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Il Grande Vigore: linea 1 yang, linea 2 yang, linea 3 yang, linea 4 yang, linea 5 yin, linea 6 yin, dal basso verso l'alto.

Esagramma 34

Il Grande Vigore

大壯 · Dà Zhuàng · La Grande Robustezza

Cielo sotto, Tuono sopra

Il segno

Il tuono è salito sopra il cielo. Più in alto non può andare, e per adesso è soltanto rumore. Il segno non discute la tua forza: la dà per fatta. Chiede dove la appoggi. La Grande Immagine assegna a te il freno, in una riga sola — dove la forma non regge, non ci metti il piede — e il vecchio trattato delle coppie scioglie il nome ancora più secco: grande vigore vuol dire fermarsi.

L'animale del segno è un montone. Compare a metà, dà di corno in una siepe di frasche e ci resta preso per le corna; torna in cima, e lì non riesce più né a tornare indietro né a passare oltre. Fra le due scene il libro mostra dove la stessa forza funziona: il recinto si apre da sé, niente si impiglia, e il vigore si è spostato nel ceppo che tiene la cassa del carro grande — un pezzo di legno che non urta nulla e regge tutto il carico. Prima ancora, alla riga più bassa, la forza sta nelle dita del piede: la parte che comincia a camminare, non quella che sa dove andare. E al quinto posto l'animale si perde ai margini dei campi, e non c'è nulla da rimpiangere.

Perché questo nome

壯 porta 士, l'uomo adulto in armi, con 爿 fonetico: nomina la robustezza di chi è nel pieno degli anni, il vigore fisico prima di qualunque metafora di potere. 大 ne è la misura, non l'oggetto: il 彖 dello stesso segno lo scioglie 大者壯也, «ciò che è grande è nel pieno del vigore», con la stessa costruzione del 28 大過 (大者過也). Per la regola delle coppie di §H il sostantivo va allineato agli altri segni che portano 大 in testa — 14 大有 «Il Grande Possesso», 26 大畜 «La Grande Riserva», 28 大過 «Il Grande Sconfinamento» — dove 大 è reso «Grande» in funzione di misura: «Il Grande Vigore» sta in quella serie. «Vigore» è concreto e fisico come il carattere, e regge il testo delle sei righe, che parla di corna, di dita del piede e del ceppo di un carro. Scartata «La Grande Forza», che sposta su un termine generico e in italiano dice tanto la potenza quanto la violenza; scartata la resa corrente che fa di 大 un sostantivo — «la potenza del grande» — perché inverte la sintassi che il 彖 esplicita e nomina un soggetto che il nome non ha. La riserva di leggibilità non morde: «vigore» è parola d'uso comune.

Noto anche come: La Potenza del Grande, Il Potere del Grande, La Grande Forza, La Forza del Grande, La Grande Potenza, The Power of the Great, Great Strength, Great Vigor.

Come si legge

Cielo: linea 1 yang, linea 2 yang, linea 3 yang, dal basso verso l'alto.Trigramma inferioreCielo ·
Tuono: linea 1 yang, linea 2 yin, linea 3 yin, dal basso verso l'alto.Trigramma superioreTuono ·

Quattro linee piene salgono da sotto e trovano due linee spezzate in cima: il cielo sotto, il tuono sopra. Il duro si mette in movimento — tre caratteri del commento antico — e da lì viene il vigore. Le due righe spezzate sono la siepe: legno sottile contro cui la spinta arriva tutta insieme. Il quarto posto è il punto di contatto, ed è l'unico dove il varco si apre. Il secondo sta nel mezzo e non porta nessuna immagine: una formula sola, e il commento la spiega con il posto e basta. Il quinto è occupato da una riga cedevole dove ne servirebbe una piena, e proprio lì la perdita non costa niente. Le corna incastrate non stanno dove sta il graticcio: il libro le mette al terzo posto, dove la spinta carica alla cieca, e in cima, dove chi ha caricato è ormai dentro il recinto.

Il responso

Giudizio 卦辭

大壯,利貞。

Il Grande Vigore. Conviene tenere fermo.

lettura filologica

Grande robustezza. Giova divinare.

Glossa carattere per carattere
grande, di taglia maggiore; nel Zhouyi qualifica il grado di ciò che segue e sta in opposizione a 小, come nelle coppie 大畜/小畜 e 大過/小過
zhuàngessere robusto, nel pieno delle forze; il grafo porta 士, l'uomo adulto in armi, con 爿 fonetico. È vigore del corpo, non autoritàSchuessler
giova, è vantaggioso; originariamente la lama che taglia il granoSchuessler
zhēndivinare, sottoporre a presagio; 貞人 è il divinatore di professione nelle iscrizioni ShangKunst
Il testo è ambiguo su
  • rettitudine, costanza (neoconfuciana)
  • presagio saldo, divinare (oracolare)

Scelta: LIT oracolare, PUB la voce 利貞 di §C2Il senso etico è posteriore di secoli al testo. Qui la clausola è la voce tabulata 利貞, che si cita e non si ritraduce. Va segnalato che il 彖 di questo stesso segno converte 貞 in 正 (大者正也): è quella conversione, non il nucleo, a fondare la lettura morale, ed è per questo che i due strati del nostro file la trattano in luoghi diversi.

Il testo è ambiguo su 大壯
  • 大 misura di 壯: «grande robustezza»
  • 大 soggetto e 壯 predicato: «ciò che è grande è robusto», lettura che il 彖 esplicita con 大者壯也

Scelta: la prima nel nome e nei due strati; la seconda è resa nel 彖, dove è scrittaIl nome di un segno non ha sintassi propria: la costruzione predicativa è il modo in cui il commento lo scioglie, e attribuirla al giudizio farebbe passare per testo Zhou una glossa di strato posteriore.

Grande Immagine 大象

雷在天上,大壯,君子以非禮弗履。

Il tuono sta sopra il cielo: questo è il Grande Vigore. Chi vale, guardandolo, non mette piede su ciò che non è nella forma dovuta.

lettura filologica

Il tuono sta sopra il cielo: grande robustezza. Il signore, da questo, ciò che non è secondo il rito non lo calpesta.

Glossa carattere per carattere
léiil tuono; il trigramma 震 che sta sopra. Qui è collocato più in alto del cielo stesso, cioè al punto oltre il quale non si sale
il rito e la forma dovuta di un atto; il grafo unisce 示, ciò che riguarda gli spiriti, e 豊, il vaso da offerta colmoSchuessler
negazione che incorpora l'oggetto: «non lo…». Più stretta di 不, e qui necessaria perché l'oggetto è antepostoBaxter-Sagart 2014
calpestare, posare il piede sopra qualcosa; è il carattere che dà il nome al segno 10, dove vale il camminare sul terreno pericoloso
君子jūnzǐchi ha rango nello strato Zhou; nella lettura ricevuta chi ha compiuto la propria formazioneKunst
Il testo è ambiguo su 君子
  • il membro della casa nobiliare (senso Zhou, sociale)
  • la persona compiuta (senso confuciano, etico)

Scelta: doppio binario: LIT sociale, PUB ricevutoRegola §B. Qui pesa più che altrove: questa è l'unica frase dell'esagramma in cui un soggetto umano compie un atto deliberato di astensione. Tutto il resto del segno descrive spinte, animali e prognostici.

Il testo è ambiguo su 非禮弗履
  • oggetto anteposto: «ciò che non è secondo il rito, non lo calpesta»
  • avverbiale: «non cammina se non secondo il rito»

Scelta: oggetto anteposto, su entrambi gli strati弗 incorpora l'oggetto e presuppone quindi che ce ne sia uno anteposto: la costruzione è quella della prima lettura. La differenza non è formale — la seconda farebbe della frase una regola di condotta continua, la prima nomina un luogo preciso su cui non si posa il piede, ed è l'immagine che il segno usa dalla prima riga in poi.

Cosa chiede

Di scegliere dove va la forza, non quanta. Il terzo posto mette in fila due modi di usarla e li assegna a due persone diverse: chi è da poco carica, chi vale no. Il quarto mostra la stessa energia messa in un punto che non collide, e infatti passa. Fra le corna e il ceppo del carro non c'è differenza di potenza, c'è differenza di collocazione. Il segno non ti chiede prudenza, e non ti chiede di trattenerti per virtù: ti chiede di guardare la siepe prima di abbassare la testa, e di riconoscere le cose che si aprono da sole, senza che nessuno le abbia sfondate.

Dove si sbaglia. Quattro linee piene che salgono sembrano un'onda, e il nome promette il resto: si legge come il permesso di spingere. Ma delle sei righe due mostrano un animale bloccato, una dice che portare avanti l'impresa è avverso, una registra un capo di bestiame perduto. E il trattato che accoppia i segni scioglie questo nome in una parola sola, che è fermarsi. Il vigore qui non è il via libera: è la condizione in cui gli ostacoli smettono di sembrare tali, ed è per questo che ci si va a sbattere.

Nelle diverse aree

Lavoro
Hai potenza sufficiente per forzare la cosa, ed è proprio per questo che nessuno ti ha ancora detto che la cosa non si forza. Guarda quale parte del carro stai caricando: le corna che urtano o il ceppo che porta.
Relazioni
La forza dentro un legame si misura da dove la metti. Chi ha ragione e la usa a testa bassa ottiene una siepe più fitta. Il segno non chiede di cedere: chiede di smettere di caricare il punto che non si apre.
Decisione
Non è il momento di misurare quanto puoi. È il momento di guardare contro cosa stai andando: la siepe è legno sottile, e a seconda del punto in cui la prendi cede o si stringe. Qui si decide dove appoggiare il peso, non quanto spingere — e il varco che si apre non lo apri tu.
Interiorità
Il freno qui è tuo, e il testo lo dice senza girarci intorno: dove la forma non regge, non ci si mette piede. Non è una virtù che ti viene data e non dipende dal momento — è una decisione che prendi davanti alla siepe, ogni volta.

Questo segno è uscito nella tua interrogazione?

La pagina spiega il segno in sé. Il consulto parte dal tuo quesito e dalle linee che il tiro ha mosso.

Interroga l'oracolo

Le sei linee

Dal basso verso l'alto. Una linea si legge solo quando il tiro la indica mutevole.

  1. prima linea初九

    Testo

    壯于趾,征凶,有孚。

    La forza sta tutta nelle dita del piede. Portare avanti l'impresa è avverso. La fiducia c'è.

    lettura filologica

    Robustezza nell'alluce. [La spedizione]: infausto. C'è fiducia.

    Glossa carattere per carattere
    zhuàngrobusto, nel pieno del vigore; qui con 于 e una parte del corpo, costruzione che il libro usa anche per le ferite (夷于左股)Gao Heng
    zhǐil dito del piede, l'alluce; nel Zhouyi ricorre come la parte più bassa e più mobile del corpo, in 賁其趾 e 艮其趾Schuessler
    zhēngla spedizione militare che si porta lontano, non il generico andare avanti di 往Kunst
    有孚yǒu fúc'è fiducia; il carattere vale anche 俘, i prigionieri presi in campagna, valore vicinissimo al 征 che precedeKunst
    Il testo è ambiguo su
    • fiducia, credito (lettura ricevuta)
    • 俘 i prigionieri di guerra (lettura filologica)

    Scelta: fiducia su entrambi gli strati, con la lettura 俘 registrata quiRegola §E e §I. La lettura 俘 è particolarmente tentante in questa riga, perché segue immediatamente 征, la spedizione: «si fanno prigionieri» sarebbe un referto di campagna coerente. Ma la Piccola Immagine gliela chiude con 其孚窮也, dove 孚 è qualcosa che arriva allo stremo — condizione che si dice di un credito, non di un bottino. Il prestito non si adotta perché suona meglio.

    Il testo è ambiguo su
    • 壯 come scritto: essere robusto in una parte del corpo
    • 戕 «ferire»: «ferito nell'alluce», sulla scorta di 夷于左股 e di 咸其拇

    Scelta: il carattere scritto, su entrambi gli strati§I vieta di adottare un prestito che l'apparato non attesti largamente. La lettura «ferito» spiegherebbe bene il 征凶 che segue, ma renderebbe incomprensibile la stessa costruzione al nove al quarto posto, dove 壯于大輿之輹 sta dentro una riga interamente favorevole. Un carattere non può essere la sua ferita in una riga e la sua forza in un'altra senza che il testo lo segnali.

    Piccola Immagine 小象

    壯于趾,其孚窮也。

    La forza nelle dita del piede: la fiducia che ci metti arriva dove non ha più strada.

    lettura filologica

    «Robustezza nell'alluce»: la sua fiducia è allo stremo.

    Glossa carattere per carattere
    qióngessere arrivati in fondo senza uscita; il grafo raffigura un corpo rannicchiato sotto una volta di grottaSchuessler

    La forza è tutta nelle dita del piede: l'articolazione più bassa, la prima che si muove quando il corpo parte e l'ultima a sapere dove sta andando. Il testo dice che portare avanti l'impresa è avverso, e subito dopo che la fiducia c'è: le due cose stanno insieme. La Piccola Immagine spiega come — quella fiducia arriva a un punto in cui non ha più strada davanti. Non è la fiducia a mancare. È che ne hai già usata tutta la lunghezza.

    Quando muove. Questa linea che si muove segnala che la spinta ti è arrivata nei piedi prima che nella testa. Non è un difetto di carattere: è la posizione più bassa del segno, quella in cui il moto si sente e il peso non è ancora passato sopra. La domanda utile non è se sei pronto, è che cosa regge il passo che stai per fare.

    Attenzione. La fiducia non ti manca: l'hai già spesa. La spedizione è partita con quella, e il fondo che la Piccola Immagine annuncia non è quello delle tue forze — è quello del credito che ci hai messo, che non si ricarica mentre cammini.

  2. seconda linea九二

    Testo

    貞吉。

    Tieni la posizione: è propizio.

    lettura filologica

    Presagio saldo: fausto.

    Glossa carattere per carattere
    zhēnl'atto di sottoporre a presagio; qui il prognostico che segue ne fissa la polarità, e la voce è quella tabulataKunst
    fausto: l'esito favorevole secco, senza condizioni allegate

    Piccola Immagine 小象

    九二貞吉,以中也。

    Al secondo posto tenere la posizione è propizio: e la ragione è che sta nel mezzo.

    lettura filologica

    «Nove al secondo posto, presagio saldo: fausto»: per via del mezzo.

    Glossa carattere per carattere
    zhōngil mezzo: la riga centrale del trigramma basso, e per estensione la misura che non sborda

    Due caratteri, nessuna immagine, nessun animale: tieni la posizione, è propizio. In un segno pieno di corna e di recinti, questa riga non ha niente da mostrare. Il commento antico la giustifica solo con il posto: sta nel mezzo. È l'unica riga del segno a cui il libro non attacca nessuna scena e nessuna avvertenza. Sta dove sta, e questo basta.

    Quando muove. Il movimento qui non chiede niente di nuovo. Segnala che la cosa da fare la stai già facendo, e che il rumore intorno — il tuono che rimbomba sopra il cielo — non è un motivo per cambiarla. Nel mezzo la forza non ha bisogno di dimostrarsi a nessuno.

  3. terza linea九三

    Testo

    小人用壯,君子用罔,貞厲。羝羊觸藩,羸其角。

    Chi è da poco si serve della forza; chi vale non se ne serve. Insistere è rischioso. Il montone dà di corno nella siepe e resta preso per le corna.

    lettura filologica

    Chi è senza rango impiega la robustezza, chi ha rango impiega la rete. Presagio saldo: rischio. Il montone cozza contro la siepe: gli si fiaccano le corna.

    Glossa carattere per carattere
    小人xiǎorénchi è senza rango, l'uomo del popolo nello strato Zhou; nella lettura ricevuta chi è da pocoKunst
    yòngimpiegare, servirsi di uno strumento; verbo di uso, non di possesso
    wǎngla rete da caccia e da pesca, grafo con 网; largamente usato in cinese antico come prestito per 無/无, «non avere, non fare»Schuessler
    il montone, l'ariete non castrato: l'ovino maschio adulto, quello che caricaSchuessler
    chùcozzare, urtare con le corna; il grafo porta 角, il cornoSchuessler
    fānla siepe di frasche, il graticcio che recinta un campo; legno sottile intrecciato, non muroGao Heng
    léifiacco, sfinito; qui l'apparato legge in prevalenza 纍/累, «legare, restare impigliati»Gao Heng
    jiǎoil corno; la parte con cui il montone spinge e l'unica con cui può restare agganciato
    Il testo è ambiguo su
    • la rete, come il carattere scritto
    • 无 «non averne, non farne uso»: prestito grafico corrente

    Scelta: LIT tiene la rete, PUB segue il prestito attestatoRegola §I. Il prestito 罔 = 无 è attestato dall'intera tradizione esegetica e dà la parallela che regge la riga: uno usa la forza, l'altro non usa niente. Ma il carattere scritto è la rete, e nel contesto di una siepe e di un animale che vi si impiglia l'immagine non è affatto muta: chi ha rango prende con la rete ciò che l'altro insegue a testa bassa. Lo strato filologico la conserva, il pubblico segue il prestito.

    Il testo è ambiguo su
    • 羸 come scritto: indebolire, fiaccare le corna
    • 纍/累: le corna restano impigliate nella siepe

    Scelta: LIT tiene il carattere scritto, PUB segue il prestitoRegola §I, con un riscontro interno decisivo: il nove al quarto posto ha 藩決不羸, «la siepe si apre e non 羸». Un indebolimento non ha rapporto con l'apertura di un recinto, un impigliarsi sì. È il testo stesso a scegliere, due righe più avanti.

    Piccola Immagine 小象

    小人用壯,君子罔也。

    Chi è da poco si serve della forza; chi vale, no.

    lettura filologica

    «Chi è senza rango impiega la robustezza»: chi ha rango, la rete.

    Due modi di usare la forza, messi in fila e assegnati a due persone. Chi è da poco se ne serve; chi vale, no. Poi arriva l'animale: il montone dà di corno nella siepe e le corna restano prese fra i rami. Il recinto non è un muro — è legno sottile, roba che cede se la aggiri e che si stringe se la carichi. Il presagio non dice che perderai. Dice che insistere costa, e che il rischio è tuo.

    Quando muove. La linea che si muove indica che stai per usare, o hai appena usato, la forza come argomento. Funziona finché non incontra qualcosa di flessibile: le cose rigide si spezzano, le siepi si chiudono intorno. Il costo qui non è la sconfitta, è il tempo che passi impigliato.

    Attenzione. Le corna prendono nella siepe proprio perché hai caricato con la testa. Il punto in cui sei più forte è anche l'unico con cui puoi restare agganciato.

  4. quarta linea九四

    Testo

    貞吉,悔亡。藩決不羸,壯于大輿之輹。

    Tieni la posizione: è propizio, e il rammarico si scioglie. La siepe cede e niente resta impigliato: la forza sta nel ceppo che lega la cassa del carro grande.

    lettura filologica

    Presagio saldo: fausto. Il rimorso si dissolve. La siepe si apre e non si fiacca. Robustezza nel ceppo del grande carro.

    Glossa carattere per carattere
    juéaprirsi rompendo, come un argine che cede sotto l'acqua; il grafo porta 水. Non è «sfondare», che presuppone chi sfondaSchuessler
    輿la cassa del carro, il pianale che porta il carico; per estensione il carro intero
    il ceppo di legno che stringe la cassa all'assale; nel 26 大畜 è esattamente il pezzo che salta (輿說輹) e ferma il carro. Il 9 小畜 ha la stessa formula, ma il testo ricevuto vi scrive 輻, «i raggi della ruota»: 輹 è lì lettura d'apparato, non lezioneGao Heng
    zhuàngrobusto: la stessa costruzione 壯于 del nove iniziale, qui riferita a un pezzo di legno e non a una parte del corpo
    Il testo è ambiguo su 藩決
    • la siepe si apre da sé, cedendo
    • il montone la sfonda

    Scelta: la prima, su entrambi gli strati決 è il verbo dell'argine che cede, e la riga non nomina nessun soggetto che agisca sul recinto: dopo due righe di urti, il testo registra un'apertura senza attribuirla. Farne un atto di forza è precisamente la lettura che il segno smentisce spostando il vigore dalle corna al ceppo del carro.

    Piccola Immagine 小象

    藩決不羸,尚往也。

    La siepe cede e niente si impiglia: si può continuare.

    lettura filologica

    «La siepe si apre e non si fiacca»: si va ancora avanti.

    Glossa carattere per carattere
    shàngancora, tuttora; vale anche «verso l'alto», per accostamento a 上, e qui le due cose coincidonoBaxter-Sagart 2014
    wǎngmuoversi verso, andare — il semplice spostarsi, non la campagna militare di 征

    Il recinto si apre e niente si impiglia. Non perché l'hai sfondato: il verbo è quello dell'argine che cede, e la riga non attribuisce l'apertura a nessuno. Il vigore intanto si è spostato — non nelle corna, nel ceppo di legno che stringe la cassa del carro all'assale. È il pezzo che non tocca nessun ostacolo e regge tutto il peso. Il rammarico si scioglie qui, dove la forza smette di essere un urto e diventa trasporto.

    Quando muove. Il movimento su questa riga è il passaggio dall'urto al carico. Qualcosa che sembrava un blocco si è aperto mentre guardavi altrove, e la spinta che tenevi nella testa ora lavora sotto, dove non si vede. Si può continuare, dice il commento antico, e sul recinto aperto non mette condizioni.

    Attenzione. Un rammarico che si scioglie presuppone che ci fosse: questa riga viene dopo due urti, non al posto loro. E il propizio resta appeso alla condizione che il testo mette per prima — tenere la posizione — non al varco che nel frattempo si è aperto.

  5. quinta linea六五

    Testo

    喪羊于易,无悔。

    Il montone si perde al confine dei campi. Niente da rimpiangere.

    lettura filologica

    Perde l'ovino a Yi [易]. Nessun rimorso.

    Glossa carattere per carattere
    sàngperdere, smarrire ciò che si aveva; il carattere vale anche il lutto e la perdita subita, non lo scarto volontarioSchuessler
    yángl'ovino; da solo è generico, ma nelle righe tre e sei di questo segno l'animale è il 羝, il montone che carica
    letto in prevalenza come prestito per 埸, il margine dei campi coltivati, il confine su cui il bestiame si sbanda; altre letture in ambiguitaGao Heng
    huǐil rimorso, l'esito che si sarebbe potuto evitare
    Il testo è ambiguo su
    • 埸 il confine dei campi coltivati
    • 有易 nome di luogo: la saga di Wang Hai, che presso gli Youyi perse buoi e pecore
    • 易 «con facilità, alla leggera»

    Scelta: LIT lascia il nome non tradotto, PUB segue il prestito 埸Regola §I e §E insieme. Il prestito 埸 è quello che l'apparato attesta più largamente e dà un'immagine concreta e leggibile. La lettura toponomastica è però reale e non marginale: la formula ricorre quasi identica al 56 旅 上九 (喪牛于易), e la coincidenza con la vicenda di Wang Hai è nota. Il LIT non la risolve e traslittera. La terza lettura, «perde l'ovino con facilità», è grammaticalmente possibile ma lascia senza spiegazione il 无悔 che segue.

    Piccola Immagine 小象

    喪羊于易,位不當也。

    Il montone perso al confine dei campi: la posizione non è quella che le spetterebbe.

    lettura filologica

    «Perde l'ovino a Yi»: il posto non è quello dovuto.

    Glossa carattere per carattere
    wèiil posto assegnato: nella figura la sede della linea, nella scena il rango di chi vi sta
    dāngcorrispondere, essere a misura; 不當 dice che linea e sede non si corrispondono — qui una riga cedevole in una sede che ne chiederebbe una piena

    Il montone si perde ai margini dei campi, e il testo non ci trova nulla da rimpiangere. Sparisce l'animale che dava di corno, e con lui la spinta che il segno mette in scena da tre righe. Il commento antico osserva che il posto non è quello dovuto — una riga cedevole in una sede che ne chiederebbe una piena. Proprio lì la perdita non costa nulla. C'è un modo di stare in alto che non ha bisogno di corna.

    Quando muove. Il movimento qui segnala una sparizione, non una sottrazione: l'animale che caricava non è più al suo posto, e la riga non nomina nessuno che lo abbia portato via. Non c'è nulla da rincorrere. Il testo registra l'assenza e la lascia dov'è, senza rimedio e senza danno.

    Attenzione. Il testo dice che non c'è nulla da rimpiangere, non che è propizio. La differenza conta: qui non stai guadagnando niente, stai smettendo di pagare.

  6. sesta linea上六

    Testo

    羝羊觸藩,不能退,不能遂。无攸利,艱則吉。

    Il montone dà di corno nella siepe: non riesce a tornare indietro e non riesce ad andare avanti. Non c'è vantaggio in nulla. Nel passaggio duro, allora è propizio.

    lettura filologica

    Il montone cozza contro la siepe: non può indietreggiare, non può passare oltre. Nulla di cui giovarsi. [Nella] prova ardua: allora fausto.

    Glossa carattere per carattere
    退tuìindietreggiare, tornare sui propri passi; è il verbo con cui il 雜卦 scioglie il segno 33, che di questo è la figura capovolta
    suìportare a termine il movimento cominciato, arrivare fino in fondo; qui l'opposto esatto di 退Schuessler
    jiānla prova ardua, il passaggio che costa; nel lessico oracolare nomina una difficoltà che si attraversa, non una sventura che arrivaKunst
    allora, in tal caso: lega una condizione al suo esito
    Il testo è ambiguo su 艱則吉
    • condizione: «se si sta nella prova ardua, allora è fausto»
    • successione temporale: «prova ardua, e poi il fausto»

    Scelta: la condizionale, su entrambi gli strati則 lega abitualmente una premessa al suo esito, e la Piccola Immagine conferma leggendo la clausola come rimedio: 咎不長也, l'addebito non dura. La lettura puramente temporale farebbe della riga una promessa di svolta automatica, cioè esattamente ciò che il segno nega alle due righe delle corna incastrate.

    Piccola Immagine 小象

    不能退,不能遂,不詳也。艱則吉,咎不長也。

    Il montone non arretra e non sfonda: ha caricato senza guardare dove. Nel passaggio duro è propizio: l'essersi cacciato lì non gli resta addosso.

    lettura filologica

    «Non può indietreggiare, non può passare oltre»: non ha guardato con cura. «[Nella] prova ardua: allora fausto»: l'addebito non dura a lungo.

    Glossa carattere per carattere
    xiángesaminare a fondo, guardare per bene una cosa prima di trattarla; il carattere è letto da parte della tradizione come 祥, «di buon auspicio»Gao Heng
    jiùla colpa e insieme la sventura che ne segue: nel lessico oracolare è l'addebitoKunst
    chángessere lungo, durare; qui detto del tempo in cui l'addebito resta attaccato a qualcuno
    Il testo è ambiguo su
    • 詳 come scritto: esaminare con cura, guardare bene
    • 祥 «di buon auspicio»: «non è cosa di buon augurio»

    Scelta: il carattere scritto, su entrambi gli stratiRegola §I: il prestito si adotta solo dove l'apparato lo attesta largamente, e qui le due letture si dividono la tradizione. Il carattere scritto dà per di più una spiegazione, che è ciò che una Piccola Immagine fa: l'animale è bloccato perché ha caricato senza guardare. Con 祥 la frase si limiterebbe a ripetere il prognostico.

    Il montone è di nuovo contro la siepe, e stavolta è chiusa da entrambe le parti: non riesce a tornare indietro, non riesce ad andare oltre. Le corna tengono in tutte e due le direzioni. Non c'è vantaggio in nulla — e poi, in tre caratteri, il testo gira: nel passaggio duro, allora è propizio. Non arriva una via d'uscita. Arriva la fine dello slancio, che è la sola cosa capace di sciogliere le corna dai rami.

    Quando muove. Il movimento in cima indica che il tentativo è già oltre il punto in cui poteva riuscire. Qui non si esce con un'altra spinta: la spinta è ciò che ti tiene fermo. Il commento antico promette una cosa sola, e la promette per intero: quello che ti viene addebitato non dura.

    Attenzione. La tentazione, da bloccati, è caricare più forte. È l'unico gesto che il testo esclude: le corna sono prese perché hanno spinto, e spingere ancora stringe il nodo.

I commentari antichi

Tuanzhuan 彖傳

大壯,大者壯也。剛以動,故壯。大壯利貞,大者正也。正大而天地之情可見矣。

Il Grande Vigore: è ciò che è grande a essere nel pieno delle forze. Il duro si mette in movimento, e da lì il vigore. «Il Grande Vigore, conviene tenere fermo»: ciò che è grande è ciò che sta dritto. Dritto e grande: da lì si vede come stanno davvero il cielo e la terra.

lettura filologica

大壯: ciò che è grande è robusto. Il duro con ciò si muove, e perciò è robusto. «Grande robustezza, giova divinare»: ciò che è grande è ciò che sta dritto. Dritto e grande, e la condizione reale del cielo e della terra si lascia vedere.

Glossa carattere per carattere
大者dà zhě«ciò che è grande»: la costruzione con cui il trattato scioglie il nome, identica a quella del 28 大過 (大者過也)
gāngduro come il metallo temprato, che non si piega; qui il trigramma 乾 che sta sotto
dòngmuoversi, mettersi in moto; è la qualità che i commentari assegnano al trigramma 震 che sta sopra
zhèngraddrizzato, messo a piombo; il trattato lo mette al posto di 貞, che ha appena citato, ed è questo scambio a fondare la lettura morale del carattereGao Heng
qíngla condizione reale di una cosa, come stanno i fatti; il valore «sentimento» è più tardoSchuessler
jiànessere visto, lasciarsi vedere: qui passivo, retto da 可; non «apparire» (xiàn)Kunst
Il testo è ambiguo su
  • jiàn «vedere, essere visto»
  • xiàn «apparire, mostrarsi»

Scelta: jiàn, con valore passivoRegistro §G. La costruzione è 可見矣, con 可 che regge il verbo: è passiva. Il soggetto è 情, la condizione delle cose, che non si mostra da sé — si lascia vedere a chi guarda la figura. Stessa decisione già presa sul 彖 del 32 恆, che chiude con la formula quasi identica 天地萬物之情可見矣.

Il testo è ambiguo su
  • il trattato glossa 貞 con 正, cioè legge il termine oracolare come rettitudine
  • 正 sta per conto proprio, «ciò che è grande sta a piombo»

Scelta: si traduce 正 come «stare dritto» e si segnala che il trattato lo mette al posto di 貞Questo passo è uno dei luoghi in cui l'Ala compie la conversione che il nostro nucleo non compie: 貞 letto come 正. Non è una contraddizione dell'apparato ma la prova che la stratificazione funziona — il 彖 dice ciò che il 彖 dice, e il giudizio resta oracolare.

Xugua 序卦

物不可以終遯,故受之以《大壯》。

Nessuna cosa può restare per sempre nella Ritirata: per questo dopo viene il Grande Vigore.

lettura filologica

Le cose non possono ritirarsi fino in fondo: perciò si riceve con 大壯.

Glossa carattere per carattere
zhōngarrivare in fondo, fino all'ultimo; qui avverbiale, «per tutto il tempo»
dùnritirarsi, sottrarsi allontanandosi; è il nome del segno 33, La Ritirata, che di questo è la figura capovoltaSchuessler
shòuricevere in consegna: la formula con cui il trattato passa da un segno al successivo

Zagua 雜卦

《大壯》則止,《遯》則退也。

Il Grande Vigore è fermarsi; la Ritirata è tirarsi indietro.

lettura filologica

大壯: allora ci si arresta; 遯: allora si indietreggia.

Glossa carattere per carattere
zhǐfermarsi, arrestare il passo; il grafo è l'impronta di un piede fermo, ed è la parte alta del 趾 della prima rigaSchuessler
退tuìindietreggiare; lo stesso verbo che al sei in cima il montone non riesce più a compiere
Il testo è ambiguo su
  • fermarsi, arrestarsi
  • 正 «stare dritto», per prossimità grafica e per il 正 che il 彖 usa

Scelta: fermarsi, come è scrittoLa lezione trasmessa è 止 e va tenuta: è anche la più significativa, perché mette il nome del segno in coppia oppositiva con 退 e nega al vigore il senso di avanzata. Il fatto che sia contro-intuitiva è una ragione per conservarla, non per correggerla.

Segni collegati

Provenienza del testo

Fonte cinese:
https://www.eee-learning.com/book/eee34 (易學網), per il tramite di fonte/34-dazhuang.json già verificata carattere per carattere. 序卦 e 雜卦 da fonte/_sequenze.json (ctext.org).
Collazionato con:
Zhouyi Yinde 1935 (biroco.com); Kanripo KR1a0001 — solo collazione, mai base
Apparato:
Kunst, The Original Yijing (1985); Shaughnessy, The Origin and Early Development of the Zhou Changes (Brill 2022, OA); Gao Heng, Zhouyi gujing jinzhu; Schuessler, ABC Etymological Dictionary of Old Chinese; Baxter-Sagart 2014

Note di edizione

  • TITOLO, §H E REGOLA DELLE COPPIE. 壯 porta 士, l'uomo adulto in armi, ed è la robustezza del corpo nel pieno degli anni: concreto, come §H chiede. 大 è misura e non soggetto — il 彖 lo esplicita con 大者壯也, esattamente come fa il 28 con 大者過也 — e la regola delle coppie impone di allinearsi agli altri segni che portano 大 in testa: 14 «Il Grande Possesso», 26 «La Grande Riserva», 28 «Il Grande Sconfinamento». «Il Grande Vigore» sta in quella serie e traduce il carattere. Scartata «La Grande Forza», generica in italiano e sovrapposta a «violenza»; scartata la resa corrente che fa di 大 un sostantivo, «la potenza del grande», perché inverte la sintassi che il 彖 dichiara. Le rese diffuse stanno nel solo campo noto_anche_come, che è presidio di ricerca e non adozione.
  • DECISIONE DI EDIZIONE, §K. La resa di 壯 governa il PUB dell'intero esagramma: compare nel nome, nel giudizio, al nove iniziale, al nove al terzo posto, al nove al quarto posto, nel 彖 tre volte e nel 雜卦. Si è adottata una coppia stabile e dichiarata — «robustezza» nel LIT, «vigore/forza» nel PUB — dove il LIT tiene il valore fisico secco del carattere e il PUB il termine che regge in pagina. Nessuna struttura sintattica è stata invece imposta alle sei righe: la prima è una localizzazione corporea con due prognostici, la seconda una formula nuda, la terza una parallela con scena animale, la quarta una formula più una scena, la quinta un referto di perdita, la sesta una scena bloccata con clausola condizionale. In particolare non si è generalizzato l'imperativo alla seconda persona, che compare solo dove il lessico lo impone (le voci 貞吉).
  • 貞, QUATTRO OCCORRENZE, TUTTE FORMULARI. 利貞 nel giudizio, 貞吉 al nove al secondo e al nove al quarto posto, 貞厲 al nove al terzo. Sono tutte voci tabulate di §C2, citate e non ritradotte, e la polarità del prognostico determina il verso del PUB: tenere la posizione dove l'esito è positivo, insistere dove è negativo. §C3 non si applica: in questo esagramma non c'è nessun 貞 nudo. Va però registrato che il 彖 compie per conto proprio la conversione 貞 → 正 (大壯利貞,大者正也): è annotata in ambiguita sul 彖, e il nucleo non la segue.
  • PRESTITO GRAFICO AL NOVE AL TERZO POSTO, §I: 罔. L'apparato legge in maggioranza 罔 come prestito per 无, e la parallela 小人用壯,君子用罔 chiede quella lettura per funzionare («uno usa la forza, l'altro non usa niente»). Il PUB la segue. Il LIT tiene però il carattere scritto, che è la rete da caccia: dentro un esagramma di siepi e di animali che vi restano presi, l'immagine non è muta, e il contrasto fra chi carica a testa bassa e chi prende con la rete è filologicamente sostenibile. È il caso esemplare della stratificazione prescritta da §I.
  • PRESTITO GRAFICO AL NOVE AL TERZO POSTO, §I: 羸. Il carattere scritto vale «fiacco, sfinito»; l'apparato legge in prevalenza 纍/累, «restare impigliati». Qui il prestito è adottato nel PUB non per gusto ma per un riscontro interno decisivo: il nove al quarto posto scrive 藩決不羸, e un'apertura della siepe ha rapporto con un impigliarsi, non con un indebolimento. È il testo a scegliere due righe dopo, e la scelta si è propagata a tutte e tre le occorrenze del segno.
  • IL 六五 E IL CARATTERE 易. Tre letture reali, tutte registrate in ambiguita. Il PUB segue il prestito 埸, «il margine dei campi», che è quanto l'apparato attesta più largamente e dà un'immagine concreta. Il LIT non risolve e traslittera il nome. La lettura toponomastica — 有易, il paese in cui la saga di Wang Hai perde buoi e pecore — non è marginale e resta esposta. Riscontro fatto in repo: contenuti/56-lu2.json è prodotto e al 上九 rende 喪牛于易 «Il bue si perde al confine dei campi», cioè adotta lo stesso prestito 埸 e la stessa costruzione intransitiva. Le due pagine sono allineate e la coppia non richiede altro.
  • 壯 COME 戕, LETTURA NON ADOTTATA. Al nove iniziale 壯于趾 può essere letto «ferito nell'alluce», per prestito 壯 → 戕 e per analogia con 夷于左股 e 咸其拇; spiegherebbe con eleganza il 征凶 che segue. Non si adotta, e la ragione è interna: la stessa costruzione 壯于 ricorre al nove al quarto posto (壯于大輿之輹) dentro una riga interamente favorevole, dove «ferito» non ha senso. Un carattere non può valere la propria ferita in una riga e la propria forza in un'altra senza che il testo lo segnali. La lettura resta esposta in ambiguita.
  • 孚 E LA SUA LETTURA 俘, §E. Al nove iniziale 有孚 segue immediatamente 征, la spedizione militare: è il contesto in cui il prestito 俘 «prigionieri» sarebbe più naturale di qualunque altro luogo del libro. Non si adotta perché la Piccola Immagine dello stesso posto scrive 其孚窮也, e 窮 — arrivare al fondo senza uscita — si dice di un credito che si esaurisce, non di un bottino. La formula 有孚 è resa con la voce tabulata di §D3.
  • AGENCY. L'esagramma non usa né 災 né 眚: in tutto il segno non arriva niente da fuori. Ciò che dipende da chi legge è dichiarato dalla Grande Immagine con un verbo di azione e un oggetto anteposto — 非禮弗履, non ci si mette piede — ed è l'unico atto deliberato dell'intero testo; il commentario gli affida l'apertura, la declinazione di interiorità e la chiave moderna. Ciò che non dipende da chi legge è l'apertura del recinto al nove al quarto posto: 決 è il verbo dell'argine che cede e la riga non nomina nessun soggetto, per cui il commentario dice che il varco si è aperto e non che è stato sfondato. I soggetti delle righe negative fanno invece tutti qualcosa: partono con i piedi, caricano a testa bassa, restano incastrati. Non sono vittime, e il commentario non li tratta come tali.
  • ATTENZIONE A null SOLO AL NOVE AL SECONDO POSTO. È l'unica riga senza immagine, senza clausola e senza prognostico negativo: 貞吉 e nient'altro, con una Piccola Immagine che ne dà la ragione posizionale (以中也) senza porre condizioni. Non c'è appiglio testuale per un ammonimento e inventarlo sarebbe peggio che ometterlo. Le altre cinque ne hanno tutte uno interno alla riga: 征凶 e 其孚窮也 alla prima, 貞厲 e le corna prese alla terza, il 悔 che 悔亡 presuppone e la condizionalità di 貞吉 alla quarta, il 喪 e il 位不當也 alla quinta, il doppio 不能 e 无攸利 alla sesta. In particolare l'attenzione della quarta è stata rifatta: nella prima stesura era ricavata dal rinvio esterno di 輹 al pezzo che salta in 9 e 26, cioè da altri due esagrammi, mentre la riga qui è interamente favorevole e 輹 vi è sede della forza. Un ammonimento importato da fuori è la cosa che la rubrica vieta, e l'appiglio giusto stava nella riga stessa.
  • REGISTRO §G, UNA OCCORRENZA DI 見. Compare solo nel 彖, in 可見矣, e vale jiàn con valore passivo: retto da 可, con 情 per soggetto. Non è xiàn. La decisione è la stessa già presa sul 彖 del 32 恆, che chiude con la formula quasi identica 天地萬物之情可見矣, e le due pagine dell'edizione restano allineate.
  • PUNTEGGIATURA E GRAFIA DELLE DUE ALI DI SEQUENZA. Le virgole a mezza larghezza con cui _sequenze.json restituisce 序卦 e 雜卦 sono state portate alla forma a larghezza piena, coerentemente con il resto dell'edizione: intervento sulla sola interpunzione, nessun carattere cinese aggiunto, tolto o sostituito. Il 雜卦 conserva i grafi semplificati 大壮 e 则 come sono stati letti dalla fonte, che per quella pagina restituisce testo semplificato: la conversione è ovvia ma resta un intervento sul cinese, da eseguire in sede di normalizzazione grafica su tutti i 64 file insieme. Per questo la glossa del 雜卦 non tocca quei caratteri.
  • COORDINAMENTO CON IL 33 遯, CHE È PRODOTTO. Correzione di una premessa falsa della prima stesura, che dava il 33 per non ancora prodotto: contenuti/33-dun.json esiste e porta il titolo fissato «La Ritirata». Di conseguenza 遯 è ora nominato col titolo nei due campi pubblicabili di sequenza — «restare per sempre nella Ritirata» nel 序卦, «la Ritirata è tirarsi indietro» nel 雜卦 — invece che reso in modo descrittivo, come la convenzione dell'edizione chiede e come il 33 stesso fa nel proprio 序卦. Il legame non è debole: 34 è la figura capovolta del 33, e il 雜卦 li glossa con due verbi opposti, 止 e 退, che il sei in cima di questo segno nega tutti e due nella stessa riga (不能退,不能遂).
  • RESIDUO PER IL REVISORE: UNA PAROLA DA RIALLINEARE SUL 33. Il 雜卦 《大壮》则止,《遯》则退也 è un enunciato unico che vive nei due file della coppia, e contenuti/33-dun.json dichiara in ambiguita di riprenderne la resa da questo file. Oggi i due pub combaciavano alla lettera; con la maiuscola su «la Ritirata» questo file diverge dal 33 di una parola sola. La resa canonica è quella di qui — «Il Grande Vigore è fermarsi; la Ritirata è tirarsi indietro» — perché mette i due nomi sullo stesso piano, come fa il cinese con 《》. Va riportata identica nel 33: è l'unico intervento cross-file che questa rifinitura lascia aperto.
  • LA GLOSSA DI 止 NEL 雜卦 È IL CARDINE DEL COMMENTARIO, E LA LEZIONE È ORA CONFERMATA SU TESTIMONI TRADIZIONALI. Il trattato scioglie il nome del segno con «fermarsi», che è il contrario di quanto il titolo lascia attendere, e questa contro-intuizione regge l'apertura e la sezione sul fraintendimento tipico. L'obiezione era seria: la fonte di _sequenze.json restituisce quella pagina in caratteri semplificati (大壮, 则), quindi la lezione non era stata vista su testimone tradizionale, e 止 è confondibile con 正, che compare per di più nel 彖 di questo stesso segno. Riscontro fatto in sede di rifinitura su due testimoni indipendenti in caratteri tradizionali — ctext.org, 雜卦傳, e 易學網 雜卦傳 — che recano entrambi 大壯則止,遯則退也. La lezione è 止 e il cardine del commentario regge. L'alternativa 正 resta registrata in ambiguita, dove il suo posto è.
  • IL VARCO NON LO APRE CHI SPINGE: RIFATTA LA DECLINAZIONE DELLA DECISIONE. Era il difetto più grave della prima stesura, e non era rattoppabile. Il file decide due volte che 藩決 non ha soggetto — in ambiguita al nove al quarto posto e nella lettura della stessa riga — e poi la declinazione della decisione restituiva la causalità a chi legge: «una spinta ben collocata apre da sé ciò che a testa bassa ti terrebbe fermo per mesi», dove il soggetto grammaticale di «apre» è la spinta. È il punto del file in cui il consultante decide, cioè il peggiore in cui contraddire l'agency del segno. Il blocco è stato riscritto da capo: la collocazione evita l'urto e sceglie dove appoggiare il peso, il varco che si apre non lo apre nessuno. Stessa ragione dietro la correzione della declinazione del lavoro, dove «la macchina» ha lasciato il posto al carro e «la parte che tira» alla parte che porta: il 輹 non tira, stringe la cassa all'assale e regge il carico, come dicono la glossa e la lettura del quarto posto.
  • MAPPA FIGURA-IMMAGINE, CORREZIONE IN dinamica. Il paragrafo assegnava la parte della siepe alle due righe spezzate e quattro frasi dopo faceva del sesto posto — che è una di quelle due, e cedevole — «uno dei due punti di massima spinta». Non può essere insieme il graticcio e la spinta massima. Riscritto distinguendo la sede dalla scena: la siepe è la parte alta della figura, le scene dell'animale incastrato stanno al terzo posto e in cima, e in cima chi ha caricato è ormai dentro il recinto.
  • RINVIO A 9 小畜 CORRETTO NELLA GLOSSA DI 輹. Il testo ricevuto del 9 小畜 九三 reca 輿說輻, non 輿說輹: la forma con 輹 vale per il 26 大畜 九二, e per il 9 è lettura d'apparato (contenuti/09-xiaoxu.json la annota come tale nel proprio LIT). La prima stesura presentava l'emendazione come lezione, e su quel rinvio poggiava per di più l'ammonimento del quarto posto — ora rifatto su base interna. La glossa distingue le due cose.
  • PUNTO DEL CRITICO RESPINTO: LE DUE TRADUZIONI DEL 雜卦 NON DIVERGONO. La nota al revisore che accompagna la critica dà per assodato che il 33 pubblichi «La grande forza si ferma; la Ritirata fa un passo indietro», e su quella base chiede a un umano di scegliere quale delle due frasi sia canonica. Il riscontro in repo dice altro: contenuti/33-dun.json pubblica esattamente la frase di questo file e dichiara in ambiguita di riprenderla da qui. La divergenza descritta non esiste e la questione non va sul tavolo del revisore. Resta aperta solo la maiuscola su «la Ritirata», che questa rifinitura introduce e che è documentata nella nota apposita.
  • AGENCY AL 六五: GRAMMATICA DEL PUB E QUANTO SE NE PUÒ DEDURRE. Il PUB rende 喪 in forma intransitiva — «Il montone si perde al confine dei campi» — come il parallelo 56 旅 上九, mentre il LIT tiene il transitivo «Perde l'ovino a Yi». Il commentario si aggancia al PUB per §I, e la prima stesura non lo faceva: diceva che stai perdendo «il tuo strumento principale», reintroducendo un possessore che il pub ha tolto e trasformando un referto di perdita in una spoliazione del lettore. Corretto. Si dichiara però il limite della correzione: 喪 resta il verbo di chi perde ciò che aveva, e 位不當也 imputa la perdita alla sede — qualcuno perde. Il commentario evita di attribuire l'animale a chi legge, non nega che la perdita sia una perdita.
  • PRESTITO GRAFICO AL NOVE AL TERZO POSTO: 君子 NON È «CHI HA PESO». Rilievo accolto e propagato. §B fissa il PUB di 君子 in «la persona compiuta, chi vale», ed è la resa che il pub della Piccola Immagine della stessa riga già usava. Il commentario ne aveva introdotta una terza — «chi ha peso» — che nell'edizione grava su 大人 (il 39 蹇 la usa per 利見大人, il 30 離 la registra come lettura ricevuta di 大人). Corretta in due luoghi, commentario.linee.3.lettura e commentario.cosa_chiede. Le formule si citano, non si ritraducono, e il commentario non può contraddire il proprio strato pubblico sulla parola che regge la riga.
  • CONTROLLO DI DIVERGENZA eseguito sui campi pubblicabili per: perseveranza, l'uomo superiore, uomo nobile, il nobile, l'uomo inferiore, il grande uomo, il creativo, il ricettivo, attraversare la grande acqua, la grande acqua, senza macchia, sublime, l'esercito. Nessuna occorrenza. Precisazione sulle rese correnti di questo segno, che non sono vietate ma sorvegliate: «potenza» compare due volte nel commentario come parola ordinaria della lingua e in nessun punto come nome del segno o come resa di 壯 negli strati LIT e PUB, dove il segno è sempre «Il Grande Vigore» e il carattere è «robustezza» o «forza»; «la potenza del grande» sta nel solo campo noto_anche_come.
  • FREEZE CORPUS v1.0 — 04/09/2026. Lessico portato a v1.2 (cancello S3 in blocco: NOTE-LESSICO.md). Patch applicate in questo file: E1 ali.zagua.zh. Stato: approvato (le questioni §K/§H che tenevano in_revisione sono ratificate in blocco).
  • Versione del lessico formulare: LESSICO-FORMULARE.md v1.2 (04/09/2026).