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La Tenuta nel Tempo: linea 1 yin, linea 2 yang, linea 3 yang, linea 4 yang, linea 5 yin, linea 6 yin, dal basso verso l'alto.

Esagramma 32

La Tenuta nel Tempo

· Héng · La Tenuta

Vento sotto, Tuono sopra

Il segno

La figura è fatta con le due cose più rapide del cielo, tuono e vento, e il libro cerca lì ciò che regge mentre il tempo passa. Il giudizio apre la via e nella stessa riga dice che conviene muoversi; la Grande Immagine dice di piantare i piedi e non cambiare quadrante. Il testo non concilia le due cose. Il commento antico mette la parte che pesa in mano a chi legge: durare a lungo sulla propria via è cosa che si fa, non che capita.

Tuono e vento. Nessuno dei due dura: il tuono è un attimo, il vento gira in un'ora. Eppure tornano, e il tornare è tutto ciò che qui si chiama reggere nel tempo. Il carattere dice la stessa cosa: nella forma antica c'è qualcosa stretto fra due linee, e la lettura più diffusa vi riconosce la luna, la fase che cresce, cala e si ritrova ogni volta alla stessa misura. Poi il segno mostra quattro modi di non reggere. Uno scava per avere subito il fondo. Uno non tiene la propria forza, e non trova più un posto che lo tenga. Uno batte un campo che non è il suo e torna a mani vuote. L'ultimo, dalla cima, scuote proprio la cosa che avrebbe dovuto reggerlo. Restano due righe: una regge senza sforzo, e una divide l'esito fra due compiti.

Perché questo nome

恆 vale «mantenersi alla stessa misura», e il 彖 come il 雜卦 lo sciolgono con due caratteri soli, 久也 «durare a lungo»; la forma antica del grafo, 亙, mostra qualcosa racchiuso fra due linee, e la lettura più diffusa vi riconosce la luna, la fase che cresce, cala e ritrova ogni volta lo stesso punto. Il nome deve perciò dire due cose insieme: il reggere, e il tempo lungo attraverso cui si regge. «La Durata» tiene solo la seconda e la riduce a quantità — misura quanto una cosa è durata, non se ha portato carico. «La Costanza» sposta il segno su una virtù di chi legge, e 恆 non giudica nessuno: la sua glossa è 久, non 正. «La Tenuta» dice il carico, ma in italiano corrente si porta dietro la proprietà agricola, la chiusura stagna e l'aderenza su strada, e da sola, in testa a una pagina, non arriva. «La Tenuta nel Tempo» taglia quei tre valori e aggiunge alla parola esattamente ciò che la glossa aggiunge al carattere, senza moralizzare e senza contare anni: nomina ciò che il segno mette alla prova sei volte, se una cosa regge mentre il tempo passa. Conserva anche il lato attivo del carattere, che qui è tre volte transitivo (不恆其德, 恆其德, 振恆): 恆 è un atto compiuto su qualcosa che si ha, non uno stato in cui si sta. La regola delle coppie non morde: 恆 non compare nel nome di nessun altro segno, e il 31 咸, che con questo fa coppia per rovesciamento, non ne condivide il carattere.

Noto anche come: La Durata, La Costanza, La Perseveranza, La Continuità, L'Immutabilità, Duration, Constancy, The Enduring.

Come si legge

Vento: linea 1 yin, linea 2 yang, linea 3 yang, dal basso verso l'alto.Trigramma inferioreVento ·
Tuono: linea 1 yang, linea 2 yin, linea 3 yin, dal basso verso l'alto.Trigramma superioreTuono ·

Il vento sta sotto, il tuono sopra: il duro è salito in alto e il cedevole è sceso in basso, e ogni riga ha di fronte la sua, tutte e sei accoppiate. Nessuna resta sola, e proprio per questo la figura non ha punti di rottura evidenti: quello che le manca è la quiete. Sotto si insinua, sopra si scuote. Il secondo posto è l'unico che il testo lascia in pace, con una riga sola e nessuna immagine: sta nel mezzo del trigramma basso e il commento dice che riesce a starci a lungo. Il terzo e il quarto sono fuori misura, e portano infatti le due righe dell'esclusione — nessun posto che ti contenga, nessuna preda. Il sesto è in cima e agita: la posizione più alta è quella con meno presa.

Il responso

Giudizio 卦辭

恆,亨,无咎,利貞,利有攸往。

La Tenuta nel Tempo. La via è aperta, e non c'è niente da rimproverarti. Conviene tenere fermo. Conviene muoversi.

lettura filologica

Il durare: l'offerta passa, nessun addebito. Giova divinare. Giova avere dove andare.

Glossa carattere per carattere
héngdurare mantenendosi alla stessa misura; forma antica 亙, qualcosa racchiuso fra due linee — per la lettura corrente la luna nella sua fase, che torna sempre al punto da cui è partita. Vale sia come stato sia come atto transitivo su un oggettoSchuessler
hēngpresentare l'offerta ed essere accolti; stesso grafo arcaico 亯 di 享 e 烹Shaughnessy 2022
jiùla colpa e insieme la sventura che ne segue: nel lessico oracolare è l'addebito che il presagio non muoveKunst
zhēndivinare, sottoporre a presagio; 貞人 è il divinatore di professione nelle iscrizioni ShangKunst
yōuparticella relativa: «ciò verso cui», qui il luogo dell'andareBaxter-Sagart 2014
wǎngmuoversi verso, andare — il semplice spostarsi, non la campagna militare di 征
Il testo è ambiguo su
  • penetrare, riuscire (lettura ricevuta)
  • 享 offerta accolta (lettura filologica)

Scelta: offerta accolta nel LIT, «la via è aperta» nel PUBIl salto fra i due strati è una scelta espressiva motivata e va annotato a ogni occorrenza, come prescrive §A del lessico.

Il testo è ambiguo su
  • rettitudine, costanza (neoconfuciana)
  • presagio saldo, divinare (oracolare)

Scelta: LIT oracolare, PUB la formula 利貞 di §C2Qui la voce è 利貞, che il lessico tabula: si cita e non si ritraduce. Il caso di 貞 nudo si presenta invece al sei al quinto posto, ed è trattato lì secondo §C3.

Il testo è ambiguo su
  • nome: la costanza, il durare
  • verbo transitivo: rendere costante, tenere fermo qualcosa

Scelta: nel giudizio si legge come nome; il valore transitivo emerge alle righe tre, cinque e seiIl segno usa il proprio nome in tutti e due i modi, e la differenza cambia l'attribuzione: 恆其德 è un atto di qualcuno, «durare» da solo è una condizione. Il giudizio non dà appigli sintattici per il transitivo, le tre righe sì.

Il testo è ambiguo su 利有攸往
  • clausola in tensione col nome del segno: si dura restando
  • clausola coerente: ciò che dura è una direzione, non una posizione

Scelta: nessuna delle due è imposta al testo; la formula si cita da §D1 e la tensione resta espostaIl giudizio di un segno chiamato «durare» si chiude dicendo che conviene muoversi. Il 彖 la spiega con 終則有始 «alla fine c'è un inizio», cioè legge la durata come ricorrenza; ma è già strato di commento. Nel nucleo la giustapposizione resta secca e non va addolcita.

Grande Immagine 大象

雷風,恆,君子以立不易方。

Tuono e vento: questa è la Tenuta nel Tempo. Chi vale, guardandoli, pianta i piedi e non cambia direzione.

lettura filologica

Tuono e vento: il durare. Il signore, da questo, sta ritto e non muta il proprio quadrante.

Glossa carattere per carattere
léiil tuono; il trigramma 震 che sta sopra
fēngil vento; il trigramma 巽 che sta sotto
stare ritto sui piedi; il grafo raffigura un uomo su una linea di terraSchuessler
mutare, scambiare una cosa con un'altra — non il valore «facile», che è la stessa grafia con lettura diversaSchuessler
fāngil quadrante, il lato verso cui si è rivolti; concreto prima che astratto — la direzione, non il metodoGao Heng
Il testo è ambiguo su 君子
  • il membro della casa nobiliare (senso Zhou, sociale)
  • la persona compiuta (senso confuciano, etico)

Scelta: doppio binario: LIT sociale, PUB ricevutoRegola §B. Qui pesa perché la frase è l'unico luogo del segno che assegna a un soggetto umano un atto deliberato: tutto il resto descrive stati e prognostici.

Il testo è ambiguo su
  • il quadrante, la direzione in cui si sta rivolti
  • il modo, la norma di condotta

Scelta: la direzione, su entrambi gli stratiIl valore astratto di 方 come «metodo» è più tardo, e in coppia con 立 «stare ritti» il senso spaziale è quello che tiene l'immagine. La differenza non è di sfumatura: «non cambia norma» sposta la frase sulla morale, «non cambia direzione» la lascia sul corpo e sul posto.

Cosa chiede

Ti chiede due cose che sembrano contrarie, e non le concilia: restare a lungo sulla tua via, e muoverti. La prima il commento antico la mette in mano tua, ed è la formula con cui scioglie il giudizio; la Grande Immagine te la traduce in un gesto del corpo, piantarsi e non girare il quadrante. La seconda è la convenienza che il giudizio dichiara aprendo la via. Quello che il segno condanna non è né stare né andare: è pretendere subito il fondo, alla prima riga, e continuare a battere un terreno che non è tuo, al quarto. In mezzo mette una riga sola senza avvertenze, al secondo posto, e la spiega così: riesce a stare a lungo nel mezzo.

Dove si sbaglia. Il fraintendimento è leggerlo come un elogio del non cambiare mai: il giudizio dice, nella riga stessa in cui apre la via, che conviene muoversi. Il rovescio però è altrettanto falso. La riga del cacciatore non condanna il restare: dice che quello sta da tempo dove il posto non è il suo, e da lì chiede da dove dovrebbe venire la preda. Al secondo posto lo stesso restare è il merito della riga, perché quel posto è il suo. Il tempo del nome non è un tempo da accumulare: è l'arco su cui la cosa viene provata. Non conta da quanto dura, conta che cosa tieni fermo mentre dura, e dove.

Nelle diverse aree

Lavoro
Non ti si chiede di restare nello stesso ruolo: quello che deve reggere nel tempo sono le scelte, non la sedia. Mettile in fila, guardale da fuori, e vedi se puntano ancora dove puntavano. Se non lo fanno, non sarà il posto a tenerle insieme.
Relazioni
Il segno è tradizionalmente quello del legame lungo, e la sua riga più dura dice che chi non tiene ferma la propria forza non trova più nessuno che lo tenga. Prima della fedeltà a un altro viene la continuità con sé.
Decisione
Non è il momento di rivedere il criterio. Puoi cambiare mossa quanto vuoi, e il testo dice apertamente che conviene farlo; ciò che non conviene cambiare è la misura con cui giudichi se la mossa è andata bene.
Interiorità
Il commento antico scioglie il giudizio con una formula sola: durare a lungo nella propria via. Poi la ripete tre volte — il sole e la luna, le quattro stagioni, il saggio — e la terza volta il soggetto è un uomo. Quella terza è la tua. Non dipende da te che il cielo regga; dipende da te che regga la forza che hai, e il quadrante verso cui stai.

Questo segno è uscito nella tua interrogazione?

La pagina spiega il segno in sé. Il consulto parte dal tuo quesito e dalle linee che il tiro ha mosso.

Interroga l'oracolo

Le sei linee

Dal basso verso l'alto. Una linea si legge solo quando il tiro la indica mutevole.

  1. prima linea初六

    Testo

    浚恆,貞凶,无攸利。

    Scavi a fondo per avere subito una tenuta che duri. Insistere è avverso, e non c'è vantaggio in nulla.

    lettura filologica

    Scavare a fondo il durare. Presagio saldo: infausto. Nulla di cui giovarsi.

    Glossa carattere per carattere
    jùndragare, scavare via il fondo di un canale o di un pozzo per raggiungere l'acqua profonda: atto di scavo, non qualità di ciò che è profondoSchuessler
    héngqui oggetto del verbo: è la durata stessa a essere scavata
    貞凶zhēn xiōngvoce di §C2: il presagio è saldo e l'esito è negativo, quindi nel PUB il verso è quello dell'insistere
    Il testo è ambiguo su 浚恆
    • verbo più oggetto: «scavare a fondo la durata»
    • attributo più nome: «una durata profonda»

    Scelta: verbo più oggetto, su entrambi gli stratiLa Piccola Immagine gliela spiega con 始求深也, e 求 «cercare» è verbo d'azione: chi occupa la riga fa qualcosa, non si trova in una condizione. La lettura attributiva renderebbe la riga una constatazione e lascerebbe inspiegato il prognostico negativo.

    Piccola Immagine 小象

    浚恆之凶,始求深也。

    Scavare a fondo è avverso: si pretende il fondo mentre si è appena cominciato.

    lettura filologica

    L'infausto dello «scavare a fondo il durare»: fin dall'inizio si cerca il profondo.

    Glossa carattere per carattere
    shǐl'inizio, il primo tratto di una cosa; qui vale anche come indicazione di posto, la riga più bassa
    qiúcercare andando a prendere, pretendere da qualcunoSchuessler

    Sei al primo posto e stai già scavando. Il verbo è quello del dragare: si toglie il fondo a un pozzo o a un canale perché venga su l'acqua profonda, e il lavoro si fa dal basso, lungo e sporco. La Piccola Immagine non condanna il desiderio, ne misura il tempo: fin dall'inizio si pretende il fondo. Ma un canale appena aperto non ha ancora fondo da togliere, e chi lo draga il primo giorno smuove terra e basta. Insistere qui è avverso, e non c'è vantaggio in nulla.

    Quando muove. La linea che si muove dice che stai chiedendo a una cosa appena cominciata garanzie che solo il tempo può dare. Non è impazienza di carattere: è la posizione, che sta in fondo e non vede ancora niente sopra di sé. La domanda giusta non è quanto durerà, è che cosa la tiene oggi.

    Attenzione. Chiedere presto le prove della durata è il modo più affidabile per non ottenerle. Chi rimesta il fondo per vedere se l'acqua è limpida ottiene, guardando, acqua torbida.

  2. seconda linea九二

    Testo

    悔亡。

    Il rammarico si scioglie.

    lettura filologica

    Il rimorso si dissolve.

    Glossa carattere per carattere
    huǐil rimorso, l'esito che si sarebbe potuto evitare
    wángsparire, venire meno; non «morire» e non «perdere qualcosa»Schuessler

    Piccola Immagine 小象

    九二悔亡,能久中也。

    Al secondo posto il rammarico si scioglie: si riesce a stare a lungo nel mezzo.

    lettura filologica

    «Nove al secondo posto, il rimorso si dissolve»: riesce a durare a lungo nel mezzo.

    Glossa carattere per carattere
    néngessere in grado di, riuscire a — potere come capacità acquisita, non come permesso
    jiǔdurare a lungo; è la glossa che il 彖 dà al nome del segno
    zhōngil mezzo: la riga centrale di un trigramma, e per estensione la misura che non sborda

    Due caratteri, e nient'altro: il rammarico si scioglie. È l'unica riga del segno senza scena, senza clausola e senza avvertenza. La spiegazione arriva dal commento, ed è tutta posizionale: riesce a stare a lungo nel mezzo. Non fa niente di speciale e non tiene ferma niente con la forza; sta in una posizione che gli è propria e ci resta. In un segno che mostra quattro modi di non reggere, questa è la riga a cui il tempo non toglie niente.

    Quando muove. Questa linea che si muove segnala che il rammarico che ti porti dietro si esaurisce senza che tu debba risolverlo. Non per rimozione: per durata. Alcune cose smettono di pesare quando si smette di spostarle, e la posizione centrale è precisamente il luogo dove questo avviene.

  3. terza linea九三

    Testo

    不恆其德,或承之羞,貞吝。

    Chi non tiene ferma la propria forza si vede porgere un'umiliazione, ora sì e ora no. Insistere porta a stringersi.

    lettura filologica

    Non rende costante la propria potenza: talvolta gliene viene porta vergogna. Presagio saldo: strettezza.

    Glossa carattere per carattere
    héngqui transitivo e negato: «non rendere costante», cioè non tenere ferma una cosa che si ha
    la potenza efficace che qualcuno possiede, prima che il termine si moralizzi in «virtù»Schuessler
    huòtalvolta, a volte sì e a volte no; vale anche come soggetto indeterminato «qualcuno»Kunst
    chéngreggere con le due mani sollevate: da lì «ricevere» e insieme «porgere», secondo chi sta sotto e chi sopraSchuessler
    xiūla vergogna; il grafo però raffigura un'offerta di cibo presentata, valore poi scritto 饈Kunst
    lìnlo stringersi, il ridursi del margine disponibile
    Il testo è ambiguo su
    • l'onta, la vergogna (lettura ricevuta)
    • 饈 le vivande offerte: «gli si porge da mangiare» (lettura filologica)

    Scelta: la vergogna, su entrambi gli strati; la lettura alimentare resta esposta quiIl grafo è quello dell'offerta di cibo e la lettura filologica è reale, ma dentro la riga produce una frase priva di rapporto col prognostico che la chiude: un'offerta di vivande non porta a 吝. La Piccola Immagine, con 无所容也, va nella direzione dell'esclusione, non del banchetto.

    Il testo è ambiguo su
    • avverbio: «talvolta», intermittenza dell'evento
    • pronome: «qualcuno», soggetto indeterminato che porge

    Scelta: avverbio, con il soggetto lasciato indeterminato anche in italianoLe due letture convivono nella stessa sintassi e il testo non le separa. L'intermittenza è però ciò che lega la riga al suo tema: chi non tiene ferma la propria forza raccoglie umiliazioni a intervalli, non una volta sola.

    Piccola Immagine 小象

    不恆其德,无所容也。

    Non tiene ferma la propria forza: non c'è posto che lo tenga.

    lettura filologica

    «Non rende costante la propria potenza»: non c'è luogo che lo contenga.

    Glossa carattere per carattere
    róngcontenere, fare spazio dentro di sé; detto di un recipiente e di una comunità che accoglieSchuessler

    Il carattere del segno torna qui negato e con un oggetto: non tiene ferma la propria forza. Non è incoerenza di opinioni, è discontinuità di ciò che uno è capace di fare — oggi c'è, domani no. La conseguenza arriva a intervalli, come la causa: gliene viene porta un'umiliazione, ora sì e ora no. E il commento chiude senza appello, con una frase che riguarda lo spazio e non la morale: non c'è posto che lo tenga.

    Quando muove. Il movimento su questa riga indica che l'intermittenza è già visibile agli altri prima che a te. Non ti si chiede di cambiare direzione: la direzione qui non è in discussione. Ti si chiede di reggere la stessa cosa due volte di fila, che è la parte difficile.

    Attenzione. L'umiliazione della riga non arriva dall'esterno come un colpo. Arriva dal fatto che nessuno può contare su di te abbastanza a lungo da farti spazio.

  4. quarta linea九四

    Testo

    田无禽。

    Batti il campo e non prendi niente.

    lettura filologica

    A caccia [nel campo]: nessuna preda.

    Glossa carattere per carattere
    tiánil campo coltivato, e in funzione verbale la battuta di caccia che vi si conduce, valore poi scritto 畋Kunst
    qínla preda che si cattura, uccelli e bestie insieme; il carattere vale anche «prendere», poi scritto 擒Schuessler
    Il testo è ambiguo su
    • nome: «nel campo non c'è selvaggina»
    • verbo: «si va a caccia e non si prende nulla»

    Scelta: verbo, su entrambi gli strati; nel LIT il campo resta fra quadreLa Piccola Immagine chiede 安得禽也, «da dove verrebbe la preda», e 得 presuppone un cacciatore. La lettura nominale farebbe della riga una descrizione di terreno e toglierebbe di mezzo il soggetto, che è invece la cosa in questione: sta al posto sbagliato.

    Piccola Immagine 小象

    久非其位,安得禽也?

    Resta a lungo in un posto che non è il suo: da dove verrebbe la preda?

    lettura filologica

    Durare a lungo là dove non è il proprio posto: come si otterrebbe preda?

    Glossa carattere per carattere
    wèiil posto assegnato: nella riga, il rango di chi vi sta, e nella figura la sede della linea
    āninterrogativo retorico «come mai, da dove»; non il valore corrente «quiete»Baxter-Sagart 2014
    Varianti nei manoscritti
    • Ruan Yuan: La pagina di fonte reca 久非其位,安得禽也? dove molte edizioni correnti hanno 田无禽,久非其位也. (Segnalazione già registrata nella scheda di fonte. Trascritta come letta, senza integrare la citazione iniziale del 爻辭: la collazione non è stata eseguita in questa sessione.)

    Tre caratteri, e una scena intera: si esce a caccia e non si prende niente. Il testo non dice che il cacciatore ha sbagliato mira né che la preda è scarsa. Lo dice il commento, con una domanda: sta da tempo in un posto che non è il suo, da dove dovrebbe venire la preda. Qui il tempo lungo non è il pregio del segno, è l'aggravante. Ha continuato a fare la cosa giusta nel luogo sbagliato, e il tempo in più gli ha soltanto reso più stabile il vuoto.

    Quando muove. La linea che si muove è quella che chiede il conto degli sforzi senza risultato. Non ti dice di impegnarti di più. Ti dice di guardare il posto: se dopo tanto tempo non è venuto niente, il problema non è la battuta di oggi, è la scelta del terreno.

    Attenzione. Restare non è mai neutro. Il tempo che passi in un posto sbagliato non è tempo perso e basta: è il tempo in cui quel posto diventa il tuo.

  5. quinta linea六五

    Testo

    恆其德貞,婦人吉,夫子凶。

    Tiene ferma la propria forza, e la cosa si sottopone al presagio: alla moglie è propizio, al marito è avverso.

    lettura filologica

    Rende costante la propria potenza; il presagio dice: per la donna maritata, fausto; per l'uomo di casa, infausto.

    Glossa carattere per carattere
    héngtransitivo, come al nove al terzo posto ma senza negazione: tenere ferma la cosa che si ha
    la potenza efficace di cui uno dispone; stessa voce del nove al terzo postoSchuessler
    zhēnl'atto di sottoporre a presagio; qui nessun prognostico gli è attaccato direttamente, e i due che seguono hanno segno oppostoKunst
    la donna maritata: il grafo è una donna con la scopa, la sposa entrata nella casaSchuessler
    夫子fū zǐl'uomo adulto che sta a capo della casa, in coppia con 婦人; il valore «maestro» è di secoli posterioreGao Heng
    Il testo è ambiguo su
    • 貞 legato a ciò che precede, come qualifica del tenere fermo
    • 貞 nudo, atto oracolare che introduce i due prognostici che seguono

    Scelta: 貞 nudo, reso come atto oracolare su entrambi gli strati, secondo §C3Nessun prognostico ne fissa la polarità: quelli che seguono sono due e opposti, 吉 per una parte e 凶 per l'altra. Prendere il ramo positivo trasformerebbe una consultazione in un atto di volontà e farebbe dire alla riga che tenere fermo è di per sé giusto, che è esattamente ciò che il testo si rifiuta di dire.

    Il testo è ambiguo su 恆其德貞
    • 恆其德貞,婦人吉 — la segmentazione della fonte
    • 恆其德,貞婦人吉 — quella presupposta dalla Piccola Immagine, che cita 婦人貞吉

    Scelta: si adotta la segmentazione della fonte e si dichiara l'altraRegola §J: la punteggiatura è editoriale e dove è contesa va esposta. La Piccola Immagine attacca 貞 a 婦人 e ne ricava 貞吉, formula di §C2; il 爻辭 come è punteggiato lo lascia invece sospeso fra le due sorti. La differenza non è tipografica: nella prima lettura il presagio è comune e gli esiti divergono, nella seconda ciascuno ha il suo.

    Piccola Immagine 小象

    婦人貞吉,從一而終也。夫子制義,從婦凶也。

    Per la moglie tenere la posizione è propizio: sta dietro a un uomo solo fino alla fine. Al marito tocca invece decidere di volta in volta ciò che è dovuto: andare dietro alla moglie gli è avverso.

    lettura filologica

    «Per la donna maritata il presagio è saldo: fausto» — segue uno solo e con lui arriva alla fine. L'uomo di casa stabilisce ciò che è dovuto: seguire la moglie è infausto.

    Glossa carattere per carattere
    cóngandare dietro a qualcuno; il grafo sono due uomini in filaSchuessler
    zhōngarrivare in fondo, la fine del filo — il grafo è un filo annodato all'estremitàSchuessler
    zhìtagliare a misura, e da lì stabilire, decidere quanto ci vuoleGao Heng
    ciò che è dovuto in un caso dato: la misura giusta di una situazione, non il principio morale astrattoGao Heng
    Il testo è ambiguo su
    • numerale con referente personale: «uno solo», un solo uomo
    • «una sola linea di condotta», il valore figurato che la formula assume nella tradizione posteriore

    Scelta: un solo uomo, su entrambi gli strati; la lettura figurata resta esposta quiIl verbo della stessa frase, 從, è «andare dietro a qualcuno» e il suo grafo sono due uomini in fila; la frase parallela oppone 從婦 «andare dietro alla moglie», dove il complemento è di nuovo una persona. La lettura figurata renderebbe la frase più comoda da leggere oggi, e la scomodità del contenuto non è una ragione per attenuarlo. Il commentario non sottoscrive la ripartizione dei compiti: la attribuisce a chi ha scritto la frase.

    La riga tiene ferma la propria forza e si consulta, e il presagio si divide: propizio per una parte, avverso per l'altra. Il commento antico spiega la divisione con i ruoli della sua casa — a una parte tocca stare dietro a uno solo fino alla fine, all'altra decidere volta per volta ciò che il caso richiede. La ripartizione di quei due compiti fra moglie e marito appartiene a chi ha scritto la frase. Ciò che la riga misura è un'altra cosa: reggere nel tempo non vale allo stesso modo per tutti, ma secondo il compito che si ha.

    Quando muove. Il movimento qui pone una domanda sola, e va risposta prima di tutto il resto: il tuo ruolo, adesso, è tenere una linea o giudicare i casi. Sono due mestieri, e la stessa fermezza che rende affidabile il primo rende cieco il secondo.

    Attenzione. La stessa virtù cambia segno secondo il posto. Chi deve decidere e si limita a essere coerente non sta tenendo la rotta: sta evitando di guardare il caso che ha davanti.

  6. sesta linea上六

    Testo

    振恆,凶。

    Agiti proprio la cosa che dovrebbe reggere: è avverso.

    lettura filologica

    Scuotere il durare. Infausto.

    Glossa carattere per carattere
    zhènscuotere con la mano — il grafo porta 手 — sbattere, agitare; da lì anche «sollevare di scatto»Schuessler
    héngoggetto del verbo, come alla prima riga: è la durata stessa a essere maneggiata
    xiōnginfausto: l'esito negativo secco, senza indicazione di rimedio
    Il testo è ambiguo su
    • scuotere, agitare (carattere scritto)
    • 震 tremare, il tuono: prestito grafico possibile, e 震 è il trigramma in cui questa riga sta

    Scelta: si tiene 振 su entrambi gli stratiRegola §I: il prestito si adotta nel PUB solo se l'apparato lo attesta, mai perché è suggestivo. Qui la suggestione è forte — la riga è in cima al trigramma del tuono — ma l'attestazione manca, e 振 con la mano dà comunque un soggetto che agisce, che è ciò che il prognostico secco richiede.

    Piccola Immagine 小象

    振恆在上,大无功也。

    Scuotere ciò che dura, e per giunta dall'alto: non ne viene nessun risultato.

    lettura filologica

    «Scuotere il durare» stando in cima: grandemente senza risultato.

    Glossa carattere per carattere
    gōngil risultato di un lavoro, l'opera portata a termine e il merito che ne derivaSchuessler
    qui avverbio di grado: del tutto, grandemente

    In cima, e il verbo è di mano: scuotere, sbattere, agitare. Si prende la cosa che dovrebbe reggere e la si smuove — proprio quella, non altro. Il commento aggiunge una circostanza aggravante e un esito: stando in cima, e senza il minimo risultato. Dall'alto lo scuotimento arriva ovunque e non fa presa da nessuna parte. È l'unica riga del segno con un prognostico secco e nessun rimedio accanto.

    Quando muove. Questa linea che si muove indica un'agitazione che si è messa dove doveva esserci il fermo. Spesso ha l'aspetto di un rilancio: ancora un cambio di rotta, ancora una riorganizzazione. Vale la pena contare quanti ce ne sono stati, e quanto è rimasto in piedi di ciascuno.

    Attenzione. Scuotere una cosa non è metterla alla prova. La prova la fa il carico, e il carico arriva da solo; chi scuote toglie soltanto il tempo che serviva perché la tenuta si vedesse.

I commentari antichi

Tuanzhuan 彖傳

恆,久也。剛上而柔下,雷風相與,巽而動,剛柔皆應,恆。恆,亨,无咎,利貞,久于其道也。天地之道,恆久而不已也。利有攸往,終則有始也。日月得天而能久照,四時變化而能久成,聖人久于其道而天下化成,觀其所恆而天地萬物之情可見矣。

La Tenuta nel Tempo è il durare a lungo. Il duro è salito in cima, il cedevole è sceso in basso; tuono e vento vanno insieme; sotto si penetra, sopra ci si muove; duro e cedevole si rispondono a due a due. Questa è la Tenuta nel Tempo. «La via è aperta, non c'è niente da rimproverarti, conviene tenere fermo»: è il restare a lungo sulla propria strada. La via del cielo e della terra dura e non si ferma. «Conviene muoversi»: dove una cosa finisce, un'altra comincia. Il sole e la luna hanno dal cielo il loro posto, e per questo possono illuminare a lungo; le quattro stagioni passano una nell'altra, e per questo portano a compimento senza smettere; il saggio resta a lungo sulla propria strada e il mondo intero prende forma. Guarda in che cosa una cosa dura: da lì si vede come stanno il cielo, la terra e tutto ciò che vive.

lettura filologica

恆 è durare a lungo. Il duro sta sopra e il cedevole sotto; tuono e vento si accompagnano; [sotto] ci si insinua e [sopra] ci si muove; duro e cedevole si rispondono tutti: questo è 恆. «恆: l'offerta passa, nessun addebito, giova divinare» — è il durare a lungo nella propria via. La via del cielo e della terra dura a lungo e non si arresta. «Giova avere dove andare»: dove si finisce, allora si comincia. Il sole e la luna ottengono il cielo, e per questo possono illuminare a lungo; le quattro stagioni mutano e si trasformano, e per questo possono portare a compimento a lungo; il santo dura a lungo nella propria via e sotto il cielo la trasformazione si compie. Osserva ciò in cui una cosa dura, e la condizione del cielo, della terra e delle diecimila cose si lascia vedere.

Glossa carattere per carattere
jiǔdurare a lungo: è la glossa con cui il trattato scioglie il nome del segno
相與xiāng yǔstare insieme l'uno con l'altro, accompagnarsi — non «combattersi»
xùnil trigramma di sotto, e come verbo l'insinuarsi del vento che entra dove trova spazioGao Heng
yìngrispondersi: la corrispondenza fra righe di posto omologo nei due trigrammi, quando sono di natura opposta
cessare, smettere; 不已 è «senza interruzione»
qíngla condizione reale di una cosa, come stanno i fatti; il valore «sentimento» è più tardoSchuessler
jiànessere visto, lasciarsi vedere: qui passivo, non «apparire» (xiàn)Kunst
Il testo è ambiguo su
  • penetrare, riuscire (lettura ricevuta)
  • 享 offerta accolta (lettura filologica)

Scelta: offerta accolta nel LIT, «la via è aperta» nel PUB, come nel giudizio§A chiede che il salto fra i due strati sia annotato a ogni occorrenza del LIT. Il 彖 ricita il giudizio per intero, e la citazione dentro l'Ala non eredita in silenzio la nota del 卦辭: qui il carattere è tradotto una seconda volta e va annotato una seconda volta.

Il testo è ambiguo su
  • jiàn «vedere, essere visto»
  • xiàn «apparire, mostrarsi»

Scelta: jiàn, con valore passivoRegistro §G. Il soggetto è 情, la condizione delle cose, e il verbo è retto da 可: la costruzione 可見 è passiva e chiude una frase che ha appena chiesto a qualcuno di osservare (觀). Con xiàn la frase perderebbe il legame con lo sguardo che la apre.

Il testo è ambiguo su
  • la condizione reale, lo stato di fatto
  • i sentimenti, gli affetti

Scelta: la condizione realeIl valore affettivo di 情 si afferma nella tradizione posteriore. Qui il termine chiude una serie di esempi fisici — il sole, la luna, le stagioni — e nomina il modo in cui le cose stanno, non un moto dell'animo.

Xugua 序卦

夫婦之道不可以不久也,故受之以《恆》。《恆》者,久也。

Il legame fra marito e moglie non può che durare a lungo: per questo dopo viene la Tenuta nel Tempo. Tenuta nel Tempo vuol dire durare.

lettura filologica

La via di marito e moglie non può non durare a lungo: perciò si riceve con 恆. 恆 è durare a lungo.

Glossa carattere per carattere
夫婦fū fùmarito e moglie come coppia istituita; la stessa coppia di termini che il segno usa al sei al quinto posto
shòuricevere in consegna: la formula con cui il trattato passa da un segno al successivo
Il testo è ambiguo su 序卦
  • la frase segue direttamente il segno 31 咸
  • la frase riprende il proemio del canone inferiore, che nomina 男女 e 夫婦 senza nominare 咸

Scelta: si registra la frase come è trasmessa, segnalando che il suo antecedente sta nel proemioLa catena 故受之以 riparte qui dopo un proemio che allude al segno precedente senza nominarlo. Il 夫婦 di questa frase viene da lì, non dal testo del 31: annotarlo evita di far credere che il trattato deduca la Tenuta nel Tempo da una parola che non ha scritto.

Zagua 雜卦

《恒》,久也。

La Tenuta nel Tempo è ciò che dura.

lettura filologica

恒 è durare a lungo.

Glossa carattere per carattere
jiǔdurare a lungo; il trattato dà al segno la stessa glossa del 彖, in tre caratteri

Segni collegati

Provenienza del testo

Fonte cinese:
https://www.eee-learning.com/book/eee32 (易學網), per il tramite di fonte/32-heng.json già verificata carattere per carattere. 序卦 e 雜卦 da fonte/_sequenze.json (ctext.org).
Collazionato con:
Zhouyi Yinde 1935 (biroco.com); Kanripo KR1a0001 — solo collazione, mai base
Apparato:
Kunst, The Original Yijing (1985); Shaughnessy, The Origin and Early Development of the Zhou Changes (Brill 2022, OA); Gao Heng, Zhouyi gujing jinzhu; Schuessler, ABC Etymological Dictionary of Old Chinese; Baxter-Sagart 2014

Note di edizione

  • TITOLO, PRIMA DECISIONE, SUPERATA IL 15/08/2026 — si veda in fondo la voce CAMBIO DI TITOLO. «La Tenuta» era stata scelta contro la resa corrente «La Durata», che è anche quella dell'edizione italiana protetta. Le ragioni sono tre. Primo, 恆 non misura una quantità di tempo ma il mantenersi alla stessa misura: il 彖 lo glossa 久也 e la Grande Immagine lo declina in 立不易方, che è una direzione tenuta, non un tempo trascorso. Secondo, §H chiede il concreto e «tenuta» in italiano è parola di cose che portano carico — la tenuta di una corda, di un ponte, di una promessa — mentre «durata» e «costanza» stanno entrambe sull'astratto, e «costanza» per di più è già virtù morale, cioè nomina l'interpretazione. Terzo, il segno usa il proprio nome tre volte come verbo transitivo (不恆其德, 恆其德, 振恆): «tenere» conserva quel lato attivo che «durare» perde. Riserva di leggibilità considerata: «tenuta» ha in italiano altri due valori correnti, la proprietà agricola e l'abbigliamento; il contesto di pagina e il sottotitolo li disambiguano, e il valore «capacità di reggere nel tempo» è quello di frequenza maggiore in uso figurato. È esattamente il punto su cui la revisione ha corretto: il contesto di pagina non basta a un titolo, e la disambiguazione è passata dentro il nome. Regola delle coppie non applicabile: 恆 non ricorre nel nome di nessun altro segno, e il 31 咸, coppia strutturale per rovesciamento, non condivide il carattere.
  • DECISIONE DI EDIZIONE, §K. La resa del nome governa il PUB dell'intero esagramma: «tenuta» e il verbo «tenere» compaiono nel giudizio, nella Grande Immagine, in quattro righe su sei, nel 彖, nel 序卦 e nel 雜卦, e il commentario vi si aggancia per intero. Si dichiara qui perché non risulti una scelta improvvisata dentro il file. Nessuna struttura sintattica governa invece le sei righe: la prima è una scena d'azione, la seconda una formula nuda, la terza una concessiva con esito intermittente, la quarta un referto di caccia, la quinta una consultazione con due esiti opposti, la sesta un verbo con prognostico secco. Non sono state uniformate, e in particolare non si è imposto a tutte l'imperativo alla seconda persona: compare solo dove il cinese ha un soggetto che agisce (prima, quarta, sesta riga).
  • 貞 IN QUESTO SEGNO, TRE OCCORRENZE E TRE TRATTAMENTI DIVERSI. Nel giudizio è 利貞, voce di §C2, citata e non ritradotta. Al sei iniziale è 貞凶 e al nove al terzo posto 貞吝: due voci di §C2 di polarità negativa, dove il PUB prende quindi il verso dell'insistere. Al sei al quinto posto è invece 貞 nudo, ed è il caso previsto da §C3: nessun prognostico gli è attaccato, e i due che seguono hanno segno opposto fra loro (吉 per la moglie, 凶 per il marito). Il ramo positivo è stato escluso deliberatamente. Renderlo «tiene la posizione ed è propizio» avrebbe fatto dire alla riga che la costanza è di per sé un bene, che è esattamente ciò che la riga si rifiuta di dire dividendo l'esito in due. Nel PUB si è usata la formulazione oracolare della tabella di §C3.
  • SEGMENTAZIONE DEL SEI AL QUINTO POSTO, §J APPLICATA. La fonte punteggia 恆其德貞,婦人吉,夫子凶; la Piccola Immagine dello stesso posto cita però 婦人貞吉, che presuppone la segmentazione 恆其德,貞婦人吉. Le due letture non sono equivalenti: nella prima il presagio è uno solo e gli esiti divergono per chi lo riceve, nella seconda ciascuna parte ha il proprio presagio. Si è adottata la punteggiatura della fonte e dichiarata l'altra in ambiguita, come §J impone. Il 貞吉 della Piccola Immagine è tradotto con la formula di §C2, perché lì il prognostico c'è.
  • IL SEI AL QUINTO POSTO E I RUOLI. Il commentario non attenua il testo e non lo sottoscrive. Il 爻辭 dà due esiti opposti a 婦人 e 夫子; la Piccola Immagine ne dà la ragione, ed è una ragione di compito, non di natura: 從一而終 «stare dietro a uno solo fino alla fine» contro 制義 «stabilire caso per caso ciò che è dovuto». La distinzione è nel testo e regge sulla lettura di 一 come persona, che è ora dichiarata in ambiguita e presa su entrambi gli strati. Il commentario la tiene e attribuisce esplicitamente a chi ha scritto la frase la ripartizione dei due compiti fra moglie e marito. Non si è aggiunta né una difesa né una condanna: sarebbe stato commento nostro spacciato per lettura.
  • AGENCY, NOTA RIFATTA IN RIFINITURA. La prima stesura separava la durata — messa fuori dalla mano di chi legge sull'appoggio di 日月得天 — dal verso, lasciato in mano sua su 立不易方. La separazione era sbagliata e il rilievo bloccante della critica è accolto per intero. Il 彖 scioglie il giudizio con 久于其道也, «è il durare a lungo nella propria via», e la serie che chiude il trattato ha tre membri e non due: 日月得天而能久照, 四時變化而能久成, 聖人久于其道而天下化成. Il terzo soggetto è umano e ripete alla lettera la formula del giudizio. In questo segno il durare è attribuito a chi legge quanto il verso, e il nome del segno lo conferma là dove è transitivo (不恆其德, 恆其德, 振恆): 恆 è un atto compiuto su una cosa che si ha. Apertura, cosa_chiede, chiave_moderna e la declinazione di interiorità sono state rifatte da capo su questa base, non emendate. Precisazione sulla direzione data dalla critica, che chiedeva di lasciare fuori dalla mano di chi legge «solo il 天地之道»: senza soggetto umano sono anche 日月得天 e 四時變化. Il difetto non era considerarli fuori portata, era usarli per negare a chi legge la terza clausola della stessa serie. Il commentario li tiene ora come termine di paragone e non come modello di rassegnazione. Le quattro righe negative restano non trattate come sciagure venute da fuori: il segno non usa né 災 né 眚, e i loro soggetti fanno tutti qualcosa — scavano, non tengono, restano dove non tocca loro, scuotono.
  • AMBIVALENZA DEL GIUDIZIO, TENSIONE RIMESSA IN PIEDI. La chiave moderna diceva «Non stare fermo. Non cambiare direzione.» e scioglieva a favore del movimento la giustapposizione che l'ambiguita del giudizio dichiara di non sciogliere; nella stessa direzione andavano cosa_chiede, che classificava la prima riga fra le immobilità, e dove_sbaglia, che negava valore al restare. Contro il 立不易方 della Grande Immagine e contro il 能久中也 del nove al secondo posto, che è merito di chi resta. Tutti e tre i blocchi sono rifatti e la tensione è di nuovo esposta. Della direzione della critica non si accoglie la formula «il movimento è consentito, non comandato»: 利有攸往 non è un permesso, è la convenienza che il giudizio dichiara, e il lessico la rende «conviene muoversi» a §D1. La chiave tiene ora le due cose insieme senza gerarchia fra loro. Sulla prima riga si è corretto anche il termine: 浚 è un'azione, come l'ambiguita del file già stabiliva, e chiamarla immobilità era contraddire il proprio nucleo.
  • IL CONTO DELLE RIGHE, E PERCHÉ NON È QUELLO CHIESTO. immagine_viva annunciava sei modi di rovinare la tenuta e ne elencava quattro; linee.2 ne contava cinque. Il numero giusto è quattro, e le due sedi sono state allineate su quattro. La critica chiedeva di allinearle su cinque, cioè sul numero di linee.2: si respinge questa parte della direzione. Le righe che portano un prognostico negativo sull'atto di chi vi sta sono la prima (貞凶, 无攸利), la terza (貞吝, 无所容也), la quarta (田无禽 e la domanda del 小象) e la sesta (凶, 大无功也). Il sei al quinto posto non rovina niente: lì la forza è tenuta ferma (恆其德) e il 凶 tocca a una sola delle due parti in ragione del compito, non della condotta. Contarlo fra i modi di rompere la tenuta avrebbe portato dentro il commentario lo stesso difetto che la critica contesta al conto dei sei: un pericolo attribuito a una riga che non lo porta. Il nove al secondo posto resta fuori a maggior ragione (悔亡, 能久中也).
  • 從一而終, LETTURA DICHIARATA E PUB CORRETTO. La Piccola Immagine del sei al quinto posto si reggeva su due letture diverse di 一 senza dichiararne nessuna: il LIT lo rendeva come persona («segue uno solo»), il PUB come condotta («una linea sola»). Le due letture sono ora esposte in ambiguita e il PUB è portato sul ramo del LIT: «sta dietro a un uomo solo fino alla fine». Ragione grammaticale prima che filologica: 從 è «andare dietro a qualcuno», il grafo sono due uomini in fila, e la frase parallela dello stesso 小象 oppone 從婦, dove il complemento è una persona. Ragione di metodo: il ramo figurato era comparso esattamente nel punto in cui il contenuto è scomodo per un lettore di oggi, e attenuare lì è la forma di addolcimento più difficile da vedere. Il commentario della quinta riga è stato riscritto di conseguenza e continua ad attribuire a chi ha scritto la frase la ripartizione dei compiti fra moglie e marito, senza sottoscriverla e senza condannarla.
  • TITOLO_ALT, STORIA DEL CAMPO. Conteneva «La Costanza», che motivo_nome scarta con una motivazione di criterio nello stesso oggetto, ed è stato riportato a null il 14/08 perché nessuna seconda resa reggeva §H meglio del titolo di allora: titolo_alt è il campo della seconda scelta dell'edizione, non il presidio di ricerca, che è noto_anche_come. Dal 15/08 contiene «La Tenuta», e non come ripiego: è il titolo precedente dell'edizione, la forma breve dello stesso nome e la resa concreta che §H chiede. Sta in titolo_alt perché in testa a una pagina ha bisogno della coda che la disambigua, non perché la parola sia sbagliata. «La Costanza» resta dov'era, in noto_anche_come.
  • 亨 NEL 彖, ANNOTAZIONE RIPETUTA. §A chiede che il salto LIT→PUB di 亨 letto via 享 sia annotato a ogni occorrenza del LIT. Il 彖 ricita il 卦辭 per intero e lo ritraduce: l'annotazione è stata aggiunta anche lì, invece di dichiarare che le citazioni dentro le Ali ereditano la nota del giudizio. La regola dice «ogni occorrenza» e l'eredità silenziosa è proprio ciò che il paragrafo vuole impedire.
  • «TRE ANNI» TOLTO DALLA DECLINAZIONE DI LAVORO. 三年 è formula del libro (§D3, da rendere alla lettera) e in questo segno non compare: dentro un'edizione che altrove stampa «tre anni» come citazione, una misura inventata si legge come se il testo l'avesse data. L'orizzonte è ora indicato senza numero. Il segno non misura nessuna quantità di tempo, ed è la stessa ragione per cui il titolo non è «La Durata».
  • DA PORTARE AL REVISORE UMANO, DUE COSE CHE LA RIFINITURA NON PUÒ CHIUDERE. (1) §K: «tenuta» e il verbo «tenere» governano il PUB dell'intero esagramma, e §K impone che una resa di governo sia registrata nel lessico — approvato e vincolante — prima che il file sia accettato. Il rifinitore non emenda il lessico: la riga per il 32 va aperta lì, e nella stessa sede va confermato il titolo, dato che §H prevede l'approvazione dei nomi in blocco. (2) La Piccola Immagine del nove al quarto posto: la fonte reca 久非其位,安得禽也? dove molte edizioni hanno 田无禽,久非其位也. Il commentario della quarta riga e la correzione di dove_sbaglia poggiano su 久非其位, che le due lezioni condividono, quindi il senso non è in gioco; resta da eseguire la collazione su fonte di pubblico dominio prima della pubblicazione. Nessun carattere è stato aggiunto.
  • ATTENZIONE A null SOLO AL NOVE AL SECONDO POSTO. È l'unica riga senza prognostico negativo, senza immagine e senza clausola: 悔亡 e nient'altro, con una Piccola Immagine che constata una capacità (能久中也) senza porre condizioni. Non c'è appiglio testuale per un ammonimento, e inventarlo sarebbe peggio che ometterlo. Le altre cinque righe ne hanno tutte uno esplicito: 貞凶 e 无攸利 alla prima, 貞吝 e 无所容也 alla terza, il referto di caccia vuoto e la domanda del commento alla quarta, il 凶 riservato a una delle due parti alla quinta, il 凶 secco con 大无功也 alla sesta.
  • AVVISI DEI CANCELLI SUI 小象, quattro, valutati e non corretti. Le Piccole Immagini della prima, quarta, quinta e sesta riga non ripetono un segmento di tre caratteri del proprio 爻辭: la prima inserisce 之 nella citazione (浚恆之凶), la quarta non cita affatto il 爻辭 e apre con 久非其位, la quinta ricuce il testo secondo la propria segmentazione (婦人貞吉), la sesta aggiunge 在上 dopo 振恆. È il comportamento del testo trasmesso, e per la quarta la scheda di fonte lo segnala già come divergenza fra edizioni. Correggerlo vorrebbe dire riscrivere il cinese per far passare un controllo automatico.
  • LA PICCOLA IMMAGINE DEL NOVE AL QUARTO POSTO NON È STATA INTEGRATA. La fonte reca 久非其位,安得禽也? mentre molte edizioni correnti hanno 田无禽,久非其位也. La lezione corrente è registrata in varianti sotto Ruan Yuan con dichiarazione esplicita che la collazione non è stata eseguita in questa sessione. Non è stato aggiunto un solo carattere: il cinese è la base legale del lavoro e si trascrive come è stato letto.
  • PRESTITO GRAFICO NON ADOTTATO AL SEI IN CIMA, §I. 振 «scuotere con la mano» potrebbe essere letto come prestito per 震 «tremare», e la suggestione è forte perché quella riga sta in cima al trigramma 震. Manca però l'attestazione dell'apparato, e §I vieta di adottare un prestito perché suona meglio: 振 resta su entrambi gli strati. La lettura alternativa è registrata in ambiguita.
  • RESE TENUTE IDENTICHE AD ALTRI FILE DELL'EDIZIONE. La clausola 无所容也, che ricorre al nove al terzo posto di questo segno e al nove al quarto posto del 30 離, è resa con le stesse parole già usate lì — «non c'è luogo che lo contenga» nel LIT, «non c'è posto che lo tenga» nel PUB. Due traduzioni diverse dello stesso enunciato in due pagine dell'edizione sarebbero un difetto, non una variazione. Stessa logica per 德, reso «potenza efficace» nel LIT come nel pilota, e per 立, glossato come nel 28 大過.
  • PUNTEGGIATURA E GRAFIA. Le virgole a mezza larghezza con cui _sequenze.json restituisce il 序卦 sono state portate alla forma a larghezza piena, coerentemente con il resto dell'edizione: intervento sulla sola interpunzione, nessun carattere cinese aggiunto, tolto o sostituito. Il 雜卦 conserva il grafo 恒 come è stato letto dalla fonte, che lo restituisce in caratteri semplificati: la conversione 恒→恆 è ovvia ma resta un intervento sul cinese, da eseguire in sede di normalizzazione grafica su tutti i 64 file insieme. Per questo il campo zh del 雜卦 e la sua glossa non toccano quel carattere.
  • REGISTRO §G, UNA OCCORRENZA DI 見. Compare solo nel 彖, in 可見矣, e vale jiàn con valore passivo: il soggetto è 情 e la frase è retta da 可, dopo un 觀 che ha appena assegnato a qualcuno lo sguardo. Non è xiàn. Decisione registrata in ambiguita sul 彖.
  • CONTROLLO DI DIVERGENZA eseguito sui campi pubblicabili per: perseveranza, l'uomo superiore, uomo nobile, il nobile, l'uomo inferiore, il grande uomo, il creativo, il ricettivo, attraversare la grande acqua, la grande acqua, senza macchia, sublime. Nessuna occorrenza. Nota di precisione sulle rese correnti di questo segno, che non sono vietate ma sorvegliate: «perseveranza» e «immutabilità» non compaiono da nessuna parte; «costanza» non compare più in nessun campo pubblicabile, e «durata» resta in due punti del commentario come parola ordinaria della lingua — «le prove della durata» alla prima riga, «non per rimozione: per durata» alla seconda — e in nessun punto come nome del segno o come resa di 恆 negli strati LIT e PUB, dove il segno è sempre «la Tenuta nel Tempo» e il verbo è «tenere», «reggere» o «durare». La distinzione è quella che il lessico pone: si evita la resa calcificata, non il vocabolario italiano. Le rese diffuse in quanto titoli stanno nel solo campo noto_anche_come, che è presidio di ricerca e non adozione. Controllo rieseguito il 15/08/2026 dopo il cambio di titolo.
  • CAMBIO DI TITOLO, 15/08/2026. «La Tenuta» → «La Tenuta nel Tempo», terza via fra il titolo del file e «La Costanza» proposta in revisione. Ragione in una riga: «tenuta» da sola è ambigua in italiano — la proprietà agricola, la chiusura stagna, l'aderenza su strada — mentre «costanza» sposta 恆 su una virtù morale, e il carattere dice durata e continuità, non merito; la coda «nel Tempo» disambigua senza moralizzare e senza introdurre una misura. Il criterio §H sulle rese ovvie e inventive non è in gioco qui: nessuna delle tre coincide con una resa protetta. Conseguenze registrate. identita: motivo_nome rifatto da capo sul confronto a quattro (Durata, Costanza, Tenuta, Tenuta nel Tempo); titolo_alt da null a «La Tenuta», si veda la voce TITOLO_ALT; noto_anche_come non perde nulla, perché il nuovo titolo non coincide con nessuna resa diffusa, e vi si aggiunge «Constancy», corrente nelle edizioni inglesi. PUB allineato al titolo (punto 6 del protocollo di revisione): il nome per esteso dove l'unità nomina il segno in quanto segno — giudizio, Grande Immagine, 彖 due volte, 序卦, 雜卦 — mentre al sei iniziale, dove 恆 è oggetto di 浚, la resa passa da «una tenuta profonda» a «una tenuta che duri», che è ciò che si sta scavando. Nessun LIT toccato: là il segno è sempre il carattere o «il durare», e non dipende dal titolo. Commentario, otto blocchi riscritti e non emendati: apertura, immagine_viva, dove_sbaglia, chiave_moderna, la declinazione di lavoro, e le letture della seconda, quarta e quinta riga. Il criterio della riscrittura, perché non è una sostituzione di parola: il titolo vecchio obbligava a tenere il tempo fuori dal nome, e i blocchi lo dicevano espressamente — dove_sbaglia chiudeva con «la tenuta non si misura sul tempo trascorso», immagine_viva parlava di «rovinare la tenuta», la quarta riga chiamava «durata» il proprio errore. Ora il tempo è nel nome e va detto per quello che è: l'arco su cui la cosa viene provata, non una quantità da accumulare. La distinzione contro «La Durata» non cade, si sposta — nel titolo il tempo è il luogo della prova, non la sua misura — e dove_sbaglia la porta ora esplicitamente. Tolta «costanza» come parola-chiave da declinazioni.lavoro e dalla lettura della quinta riga: aprire una declinazione con la resa che il titolo scarta indeboliva la motivazione del nome. Restano fuori dalla riscrittura dinamica, cosa_chiede, le altre tre declinazioni e le letture di prima, terza e sesta riga, che non poggiavano sul sostantivo del titolo ma sui verbi del testo. Due cose per il revisore umano: §H del lessico registra già il nuovo titolo fra quelli rivisti il 15/08, mentre la riga §K sulla resa che governa lo strato resta da aprire, e va aperta ora su «tenuta nel tempo»; il conto dei quattro modi di non reggere, fissato dalla nota IL CONTO DELLE RIGHE, è invariato — la riscrittura ha cambiato la formula, non il numero.
  • FREEZE CORPUS v1.0 — 04/09/2026. Lessico portato a v1.2 (cancello S3 in blocco: NOTE-LESSICO.md). Nessuna patch di testo in questo file. Stato: approvato (le questioni §K/§H che tenevano in_revisione sono ratificate in blocco).
  • Versione del lessico formulare: LESSICO-FORMULARE.md v1.2 (04/09/2026).