Vai al contenuto
La Luce Ferita: linea 1 yang, linea 2 yin, linea 3 yang, linea 4 yin, linea 5 yin, linea 6 yin, dal basso verso l'alto.

Esagramma 36 · La Luce Ferita

明夷 · Míng Yí · Il Fagiano che Grida

Fuoco sotto, Terra sopra

Il segno

C'è una luce, e qualcosa l'ha colpita. Non si è spenta: è finita sotto, dentro la terra, dove non illumina più nessuno. Il segno non ti chiede di riaccenderla, e nemmeno di fingere che sia intatta. Ti chiede una cosa sola, e la Grande Immagine la dice senza attenuarla: servirti del buio. Chi vale, qui, si copre la luce di proposito, e da quel buio fa luce a chi gli sta davanti.

La luce entra dentro la terra e ci resta: non cala dietro qualcosa, entra come in un luogo chiuso, e da lì il nome. Poi una serie di scene che sembrano tutte la stessa battuta di caccia. Qualcosa vola con le ali che pendono, come colpito in aria. Un uomo in cammino che per tre giorni non mangia, e chi lo ospita ha da ridire. Una ferita alla coscia sinistra, e un cavallo forte abbastanza da rimettere in piedi il ferito. Si va a caccia verso sud e si prende il capo. Si entra nel ventre da sinistra fino al cuore, poi si esce dalla porta di casa. In cima, uno salito in cielo e da lì sprofondato sotto terra. Per cinque righe due scene stanno una sopra l'altra — una luce colpita e un uccello colpito — e il testo non sceglie. Alla sesta non c'è preda: c'è chi ha spento.

Perché questo nome

明 è il sole e la luna nello stesso grafo: la luce in quanto rende visibile. 夷 lo glossà il 序卦 dentro il testo stesso — 夷者,傷也 «夷 vuol dire ferire» — e il 彖 lo conferma parlando di 晦其明 «coprire la propria luce». «La Luce Ferita» traduce i due caratteri e non la loro interpretazione, come §H impone: la luce c'è, ed è stata colpita. Scartate tutte le forme di «oscuramento», «ottenebramento» e «offuscamento della luce»: sono le rese ricevute, nominano un processo atmosferico invece di un colpo, e «L'Offuscamento» era già la resa scartata del 4 蒙, dove la coltre che ricopre è il carattere stesso. Scartata «L'Eclissi», che è fenomeno astronomico e toglie l'agente. Resta in titolo_alt la resa concreta della lettura filologica alternativa, quella che legge 明夷 come 鳴雉 «il fagiano che grida»: è attestata e va tenuta a vista, ma il testo ricevuto — 序卦, 彖, 大象 — legge compatto 夷 = 傷, e un titolo di pagina non può poggiare sulla lettura di minoranza. La regola delle coppie non morde: né 明 né 夷 compaiono nel nome di altri segni. Il 35 晉 e il 36 sono coppia di figura rovesciata, non di nome.

Noto anche come: L'Ottenebramento della luce, L'Oscuramento della luce, L'Offuscamento della luce, La Luce Oscurata, L'Eclissi della luce, Darkening of the Light, Ming I, Ming Yi.

Come si legge

Fuoco: linea 1 yang, linea 2 yin, linea 3 yang, dal basso verso l'alto.Trigramma inferioreFuoco · 離
Terra: linea 1 yin, linea 2 yin, linea 3 yin, dal basso verso l'alto.Trigramma superioreTerra · 坤

Sotto sta il fuoco, sopra la terra: la luce è finita al piano di sotto, con tutto il peso scuro addosso. È il 35 girato di sottosopra — là la luce esce sopra la terra, qui è la stessa figura capovolta, e basta quello a rovesciare il segno. Le due righe piene stanno in basso, al primo e al terzo posto: la forza è tutta sepolta, ed è dal terzo che parte l'unico attacco. Il quinto posto, che di regola è del sovrano, qui è cedevole e porta il nome di un uomo che si finse pazzo per restare vivo. Chi sta in cima è la sola riga che il buio non lo subisce: lo fa. E la sua Piccola Immagine non le concede attenuanti.

Il responso

Giudizio 卦辭

明夷。利艱貞。

La luce è ferita. Conviene tenere fermo nella difficoltà.

lettura filologica

Luce ferita. Giova divinare nella prova ardua.

Glossa carattere per carattere
明míngil sole e la luna affiancati nello stesso grafo: la luce in quanto fa vedere, non la fonte luminosa
夷yíabbattere, ferire, spianare; il 序卦 lo glossa 傷 «ferire» dentro il testo stesso. Vale anche come nome dei popoli dell'est e come «livellare»Schuessler
艱jiānla prova ardua, il passaggio duro; nelle iscrizioni è la difficoltà che grava, non il semplice ostacoloKunst
貞zhēndivinare, sottoporre a presagio; 貞人 è il divinatore di professione nelle iscrizioni ShangKunst
Il testo è ambiguo su 明夷
  • 明 «luce» + 夷 «ferire, abbattere» (lettura ricevuta, e quella che il 序卦 e il 彖 danno del testo)
  • 明夷 come grafia di 鳴雉 «il fagiano che grida», nome di uccello (Wen Yiduo, Gao Heng; ripreso da Kunst)

Scelta: «luce ferita» su entrambi gli strati, con la lettura ornitologica esposta qui e non adottata — §I ammette il prestito grafico nel PUB solo se è attestato dall'apparato, mai perché suona meglio. Qui l'attestazione è esegetica moderna, non manoscritta, e il testo ricevuto legge compatto in senso opposto: il 序卦 chiude con 夷者,傷也 e il 彖 con 晦其明也. Va però detto che la lettura come uccello spiega meglio di qualunque altra il 初九 — 于飛 è la formula del volo nelle Odi, e 垂其翼 «lascia pendere le ali» non ha senso detto di una luce — e spiega il 獲…之心 del 六四 come colpo di caccia. Le due letture restano sovrapposte per tutto il segno e il commentario tiene entrambe le scene.

Il testo è ambiguo su 貞
  • rettitudine, costanza (lettura neoconfuciana)
  • presagio saldo, divinare (lettura oracolare)

Scelta: LIT prende l'oracolare, PUB la resa fissata da §C2 per 利艱貞 — Il senso etico è posteriore di circa sette secoli al testo. Qui 貞 non è nudo: 利 ne fissa la polarità, quindi §C3 non si applica e vale la resa di tabella.

Grande Immagine 大象

明入地中。明夷。君子以蒞眾。用晦而明。

La luce sprofonda dentro la terra: è la luce ferita. Chi vale, guardandola, sta davanti a molti: si serve del buio, ed è così che illumina.

lettura filologica

La luce entra dentro la terra: luce ferita. Il signore, da questo, si accosta alla moltitudine: impiega l'oscurità, e con quella fa luce.

Glossa carattere per carattere
入rùentrare dentro, penetrare in un luogo chiuso; non «tramontare», che sarebbe 沒
蒞lìaccostarsi a, presentarsi davanti a e quindi presiedere; il carattere è scritto anche 莅Schuessler
眾zhòngla moltitudine, la massa degli uomini; nella lingua Zhou è il corpo dei convocati, non il pubblicoKunst
晦huìl'ultimo giorno del mese lunare, quando la luna non si vede; da lì «buio, oscurità»Schuessler
Il testo è ambiguo su 君子
  • il membro della casa nobiliare (senso Zhou, sociale)
  • la persona compiuta (senso confuciano, etico)

Scelta: doppio binario: LIT sociale, PUB ricevuto — Il senso etico entra col Lunyu, da 400 a 600 anni dopo il testo. Qui la scelta pesa più del solito, perché 蒞眾 presuppone qualcuno che sta davanti a una moltitudine convocata: nel LIT è una posizione di comando, nel PUB è chiunque abbia gente che lo guarda.

Il testo è ambiguo su 用晦而明
  • «impiega l'oscurità e così facendo illumina» (而 con valore consecutivo)
  • «impiega l'oscurità eppure è luminoso» (而 con valore avversativo)

Scelta: il valore consecutivo su entrambi gli strati — La differenza non è di sfumatura: l'avversativo fa del buio un ostacolo superato, il consecutivo ne fa lo strumento. Il 彖 dello stesso segno spinge verso il consecutivo — 晦其明也 fa di 晦 un atto transitivo esercitato sulla propria luce — e su quella lettura poggia tutto il commentario.

Cosa chiede

Ti chiede di distinguere due cose che da fuori si somigliano: coprire la luce e lasciarla spegnere. Il buio della situazione non l'hai scelto tu, e il segno non finge che tu possa dissiparlo. Quello che fai della tua luce dentro quel buio è invece interamente tuo, ed è tutto ciò che ti viene messo in mano. Il testo non consiglia di sparire: chi vale resta davanti a molti, tiene il suo posto, e proprio lì si serve dell'oscurità invece di lamentarsene. La Piccola Immagine del quinto posto lo dice nella forma più corta possibile: la luce non si lascia spegnere. Non dice che risplende.

Dove si sbaglia. Si legge come un invito a sparire, e diventa un alibi. Andarsene il segno lo concede, e in due punti lo approva: al primo posto chi vale è già per strada, al quarto si esce dalla porta appena si è visto abbastanza. Quello che non concede è che uscire valga come spegnere: la Grande Immagine tiene chi vale davanti a molti, con l'oscurità adoperata come strumento e non subita. L'errore opposto è più raro e costa di più: credere che coprirsi la luce sia una tattica gratuita. Al primo posto costa tre giorni di digiuno e il biasimo di chi ti ospita, e il testo li registra senza sconti.

Nelle diverse aree

Lavoro
Un posto dove dire quello che vedi ti costa più di quanto renda. Il segno non ti chiede di smettere di vederlo. Ti chiede di smettere di esporlo, e di non chiamarla rassegnazione.
Relazioni
Il 彖 dice da dove viene la prova: da dentro casa. E l'unica voce contraria di tutto il segno è quella di chi ti ospita, che ha parole da dire su di te. Tenere la luce coperta con chi ti sta vicino vuol dire fargli vedere meno di quanto è abituato a vedere, e quello che non gli spieghi lo interpreterà lui. Il segno non gli dà torto: mette le sue parole nel conto, insieme ai tre giorni senza mangiare, e non le smentisce.
Decisione
Il giudizio fissa la condizione prima ancora di parlare di scelte: tenere fermo dentro il passaggio duro. Non promette che la decisione giusta sciolga la difficoltà — la difficoltà resta, e la scelta si tiene lì dentro, con la poca luce che ti è rimasta in mano. Al terzo posto il colpo riesce, e il testo nella frase successiva toglie la fretta: puoi scegliere, e poi ti resta da attraversare per intero quello che hai scelto.
Interiorità
La luce è tua e resta accesa: coprirla è un atto tuo, e il segno lo assegna a te con un verbo. Il lavoro è tenerla coperta senza finire per convincerti che non c'era.

Questo segno è uscito nella tua interrogazione?

La pagina spiega il segno in sé. Il consulto parte dal tuo quesito e dalle linee che il tiro ha mosso.

Interroga l'oracolo

Le sei linee

Dal basso verso l'alto. Una linea si legge solo quando il tiro la indica mutevole.

  1. prima linea初九

    Testo

    明夷於飛。垂其翼。君子於行。三日不食。有攸往。主人有言。

    La luce ferita vola e si lascia pendere le ali. Chi vale è per strada: tre giorni senza mangiare. C'è una direzione. Chi lo ospita ha da ridire.

    lettura filologica

    La luce ferita è in volo: lascia pendere le ali. Il signore è in cammino: per tre giorni non mangia. C'è dove andare. Il padrone di casa ha parole.

    Glossa carattere per carattere
    於yúqui non «verso»: 於飛 e 於行 sono la formula 于飛 / 于行 delle Odi, dove il carattere è particella verbale e non preposizione di luogoBaxter-Sagart 2014
    垂chuífar pendere giù, lasciar cadere per il proprio peso; non «abbassare» come atto di volontà
    翼yìl'ala; il carattere regge la lettura ornitologica del nome del segno
    食shímangiare, prendere cibo; il 小象 ne fa un atto conforme al giusto, non una privazione subita
    主人zhǔ rénil padrone di casa, chi ospita; nel Zhouyi è termine di relazione concreta, non «il signore» in senso politicoKunst
    有言«ci sono parole»: nella lingua oracolare vale il biasimo espresso, la contestazione, non la conversazioneGao Heng
    Il testo è ambiguo su 明夷
    • 明 «luce» + 夷 «ferire, abbattere» (lettura ricevuta, e quella che il 序卦 e il 彖 danno del testo)
    • 明夷 come grafia di 鳴雉 «il fagiano che grida», nome di uccello (Wen Yiduo, Gao Heng; ripreso da Kunst)

    Scelta: «luce ferita» su entrambi gli strati, con la lettura ornitologica esposta qui e non adottata — §I ammette il prestito grafico nel PUB solo se è attestato dall'apparato, mai perché suona meglio. Qui l'attestazione è esegetica moderna, non manoscritta, e il testo ricevuto legge compatto in senso opposto: il 序卦 chiude con 夷者,傷也 e il 彖 con 晦其明也. Va però detto che la lettura come uccello spiega meglio di qualunque altra il 初九 — 于飛 è la formula del volo nelle Odi, e 垂其翼 «lascia pendere le ali» non ha senso detto di una luce — e spiega il 獲…之心 del 六四 come colpo di caccia. Le due letture restano sovrapposte per tutto il segno e il commentario tiene entrambe le scene.

    Il testo è ambiguo su 於飛
    • «vola verso», con 於 preposizione di direzione
    • «è in volo», con 於 (于) particella verbale della lingua delle Odi

    Scelta: la particella verbale su entrambi gli strati — 鳳凰于飛 e 燕燕于飛 nelle Odi fissano la formula: 于 non introduce una meta. Prenderlo come preposizione costringe a inventare una destinazione che il testo non nomina, e rende incomprensibile il parallelo 君子于行 due frasi dopo.

    Piccola Immagine 小象

    君子於行。義不食也。

    Chi vale è per strada: che non mangi è la cosa giusta.

    lettura filologica

    «Il signore è in cammino»: per ciò che è giusto non mangia.

    Glossa carattere per carattere
    義yìciò che è conforme, la misura giusta di un atto; qui non «dovere morale» ma «è nell'ordine delle cose che»Schuessler

    Qualcosa vola con le ali che pendono: colpito, e ancora in aria. Sotto, un uomo si mette in cammino e per tre giorni non mangia. Non è smarrimento — una direzione ce l'ha, il testo lo dice apposta. È il prezzo dell'andarsene subito, prima che il buio si chiuda. Chi lo ospita ha da ridire, e quelle parole restano dove sono: la Piccola Immagine non le raccoglie, commenta il cammino e dice che il digiuno è nell'ordine delle cose.

    Quando muove. Il movimento qui è la partenza anticipata, quella che nessuno intorno a te capisce mentre la fai. Verrà letta come una fuga o come una scortesia, e non avrai il modo né il tempo di spiegarla. La riga dice che il conto lo paghi subito, e lo paghi in fame.

    Attenzione. Tre giorni sono tre giorni, non una condizione permanente. Se il digiuno diventa la tua identità invece del prezzo di un viaggio, hai smesso di andare da qualche parte.

  2. seconda linea六二

    Testo

    明夷夷於左股。用拯馬壯。吉。

    La luce ferita porta la ferita alla coscia sinistra. Per rialzarla c'è un cavallo forte. È propizio.

    lettura filologica

    Luce ferita: ferita alla coscia sinistra. Impiega [per] sollevare: il cavallo è vigoroso. Fausto.

    Glossa carattere per carattere
    夷yíseconda occorrenza del carattere nella stessa riga, qui come verbo pieno: ferire, abbattere. Il raddoppio 明夷夷 è la prova interna che il nome del segno contiene già questo valore
    股gǔla coscia, il segmento fra anca e ginocchio: la parte con cui si cammina e si sta a cavallo
    左zuǒsinistro; nel Zhouyi il lato sinistro ricorre come lato non dominante, quindi ferita che limita senza uccidere
    拯zhěngsollevare di peso, tirare su chi è caduto; scritto anche 抍Schuessler
    壯zhuàngvigoroso, nel pieno della forza fisica; è il nome del segno 34 大壯
    Il testo è ambiguo su 用拯馬壯
    • «il cavallo impiegato per sollevare è vigoroso», con 馬壯 predicativo
    • «ci si serve di un soccorso: un cavallo vigoroso», con 馬壯 apposizione dello strumento

    Scelta: il predicativo nel LIT, senza scegliere fra i due nel PUB — La stessa identica formula compare al 初六 del 59 渙, dove pure chiude con 吉: è blocco formulare autonomo e va tenuto uniforme nei due luoghi. La differenza fra le due analisi non cambia la scena — un cavallo abbastanza forte da rimettere in piedi qualcuno — e il PUB la lascia dov'è.

    Piccola Immagine 小象

    六二之吉。順以則也。

    Il propizio del sei al secondo posto: cede, e cedendo sta alla regola.

    lettura filologica

    Il fausto del sei al secondo posto: è docile secondo la norma.

    Glossa carattere per carattere
    順shùnandare nel verso di, assecondare; è la qualità che i commentari assegnano al trigramma 坤
    則zéla norma, la regola stabilita; lo stesso carattere torna in cima al segno con 失則 «ha perduto la regola»

    La ferita c'è ed è precisa: la coscia sinistra. Non il cuore, non un organo — la parte con cui si cammina e si monta a cavallo. Sei colpito dove ti muovi, non dove vivi. E nella stessa riga arriva un cavallo abbastanza forte da rimetterti in sella. Il testo chiama tutto questo propizio senza ritirare la ferita: le due cose stanno insieme, non una al posto dell'altra.

    Quando muove. Questa riga che si muove segnala un danno vero alla tua capacità di spostarti, e nello stesso momento un mezzo per rialzarti che non viene da te. Il soccorso arriva da fuori ed è già lì. La cosa da fare è lasciarsi sollevare, che non è la stessa cosa che aspettare.

    Attenzione. Un cavallo forte non guarisce la coscia: ti rimette in sella. Il propizio della riga sta sul soccorso, non sulla ferita, e la ferita non è stata tolta dal conto: è la parte con cui cammini, ed è rotta anche mentre ti muovi.

  3. terza linea九三

    Testo

    明夷於南狩。得其大首。不可疾貞。

    La luce ferita è nella battuta di caccia a sud: ne prende il capo. Non è cosa su cui insistere in fretta.

    lettura filologica

    La luce ferita è alla caccia del sud: ne ottiene il capo grande. Non si può divinare in fretta.

    Glossa carattere per carattere
    狩shòula battuta di caccia invernale del re, che nella lingua Zhou vale anche come spedizione punitiva: caccia e campagna militare sono lo stesso attoShaughnessy 2022
    南nánil sud; direzione della campagna, non simbolo
    大首dà shǒula testa grande: il capo del branco se la scena è di caccia, il capo nemico se è di guerra
    疾jírapido, precipitoso; il carattere vale anche «malattia», e la scelta cambia la fraseSchuessler
    Il testo è ambiguo su 疾
    • «in fretta», avverbio che modifica 貞
    • «malattia», sostantivo che ne diventa l'oggetto: «non si può divinare sulla malattia»

    Scelta: l'avverbio su entrambi gli strati — Le due letture del carattere sono entrambe correnti nel Zhouyi — 有疾 al 九三 del 33 遯 è sicuramente la malattia. Qui però non c'è nessun malato nella riga, e la frase segue immediatamente una cattura riuscita: il freno posto subito dopo la vittoria è coerente, l'irruzione di un tema medico no.

    Il testo è ambiguo su 不可疾貞
    • «non si può divinare in fretta», con 貞 atto oracolare
    • «non è cosa su cui insistere in fretta», con 貞 nella resa di §C2

    Scelta: l'atto oracolare nel LIT, la resa di §C2 nel PUB — 不可貞 sta in tabella; l'inserzione di 疾 la modifica senza scioglierla. Il PUB tiene la resa fissata e vi aggiunge l'avverbio, invece di ritradurre la formula da capo.

    Piccola Immagine 小象

    南狩之志。乃大得也。

    Il proposito della caccia a sud: quello che se ne ricava è grande.

    lettura filologica

    Il proposito della caccia del sud: allora l'acquisto è grande.

    Glossa carattere per carattere
    志zhìil proposito, la direzione che ci si è dati; non l'intenzione momentaneaGao Heng
    乃nǎie allora, a quel punto: segnala la conseguenza, non il rafforzativo
    Il testo è ambiguo su 乃大得也
    • 乃大得也 «allora l'acquisto è grande» (fonte di base)
    • 乃得大也 «allora ottiene il grande» (seconda edizione collazionata)

    Scelta: si trascrive 乃大得也, la lezione della fonte di base, senza uniformarla — È l'unica divergenza di sostanza registrata dalla collazione doppia di questo segno: un'inversione di 大 e 得 che sposta 大 da avverbio a oggetto. Emendare il cinese della fonte per farlo tornare con l'altra edizione intaccherebbe la base della tracciabilità. La divergenza non è entrata nel campo varianti perché l'enumerazione dello schema ammette solo testimoni manoscritti e due edizioni critiche, e nessuna delle due fonti web vi rientra: forzarne una sarebbe falsificare l'apparato.

    L'unica riga che attacca. Si va a caccia verso sud — e nel Zhouyi la battuta del re è anche la spedizione punitiva — e si prende il capo, la testa grande. La Piccola Immagine conferma che il proposito era quello e che il guadagno è grande. Poi il testo frena di colpo, nella frase subito dopo la vittoria: su questo non si insiste in fretta. Hai preso chi comandava. Non hai sistemato niente.

    Quando muove. Il movimento qui è l'occasione di colpire in alto, e arriva dal basso, dalla terza riga, ancora dentro il fuoco sepolto. La linea dice che il colpo riesce. Dice anche, nello stesso respiro, che il tempo che viene dopo non si può accorciare.

    Attenzione. Aver preso il capo somiglia moltissimo ad aver finito. Il freno il testo lo mette esattamente lì, dopo la riuscita e non prima, perché è lì che serve.

  4. quarta linea六四

    Testo

    入於左腹。獲明夷之心。於出門庭。

    Si entra nel ventre, da sinistra, e si arriva al cuore della luce ferita. Poi si esce dalla porta e dal cortile.

    lettura filologica

    Entra nel ventre sinistro. Cattura il cuore della luce ferita. Esce dalla porta e dal cortile.

    Glossa carattere per carattere
    腹fùil ventre, la cavità molle del corpo; è la parte dove si entra e dove sta il cuore
    獲huòprendere alla caccia o alla guerra, mettere le mani su una preda; è verbo di cattura, non di conquista moraleKunst
    心xīnil cuore come organo e come sede di ciò che si pensa; il 小象 lo affianca a 意 e sposta la bilancia verso il secondo valore
    門庭mén tíngla porta e il cortile che sta dietro: la soglia della casa, non un limite figurato
    Il testo è ambiguo su 入於左腹。獲明夷之心
    • scena di caccia: si entra nel ventre della preda, da sinistra, e le si prende il cuore
    • scena di corte: ci si insinua nella parte interna e non esposta, e si arriva a conoscere le intenzioni di chi porta la luce ferita

    Scelta: il LIT tiene il corpo e la cattura, il PUB tiene entrambe le scene, il commentario le dichiara — Il 小象 sposta esplicitamente verso la seconda lettura glossando 心 con 心意 «cuore e intenzione». Ma il verbo è 獲, che nel Zhouyi è sempre cattura di preda o di nemico, e 左腹 è una parte anatomica. Sciogliere l'ambiguità in silenzio verso la lettura psicologica sarebbe adottare il commento al posto del testo.

    Il testo è ambiguo su 於出門庭
    • «esce dalla porta e dal cortile», con 於 (于) particella verbale come al 初九
    • «quanto all'uscire dalla porta e dal cortile», con 於 preposizione che tematizza

    Scelta: la particella verbale, per coerenza con 於飛 e 於行 del 初九 — È lo stesso carattere nello stesso segno, e in questa posizione la fonte lo scrive nello stesso modo. Trattarlo come particella al 初九 e come preposizione qui richiederebbe una ragione che il testo non dà.

    Piccola Immagine 小象

    入於左腹。獲心意也。

    Si entra nel ventre, da sinistra: si arriva a cuore e intenzione.

    lettura filologica

    «Entra nel ventre sinistro»: cattura il cuore e l'intenzione.

    Glossa carattere per carattere
    意yìciò che uno ha in mente, l'intenzione non dichiarataGao Heng

    Si entra nel ventre, da sinistra, e si arriva fino al cuore. Se la scena è di caccia è il colpo che chiude l'inseguimento; se è di corte, è essere entrato tanto dentro da conoscere le intenzioni. La Piccola Immagine sceglie la seconda: si arriva a cuore e intenzione. E subito dopo si esce dalla porta e dal cortile. Hai capito come stanno le cose, e la conclusione che ne trai è andartene.

    Quando muove. La riga che si muove è il momento in cui vedi per intero il centro della faccenda. Non ti dà potere su di essa: ti dà una ragione per uscire. Il gesto che il testo registra non è usare quello che hai capito. È varcare la soglia.

    Attenzione. Sapere dove batte il cuore di una cosa non è averla in mano. Chi resta dentro per sfruttare quello che ha capito perde la porta che il testo gli sta indicando.

  5. quinta linea六五

    Testo

    箕子之明夷。利貞。

    La luce ferita, quella di Jizi. Conviene tenere fermo.

    lettura filologica

    La luce ferita di Jizi. Giova divinare.

    Glossa carattere per carattere
    箕子jīzǐJizi, il visconte di Ji: nobile della casa Shang, zio del re, che secondo la tradizione storiografica si finse pazzo per non essere ucciso e per non tacere del tuttoShaughnessy 2022
    之zhīparticella di determinazione: la luce ferita che è di Jizi, cioè il suo caso particolare del segno
    貞zhēndivinare; qui 利 ne fissa la polarità e vale la resa di §C2, non quella di §C3
    Il testo è ambiguo su 箕子
    • nome proprio: il visconte di Ji, come legge il 彖 dello stesso segno (箕子以之)
    • sintagma non onomastico, dove l'identificazione con il personaggio storico sarebbe già opera dello strato commentariale

    Scelta: nome proprio su entrambi gli strati — Il Zhouyi nomina altrove personaggi storici senza presentarli — 高宗 nel 63, 帝乙 nell'11 e nel 54 — e qui l'identificazione è sostenuta dal 彖, che nello stesso passo affianca 文王. Resta il fatto che il 彖 è un'Ala, quindi strato posteriore: la lettura storica del 六五 poggia su un commento, non sul solo 爻辭. Si adotta perché è antica e coerente, e la si dichiara qui perché non è gratuita.

    Piccola Immagine 小象

    箕子之貞。明不可息也。

    Jizi tiene fermo: la luce non si lascia spegnere.

    lettura filologica

    Il presagio di Jizi: la luce non può spegnersi.

    Glossa carattere per carattere
    息xīil respiro, e per estensione il cessare; 不息 è «senza smettere»Schuessler
    明míngla luce, qui soggetto: non chi la porta
    Il testo è ambiguo su 箕子之貞
    • 貞 nudo, senza prognostico nella clausola: resa oracolare secondo §C3 («la consultazione di Jizi»)
    • 貞 anaforico, che cita il 利貞 della propria 爻辭: resa di §C2 («Jizi tiene fermo»)

    Scelta: l'oracolare nel LIT, l'anaforico nel PUB — §C3 vieta il default silenzioso verso il ramo positivo dove 貞 è nudo, perché quel default converte una consultazione in un atto di volontà. Qui il 貞 non è nudo in senso proprio: è la citazione abbreviata del 利貞 della riga commentata, che §C2 ha già reso «conviene tenere fermo». Prendere il ramo di §C2 non è un default, è coerenza fra un commento e il testo che commenta — ma poiché la clausola presa da sola cadrebbe sotto §C3, la decisione va dichiarata invece che presa in silenzio.

    Qui il segno smette di descrivere e fa un nome. Jizi era zio del re: vide dove finiva la dinastia, non volle morire e non volle tacere del tutto, e si finse pazzo. Il testo non lo giudica. Lo mette al quinto posto, che di regola è del comando, e Jizi il comando non l'ha mai avuto: sta dentro la casa che cade, parente di chi la fa cadere e senza modo di fermarlo. Il 彖 dice cosa gli resta dritto: non la dinastia, il suo proposito. Conviene tenere fermo, dice la riga; la Piccola Immagine spiega fermo su cosa.

    Quando muove. Il movimento qui è la scelta di sopravvivere senza cedere quello che sai. È la riga più scomoda del segno, perché da fuori somiglia alla viltà e da dentro non lo è, e la verifica non può farla nessun altro al posto tuo.

  6. sesta linea上六

    Testo

    不明晦。初登於天。後入於地。

    Nessuna luce, solo il buio. Prima è salito in cielo, poi è sprofondato sotto terra.

    lettura filologica

    Non illumina: buio. Dapprima è salito al cielo, poi è entrato dentro la terra.

    Glossa carattere per carattere
    晦huìil buio della luna che non si vede; qui non più strumento come nel 大象, ma stato
    登dēngsalire montando, arrivare in alto per gradi
    初chūdapprima, nel primo tempo; correlativo di 後
    後hòudopo, nel secondo tempo
    Il testo è ambiguo su 不明晦
    • 不明晦 come blocco unico: «non fa luce, è buio»
    • 不明,晦 in due segmenti: «non illumina; è il buio», con 晦 predicato autonomo
    • 不明晦 con 晦 oggetto: «non rischiara l'oscurità»

    Scelta: il blocco unico, reso con due segmenti asindetici in italiano — §J: la punteggiatura è nostra e la segmentazione contesa va dichiarata. La fonte separa con il solo punto ideografico e non decide. La terza lettura è la meno sostenuta perché farebbe di 明 un verbo transitivo, uso che il segno non presenta altrove; fra le prime due la differenza è di respiro, non di senso, e il 小象 non arbitra perché non cita questo segmento.

    Piccola Immagine 小象

    初登於天。照四國也。後入於地。失則也。

    Prima è salito in cielo: illuminava i quattro angoli del paese. Poi è sprofondato sotto terra: ha perso la regola.

    lettura filologica

    «Dapprima è salito al cielo»: illuminava i quattro regni. «Poi è entrato dentro la terra»: ha perduto la norma.

    Glossa carattere per carattere
    照zhàoilluminare qualcosa dall'alto, gettarvi sopra la luce
    四國sì guói quattro regni, cioè le terre nelle quattro direzioni: la formula Zhou per «tutto il paese»Kunst
    失則perdere la norma; riprende in negativo il 順以則 del sei al secondo posto, e chiude il segno sullo stesso carattere

    Nessuna luce, solo il buio. Poi il testo racconta una parabola in due tempi: prima è salito in cielo, poi è sprofondato sotto terra. La Piccola Immagine aggiunge cosa c'era nel mezzo — illuminava i quattro angoli del paese — e cosa è successo: ha perduto la regola. Questa non è la riga di chi il buio lo subisce. È la riga di chi lo produce, ed è arrivata in cima.

    Quando muove. La riga che si muove ribalta il punto di osservazione: per una volta il segno guarda chi ha spento la luce, non chi la sta coprendo. Vale quando il danno non ti viene fatto ma lo stai facendo, e la salita che l'ha reso possibile ti sembra ancora un merito.

    Attenzione. Chi illuminava i quattro angoli del paese non si accorge del momento in cui smette. Il segnale non è il buio intorno: è che la regola che ti reggeva non la stai più usando.

I commentari antichi

Tuanzhuan 彖傳

明入地中。明夷。內文明而外柔順。以蒙大難。文王以之。利艱貞。晦其明也。內難而能正其志。箕子以之。

La luce sprofonda dentro la terra: è la luce ferita. Dentro c'è ordine e chiarezza, fuori arrendevolezza: così si regge la grande prova. Il re Wen fece così. «Conviene tenere fermo nella difficoltà» vuol dire coprire la propria luce. La prova viene da dentro casa, e nonostante questo il proposito resta dritto. Jizi fece così.

lettura filologica

La luce entra dentro la terra: luce ferita. Dentro è ornata e luminosa, fuori cedevole e docile: con questo subisce la grande prova. Il re Wen fece così. «Giova divinare nella prova ardua»: oscura la propria luce. La prova è dentro casa, e tuttavia riesce a raddrizzare il proprio proposito. Jizi fece così.

Glossa carattere per carattere
文明wén míngornato e luminoso: la coppia con cui i commentari qualificano il trigramma 離, che sta in basso
柔順róu shùncedevole e assecondante: la coppia con cui i commentari qualificano il trigramma 坤, che sta in alto
蒙méngricevere addosso, subire; è il carattere che dà il nome al segno 4, dove vale «coprire»Schuessler
難nànla prova che grava, la situazione difficile da attraversare
文王wén wángil re Wen, fondatore riconosciuto della casa Zhou; la tradizione lo vuole prigioniero a Youli sotto l'ultimo re Shang
正zhèngraddrizzare, mettere per dritto: verbo transitivo, non aggettivo
Il testo è ambiguo su 內難
  • «la prova è all'interno», cioè dentro la propria casa o il proprio schieramento
  • «la prova è interiore», cioè nell'animo

Scelta: l'interno come luogo, non come interiorità — 內 e 外 nel periodo precedente sono i due trigrammi, quindi due posizioni; e la vicenda di Jizi è di famiglia regnante, non di coscienza. La lettura psicologica è possibile in italiano proprio perché «interno» è ambiguo, e per questo va esclusa esplicitamente: farebbe del segno un fatto privato mentre il 彖 lo tiene politico.

Xugua 序卦

進必有所傷,故受之以《明夷》。夷者,傷也。

Chi si fa avanti, prima o poi, qualcosa se la rompe: per questo dopo viene la Luce Ferita. 夷 vuol dire ferita.

lettura filologica

Chi avanza per forza qualcosa si ferisce: perciò si riceve con 明夷. 夷 è ferire.

Glossa carattere per carattere
進jìnavanzare, farsi avanti: è la glossa che il trattato stesso dà del 35 晉, il segno che precede
傷shāngferire e la ferita; è la glossa che il trattato dà di 夷 dentro il testo, e la ragione del nostro titoloSchuessler
Il testo è ambiguo su 有所傷
  • «c'è qualcosa che viene ferito», con 所 che nominalizza il paziente
  • «c'è chi ne resta ferito», con il soggetto dell'avanzata come vittima

Scelta: il paziente indeterminato su entrambi gli strati — 所 marca il termine dell'azione senza dire chi sia. Il trattato costruisce la catena dei segni per concatenazione logica e non nomina né un aggressore né una vittima: chiudere l'indeterminatezza in traduzione aggiungerebbe un'agency che il cinese non assegna.

Zagua 雜卦

《明夷》,诛也。

La Luce Ferita è il castigo che si esegue.

lettura filologica

明夷 è la messa a morte.

Glossa carattere per carattere
诛zhūpunire mettendo a morte, giustiziare; forma semplificata di 誅Schuessler
Il testo è ambiguo su 诛
  • 诛, forma grafica semplificata restituita dalla fonte del 雜卦
  • 誅, forma tradizionale usata in tutto il resto del file

Scelta: si trascrive verbatim la forma della fonte, senza convertirla — La scheda fonte/_sequenze.json dichiara che il 雜卦 è stato recuperato in caratteri semplificati per ripiego e va convertito a valle, con verifica, su tutti i file insieme. Stessa scelta già fatta sul 30 (离), sul 33 (大壮, 则) e sul 35 (晋, 昼). Convertire qui e non altrove produrrebbe un corpus disomogeneo per la strada opposta a quella che si vuole evitare.

Il testo è ambiguo su 诛
  • «mettere a morte, giustiziare»
  • «biasimare, incolpare», valore più debole del carattere

Scelta: la messa a morte nel LIT, il castigo eseguito nel PUB — Il 雜卦 accosta i segni per contrasto secco e sceglie i termini più duri: il valore forte è quello coerente con la serie. Il valore debole è registrato perché renderebbe il 雜卦 più vicino al 序卦 (傷 «ferire») di quanto non sia.

Segni collegati

Provenienza del testo

Fonte cinese:
Wikisource cinese (https://zh.wikisource.org/wiki/周易/明夷). Il testo è confrontato carattere per carattere con la fonte.
Collazionato con:
EEE-Learning 易經學習網 (www.eee-learning.com/book/eee36) — collazione doppia eseguita in sede di acquisizione e registrata in fonte/36-mingyi.json
Apparato:
Kunst, The Original Yijing (1985); Shaughnessy, The Origin and Early Development of the Zhou Changes (Brill 2022, OA); Gao Heng, Zhouyi gujing jinzhu; Schuessler, ABC Etymological Dictionary of Old Chinese; Baxter-Sagart 2014