quella che il testo stesso implica accostando l'ornato a lode e festa, che sono cose fra persone.
Piccola Immagine 小象
六五之吉,有慶也。
Il sei al quinto posto è propizio perché c'è un'occasione da celebrare, di quelle a cui si arriva portando un dono.
lettura filologicaIl fausto del sei al quinto posto: c'è motivo di festa.
Glossa carattere per carattere
慶 qìng l'occasione fausta celebrata insieme: l'ala tiene solo questo dei due termini della linea e lascia cadere la lode Qui non c'è nessuna stuoia. Il quinto posto fa venire l'ornato — il disegno intessuto, ciò che ha pregio e si vede — e ne nascono una festa e un nome buono. È l'unica riga in cui il pieno resta luminoso, e non perché chi la occupa sia più forte delle altre: perché chiama accanto a sé quello che vale invece di metterlo al coperto. L'ala riduce tutto a una ragione sola: c'è di che far festa.
Quando muove. La linea che si muove indica che la cosa da fare è far venire, non trattenere. Quello che ti torna qui — la festa, la buona fama — arriva da persone, e arriva perché le hai messe in luce anziché al riparo.
sesta linea上六
Testo
豐其屋,蔀其家。闚其戶,闃其无人,三歲不覿,凶。
Allarga il tetto e copre di stuoie la casa. Si guarda dentro dalla porta: che silenzio, non c'è nessuno! Per tre anni non si vede più nessuno. È avverso.
lettura filologicaRende ampio il suo tetto, instuoia la sua casa. Si sbircia dalla sua porta: che silenzio! non c'è nessuno. Per tre anni non si vede nessuno. Infausto.
Glossa carattere per carattere
屋 wū il tetto, e per estensione la costruzione che sta sotto 蔀 bù la stuoia da riparo del sei al secondo posto, qui usata come verbo: coprire di stuoie 家 jiā la casa come gruppo di persone, il casato; non l'edificio, che è 屋 Schuessler 闚 kuī guardare da uno spiraglio, sbirciare: il radicale è il battente della porta Schuessler 戶 hù la porta a un solo battente, l'ingresso della singola abitazione 闃 qù silenzioso, deserto: il silenzio di un luogo dove ci si aspettava rumore Gao Heng 三歲 sān suì tre anni: la durata si traduce alla lettera, come le altre formule di attesa. 歲 è l'anno contato sul giro di Giove, variante di 年 Kunst 覿 dí vedere qualcuno di persona, incontrarsi faccia a faccia; 不覿 è l'assenza di visite, non la cecità Schuessler 凶 xiōng esito sfavorevole del presagio Il testo è ambiguo su 闃其无人
- 其 possessivo: «la sua casa è deserta, non c'è nessuno»
- 其 particella espressiva dentro l'esclamazione: «che silenzio! non c'è nessuno»
Scelta: particella espressiva su entrambi gli strati — La struttura 闃其 ricalca quella dei binomi descrittivi con 其 infisso, e la frase è già dentro il gesto di chi sbircia: l'effetto è quello di un'esclamazione, non di una descrizione di proprietà. La scelta è portata nella resa e non solo dichiarata: entrambi gli strati esclamano («che silenzio!»), e nessuno dei due scrive il possessivo «la sua casa è deserta», che è la resa dell'altra lettura. §J — la segmentazione e la lettura delle particelle sono nostre, e dove pesano vanno dichiarate.
Piccola Immagine 小象
豐其屋,天際翔也。闚其戶,闃其无人,自藏也。
Quel tetto allargato si libra come un uccello fino al margine del cielo. Si guarda dalla porta e non c'è nessuno: è lui che si è nascosto.
lettura filologica«Rende ampio il suo tetto»: si libra fino al confine del cielo. «Si sbircia dalla sua porta, silenzio, non c'è nessuno»: si è nascosto da sé.
Glossa carattere per carattere
際 jì il margine, la linea dove due cose si toccano: qui il punto in cui la costruzione arriva al cielo 翔 xiáng librarsi ad ali ferme: il tetto è descritto come un uccello in volo, immagine di ampiezza e di distacco dal suolo Schuessler 自 zì da sé, riflessivo esplicito: l'ala attribuisce l'assenza a chi abita la casa, non a chi se n'è andato 藏 cáng riporre al coperto, mettere via; detto di persona, ritirarsi alla vista Il tetto viene allargato tanto che l'ala lo descrive come un uccello librato al margine del cielo, e la casa sparisce sotto le stuoie. Poi qualcuno si affaccia dalla porta: che silenzio, dentro non c'è nessuno. Per tre anni non si vede più nessuno. Il verdetto è avverso, e l'ala non lascia scampo sul come è successo: si è nascosto da sé. Non gli è stato tolto niente. È la grandezza portata fin dove non entra più luce e non entra più gente.
Quando muove. Questa linea che si muove è il conto di tutto il segno. Il gesto che ti proteggeva — allargare, coprire, mettere al sicuro — ha chiuso l'ultima apertura rimasta. I tre anni sono una durata e non un'esagerazione: il testo dice quanto dura il vuoto, e non lo accorcia.
Attenzione. Il testo mette in conto a te sia il tetto sia il nascondiglio, e non lascia una via d'uscita: chi si affaccia alla porta trova il vuoto, e per tre anni non torna nessuno. Il conto è chiuso, e i tre anni sono la durata che il testo dichiara.
I commentari antichi
Tuanzhuan 彖傳
豐,大也。明以動,故豐。王假之,尚大也。勿憂,宜日中,宜照天下也。日中則昃,月盈則食,天地盈虛,與時消息,而況於人乎?況於鬼神乎?
Il Colmo è la grandezza. C'è chiarore, e ci si muove servendosene: da qui il colmo. «Il re arriva fin qui»: mette in alto ciò che è grande. «Non stare in ansia, quello che si addice è il sole a mezzogiorno»: si addice illuminare tutto quanto sta sotto il cielo. Poi il sole a mezzogiorno scende, e la luna piena viene mangiata. Cielo e terra si riempiono e si svuotano, e col tempo calano e crescono. Quanto più una persona; quanto più i morti e gli spiriti.
豐 è la grandezza. Chiarore, e con esso movimento: perciò 豐. «Il re vi giunge»: innalza ciò che è grande. «Non angustiarti, si conviene il sole a mezzo il giorno»: si conviene illuminare quanto sta sotto il cielo. Il sole a mezzo il giorno poi cala; la luna piena poi è mangiata. Cielo e terra si riempiono e si vuotano, e col tempo scemano e crescono: quanto più l'uomo? quanto più i defunti e gli spiriti?
Glossa carattere per carattere
| 明 | míng | il chiarore: qualità del trigramma inferiore 離 | |
| 動 | dòng | il mettersi in moto: qualità del trigramma superiore 震, la stessa con cui il 序卦 glossa il segno 51 | |
| 尚 | shàng | mettere in alto, tenere in pregio: lo stesso carattere che al nove iniziale chiude 往有尚 | |
| 照 | zhào | illuminare gettando luce su qualcosa: è l'ala a spiegare così il mezzogiorno del giudizio | |
| 昃 | zè | il sole passato il meridiano, che comincia a inclinarsi verso ovest; il grafo ha un uomo che si piega sotto il sole | Schuessler |
| 盈 | yíng | colmo fino all'orlo: è il carattere che dice in un altro modo il nome del segno | |
| 食 | shí | mangiare; della luna vale l'eclissi, per 蝕 «essere roso» | Gao Heng |
| 虛 | xū | vuoto, svuotato: il termine opposto a 盈 nella coppia che regge tutta la frase | |
| 消息 | xiāo xī | scemare e crescere: coppia tecnica del calare e montare delle fasi, non «notizia» come nella lingua moderna | Gao Heng |
| 鬼神 | guǐ shén | i morti e le potenze: coppia che designa i destinatari del culto, non «fantasmi» | Kunst |
Il testo è ambiguo su 食
- 食 come scritto: la luna piena «è mangiata»
- 蝕 «eclissi, erosione», prestito attestato
Scelta: §I: il LIT tiene il verbo scritto, il PUB lo tiene ugualmente — Caso in cui il prestito non cambia la resa: 蝕 è a sua volta derivato da 食, e l'italiano «viene mangiata» dice l'eclissi senza perdere il verbo concreto. Adottare «si eclissa» sarebbe adottare un prestito per eleganza, cosa che §I vieta, e per giunta introdurrebbe un termine astronomico dove il cinese ha un verbo di bocca.
Xugua 序卦
得其所歸者必大,故受之以《豐》。《豐》者,大也。
Chi trova la casa in cui rientrare non può che crescere: per questo dopo viene il Colmo, che è la grandezza.
Chi ottiene il luogo cui tornare per forza diventa grande. Perciò si riceve con 豐. 豐 è la grandezza.
Glossa carattere per carattere
| 歸 | guī | tornare al luogo cui si appartiene; è il carattere che dà il nome al segno precedente, il 54 歸妹, dove vale «andare sposa» | Schuessler |
| 必 | bì | necessariamente, per forza: il trattato dichiara una conseguenza, non una possibilità | |
| 大 | dà | grande: la glossa che il libro dà due volte del nome del segno |
Zagua 雜卦
《豐》,多故也。
Il Colmo: quando tutto è pieno, i casi da sbrigare si moltiplicano.
豐: gli accadimenti sono molti.
Glossa carattere per carattere
| 多 | duō | molti in numero | |
| 故 | gù | il fatto sopravvenuto, l'incidente che richiede di essere trattato; nella lingua Zhou 故 è anche «la ragione» e «ciò che è vecchio» | Schuessler |
Il testo è ambiguo su 故
- gli accadimenti, le grane che sopravvengono
- le cose di prima, il passato accumulato
Scelta: gli accadimenti su entrambi gli strati — Il 雜卦 procede per contrasti brevi, e la voce che segue nel trattato — 親寡,旅也, «pochi gli intimi: il Viandante» — fa coppia con questa. Contro «molti da sbrigare» sta «pochi accanto», ed è l'opposizione che regge il distico. La lettura «molte le cose di prima» non ha nulla contro cui stare. Molti editori uniscono infatti le due clausole in un unico enunciato accoppiato 豐/旅.
Segni collegati
Provenienza del testo
- Fonte cinese:
- fonte/55-feng.json — 易學網 (eee-learning.com/book/eee55), collazione singola dichiarata concordante. Il cinese di questo file è copiato dal campo zh_norm di quella scheda: 卦辭, 大象, i sei 爻辭 e i sei 小象 coincidono carattere per carattere, punteggiatura compresa. 序卦 e 雜卦 da fonte/_sequenze.json (ctext.org).
- Collazionato con:
- fonte/55-feng.json — scheda di acquisizione con campi _norm e registro delle normalizzazioni; fonte/_sequenze.json per 序卦 e 雜卦 (ctext.org); contenuti/51-zhen.json — riscontro interno sulla resa del trigramma 震 e sulla glossa 動; contenuti/30-li.json — riscontro interno sulla resa del trigramma 離, qui preso come lampo e non come fiamma domestica; contenuti/53-jian2.json — precedente metodologico per il carattere scritto senza senso utilizzabile (干), applicato qui a 沬
- Apparato:
- Kunst, The Original Yijing (1985); Shaughnessy, The Origin and Early Development of the Zhou Changes (Brill 2022, OA); Gao Heng, Zhouyi gujing jinzhu; Schuessler, ABC Etymological Dictionary of Old Chinese; Baxter-Sagart 2014
Note di edizione
- §K — RESA CHE GOVERNA LO STRATO, dichiarata prima dell'accettazione. La struttura 豐其X apre quattro 爻辭 su sei (六二, 九三, 九四, 上六) e ricompare in tre 小象: è il nome del segno usato come verbo transitivo con oggetto possessivo. La resa è fissata qui e non si decide riga per riga. LIT: «rende ampio/ampia il suo/la sua X», che tiene 豐 come fattitivo e non aggiunge nulla. PUB: «allarga X», con il complemento esplicitato dove serve («la stuoia che lo ripara», «il telo che lo copre»). Conseguenza accettata: quattro righe del PUB aprono con lo stesso verbo, e la ripetizione è del cinese, non nostra — è anzi il meccanismo del segno, un riparo che cresce a ogni gradino. Conseguenza secondaria da dichiarare: il titolo italiano rende il valore stativo del carattere (la misura colma) mentre le righe lo usano transitivamente, e nessun verbo italiano copre entrambi. La discrepanza è del cinese e non si maschera. ESCALATION AL REVISORE, aperta in rifinitura e non risolvibile qui: §K vuole che una resa di questa portata sia registrata nella tabella di LESSICO-FORMULARE.md, non dichiarata nel file. La regola di controllo di §K parla però di «tutte e sei le linee», e qui le linee sono quattro, quindi il cancello letterale non scatta — è la lettera della regola a essere corta, non il file a essere in regola. Serve una decisione a monte: o si iscrive il 55 in §K, emendando un lessico vincolante con la rilavorazione che il file stesso si dà per il post-Fase 2, o si abbassa la soglia della regola di controllo da sei linee a una maggioranza. Un rifinitore non può fare né l'una né l'altra cosa, e la resa resta dichiarata qui in attesa.
- NOME. 豐 è la coppa rituale 豆 con sopra ciò che vi è ammucchiato: la misura presa a colmo. Il libro glossa il proprio nome con 大 due volte (彖 e 序卦), ma quella è la glossa antica e non il carattere. «Il Colmo» tiene il concreto attraverso il senso italiano vivo di misura — a colmo contro a raso — e per di più tiene ciò che il 彖 aggiunge subito dopo, cioè che dal colmo si scende. Rifiutate le rese correnti perché nominano la quantità invece del carattere e sono le più calcificate del repertorio italiano; sono comunque tutte in noto_anche_come, che è presidio di ricerca e non adozione. Riserva di leggibilità §H valutata ed esplicitamente accettata: «è il colmo» in italiano parlato è esclamazione di esasperazione, ma il senso di misura resta corrente (colmare, colmo del tetto) e l'esclamazione stessa vuol dire «oltre questo non si va». SEGNALAZIONE AL REVISORE, sollevata in rifinitura e lasciata aperta: l'argomento portante di questa difesa — «colmo del tetto» come prova che il senso di misura è vivo — insiste sullo stesso oggetto della catastrofe del segno, perché il 上六 è 豐其屋, il tetto ampliato che porta alla casa vuota e all'unico 凶. In pagina il titolo e la sesta linea si contendono la stessa parola in due sensi opposti, e nessuna nota redazionale scioglie la collisione. La scelta è stata accettata per iscritto e non si rimette in discussione di default; se si decidesse di cambiarla, il titolo governa apertura, chiave_moderna, il 彖 e il 序卦, e la rilavorazione non sarebbe locale. §H, regola delle coppie: 豐 non condivide caratteri con nessun altro nome di segno, quindi la regola non vincola; il legame col 56 旅 è di 綜 e di 雜卦, non di nome.
- §G — REGISTRO DI 見, due occorrenze nuove. 日中見斗 (六二, e identico al 九四) e 日中見沬 (九三): in tutte e tre 見 precede il proprio oggetto, quindi vale jiàn «vedere» e non xiàn «apparire», che vorrebbe il soggetto anteposto (斗見). La decisione ha una conseguenza sul commentario e non è cosmetica: il testo non dice che gli astri si mostrano, dice che qualcuno a mezzogiorno li vede. C'è un osservatore dentro la scena, e il grado di buio è misurato su ciò che quell'osservatore riesce a distinguere — il Mestolo prima, le stelle minute poi.
- 折 A DUE VALORI DENTRO LO STESSO ESAGRAMMA. Il carattere compare nel 大象 in 折獄 «tagliare la causa, sentenziare» e al 九三 in 折其右肱 «spezzare il braccio destro». È il caso modello di 乾 九二 trasposto: la stessa forma con due valori nella stessa unità testuale. Tradurre entrambe le occorrenze con lo stesso verbo italiano produrrebbe o un giudice che rompe le cause o un braccio deciso in tribunale; tenerle separate senza annotarlo nasconderebbe che il segno gioca sul taglio in due sensi, il taglio che decide e il taglio che menoma, ai due estremi della stessa figura. Registrate entrambe nella glossa, con rimando reciproco.
- §I — PRESTITI GRAFICI, quattro casi, trattati uno per uno e non in blocco. (1) 假 nel 卦辭: non è un prestito ma una lettura del carattere, gé = 至, garantita dal parallelo 王假有廟 di 45 e 59; entrambi gli strati dicono «giungere», e la glossa 大 che il 彖 costruisce su 尚大也 è registrata come lettura seconda. (2) 沛 al 九三: prestito per 旆 «drappo issato», attestato dalla tradizione di Zixia; il LIT tiene il carattere scritto con nota fra quadre, il PUB segue il prestito. È il modello 枕/沈 del 29. La regola vale su tutte e due le occorrenze, 爻辭 e 小象: la citazione che il 小象 fa della linea è stata riallineata in rifinitura, perché prima adottava 旆 in silenzio nello strato filologico e non coincideva più con la frase citata dentro lo stesso file. (3) 沬 al 九三: il senso proprio del carattere scritto — schiuma — non è utilizzabile, e si applica il precedente di 干 al 53: entrambi gli strati prendono il senso attestato «barlume, luce debole», l'alternativa come nome di stella resta in ambiguita. (4) 食 nel 彖: 蝕 è attestato, ma la resa italiana non cambia, perché «viene mangiata» dice già l'eclissi tenendo il verbo di bocca del cinese. Adottare «si eclissa» sarebbe adottare un prestito perché suona meglio, che §I vieta.
- 旬 AL 初九 — durata, non equilibrio. La tradizione commentaria legge 旬 per 均 «pari», lettura comoda perché questa linea e il 九四 sono entrambe piene e il testo li fa incontrare come pari. Non si adotta. 旬 nel senso proprio è la decade del calendario Shang e Zhou, ed è precisamente l'unità su cui si divinava (卜旬); la Piccola Immagine lo conferma trattandolo come soglia oltrepassabile, 過旬. §D3 impone di tradurre le durate alla lettera, e §I vieta il prestito scelto per comodità: qui le due regole convergono. Il prestito resta registrato in ambiguita.
- AGENCY — mappa per riga, verificata contro il 大象 e il 彖 di questo segno. Al lettore il testo attribuisce: il lavoro del 大象 (chiudere le cause, applicare le pene), il restare oltre la decade al 初九, la parola mantenuta al 六二, il chiamare a sé al 六五, e in cima sia il tetto sia il nascondersi, perché il 小象 scrive 自藏也 con 自 esplicito. Al di fuori del lettore il testo mette: il colpo che arriva dopo la decade, che è 災 e non 眚 — il commentario della prima riga lo dice «da fuori» come impone §C1; la diffidenza e il livore del 六二, che vengono da altri anche se li si raccoglie; e la frattura del 九三, che porta 无咎, cioè assenza di imputazione. Il commentario del 九三 non addolcisce e non incolpa: l'ala chiude con 終不可用也, e quella frase non ammette un finale positivo.
- AMBIVALENZA — riscritta in rifinitura dopo un rilievo bloccante fondato. La versione precedente di questa nota dichiarava che al 上六 «la lettura, il quando_muove e l'attenzione restano tutti e tre sul vuoto», mentre l'attenzione apriva in realtà una via di scampo («l'unico punto su cui puoi ancora agire è la porta, finché da fuori c'è qualcuno che si affaccia»). Il testo dice il contrario: 闚其戶 è lo sguardo di un estraneo che trova il vuoto, 三歲不覿 dice che per tre anni non ci sono incontri — cioè che proprio quel qualcuno non torna — e il 小象 chiude con 自藏也. L'attenzione è stata rifatta da capo sul conto chiuso e sulla durata dichiarata; la porta non è una risorsa residua. Resta valido il resto della mappa: 无咎 al 九三 è reso secondo lessico e il commentario dice a chiare lettere che «niente da rimproverarti» non è un esito buono, solo l'assenza di un'accusa; e al 六五, dove sia il 爻辭 sia il 小象 sono interamente favorevoli, attenzione è null, perché inventare lì un pericolo per sembrare profondi è il difetto simmetrico.
- STRUTTURA DELLE POSIZIONI, calcolata sulla figura 101100 e non ripresa da commentari. Nessuna delle tre coppie di corrispondenza si comporta come di norma: 1 e 4 sono entrambe piene, 2 e 5 entrambe cedevoli, e solo 3 e 6 si corrispondono per differenza — cioè le due righe che finiscono peggio. Il testo converte l'anomalia in tema: gli incontri delle righe 1 e 4 sono con un proprio simile (配主, 夷主), non con un complemento, e sono gli unici due incontri del segno. Il 九四 è fuori posto e il 小象 lo dice (位不當也); il 六五 è fuori posto ma centrale, ed è la sola riga senza riparo davanti alla luce. 互卦 28 大過, 錯卦 59 渙, 綜卦 56 旅: il rovesciamento sul 56 è il legame che il 雜卦 sfrutta accoppiando molte faccende a pochi intimi.
- PROVENIENZA E FORME GRAFICHE. Il campo zh del 彖 riporta 於 come nel campo tuan della scheda di fonte, non 于 del campo tuan_norm: il cancello di provenienza confronta con il campo non normalizzato, e 於/于 è variante puramente grafica senza effetto sulla traduzione. Le due normalizzazioni registrate dalla scheda riguardano solo quel passo; per 卦辭, 大象, 爻辭 e 小象 i campi zh e zh_norm coincidono e non c'è scelta da fare. Il 雜卦 arriva da fonte/_sequenze.json in caratteri semplificati (《丰》): convertito 丰→豐, altrimenti il nome del segno comparirebbe in due grafie dentro lo stesso file. Uniformate alla forma piena le virgole a mezza larghezza di 序卦 e 雜卦.
- 勿憂 NON È 勿恤. Il lessico fissa 勿恤 in «non affliggerti» / «non stare in pena»; qui il carattere è 憂, l'angustia che preme, e usare la resa di 恤 appiattirebbe due termini che il libro distingue, come fa per 眚 e 災. Fissato 勿憂: LIT «non angustiarti», PUB «non stare in ansia». Nota collegata: 三歲 e non 三年 al 上六 — la durata si traduce alla lettera secondo §D3, e la differenza fra i due caratteri (歲 è l'anno contato sul giro di Giove) resta in glossa senza toccare la resa.
- AVVISO RESIDUO DEL CANCELLO, valutato e non corretto. Il controllo automatico segnala che il 小象 del 六五 non riprende nessun segmento di tre caratteri del proprio 爻辭. È esatto ed è del testo: quell'ala cita la linea per etichetta (六五之吉) invece che per parole, unico caso nell'esagramma, e riprende poi il solo 有慶 lasciando cadere 譽. Non c'è nulla da correggere nel nostro file; la resa italiana rispecchia la citazione per etichetta.
- RIFINITURA — RILIEVI NON ACCOLTI PER INTERO, con la ragione. (1) Il rilievo su cosa_chiede chiedeva di registrare che 六二 e 九三 «sospendono» l'imperativo del 大象. Accolta la sostanza — l'imperativo era esteso a «sbrigare tutte le cose rimaste aperte», mentre 折獄致刑 autorizza un atto circoscritto e di rango — ma non l'inquadramento. 九三 dice 不可大事也, e 大事 nel lessico Zhou è la guerra e il sacrificio, i due affari di stato: è la glossa che questo stesso file dà del composto. Chiudere una causa non è un 大事, quindi il 小象 del 九三 non nega il 大象, delimita un altro ordine di atti. E il 六二 finisce 吉, con il rimedio indicato nella riga stessa: 往得疑疾 mette un prezzo al muoversi, non un divieto. Il testo dice «due condizioni», non «due sospensioni», e così è stato scritto. (2) Per la stessa ragione non è stata toccata declinazioni.decisione: «se rimandi, rimandi a quando ci sarà meno luce» riguarda il decidere, che è precisamente ciò che il 大象 autorizza, e trova appoggio nel 彖 (日中則昃). Il rilievo la citava solo come rilancio dell'imperativo esteso; corretto quello, la frase non porta più nulla di eccedente. (3) Il rilievo sulla particella espressiva al 上六 sosteneva che «una scelta che non si vede nella resa non è una scelta». L'esclamazione è stata portata su entrambi gli strati, ma la premessa è troppo forte: la scelta era già visibile in negativo, perché nessuno dei due strati scriveva il possessivo «la sua casa è deserta», che è la resa dell'altra lettura.
- RIFINITURA — ALTRI INTERVENTI. Riservato «propizio» al solo 九四 in declinazioni.relazioni e in dinamica: il 初九 porta 无咎 e 往有尚, non 吉, e la sua Piccola Immagine aggiunge la soglia 過旬災也. Rimesso 翔 nel PUB del 小象 del 上六 e nei due punti del commentario che ne dipendono: era ridotto a una misura di altezza, e l'uccello librato è l'unica immagine di volo dell'esagramma. Rimessa la parola mantenuta come agente al 六二 (信以發志也, con 發 «far scattare»), col tempo relegato a sfondo. Tenuto l'incontro non cercato al 九四: 吉行也 approva un andare, non lo indirizza verso quella persona. Tolta la successione fra lampo e tuono in immagine_viva, che 皆 esclude. Ripristinati 必 nel PUB del 序卦 e 雖 nel PUB del 初九 e del suo 小象. Dato al PUB del 小象 del 六五 il contenuto concreto di 慶, che il LIT non ha. Reso strumentale 明以動 anche nel PUB del 彖. Rifatta l'apertura di declinazioni.lavoro, che reggeva identica sotto qualunque segno di abbondanza e riproponeva la lettura che dove_sbaglia dichiara sbagliata.
- Controllo di divergenza (passo 7) eseguito sui campi pubblicabili per: perseveranza, uomo superiore, uomo nobile, il nobile, grande uomo, il creativo, il ricettivo, sublime, senza macchia, attraversare la grande acqua, la grande acqua, abbondanza come titolo, pienezza, la luce interiore, il tempo dell'abbondanza. Nessuna occorrenza. Le rese diffuse compaiono solo in noto_anche_come e in motivo_nome, che l'automatismo esclude di proposito.
- FREEZE CORPUS v1.0 — 04/09/2026. Lessico portato a v1.2 (cancello S3 in blocco: NOTE-LESSICO.md). Nessuna patch di testo in questo file. Stato: approvato (le questioni §K/§H che tenevano in_revisione sono ratificate in blocco).
- Versione del lessico formulare: LESSICO-FORMULARE.md v1.2 (04/09/2026).