Esagramma 15 · La Modestia
謙 · Qiān · Il Tenersi Basso
Monte sotto, Terra sopra
Il segno
Un monte dentro la terra: l'altezza c'è tutta, e non sporge. La modestia del segno non è pensare male di sé, è non essere colmi fino all'orlo. Non ti chiede di valere meno: ti chiede di lavorare con la stadera, levare da dove abbonda e mettere dove manca. Quello che pesi e distribuisci sono carichi, e stanno nelle tue mani. Chi è colmo cala da sé: lo scemano il cielo, la terra, gli spiriti e gli uomini, e nella quarta di quelle vie ci sei anche tu, insieme a tutti.
Il monte sta sotto il piano della terra. La cosa più alta si trova più in basso di ciò che la copre, e non perché sia stata erosa: è collocata lì. È questa la modestia del segno, e si guarda prima di capirla. Intorno le stanno altre immagini, tutte manuali. Una stadera che pesa il carico e lo distende alla pari. Un pastore che conduce sé stesso come si conduce il bestiame, con la verga e senza pubblico. Un verso d'uccello che si sente due volte, alla seconda riga e in cima, e le due volte non pesa uguale. Una mano che sventola e sparge. Poi, nelle ultime due righe, delle truppe che escono davvero: contro chi non si piega, e sulle città. Il segno più mite del libro finisce con una colonna in marcia.
Perché questo nome
謙 unisce 言 «la parola» a 兼, che raffigura una mano che stringe insieme due steli di grano: tenere due cose in una presa sola, e quindi non prendersi tutto lo spazio. Lo Shuowen lo glossa 敬也 «aver riguardo», e il valore corrente del carattere, in cinese classico come in cinese moderno, è esattamente modestia, riserbo. «La Modestia» è dunque la parola che il dizionario consegna: una resa ovvia ai sensi di §H, dove la coincidenza con l'edizione italiana diffusa non prova nulla, perché chiunque traduca il carattere ci arriva per la stessa strada. La perifrasi precedente, «Il Tenersi Basso», non nasceva dal carattere ma dal bisogno di non pronunciarlo, e costava al lettore il nome che il segno porta. Resta vera, e passa al commentario invece che al titolo, l'analisi che l'aveva prodotta: il 彖傳 oppone quattro volte 謙 a 盈 «colmo fino all'orlo» e due volte lo appaia a 卑 «che sta in basso», e il 序卦 dice lo stesso in sei caratteri, 有大者不可以盈. La modestia di questo segno è quindi una posizione — non essere colmi — e non una dolcezza di carattere; il titolo nomina il carattere, e a dire che cosa il segno ne fa provvedono apertura e dove_sbaglia. «L'Umiltà» stringe il senso verso la sottomissione e «La Deferenza» verso il rango altrui, tutte e due più di quanto faccia il cinese; «Il Riserbo» tiene il silenzio e perde la misura, che qui è il perno — la stadera del 大象. Restano in noto_anche_come come presidio SEO. «Il Tenersi Basso» scende in titolo_alt e non a null, perché è la resa che il LIT tiene su tutte e ventidue le occorrenze del carattere in questo file. Sulla regola delle coppie di §H: 謙 non compare nel nome di nessun altro esagramma, e il legame col 16 豫 è di rovesciamento, non grafico — il 雜卦 li tiene insieme in una frase sola, ma con due parole diverse.
Noto anche come: L'Umiltà, La Deferenza, Il Riserbo, Modesty, Humility.
Come si legge
Sotto il monte, sopra la terra. La linea piena è una sola e sta al terzo posto, dentro il monte e sotto tutto ciò che cede. È il punto in cui il testo nomina la fatica, e l'unico in cui la frase del giudizio torna parola per parola. La forza, in questa figura, non è in cima: in cima c'è una riga cedevole a cui il trattato dice che l'intento non è ancora arrivato, e al quinto posto un'altra che non ha ricchezza e decide lo stesso. Nessuna delle sei porta un prognostico avverso — niente rischio, niente rammarico, niente strettezza — e nel libro capita di rado. La figura non ha punti di rottura perché non ha nulla che sporga.
Il responso
Giudizio 卦辭
謙,亨,君子有終。
La modestia: la via è aperta. Chi vale arriva fino in fondo.
Il tenersi basso. L'offerta passa. Il signore ha una fine.
Glossa carattere per carattere
| 謙 | qiān | modestia, riserbo; alla lettera tenersi sotto il livello. 言 «parola» sopra 兼, la mano che stringe due steli insieme. Nel 彖 di questo segno è il contrario esatto di 盈 «colmo fino all'orlo» | Schuessler |
| 亨 | hēng | presentare l'offerta ed essere accolti; stesso grafo arcaico 亯 di 享 e 烹 | Shaughnessy 2022 |
| 君子 | jūnzǐ | il membro della casa nobiliare, chi ha rango nella Cina Zhou occidentale | Kunst |
| 終 | zhōng | il capo del filo, il punto in cui una cosa finisce; 有終 «avere una fine» dice che il corso arriva al proprio termine invece di rompersi a metà | Schuessler |
Il testo è ambiguo su 亨
- penetrare, riuscire (lettura ricevuta)
- 享 offerta accolta (lettura filologica)
Scelta: offerta accolta nel LIT, «la via è aperta» nel PUB — Il salto LIT→PUB va annotato a ogni occorrenza (§A del lessico): è una scelta espressiva motivata, non una resa ovvia. Qui 亨 sta da solo fra il nome del segno e la clausola sul 君子, senza 元 e senza 利貞 — il giudizio più corto possibile.
Il testo è ambiguo su 君子
- il membro della casa nobiliare (senso Zhou, sociale)
- la persona compiuta (senso confuciano, etico)
Scelta: doppio binario: LIT sociale, PUB ricevuto — Il senso etico entra col Lunyu, da quattro a sei secoli dopo. Qui il doppio binario pesa più del solito: la lettura etica di 君子 dentro un segno che si chiama 謙 produce da sola l'equazione «uomo virtuoso = uomo modesto», che è il luogo comune da cui questo esagramma va tenuto lontano.
Il testo è ambiguo su 有終
- «ha una fine», il corso arriva al proprio termine
- «ha una buona fine», il termine è favorevole
Scelta: la prima su entrambi gli strati — Il 彖 chiude con 君子之終也 e non aggiunge alcun qualificatore; il 九三 ripete la formula seguita da 吉, e se 有終 significasse già «finisce bene» quel 吉 sarebbe ridondante. Il testo promette un termine raggiunto, non un esito lieto: la differenza regge tutto il commentario della terza riga.
Grande Immagine 大象
地中有山,謙,君子以裒多益寡,稱物平施。
Sotto il piano della terra c'è una montagna: la modestia. Chi vale, guardandola, leva da dove abbonda e mette dove manca; pesa quello che ha e lo distribuisce alla pari.
Dentro la terra c'è un monte: il tenersi basso. Il signore, da questo, toglie dove è molto e aggiunge dove è poco; pesa le cose e distribuisce in piano.
Glossa carattere per carattere
| 中 | zhōng | dentro, nel mezzo di; qui non «in centro» ma «sotto il livello di» | |
| 裒 | póu | raccogliere in mucchio; per prestito con 掊 anche «sottrarre, portare via». Il parallelo con 益 impone qui il secondo valore | Gao Heng |
| 寡 | guǎ | poco, scarso di numero; il grafo è una sola testa sotto un tetto | Schuessler |
| 稱 | chēng | pesare con la stadera, e da lì «corrispondere al peso di»; il grafo porta la mano che solleva il carico | Schuessler |
| 施 | shī | distendere, distribuire, far arrivare a più punti; non «donare» | Kunst |
Il testo è ambiguo su 裒
- 聚 «raccogliere, ammassare»
- 掊/減 «sottrarre, ridurre»
Scelta: «sottrarre» su entrambi gli strati — 裒多益寡 è una coppia parallela: 益寡 aggiunge a ciò che è poco, quindi il primo membro deve togliere a ciò che è molto. Con «raccogliere» la frase direbbe che si ammassa il molto e si accresce il poco, cioè due volte la stessa direzione, e la stadera del secondo emistichio non avrebbe nulla da livellare.
Cosa chiede
Di usare la bilancia prima di usare te stesso. La Grande Immagine ti mette in mano quattro verbi e sono tutti tuoi: levare da dove è troppo, aggiungere dove è poco, pesare, distribuire alla pari. La modestia che chiede non è pensare poco di te — per livellare un carico bisogna prima averlo in mano e saperlo pesare. Ma quello che livelli sono carichi, cose che stanno su una stadera. Far scendere chi sta troppo in alto è un altro piano, e il testo non te lo assegna: lo attribuisce a quattro vie che agiscono insieme, il cielo, la terra, gli spiriti e gli uomini. L'ultima ti comprende — anche tu detesti il colmo e ami chi è modesto — e ti comprende come uno dei tanti, non come chi esegue.
Dove si sbaglia. «Modestia» fa pensare a una qualità mite del carattere, un po' rinunciataria, e il testo non la usa così in nessuna riga. Il monte non è stato abbassato: sta sotto la terra e resta un monte. La riga che regge il segno è quella della fatica, e la gente, tutta quanta, obbedisce a chi ha portato quella fatica. Le ultime due mandano fuori le forze. Chi esce di qui deciso a occupare meno spazio ha scambiato la modestia con la piccolezza: qui non si è modesti perché si vale poco, si è modesti perché non si è colmi.
Nelle diverse aree
- Lavoro
- Hai portato il carico e nessuno l'ha nominato. La terza riga è l'unica piena del segno e l'unica in cui compare la fatica: quello che promette non è un riconoscimento, è che la gente si mette dietro a chi ha faticato. Se non si mette dietro nessuno, chiediti se il carico si è visto.
- Relazioni
- Un legame che non si compra: al quinto posto non c'è ricchezza e i vicini restano lì. Chiediti cosa stai mettendo sulla bilancia al posto delle risorse.
- Decisione
- Pesa, poi distribuisci. La Grande Immagine mette il verbo del pesare prima di quello del distribuire, ed è l'ordine giusto anche adesso: una decisione presa senza aver pesato è già una distribuzione sbilanciata.
- Interiorità
- Non è un lavoro di riduzione. Essere modesti, qui, è sapere con precisione quanto pesi e non riempirti fino all'orlo. Il monte sotto la terra non ha perso un metro.
Questo segno è uscito nella tua interrogazione?
La pagina spiega il segno in sé. Il consulto parte dal tuo quesito e dalle linee che il tiro ha mosso.
Interroga l'oracoloLe sei linee
Dal basso verso l'alto. Una linea si legge solo quando il tiro la indica mutevole.
prima linea初六
Testo
謙謙君子,用涉大川,吉。
Chi vale è modesto, e modesto ancora: con questo passa il fiume grande. È propizio.
lettura filologicaIl signore che si tiene basso e ancora basso: con questo guada il gran corso d'acqua. Fausto.
Glossa carattere per carattere
謙謙 qiān qiān raddoppiamento intensivo del nome del segno, come 乾乾 nel primo: essere in stato di 謙, tenersi basso e poi ancora più basso Gao Heng 用 yòng impiegare, servirsi di; qui strumentale, «con questo, per mezzo di questo» — non la particella 利 che apre la formula corrente Kunst 涉 shè passare a guado, con i piedi sul fondo; il grafo è due piedi ai lati dell'acqua. Non si naviga Schuessler Il testo è ambiguo su 用
- 用 strumentale: «con questo si guada»
- 用 come equivalente di 利, cioè la formula corrente 利涉大川
Scelta: lo strumentale su entrambi gli strati — Il testo scrive 用 e non 利, e la differenza non è ornamentale: 利涉大川 è un prognostico («giova guadare»), 用涉大川 è un mezzo («ci si guada con questo»). Appiattire il primo sul secondo significherebbe citare una formula del lessico dove il testo non la porta, e togliere alla riga l'unica cosa che dice — che il tenersi bassi è l'attrezzatura del passaggio, non la sua alternativa prudente.
Piccola Immagine 小象
謙謙君子,卑以自牧也。
Modesto e ancora più modesto: è stando in basso che conduce sé stesso, come si conduce il bestiame.
lettura filologica«Il signore che si tiene basso e ancora basso»: stando in basso si pascola da sé.
Glossa carattere per carattere
卑 bēi che sta in posizione bassa; nel 彖 dello stesso segno qualifica la via della terra, 地道卑而上行 牧 mù pascolare, condurre al pascolo; il grafo è una mano con la verga accanto al bove. 自牧 è governarsi come si governa una mandria: con la verga, non con la corda Schuessler Il carattere del segno è scritto due volte: modesto, e modesto ancora. È il gradino di partenza, e il testo non lo tratta come una mancanza ma come l'attrezzatura di un passaggio — con questo si guada il fiume grande. Non «malgrado questo»: con questo. La Piccola Immagine aggancia la cosa al posto e non alla virtù, e ci mette il verbo del pastore: è stando in basso che si conduce sé stessi, come si porta il bestiame, con la verga e senza strattoni.
Quando muove. Il movimento qui è una partenza, e chiede di partire da più in basso di dove ti sembra giusto. Il carattere è raddoppiato apposta: la tentazione è fermarsi al primo gradino, quello che sembra già abbastanza modesto. Chi guada tiene i piedi sul fondo, e il fondo sta sotto: la modestia non è la condizione con cui si passa, è il mezzo.
seconda linea六二
Testo
鳴謙,貞吉。
La modestia, e la cosa si sente. Tieni la posizione: è propizio.
lettura filologicaIl tenersi basso che risuona. Presagio saldo: fausto.
Glossa carattere per carattere
鳴 míng il verso dell'uccello; il grafo unisce 口 la bocca e 鳥 l'uccello. Per estensione il suono che si propaga da sé — la campana, il tamburo — mai un annuncio dato da qualcuno Schuessler 貞 zhēn divinare, sottoporre a presagio; 貞人 è il divinatore di professione nelle iscrizioni Shang Kunst Il testo è ambiguo su 鳴
- il verso che si propaga da sé, la fama che si sente
- annunciare, proclamare il proprio 謙
Scelta: il verso che si propaga, su entrambi gli strati — 鳴 non ha soggetto agente nel Zhouyi: è il suono che l'animale fa, non il messaggio che qualcuno spedisce. La seconda lettura produrrebbe qui una contraddizione — proclamare di tenersi bassi — che il testo non chiede e che il 小象 smentisce, attribuendo la cosa a 中心, al centro del cuore, cioè a un luogo interno e non a una dichiarazione.
Il testo è ambiguo su 貞
- rettitudine, costanza (neoconfuciana)
- presagio saldo, divinare (oracolare)
Scelta: LIT oracolare, PUB il ramo positivo di §C2 — 貞 porta qui un prognostico esplicito, 吉, che ne fissa la polarità: si applica la resa fissata per 貞吉 e non la regola di §C3, che vale solo per il 貞 nudo.
Piccola Immagine 小象
鳴謙貞吉,中心得也。
La modestia e la cosa si sente, tieni la posizione: viene dal centro del cuore.
lettura filologica«Il tenersi basso che risuona, presagio saldo, fausto»: lo si ottiene nel mezzo del cuore.
Glossa carattere per carattere
中心 zhōng xīn dentro il cuore; espressione fissa per ciò che si ha senza doverlo dichiarare. Il 中 richiama anche la posizione della riga, seconda e centrale nel trigramma di sotto 得 dé ottenere, avere in mano; il grafo è una mano che afferra una conchiglia Schuessler Qui la modestia fa rumore. 鳴 è il verso dell'uccello: una cosa che si sente da lontano e che nessuno ha diffuso. Non è vantarsi di essere discreti, è che la cosa si nota da sé. La Piccola Immagine dice da dove viene — dal centro del cuore — e usa la stessa parola, 中, che nomina la posizione della riga: seconda, al centro del monte. Il suono e il posto coincidono.
Quando muove. Il movimento è un riconoscimento che arriva senza che tu l'abbia cercato. La riga chiede di non correggerlo in nessuna delle due direzioni: né smentirlo per figura, né incassarlo come un risultato ottenuto. È l'unica riga del segno che dice di tenere la posizione.
terza linea九三
Testo
勞謙,君子有終,吉。
Fatica, e resta modesto. Chi vale arriva fino in fondo. È propizio.
lettura filologicaTenersi basso nella fatica. Il signore ha una fine. Fausto.
Glossa carattere per carattere
勞 láo faticare; il grafo arcaico porta il fuoco sopra 力 «la forza», il lavoro tirato avanti a lume acceso. In 功勞 è la fatica che lascia un merito riconosciuto Schuessler 有終 yǒu zhōng avere una fine: la stessa clausola del giudizio, ripetuta qui parola per parola sull'unica riga piena Piccola Immagine 小象
勞謙君子,萬民服也。
Chi vale fatica e resta modesto: la gente, tutta quanta, gli obbedisce.
lettura filologica«Il signore che si tiene basso nella fatica»: le diecimila genti si assoggettano.
Glossa carattere per carattere
萬民 wàn mín le diecimila genti, cioè la popolazione intera; 民 nello strato Zhou è il governato, non il cittadino Kunst 服 fú sottostare, prestare servizio; l'immagine di partenza è il tiro aggiogato al carro. Torna negato al 六五, 征不服也 Schuessler L'unica linea piena, e l'unico punto in cui compare la fatica. 勞 è il lavoro che lascia un merito: qualcosa è stato fatto, e si sa. La modestia non sta al posto del merito, gli sta accanto: si fatica, e si resta modesti. Qui il testo ripete parola per parola la frase del giudizio, chi vale arriva fino in fondo, e la Piccola Immagine ne dà l'effetto senza passare dalla virtù: la gente, tutta quanta, gli obbedisce. Non perché si sia tirato indietro: perché il carico l'ha tenuto lui, e si è visto.
Quando muove. È il perno del segno. La riga si muove quando il lavoro è stato fatto e resta aperta la questione di cosa farne. Qui il credito non si chiede: arriva a chi ha tenuto il carico e non l'ha scaricato. Ed è l'unica riga in cui il testo promette una fine raggiunta, non un premio.
Attenzione. 有終 promette che il corso arriva al proprio termine, non che l'esito sia buono. Il rischio della riga non è di restare senza credito: è di fermarsi a due terzi, dove la fatica ha già prodotto abbastanza da sembrare finita.
quarta linea六四
Testo
无不利,撝謙。
Nulla è sfavorevole: quella modestia si allarga intorno, con un gesto della mano.
lettura filologicaNulla che non giovi. Si spiega con la mano il tenersi basso.
Glossa carattere per carattere
撝 huī agitare la mano, fare un gesto ampio; variante di 揮 «sventolare, spargere con un colpo di braccio». La tradizione esegetica lo glossa 發揮, distendere e far arrivare lontano Gao Heng 无不利 wú bù lì nulla che non giovi; doppia negazione oracolare, più ampia di 吉 e meno enfatica Kunst Il testo è ambiguo su 撝
- 揮 «sventolare, spargere con la mano»
- 為 «fare, praticare», cioè semplicemente «praticare il 謙»
Scelta: il gesto della mano su entrambi gli strati — 撝 porta il radicale della mano e la seconda lettura lo svuota, riducendo la riga a una raccomandazione generica proprio nel punto in cui il segno smette di descrivere una posizione e comincia a descrivere un movimento verso l'esterno. Il 小象 conferma la direzione mettendo un limite — 不違則, non si esce dalla norma — che ha senso su un gesto che si allarga, non su un'adesione interiore.
Il testo è ambiguo su 无不利,撝謙
- due clausole: il prognostico, poi il fatto
- una clausola sola: «nulla che non giovi nello spargere il 謙»
Scelta: due clausole, con il prognostico anteposto — Questione di segmentazione, e la punteggiatura è nostra (§J). Il 小象 cita i due blocchi separati da virgola e ne aggiunge un terzo, 不違則也: legge cioè 无不利 e 撝謙 come due cose, non come una reggenza. Si adotta quella lettura, e si registra che l'ordine — verdetto prima, fatto dopo — è invertito rispetto a tutte le altre righe del segno.
Piccola Immagine 小象
无不利,撝謙,不違則也。
Nulla è sfavorevole e il gesto si allarga: quel braccio resta dentro la regola.
lettura filologica«Nulla che non giovi, si spiega con la mano il tenersi basso»: non si va contro la norma.
Glossa carattere per carattere
違 wéi andare in direzione contraria, scostarsi; il grafo porta il piede che gira attorno a un recinto Schuessler 則 zé la norma, il modello; il grafo unisce il tripode e il coltello, la regola incisa sul bronzo perché resti Schuessler L'unica riga in cui il verdetto precede il fatto: prima nulla è sfavorevole, poi si dice che cosa succede. 撝 è la mano che si agita e sparge — la modestia non resta addosso a chi la pratica, viene sparsa attorno. La Piccola Immagine mette subito un bordo: il braccio resta dentro la regola. È una riga di gesti e non di parole, e sta fra chi ha fatto il lavoro, sotto, e chi decide, sopra.
Quando muove. Il movimento qui è una mediazione. Stai fra una forza che ha prodotto e un'autorità che dispone, e il tuo compito è far circolare invece di trattenere. La riga chiede un gesto ampio e ripetuto, del tipo che alla fine nessuno attribuisce a nessuno.
Attenzione. Il gesto largo ha un limite ed è la norma. Spargere oltre quel limite non è generosità: toglie a chi ha fatto il lavoro il posto che gli spetta.
quinta linea六五
Testo
不富以其鄰,利用侵伐,无不利。
Non ha ricchezza, e i vicini stanno con lui. È il momento di attaccare. Nulla è sfavorevole.
lettura filologicaNon è ricco, e [va] con i suoi vicini. Giova impiegare [le forze] nella scorreria. Nulla che non giovi.
Glossa carattere per carattere
富 fù essere provvisto, avere scorte in casa; il grafo unisce il tetto e il vaso colmo 以 yǐ qui preposizionale, «insieme a, in compagnia di» — non strumentale Gao Heng 鄰 lín il vicinato; nell'ordinamento Zhou è anche l'unità amministrativa minima, le case confinanti Kunst 侵 qīn entrare nel territorio altrui a poco a poco, la scorreria senza tamburi; distinta da 伐, l'attacco dichiarato Kunst 伐 fá colpire con l'ascia, abbattere; il grafo è l'arma contro l'uomo. In coppia con 侵 forma il termine tecnico dell'azione armata Schuessler Il testo è ambiguo su 以
- «insieme a»: non è ricco e i vicini stanno con lui ugualmente
- «per mezzo di»: non si arricchisce a spese dei vicini
Scelta: «insieme a», su entrambi gli strati — Stessa clausola del 11 泰 六四, dove la scelta è già stata presa nello stesso senso e va tenuta allineata su tutto il corpus. Qui la conferma viene dal seguito: se i vicini non fossero con lui, la riga non potrebbe passare senza raccordi a un'azione armata. La seconda lettura produce una massima morale al posto di una constatazione di forze disponibili.
Piccola Immagine 小象
利用侵伐,征不服也。
È il momento di attaccare: le forze escono contro chi ha rifiutato di piegarsi.
lettura filologica«Giova impiegare [le forze] nella scorreria»: si muove in spedizione contro chi non si assoggetta.
Glossa carattere per carattere
征 zhēng la spedizione militare, la marcia contro qualcuno; non il generico andare avanti Kunst 不服 bù fú chi non si assoggetta; la negazione esatta del 萬民服 del 九三, che sta due righe più in basso Il quinto è il posto del comando, e chi lo occupa non ha ricchezza. I vicini restano lo stesso: è la stessa clausola del segno 11, dove il seguito arriva senza essere stato comprato. Poi la riga cambia registro senza preavviso e manda fuori le forze. La Piccola Immagine dice contro chi: contro chi non si piega, esattamente l'opposto della gente che obbediva due righe più in basso. Essere modesti non toglie l'uso della forza: toglie alla forza il pretesto, e le lascia il bersaglio.
Quando muove. Il movimento è una decisione che tocca a chi non ha di che convincere. La riga vale quando l'autorità c'è e le risorse no, e la cosa da fare non è comprare consenso: è agire nel punto preciso in cui il consenso manca, e solo lì.
Attenzione. Il bersaglio è ristretto: chi non si piega, non chi non applaude. Allargarlo di un passo trasforma una spedizione mirata in una rappresaglia.
sesta linea上六
Testo
鳴謙,利用行師,征邑國。
La modestia, e la cosa si sente. È il momento di mettere in campo le forze e di portare l'impresa sulle città e sui domini.
lettura filologicaIl tenersi basso che risuona. Giova far muovere la truppa: [in] spedizione contro città e domini.
Glossa carattere per carattere
師 shī l'unità militare, la truppa in ordine di marcia; è il nome dell'esagramma 7 Kunst 邑 yì l'abitato cinto di mura; il grafo unisce il recinto e una figura inginocchiata dentro Schuessler 國 guó il territorio presidiato: recinto più arma. Nello strato Zhou è il dominio con la sua capitale, non lo Stato moderno Schuessler Il testo è ambiguo su 邑國
- le città e i domini altrui, bersaglio esterno della spedizione
- le proprie città e il proprio dominio, cioè una campagna rivolta all'interno
Scelta: il testo si traduce senza specificare di chi siano; le due letture restano dichiarate — Il cinese non porta possessivo, e la scelta cambia il senso dell'ultima riga del segno: conquista fuori, oppure messa in ordine dentro. Il 小象 non scioglie il nodo, ma lo inclina: premette 志未得也, l'intento non ancora ottenuto, e sostituisce 利用 con 可用, «si può» invece di «giova». Una campagna verso l'esterno concessa a chi non ha ancora ottenuto ciò che voleva sarebbe una fuga in avanti. Il commentario della riga tiene aperte entrambe le uscite come le tiene la traduzione, e dichiara perché pende verso l'interno: non risolve al posto del lettore un nodo che l'apparato lascia intero.
Piccola Immagine 小象
鳴謙,志未得也。可用行師,征邑國也。
La modestia e la cosa si sente: quello che si voleva non è ancora arrivato. Si possono mettere in campo le forze e portare l'impresa sulle città e sui domini.
lettura filologica«Il tenersi basso che risuona»: l'intento non è ancora ottenuto. Si può far muovere la truppa: [in] spedizione contro città e domini.
Glossa carattere per carattere
志 zhì dove il cuore è diretto: il grafo unisce 之 «andare verso» e 心. È l'intento in cammino, non il desiderio Schuessler 未 wèi non ancora; il negativo dell'anteriorità, non una negazione secca Baxter-Sagart 2014 可 kě si può, è ammesso; qui al posto del 利 «giova» del 爻辭 — permesso invece di vantaggio Torna il verso d'uccello della seconda riga, identico nei caratteri, e stavolta il trattato lo commenta al rovescio: l'intento non è ancora arrivato. Stessa frase, altra altezza, altro peso. Da qui le forze si muovono sulle città e sui domini, e il cinese non dice di chi siano: fuori o dentro, il testo lascia aperte tutte e due. Il trattato però abbassa «giova» a «si può» e premette l'intento mancato, e una campagna soltanto concessa a chi non ha ancora ottenuto pesa più sul proprio territorio che su quello altrui.
Quando muove. Il movimento in cima segnala che quello che volevi non è arrivato. Restano due uscite e il testo non le separa: portare le forze fuori, oppure dentro, sul territorio che già governi e non hai ancora governato bene. Il «si può» del trattato non vieta la prima, ma pende sulla seconda. È l'ultima posizione, e non chiude niente.
Attenzione. Farsi sentire dall'alto assomiglia a farsi sentire dal basso e non è la stessa cosa. Il testo ripete la frase apposta, a quattro gradini di distanza, per mostrare dove cambia segno.
I commentari antichi
Tuanzhuan 彖傳
謙亨,天道下濟而光明,地道卑而上行;天道虧盈而益謙,地道變盈而流謙;鬼神害盈而福謙,人道惡盈而好謙。謙尊而光,卑而不可踰,君子之終也。
La modestia, e la via è aperta. Il cielo scende, porta le cose oltre, e proprio per questo fa luce; la terra sta in basso, e da lì sale. Il cielo consuma ciò che è colmo e accresce chi è modesto; la terra sconvolge ciò che è colmo e lo fa scorrere verso chi è modesto; gli spiriti colpiscono ciò che è colmo e proteggono chi è modesto; gli uomini detestano ciò che è colmo e amano chi è modesto. Chi è modesto è tenuto in onore, e da lì illumina; sta in basso, e nessuno gli passa sopra. È così che chi vale arriva fino in fondo.
«Il tenersi basso, l'offerta passa». La via del cielo scende e porta al di là, e nello scendere illumina; la via della terra sta in basso e sale. La via del cielo scema ciò che è colmo e accresce ciò che sta basso; la via della terra scompiglia ciò che è colmo e lo fa scorrere verso ciò che sta basso; gli spiriti e i defunti danneggiano ciò che è colmo e portano bene a ciò che sta basso; la via degli uomini detesta ciò che è colmo e ama ciò che sta basso. Il tenersi basso è onorato e per questo fa luce; sta in basso, e non lo si può scavalcare. È qui la fine del signore.
Glossa carattere per carattere
| 濟 | jì | portare al di là, far passare l'acqua a qualcuno; è il carattere dei nomi 63 e 64, dove vale il guado. Qui è verbo, e il soccorso è il senso derivato del traghettare | Schuessler |
| 虧 | kuī | calare, venire meno; si dice della luna che scema | |
| 盈 | yíng | colmo fino all'orlo; l'immagine è il recipiente pieno, non l'orgoglio | |
| 流 | liú | scorrere; l'acqua che lascia il colmo e va al punto più basso | |
| 鬼神 | guǐ shén | i morti e le potenze: nella religione Zhou sono agenti che intervengono, non simboli | Kunst |
| 踰 | yú | scavalcare, passare oltre saltando; il piede che supera un muro | Schuessler |
Il testo è ambiguo su 亨
- penetrare, riuscire (lettura ricevuta)
- 享 offerta accolta (lettura filologica)
Scelta: offerta accolta nel LIT, «la via è aperta» nel PUB — identica al giudizio — §A vuole il salto LIT→PUB annotato a ogni occorrenza del LIT, e il 彖 ne porta una: apre ricitando il 卦辭 in due caratteri, 謙亨. La resa si tiene parola per parola quella del giudizio, perché qui il trattato cita e non riformula; l'annotazione si ripete lo stesso, perché la regola è per occorrenza e non per esagramma.
Il testo è ambiguo su 光明
- coppia di aggettivi: «luminoso e chiaro»
- verbo più oggetto: «fa luce, illumina»
Scelta: il valore verbale su entrambi gli strati: «illumina» nel LIT, «fa luce» nel PUB — La frase parallela ha 上行 «sale», cioè un predicato di movimento: leggere 光明 come stato romperebbe la simmetria. La resa verbale tiene anche il legame con 謙尊而光 in chiusura, dove 光 è ciò che accade a chi sta basso e non una sua qualità: i due strati chiudono con lo stesso valore e i verbi scambiati, «fa luce» nel LIT e «illumina» nel PUB.
Xugua 序卦
有大者不可以盈,故受之以《謙》。
A chi possiede molto non è concesso arrivare all'orlo: per questo il posto che segue nella sequenza è della Modestia.
Chi ha molto non può essere colmo: per questo lo si riceve con la Modestia.
Glossa carattere per carattere
| 大 | dà | molto, grande quantità; rimanda al nome dell'esagramma 14 大有, che precede questo nella sequenza | |
| 盈 | yíng | colmo fino all'orlo: il trattato usa la stessa parola su cui il 彖 costruisce l'intero segno |
Zagua 雜卦
《謙》輕而《豫》怠也。
La Modestia pesa poco; il segno che la rovescia si lascia andare.
La Modestia è leggera, e 豫 è indolente.
Glossa carattere per carattere
| 輕 | qīng | di poco peso; il grafo porta il carro. Detto di una persona è chi non grava, e in altri contesti chi non conta | Schuessler |
| 怠 | dài | allentarsi, non tenere la presa; il cuore che si stanca |
Il testo è ambiguo su 輕
- «leggero»: chi è modesto non grava su nessuno
- «tenuto in poco conto»: chi è modesto viene sottovalutato
Scelta: «leggero» nel LIT, «pesa poco» nel PUB, con la seconda lettura dichiarata qui — Il 雜卦 accoppia i segni per contrasto secco e non argomenta: 輕 contro 怠 mette a confronto chi non grava e chi si lascia andare. La seconda lettura è grammaticale e produce un giudizio negativo sul segno, che il 彖 dello stesso esagramma smentisce con 謙尊而光 «è onorato, e per questo fa luce». Si adotta la prima e si registra l'altra.
Segni collegati
Provenienza del testo
- Fonte cinese:
- 易學網 (https://www.eee-learning.com/book/eee15). Il testo è confrontato carattere per carattere con la fonte.
- Collazionato con:
- 易學網 (eee-learning.com); fonte/_sequenze.json — 序卦傳, 雜卦傳
- Apparato:
- Kunst, The Original Yijing (1985); Shaughnessy, The Origin and Early Development of the Zhou Changes (Brill 2022, OA); Gao Heng, Zhouyi gujing jinzhu; Schuessler, ABC Etymological Dictionary of Old Chinese; Baxter-Sagart 2014